DERMATITE DA CONTATTO, IPOGLICEMIA E SOTTO-ALIMENTAZIONE

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LETTERA

LABBRA A BRANDELLI, ROSSORI AL VISO, PANICO, PROSTRAZIONE E DEPERIMENTO

Caro Valdo, circa due anni fa mi capitò già di svegliarmi un mattino con un edema labiale, e degli eczemi sulle mani, attribuibili a dermatite da contatto. In seguito ho continuato ad avere dei disturbi similari, con labbra screpolate, fessurate, pruriginose. Poi, agli inizi di gennaio quest’anno, ancora gonfiore, e labbra a brandelli, mani sempre lì lì con un po’ di colore intorno alle zone colpite in precedenza. Attacchi di rossore al viso, letture informative ad ampio spettro: panico. Semidigiuno, poi scarsissimo cibo per via del terrore di allergie definitive (praticamente tutti gli alimenti sono annoverati come pericolosi), quindi prostrazione, ansia, deperimento, arrossamento infuocato alle mani e a un polso, qualche chiazza sugli avambracci (ruvido e in rilievo).

PRURITO INSOPPORTABILE

Meglio le labbra, sulle quali ho avuto cura di non usare assolutamente niente. Niente di niente da nessuna parte. Ma nel giro di pochi giorni si instaura un prurito insopportabile, specialmente sugli eczemi, pancia, spalle. Sulla pancia, in particolare cominciano a comparire dei puntini pruriginosi al massimo. Puntini che nel corso delle settimane sono aumentati (mai capitato niente del genere in vita mia, sempre pelle liscissima, almeno in quelle zone, sotto il seno, fino all’ombelico compreso e lateralmente). Panico altalenante, con lo stress di mantenere le energie necessarie a condurre la quotidianità e il terrore dei cibi.

RITENGO DI ESSERE SOTTO-ALIMENTATA

Bacchettata da parte tua e ricerca di un po’ di coraggio, ma ritengo di essere scarsamente alimentata. Se l’istamina si trova in tanti cibi vegetali, come scegliere? Non vorrei rinunciare ad arance (di cui bevo spremuta ogni mattina), pomodori (che ho diminuito fin quasi all’eliminazione), frutta secca e simili. Sono totalmente vegana. Cosa mi resta da mangiare se devo stare attenta a tutto, non avendo certezze su quel che mi sta capitando?

PAZIENZA LA DERMATITE DA CIOCCOLATO, MA QUELLA DA BANANA NON MI STA PIÙ BENE

Va bene, crisi eliminativa, ma ormai si sta compiendo il secondo mese, e nessun sollievo arriva. Prurito incontrollabile, macchie sulle mani che si infuocano. Oggi ho ceduto, e al posto della spremuta, centrifugato di mela e carota. Le macchie notevolmente schiarite e prurito meno intenso, anche se sempre in agguato. Magari è solo una coincidenza, perché non credo in effetti così istantanei. Tengo i guanti per proteggere le parti lese e anche per non vedere lo strazio della pelle. Poi, mentre mi accingevo a divorare banana e pop-corn (biologici, fatti in casa, senza sale senza zucchero), leggo, in una delle tue risposte, che anche le banane contengono istamine in alte dosi.
Panico, no, ma titubanza. Che fare? Non bastavano capogiri e sintomi neurovegetativi di vario genere (ci convivo da decenni, sempre convinta di essere intossicata, e inascoltata in tal senso). Ora anche questa iattura. Finché mii veniva qualche eczema dopo aver mangiato cioccolato, mi sembrava abbastanza naturale, giustificato, comprensibile, ma qui non ho nemmeno un alibi su cui scaricare delle colpe.

MAI FUMATO, MAI ASSUNTO CAFFÈ, QUALI VELENI VUOI CHE ABBIA?

Le risposte (precise ed esaustive) che offri ad altri tuoi interlocutori/estimatori, anche se cerco di riconoscermici, onestamente non si attagliano tanto al mio caso. Mai fumato, mai assunto caffè, droghe, niente farmaci o integratori da anni, da due mesi nessuna trasgressione (vedi pizza con bordino di mozzarella), niente zucchero, sale, niente di niente. Perché devo essere così tartassata? Quali veleni è mai possibile che io abbia in corpo? Un vecchio amalgama dentale? Uno, e tutti questi danni? Le patate al forno, per non dire che sto a digiuno? Il riso una volta alla settimana? La piadina di farro integrale biologico con fettine di cipolle e avocado? L’olio, le verdure, il mandarino appena colto?

