DESTRUTTURARE LA TEORIA DEL CONTAGIO

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RICHIESTA

Carissimo Valdo, la seguo da circa un paio di anni grazie ad un amico prezioso e le confesso che mi ha illuminato parecchio con i suoi articoli pieni di logica e di verità provata e dimostrata su di me. Non ho alcuna perplessità su tantissimi argomenti da lei esposti sia in campo scientifico che alimentare. Vorrei però ricevere un parere suo riguardo a ciò che sto per dirle.

In questi giorni sto assistendo direttamente a barzellette di questo tipo (caso reale): il paziente 0 prende il coronavirus risultando positivo, sua moglie tuttavia non presenta alcun sintomo (c.d. paziente asintomatico) ma potrebbe essere positiva al tampone (anche se non glielo fanno).

Ammettendo che la moglie sia positiva al virus, secondo la medicina generale sembrerebbe che il signor coronavirus, non trovando terreno per proliferare e moltiplicarsi (o trovando un sistema immunitario più forte), improvvisamente faccia i bagagli e vada ad infettare qualcun’altro.

Il caso che ho sotto gli occhi in questi giorni è proprio questo, cioè si afferma che il paziente asintomatico possa comunque trasmettere il virus.

Qui le chiedo di portar pazienza, vorrei comprendere meglio una cosa: come l’Hygiene dimostra che effettivamente non esiste in assoluto il contagio e che è finzione nonché superstizione dell’uomo? Premetto che ho letto gli articoli del dr Montanari + intervista il quale parla di contagio o, comunque, non lo esclude.

PASSANDO ALLE CONSIDERAZIONI CHE TROVO NEL SUO SITO

1) Parla spesso per dimostrare la teoria igienista di statistiche e dimostrazioni di scienziati nel considerare un “ovvio simultaneo sboccio dei sintomi”, oppure parla della questione virale in questo modo: “Ogniqualvolta andiamo in crisi per qualsiasi motivo (fisico, psichico, traumatico) la capacità espulsiva linfatico-immunitaria cala e si impigrisce per cui si crea tossicità interna… questo discorso occupa il 99% della questione virale. Il restante 1% sono virus di altri esseri viventi con cui entriamo in contatto… Più aria viziata respiriamo e più carni, pesce e proteine animali consumiamo, più questo 1% diventa 5 o 10, anche 20%. Normalmente il materiale intasante altrui va ad aggiungersi a quello nostro interno.”

2) Il concetto di virus per la medicina (Organismo che si riproduce e che infetta altre forme di vita) è chiaramente diverso da quello igienista di virus=veleno interno non ripulito). Ma allora mi chiedo dove è possibile ricercare la verità su questo argomento?

3) In questi giorni vediamo sì, morti inventate di sana pianta con gente ampiamente compromessa che viene passata come “morta per coronavirus”, il che fa ridere in quanto come sappiamo (tratto anche da Montanari) è un dato ampiamente gonfiato poiché molti dei soggetti che hanno contratto il virus presentavano patologie pregresse gravissime o a stadi molto avanzati.

Qui si aggiunge un’altra considerazione sua (o dell’Hygiene) ovvero che “la vicinanza con persone cosiddette infette che tossiscono e hanno febbre alta può innescare una induzione mentale, effetto grilletto ma soltanto in chi è pressapoco nelle stesse condizioni, cioè sta già covando il malessere”.

Tecnicamente il Montanari parla di virus e di trasmissibilità, l’Hygene invece parla in sostanza di “medesime condizioni date da soggetti che pensano/agiscono/vivono alla stessa maniera in quell’istante”. Lei riporta, ad esempio, in uno dei suoi scritti il caso della classe di 20 persone di cui si ammalano 10 per medesima vulnerabilità tossica parlando anche della sua esperienza personale in cui da piccolo per anni non ha mai preso nulla pur avendo tutta la famiglia a letto con l’influenza.

CONSIDERAZIONE

Anche citando altre grandi e ricorrenti verità come quella su Pasteur. “il terreno è tutto” mi trova perfettamente d’accordo. Se ho un buon terreno, non mi ammalo, però ci sono dettagli sui quali vorrei fare più chiarezza ancora.

