CRISI ELIMINATIVA E FABBISOGNO PROTEICO-MUSCOLARE

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LETTERA

COMPLIMENTI E SALUTI SINCERI

Ciao Grande Valdo, sono Maurizio da Roma, ci siamo conosciuti in occasione della tua ultima conferenza presso l’AVA di Roma, tenuta il 19 settembre 2012. Sono l’ex calciatore ed attualmente allenatore e personal trainer, ricordi? Ho avuto il piacere di stringerti la mano e scambiare quattro chiacchiere prima della conferenza medesima.

DELUCIDAZIONI IGIENISTICHE

Ti scrivo perché avrei bisogno di un paio di “delucidazioni igienistiche”: la prima relativa ad alcuni sintomi riconducibili ad una crisi eliminativa, la seconda riferita ad un particolare fabbisogno proteico.

IGIENISTA, NEI PENSIERI E NELLE AZIONI, DA UN ANNO

Premetto che ho cambiato completamente il mio stile di vita da circa un anno, sposando nel pensiero e nelle azioni l’igienismo naturale, a causa di un intervento chirurgico ad un ginocchio (divenuti poi quattro in venti giorni per delle complicazioni) e del conseguente ricovero ospedaliero (un mese!), che mi hanno portato alla ricerca del modo migliore per disintossicarmi dei veleni somministratemi durante la degenza (mi riferisco a anestesie, antidolorifici, morfina, antibiotici, eparine, gastro-protettori, epato-protettori, nefro-protettori, ferro, vitamine e minerali inorganici, e, dulcis in fundo, trasfusione di sangue). Ma questa è un’altra storia e preferisco parlartene più in dettaglio in un altro momento.

MAI UN PROBLEMA E SALUTE PSICOFISICA OTTIMA

Pensa che durante questo anno caratterizzato da alimentazione vegetale tendenzialmente crudista e priva di qualsiasi cibo di origine animale ho avuto una salute splendida, priva di qualsiasi forma di crisi eliminativa. Fino alla scorsa settimana, quando per un problema “estetico” dei miei denti (si ingialliscono incredibilmente, nonostante io non sia mai stato fumatore ed abbia smesso di prendere caffè e tè, ho effettuato una seduta di igiene dentale, a distanza di soli tre mesi dalla precedente.

LA PULIZIA DEI DENTI CON ACIDO ORTOFOSFORICO

Il dentista, che è mio amico, ha evitato di utilizzare nuovamente lo strumento ad ultrasuoni (come fa abitualmente) ed ha preferito passare sui miei denti un gel, applicato con una spatolina. Il risultato è stato apparentemente eccezionale. Denti bianchissimi in pochi istanti! Poi mi ha detto cos’era la sostanza magica. Un acido, acido ortofosforico se non ricordo male. E mi ha allertato sul fatto che questo acido aveva distrutto completamente la carica batterica nella mia cavità orale, ma che la stessa si sarebbe ricreata nel giro di circa 24 ore, lasciando, nel frattempo, solo un senso di ipersensibilità gengivale.

ARRIVANO I FASTIDIOSI SINTOMI

Ebbene, dal giorno successivo ho iniziato ad avere dei fastidi vari: oltre alla prevista ipersensibilità gengivale, si sono aggiunte (del tutto indesiderate ed inaspettate) secchezza delle fauci, alterata sensibilità ai sapori, afta nel labbro inferiore, mal di gola. Il giorno dopo ancora ho iniziato ad avere formazione di muco. Successivamente, uno stato di malessere generale con alterazione termica (la notte), grandi fuoriuscite di muco e tosse ripetuta, soprattutto al risveglio e la sera. A volte questa tosse è così fastidiosa che non riesco a parlare, così, stamattina ho acquistato delle gocce di propoli da applicare localmente per lenire un po’ tale sintomo. Si, lo so che non è igienisticamente corretto, ma dovevo fare qualcosa (di naturale ovviamente) per provare a ridurre il sintomo “tosse”.

PRIMA DELUCIDAZIONE: È CRISI ELIMINATIVA A TUTTI GLI EFFETTI?

Fatta questa premessa, la domanda è: tutti questi sintomi possono essere riconducibili ad una crisi eliminativa messa in atto dal mio organismo (abbastanza “pulito” per il mio nuovo stile di vita) per espellere quel maledetto acido? Inoltre, cosa posso fare per ridurre o eliminare questa fastidiossima tosse secca?

SECONDA DELUCIDAZIONE: QUALE FABBISOGNO PROTEICO PER FAVORIRE L’IPERTROFIA MUSCOLARE?

