NEOPLASIE: LA VISUALE IGIENISTA

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Tutte le malattie abbattono e spaventano.
Ma quella che più terrorizza l’uomo è sicuramente il cancro, sia per la sua alta mortalità, che per le sofferenze indicibili che comporta.
La diffusione crescente del cancro nel mondo, fa da ciliegina sulla terribile torta delle metastasi cancerogene.

CHE COS’È LA NEOPLASIA

È importantissimo dare la definizione giusta a un fenomeno per capire quali terapie adottare per superarlo.
Il tumore o neoplasia (nuova formazione) è il punto di arrivo di una evoluzione patologica iniziata molti anni prima, la cui linea di partenza potrebbe essere l’infanzia, se non oltre.

Il tumore per i medici è una malattia, mentre di fatto non è altro che un anello di cause ed effetti, che risale indietro nella vita di un individuo. La catena può anche risalire a ritroso per generazioni.
Il tumore è una crescenza morbosa e anomala di tessuto, costituito da carne, sangue ed osso dello stesso tipo di tessuto. Il tumore è caratterizzato da un insieme delimitato di cellule che si producono in modo indipendente dal resto del corpo.

La cellula cancerogena non è che una cellula normalissima malnutrita e male-ossigenata, sulla quale crescono delle cellule normali. Non è in altre parole una cellula diversa, di natura originariamente cancerogena.

Ogni cellula attiva è un organismo vivente di per sé. Ha bisogno di essere costantemente rifornita di nutrienti, ovvero di carburante e di ossigeno, e deve nel contempo essere pulita dai suoi prodotti di scarto.
La responsabile di questo compito è la linfa, cioè il fluido extra-cellulare che avvolge in bagno costante la cellula. Linfa che è derivazione e continuazione della corrente sanguigna. La qualità della linfa dipende dalla qualità del sangue. La qualità del sangue dipende dalla qualità della dieta e dall’efficienza del fegato.

Non è casuale che Padre Taddeo, straordinario frate cappuccino da Wiesent-Baviera e insegnante formatore di Manuel Ocharan Lezaeta (1851-1959), dicesse già un secolo fa che “Nessuno al mondo muore di cardiopatia o di cancro, ma tutti muoiono di sangue guasto, grasso e viscoso”, ovvero di sangue difettoso causato da digestioni complicate, lunghe e incomplete.

FUNZIONI DEL TUMORE

Una cisti che si forma attorno a un corpo estraneo, come un parassita, è altamente utile e protettiva, e questo si nota spesso nelle piante infestate dai parassiti. Un tumore non è fonte di pericolo, finchè non comincia a disintegrarsi.

La formazione di un tumore è sempre e soltanto ortopatica, cioè utile e costruttiva, e prolunga la vita in presenza di causanti tossiche che, non intumorate e non ivi canalizzate, andrebbero in circolo causando la morte con notevole anticipo sui tempi. Tumore quindi come autoriparazione e sintomo-segnale che abbiamo corso un grosso pericolo sventato in tempo dal tumore stesso.

Il tumore (sempre benigno, se non è degenerato e se non colpisce certi organi delicatissimi) non deve spaventare. È un sintomo di altra malattia chiamata intossicazione avanzata, o chiamata ossidazione avanzata (da radicali liberi). È un sintomo come la febbre, come il mal di testa, come il raffreddore, come il grasso in più della gente sovrappeso. Se hai la febbre, essa arriva perché il problema sta nell’intestino, o nel sangue carico di leucociti, per esempio a causa di un pasto carneo che fa scattare la leucocitosi. Stessa cosa per il mal di testa. Se hai il grasso, non devi intervenire sul grasso, ma sul meccanismo che ti fa accumulare l’adipe.

Il tumore localizzato dunque non è malattia, ma salute alterata, ovvero benettia. Esso è un sintomo. Una costruzione logica e illuminata del sistema immunitario. Una barriera difensiva. Un punto prescelto dal sistema immunitario per concentrare determinati veleni che andando in circolo farebbero insopportabili danni.

DIFFERENZA TRA TUMORE E CANCRO

Il termine cancro, viene dato al tumore maligno, ovvero al tumore entrato in fase di putrefazione, disintegrazione e metastasi.
Trattasi di un tumore non più vivo, ma morto, nel senso che il sangue non riesce più a entrarvi e uscirvi per alimentare e ripulire le cellule tumorali.
Un tumore dunque divenuto isola putrefattiva e bomba tossica non più benigna e disattivabile.