Non credo neanche io che il virus abbia una sua intelligenza tale da potersi spostare da una parte all’altra (uscire ed entrare da esseri viventi) però trovo verosimile che, se rimane in una via aerea dove trova terreno fertile per crescere e replicarsi, possa quindi trasmettersi tossendo o starnutendo.

In fondo credo, da ignorante come sono, che starnuto e tosse non siano altro che meccanismi di autodifesa del nostro organismo per espellere ciò che ci crea turbolenza/disagio/malessere interiore, quindi in un certo senso…ciò che la medicina classica chiama “virus” potrebbe anche essere ammesso.

Venendo al suo caso che da bambino non si ammalava mai un semplice medico potrebbe dire: “beh lei mangia sano, i suoi organi sono dunque in condizioni ottimali per espellere il materiale di scarto che giornalmente produciamo e qualsiasi agente esterno (il virus in questo caso) non trova terreno per crescere e riprodursi”.

Ancora, chiedo, secondo lei il fenomeno del sovraffollamento dei reparti di terapia intensiva sarebbe quindi dovuto ad un effetto-grilletto o mediatico molto riverberato a suo avviso?

Resta validissima, anche se ahimè non ho le competenze per comprendere tecnicamente di cosa si sta parlando, il discorso, anch’esso pluri-citato sull’inosservanza dei postulati di Koch, ma, ecco, avrei piacere di ricevere una sua opinione su questo punto: siano esse statistiche, studi, dimostrazioni o, comunque, ragionamenti tali da riuscire a destrutturare la teoria del contagio.

Le chiedo questo perché mi piacerebbe sposare la sua tesi (visto che in tutto la penso come lei) ma non trovo purtroppo prove valide e pratiche per smontare la teoria medica. La ringrazio per quanto finora fa per il bene di tutti. Un caro saluto.

Roberto


RISPOSTA

TUTTI POSSIAMO ESSERE SCIENZIATI VERI O INVECE SCIENZIATI-SCHIAPPE ACCODATI PASSIVAMENTE AL SISTEMA

Roberto dice che “non ha le competenze”. Fossero attenti, puntuali e scientifici al pari di lui i tanti medici e i tanti presunti scienziati che parlano in questi giorni di virus disinvoltamente, come si trattasse di pane e marmellata, senza mai mettere in discussione di cosa stanno parlando, senza mai dare una definizione del virus stesso.

In realtà Roberto ha la stoffa dello scienziato, o anche la stoffa del bambino che non si fa mettere facilmente nel sacco e che pretende chiarezza, pretende non dubbi e non misteri.

UN MONDO SALDAMENTE UNITO NELL’INGINOCCHIARSI A SUA MAESTÀ CORONAVIRUS

Il fatto è che, quando si va nell’estremamente grande e nell’estremamente piccolo, c’è di che perdersi, per cui non sorprende affatto l’esistenza di teorie diverse e contraddittorie. Scienza è scienza solo quando dà risposte esaurienti e condivise ai problemi. Scienza è qualcosa che implica fare ricerca, inchieste, confronti, dibattiti anche tra diverse opinioni con tanto di apertura mentale e con zero preclusioni e preconcetti.

Tutto questo non sta affatto accadendo. Sia l’Italia che il mondo intero stanno dando una dimostrazione a dir poco penosa, sorprendentemente penosa. Si usa dire che ogni popolo ha il governo che si merita. Pertanto teniamoci Conte e teniamoci Speranza. E la Cina si tenga pure Xi Jinping.

SI PARLA DI VIRUS E NON SI SA COS’È, SI PARLA DI SCIENZA E NON SI SA COS’È

Scienza è soprattutto sapere di non sapere. Scienza paradossalmente equivale ad avere dei dubbi. Chiunque proceda per dogmi senza nemmeno dare e darsi dei chiarimenti è tutto fuorché uno scienziato. Chiunque parla di contagio e di virus contagiante commette una sfilza interminabile di credenze, di pregiudizi e di aberrazioni scientifiche.

