CRISI ALLERGICHE PERSISTENTI E USO SPROPOSITATO DI FARMACI

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LETTERA

PROBLEMI NON ANCORA CHIARITI ALL’ADDOME

Buona sera. Mi chiamo Salvatore, ho 41 anni e vivo a Trapani. Non saprei nemmeno da dove cominciare. Da circa 7 anni ho problemi all’addome basso, lato appendice. La mia situazione va a peggiorare.

VISITE RIPETUTE DAI VARI LUMINARI ED ESAMI A NON FINIRE

Cerco di sintetizzare. Ho sensazioni di forte bruciore, di pesantezza e di gonfiori. Tutto si aggrava stando all’impiedi. Mi hanno visitato molti dottori, chirurghi, medicina interna, gastroenterologi. Mi sono sottoposto ad ogni sorta di esami RMN, TAC, Eco, Radiografie ed altro ancora. Tutti d’accordo nel dire che non c’è nulla di anormale.

NESSUNO MI CREDE PIÙ

Mi creda, la mia vita è arrivata alla fine perché oltre il problema in sé, devo fare i conti con il fatto che nessuno mi crede più, forse neanche i familiari. Per favore mi dica come posso venirla a trovare perché non so piu come affrontare la situazione. Non c’è piu pace nella mia vita. Mi aiuti a ricominciare una vita normale. Grazie.
Salvatore

*****

RISPOSTA

CREDO FERMAMENTE ALLA LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO

Ciao Salvatore. Se avessi davvero una risposta pronta, sicura e garantita, significherebbe che sarei di un’altra pasta rispetto a tutti gli specialisti che ti hanno visitato finora, oppure vorrebbe dire che la mia sfera di cristallo funziona meglio. Scherzi a parte, non credo all’opera del diavolo né alle maledizioni voodoo, ma piuttosto alle leggi della natura che includono il principio universale di causa ed effetto. Pertanto posso fare le mie ipotesi, i miei tentativi di spiegare il possibile perché e percome della situazione critica che ti riguarda. Per incontrarmi puoi farlo a metà settembre in Roma oppure a Gubbio. Se vai sul mio blog alla rubrica Conferenze e Colloqui Valdo 2015, puoi trovare le informazioni che ti servono.

SCANSARE OGNI INQUIETUDINE E RITROVARE L’EQUILIBRIO DIGESTIVO

Assurdo comunque affrontare la situazione con ansia e panico. Cerca pertanto di trovare un minimo di armonia con te stesso. Pensare in positivo è fondamentale. Trova modo di alimentarti in modo leggero, semplice, sobrio e soddisfacente. Col caldo di questi giorni, pane integrale e semplice pomodoro al naturale è un abbinamento digeribile e strepitoso, idem il pane integrale col le melanzane fritte col pan grattato. Fagiolini all’aglio crudo e patate in tutte le varianti sono pure ottime soluzioni culinarie. Cavoli, finocchi, carote, zucchini, peperonate ti daranno un buon aiuto.

MIGLIORARE LA PREPARAZIONE E LO SPIRITO IGIENISTA

Il ricorso alla dieta vegan-crudista tendenziale e al pacchetto salute della Health Science ti daranno sostegno in questi frangenti. Migliora dunque la tua conoscenza e la tua preparazione igienistica. Trova al tuo interno le forze necessarie per vincere le attuali debolezze. Stabilisci un dialogo con te stesso e coi tuoi sensori, ritrova l’armonia e rimettiti autonomamente in carreggiata. Anche se forse non sembra, i mezzi ce li hai tutti.

IPOTESI DI APPENDICITE

L’appendicite è una malattia infiammatoria a carico di un piccolo diverticolo, chiamato appendice vermiforme, che si diparte dal tratto iniziale dell’intestino crasso. Questo esile prolungamento intestinale, lungo circa dieci centimetri per un diametro medio di 6 mm, non sembra apparentemente avere alcuna funzione nell’uomo, detto in termini medici. Ciononostante, quando viene colpita da un processo infiammatorio, essa può mettere a repentaglio la salute dell’intero organismo, come ben sapranno tutti coloro che hanno dovuto farsela asportare con carattere d’urgenza. L’appendicite ha una netta prevalenza nell’infanzia, nell’adolescenza e nella prima età adulta. Forse è per tutti questi motivi che la medicina propende spesso e volentieri per l’operazione, incoraggiata dal fatto che la struttura ospedaliera riceve adeguata copertura assicurativa ogni qualvolta un paziente varca la sala operatoria.

