DIGIUNO INTERMITTENTE TRA LO YIN E LO YANG

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LETTERA

COSA NE PENSA DEL DIGIUNO INTERMITTENTE?

Salve Valdo, sto leggendo il suo libro Alimentazione Naturale. Ho già letto Storia dell’Igienismo. Vorrei sapere qual’è il suo pensiero sull’Intermittent Fasting, il digiuno intermittente, che prescrive di mangiare solo una volta al giorno, la sera a cena.

ADEGUAMENTO SERALE ALL’ENERGIA YIN

Il principio che c’è dietro è che la sera il corpo va già, naturalmente, in parasimpatico ed attinge ad un’energia Yin, che è fatta appunto per digerire, dormire, disintossicarsi, rigenerarsi.

MANGIARE DURANTE IL GIORNO COMPORTA SONNOLENZA POST-PRANDIALE E SPRECO ENERGETICO YANG

Mangiare invece durante il giorno fa slittare il corpo da simpatico (energia yang che serve per il focus esterno, lavorare, relazionarsi, fare sport), a parasimpatico, e richiede quindi un’energia in più dal corpo per digerire e compensare questa esigenza (vedi sonnolenza post-pranzo). Grazie 1000.
Dr Francesco Monaldi

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RISPOSTA

PESANTEZZA E SONNOLENZA DIPENDONO DALLA QUALITÀ DEL CIBO E DALLE CONDIZIONI DI FORMA DI CHI MANGIA

Ciao Francesco, molto stimolante la tua tua interpretazione dei ritmi giornalieri mediante i concetti tipici della macrobiotica. Occorre dire però che la faccenda della sonnolenza dipende assai dalla composizione del pasto. Un pranzo vegan-crudista o anche vegan-crudista tendenziale, o meglio ancora un pasto fruttariano, si digeriscono bene, con minimo dispendio energetico. Parliamo in questo caso di cibi carichi dei loro enzimi e del loro componente mineral-vitaminico-ormonale, per cui la digestione avviene senza ricorrere a prelevamenti enzimatici in zona pancreas.

A OGNI DIGESTIONE DIFFICILE CI ROVINIAMO LA VITA

Il risparmio energetico è enorme, visto che ogni pasto di cibo cotto e proteico costa, per essere digerito, l’energia che un calciatore spende in una intera partita impegnativa. Ed è questo risparmio che rafforza il sistema immunitario e gli permette di svolgere al meglio i suoi compiti, senza doversi pure impegnare a moltiplicare i linfociti da 6000 unità per mmc di sangue a 12000-14000 (vegetarianismo con uova-formaggi), o a 18000-20000 (onnivorismo), quando il vegancrudismo garantisce 6000 linfociti prima e 6000 dopo il pasto, senza variazioni di rilievo, come insegnato da Paul Kouchakoff.

LA DIETA INTERMITTENTE SECONDO UN PRATICANTE ANONIMO AMERICANO

Ho dato un’occhiata ai blog americani, per farmi un’idea sommaria sulla dieta intermittente secondo un adepto che non è medico, non è nutrizionista e non si firma, ma che dimostra non solo discreta preparazione tecnica, ma anche qualche concreta esperienza in proposito. Ne ho fatto pure una traduzione ed una sintesi, a scopo di maggiore chiarezza.

SMALTIRE GRASSO, GUADAGNAR MUSCOLO E STARE AL MEGLIO

Lo scopo dichiarato dell’Intermitent Fasting, o Digiuno Intermittente, chiamato in America IF, è quello di smaltire grasso, di guadagnare muscolo, di massimizzare la salute, di incrementare il rendimento negli sport che eventualmente pratichiamo. Praticamente tutti obiettivi comuni ad ogni ideologia nutrizionale che si rispetti.

TROPPI I FATTORI PERSONALI PER ESPRIMERE VALUTAZIONI STATISTICHE

Gli obiettivi iniziali e i risultati finali variano notevolmente a seconda delle condizioni di partenza di ognuno. Occorre infatti considerare dati tipo A) Resistenza insulinica, B) Attuale composizione del corpo (percentuale di massa grassa), C) Stile di vita giornaliero, D) Abitudini alimentari, E) Percentuali dei macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi), F) Esercizi fisici in corso, G) Frequenza e intensità dell’allenamento, H) Storia terapeutica ed eventuali ricoveri ospedalieri.