Chiunque afferma perentoriamente e dogmaticamente che il virus fa questo e fa quello, e che per contrastarlo occorre fare questo e fare quello (vedi norme governative tipo distanza e mascherine e tuto il resto) è tutto fuorché uno scienziato, è un accodato.

COI VIRUS SIAMO NEL MONDO DEI MICROSCOPI ELETTRONICI A 100 MILA INGRANDIMENTI

Universo immenso e universo ultra-piccolo. Nel caso in questione stiamo parlando del micro-universo. Non parliamo di scarafaggi o formiche ma di corpuscoli piccolissimi e invisibili a occhio nudo, per cui servono 100 mila ingrandimenti al microscopio elettronico. Queste cose le sanno i biologi molecolari e cellulari come Peter Duesberg, Stefan Lanka, Kary Mullis e simili, oltre ovviamente ai nostri Stefano Montanari e Antonietta Gatti, o il prof Andrea Del Buono.

CELLULE, BATTERI E VIRUS NEL MIRINO

Con le cellule umane ce la caviamo piuttosto bene. Sappiamo che esse hanno dimensioni o diametri da circa 7 a 120 micrometri o milionesimi di metro. Sappiamo di averne 70-100 trilioni e di subire una moria giornaliera di 200 miliardi. Coi batteri ce la caviamo ancora ancora, visto che vanno da 0,2 a 30 micrometri per cui siamo mediamente 100 volte più piccoli delle cellule.

Nel caso dei virus invece siamo di fronte a microrganismi morti, intendo morti e inermi e inattivi al 100% e non al 99,999%. Sappiamo tutti cosa significa la parola morto-definitivo, e questo dovrebbe già darci una impronta direzionale. Morto significa cadavere privo di vita, privo di testa, privo di testicoli, privo di organi respiratori, privo di gambe, privo di struttura pulsante, privo di tutto.

Siamo di fronte a polvere virale e spazzatura virale estranea ed anti-funzionale. Una spazzatura morta che può solo essere fotografata con instantanea e mai in fase cinematografica.

PARLARE DI COMPORTAMENTO VIRALE SIGNIFICA PIÙ PRESUMERE CHE TOCCARE CON MANO

Tant’è che negli stessi laboratori si è cercato invano di far sviluppare-proliferare-riprodurre dei virus, con risultato costantemente nullo. L’uomo non può inventare la vita o fare i miracoli moltiplicativi vangelici dei pani e dei pesci.

Perché un virus aumenti di numero servono altre cose importantissime come le cellule umane vive, moribonde e morenti, vale a dire serve il terreno di sviluppo e di eventuale trasporto, serve un pizzico di Madre Natura. Capirai che la materia, cioè la questione virale, a questo punto diventa complessa e intricata, ideale per costruirci sopra un mondo fantasioso e fantascientifico, corrispondente a determinati interessi, furbizie e convenienze umane.

I DUBBI DI ROBERTO

Roberto elenca i suoi dubbi citando:

  1. Induzione ed effetto grilletto
  2. Leggere differenze tra Stefano Montanari e Valdo Vaccaro o comunque la visuale igienista in genere
  3. Pieno accordo su Terreno è tutto e microbo è niente, ma vale tuttora al 100%?
  4. Chiarimenti sui Postulati di Koch
  5. Desiderio di smontare e destrutturare la teoria medica del contagio.

Vediamo allora di rispondere a tali quesiti.

1. EFFETTO GRILLETTO E DISPONIBILITÀ AD AFFRONTARE UNA PROVA O PIÙ PROVE

Sulla induzione mentale e l’effetto grilletto determinati dalla vicinanza prolungata con le persone cosiddette infette, personalmente sono disposto in qualsiasi momento a un esperimento-prova, per dimostrare l’infondatezza del contagio.

Ma bisognerebbe garantire assoluta trasparenza ed equidistanza di chi esegue l’esperimento e di chi ne interpreta e valuta poi i risultati, cosa per niente facile e semplice, quando il coltello per il manico sta nelle mani di una parte soltanto. Una parte che ha dimostrato mille volte una grande abilità a prefabbricare risposte, ad accampare eccezioni, a far avere le proprie ragioni con trucchi, alibi e tranelli vari.

