CISTI, NODULI, GOZZI, E TANTI BEI SENI DA PRESERVARE

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La pressione mediatica concentrata sui componenti più redditizi e vulnerabili

Il terrorismo medico-farmaceutico non è mai casuale ed episodico, ma è una costante, è qualcosa che non dà tregua.
Non c’è pagina di quotidiano, non c’è rubrica della salute, non c’è rivista e non c’è televisione che non siano occupati in pianta stabile dai militari del bisturi, del farmaco e dell’integratore.
Il mercato si gioca sui componenti più deboli e più vulnerabili del mercato, ovvero sulla pelle dei bambini ignari e su quella delle donne e delle madri, da sempre punto focale di ogni programma pubblicitario, visto che molte di esse hanno fatto, fanno o faranno altri bei bambini da accalappiare.

Viviamo in un mondo cinico ed ostile

Alan Goldhamer, medico igienista con clinica a Santa Monica in California, in un suo discorso in seno alla convenzione annua dell’igienismo, tenutasi nel luglio 1995 a Baltimora, ricordò a tutti l’assoluta necessità, ovvero l’obbligo, di diventare independent thinkers, gente cioè capace di ragionare con la propria testa.
Prendete nota, aggiunse, che viviamo in un mondo decisamente ostile, disegnato e programmato per farci ammalare a ripetizione e a comando, e per farci morire prima del tempo, non senza aver prima rinfoltito le casse della chirurgia mondiale e del condor farmaceutico che le sta appresso.

Le cose in realtà stanno anche peggio degli scenari inquietanti prospettati da Goldhamer

Non solo aveva ragione, ma aveva sminuito il problema, alla luce di quanto è successo negli ultimi anni.
I reparti speciali dell’Aids non sono stati per niente smantellati, e stanno vincendo altre guerre in India, Cina e Vietnam (dove si può parlare di una quasi-rivincita storica sulla disfatta indocinese degli USA).
Le pandemie aviarie e suine stanno tenendo banco in tutta l’Asia, al punto che nel maggiore aeroporto del mondo, quello di Hongkong, ogni 15 minuti risuona un sinistro annuncio in inglese e in cinese, che ammonisce la gente a disinfettarsi le mani e a comportarsi igienicamente, per far fronte alle emergenze della aviaria e dell’HFMD (l’Aids asiatico dei bambini).
Tanti altri segnali ci dicono che abbiamo tutti una brutta gatta da pelare.

Un regime sanitario marcescente ma non in ginocchio

L’offensiva medico-sanitaria avanza infatti imperterrita su tutti i fronti.
Il Papilloma Virus è stato solo messo da parte per qualche mese, per non inflazionare troppo la penestrazione. Uno alla volta per carità.
Le campagne di prevenzione tumori, per una mammografia generalizzata al 100%, sono in corso dal Giappone al Tibet, dal Bangladesh al Burundi, da Tel Aviv a Philadelphia.
Se qualcuno si fosse illuso che dopo l’ennesima bufala della pandemia messicana e dei Tamiflu finiti al 90% nelle discariche di materiale a rischio, e al 10% nei corpi di tanti disgraziati, ci fosse un momento di imbarazzo e di riflessione, un attimo di ripensamento e di frenata, bene, quel qualcuno si consideri servito.

Faccia di bronzo e servizi segreti a supporto

Noi in Italia ci consoliamo coi bronzi di Riace, ma BigPharma si consola con un esercito di guerrieri dislocati sul mercato mondiale, non in disarmo ma armati fino ai denti, e dotati di una faccia di bronzo che le nostre statue non si sognano nemmeno. Questa è gente che ha fatto il callo a tutte le battaglie.
Ha capito di avere alle sue spalle Rockefeller e i servizi segreti, gli stati e le università, i giornali e le televisioni, ha capito dunque di poter inventare qualsiasi cosa e di poter imporre qualsiasi storia, senza che nessuno abbia qualcosa da ridire.

Cole, aspirine, farmaci, integratori e cadaverine in cima al sistema

Tutto questo mentre il mercato risponde e tira sempre più.
Nei tempi andati si diceva che una mela al giorno toglie il medico di torno. Oggi non è più così.
Al posto della mela hanno messo la Coca-Cola.
La gente di oggi ha delle priorità assolute che sono la bibita, il caffè, l’aspirina, l’Eutirox, l’antipiretico, l’eparina, la vitamina sintetica, il cloruro di magnesio, l’alga e la quota obbligatoria di cadaverina nobile e di B12.