MENOPAUSA IN CORSO E INVIDIA VERSO CHI STA BENE IN PIENA TRASGRESSIONE

Ah, dimenticavo la recente menopausa (ho 54 anni), che non è roba da poco (mai assunto pillole o affini). Ansia, tristezza, insoddisfazione? Fino a tal punto? Bah. Vedo i colleghi e conoscenti varii che banchettano allegramente con qualsiasi disdicevole “alimento”, assumono caffè, farmaci per ogni piccolo disturbo, si dolgono per motivi legati al lavoro, non svolgono attività fisica, non ricercano virtù particolari, e sono contenti, pieni di energie, e immuni da paure legate a sperimentazioni con cibi, farmaci e varie.

PREDICO IL VERBO VALDIANO MA SERVE IL BUON ESEMPIO

Che esempio di salvifico veganesimo posso rappresentare in queste condizioni? Io che predico il “verbo valdiano” ad ogni piè sospinto, non sono più credibile nemmeno per mio marito, che è abbastanza virtuoso, si incuriosisce riguardo alle ricette vegane, ma è esausto: “Non puoi autoguarirti, o affidarti a delle letture sul web, devi risolvere in qualche modo i tuoi malesseri, senza integralismi di sorta, senza guru, e senza ottusità”.

LE CONVINZIONI NON SCEMANO, MA L’ENTUSIASMO A VOLTE SÌ

Il punto è che ho una spiccata idiosincrasia nei confronti di medici e farmaci (salvo che nelle emergenze). Ma se questo percorso virtuoso non produce benessere reale e stabile, le convinzioni non scemano, ma l’entusiasmo sì, e i dubbi si autoalimentano, perché le risposte devono arrivare. A volte mi dico che, beh, ho tanto da fare ancora, lungo questa strada (cominciata tanti anni fa), e dovrei rendere ancora più rigoroso lo stile di vita, però. E la ricerca spirituale, l’afflato verso le cose belle, la poesia, l’assistenza agli anziani della famiglia, la generosità con umani e animali. Non sono santa, ma molto vicina alla terra e al cielo, di cui amo colori e profumi: punita per questo?
Grazie infinite. Con affetto, rispetto e ammirazione.
Beatrice

*****

RISPOSTA

C’E’ UNA MAREA DI GENTE CHE NON RIESCE A LIBERARSI DELLA DERMATITE O DELL’ORTICARIA

Ciao Beatrice, mi hai appena ricordato che già ti ho bacchettata una volta, per cui me ne guardo bene dal rifarlo, e che già ho ipotizzato una crisi eliminativa, e me ne guardo bene dal ricorrere a tale spiegazione. Siccome ho il difetto oppure il pregio di non ricorrere al vuduismo medico, ma di ragionare in termini di causa ed effetto, non posso fare altro che scandagliare meglio nelle pieghe della tua vita, e nella vita di una massa enorme di persone, soprattutto normali e carnivore (tengo a dirlo), che lamentano più o meno gli stessi sintomi da 20, 15, 10 o 5 anni, spendendo tempo e danaro in continue ed inutili cure stroncanti. Se vai sul blog, alla sola voce psoriasi (motore di ricerca), trovi guarigioni da psoriasi dopo decine di anni di cure inutili a base di cortisone. Senza nessun guru. Non mi risulta di coprire quel tipo di ruolo.