LA VICINANZA PROLUNGATA CON GLI ALTRI NON È PRIVA DI EFFETTI COLLATERALI

Quando parlo di induzione ed effetto grilletto non scomodo affatto il sesso degli angeli o altre amenità della fantasia. Stare in contatto prolungato con una o più persone colpite o comunque debilitate per qualsiasi motivazione, e pertanto caratterizzate da aura grigia o nera, da aura passiva ed assorbente che fa da mini-buco nero affamato di energie sottili, al pari di una sanguisuga psico-fisica, non è piacevole e non ti rafforza e non ti mantiene e preserva, ma tende a scaricare le tue batterie, mentre mescolarsi a gente dall’aurea rossa che si propaga beneficamente per un diametro di 10-20 e persino 100 metri produce l’effetto opposto e ti dà una ventata energetica o una ricarica.

È la stessa cosa che avviene quando abbracciamo gentilmente alcuni alberi che quercia, pini e abeti. Siamo esseri elettrizzati e carichi di vitalità, non dobbiamo scordarlo.

BASTA UNA SOLA GOCCIA PER FAR TRABOCCARE UN VASO GIÀ COLMO

Tutto questo fenomeno chiamato da me “induzione ed effetto grilletto di tipo scatenante o di tipo goccia-che-fa-traboccare-un-vaso-già-colmo” non va confuso con una trasmissione, con un contagio simile a quello che i monatti suppongono e ipotizzano dogmaticamente per i virus, non offrendo mai uno straccio di spiegazioni sensate e di prove convincenti e non di scuse raffazzonate che fanno acqua da tutte le parti.

Trattasi piuttosto di un semplice allineamento elettromagnetico-biochimico funzionante col principio dei vasi comunicanti, dove la persona sana-forte-carica cede la sua forza a quella più debole, mentre quella più debole (il buco-nero della situazione) opera un vero e proprio prelievo o trasferimento a danno della controparte.

È un po’ la terapia dell’applicazione delle mani dei guaritori a contatto, i quali concentrano le loro energie nei polpastrelli delle mani per trasmetterla al soggetto in cura, e si ritrovano spesso svuotati e scarichi dopo averlo fatto più volte, necessitando di un periodo di relax e di ricarica.

2. DIVERSITÀ DI VEDUTE CON MONTANARI

Quanto alla leggera diversità di vedute tra l’igienista e Montanari, o tra me medesimo e Stefano Montanari, non credo servano troppe parole. Lo scienziato modenese e la sua campagna Antonietta Gatti non li ho mai incontrati di persona pur desiderandolo e auspicandolo, ma seguo da anni ogni loro mossa e ogni loro parola.

Il fatto che Stefano si dica aperto eventualmente all’ipotesi del contagio potrebbe far parte anche delle sue strategie per acquisire un minimo di accettazione e di credibilità in un mondo dominato dall’imbroglio, dalla presunzione e dal dogmatismo, mentre lui dimostra di essere un’anima libera, autonoma e bene-intenzionata. A volte succede poi che è facile parificare e confondere i concetti di carica-scarica batterie con quelli di trasmissione infettiva.

3-4. I POSTULATI DI KOCH SONO TUTTORA PUNTO DI RIFERIMENTO

Il discorso sul “Terreno è tutto e il microbo è niente” va inteso alla lunga, poiché le apparenze immediate possono deformare la realtà e trarre in inganno. Molta chiarezza è stata fatta dai postulati di Koch che tutto sommato rappresentano tuttora una base utile per dimostrare l’eziologia di una malattia infettiva, ovvero per muoversi con più agilità nel mondo dei microrganismi e delle responsabilità batterico-virali-parassitarie-fungine.

LE MALATTIE NON-INFETTIVE SONO LA ROVINA DEI VIROLOGHI E DEI MEDICI CONVENZIONALI

Ai cacciatori di microbi di inizio secolo, progenitori degli attuali Monatti, sfuggì un particolare importante, e cioè che al mondo esistono moltissimi microbi innocui, e che provocano malattie solo in individui dal sistema immunitario temporaneamente o cronicamente indebolito.

