DALL’ARTRITE REUMATOIDE ALLA DANZA

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LA TESTIMONIANZA DI SANDRA SONCIN

Mi ritrovo tra le mani un documento datato settembre 2017 di Sandra Soncin. Lei traccia la sua storia parlando della sua infanzia e adolescenza. E poi continua come segue.

Quando mi diplomai in naturopatia ed ebbi finito anche l’ultimo dei tre corsi di perfezionamento, mi aspettavo di avere tutte le verità in pugno. Ero consapevole di aver compiuto una crescita personale straordinaria, ero consapevole di aver acquisito eccellenti strumenti per aiutare gli altri, ero consapevole di non essere più la stessa persona di 4 anni prima.

Ma quello che non sapevo era che la vera consapevolezza per me era ancora lontana, e che la avrei conquistata solo attraverso la dolorosa malattia che mi attendeva, per accompagnarmi con grande sofferenza verso un nuovo risveglio. Non senza aver prima scardinato tutte le mie certezze. La verità era che stavo tuttora immersa nel buio e, quando iniziai ad intravedere un barlume di luce, ne rimasi accecata.

Decisi di aprire lo studio di naturopatia per due ragioni. La prima per far conoscere alla gente le meravigliose tecniche di salute e benessere che avevo imparato, la seconda per aiutare le persone a prendere in mano le redini della propria guarigione. Ma quelle redini avrei prima dovuto afferrarle io stessa, e saldamente, se non volevo perdere la mia salute per sempre.

Accadde nel mese di marzo, dopo una brutta influenza con febbre prolungata a 39. Nel giro di pochi giorni non riuscivo quasi più a muovermi per i dolori lancinanti alle articolazioni. In particolare al collo, alle spalle, ai gomiti, ai polsi, a tutte le dita delle mani e specialmente dei piedi. Ecco fatto. Io che volevo salvare il mondo con tutte le mie eccezionali tecniche apprese con grande passione e sacrifici, mi ritrovavo con una terribile diagnosi di artrite reumatoide acuta!

Avevo fallito. Ero ferita nell’anima oltre che nel corpo. Sconvolta e confusa, oltre che impaurita dalla malattia e terrorizzata dallo spettro dell’invalidità. Avevo creduto che grazie al mio bagaglio di nuove conoscenze avrei vissuto in salute ed armonia, e invece mi ritrovavo a sentirmi come povera ed impotente vittima.

Com’era possibile che fosse successo proprio a me? Avevo studiato la psicosomatica delle malattie. Mi era facile vederla nelle persone che si rivolgevano a me, ma non vedevo l’inquadratura della mia. Eppure ero giovane, e mi sentivo piena di salute fino a poco prima. In un attimo tutte le mie certezze sul futuro vennero spazzate via.

Continuai con il mio lavoro, ma anche il solo applicare la cromo-puntura sulle persone era un supplizio per le mia dita gonfie e doloranti. Inoltre non mi sentivo più a mio agio. Avrei forse io voluto o accettato dei consigli da una persona ammalata? Certamente che no! Nonostante molte persone mi fossero riconoscenti per il miglioramento dei loro disturbi, io avevo molti dubbi! Conosco molti metodi per migliorare la salute. Li applicai tutti con risultati anche positivi, ma niente sembrava darmi un beneficio duraturo. La stanchezza era peggio del dolore. Dopo aver preparato la cena dovevo riposare per un’ora prima di trovare la forza per mangiare. Le ore di sonno non bastavano mai.

Resistetti un anno intero provando tutte le terapie complementari come agopuntura, omeopatia, ayurveda, digiunoterapia e varie tecniche energetiche. Alcune mi davano sollievo momentaneo, altre neppure quello. Sapendo che le parole hanno un peso, stavo sempre attenta a non lamentarmi mai con nessuno, cercavo di sorridere ad ogni occasione e di rispondere in senso ottimistico se qualcuno mi chiedeva come stavo. Ma la mente lavorava e, tra me e me, mi lamentavo eccome.