INVERSIONE DI TENDENZA SULLE APPENDICITI

Fino a qualche anno fa, negli ospedali le operazioni riguardanti appendicite e tonsillite erano all’ordine del giorno. Si è assistito a un autentico boom negli anni ’80-’90, quando si arrivava anche a 300 mila e oltre interventi l’anno. Da qualche anno però, paradossalmente, si sta assistendo a un’inversione di tendenza, complice il fatto che tali patologie possono essere guarite mediante trattamento farmacologico complesso e dunque ben remunerato. Negli anni scorsi, quando un paziente accusava dolori lancinanti, si passava subito all’operazione. Negli ultimi anni si sono eseguite in media 60mila operazioni l’anno, con una riduzione fino a cinque volte in trent’anni. Un ruolo fondamentale in ciò lo giocano sia una diagnostica più raffinata, sia antibiotici più incisivi.

DRASTICO CALO INTERVENTI ANCHE PER TONSILLE ED ADENOIDI

Drastico calo anche per quanto riguarda gli interventi per tonsille e adenoidi. Le operazioni chirurgiche in questo caso si sono grosso modo dimezzate in 10-12 anni, e ridotte a un terzo dagli anni ’50. Statistiche nazionali precise non esistono, ma come campione è stato utilizzato l’Ospedale Bambin Gesù di Roma e la casistica americana. Fondamentale anche in questo caso il ruolo degli antibiotici, mentre interventi chirurgici si effettuano soprattutto per mitigare il disturbo del sonno derivante da queste patologie.

DEFINIZIONE DI APPENDICITE ACUTA

L’appendicite acuta è una malattia piuttosto comune, che interessa annualmente circa lo 0,2% della popolazione ed un individuo su sette nell’arco della vita. Di raro riscontro al di sotto dei due anni e nell’età geriatrica, interessa soprattutto i giovani fra i dieci ed i trent’anni. Maggiormente diffusa nei Paesi occidentali e industrializzati, probabilmente a causa del pessimo binomio tra sedentarietà e dieta squilibrata, l’appendicite colpisce soprattutto i giovani soggetti di sesso maschile.

SINTOMI DI APPENDICITE ACUTA

I sintomi iniziali, tipici dell’appendicite acuta, sono rappresentati da un senso di malessere generale, accompagnato a febbre lieve e a dolori addominali localizzati intorno all’ombelico. Nelle 12-24 ore successive, il dolore, che rappresenta il sintomo cardine dell’appendicite, si sposta verso il basso, insidiandosi nella fossa iliaca destra, tra l’ombelico e l’osso dell’anca, in corrispondenza della sede anatomica propria dell’appendice. Talvolta il dolore è così intenso da spingere il soggetto ad adottare posizioni antalgiche, tipo cosce flesse sul bacino e posizione sdraiata. Non di rado, la sintomatologia comprende disturbi gastrointestinali, vomito e scariche diarroiche.

CAUSE DI APPENDICITE

L’infiammazione è generalmente causata da un’ostruzione interna all’appendice, conseguente al ristagno di materiale indigerito, o all’ipertrofia dei follicoli linfatici appendicolari, che possono aumentare di numero e dimensioni in risposta ad un’infezione locale o sistemica tipo mononucleosi, morbillo, tifo, morbo di Crohn, gastroenterite. Nell’età adulta l’occlusione dell’appendice è spesso correlata al ristagno di un ammasso solidificato di materiale fecale e sali inorganici (coprolita) o, più raramente, dalla presenza di un corpo estraneo, da calcoli biliari, neoplasie o parassiti intestinali come la Taenia, l’Ascari e l’Enterobius Vermicularis.