Bambini, donne e aguzzini

I bambini appena nati, hanno un bel ciucciare al seno della mamma.
Dovremmo invidiarli, con la vita intera che hanno di fronte a sè. Ma non è così. Fanno tanta pena e tanta tenerezza, con tutte le trafile sanitarie che li aspettano.
Gli appelli alle donne, alle ragazzine e alle madri, si fanno sempre più pressanti.
Donne terrorizzate significa donne servili.
Donne spaventate è sinonimo di donne medicalizzate e conquistate.
Eccole dunque tutte solerti e in riga a riempire gli ambulatori, a rendere omaggio ai loro aguzzini dello scalpello e del bisturi.

Racconto dettagliato di una asportazione dal seno

Racconta Shelton del racconto di una ragazza di nome Frances.
Il medico ha finito di controllarle il seno e Frances sta per rimettersi in ordine la camicetta.
Non le dà alcuna spiegazione sull’oggetto della visita, e ancor meno sulla ciste.
Hai capito si o no ragazza mia che questa tua cisti al seno deve essere asportata?
Frances fa un segno di assenso con la testa. Il medico le fissa un appuntamento col chirurgo.

Il coinvolgimento del patologo

Il chirurgo è più loquace.
Questa cisti deve essere asportata. Nessuno al mondo può dire di cosa si tratti, almeno fino a quando non sarà estratta ed esaminata per bene. Estrarrò la cisti domani mattina. È possibile che debba essere asportato anche qualcos’altro. Molto dipende da quello che dirà il patologo. Quando sapremo di cosa si tratta, potremo configurare l’intera faccenda.
Poi le dà una pillola per dormire, per annebbiarle la mente, temendo che si metta a ragionare, a filare e magari ad avere un ripensamento dell’ultimo istante.

L’operazione avviene regolarmente e senza dolore

Questa dipendenza del medico dal patologo e dal tecnico di laboratorio desta già grossi sospetti.
Non è poi che il patologo e il tecnico ne sappiano davvero più del medico o del chirurgo sulla causa del male. I patologi si sbagliano spesso, come e più degli altri.
Quando desumono uno stato canceroso in base al solo gigantismo cellulare non fanno altro che dimostrare una volta di più i loro limiti.
La Frances intanto viene anestetizzata e la sua cisti viene asportata. Lei non ha sofferto. Non si è nemmeno accorta. Non ha sentito proprio nulla. Un chirurgo bravo ed eccezionale, dalle mani d’oro.

Serviva davvero fare quella operazione?

Giusto o non giusto che sia, la cisti esaminata si rivela essere non maligna (NB tutte sono in realtà benigne, alla prima operazione).
L’ablazione di tale cisti era proprio necessaria?
Si potevano fare in realtà tante altre cose, lasciando intatto e non sfigurato il seno.
Ma, queste domande, non sfiorano nemmeno i medici.
Tagliare, tagliare e ancora tagliare, questo è il loro motto e la loro parola d’ordine quotidiana. Anche perché se non lo fanno, perdono quota e perdono referenze.

L’equivoco sulla malignità delle cisti

La Frances, prima di operarsi, pensava addirittura che tutte le cisti fossero maligne e da tagliare assolutamente, e non che su 100 cisti 98 sono benigne e al massimo 2 possono al massimo entrare tra le papabili da operazione. Un malinteso non da niente.
Si pente e protesta, ma i giochini sono fatti.
Come i porcellini dei tempi andati, anche lei ha ricevuto la sua spadatura, e per giunta nel posto più bello della sua femminilità.

Le operazioni chirurgiche al seno sono piene di gravissime insidie

Le operazioni al seno non sono mai semplici e prive di pericolosità come si vuol fare apparire.
Esse comportano frequentemente conseguenze gravissime, anche la morte.
Le operate sono spesso ridotte alla impotenza sessuale per tutta la vita.
E i tumori sono recidivi, si ripresentano spesso.
Se un seno viene asportato, la stessa sorte succede spesso all’altro, usando gli stessi criteri valutativi.
Il dolore provocato da queste operazioni è spesso così forte che la vittima diventa schiava dei narcotici.
I medici se ne fregano di tutti questi fronzoli.

