USCIRE DAL TUNNEL DELLA NEUROFIBROMATOSI

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LETTERA

NEUROFIBROMATOSI SENZA DELEZIONE DEL CROMOSOMA Q17

Buona sera Dr Vaccaro, sono, prima ancora che un medico, la sorella di un uomo di 45anni, affetto da NF1, ossia da neurofibromatosi, così almeno dicono, anche se l’indagine genetica non ha individuato delezioni del cromosoma q17. NF 1, che dicono presentarsi nella variante NF 7.

SEI ANNI DI SOFFERENZE E DI INCUBI

Mio fratello, ormai da quasi 6 anni, vive una qualità di vita terribile, con dolori insopportabili, difficoltà funzionali varie, bombardamento farmacologico a 360°, interventi chirurgici con postumi pesantissimi. Proprio ieri, dopo l’ennesima RMN, sembra che qualcosa stia cambiando ancora, ma in senso negativo. Alcuni degli innumerevoli neurinomi che ha, disseminati dappertutto, stanno degenerando.

POCO MI SFUGGE DI QUANTO LEI PUBBLICA

Io la seguo da tempo, condividendola in pieno, annotando tutto ciò che pubblica, oltre ad aver sempre come guida i suoi libri. Pertanto ho già letto quanto da lei scritto su questo argomento. Ma, come dire, la voglia di aiutare mio fratello, mi porta a disturbarla e chiederle se ha da suggerirmi ancora qualcosa.

UNA CONSTATAZIONE DA MEDICO A NON MEDICO

La ringrazio di tutto cuore. Lei è una Persona davvero Speciale, più Unica che Rara, come si sul dire e, mi creda, prima che un complimento è una costatazione.
Monica

*****

RISPOSTA

IL TUO RICONOSCIMENTO HA PER ME NOTEVOLE VALORE

Ciao Monica. Quando dici è per me di grande importanza. Non è questione di nutrire il mio ego e la mia vanità personale, anche se tutti, come umani imperfetti, siamo soggetti più o meno a queste debolezze. È piuttosto il fatto che un riconoscimento sentito e sincero, che arriva poi da un medico, una categoria che io rispetto e stimo sul piano individuale, ma che mi ritrovo spesso a criticare pesantemente nelle scelte e nell’ideologia espressa dal suo Ordine Professionale, non può non essere apprezzato nei giusti modi.

VARIANTI NF1 E NF7, SECONDO LA CLASSIFICAZIONE RICCARDI

Ma veniamo al punto. La classificazione 1992 delle neurofibromatosi, secondo il dr Vincent M. Riccardi, dell’Istituto NF della California, avviene attraverso 8 tabelle che vanno da NF1, dove si parla di patologia autosomica dominante, che produce chiazze caffè latte, noduli di Lisch, lentigginosi ascellare e neurofibromi, a NF 8. La variante NF 7 viene semplicemente definita sulla base del tempo di insorgenza, per cui una NF1 che insorga dopo i 30 anni viene definita NF7.

DEFINIZIONE DI NEUROFIBROMATOSI

La NF1 è la più comune forma di neurofibromatosi con un’incidenza di 1 su 2500-3500 nati. La NF1 è una condizione multisistemica che coinvolge una varietà di tessuti e tipi cellulari. I segni clinici diagnostici sono ben definiti e sufficienti per porre diagnosi clinica. Secondo la definizione medico-genetica, è una malattia a trasmissione autosomica dominante a penetranza età-dipendente completa, dato che i segni clinici compaiono progressivamente fino a diventare del 100% all’età di 6-8 anni.

ALTERAZIONI DEL GENE

La NF1 è causata da alterazioni del gene NF1 che mappa nel cromosoma 17 (17q11.2). Il trascritto codifica per una proteina di 2818 amminoacidi chiamata neurofibromina, con una massa molecolare di 327 kDa. La proteina presenta una regione di 360 amminoacidi, denominata NF1-GRD (GAP related domain), che è in grado di svolgere una regolazione negativa sull’ attività dell’oncogene p21ras. Questa attività della neurofibromina consente di inquadrare il gene NF1 nella categoria dei geni oncosoppressori. Sia la perdita della copia wild type del gene che porta a LOH (loss of heterozygosity), sia la presenza di mutazioni somatiche puntiformi all’interno del gene che ne causano l’inattività, si sono riscontrate in uno svariato numero di neurofibromi.

