CORDOMA SACRALE, NEOPLASIA OSSEA RECIDIVANTE

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

PROBLEMI DI EVACUAZIONE PER COMPRESSIONE DI RADICE NERVOSA

Mi chiamo Franco e mi sono permesso di scriverle perché nel suo sito non ho trovato le informazioni che cercavo. Le spiego subito di che problema si tratta. A mio padre, che ora ha 79 anni, sei anni fa fu diagnosticato un cordoma all’undicesima vertebra dorsale. Si evidenziò questa situazione a seguito di esami che fece per problemi di evacuazione. Il cordoma praticamente andava a comprimere una radice nervosa.

ALLE PRECEDENTI VISITE DI CONTROLLO SEMBRAVA GUARITO

Si sottopose ad un’operazione in cui gli asportarono il pezzo di vertebra su cui si era sviluppato il tumore. Gli misero una placca fissata sulla decima e dodicesima vertebra e poi lo sottoposero per un certo periodo a radioterapia. Le visite di controllo successive rilevarono che il problema non aveva avuto seguito o strascichi.

RICRESCITA E ALLARGAMENTO TUMORALE

Questa situazione durò fino al settembre dell’anno scorso, quando si evidenziò il ripresentarsi del cordoma. Dall’ultima Tac del mese scorso si è visto poi che sta ingrandendosi. Da lei vorrei sapere se ha avuto modo di approcciare problemi simili, e nel caso affermativo, come hanno reagito, e che consigli mi può dare. La ringrazio.
Franco

*****

RISPOSTA

UN BUON TESSUTO OSSEO DERIVA DA UN BUON SANGUE FLUIDO

Ciao Franco, Come tutti i tessuti del corpo umano, le ossa sono formate da cellule che devono la loro formazione e il loro mantenimento al processo sanguineo. Qualsiasi anomalia ossea ha come forte concausa un’alterazione del sangue e pertanto cattive digestioni che creano insufficienze intestinali, epatiche, renali, oltre che deficienti eliminazioni di endotossine da parte della pelle. Ed è da qui, da queste considerazioni e non da altre, che dobbiamo partire.

L’INTERO CORPO RISPONDE A PRECISE LEGGI FUNZIONALI

Osteiti, periostiti, rachitismo, osteocondriti, tumori bianchi, tumori ossei, deviazioni della colonna vertebrale ed anche cordomi cranici o sacrali, osteosarcomi di varia natura, sono tutte patologie soggette alle medesime leggi e ai medesimi principi.

L’IRRESISTIBILE ATTRAZIONE MEDICA VERSO I PRECARI DOGMI DELLA GENETICA

Nessuno al mondo più dei medici studia nei dettagli il corpo umano. Solo che la medicina pone scarse attenzioni a queste cose apparentemente dozzinali ed è maggiormente attratta da spettacolari teorie genetiche, dove si ama parlare di geni difettosi e di malattie ereditarie fisse ed implacabili che non lasciano scampo e che richiedono correzioni farmacologiche e chirurgiche, scordandosi, o facendo finta di non sapere, che tutto il castello ideologico della genetica, basato sul noto dogma della non-modificabilità genetica è crollato con la recentissima scoperta della variabilità dei geni e del Dna in relazione ai fattori ambientali e agli stili di vita.

L’OSSO È UN TESSUTO IN CONTINUA EVOLUZIONE

Nonostante la caratteristica mineralizzazione stile roccia eterna e immutata, l’osso è ben lontano dall’essere un tessuto morto ed “ossificato”. Al contrario è sede di intensa attività cellulare. Un corpo di 70 kg include 1 kg di calcio, e gli osteoclasti scompongono 1-2 grammi al giorno, per cui ogni 7-10 anni l’intero nostro scheletro viene totalmente rinnovato. L’osso è composto per 1/3 da proteine e per 2/3 da minerali (60% calcio, per la funzionalità nervosa e muscolare, 30% fosforo, ovvero adenin-fosfato, per la funzionalità energetica, 10% ossigeno e idrogeno), per cui si ha un metabolismo proteico e un metabolismo minerale che si intrecciano dando luogo al metabolismo osseo, un insieme di processi biochimici responsabili della demolizione e della rigenerazione scheletrica.

CELLULE OSSEE E CALCEMIA

La concentrazione di calcio nel sangue, come fornitore e smaltitore di sostanze, varia in relazione all’attività fisica ed è regolata ormonalmente (tiroide e paratiroide) entro stretti limiti di calcemia (2,25-2,6 mmol/L). Le cellule ossee sono suddivise in osteociti (responsabili del mantenimento funzionale), osteoblasti (responsabili della formazione ossea), osteoclasti (responsabili della disgregazione ossea) e cellule osteo-progenitrici.