Le menzogne della chirurgia e milioni di seni sfigurati annualmente

I tumori vengono in ogni caso considerati idiomatici (esistenti di per sé) e non sintomatici o causati da qualcosa.
Milioni di seni dunque asportati annualmente nel mondo, anche a causa di semplici incrostazioni interne. Si asporta un seno e, dopo qualche mese, anche l’altro.
La donna chiede: non è che il cancro si estenderà all’altra mammella?
Il medico la assicura dicendo che il trattamento con raggi X e il radio impediranno una recidiva, ma sa perfettamente che si tratta di una menzogna.

Operare senza che ce ne sia bisogno è diventato uno degli hobby prescelti della medicina

Essere portati a credere di avere un cancro, solo perché una ghiandola linfatica al seno o altrove è infiammata, ed essere operate senza che ce ne fosse reale bisogno, è uno dei risultati del bombardamento mondiale da parte della propaganda e dei caroselli medico-farmaceutici.
I gonfiori, le cisti e i tumori al seno scompaiono in realtà da soli senza bisogno di alcun trattamento.
Molti di essi, evidenti e non evidenti, vanno e vengono ad ogni mestruazione, ad ogni crisi corporale.
Non richiedono altra cura che una alimentazione corretta, una soppressione di chewing-gum, dolciumi, caffè, sigarette, cocktails.
La semplice correzione del modo di vivere porrà fine alla tossiemia che avvelena il sangue e alla intossicazione intestinale che sono la causa principe dei gonfiori al seno.

Basta poco per distruggere il morale di una donna

Dire a una donna che ha un cancro, significa darle una mazzata e portarla a una fine accelerata, saturandola di paura e di angoscia, persino di voltastomaco nei propri riguardi.
Un trauma insopportabile e una crisi esistenziale senza limiti.
Nessun chirurgo mai si pone questi problemi.

Il chirurgo sta lì per tagliare, e se ne frega di tutto il resto

Perché mai ha una ghiandola infiammata?
Il fatto che per anni la poveretta abbia consumato dei non-cibi tipo carni, pesce, uova e latticini, e abbia spesso sforato il limite calorico, privandosi nel contempo dell’acqua biologica e dei gruppi vitaminici-minerali fondamentali, e che sia rimasta in costante stato di avvelenamento e di acidificazione, non è di alcun interesse e di alcuna pertinenza per il chirurgo.
Ciò che i chirurghi vedono è soltanto una semplie enfiagione, e ciò che sanno in modo preciso ed indiscutibile è che bisogna toglierla. Sono lì per quello e niente altro che per quello.

Esistono sintomi precisi ed inequivocabili di una intossicazione cronica interna

Il bello è che altri importanti sintomi rivelatori non mancherebbero.
Queste donne dal seno problematico sono strapiene di detriti accumulati in anni di errori alimentari e comportamentali, ed emanano regolarmente un gran fetore.
La loro intossicazione è riscontrabile con chiarezza dal loro alito, dalle loro urine scure, dai loro prodotti di escrezione, dal sudore e dall’epidermide stessa.

Basta un niente per guarire queste donne senza nemmeno sfiorarle con bisturi e chemio

Ma i medici stanno ancora peggio delle loro vittime, e puzzano loro stessi, perchè fumano e bevono caffè incessantemente, non sniffano e non percepiscono gli odori, come facevano i medici bravi dei tempi andati.
Basterebbe una contromisura innocente ed elementare per guarirle senza sfiorarle nemmeno col bisturi.
Basterebbe farle digiunare fino alla semplice sparizione dei loro cattivi odori, e la loro enfiagione sparirebbe per incanto nel giro di qualche giorno.

La descrizione illuminante e dettagliata del dr Tilden sulla evoluzione maligna

John Tilden(1851-1940), uno dei pionieri dell’igienismo, aveva le idee molto chiare sui tumori.
Se il tumore raggiunge lo stato d’indurimento che impedisce la circolazione del sangue al suo interno, il tumore medesimo è pericoloso, ma non ha ancora raggiunto lo stadio canceroso.
Non è ancora arrivata in esso la decomposizione.
Il caso è tuttora salvabile, purché si proceda urgentemente al digiuno.
Quando il centro del tumore è colpito a morte (cioè quando viene isolato dal circuito sanguigno), esso entra in decomposizione.
Il passaggio della materia purulenta nel resto dell’organismo produce una rapida cachessia. A questo punto non vi è più speranza.