Noi conviviamo giorno e notte con un numero e un vero e proprio pool di germi e ne beneficiamo pure il più delle volte. Isolare un microbo non basta per incolparlo di malattia. I postulati di Koch devono tuttora essere soddisfatti, se non vogliamo cadere nel disordine e nel caos.

Succede regolarmente che gli scienziati che assolvono i virus e che la pensano diversamente dai monatti vengono messi da parte, perché le malattie non-infettive hanno il difetto di non generare danaro e lasciano senza lavoro i cacciatori di microbi.

SERVONO SOLDI A PALATE PER ALIMENTARE LA VORACITÀ DELLA VIROLOGIA

Da quando Koch e Pasteur hanno codificato la loro teoria batterica iniziale a inizio secolo 19°, la classe medica non ha mai commesso l’errore di giudicare non-contagiosa una malattia infettiva. La burocrazia scientifica è cresciuta nel frattempo a dismisura e le tecniche per scoprire nuovi microbi sono diventate sofisticate, ultrasensibili e costose, riservate agli addetti ai lavori e sovvenzionate da Big Pharma.

PERIODO DI LATENZA E VIRUS LENTI

Secondo le leggi della stessa virologia la malattia, per essere attribuita a un virus, deve manifestarsi subito dopo l’infezione. Quando i microbi infettano o infiammano un nuovo ospite causano sintomi nel giro di qualche giorno o al massimo di qualche settimana.

Inoltre, per diventare vera patologia, i microbi devono accumularsi e prendere possesso dell’organismo (o meglio caratterizzarlo, inquinarlo, sporcarlo). Poiché il tempo di sviluppo di tutti i virus umani -Coronavirus incluso- è tra le 8 e le 48 ore (scrive Peter Duesberg a pag 88 del suo “Aids il virus inventato”), i virus si accumulano a livello esponenziale.

Dal momento che ogni cellula infetta può accumulare virus da 100 a 100.000 al giorno, e visto -Nota Bene aggiungo io- che ogni cellula morta va a sua volta a sporcarsi-virusizzarsi e ne abbiamo 200 miliardi al giorno in moria fisiologica ininterrotta, si comprende come il quantitativo virale cresca a ritmo frenetico.

A questo punto, se i monatti vogliono incolpare un virus devono prima inventare una nuova fantasiosa proprietà di comodo. Devono ipotizzare per amore o per forza, per scienza o superstizione, un PERIODO DI LATENZA di mesi o di anni fra il momento in cui il virus ha attecchito e la comparsa di disturbi ad esso imputabili. Da qui il concetto di Virus Lento.

Se il virus è presente nell’organismo in modo inattivo, un sistema immunitario normale e funzionante non gli permette mai di riattivarsi e di accumularsi in modo tale da mettere in pericolo l’ospite. Perché un virus si riattivi, il sistema immunitario deve prima essere distrutto da qualche altra cosa, ossia dalla vera causa di malattia. Un virus riattivato potrebbe tutt’al più provocare una leggera infiammazione opportunistica. Non esistono virus latenti -conclude il prof Duesberg – ma solo tanti virologi privi di comprendonio.

5. SMANTELLARE E DESTRUTTURARE LA TEORIA DEL CONTAGIO: CI STIAMO LAVORANDO

Roberto è persona coerente e tutta di un pezzo. Non si accontenta di capire le cose al 95% ma al 100%, ed è infastidito da teorie convenzionali che stanno in piedi solo con grucce, trampoli e contro-trampoli. Roberto è uno che non si accontenta di guardare la luna, ma la vuol toccare con un dito. L’obbiettivo che lui si pone è quello di smantellare e destrutturare la teoria del contagio.

Ottima idea davvero. Non è per niente solo in questo. Si tratta di un traguardo che accomuna tutti gli spiriti liberi e trasparenti. Quelli che non sono tra l’altro coperti da super-posti, super-stipendi, super-pensioni, e che non stanno sul libro-paga e sui libri-regalie delle multinazionali farmaceutiche, quanto mai potenti e generose con chi sta dalla loro parte.