GLI SCHEMI FISSI NON SONO ABBINABILI A UNA REALTÀ ULTRA-DINAMICA

Alla fine è difficile trovare grossi gruppi di gente accomunata dagli stessi problemi e dagli stessi parametri, in risposta al protocollo dell’Intermittent Fasting. In più, lungo la strada dell’IF, le cose cambiano tra una persona e l’altra, man mano che si migliora la salute, per cui niente funziona per schemi fissi. La vita è dinamica, in continuo cambiamento ed evoluzione.

L’INTERMITTENT FASTING È UN DIGIUNO CIRCOSCRITTO, MIRATO A MIGLIORAMENTI NELLA RESA FUNZIONALE DEL CORPO

Cos’è dunque questo Intermittent Fasting? Si tratta di uno stop al cibo, o di un digiuno, che può essere fissato su basi giornaliere o anche su basi quindicinali. Usare restrizioni caloriche di breve periodo può essere efficace quando si punta a 1) Riduzione glucosio ed insulina nel sangue (miglioramento globale del metabolismo glucosico), 2) Incremento ossidazione degli acidi-grassi con aumento degli FFA (free fatty acids) tramite incremento degli ormoni lipolysis GH glucagone e adrenalina, 3) Risparmio e preservazione di tessuto muscolare o massa magra, 4) Incremento vari fattori salute (riduzione infiammazione, riduzione pressione, riduzione stress ossidativi, incremento protezione contro malattie neuro-degenerative), 5) Mantenimento metabolismo su livelli forti e sani (mangiare più pasti non velocizza affatto il metabolismo).

NIENTE SCHIAVITÙ DAL CIBO O DALLE DIETE

Dal digiuno intermittente può anche derivare una moltitudine di benefici relativi ai propri stili di vita, come quello di non essere schiavo del cibo e del mangiare in continuazione per tutto il giorno, come diverse diete predicano. Saper stare senza cibo significa risparmio energetico-digestivo ed anche incremento di sano appetivo per il prossimo pasto. In linea generale, l’IF può essere visto come uno stile alimentare che non solo aiuta a perdere peso, ma che offre relax e libera dalla ossessione del cibo e della dieta.

DIGIUNO LUNGO E DIGIUNO CORTO

Non c’è solo un modo per applicare l’IF, ma esistono decine e decine di diversi protocolli basati sulle necessità individuali. Per semplicità parliamo in questa circostanza di 2 opzioni più in voga. Una è l’IF LUNGO di 1-2 volte per una settimana. Questo significa prendersi un digiuno lungo 24 ore e ripeterlo 1 o 2 volte a settimana. Notare che digiuno da 24 ore non significa saltare il pasto per l’intera giornata. Si può partire con l’interruzione alle 6 pm di martedì e riprendere nutrizione il mercoledì alle 6 del pomeriggio, e si è fatta una sosta di 24 ore. L’altra è l’IF CORTO, che si può fare più volte a settimana o anche ogni giorno. Per esempio si sceglie un periodo di 6-8 ore in cui concentrare i propri pasti, e le restanti ore diventano fase digiunante in quanto non si tocca cibo.

IF LUNGO PIÙ ATTIVITÀ FISICA UGUALE PULIZIA CELLULARE

Alla fin fine, tutto sta nel cercare una soluzione che funzioni per le nostre personali e variabili necessità.
È consigliabile mangiare leggero nel giorno in cui si pratica il digiuno, riducendo magari il tutto a un pasto unico la sera, mentre negli altri giorni si può riprendere a mangiare in modo normale. L’IF LUNGO può innescare una autofagia, ossia una più profonda pulizia cellulare ottenibile accoppiando simultaneo mantenimento di attività fisica e sportiva. Permette di ottenere ed accumulare sufficienti calorie nei giorni di non digiuno, visto che non si tratta di una dieta estrema o di una pesante restrizione calorica.