COME LA FEBBRE, LA DERMATITE È UN SALVA-VITA

Cure mediche basate su creme emollienti ed idratanti, antistaminici orali per contrastare il prurito, immuno-soppressori per decapitare la reattività dei meccanismi difensivi, antibiotici per seminare il panico nella flora batterica, tutte soluzioni mediche provate e riprovate, giudicate fallimentari e senza speranza sia da chi le prescrive che da chi le utilizza. Il problema non sta affatto nel liberarsi della dermatite, che è un meccanismo automatico di difesa al pari della febbre, ma nel trovare la quadratura del cerchio. Benvenuta sia la febbre salvavita e benvenuta sia la dermatite salva-vita, spie rosse del nostro cruscotto. Non possiamo dar loro una martellata. Ovvio che la dermatite da contatto comporti irritazioni anche insopportabili non appena la pelle tocca determinati oggetti e determinati cibi. Oggetti e cibi che bisognerà schivare finbo a quando non depuriamo il nostro terreno corporale rendendolo meno suscettibile.

TREMILA DIVERSI ALLERGENI O TREMILA CORPI IMPREGNATI DI VELENO OLTRE I LIMITI DI TOLLERANZA?

Se non mi credi va pure su internet nei vari forum femminili, con lettere drammatiche di gente comune impiegata in cento diverse professioni. Tremila sostanze definite allergiche e tutte col medesimo risultato di una lieve irritazione iniziale che tende ad aggravarsi, con pelle secca e screpolata che si trasforma ben presto in pelle gonfia e rossa, con ponfi e vescichette e bolle che lasciano il posto a croste e squame dove la pelle brucia, punge e prude, riformando bolle e solchi.

L’IPERTENSIONE MANTIENE IL DERMA IN SPLENDIDA FORMA

Il tessere l’elogio o l’invidia per la gente che si trascura e che, pur assumendo alimenti disdicevoli e bevendo schifezze caffeiniche o dopanti, non è un sentiero veritiero e praticabile ma solo una battuta manierista. Di sicuro chi si alimenta senza limiti ha la pelle super-alimentata e super-carica di liquido, sia esso acqua di ritenzione, o sostanza lipidica. l’ipertensione, l’iperinsulinemia, l’ipertiroidismo, portano a questo e ad altro ancora. Vivere in accelerazione sostenuta e far ruggire il proprio motore come una tigre mantiene colore e calore sul derma. Vivere in accelerazione forzata significa pure vivere in stato di ipertensione e andare a braccetto con l’infarto alle coronarie. Non mi pare affatto un cambio proponibile.

LA CHIAVE PER IL BENESSERE FISICO E DERMATOLOGICO

Dov’è allora la chiave per stare meglio? Intanto prendi nota, punto 1, della tua situazione di menopausa che porta davvero alla necessità di diventare un orologio, essendo venuto a mancare lo strumento del ciclo mensile. Prendi nota, punto 2, che siamo tutti nel periodo più critico dell’anno in termini climatici (carenza di sole, carenza di movimento, carenza di vitalità delle piante e nella frutta, carenza di opzioni alimentari valide). Prendi nota, punto 3, che la pelle rimane lo strumento depurativo ed escretorio per eccellenza, in quanto si prende in carico tutto il lavoro che i reni, tartassati ed insufficienti nel 99% dei soggetti oggigiorno, non riescono a smaltire. Prendi nota, punto 4, che i cosiddetti allergeni, salvo che non si tratti di veri veleni tipo nichel, mercurio, fumo, alcol, nicotina, cadaverina, caseina, glutine, non hanno alcun difetto intrinseco e che quindi il discorso si sposta sul terreno-corpo, ossia sui nostri margini di tolleranza ad ulteriori veleni. Margini precari e ridotti all’osso dalla fatica giornaliera a sopravvivere e dall’accumulo di tossine invernali, per cui ogni goccia di veleno, di difficoltà, di stress economico-sociale-politico oltre che fisico, finisce per far traboccare il nostro vaso. Se non avessimo la pelle, autentico salva-vita di scarico, autentico parafulmine della situazione, ci ritroveremmo col fegato a pezzi o con un appuntamento per la dialisi.