NOMI DEI TUMORI

Non servono classificazioni dei tumori, seguendo essi lo stesso iter di sviluppo.
I loro nomi dipendono dall’organo o dal tessuto sul quale crescono: lipoma sta per tumore al grasso, endotelioma per un tumore all’endotelio o su una certa cavità del corpo, osteoma per tumore delle ossa, adenoma per tumore di una ghiandola linfatica, fibroadenoma, per un tumore fibroso di ghiandola linfatica, sarcoma per tumore del tessuto connettivo, neuroma per tumore del tessuto nervoso, mioma per tumore del tessuto muscolare.

SVILUPPO DEL TUMORE

Interessante anche analizzare il percorso che conduce alla situazione chiamata cancro.
Un percorso che possiamo immaginare in 11 passi.

  1. Toxemia o intossicazione acuta, inizialmente contrastata dal fegato e dal sistema escretorio.
  2. Toxemia cronica, quando le funzioni del fegato declinano per lo stress a cui viene sottoposto in continuazione.
  3. Situazione di allarme nei tessuti caratterizzati da scarsa circolazione sanguigna.
  4. Irritazione del tessuto pre-canceroso e de-differenziazione cellulare (cellule normali che vengono trasformate in cellule originarie-embrionali, a veloce suddivisione.
  5. Ulteriori cadute immunitarie per stress e traumi emotivi.
  6. Formazione tumorale. Le cellule indebolite, quasi soffocate, non vengono più attaccate dai linfociti e formano un tumore benigno sui punti più vulnerabili ed infiammati dell’organismo.
  7. Il circolo vizioso comincia quando i rifiuti dell’entità tumorale si aggiungono alla toxemia in corso.
  8. Ulteriore de-differenziazione di cellule ed aumento del grado complessivo di moltiplicazione cellulare.
  9. Metastasi verso i nodi linfatici. Le cellule miste al materiale putrescente si staccano dal tumore principale ma vengono trattenute dai vasi linfatici.
  10. Metastasi verso il sangue. Non si creano nuovi tumori finchè il sangue continua a scorrere liberamente all’interno del tumore.
  11. Metastasi vera e propria. Le cellule in decomposizione albergano nel sangue coagulato e nei vasi bloccati, creando cachessia e marcescenza.

CAUSE

Partiamo da una considerazione basilare, e cioè che la condizione tumorale o la tumorosità peggiorativa e incrementante di un corpo, ossia la tendenza fisiologica e normale del corpo a sviluppare neoplasie che anziché formarsi e disfarsi, si stabilizzano e crescono in modalità abnormi e patologiche, è un fatto logico e consequenziale.

Un fatto regolato dalla legge eterna per cui ogni malattia e ogni tumore insorgono solo quando serve e durano solo finché necessario. Questa insorgenza e questa crescita avvengono non a caso, non per sfortuna, non per maledizione di chicchessia o per altre motivazioni simili ma per cause logiche regolate dalla legge di causa ed effetto.

La malattia-sintomo, e in particolare la malattia multi-fattoriale chiamata tumore maligno o cancro, scatta allorquando nel corpo si crea uno stato biologico particolare chiamato Cancer Milieu e Ambiente Cancerogeno, ossia quando si supera il limite personale di tolleranza ai veleni. Limite che potrebbe aggirarsi ad esempio intorno al 10%, secondo il tipo di veleni, la resistenza e la scorza immunitaria di ognuno.

Ed è esattamente a quel punto di rottura e di superamento del tetto di tolleranza che entra in campo la Natura. E lo fa nel modo più razionale e favorevole possibile, attraverso i suoi meccanismi ipotalamico-endocrino-immunitari. Lo fa usando il principio del male minore. Lo fa incapsulando l’eccesso di materiale tossico in una nuova crescita chiamata neoplasia o tumore. Oppure, in altra modalità, lo fa depositando il materiale tossico ed estraneo nei giunti, nelle articolazioni e nelle cellule grasse, dandoci comunque vivaci e visibili avvertimenti che occorre urgentemente cambiare rotta, causando non tumori ma patologie come reumatismi, gotta, artrite, lupus, psoriasi, sclerosi.

