DERMA, DISCROMIE E IPOMELANOSI GUTTATA

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LETTERA

UN PROBLEMA ESTETICO DI PELLE

Buongiorno dottor Vaccaro, le scrivo perché avrei bisogno di un consiglio per un problema di pelle che ho da tempo. Ex-atleta di fitness e pesistica, lavoro come personal trainer nei centri sportivi. Tre anni fa mi sono avvicinata alla naturopatia ma, dopo uno studio di tre anni, si è rivelata essere non all’altezza delle mie attese. Mi sono allora avvicinata all’igienismo e ho conosciuto lei. Ho comprato in questi giorni i suoi tre libri. Non consumo più carne da maggio, mentre uova e latte sono state estromesse da un anno (i latticini tipo ricotta e caciotte fresche le mangio ancora). Adopero solo il latte vegetale, alternando soia, avena e riso. Vorrei però la sua opinione su questi latti vegetali che si trovano in commercio.

SCARSITÀ DI MELANINA E IPOMELANOSI GUTTATA

Sono molto determinata. A 50 anni ho iniziato questo percorso, ed ora ne ho 53 .Torniamo al problema! Premetto che l’immagine per me è stata di vitale importanza per 30 anni. Madre natura mi ha aiutato molto e lo fa ancora, ma a un certo punto della mia vita ho patito un periodo buio, di grande sofferenza personale. E questo mi ha un po’ condannata proprio nell’estetica.

Ipomelanosi guttata, e senza soluzione, dice la medicina allopatica. Pelle macchiata irrimediabilmente e per sempre. Non c’è più melanina, ma migliaia di piccole macchie bianche su gambe e braccia. Soluzione? Niente sole, niente mare, niente vita. Coprirsi, chiudere al buio la pelle anche d’inverno con protezione totale dalla luce. Un disastro per me, che sono tra l’altro fototipo 2.

CERCO ENERGIA NEL SOLE, NEL VEGANCRUDISMO E NEL BODYBUILDING

Ero così bianca che avevo la pelle come i giapponesi. Poi ho detto basta, e ho ripreso ad espormi normalmente. Non ho mai smesso di sperare in una soluzione del problema. Sono alta 1,70 e peso 62 kg. Ho bisogno di energia per allenarmi e mi sto orientando sull’alimentazione vegana e sul bodybuilding. Vorrei chiederle cosa mi consiglia in proposito? Non so se mi risponderà, dato l’elevato numero di email che riceve, ma io ogni mattina la penserò, anche perché sono sicura che lei possiede la soluzione. La ringrazio e la saluto. Spero un giorno di farlo personalmente. Sono molto paziente!

Daniela

*****

RISPOSTA

Ciao Daniela, spero davvero di possedere la soluzione. La tua grintosa determinazione diventa quasi una sfida e una sollecitazione a dare il meglio di me stesso per ridarti l’abbronzatura impeccabile dei tempi andati.

La pelle non è soltanto un importante organo emuntorio di emergenza, chiamato secondo rene e secondo polmone. E’ anche un epitelio pavimentoso pluristratificato, formato cioè da 5 strati di cellule chiamate cheratinociti (strato basale germinativo, quello più profondo), strato spinoso del Malpighi, più strato granuloso, strato lucido e strato corneo che compongono l’epidermide. Le cellule più abbondanti del derma o dei cheratinociti, sono i fibroblasti, che racchiudono eparina (agente anti-coagulante), istamina (agente anti-infiammatorio) e macrofagi (granulociti e leucociti come agenti immunitari).

FUNZIONI DEL DERMA

Il derma contiene ghiandole sudoripare, ghiandole sebacee, radici e bulbi piliferi, una fitta rete di capillari e persino muscoli erettori dei peli. Il derma svolge funzioni metaboliche, immunologhe, sensitive, termoregolatorie, nonché funzioni di supporto meccanico e metabolico a vantaggio dell’epidermide, trasferendo alla medesima nutrienti e sebo, una sostanza oleaginosa che protegge lo strato superficiale della pelle da batteri e da disidratazione.