Finché mi affidai per 4 mesi alle cure di un luminare reumatologo, il quale mi diede immunosoppressori, cortisone ed antibiotici in dosi massicce. Non mi è chiaro perché lo feci. Forse per dimostrare, ai miei genitori e ai miei amici più stretti, che avevano torto marcio nello spingermi in quella direzione, o forse perché ero talmente disperata da fingere di credere che avrebbe funzionato. Mentre non sentivo più dolore e il cortisone mi dava una carica fittizia, le mie dita si storcevano a vista d’occhio. Quando entri nel meccanismo di farmaci e analisi non è facile uscirne. Ma io seppi farlo.

Fu allora che presi letteralmente la vita nelle mie mani, abbandonando i veleni della cura, facendomi aiutare da un bravo medico alternativo, sostenuta dalle mie tecniche naturopatiche e tuffandomi nell’apprendimento di tutti i metodi di guarigione di cui venivo a conoscenza. Fu l’inizio del viaggio. Con un’età cellulare di 67 anni, mentre non ne avevo nemmeno 40, mi misi in cammino. Mi ci vollero due anni per capire con il cuore quello che la mente non riusciva a fare: accettare la malattia. Da lì ho percepito la mia strada in discesa.

Divoravo libri sull’auto-guarigione. Ricordo che i primi furono quelli di Louise Hay e Wayne W. Dyler. Venni a conoscenza di una miriade di metodi per guarire. Approfondii la Nuova Medicina del dr Hamer, frequentai corsi del metodo Silva, del sistema corpo-specchio di Martin Brofman, di risveglio interiore, di EFT, di Theta healing, ecc. Nel frattempo eliminai, presso un dentista biologico, tutte le amalgama dentali al mercurio, e ne avevo parecchie. In parallelo agivo e sperimentavo sull’alimentazione.

Provai con la dieta dell’indice glicemico Montignac (catastrofica), col metodo Kousmine, con la medicina ortomolecolare a base di vitamina C (abbandonata dopo una settimana per mia sfortuna), con la macrobiotica, col digiuno terapeutico, con l’aloe arborensces, col soroato di potassio, col kefir, col magnesio e, orrore, persino con la iperproteica. Dopo un anno la mia età cellulare era scesa a 55 anni. Ricordo che, scherzando, dissi al medico: arriviamo fino a 30?

Poco dopo, anche le prescrizioni omeopatiche mi davano strette e volli fare completamente da sola, mettendo in pratica tutte le conoscenze accumulate fino a quel punto. Dal medico non tornai più, ma mi tenni stretta una sua bellissima raccomandazione: “Faccia le cose che le danno gioia”. Alla fine, dopo The Secret e Joe Vitale che ringrazio per l’ispirazione, approdai all’Ho’oponopono, al Potere di Adesso di Eckart Tolle, ai libri di Salvatore Brizzi e tanti altri. Fu un viaggio spirituale verso me stessa. Un viaggio che senza la malattia non avrei mai compiuto. Un risveglio nella accettazione del momento, nella accettazione del vivere con pienezza il presente, istante dopo istante.

L’alimentazione continuava ad essere la mia passione. Non smettevo di informarmi e, al tempo stesso, non smettevo di osservare sempre di più il collegamento: cibo inserito uguale sintomi percepiti. Da sempre ho avuto una grande sensibilità verso gli animali e, negli anni, ho eliminato via via una tipologia alla volta. Da ultimi ho eliminato anche pollame e pesce. Credevo ancora che la carne avesse un qualche beneficio positivo sul nostro organismo. Infinita assurdità!