IPOTESI GENETICHE INCERTE E POCO CONVINCENTI

Tuttavia l’estrema variabilità fenotipica sia inter che intra-familiare non è spiegabile attraverso il semplice meccanismo di mutazione-delezione del gene NF1. Anche se sono state formulate numerose ipotesi, quali il background genetico-ambientale, meccanismi epigenetici, mosaicismo, non sono ancora noti i meccanismi molecolari che sottendono tale variabilità. In alcuni pazienti affetti da NF1, sia bambini che adulti, possono insorgere tumori quali gliomi, astrocitomi, feocromocitomi (tumori generalmente benigni che originano dalle cellule cromaffini del neuroectoderma, che è parte del sistema simpatico), neurofibrosarcomi, certe forme di leucemia-mieloide e nel 10-15% dei pazienti il neurofibroma plessiforme, che può evolvere in un tumore maligno della guaina dei nervi periferici (malignant peripheral nerve sheath tumor).

INCERTEZZE ANCHE SULLA SINDROME DI SMITH-MAGENIS

La sindrome di Smith-Magenis è una malattia genetica dovuta a una delezione interstiziale del braccio corto del cromosoma 17. La delezione ha in genere una grandezza compresa tra 2-9 Mb, la più frequente è di circa 4 Mb. In questa porzione cromosomica ci sono diversi geni la cui funzione non è ancora del tutto nota.

SINTOMI DELLA NEUROFIBROMATOSI

  • Volto dei bambini con guance paffute, guance paffute, ipoplasia mediana del viso, ponte nasale depresso e bocca a arco di cupido,
  • Volto degli adulti con faccia grossolana, sopracciglia folte, sinofris o mancanza di stacco tra le due arcate ciliari, e prognatismo o mandibole in avanti,
  • Obesità,
  • Anomalie oculari (85%),
  • Ritardo nel linguaggio (96%),
  • Deficit uditivo,
  • Bassa statura (78%),
  • Brachidattilia (eccessiva brevità delle dita),
  • Neuropatia periferica (piede piatto o cavo, insensibilità al dolore) (75%),
  • Ritardo mentale medio/grave (100%),
  • Problemi comportamentali (disturbo del sonno, stereotipie, auto-aggressività),
  • Anomalie voce,
  • Malformazioni apparato genito-urinario,
  • Malformazioni cardiache,
  • Scoliosi.

PERCHÈ CI SI AMMALA

Friedrich Daniel Von Recklinghausen (1833-1910), anatomopatologo tedesco e professore a Strasburgo, fu tra i primi a descrivere la neurofibromatosi, l’osteite fibrocistica e l’emocromatosi (accumulo tessutale di ferro nell’intestino tenue). Per la genetica si tratta di patologie ereditarie a trasmissione autosomica-dominante che registrano statisticamente un caso ogni 3000 nati, e che colpiscono le cellule nervose e quelle muco-cutanee. La struttura del cervello è normale, ma persistono stipiti cellulari anomali che continuano a differenziarsi. Si parla pertanto di turbe dell’istogenesi, ovvero di anomalie nel rinnovamento cellulare. A livello genetico generale, si ritiene ci sia una delezione, ovvero una irregolarità citogenica, una mutazione cromosomica o una assenza di tratto cromosomico, sul cromosoma 17, che predispone a volte a comparsa di autismo e di schizofrenia.

LE LEGGI DI MENDEL SULLE COMBINAZIONI GENETICHE

Qui non siamo nel campo di ereditarietà diretta per errori comportamentali materni o paterni che ricadono sulla prole, e nemmeno siamo nel campo delle tare ereditarie nascoste tra le pieghe degli antenati. saremmo semmai di fronte alla roulette genetica che gira e rigira creando combinazioni al ritmo delle famose 3 leggi genetiche di Gregor Mendel (1822-1884), sulla dominanza, sulla segregazione e sulla indipendenza. Un discorso di caratteri antagonisti, dominanti o recessivi, per cui a volte potrebbe succedere di seminar bene e, ciononostante, di raccogliere male.