MATRICE OSSEA E TESSUTO CONNETTIVO

La matrice ossea è una sostanza amorfa composta da proteoglicani (glicoproteine leganti il calcio) e da idrossiapatite (cristalli di sali di calcio). La matrice è un materiale viscoso che collega le cellule alla fibra e al collagene, dando luogo al tessuto connettivo. Il corpo umano si ammala solo quando nella matrice e nel tessuto connettivo i giusti rapporti bioelettrici si alterano.

LA MALATTIA RIGUARDA SEMPRE IL TERRENO

Pertanto la malattia non è altro che un’alterazione funzionale del tessuto connettivo e della matrice. Mai la malattia è un fatto batterico-virale-fungino, visto che i microrganismi si sviluppano (batteri) o si accumulano (virus morti), in conseguenza del terreno alterato e non assolutamente come causa di esso.

L’ATTENTATO ACIDIFICANTE AI MITOCONDRI, AI CENTRI ENERGIZZANTI

I mitocondri all’interno di ogni cellula sono la vera fabbrica di elettroni e di energia dell’organismo. I mitocondri si alterano perché il terreno circostante, cioè i liquidi del citoplasma, sono stati alterati ed acidificati, inquinati da sostanze tossiche che arrivano dai liquidi extracellulari. Le alterazioni degli enzimi, della flora batterica, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano la salute non solo a livello intestinale ma a livello cellulare, e pertanto in qualsiasi parte dell’organismo, ossa ovviamente incluse.

L’IMPORTANZA DELLA BIO-ELETTRICITÀ

Si parla di acidità per dire eccesso di ioni H+ (da 0 a 7.01 di pH), di neutralità a 7.02, e di alcalinità, o eccesso di ioni OH- da 7.03 a 14, sulla scala acido-alcalina. Ha ragione l’ottimo ed encomiabile Giampaolo Vanoli (vedi suo sito Medicina Naturale) quando afferma che il pH non è sufficiente e che occorre considerare anche le ricerche del francese Louis-Claude Vincent sulla bio-elettricità.

PIACCA, ERREACCA ED ERREÒ

È basilare sì il pH come fattore magnetico, o come grado di acidità, ma solo se non lasciamo fuori l’interrelato fattore rH, o rH2, come fattore di potenzialità elettrica e di sensibilità per eccellenza, o come grado di ossidoriduzione, misurato in microVolt, ed anche il fattore R, o rò, come fattore di resistenza o di conducibilità elettrica o come grado di concentrazione ionica, misurato in Ohm.

I PARAMETRI DELLA SALUTE TRA ANGSTROM, MICROVOLT E OHM

Per una perfetta salute, per un terreno umano equilibrato, il sangue di un vivente sta automaticamente tra i 7.30 e 7.50 di pH. Ma la misurazione significativa si fa non a quel punto stabilizzato immancabilmente dai meccanismi automatici immunitari, ma al punto chiave di verifica finale che sono le urine. Un corpo in perfetta salute, non solo emette onde vibrazionali da 6500 Angstrom (scala André Simoneton) e relative aure rossastre positive ed energizzanti, ma rivela nelle urine un pH variabile tra 6.5 e 6.8, nonché un rH compreso fra 22 e 24 microVolt, e un R (o rò) compreso fra 30 e 45 Ohm. Con questi parametri si ha un funzionamento coordinato di tutti gli organi interni, per cui vengono a mancare fenomeni tipo la creatinina in eccesso, gli zuccheri in eccesso, e tutti gli altri indici di anomalia organica.

UN GRANDE VANOLI, A PARTE L’ACQUA ALCALINA SU CUI DISSENTO

Le ricerche di Vanoli sulla bio-elettricità e sulla biologia cellulare sono probabilmente quanto di meglio e di più avanzato esista in Italia. Mi sia concesso però divergere da lui su un dettaglio non indifferente. E’ vero che per stare bene serve rientrare in quei parametri. Non è vero invece che per stare bene serva bere almeno un litro al giorno di acqua, e tanto meno un litro di acqua basica da 7.35 a 11 di pH. Il rientro nei parametri bioelettrici si fa mediante la corretta alimentazione e non mediante integratori sintetici o idrici. Pertanto frutta abbondante, regina dell’alcalinizzazione, e centrifugati di carote, tuberi vari, germogli e mele-ananas-pere come fattore dolcificante.

COS’È IL CORDOMA

Fatta questa lunga, e spero non troppo noiosa premessa, veniamo al problema del cordoma. Trattasi di una rara neoplasia che si sviluppa sull’osso in zona cranica (nel clivus) o in zona sacrale (in fondo alla spina dorsale). Trattasi di tumori ossei extradurali a lenta crescita e a netta prevalenza maschile (2:1), derivanti da residui della corda dorsale, struttura dell’embrione primitivo della colonna vertebrale. Circa il 40% dei cordomi sono di tipo intracranico, e il restante 60 riguarda i cordomi spinali.