Cachessia ed avvelenamento settico

Il cancro viene considerato dagli oncologi soltanto una neoplasia locale che cresce sul corpo, ed è su questo assunto che basano ogni loro terapia asportativa.
Ma il cancro è in realtà una sepsi, cioè un avvelenamento da sostanze putride, risultante dalla disintegrazione dei tessuti.
In altri termini, il cancro è uno stato di avvelenamento settico.
La morte da cancro è morte da avvelenamento.
Cachessia significa purtroppo disperazione, ma la natura aveva fatto il proprio dovere, non è stata affatto avara di segnali e di ammonimenti, mettendo sull’avviso il soggetto più volte.

Differenza tra tumore vivo ed enfiagione

Un tumore vivo si distingue da una enfiagione soprattutto perché quest’ultima contiene pus, mentre il tumore contiene, come ogni tessuto normalissimo, comuni cellule (non cellule cancerogene, cercate invano per anni dalla medicina monatta).
Su 100 donne americane di mezza età, 50 hanno dei miomi, cioè dei noduli di tessuto muscolare, ovvero dei fibromi all’utero. I miomi femminili vengono considerati simili alla calvizie maschile (non normale ma nemmeno pericolosa).

Il mioma dell’utero e gli occhi delle patate

Il mioma dell’utero, scriveva il dr Walter Alvarez (Journal of the American Medical Association) sono come gli occhi delle patate.
Sono composti di tessuto muscolare uterino, con gli occhi-patata fatti della stessa sostanza del tubero.
Cos’è dunque un tumore? Era questo il tema trattato in una tavola rotonda di chirurghi americani nel 1955.

Descrizione dei vari tipi di tumore benigno

Tutti i tumori sono fatti di tessuto. Un osteoma non è che una escrescenza sviluppatasi su un osso.
Un adenoma è costituito da tessuto adenoideo.
Un tumore epatico è costituito da cellule epatiche e non uterine.
Un neuroma è costituito da cellule nervose, e un tumore al cervello è fatto di cellule cerebrali.
Ho visto nefromi (tumori del rene) che sono pure come gli occhi delle patate, e sono fatti solo ed esclusivamente di tessuto e di cellule renali, concludeva il dr Alvarez.

Asportare tutto, senza tanti fronzoli!

A quel punto si alzò il rappresentante dei chirurghi in sala ed espresse la loro posizione univoca e granitica: Ma suvvia. Che senso ha perdersi in tante decrizioni e tanti bei ragionamenti?
Qualunque nome essi abbiano, vanno asportati senza tanti fronzoli, poiché potrebbero sempre diventare cancerosi! Questi fatti dimostrano meglio di ogni altra considerazione cosa bolle da sempre in pentola nel settore dell’oncologia, cosa si nasconde dietro le scene apocalittiche, dietro gli sfarzi e le miserie delle sale operatorie.

Operarsi o no? Il dubbio amletico delle donne.

Veniamo dunque alla povera ragazza o alla donna a cui è stato diagnosticato, ad esempio, un mioma all’utero, si chiede Shelton. Deve sottoporsi all’operazione?
Ho appena incontrato una che si è fatta asportare l’utero quando era ancora molto giovane, e lo fece nella speranza di guarire da un insopportabile mal di testa.
Oggi è rimasta senza utero e col male di testa inalterato.
Ieri ne avevo visitata un’altra che si fece asportare l’utero perché urinava troppo spesso, senza considerare che era semplicemente in forte ansia per il figlio che stava a Seoul in Korea.
I giovani aspiranti chirurghi non hanno tempo o voglia di occuparsi di queste inezie.
Hanno un gran bisogno di soldi, perchè per laurearsi hanno speso una fortuna, e devono pure operare, esercitarsi dal vivo, farsi la mano!

Donne troppo remissive e facili a farsi operare

Alla fin dei conti le congetture errate delle facoltà di medicina oncologica hanno distrutto molte vite e mutilato molti corpi, vuotando pure molte borse. Se si trattasse di mia madre o di mia sorella non darei mai il permesso di asportare loro dei miomi, concluse il dr Alvarez.
Ma, grazie al continuo martellamento medico, sembra più facile persuadere una donna a farsi operare, che convincerla a smetterla con la pessima abitudine del fumo e del caffè.