FORTE ED IMPROVVISO DOLORE ADDOMINALE

Il sintomo principale è il dolore addominale, di solito improvviso. Spesso induce una persona a svegliarsi di notte. Si avverte prima di ogni altro sintomo, inizia vicino all’ombelico e continua più in basso e verso destra. È un dolore nuovo e diverso da ogni altro dolore avvertito prima, peggiora nel giro di poche ore e aumenta d’intensità muovendosi, facendo profondi respiri, tossendo o starnutendo.
Altri sintomi dell’appendicite possono essere inappetenza, nausea, vomito, stitichezza o diarrea, incapacità di espellere gas, qualche linea di febbre, gonfiore addominale, sensazione che la defecazione allevierà il disagio.

ACCUMULO DEL MUCO E AUMENTO DELLA PRESSIONE

Qualunque sia l’origine dell’ostruzione, l’accumulo di muco, che continua ad essere prodotto e riversato in sede intra-appendicolare senza trovare sfogo, aumenta la pressione interna all’appendice. La conseguente stimolazione meccanica dei recettori dolorifici è responsabile dell’insorgenza dei sintomi associati all’appendicite, quali nausea, riduzione o perdita di appetito e dolori viscerali di media entità e scarsamente localizzati.

STASI LINFO-VENOSA E APPENDICITE SUPPURATIVA

L’aumento pressorio ostacola la perfusione dell’appendice, fino a determinare stasi linfo-venosa, compromissione arteriolare e conseguente ischemia tissutale. Il ridotto apporto di sangue e la stasi linfatica favoriscono la virulentazione dei batteri che normalmente popolano l’appendice senza causare danno alcuno. Se l’ostruzione si risolve il processo regredisce. Al contrario se l’infiammazione persiste, l’ulcerazione batterica della mucosa, associata alla ridotta vascolarizzazione, determina la formazione di materiale purulento, per cui si ha una appendicite suppurativa.

ESACERBAZIONE DEL FENOMENO E PERITONITE

Qualora il processo continui la severa compromissione del drenaggio linfovasale si associa alla comparsa di veri e propri focolai gangrenosi (appendicite acuta gangrenosa). Lo stadio successivo è la perforazione del viscere, con possibile estensione del processo infiammatorio al peritoneo parietale, una sorta di foglietto ripiegato in due che avvolge le pareti della cavità addominale. Da qui l’infiammazione è potenzialmente in grado di estendersi a tutte le strutture adiacenti, per cui si ha una appendicite acuta perforata, anche se spesso l’organismo riesce a circoscrivere il focolaio infettivo. È proprio durante questi ultimi stadi che i pazienti mostrano la tradizionale esacerbazione e migrazione del dolore, che si sposta dalle zone prossime all’ombelico a quelle situate più in basso, verso l’osso dell’anca. La peritonite generalizzata è la complicanza più grave dell’appendicite e, se non trattata in tempo, può addirittura risultare letale.

IDEE ASSAI DIVERSE DA PARTE DELLA NOSTRA HEALTH SCIENCE SULL’INTERA QUESTIONE

Contrariamente al pensiero ed alle ipotesi della medicina, che vede nell’appendice qualcosa di inutile e di quasi sconveniente, tale organo è di grande importanza per la normale funzionalità dell’intestino, visto che procura la secrezione di sostanza anti-tossica per neutralizzare le putrefazioni intestinali.
L’appendicite è il processo di irritazione ed infiammazione dell’appendice stessa, la cui causa è data dalle fermentazioni putride che si producono nell’intestino cieco.

STITICHEZZA ALLA BASE DI TUTTO

Alimentazione disordinata ed antinaturale, vita sedentaria con mancanza di esercizio fisico, indebolimento della pelle nelle sue importanti funzioni depurative, concorrono a provocare questa malattia. La stitichezza è la causa più prossima e logica del suo sviluppo.

I CRONICI DISORDINI DIGESTIVI NON VENGONO MINIMAMENTE TOCCATI

La medicina chirurgia estirpa l’appendice, ma non si rende conto che in questo modo provoca all’organismo una grave mutilazione senza rimuovere la vera causa del male, che è il cronico disordine digestivo. Questo procedimento è tanto assurdo quanto il rimuovere il naso per curare un raffreddore. Tonsille, al pari di appendice, di cistifellea e di milza sono tutte ghiandolette amiche dei chirurghi commerciali. Facili da asportare e generose nel far guadagnare.