UN’ASPORTAZIONE DI ROUTINE CON SISTEMATICA RICRESCITA

Tumori che provocano una distruzione dell’osso e un processo di espansione disgregativa. Tumori per i quali la medicina non immagina alcuna soluzione se non l’asportazione chirurgica, pur sapendo che tendono a recidivare, anche se raramente a metastatizzare, e pur sapendo che la completa rimozione chirurgica, ammesso che essa abbia gran significato, è assai difficile da realizzarsi. Sempre da dati medici ufficiali, si parla di sopravvivenza del 50-75% all’operazione dopo 5 anni, e del 45% dopo 10 anni. Non si dice nulla su quelli che l’operazione non la fanno, e questo è un peccato.

GLI IGIENISTI NON HANNO ESPERIENZE CHIRURGICHE

Su internet ci sono diverse lettere di figli disperati per operazioni fatte e rifatte, con incluse chemio, radio e proton-terapie che non hanno portato affatto ai risultati promessi. Chiedere a un insegnante teorico-pratico di igienismo se ha avuto modo di approcciare problemi simili è un po’ come chiedere al frate trappista un parere qualitativo e statistico sulle migliori posizioni del Kamasutra.

SIAMO UN TUTT’UNO CON VOLTAIRE

L’igienismo è contrario alle operazioni chirurgiche non strettamente indispensabili, è contrario alle terapie invasive e distruttive (chemio, radio, proton, ecc), è contrario ai farmaci e ai vaccini, è contrario agli integratori e alle acque alcaline. Come disse Voltaire, “La medicina contemporanea è una scienza che pretende di rimuovere qualcosa che non conosce da un corpo che non conosce, e che pretende inoltre di introdurre qualcosa che non conosce (medicinali e simili), in un corpo che non conosce”.

LE REGOLE FONDAMENTALI SONO INALTERABILI

I medici obietteranno che da Voltaire in poi sono passati tre secoli, e che sono stati fatti passi da gigante. Ma la situazione, nelle scelte fondamentali, non è affatto variata, nonostante i tanti progressi. Chi aveva ragione 2500 o 2000 anni fa ha ragione ancora oggi. Pitagora, Ippocrate, Asclepiade, Marco Aurelio, Vespasiano e Galeno non sono affatto contestabili, mentre invece la medicina odierna sì, nel modo più assoluto.

VALGONO SEMPRE I SETTE PASSI VERSO IL CANCRO DI JOHN TILDEN

I tumori possono svilupparsi in mille diversi punti del corpo umano, ma rientrano tutti nelle medesime leggi di formazione, di crescita, di decrescita e di scomparsa. Non esistono 1000 tumori e 1000 malattie diverse, e tanto meno le 20 o 30 mila dei manuali medici.
Valgono sostanzialmente sempre i criteri di John Tilden, dove dall’intossicazione si passa all’indebolimento, all’irritazione, alla infiammazione, alla cronicizzazione, alla ulcerazione, all’indurimento, alla formazione tumorale, alla cachessia cancerogena.

TESINE ALLEGATE

LE MITICHE GUARIGIONI DI LEZAETA

Il cileno Lezaeta, nel suo La Medicina Naturale alla portata di tutti, cita il caso di Suor Maria Rosa Valdez che, all’età di 72 anni fu costretta a letto da afflizioni alla colonna vertebrale. I medici di allora diagnosticarono una forte decalcificazione della colonna senza cavare un ragno dal buco in 4 mesi di cure. Lezaeta la guarì perfettamente in 2 soli mesi con 6 fregagioni cutanee giornaliere (panno freddo inzuppato di acqua) intorno all’intero corpo, orticazioni esterne per ravvivare le funzioni cutanee, cataplasma notturno di fango sul ventre, e dieta crudista di frutta e verdure crude.

DIGIUNO E DIETA VEGAN-CRUDISTA COME STRUMENTI GUARITIVI

A questo punto, anche se fossi medico sconsiglierei ogni accanimento terapeutico sottoforma di inutile ripetizione chirurgica. Occorre da un lato stoppare e possibilmente far regredire la crescita del cordoma. E questo si può realizzare con un digiuno terapeutico di 3-5 giorni, a condizione che tutti i farmaci vengano prima messi da parte. Dall’altro lato occorre semplificare e ottimizzare la digestione, l’assimilazione e l’evacuazione, adottando una dieta vegan-crudista, imparando a respirare correttamente, camminando, stimolando la traspirazione cutanea e prendendo sole ogni volta che c’è.

Valdo Vaccaro

Condividi con i tuoi amici.

Lascia un commento