FONTI DI AVVELENAMENTO

Quali le tossine e quali i corrosivi veleni da cui difendersi? Parliamo di:

  • Materiale acidificante che altera il pH, come tutte le carni e le proteine animali, come lo zucchero, come la vitamina C e le altre vitamine nella versione di sintesi.
  • Materiale corrosivo (tutti i veleni corrodono i tessuti).
  • Materiale lipidico (grassi animali, grassi saturi, grassi idrogenati, grassi cotti, oli riutilizzati, grassi autoprodotti come colesterolo-trigliceridi-omocisteina).
  • Materiale minerale pesante da vaccini e da inquinamento (mercurio, alluminio, piombo, nichel).
  • Materiale minerale inorganico da cibi ultra-cotti, da integratori, da acque minerali ad alto residuo (ferro, calcio, magnesio, zolfo).
  • Materiale minerale velenoso (cloruri, bromuri, solfuri, acque trattate, amianto, glifosato),
  • Materiale devitalizzato-lavorato-ostruente-rallentante nei riguardi del sangue, del linfatico e del ricambio cellulare (scorie interne o detriti cellulari ovvero virus morti, espulsi con lentezza e difficoltà per condizioni immunitarie indebolite.
  • Materiale putrefattivo (carni e formaggi).
  • Materiale dolcificante (zucchero raffinato, aspartame, dolciumi, pasticcini, gelati, caramelle, cioccolato dolce al latte, nutelle, cremine, marmellate, succhi confezionati).
  • Materiale dopante stimolante o calmante (droghe, farmaci, the, caffè, cole, nicotina, fumo).
  • Materiale mental-depressivo-traumatico (paura, ansia, emozioni negative, traumi prolungati, scarsa autostima, scarsa progettualità, scarsa spiritualità, rimorso, musoneria, seriosità, ipocondria, negatività in generale).

In effetti le cause del cancro, come del resto di tutte le malattie, non sono per niente misteriose. Quando si mangiano alimenti innaturali ed impropri, quando si adottano abitudini cibarie e comportamentali abominevoli, siamo già in zona tumorale. Quando esiste uno stato di auto-intossicazione cronica, e nel contempo esiste una inattività degli organi depurativi-emuntori-escretivi (polmoni, fegato, reni, pelle, intestini), il sistema diventa avvelenato e i veleni si accumulano intorno agli organi più deboli.

Il cancro è invece raro se non si assume carne e cibi devitalizzati, lavorati, conservati, stracotti, dove le qualità rivitalizzanti e vibrazionali delle vitamine naturali e dei minerali sono state rimosse. Sarà bene ricordare che le proprietà rivitalizzanti mantengono il sangue allo stato puro.

Il grado di viscosità del sangue è un fattore chiave, un fattore cruciale in tutte le malattie, e ancora di più nel caso di tumorosità corporale. La dieta occidentale, e tutte le indiscrezioni del nostro modo di vivere, danno come risultato un sangue tossico e lipidico che rallenta circolazione e fluidità portando a quelle condizioni chiamate:

  • Deterioramento cellulare.
  • Caduta di vitalità.
  • Ostruzione e rallentamento del linfatico.
  • Rallentamento dell’intero organismo, organico e cellulare.
  • Privazione di adeguata fornitura di ossigeno alle cellule, come da ricerche del Nobel Otto Heinrich Warburg e del suo connazionale H. A. Schweigart (Il tessuto canceroso risulta sempre privo di ossigenazione e privo di vitamina C). Da sottolineare che ogni singola cellula dell’organismo è una città vivente con tutti i suoi diritti e le sue esigenze di essere rifornita di nutrienti e di ossigeno, e di essere ripulita dai propri scarti.

ALIMENTAZIONE

Per secoli gli oncologi attenti hanno notato in ogni parte del globo che l’ingrediente più comune, associato ad ogni forma di cancro, è la costipazione o stitichezza. Pertanto la dieta occidentale tipica non è solo prima causa di avvelenamento del sangue e prima causa di alta viscosità del sangue ma anche prima causa di costipazione. Sir William Arbuthnot Lane, celebre chirurgo inglese, ha enfatizzato più volte nelle decine di migliaia di operazioni effettuate che non ha mai conosciuto un singolo caso di cancro non preceduto da una prolungata stasi o stipsi intestinale.

Chi indulge in cibi carnei e grassi si carica di residui putrefattivi che si trasformano rapidamente e intasano il colon, reagendo con gli acidi della bile e formando acido apocolico e deossicolico, entrambi cancerogeni filtrati dalla bile stessa verso il fegato e poi nel sangue, producendo rischio tumorale in tutto l’organismo.