ALTA CAPACITÀ INTERPRETATIVA DELLA HEALTH SCIENCE

Non è che noi igienisti naturali possediamo bacchette magiche, e che possiamo togliere le castagne dal fuoco alla medicina impotente e disorientata di fronte a queste malattie poco conosciute. Abbiamo però dalla nostra parte uno strumento importante che si chiama capacità interpretativa. Capacità interpretativa che deriva dal nostro rispetto per le leggi della natura e dell’auto-guarigione, per la legge di causa ed effetto, per la legge secondo cui il corpo non va mai contro se stesso. i chiari principi e le precise leggi della salute e dell’autoguarigione. Gli squilibri e le alterazioni possono prendere mille vie e mille forme, ma partono sempre dalle stesse cause.

LIBERIAMO IL CAMPO DALLE IPOTESI FASULLE E DAI FALSI CONCETTI DI INGUARIBILITÀ

Mancando ogni ipotesi microbica ed ogni ipotesi genetica, non esiste inguaribilità, a patto di credere per l’appunto nelle leggi millenarie fissate da Madre Naura Sovrana Mediatrice di tutti i mali, a patto di applicare con costanza e coerenza il nostro pacchetto-salute. Non ci facciamo distrarre dalle false motivazioni e dagli insostenibili alibi accampati spesso dalle strutture sanitarie ufficiali. Il corpo umano non funziona a settori. Non è concepibile che una parte lavori al meglio e un’altra no. Chi si ammala è di sicuro intossicato. Serve depurazione prima ancora che rafforzamento.

CADUTA CLAMOROSA DELLA GENETICA COME IPOTESI E COME MATERIA DI STUDIO

Quando si ripetono le stesse patologie a livello familiare non è per dei difetti genetici, ma per abitudini familiari, per condivisione degli stessi cibi, delle stesse vaccinazioni, degli stessi trattamenti medici, degli stessi errori dietetici e comportamentali. Ora, queste nostre obiezioni sulla genetica hanno trovato pure clamorosa conferma.

L’INSOSTENIBILE DOGMA DELLA GENETICA

“70 anni di ricerca, di tomi, di cattedre universitarie, di opere scritte e pubblicate, di dispense distribuite a migliaia di studenti. 70 anni buttati via totalmente!” Queste le frasi che si sentono ripetere in ambito genetico, dopo che si è capita l’inconsistenza del dogma che sorreggeva e faceva da pilastro all’intera baracca genetica. Il dogma stava esattamente nella fissità del gene e del Dna, quando invece i fatti dimostravano il contrario, per cui ad ogni perfezionamento del milieu interieur (vedi Padre Taddeo da Wiesent e vedi Claude Bernard), ad ogni perfezionamento della situazione ecologica globale, corrispondevano evidenti migliorie delle condizioni psico-fisiche, mentre ad ogni azione avversa agli interessi corporali i geni subivano proporzionali peggioramenti.

PER LA SANITÀ PUBBLICA TUTTO FILA LISCIO COME L’OLIO

Tutto questo confermato dai maggiori ricercatori trasparenti del settore, come ad esempio il professor Pietro Perrino, docente a Bari e dirigente del CNR Centro Nazionale Ricerche, oltre che essere tra i più referenziati studiosi mondiali di genetica. Ho avuto la fortuna di incontrarlo in Puglia e di scambiare diverse mail con lui personalmente. La cosa più incredibile e scandalosa è che la medicina pare non essersi nemmeno accorta di questo ruzzolone, per cui continua a parlare disinvoltamente di geni e di ereditarietà, come nulla fosse successo.

