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DALL’ANATOMIA PATOLOGICA ALLE CORSE MASSACRANTI DI MONTAGNA

da 23 Ago 2014Sport

LETTERA

FACCIO ANATOMIA PATOLOGICA

Gentile Valdo, ho 27 anni e sono medico specializzando in anatomia patologica. Ho scoperto solo da qualche settimana il suo blog. Un lavoro imponente e prezioso. Io non curo pazienti, ma faccio diagnosi di malattia sulle cellule di liquidi o tessuti di campioni operatori. Per lo più sono neoplasie, spesso maligne.

QUALCHE BRUTTO ESEMPIO DI TROPPO FRA I MIEI COLLEGHI

Osservo i medici, e mi spiace vedere come spesso siano i primi a fumare, a mangiare senza criterio e a non considerare l’alimentazione come elemento chiave per la guarigione o quantomeno per la stabilizzazione delle malattie dei loro pazienti. Una volta che ho provato a proporre l’argomento mi è stato detto, “E se uno ha il cancro perché ha una mutazione ereditaria? L’alimentazione non c’entra”. Non credo proprio, la genetica per lo più predispone.

FACCIO PURE GARE ULTRATRAIL SU LUNGHE DISTANZE, CON SUPPORTO DI HATHA E ASHTANGA YOGA

Oltre al lavoro, da qualche anno corro su lunghe distanze in montagna, ultratrail, come altri frequentatori di questo blog. Visto che ero spesso infortunata, ho cominciato a praticare yoga, prima Hatha, poi Ashtanga da un anno a questa parte. L’Ashtanga mi ha cambiato mente e corpo. È una pratica mattutina quotidiana, a digiuno appena sveglia, sempre la stessa sequenza, che però ogni giorno riesce ad essere diversa.

CAMBIAMENTO PROGRESSIVO DIETA E BILANCIO POSITIVO

Tra i cambiamenti che sono arrivati con lo yoga, c’è anche la dieta. Sono passata da essere onnivora (pur con tanta frutta e verdura), a eliminare la carne e i latticini, mantenendo qualche pesce e qualche uovo ogni tanto. Nell’ultimo mese ho cominciato a far crescere i germogli di lenticchie e fagioli mung, e anche a mangiare i lupini (quanti se ne possono mangiare al giorno?), inserire la frutta secondo la traccia da lei suggerita e da una settimana tolto il caffè. Bilancio positivo, soprattutto perché non ho più craving per le mele dopo cena e reggo gli impegni della giornata meglio di prima.

PROBLEMA DELLE CENE TARDIVE

Desidero però sottoporle alcune questioni a cui non ho trovato risposta nel blog. Finisco di lavorare tardi e mi alleno dalle 19.30-20 in poi. Tra l’allenamento, lo stretching e un minimo di riposo a cui non rinuncio, torno a casa alle 22, in genere con molta fame. Ceno e massimo a mezzanotte vado a dormire, in piena digestione. Lo so, non è il massimo. Pensa che si potrebbero ritoccare le merende di frutta del pomeriggio, al fine di alleggerire la cena?

PROBLEMA DELL’ALIMENTAZIONE IN GARA

In gare molto lunghe che possono durare anche 24-30 ore, alimentarmi è ancora un disastro. Di solito prendo gel e barrette per le prime dieci ore, poi satura del sapore dolce mi affido ai ristori che offrono cracker, pane, torta banane e frutta secca. Di salato solo formaggi e salumi che però non prendo. Il tutto innaffiato di coca cola e the. Altro che igienismo, tutto al contrario di come faccio di solito. Ho pensato che potrei portarmi dei paninetti vegani, ma la verdura fresca credo che non si conserverebbe. Le creme di carciofi e olive di cui parla sono da farsi in casa presumo, non so se si manterrebbero nemmeno quelle. Oppure uno scatolino con la farina di avena per fare una crema di avena istantanea, in quei rari casi in cui ho assistenza sul percorso. Visto che bisogna alimentersi ogni 45′-1h per non avere crisi, le viene in mente qualcosa?

PROBLEMA DEI RECUPERI ENERGETICI POST-GARA

Al termine delle competizioni esiste il problema del recupero. Dopo uno sforzo del genere bisogna reintegrare e necessariamente mangiare di più. Ma il metabolismo è un poco sfasato per qualche giorno, spesso stomaco e intestino a pezzi. A cosa dare priorità e con che tempistica per agevolare il recupero? La ringrazio in anticipo per quando avrà tempo di rispondermi, per il suo lavoro, costante impegno e pazienza. Un caro saluto.
Eleonora

*****

RISPOSTA

AMMIRAZIONE SMISURATA PER CHI OFFRE IL MEGLIO DI SÉ

Ciao Eleonora. Non ho parole per complimentarmi con te. Sei una persona davvero straordinaria, per tempra, coraggio e spirito battagliero. Il mondo ha estremo bisogno di esempi costruttivi e di modelli comportamentali cui potersi ispirare. Forse non ti rendi nemmeno conto della qualità e del valore di quanto stai facendo.