Le proteine cotte sono molto difficili da digerire e, quando elaborate in modo incompleto, entrano nel colon e formano ammoniaca e creatinina, nemiche acerrime del sistema renale. Nel 1975 il dr Raymond Shamberger, al meeting di San Diego, identificò forte presenza del cancerogeno malonaldeide nelle carni cotte di bovini, maiali, pollame e pesce (Fonte). La carne cotta, in ogni forma, causa gravi danni agli organi vitali. Tutti i cibi cotti e in particolare le carni sono causa di ipertrofia del pancreas e del fegato, condizioni assai comuni tra i malati terminali.

La dieta occidentale porta ulteriormente al cancro in quanto carente di fibre vegetali e di sostanze anti-cancerogene tipiche proprio dei frutti e dei vegetali mancanti. Come diceva il celebre medico inglese William Harvey, geniale scopritore della circolazione sanguigna, “Solo comprendendo la saggezza dei cibi naturali e i loro effetti sul corpo, otterremo la padronanza delle malattie e dei dolori, e potremo così alleviare l’oppressione e i tormenti del genere umano”.

CAUSE IATROGENE

Ormai è risaputo che le mammografie sono causa specifica di tumore al seno. Le medicine e i controlli che dovrebbero risolvere i mali, servono invece a crearli. Siamo al paradossale, all’assurdo. Del resto, le patologie iatrogene, o medico-causate, rappresentano una categoria sempre più consistente.

Come scrive il dr Mercola, le mammografie utilizzano radiazioni ionizzanti a una dose relativamente alta (molto più che in una radiografia toracica), che possono portare allo sviluppo di tumori al seno. Inoltre durante la mammografia il seno subisce una compressione che può portare a una dispersione di cellule cancerose, nel caso fossero presenti.

Il dr Samuel Epstein, uno dei maggiori esperti mondiali di cancro ha affermato:

Il seno in periodo menopausale è altamente sensibile alle radiazioni, con ogni rad (Radiation Absorbed Dose) di esposizione che aumenta il rischio di tumore al seno dell’1%, con un aumento del rischio cumulativo del 10% in dieci anni di mammografie.

L’igienismo naturale già lo sapeva.
Già predicava da decenni che le analisi, le visite, gli screening, fanno male fisicamente e psicologicamente, non solo per danni specifici dei raggi, ma anche per lo stress che essi producono inevitabilmente.

I PRECURSORI DEL CANCRO

Il dr Max Gerson ha studiato attentamente i precursori del cancro e le anomalie cellulari dei cancerosi, individuandoli in:

  • Deterioramento degli organi fondamentali (intestino, fegato e reni)
  • Inadeguatezza di enzimi ossidanti.
  • Eccesso di sodio.
  • Carenza di potassio (si trova in: germe di grano, mandorle, girasole, sesamo, datteri, uvetta, fichi, avocado, castagne, castagne d’acqua, patate dolci, patate).
  • Eccesso di acqua (90% nelle cellule dei cancerosi, contro il 66% nelle cellule dei sani, secondo il dr Raymond Damadian, inventore della prima macchina a risonanza magnetica). Eccesso di acqua dovuto al troppo sodio presente nel sangue e nelle acque interne che causa ritenzione idrica. L’acqua in eccesso tende ad ossidarsi con la fermentazione e col rilascio di acido lattico, anziché con la normale ossidazione da respiro e rilascio di anidride carbonica. Ma l’ossigeno da fermentazione ha un’efficacia 15 volte inferiore a quella dell’ossigeno da respirazione.

FATTORI DI RISCHIO

Nessuno può essere considerato a priori persona cancerosa o, al contrario, persona immune dal cancro.
Tutti sviluppiamo condizioni pre-cancerogene, e tutti siamo passibili di sviluppare al nostro interno qualsiasi malattia, anche se messi in totale isolamento o in quarantena. L’effettiva insorgenza del tumore avviene nelle persone che più indulgono nei noti fattori di rischio tumorale che sono:

  • Carenza ossigenativa nelle cellule.
  • Costipazione.
  • Viscosità del sangue.
  • Lipotoxemia (sangue grasso, trigliceridi alti, colesterolo LDL alto, omocisteina alta, accumuli tossici di theina e caffeina, accumuli di ammoniaca e cadaverina, incrostazioni di nicotina e metalli pesanti da vaccini, da luci al neon e da amalgami dentali).
  • Circolazione impedita in zona tumorale.
  • Obesità.
  • Diete alto-proteiche e diete devitalizzate.