NULLA DI INUTILE E BANALE ESISTE NEL NOSTRO CORPO SE NON LE TOSSINE

Per giustificare i loro metodi, i medici sostengono che l’appendice è un organo che non aiuta il corpo, ma che ci espone a malattie inaspettate. Questi alibi sono in realtà scemenze e corbellerie. Nel nostro corpo non c’è neppure un semplice pelo senza un compito ben preciso. Al pari delle tonsille, l’appendice costituisce una difesa organica contro le reazioni tossiche che si sviluppano nel cieco per causa di cattive digestioni. Tale difesa è data dalle secrezioni dell’appendice che hanno la proprietà fondamentale di neutralizzare le tossine della putrefazione intestinale.

IL NOSTRO OBIETTIVO PRINCIPE RIMANE SEMPRE LA DETOSSIFICAZIONE

Parliamo infatti di strutture linfoidi dotate di funzioni basilari quali l’arresto e la detossificazione delle tossine. Non sono affatto organi problematici ma al contrario organi benefici da tutelare. Quello che serve fare è la detossificazione dell’intestino I cataplasmi notturni di fango termale sul ventre, per 5-6 ore sono utili. Se manca il fango si può adoperare  un cataplasma di ricotta fredda, o anche delle foglie di cavolo alternate a cipolla grattugiata. Il riposo a letto nei periodi critici è indispensabile. Anche le frizioni fredde, mediante  un asciugamano grande piegato in 4 e bagnato in acqua fredda serve ad attutire i sintomi dolorifici.

IL VERO TRATTAMENTO DEL PAZIENTE

L’infermo berrà acqua a piccoli sorsi. Limonate senza zucchero, succo d’arancia, di uva e di mele, o di carote e ananas, alternando con frutta fresca di stagione, rappresentano l’unico tipo di alimento consentito durante le crisi. Vietatissimo il latte. Sparita l’infiammazione e cessata la febbre, il malato potrà cibarsi di frutta agra d’inverno e acquosa d’estate, per tutte le ore del mattino. Pranzo e cena con minestre e zuppe di verdure con fiocchi di avena o con orzo, condite con olio extravergine a crudo. Passato il pericolo, osservare un regime alimentare vegetariano.

EVITARE LA SUPPURAZIONE E LA PERITONITE

Se l’appendice è trascurata può presentarsi un processo di suppurazione con la rottura dell’organo. Subentrano in questo caso specifico gravi complicazioni che non lasciano il tempo per un trattamento naturale. Solo in questo caso  dove si sta manifestando il processo distruttivo della peritonite l’intervento chirurgico può asportare i tessuti danneggiati e suturare la rottura che porterebbe a morte sicura. In ogni caso, l’estirpazione dell’appendice abbrevia la vita del soggetto perché la mancanza di questo organo altera fondamentalmente la funzione digestiva. L’intestino non perde soltanto una importante difesa organica immunitaria, ma perde anche come libertà di movimento nella zona operata, per le complicazioni derivanti dalla cicatrizzazione della ferita.

STITICHEZZA O STIPSI O COSTIPAZIONE

Questo è un tema della massima importanza, visto che si tratta della malattia più grave che affligge l’umanità e visto che viene presa in poca considerazione, pur essendo alle origini di ogni malattia del catalogo medico, inclusa l’appendicite.  Stitichezza significa ritardo o incompletezza o insufficienza nelle evacuazioni intestinali. Ritardo dovuto essenzialmente a vita sedentaria e a mancanza di esercizio fisico, di camminate regolari associate a respirazione ritmata e sbuffante nella fase di espirazione.