Odiosi attentati all’integrità e alla bellezza della donna

Le ablazioni al seno, al pari di quelle all’utero, sono odiosi attentati all’integrità della persona femminile, e comportano turbe nervose e psichiche a non finire.
Le donne sottoposte a queste operazioni avevano davvero bisogno di farsi operare? La risposta è no.
Era forse il tumore canceroso?
No, neppure una volta su 10 mila operazioni si verifica quella condizione.
Lo sfruttamento della fobia cancerogena è diventato ormai espediente sistematico tra i più diffusi e lucrativi del nostro tempo.

Alimenti azotati pericolo numero uno

Alla fine di questa chiacchierata, bisognerà trarre qualche conclusione pratica, capire cosa va fatto e cosa non va fatto per evitare questi drammi.
Quali sono i fattori di ammalamento? Il cancro è il punto di arrivo di una anafilassi cronica.
Pane e carne, pasta e ragù, sono fattori primari di avvelenamento.
Stare attentissimi agli alimenti azotati, alle proteine animali. Azoto e nitrogeno (N) sono la stessa cosa.
L’azoto entra in tutte le sostanze proteiche. Ne respiriamo già tanto con l’aria che è composta per l’80% di azoto e per il 20% di ossigeno. Questo dovrebbe farci riflettere.

Liberarsi dalle abitudini malsane

Il fatto che il tumore compare spesso in più punti del corpo in contemporanea, prova che si tratta di un disturbo metabolico di tutto il corpo.
Sono le abitudini malsane, e più particolarmente le abitudini alimentari malsane a dare corso alla diatesi cancerosa accumulativa che nel tempo genera le modificazioni tessutali che precedono e annunciano il cancro.
L’organismo sottoposto ad avvelenamento cronico da alimenti azotati, si trova in uno stato di morbosità simile a quello che si osserva nell’anafilasssi alimentare, caratterizzato da ipersensibilità e da vulnerabilità ai veleni, ovvero da grave stato di allergia indotta.

Il cancro non si sviluppa sulle persone sane e nemmeno sui tessuti sani

Il fatto che il cancro non si sviluppi mai su tessuti sani, ma su residui embrionali, su verruche pigmentate, su cicatrici da scottatura, tu tiroidi gozzute, su adenomi al seno, su lesioni dissenteriche o tubercolotiche, o sui margini di ulcere gastriche, deve far riflettere.
Tutti questi fatti portano a una sola conclusione.
Colei che si mantiene sempre in salute, con sane abitudini, non verrà mai colpita da cancro.

Il cancro colpisce preferibilmente i mangiatori di cadaverina

Il dr John Round, nel suo articolo La carne e il cancro, scrisse che il cancro si riscontra normalmente negli uccelli predatori, e solo raramente in quelli non carnivori.
Aquile e avvoltoi, ed anche i comuni gufi, muoiono spesso di cancro.
Il cancro è raro nei cavalli, raro in caprini e ovini, e rarissimo nei bovini.
È comune invece nelle rane e nei pitoni.
I più soggetti al cancro sono decisamente i cani e i gatti, e le meno esposte sono le scimmie.
Nel caso degli uomini, la frequenza del cancro è tanto più alta quanto più alto è l’indice dei consumi di carne di quel paese.

L’eccesso di azoto porta cancro persino alle piante

Persino nelle piante, si notano presenze cancerogene-vegetali dove piante e alberi siano sovralimentaati da eccesso di sostanze azotate (cioè derivanti da disintegrazione proteica).
Il dr Reinheimer provò con diversi esperimenti che carne, pesce e uova producono anafilassi e quindi reazioni allergiche a catena.

L’uomo ha reni delicati e sottili, per niente adatti a metabolizzare e filtrare liquidi ammoniacali tipici di quelli rilasciati da putrescina e cadaverina

Il rene del leone è due volte più grande di quello del toro e poco inferiore a quello dell’elefante.
Il rene indica la quantità di proteine che dovrebbe essere assorbita da un determinato organismo.
Gli animali vegani, quali gli uomini, hanno reni minuti, per niente adatti all’alimentazione carnea.
Stesso discorso per il fegato.
Il fegato dello squalo è preponderante rispetto a tutto il resto, dovendo provvedere all’escrezione massiccia dei residui del metabolismo carneo.
L’eccesso di protidi nel corpo umano esercita una massiccia e patologica pressione su fegato e reni.
Anche le spezie e i sapori forti sono pericolosi, e ben lo sanno gli orientali e gli indiani, colpiti diffusamente da tumori gastrici.