LUPINI, COLE E PANINETTI

Passiamo ai quesiti. I lupini li puoi consumare a tuo libero gradimento. Si tratta di alimento tutto sommato leggero e nutriente nel contempo. Direi due manciate almeno. Stiamo alla larga dalle cole e dagli zuccheri raffinati. Meglio perdere qualche gara che compromettere la salute. Per i paninetti vegani o vegetariani, imbottiti di melanzana e zucchine, carciofino e pomodoro secco sott’olio, con eventuale formaggino di malga, li puoi preparare avvolgendoli nella carta stagnola dove resisteranno al meglio. Crema di olive e di carciofi si mantengono e sono in vendita nei supermercati.

CASTAGNE E PATATE DOLCI

Alimenti adatti alle lunghe distanze sono le castagne, la patata dolce leggermente cotta, il pop-corn fatto in casa, lo strudel di mele senza zucchero ma carico di pinoli e uvetta e fichi secchi e datteri, il castagnaccio con uvetta e pinoli, la torta di riso con uvetta e fichi secchi. In commercio si trovano delle barrette di semi di zucca e di altri semini tipo sesamo, lino e girasole che meritano davvero, avendo solo il 3-4% soltanto di zucchero. I semini per te vanno tutti bene. Oltre a quel citati raccomando anche i semi di papavero, di chia e di canapa. La frutta da guscio non deve mancare nel menu, in particolare mandorle, nocciole, pinoli, anacardi, pistacchi, noci. Leggiti anche la tesina di ieri “Atleta di 19 anni e alimenti adatti alle gare di mezzofondo”.

NESSUNO MEGLIO DI TE PUÒ TROVARE LA QUADRATURA DEL CERCHIO

Il rimedio alle cene tardive può consistere nel ritoccare i tempi dei pasti pomeridiani, ma poi si finisce per trovare il problema della coperta corta. Ti consiglio comunque di trovare la soluzione da te, provando e riprovando, sperimentando tutte le soluzioni possibili. Non è detto che l’attuale tipo di cena sia necessariamente difettoso. Devi trovare la quadratura del cerchio provando e riprovando, non secondo schemi fissi ma piuttosto personalizzando, ossia adeguando il tutto ai tuoi gusti e alle tue effettive esigenze.

ALIMENTARSI AL MEGLIO SENZA INTASAMENTI E SEZA GONFIORI

La mia opinione è che nelle fasi concitate delle gare e del post-gara l’esigenza fondamentale rimane quella della ricarica-batterie mediante riposo, mentre la fase di ripristino calorico si fa nei giorni prima o in quelli che seguono le gare. Il discorso vale ovviamente anche per il sole e le altre iniezioni di energia. Ma, se c’è fame immediata, essa va rispettata. Carboidrati di qualità, pizze vegane, anche pasta al pomodoro crudo, patate non irradiate in tutte le forme, specie gnocchi e gnocchi-dolci, usando marmellata di susine senza zucchero internamente e burro sfuso con pan grattato esternamente. Vanno bene anche le tortillas messicane, peperonate, fagiolini, fagioli, grano saraceno e miglio, minestroni di verdure, frico, polenta arrostita e funghi. Darsi da fare e buon appetito. L’importante è che non si causino intasamenti e non si creino gonfiori.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER

Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. I colloqui hanno solo scopo informativo, non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Scritto da Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro, classe 1943, è ricercatore indipendente, divulgatore e filosofo della salute, orgogliosamente NON-medico. Da sempre ha fatto della dieta vegeto-crudista tendenziale, dell’amore per gli animali e la natura un modo di essere e uno stile di vita, in tutta autonomia e libertà. Valdo ha tenuto centinaia di conferenze in giro per l’Italia e nel mondo trattando vari temi tra cui salute, etica, attualità e altro ancora. Al momento, oltre all’attività sul blog, è direttore scientifico e docente della HSU – Health Science University, la prima scuola di Igienismo Naturale Italiana.

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Commenti

1 Commenti

1 commento

  1. Francesco

    Un grande esperto di ultratrail è Davide Bertinetto, ideatore anche del metodo Matevo, che ha pure il suo sito internet. Davide è un fruttariano puro, si pappa i suoi 4 chili di frutta ogni giorno, e credo che anche durante le gare lui si porti appresso le sue scorte di frutta, forse anche in succo, e nient'altro che frutta (per accertartene dovresti chiedergli conferma). Quanto alle cene tardive, io al posto tuo cercherei di anticipare il grosso dei miei pasti fra mattina e pomeriggio, riservando alla sera giusto lo spazio per qualche mela (che io non demonizzerei, visto che su di me ha anzi un effetto pacificante). Trovo anch'io abbastanza stupefacente la leggerezza con cui molti medici sottovalutano il ruolo dell'alimentazione e più in generale dello stile di vita (il fumo ad esempio). Tu questo l'hai capito, non so se questo sia un così grande merito (forse lo è visto il panorama umano che ci circonda), ma certo di strada in tema di cibo te ne resta ancora parecchia da fare. Io c'ho messo una dozzina d'anni per capire che tutto si riduce a questo: mangiare di giorno tanta frutta (nel mio caso circa tre chili, banane comprese) fino a soddisfare il proprio fabbisogno calorico, per poi la sera gustarsi una megainsalatona mista cruda, dopo di che sentirsi pienamente appagati. In bocca al lupo.

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