VIVERE SOTTO-TONO ED IN PENURIA NON FA PARTE DEL MIO INSEGNAMENTO

I 4 punti ora accennati si traducono in un fatto concreto che si chiama lipotoxemia, ossia formula sbagliata ed appesantita di un sangue che è reso incapace di circolare con la necessaria rapidità. Ho anche il punto 5 sul quale vorrei soffermarmi, visto che ne ho parlato poco o niente. E qui vorrei rifarmi alla tesina “Batosta storica per l’insulinismo mondiale”. Prendendo la palla al balzo, e il tuo quasi-rammarico verso i visi paffuti e pasciuti, privi dei problemi cutanei che tu invece lamenti, appare evidente che in troppi casi la gente vive sotto-alimentata e male-alimentata per il terrorismo diabetico sui picchi glicemici. Un terrorismo che impedisce alla gente di darci dentro coi frutti giusti e con l’acqua biologica giusta, nel timore di non non andare fuori dai tetti glicemici. Sfondare pericolosamente il tetto proteico dei 24 grammi/giorno sì, con implicita approvazione medica. Sfondare i pregiudizi glicemici no, zona proibita e zona insulina! Ecco allora che la gente vive sotto-tono in condizione di ipoglicemia stabile e non dichiarata.

L’IPOGLICEMIA È CONDIZIONE PATOLOGICA AL PARI DEL DIABETE

In questa società sommersa dallo zucchero raffinato e dalla dolcificazione aspartamica, tutti parlano di diabete e di insulina, e nessuno mai di ipoglicemia e di glucagone. Eppure esiste una massa di ipoglicemici altrettanto vasta di quella dei diabetici. L’ipoglicemia significa stato di precarietà zuccherina nel sangue. Una persona in forma e ben nutrita non può cadere mai in queste condizioni, visto che il suo fegato è in grado in qualsiasi momento di mantenere la percentuale di glucosio ai giusti livelli. Con una dieta basso-zuccherina la gente vive stanca, letargica e depressa. Questo è lo strascico, il postumo e il sintomo. La causa del sintomo è il clima di paura diabetica in cui vive inconsapevolmente la popolazione mondiale, portata com’è a temere il succo zuccherino della frutta viva, a confonderlo con una sostanza che è totalmente diversa quale lo zucchero industriale e raffinato, sintetizzato precotto e nascosto in mille cibi ed in mille bevande.

È LA COTTURA CHE RENDE I CIBI INSIDIOSI

L’ipoglicemia può anche accumularsi ed essere la risultante dello stare a lungo su una dieta insufficiente. Occorre dire però che nella nostra società dell’iper-consumo e dell’opulenza alimentare, l’ipoglicemia è causata non dalla carenza ma dall’eccesso di cibo. L’alimentarsi di merendine, barrette di cereali addolcite, di alcol, di cioccolato, significa saturarsi di molecole semplici che non vengono digerite nei modi usuali. Esse entrano nel sangue troppo rapidamente sovvertendo il bilancio glicemico, mettendo in moto cioè i sistemi di controllo, per cui il pancreas pompa e secerne insulina per convertire l’eccesso di glucosio in grasso. Il processo avviato procede e conduce ad ipoglicemia. E’ il processo di cottura dei cibi che li rende pericolosi. La carota cotta sta a livello glicemico 92, il miele a 87, il succo d’arancia a 59. Bietole, carote, cavoli, crescione, tarassaco, ortiche, acetosa, uva, lamponi, fragole, mirtilli, ciliegie, ribes, mandorle, avocado e una lunga serie di prodotti naturali, vanno presi a ruota libera, e non certo col bilancino.

UN MONDO PARALIZZATO DALLA PAURA E DAL SOSPETTO VERSO IL CIBO VIVO E NATURALE

Chi soffre di diabete, o anche di sindrome psicologica diabetica, sacrifica sull’altare dei suoi timori, la magnificenza nutrizionale dei succhi di frutta e dei preziosi flavonoidi. Tutto per la sua esagerata paura di cadere nell’eccesso glicemico. Tutto per ignorare il fatto che il suo organismo tollera assai meglio gli zuccheri della frutta fresca rispetto agli amidi cotti e al saccarosio nascosto nelle varie confezioni cibarie. L’ipoglicemia può anche essere scatenata dalla assunzione di troppe proteine, dove il colesterolo delle arterie impedisce e frena l’utilizzo del glucosio circolante. Ovvio che in regime di ipoglicemia si sperimentano apatia, irritabilità, nervosismo, moria cellulare precoce, problemi alla circolazione e alla pelle. A dimostrazione che la salute è sempre una questione di equilibrio.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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