Le rimozioni tumorali abbreviano la vita alla gente

È da almeno 80 anni che medici e chirurghi sanno in dettaglio che le operazioni chirurgiche abbreviano la vita dei cancerosi.
Sanno pure che i cancerosi refrattari, quelli che rifiutano le biopsie, i ricoveri, le pressioni delle autorità sanitarie, quelli che non si sottopongono a nessu trattamento, vivono molto più a lungo di quelli che si fanno curare ed operare.

Escrescenze varie, cisti e tumori sono facili vittime della autolisi

Trall diceva che tutte le crescenze anormali possiedono una vitalità inferiore a quella delle crescenze normali, e che pertanto sono più facili da autolidere e distruggere, in quanto non sono provviste di riserve nervose e sanguigne.
Tale mancanza di sostegno le rende facili vittime del processo autolitico del corpo.
La febbre alta è curativa e dà spesso una mano nell’autolisi naturale dei tumori, ma non è facile provocarla o auspicarla, o utilizzarla in deliberata funzione antitumorale.
Molto meglio usare invece il digiuno.

Rapidità di dissoluzione dei tumori

La rapidità di assorbimento e autolisi dei tumori durante il digiuno dipende da:

1) Lo stato generale del paziente ( più uno sta bene e più velocemente si scioglie)
2) La quantità di eccedenze contenute nel corpo
3) Il tipo di tumore (un tumore molto grosso non può essere autoliso con un solo digiuno)
4) La durezza o la morbidezza del tumore
5) L’ubicazione del tumore
6) L’età del paziente (nel giovane è più forte l’azione autolitica)

L’efficacia e la sicurezza della autolisi mediante digiuno è fuori di ogni dubbio

In Europa e in America migliaia di tumori sono stati autolisi negli ultimi decenni e l’efficacia del digiuno è fuori di alcun dubbio.
Negli anni scorsi, oltre alle testimonianze dei soliti igienisti americani, c’è stata quella di un medico italiano, il dr Rabagliati, che affermava di aver assistito a un ristabilimento completo in un complesso caso di cancro uterino, durante un digiuno durato 30 giorni.

Le regole tecniche di un digiuno fatto bene

Per digiunare esistono regole e tecniche da rispettare, ed è opportuno attenersi alle istruzioni esatte del dr Shelton:

1) I medicinali, le iniezioni e le purghe sono nocivi e doppiamente pericolosi durante il digiuno (lo stesso discorso dicasi per bevande nervine, alcoliche, gasate, e per gli integratori)
2) Il digiuno dev’essere interrotto lentamente con piccole dosi di frutta o con succhi freschi di frutta
(è dannoso fare altrimenti)
3) Le crisi durante il digiuno sono sempre di carattere benefico, costruttivo e disintossicatorio, e
occorre accoglierle con gioia (guai sopprimerle o curarle)
4) Durante il digiuno bisogna stare a letto e svuotale la testa da ogni preoccupazione
5) Il digiuno si interrompe quando torna l’appetito, la lingua si è ripulita dalla patina bianca, l’alito è gradevole, e le urine si sono schiarite

Un sistema scozzese alternativo al digiuno

La Kingston Clinic di Edimburgo in Scozia pare ottenesse risultati ottimi quasi quanti quelli del digiuno.
Il metodo scozzese sta nel nutrire il paziente con 600 grammi soltanto di cibo al giorno, con l’80% costituito da frutta fresca e legumi crudi.
La base di tale metodo si può riassumere in poche parole: quantità minima, verdure crude, niente sale, né liquidi.
Tale frugale alimentazione viene prescritta non su basi temporanee ma a tempo indeterminato.
Quanto sopra è riportato da un articolo dell’igienista francese Albert Mossèri.

Lista raccomandata e lista vietata

Il corpo della donna richiede sicuramente più attenzioni e riguardi di quello maschile.
Il segreto per stare bene e liberarsi da ogni patologia rimane quello di sempre.
Frutta al massimo, verdure crude, cibi naturali, movimento e aerobica, sole e nudismo, bagni frequenti, minimi compromessi.
Cibi di provenienza animale, cibi cotti e cibi concentrati, cibi salati e zuccherati, integratori e vitamine sintetiche, bevande nervine e alcoliche, tutti invece sulla lista vietata.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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