I tumori il più delle volte non producono sintomi al di fuori di occlusioni ed ostruzioni, tipo la nevrite da ostruzione nervosa, o la colite da ostruzione intestinale.
Ai tumori fibroidi viene attribuita la causa di migliaia di sintomi, ma ciò è confutato dal fatto che, non appena la tossiemia viene eliminata, e l’alimentazione viene corretta in quell’organismo, i sintomi del tumore se ne vanno e non tornano più, malgrado il tumore sia rimasto al suo posto.
Il malessere causato da una indigestione intestinale, porta spesso alla diagnosi di fibroma.

TRATTAMENTI MEDICI

I tre trattamenti di base sono chirurgia, radiazione e radioterapia, tutti traumatici e tutti causa di una accelerazione evidente e drammatica nel declino del paziente. È stato largamente provato che le asportazioni e gli interventi di contorno non solo abbreviano la vita del paziente ma aggravano pure le sue sofferenze.

Né l’asportazione col bisturi, né la distruzione con raggi, radio, chemio, sanno sopprimere la causa originante del tumore, per cui i tumori operati si ripresentano in forma morbosa e maligna, con concentrazione massima di tossine (mancando l’assorbimento da parte del ricettacolo tumorale rimosso).

Se vogliamo prevenire il cancro dovremmo dedicare particolare attenzione alle cattive abitudini causanti enervazione e tossiemia. È dalla tossiemia che partono tutte le manifestazioni patologiche. Considerati sotto ogni possibile aspetto i trattamenti ortodossi del cancro attuati nei giorni nostri, essi risultano troppo spesso un fallimento e una disgrazia. Per diversi aspetti il modo di concepire il cancro e di affrontarlo in concreto costituiscono addirittura una deficiente pratica professionale, scrive il dr Brian Richards.

“I miei lunghi studi qui in America mi permettono di affermare che le vittime di cancro non trattate medicalmente per rifiuto delle cure, vivono 4 volte di più in media (12 anni e mezzo) e vivono assai meglio di chi accetta la trafila tipica, che registra una sopravvivenza media di soli tre anni”.

La stessa valutazione viene tra l’altro espressa dal celebre dr Robert Mendelsohn.

RUOLO DISTRUTTIVO DELLA RADIOTERAPIA

Il prof Harding Jones, docente di fisiologia medica alla University of California rincara la dose:

“Dopo la chirurgia, la radio e la chemio sono il passo successivo, perché si spera che ritardando la crescita tumorale e le inevitabili recidive, il paziente otterrà una specie di tempo extra da vivere. Ma è solo un miraggio illusorio, una banale diminuzione provvisoria del sintomo, visto che con tali sistemi si attua una distruzione enorme dei globuli bianchi circolanti e un autentico attentato al sistema immunitario”.

Sir James Paget, noto chirurgo inglese, afferma che:

“Siccome il radium è diretto solo al sintomo finale del cancro, non è solo inutile ma distrugge i tessuti sani intorno al tumore, distrugge i vasi sanguigni e le ghiandole protettive, tutto materiale indispensabile nel processo guaritivo, per cui ogni cura vera e ogni recupero vero risultano alla fine impossibili”.

RUOLO LETALE DELLA CHEMIO

Il dr W. A. Dewey, docente di terapeutica alla University of Michigan, afferma:

“Sono fortemente contrario alla chemio senza eccezione alcuna. Rende debolissimi e irrecuperabili i pazienti. Esistono al mondo cose peggiore della morte, e una di queste è la chemio. Usata poi assieme alla radioterapia diventa procedura letale che i medici usano solo perché ossessionati dalla voglia di distruggere sconsideratamente la crescita senza alcun riguardo per tutto il resto”.

STATISTICHE MEDICHE

Quella di sottolineare pomposamente i grandissimi risultati ottenuti dalla scienza nella guarigione e nella cura del cancro, è diventato sport preferito dei medici in Italia e nel mondo. Ma in Italia più che altrove, viste le tradizioni di alto lignaggio medico che vanta il nostro paese.

Il cancro è ormai sconfitto, e la sopravvivenza è già sul 50%, annunciano trionfalmente i medici.
Già osserviamo che, se il 50% sopravvive, significa comunque che l’altro 50% muore.
Una specie di lancio della monetina. E poi, chi mai ci dice che il 100% morirebbe se non trattato coi metodi distruttivi della medicina?

Mezzo secolo di guerra al cancro e siamo peggio che al punto di partenza. Cinquanta anni di fallimenti a ripetizione. Nel 1962, dati del NCI, morivano 277000 persone/anno. Nel 1982 ne morivano 434000.