Dove si possono trovare 19 milioni di cellule, 625 ghiandole di melanina, 90 ghiandole grasse, 65 peli, 6 metri di vasi sanguigni e 19000 cellule sensoriali? In appena 7 cm quadri di pelle umana.

PELLE ESTERNA E MUCOSA INTERNA

Il corpo umano è dotato di due grandi superfici, una esterna costituita dalla pelle e una interna costituita dalle mucose. Entrambe le superfici possiedono una doppia rete di vasi sanguigni e di nervi. Perché la circolazione sia normale e funzionante in tutto il corpo, incluso le parti periferiche tipo braccia e gambe, è necessario l’equilibrio termico, tanto sulla pelle che sulle mucose delle viscere.

Sia i nervi della pelle, sia quelli delle mucose e dell’apparato gastrointestinale, hanno identica attività e identici stimoli, per cuoi lavorano in perfetto collegamento. Gli alimenti indigesti mantengono a lungo i nervi in stato di eccitazione, richiamando sangue e aumentando la temperatura interna, a scapito della pelle esterna che rimane fredda e anemica, soprattutto nelle parti lontane dal tronco.

COS’È L’IPOMELANOSI GUTTATA

L’ipomelanosi si presenta con macchioline rotonde color bianco-porcellana, dimensionate come piccole gocce, per cui siamo di fronte a una specie di abbronzatura in bianco e nero, con presenza di tantissime lesioni ipotrofiche. Trattasi di lesioni non solo ipopigmentate ma anche leggermente atrofiche (con perdita di forma, di tonicità e di funzione). L’ipomelanosi guttata idiopatica è caratterizzata da minuscole macchie ipopigmentate multiple a coriandoli. Trattasi di affezione molto comune tra le donne e spesso confusa con altre patologie come la micosi e la vitiligine.

Vitiligine, ipomelanosi guttata idiopatica o post-infiammatoria, pitiriasi alba (chiazze chiare sfumate), pitiriasi versacolor (viso e tronco), leucodermia actinica, nei, efelidi, lentigo e cloasmi, melasmi (ipermelanosi coinvolgente a volte solo l’epidermide e a volte anche il derma), sono tutti nomi familiari per i dermatologi, un po’ meno per chi non abbia ancora approfondito lo studio delle dermatopatie.

Ci sono persone sane e in forma che mostrano però segni di ipo-pigmentazione e ipo-cromia. Le ipomelanosi sono inquadrabili tra le macchie cutanee, cioè tra le discromie cutanee congenite o acquisite, modificazioni del colore della pelle riconoscibili ad occhio nudo, perché danno luogo a evidenti irregolarità rispetto al resto dell’incarnato. Le discromie si distinguono in ipercromie (macchie scure come il melassa) e ipocromie (come l’ipomelanosi).

Ovvio che la melanina gioca comunque un ruolo centrale. Essa è un pigmento speciale che dona a pelle e capelli il colore naturale, e rende la pelle abbronzata. Essa è responsabile dell’imbrunimento della pelle. Ma produce anche lentiggini, voglie ed altri segni indesiderati sul corpo. I melanociti interni iniettano grani di melanina nelle cellule dello strato superiore della pelle. Da rilevare che il colore della pelle è dovuto anche all’emoglobina, che conferisce al sangue e quindi alla pelle un colore rosso e vivace. Senza emoglobina avremmo una pelle cianotica e grigiastra.

SEQUENZA DEL PROCESSO PRODUTTIVO DI MELANINA

I melanosomi sono organuli interni ai melanociti. I melanociti, a loro volta, sono cellule deputate alla produzione di melanina. Il processo produttivo di melanina si chiama melanogenesi e avviene con questa sequenza:

  • Produzione dei melanosomi all’interno dei melanociti.
  • Sintesi della melanina all’interno dei melanosomi.
  • Trasferimento dei melanosomi dai melanociti ai cheratinociti (soltanto col trasferimento dei melanosomi la pelle diventa pigmentata).
  • Degradazione dei melanosomi, ossia ricambio cellulare e moria.
  • Coinvolgimento della tirosinasi, enzima che riveste ruolo chiave nella sintesi della melanina.