GLI INSUCCESSI DELLE CURE SUL SINTOMO SI SUSSEGUONO SENZA TREGUA

Quando si è praticato un modo di vivere e di curarsi tale da generare enervazione e tossiemia, con profondi sconvolgimenti del processo di nutrizione e quindi della formazione cellulare, non è facile ripristinare l’equilibrio e riportare l’energia nervosa ai suoi livelli normali. Nessun medicinale, qualunque esso sia, ha la capacità di porre rimedio ai danni funzionali e organici che sono conseguenze ineluttabili di una vita vissuta in modo precario. Trattare effetti e sintomi ignorandone la causa, sopprimere un verdetto ed un risultato finale trascurando tutti gli stadi che lo hanno preceduto, porta sempre a clamorosi insuccessi. È sempre stato così, e sempre sarà.

IL PUBBLICO, IPNOTIZZATO DALLA MEDICINA, CONTINUA A CREDERE NELLA STREGONERIA

I sedicenti rimedi anticancerosi vengono comunque accolti favorevolmente dal pubblico, poiché è altrettanto ignorante sulle leggi della vita, della salute e della natura, quanto i guaritori di ogni tipo, con o senza laurea. Il pubblico, in fondo, continua a credere nella magia. È convinto che  esista sempre qualche formula meravigliosa, capace di ristabilire la salute senza dover eliminare la causa di malattia. Il Movimento Igienista, ha come obiettivo principale quello di divulgare la conoscenza delle leggi della vita e della salute, ed in particolare la natura e le cause reali delle malattie, è il solo capace di liberare l’umanità dal giogo millenario dei guaritori, di tutti i guaritori.

GLI ALIMENTI AZOTATI DELLA PUTREFAZIONE COME FATTORI CAUSATIVI DI CANCRO

Due celebri britannici come sir William Arbuthnot Lane ed Ernest Tipler, medici alla Corte Inglese, parlando di cause di cancro, indicano senza esitazione alcuna i veleni che transitano nell’organismo e che, non essendo digeriti, fermentano ed imputridiscono, aggiungendosi agli altri fattori di tossiemia. Non vi è alcun dubbio sul fatto che un avvelenamento cronico di questo tipo ha una sua parte consistente nello sviluppo del cancro. La fonte più intensa di fattori cancerogeni è costituita dall’avvelenamento cronico provocato dagli alimenti azotati in putrefazione. Si parla dunque di proteine animali e di diete alto-proteiche, già demonizzate 2500 anni or sono dal grande Pitagora.

EVITARE IL TERRENO PATOLOGICO E LA TUMOROSITÀ DEL SISTEMA SIGNIFICA ANCHE EVITARE IL CANCRO

Il cancro, poco importa la forma e la zona corporale di sviluppo, non è una affezione locale, bensì la manifestazione localizzata di un disordine e di un avvelenamento diffusi e sistemici, durati molto a lungo. Colui che si mantiene sempre in salute adottando sane abitudini di vita, non verrà mai colpito dal cancro. Se riusciamo dunque a impedire la formazione di sangue guasto e di terreno azotato e canceroso, possiamo evitare il cancro.

LA NATURA CI OFFRE LE PROVE DECISIVE CHE LE PROTEINE ANIMALI NON SONO AFFATTO TAGLIATE PER L’ALIMENTAZIONE UMANA

La natura ci offre significative dimostrazioni. Il cancro si riscontra normalmente negli uccelli predatori e raramente in quelli non-carnivori. Aquile, gufi ed avvoltoi muoiono spesso di cancro. Stesso discorso per salamandre, rane e pitoni, e purtroppo anche per cani e gatti. Rarissimo nei cavalli, nei bovini alimentati come si deve, nelle capre, e soprattutto nei conigli e nelle scimmie. Nel caso dell’uomo, la frequenza del cancro è proporzionale alla quantità di carne che consuma! I mangiatori di carne dovrebbero rendersi conto che l’alta frequenza del cancro negli animali carnivori e la sua assenza in quelli erbivori e frugivori costituiscono una prova decisiva che le proteine animali non sono per nulla appropriate all’alimentazione umana. Dovrebbero capire che fegati e reni e pancreas di grosse dimensioni nei carnivori, e di piccole dimensioni negli animali vegani, dimostrano ulteriormente quanto inadatte e sconvenienti siano le proteine animali per l’apparato gastrointestinale, e per gli organi basilari del fisico umano.