In Italia, nel 1990 i morti per tumore operato erano 147869, ma già un anno dopo, nel 1991, erano saliti a 162200. Le ultime statistiche non le forniscono nemmeno, per non spaventare ulteriormente i malati.
A loro servono operazioni su operazioni. Ogni affondamento di bisturi sul corpo umano porta a un bonus di 50000 US$, indispensabile per mantenere in piedi una baracca che fa acqua da tutte le parti.

In America, i dati citati dal dr Robert Mendelsohn attestano che i diagnosticati di cancro, poi non operati, hanno una sopravvivenza media di 11 anni, mentre i diagnosticati poi operati vivono solo 3 anni.
Significa che qualcuno vive 8 anni, qualcuno 4 e qualcuno pochi mesi soltanto.

I dati Istat sulla mortalità-tumori in Italia nel 2002 parlano di 162.201 persone morte, mentre 250.000 sono quelle diagnosticate cancerogene, per cui i sopravissuti sono 88000, cioè il 35,2% e non il 50%.
Ma, il 50%, è una media aritmetica di diversi tipi di tumore.

Il cancro al testicolo (solo 2000 casi/anno) si risolve con l’asportazione del medesimo e il maschio, così eunuchizzato, sopravvive nell’87% dei casi.
Ebbene, quelli col cancro al polmone, statisticamente molto più significativo con 40.000 casi/anno, rivela una sopravvivenza media del 10-12%, per cui 10 sopravvivono e 90 muoiono, come dichiarato dal dr Francesco Bottaccioli, membro dell’Accademia delle Scienze di New York e docente di psico-oncologia all’università La Sapienza di Roma. Ecco allora che il 35,2% non vale più.

L’Ospedale Maggiore e l’Università di Torino dichiarano che circa 2/3 delle persone affette da tumore ed operate vanno incontro a esito letale. Significa che 2 su 3, seguendo la prassi medica ortodossa, finiscono anzitempo al cimitero. Nel 1990, i morti per tumore trattato erano 147.869, ma nel 1991 erano 162.201. Dove arriveremo?

Ma non è finita lì. Gli oncologi includono nelle statistiche (già di per sé erronee) anche neo-formazioni che non sono affatto tumori, inquinando ulteriormente l’affidabilità dei dati, come accade per i polipi del colon-retto o per le formazioni displastiche del seno.
Si gonfiano dunque a proprio tornaconto i numeri, inserendo patologie che non c’entrano nulla col cancro.

E poi, in aggiunta, si escludono i tanti malati che dopo la chemio muoiono entro i primi giorni, in quanto etichettati come Decessi prematuri, non causati cioè dai medici ma da una situazione precaria del paziente già in sede pre-operatoria.
È bene inoltre sapere che le terapie oncologiche usate dalle statistiche hanno una durata di 5 anni.

Quindi, se una persona muore entro 5 anni, diventa caso negativo.
Se invece muore il 5° anno più un giorno, magari grazie ad accanimenti terapeutici, non entra più nel computo, e diviene un guarito totale.
Perché mai si fanno circolare questi dati assurdi del 50%, che in realtà diventano 35%, e poi 25%, e che alla fine sono sì e no il 5% o al massimo il 10%?

In pratica si salvano i soggetti a scorza più forte, quelli che, anche senza operazione e senza cure, sarebbero comunque sopravvissuti. Ignoranza, malafede, interessi, baronie, cattedre da lasciare a qualcuno?
A ognuno le proprie considerazioni personali.

Non ci si aspetti però dai medici comuni la conferma o peggio ancora l’approvazione. Trattasi non di concorrenza all’acqua di rose, ma piuttosto di furibonda competizione storica. Se la gente comune si mette a fare queste scelte di tipo salutistico naturale, loro chiudono bottega e se ne vanno tutti a casa, oppure si rivolgono umilmente ai centri igienistici chiedendo di potersi aggregare al carro vincente.

RIMEDI IGIENISTI

Il tumore benigno è come una bomba. Tranquilla e innocente finché nessuno la tocca e la sbatte violentemente. L’unica cosa saggia da fare è lasciarla al suo posto, oppure disinnescarla con metodo scientifico. Anche perché toccare chirurgicamente o chemioterapicamente un tumore, significa mandare in circolo i veleni in esso depositati, e creare le basi per altri punti critici, mediante quel fenomeno purtroppo inarrestabile e letale che si chiama metastasi. Infatti quei veleni che prima dell’estirpazione affluivano al tumore, ora non trovano più la precedente valvola di sfogo, la precedente fossetta biologica, per cui corrono il rischio di riversarsi in altri punti, causando nuovi tumori.