SCELTE ALIMENTARI ABERRANTI

Ritardo dovuto anche alle scelte alimentari aberranti, con presenza di proteine animali, di pane bianco, di dolciumi evidenti e nascosti, di the, caffè, cioccolato, cole, bevande gassate, cibi e bevande spazzatura.  Se l’uomo imparasse ad alimentarsi con frutta e con insalate soprattutto crude o con vegetali saltati in padella o cotti al vapore, con germogli, semi, radici, con la concessione di miele, pane integrale, ricotta e uova sode da galline ruspanti, non saprebbe nemmeno cosa significa la parola stipsi. Chiaro poi che farmaci, vaccini, antidolorifici e antibiotici completano l’opera, dato che indeboliscono e paralizzano la funzione intestinale. Stesso discorso per clistere, lassativi e purganti che, lungi dal curare la stitichezza, provocano irritazione e infiammazione cronica dell’intestino.

FONTI OSTRUTTIVE E CAUSA DI MALESSERI INTESTINALI

Tra i fattori ostruttivi ed infiammanti vanno incluse le diverticoli e le tasche intestinali ripiene, i depositi di feci inespulse, le vecchie incrostazioni fecali indurite simili a copertoni o gomme di camion. Ci può essere crescita anormale del tessuto linfatico, con sindrome dell’intestino irritabile o morbo di Crohn.

FARE MOLTA ATTENZIONE AI PARASSITI

E ci sono molto spesso i parassiti o i vermi, difficili da classificare, da diagnosticare e da stanare. Dannosissimi in quanto, diversamente dai batteri che si alimentano del nostro materiale virale, dandoci un prezioso aiuto, essi si alimentano delle nostre stesse sostanze alimentari, togliendoci così calorie ed energie nette. L’unico modo per contrastarli è di assumere miele, semi di zucca, peperoncino piccante, zenzero, aglio, ravanelli.

ADERENZE ADDOMINALI

Le aderenze addominali sono zone di materiale escrescente che si formano tra i tessuti e gli organi addominali. Normalmente i tessuti e gli organi interni hanno una superficie scivolosa, che permette loro di muoversi facilmente seguendo i movimenti del corpo. Le aderenze fanno invece incollare i tessuti e gli organi tra loro. Di solito le aderenze non provocano sintomi né problemi, però in alcuni casi possono causare dolore addominale o pelvico cronico. Le aderenze inoltre sono una delle cause principali delle ostruzioni intestinali.

GLI INTERVENTI CHIRURGICI COME CAUSA FREQUENTE DI ADERENZE

La causa più frequente delle aderenze addominali sono gli interventi chirurgici. Quasi tutti i pazienti che si sottopongono a un intervento in zona addominale soffriranno di aderenze, tuttavia il rischio è maggiore in seguito ad interventi sulla parte bassa dell’addome e sulla zona pelvica.  Con l’andare del tempo le aderenze possono ingrandirsi e indurirsi, causando problemi anche ad anni di distanza dall’operazione.

CAUSE CHIRURGICHE

1) Incisioni dei tessuti, soprattutto quelli degli organi interni, 2) Manipolazione degli organi interni, 3) Asciugamento dei tessuti e degli organi interni, 4) Contatto dei tessuti interni con corpi estranei, come garze, guanti chirurgici e punti di sutura, 5) Sangue o coaguli non perfettamente puliti durante l’intervento.

CAUSE NON CHIRURGICHE

Tra le cause meno frequenti delle aderenze addominali ci sono: 1) Appendicite, e in particolare rottura della appendice, 2) Radioterapia, 3) Infezioni addominali.

SINTOMI DI ADERENZE

Nella maggior parte dei casi le aderenze addominali sono asintomatiche, ma il sintomo più frequente è 1) Dolore addominale o pelvico cronico, che spesso assomiglia a quello provocato da altri disturbi come l’appendicite, l’endometriosi e la diverticoli, 2) Crampi addominali, 3) Vomito, 4) Sensazione di gonfiore o di aria ferma nel ventre, 5) Pancia che brontola, 6) Costipazione.

ADERENZE E OSTRUZIONI INTESTINALI

Le aderenze intestinali possono spostare l’intestino od esercitare pressione su di esso, causando un’ostruzione intestinale. L’ostruzione intestinale impedisce completamente o parzialmente il movimento degli alimenti o delle feci nell’intestino. Trattasi chiaramente di una situazione pericolosa che va risolta.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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