SERVE UN NETTO CAMBIAMENTO DI ROTTA

Venendo al caso in questione, la Risonanza Magnetica Nucleare RMN pare stia dimostrando esiti peggiorativi per tuo fratello, con propagazione di altri neurinomi. Il continuo bombardamento di cure farmacologiche e l’uso associato del bisturi stanno evidentemente dimostrando per l’ennesima volta la loro inefficacia e la loro tendenza ad aggravare ed inasprire la situazione. Non è il caso però di abbattersi e di rassegnarsi. Mai darsi per vinti. Occorre però praticare urgentemente strade rimediali diverse.

UNA DIETA RIVITALIZZANTE E VEGAN-CRUDISTA TENDENZIALE NON HA RIVALI

La medicina non ha rimedi particolari da proporre, per quanto mi risulti, se non quelli che stanno facendo cilecca come e più del solito. L’igienismo naturale, da parte sua, può soltanto riaffermare i suoi sani principi che sono quelli di puntare con decisione a un buon equilibrio funzionale dell’organismo tramite digestioni leggere e cibi vitali. “Se non soffri di stomaco e di ventre, non esiste al mondo regalo di re capace di renderti più felice”, diceva giustamente Orazio 2000 anni fa.

SOSTANZE SÌ E SOSTANZE NO

La migliore dieta umana è di sicuro la vegana tendenzialmente crudista, su livelli rigorosi e fruttariani, ma nel contempo sostenibile e personalizzata secondo i gusti e le esigenze del paziente, dedotte da un continuo dialogare coi sensori del proprio corpo. Valendo essa per tutti, vale ancor di più per chi è sottoposto purtroppo alle atroci afflizioni del male. Ma occorre anche provvedere alla estromissione dei farmaci, costituendo essi sostanze incompatibili col nettare liquido della frutta e con la clorofilla verde dei vegetali, soprattutto crudi, che dovrà masticare con dovizia ed accuratezza. Superfluo aggiungere che carni, caffè, cole, zucchero, dolciumi, latticini, cibi e bevande spazzatura di vario genere rimangono sulla lista delle sostanze proibite.

RISORSE AMICHE, MA SOPRATTUTTO PENSIERO POSITIVO

Sostanze amiche e quindi anticancerogene per eccellenza esistono. Salvia, aglio, celidonia (berne il succo fresco e aggiungere le foglie alle minestre, come raccomandava Maurice Mességué), cipolla, porro, ravanelli, rape piccanti, piantaggine, ortiche, fitolacca, cura dell’uva a settembre, sono soltanto alcuni esempi di risorse che abbiamo a disposizione. Ma quello che conta davvero rimane principalmente il ricorso fiducioso alla forze interne, al pensiero positivo e all’autostima.

OCCHIO ALLE ALTRE 3 CHIAVI PER USCIRE DAL TUNNEL

Occhio poi alle altre 3 chiavi decisive per uscire da ogni tunnel, che sono:

  • Ripristino funzionalità epatico-biliare preposta allo svolgimento di oltre 500 funzioni vitali (carciofo, finocchio, tarassaco, asparagi, pungitopo, ortica, avocado, carota, cavolo, crescione, cetriolo, ciliegia, fagiolino, fragola, lattuga, mela, melanzana, mirtillo, oliva, orzo, patata, pompelmo, prezzemolo, prugna, rafano, ravanello, ribes, sedano, uva),
  • Rafforzamento dell’immunocompetenza mediante risparmi energetici e costante fornitura di vitamina C naturale (rosa canina, bacche di goji, acerola, guava, peperoncino rosso piccante,  peperoncino dolce, acetosa, cavolfiore, limone, arancia, kaki, papaya, spinaci, leichi, kumquat, frutti di bosco, mango, pomodoro, tarassaco, meloni),
  • Sgrassamento e fluidificazione della formula del sangue (alghe, arancia, asparago, ortica, pomodoro, pompelmo, segale).

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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