Il trattamento radicale e scientifico dei tumori richiede la soppressione di tutte le cause di perversione metabolica che hanno portato alla neo-formazione, e il ripristino di una alimentazione normale e virtuosa, basata cioè su cibi uomo-compatibili (non acidificanti, non uricemizzanti, non leucocitosizzanti).
Quando ciò viene fatto, i tumori tendono a scomparire da soli.

FATTORI DI SOPRAVVIVENZA AL CANCRO

La sopravvivenza di un paziente canceroso dipende da 3 condizioni basilari:

  • Residua funzionalità del fegato e degli altri organi vitali.
  • Funzionamento del sistema immunitario (e quindi efficienza del sistema linfatico).
  • Spirito combattivo e scorza dura del paziente (voglia di vivere, motivazioni, affetti, stato di serenità interna nonostante tutto).

PLANT-BASED DIET

Negli ultimi 30 anni ci sono state ricerche scientifiche internazionali ripetute e ad alto livello, coinvolgenti le maggiori università del globo, incluse Cambridge, Oxford e le varie americane. Sono risultate tutte favorevoli alla plant-based diet. Questo non sorprende più nessuno. L’alimentazione vegetale costituisce senza alcun dubbio strumento principe ed insostituibile contro tutte le patologie, e in primo luogo contro le patologie tumorali. Il ruolo protettivo e preventivo degli alimenti vegetali è da attribuirsi a:

  • Presenza di preziose vitamine naturali antiossidanti.
  • Elevata quantità di fibre, che promuovono il transito intestinale e la salute del microbiota, combattendo quindi la costipazione e la stitichezza.
  • Adeguata presenza di acidi grassi insaturi.
  • Presenza di sostanze speciali definite fito-chimici o fito-composti che le piante producono a loro stessa difesa, sostanze dotate di intensa azione antiossidante, depurativa, anti-infiammatoria e antitumorale.

DIETA ANTICANCRO DELLE CLINICHE AMERICANE PRITIKIN

Ogni persona colpita da tumore rivela l’esistenza di una chimica sanguigna difettosa, con organi vitali funzionanti ai minimi margini di vitalità e di attività enzimatica. È imperativo sempre, ma soprattutto in tali condizioni, che solo gli alimenti più semplici, più puri,e più digeribili come la frutta matura e le verdure crude siano assunti.

La frutta matura è virtualmente pre-digerita, per cui la sua digestione richiede insignificante attività enzimatica e quindi zero fatica digestiva. Già con la dieta vegetariana e anti-grassa del dr Nathan Pritikin, ribadita oggigiorno nei Longevity Centers di Santa Monica-California e Miami- Florida, dirette dal figlio dr Robert Pritikin, il 90% dei batteri disbiotici, anaerobi e putrefattivi, viene eliminato nel giro di 4-8 settimane. Una autentica bonifica enterica in grado di proteggere in particolare dal cancro al colon, dal cancro al seno e dal cancro alla prostata.

DIETA ANTICANCRO DEL DR MAX GERSON

Il dr Max Gerson, autore di eccezionali recuperi specialmente tra i malati terminali, mediante intensive cure fruttariane, sosteneva giustamente che il cancro non si sviluppa mai fin quando il fegato non sia stato danneggiato e non ci siano stati nel contempo peggioramenti patologici nei reni, nella milza e nel sistema linfatico.

Altro prerequisito è una caduta potenziale o un fallimento del sistema immunitario. In altre parole la crescita tumorale è sintomo di una reale condizione patologica chiamata lipo-toxemia, la quale conduce a degenerazione del tessuto e a debolezza del sistema immunitario. È ovvio che il cancro, in ogni caso, non si origina come pensa la citologia ufficiale da una mutazione nel nucleo di una cellula sana. La dieta Gerson, basata su frutta e vegetali crudi, bassa in sodio e alta in potassio, si è rivelata formidabile nel recupero di pazienti cancerosi operati e scartati come inguaribili.

L’ESSENZIALITÀ DELLA VITAMINA C NATURALE

La vitamina C, non dimentichiamolo, è essenziale per:

  • Produzione e mantenimento del collagene, la sostanza proteica che tiene assieme il tessuto cellulare.
  • Utilizzazione appropriata dell’ossigeno da parte delle cellule.
  • Integrità del sistema immunitario.
  • Detossificazione del corpo.