Dopo qualche anno da vegetariana, conobbi il blog del grande Valdo Vaccaro e mi dedicai all’Igienismo Naturale. Fu la vera svolta. Abbandonai anche latticini, uova, tofu, seitan e tanto altro, inserendo tantissima frutta e verdure fresche. Stavo volando verso la guarigione. Era iniziato il Vegan Crudismo Felice! E da lì il benessere fu davvero nelle mie mani. L’artrite reumatoide stava diventando un ricordo. Iniziai anche corsi di ballo e, dopo un paio di anni, potevo ballare per ore con sandali tacco 12. Questa fu la mia vittoria. La vita senza dolore è la mia ricompensa.

Sandra Soncin

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COMMENTO

UNA TESTIMONIANZA SPETTACOLARE ED UTILISSIMA PER IL PUBBLICO

La prima cosa che mi viene spontaneo fare è chiedere scusa a Sandra per non aver letto il suo messaggio prima e per non aver capito l’importanza non soltanto emotiva e spettacolare di questa sua testimonianza, ma anche la sua portata e il suo valore sul piano strettamente salutistico e sociale, visto che le vittime di artrite reumatoide in Italia e nel mondo intero non scarseggiano affatto e vengono liquidate col marchio di pazienti inguaribili, o comunque da sedare mediante cortisone ed antidolorifici.

Quando questi 3 fogli mi vennero recapitati, penso durante una conferenza ad Imola, forse da lei medesima o da una sua amica, lessi un pezzettino iniziale distrattamente e dissi a me stesso “una delle centinaia di lettere che ricevo tutti i giorni: la riguarderò con calma al mio rientro”. Caso volle che il messaggio finì tra le altre carte, inevaso. Un documento vero, dettagliato ed emozionante sul percorso professionale di una naturopata, con alti e bassi, inclusi drammatici imprevisti. E con uno sbocco finale verso il nostro tipo di scuola. Qualcosa che meriterebbe di essere incorniciato.

Valdo Vaccaro

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6 commenti

  1. La tua testmonianza mi conforta tanto Sandra. Io sono ancora in piena battaglia co tanti dolori e fatico tanto per muovermi. Ma se tu ce l’hai fatta la strada esiste! Grazie Valdo per il tuo aiuto

    • Caro Leo Leo, per carità continua sulla strada proposta da Vaccaro (ed altri). Ti dico questo perchè proprio ieri è morta una mia vicina, che da anni soffriva di A.R. ed è morta a causa della fibrosi polmonare causata dai medicamenti, lo so, succede solo ad una piccola percentuale dei malati di A.R., ma è un rischio da non prendere nemmeno n considerazione. Per anni ho cercato di convincerla a cambiare alimentazione, ma nulla da fare e le conseguenze sono state catastrofiche.
      Ti faccio tanti auguri e sono sicura che tutte le persone che leggono il blog di Valdo fanno il tifo per te.

      • Grazie Maria
        Ti ringrazio tanto del tuo incoraggiamento. A volte quando i sintomi peggiorano nonostante i tuoi sforzi e fatica credere in se stessi. Ieri ho avuto una colica renale per poi scoprire su Internet che l infleximab che uso da anni ne è la causa. Mai che il mio reumatologo me l abbia detto! Tengo duro!!!Grazie grazie grazie

        • Ciao Leo Leo, se per caso leggi l’inglese vorrei mandarti la dieta Paddison, 100% specifica per l’AR, se non conosci l’inglese ti faccio molto volontieri un riassunto, è assolutamente sensazionale e semplice.
          La mia email é
          mariaklinger@gmail.com
          Io abito nel sud della California, quindi abbiamo 9 ore di differenza fuso orario

          • infleximab e il reumatologo non te lo ha detto. Ogni tanto mi chiedo quale sia il meccanismo di totale blocco mentale dei medici, vedono bene che i pazienti ai quali vengono somministrati questi medicamenti non GUARISCONo, se sono fortunati trovano un pochino di sollievo temporaneo. Probabilmente avrai visto e magari parlato anche tu ai tuoi “colleghi di disgrazia” allo studio medico, tutti nella stessa barca, ma qui mal comune non fa nessun gaudio.