Per la seconda delucidazione sarò molto più breve: essendo personal trainer e docente della FIPe (Federazione Italiana Pesistica), vorrei sapere qual è, a tuo avviso, il fabbisogno proteico necessario per una persona che si allena in palestra con l’obiettivo di aumentare la propria massa muscolare (ipertrofia muscolare, per intenderci)? I famosi e consolidati 24 grammi della scuola igienistica sono sufficienti? Ti chiedo lumi in merito, poiché nella tua tesina “Muscoli d’acciaio e cafonerie proteiniche” dello scorso gennaio dici testualmente: “Per i body builders vegani la quota adatta scende ancora ed è compresa tra 0.8 e 1.5 grammi per kg di peso”. Questo significa che un body-builder vegan che pesa 70 kg dovrà assumere, con l’alimentazione ovviamente, un quantitativo proteico di 56-105 grammi, quota ben al di sopra dei 24 sopra citati. È corretto?

SALUTI E SALUTE

Nel salutarti con grande stima ed affetto, spero che potrai rispondere a queste mie domande, anche per permettermi di trasmettere informazioni corrette nel mondo dello sport e delle palestre, luoghi in cui i professionisti del settore dovrebbero aiutare le persone a raggiungere e/o migliorare il corretto stato di salute!
Maurizio Falasconi

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RISPOSTA

VEDIAMO DI INTERPRETARE I FENOMENI IN MODO CORRETTO

Ciao Maurizio. Il fatto di subire intensi fenomeni eliminativi va preso nel verso giusto, va giudicato con favore. Sta a significare che la tua forza immunitaria è forte ed è in grado di spinger fuori uno stock non indifferente di tossine. Per accorciare le crisi eliminative nulla di meglio che concedersi un periodo di tregua e bere più acqua.

PER QUANTO FASTIDIOSA LA TOSSE SERVE ALL’ESPULSIONE DEL MUCO IN ECCESSO

Questo vale anche per la tosse. Il problema è che i tuoi impegni non ti permettono di fare delle soste. Pertanto puoi ricorrere, per intanto, a una strategia di semidigiuno, sospendendo i cibi solidi e optando per spremute e centrifugati per una settimana, o comunque fino a quando non esaurirai lo scarico di muco. Se anche il semi-digiuno fosse per te troppo pesante (il clima di questi giorni rende il tutto pi complicato), stai almeno su una dieta il più possibile crudista. La tosse è funzionale a tale processo espulsivo. Amica e non nemica. Erbe e radici coadiuvanti sono il limone, la menta, lo zenzero e la liquirizia. Stringere un po’ i denti in questa fase importante non fa male.

LA TOSSE È UN SINTOMO E NON SI VA CONTRO I SINTOMI

Ovvio che l’intervento con acido ortofosforico non rientra nelle pratiche accettabili. La tosse, in ogni caso, non è affatto un fenomeno batterico-virale ma un sintomo espulsivo-eliminativo. Non si va mai contro la tosse, ma contro il fattore causante della medesima, che è l’acidificazione. Stiamo attenti a non fare questi errori. Fin quando c’è acidosi interna, ovvero sostanza mucosa e catarrale, ci sarà tosse strumentale e utile al processo detossificante in atto. In questo caso il fattore causante era la tua stessa scelta depurativa, voluta e pianificata, per cui ti sei fatto un autogol .

METODO IGIENISTICO E METODO MEDICO A CONFRONTO

L’igiene, il digiuno, il semi-digiuno, e la dieta crudista, sono pratiche che mettono in evidenza i sintomi e li fanno venire a galla per chelare, catturare ed eliminare le sostanze tossiche che li causano. La medicina e le terapie curomani dell’omeopatia e di altre scuole simili puntano invece ad eliminare il sintomo, ad affondarlo, celarlo, nasconderlo, sopprimerlo, lasciando la sostanza velenosa, o l’abitudine alimentare perniciosa, intoccate e al proprio posto, e quindi libere di fare altri danni ancora.

OGNI ECCESSO PROTEICO COMPORTA ACIDIFICAZIONE

Il discorso dei 24 grammi/giorno come tetto massimo proteico rimane valido per tutti. La quota di 0.8-1.5 grammi per kg di peso, da me citata nella tesina “Muscoli d’acciaio“, è in realtà quella raccomandata dalla American Dietetic Association, dalla Dietitions of Canada e dall’American College of Medicine, e comporta certamente uno sforamento del tetto da 24 a 56-105 grammi. Quando si parla di numeretti è facile andare in contraddizione. Chi va oltre i 24 grammi e opera dai 56 ai 105, lo fa coprendo le esigenze muscolari ma acidificando nel contempo il sistema. Mette cioè fieno in saccoccia da un lato e ne disperde dall’altro.

MEGLIO PARLARE DI PRINCIPI E DI INDICAZIONI BASILARI, PIU’ CHE DI ESATTE QUOTE DI TOLLERANZA PROTEICA

Visto che non ci è ancora stata offerta una formula precisa per conteggiare al meglio questi fenomeni, ossia per misurare con esattezza l’estensibilità del tetto in caso di sforamento da sport e di intensa attività muscolare, è saggio, a mio avviso, usare i dati numerici con beneficio d’inventario e con criterio approssimativo. Più che i numeri a tavolino, vale di più alla resa dei conti l’esperienza diretta personale, lo stimolo appetito-sazietà, il buon rapporto digestione-assimilabilità.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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