Tutte le vitamine e diversi minerali sono ovviamente essenziali nella prevenzione del cancro, specie la vitamina A e la vitamina E, specie l’ultra-benefico potassio, ma la vitamina C è super-fondamentale, essendo pure difficile reperirla da normali fonti naturali, quando ci si alimenta in modo dissennato come fa la maggioranza.

Maggioranza che si riempie di proteine-grassi-cibicotti, togliendo spazio al preziosissimo acido ascorbico, che la demenziale FDA americana continua a confinare irresponsabilmente ai 40- 60 g giornalieri nelle sue squinternate e corrotte tabelle alimentari, in insanabile contrasto coi 300- 400 g reclamati dalle Università di Cambridge e di Oxford nei loro rispettivi esperimenti del 2000 e del 2009.

DIGIUNI

Il digiuno può essere considerato la tavola operatoria naturale del corpo che, messo a digiuno ad acqua distillata (leggi qui quali sono le acque migliori) o anche a digiuno secco, in pochi giorni di riposo totale, respirando aria e bevendo acqua, prendendo eventuale sole, riesce a ridurre una neoplasia grande come una palla da biliardo ad una nocciola. Cos’è successo?

I 70 trilioni di cellule del corpo umano non amano evidentemente il digiuno, avendo dei bisogni essenziali da soddisfare, coi loro micro-forni mitocondriali che reclamano cibo. Si va in regime di chetosi e di grasso-cannibalizzazione controllate. Ed anche in regime di eliminazione di tutte le scorie e dei prodotti inquinanti accumulati nell’organismo nel corso della vita. Le prime cose sono le acque stanche in eccesso, i grassi, i depositi interni, le cellule extracorporee createsi all’interno. Trattasi di una purificazione completa e priva di rischi, che risolve non solo il tumore ma tutte le 30 mila malattie elencate nel carnet della medicina ufficiale, visto che il corpo umano è un tutt’uno, non certo un’assieme disassemblato di organi e di cellule.

Trattasi dunque di autolisi, di auto-scioglimento dei tumori, di cannibalismo cellulare, di succhiamento cellulare del materiale organico riciclabile, operazione gestita e diretta con grande maestria dal sistema immunitario. I veleni invece vanno espulsi, ed è l’acqua che provvede a questo col suo potere solvente e movimentante, provocando le crisi eliminative che spesso la gente non capisce e non sopporta, ma che sono un passo indispensabile per arrivare alla omeostasi, al perfetto equilibrio corporale chiamato comunemente salute.

La velocità di autolisi e di riassorbimento dei tumori, dei gozzi, delle cisti, di noduli e croste, dipende da diversi fattori come il tipo di tumore, la posizione nel corpo, il peso e la salute del paziente.

TESTIMONIANZE RIPORTATE DA SHELTON

Come scrive Shelton, nella prima seduta di 4-7 giorni di digiuno idrico il tumore grosso come una noce, diventa una piccola nocciolina. Una seconda seduta simile e anche la nocciolina scompare del tutto per non tornare mai più, a condizione però di diventare virtuosi, e di mangiare e vivere in rapporto alle precise esigenze del nostro corpo umano-fruttariano.

Una donna di 35 anni aveva un fibroma uterino grosso quanto un pompelmo, scrive Shelton.
Fu assorbito in 28 giorni di totale astinenza.
Una seconda, aveva un tumore grosso quanto due pugni d’uomo messi assieme, e venne ridotto a una piccola noce dopo 5 giorni appena di digiuno.

I tumori al seno nella donna, che variano dalla dimensione di un pisello a quella di un uovo d’oca, scompaiono sempre senza problemi, in un lasso di tempo compreso fra 3 giorni e 3 settimane.
Viene riportato il caso di una ragazza 21-enne che aveva al seno destro una tumefazione enorme e dura, simile a una palla da biliardo.
Negli ultimi mesi l’aveva fatta soffrire maledettamente. Consultò un primo medico e poi altri due diversi per sicurezza. Tutti le diagnosticarono cancro e operazione immediata.
Lei, giovane forte e vitale, non ne volle sapere e ricorse al digiuno che le proposi.
In 3 giorni esatti, senza cibo e con tanta acqua, il suo cancro sparì e sparirono tutti i dolori, per non riapparire mai più. L’ho visitata 13 anni dopo. Perfetta. Mi ha persino rifilato un affettiuoso bacio in bocca a dimostrare la sua gratitudine, disse Shelton.

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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