Andare controcorrente significa esporsi, rischiare, essere messi da parte. Chi te lo fa fare? Ecco allora da dove arriva il pensiero unico e la condivisione generalizzata. Lo sport preferito rimane il mantenimento dei propri privilegi, facendo quadrato, stando saldamente ancorati al carro del vincitore, poco importa se esso ha vinto barando o giocando a carte false. Tornasse Diogene equipaggiato di potenti fari al posto di un lampione e acceso in pieno giorno, alla ricerca di qualche uomo vero, proverebbe sdegno e disgusto!

IL BUON SENSO VIENE ANCORA PRIMA DEL LABORATORIO

Non ho accesso a dei laboratori ma al buon senso sì. Ho presentato e pubblicato più volte la prova del 9 concreta sull’innocenza batterico-virale e sulla capacità di ciascuna persona malata e malandata di sperimentarlo e di venirne fuori in modo brillante, in modalità di remissione naturale.

Persona ovviamente non drogata da farmaci o da veleni chimici, e non in condizioni disperate o di reale emergenza. Potrà mettersi a digiuno ovvero a riposo fisiologico totale (niente cibo, niente farmaci per 10 giorni nel digiuno), praticando una buona e profonda respirazione addominale in ambiente tranquillo e sereno, preferibilmente dopo una settimana preparatoria a base di dieta vegetale-crudista tendenziale leggera, col risultato clamoroso di:

  • Non essere divorata da mostriciattoli batterici e da mostriciattoli virali, e di ritrovarsi alla fine con qualche chilo in meno ma liberata da ostruzioni e in ottima forma psico-fisica nel 100% dei casi e
  • Aver smentito così la teoria medica che la vorrebbe invece perdente e divorata dai microrganismi.

AL VIRUS, AL VIRUS, PERÒ NON SPAVENTATEVI !

Qualcuno pretende di criticare le mie posizioni e di inquadrarle nelle Fake News che tanto disturbano l’Establishment Politico e Sanitario. Non ci si accontenta di aver creato, assecondato e moltiplicato il trambusto, il panico e la paura, ma si pretende anche che non esista in alcun modo libertà di opinione per chi la pensa in modo diverso e anche opposto.

Siamo forse all’Inquisizione e ai Roghi? Siamo forse alla dittatura sanitaria più vergognosa della storia? E se la vera fonte di Fake News stesse proprio da quelle parti? Porto avanti le cose in cui credo usando coscienza e consapevolezza. Le nostre voci sono una netta minoranza, una fiammella di verità in mezzo a tanta tracotanza pseudo-terapeutica, in mezzo al martellante Al virus-Al virus, Al mostro-Al mostro e Al contagio-Al contagio, non solo 10.000 volte al giorno su tutti i canali televisivi, ma ora persino lungo le strade dei paesini di campagna.

È INNEGABILE CHE STIAMO VIVENDO UN AUTENTICO DRAMMA

Qualcuno mi accusa di sottovalutare le condizioni disperate che si creano negli ospedali strapieni e inadeguati alle terapie di emergenza, dove la gente boccheggia e deve essere riportata urgentemente alla normalità. Dove la gente anche muore spesso con il virus ma non per il virus.

Persone che ci lasciano ogni anno per normali crisi respiratorie-cardiache-influenzali sono decine di migliaia in Italia, sia ben chiaro. Non sottovaluto niente. È innegabile che questa emergenza virale rappresenti un dramma sociale, sanitario, economico, sportivo dalle proporzioni epocali.

MASSIMO RISPETTO PER LE VITTIME DI QUESTE CATASTROFICHE GIORNATE

Tengo ancora una volta a dire che, al di là della diversità di posizioni e al di là delle critiche al sistema che, sia beninteso, mantengo inalterate, ho il massimo rispetto per le vittime che soffrono e patiscono nelle corsie intasate e nei pronto soccorso o anche rinchiusi a casa.

Ho il massimo rispetto per medici e personale sanitario, poco importa se in linea di condivisione o di contrasto ideologico, ben sapendo dei sacrifici e degli eroismi che sono costretti loro malgrado ad affrontare.

Valdo Vaccaro

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