Importante notare che soltanto col trasferimento dei melanosomi la pelle diventa pigmentata.
Inizialmente i melanosomi si muovono lungo i dendriti. All’interno dei melanociti esistono infatti dei filamenti proteici con capacità contrattile, in grado di far migrare i melanosomi verso l’apice dendritico. Ed è a quel punto che i cheratinociti riescono a fagocitare l’estremità dei dendriti, liberando i melanosomi.

IMPORTANZA FONDAMENTALE DI MELANOCITI FUNZIONALI

Da rilevare che anche l’incanutimento dei capelli è un fenomeno legato alla perdita di attività dei melanociti presenti nei follicoli piliferi. La perdita di neuroni pigmentati da specifici nuclei è stata verificata in malattie tipo il morbo di Parkinson e l’Alzheimer. La carenza di melanociti attivi è al centro poi della grande battaglia contro l’invecchiamento cutaneo, che coinvolge almeno la metà delle donne in menopausa. I melanociti, per finire, sono determinanti per lo strato corticale dei capelli e per l’iride degli occhi, determinando il colore degli stessi.

RIMEDI ALL’IPOMELANOSI GUTTATA

Fatti tutti questi bei discorsi, presi qua e là dalla dermatologia, dobbiamo arrivare alla conclusione e al che fare, dato che tu ti aspetti da me una soluzione concreta più che tante chiacchiere. Una soluzione non invasiva, che nulla abbia a che fare con crioterapie, dermoabrasioni e laser.

Per risolvere alla radice tutte le anomalie della pelle non si deve intervenire sulla pelle stessa, con creme, lozioni ed altre sostanze, o con farmaci diretti al sangue. Occorre sopprimere piuttosto la causa delle anomalie che sta nelle cattive digestioni e nel sangue viscoso, nei reni insufficienti, nel fegato e nell’intestino malandati.

Nel caso in questione si parla di ipomelanosi guttata (cioè ipomelanosi a goccia), una patologia che colpisce prevalentemente le donne, o meglio le gambe delle donne e a volte pure le braccia.

DIETA VITALE E TENDENZIAL-CRUDISTA

Non pensare che la tua ipomelanosi richieda cure troppo lontane da quelle della psoriasi e degli eczemi in generale. Anche qui servirà una dieta crudista e vitale, ad alto contenuto vegetale, tanto da prevalere sulla frutta. Puoi partire come sempre dal mio Vitto Valdiano. Il gioco di squadra avviene tra vitamina D, calcio e gruppo B, soprattutto la B3 o PP o nicotinamide, quella vitamina la cui carenza causava e causa tuttora la pellagra, malattia che si manifesta con disturbi nervosi, disturbi gastrointestinali e con bolle e lesioni cutanee simili a delle scottature, tipiche della pellagra.

Dove trovare la vitamina B3 al naturale? Nella fibra di grano, germe di grano, peperoncino secco, semini di sesamo-girasole-lino-zucca, pinolo, mandorle, zucca, miglio, quinoa, saraceno, datteri e lupini. I pigmenti caroteinoidi e coloranti stanno comunque anche nelle carote, albicocche, manghi, pomodori, prugne, fichi neri, mirtilli e uva nera.

Da rilevare che, pur essendo negativi per la salute, the, caffè e cacao contengono della melanina. Nessuno si sogni di cercarla nel the e nel caffè, che innescano ferrocarenze. Al massimo si troverà in qualche tazzina di cioccolata concentrata amara e senza zucchero, e in qualche quadrello di cioccolato scuro senza zucchero.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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