IF CORTO UTILE CONTRO IL MANGIUCCHIARE FUORI-PASTO

L’IF CORTO permette uno schema nutritivo semplice e consistente giorno dopo giorno. Aiuta a liberarsi dal concetto e dal pregiudizio della necessità di mangiare in continuazione. Permette al corpo di concentrare la sua fame, i suoi ormoni e i suoi cicli circadiani, nei tempi più adatti. Focalizza sull’importanza dei nutrienti e delle scelte salutari per ciascun giorno. Riduce l’importanza dello snacking (o del mangiucchiare tra un pasto e l’altro). L’IF CORTO potrebbe non essere adatto per gente che consuma molto e che potrebbe ritrovarsi in debito calorico.

UN SEMPLICE TRUCCHETTO IN PIÙ TRA I TANTI MEZZI A NOSTRA DISPOSIZIONE

Tutto sommato, la cosa migliore rimane quella di saper ascoltare il proprio corpo. Ognuno di noi è il miglior esperto di se stesso. L’importante sarà mantenere il peso forma nel corso dell’anno, senza troppi sbalzi. Pare che il corpo abbia poi la capacità di detossificarsi al suo ritmo preferito senza bisogno di centrifugati speciali o di grandi strategie dietologiche. Pertanto, il digiuno intermittente IF diventa un semplice attrezzo in più da inserirsi nella propria vita. Apporta alcuni benefici, ma rimane nulla di più che singolo fattore di una complessa equazione.

TOLLERANZA, BUON SENSO E MENTE LIBERA

A livello concreto, cosa posso mangiare e bere nei tempi di digiuno? Ovviamente nulla, all’infuori dell’acqua, se abbiamo un minimo di coerenza. C’è della gente che durante il digiuno intermittente si beve caffè e the, o magari bevande a zero calorie cariche di aspartame. Cose chiaramente da non farsi. Meglio assumere in caso del latte fresco di cocco, o dell’ottimo succo d’arancia puro o allungato. Ricordarsi comunque che nella vita abbiamo anche bisogno di divertirsi, per cui occorre trovare il giusto equilibrio senza opprimere troppo le nostre piccole voglie.

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE

Come lo stesso praticante americano finisce per riconoscere, il digiuno intermittente è l’ennesimo tentativo di codificare qualcosa di di originale in campo nutrizionale. Niente di particolarmente straordinario e niente di nuovo sotto il sole.

PIÙ FIDUCIA E PIÙ ATTENZIONE AI NOSTRI SENSORI

Negli sviluppi dell’igiene naturale, anche in quelli che io medesimo propongo, esistono soluzioni intermedie tipo il crudismo assoluto, il semidigiuno a soli centrifugati e frutta acquosa, o la dieta rigorosamente fruttariana per specifiche problematiche di emergenza. Meno schemi, meno rigide ideologie e più ascolto ai sensori del nostro corpo, senza mai rinunciare ai nostri principi e al nostro senso etico. Sono tutte cose che diciamo e ribadiamo da tempo. Anche il discorso sul liberarsi dalla cibomania e dalla dietomania, dall’ansia e dalla schiavitù nei confronti di quello che mangiamo, appartiene modestamente al nostro repertorio.

OGNI TIPO DI STOP AL CIBO COMPORTA QUALCHE RISULTATO, MA I CONFRONTI COL DIGIUNO IGIENISTICO SONO IMPROPONIBILI

Le eccessive varianti previste, le tante interpretazioni approssimative del digiuno IF, ed anche, se vogliamo, i suoi concetti piuttosto cervellotici, sofisticati e non privi di qualche fumosità, portano a una dispersione della materia e ad una oggettiva impossibilità di valutazione terapeutica, quando invece nella scienza igienistica i riscontri, le codificazioni, le differenziazioni, le leggi relative al digiuno igienistico classico, ed anche i benefici riscontrati nei grandi numeri della statistica, sono tutte cose verificabili e conteggiabili.

DIGIUNO IGIENISTICO SOLO QUANDO SERVE DAVVERO

Il digiunismo igienistico è in ogni caso una tecnica corredata da secolare e sicura esperienza, con fior di medici, naturopati ed igienisti autori di decine di migliaia di supervisioni a digiuni di pochi giorni, di una settimana e persino di un mese. Per Herbert Shelton, nobile bandiera dell’igiene naturale americana e mondiale, si parla di 30-40 mila digiuni conclusi con successo. Resta il fatto che non è opportuno digiunare quando non serve, cioè per curiosità, per sfizio, per moda o per casualità. Serve sempre preparazione sul cosa fare e cosa non fare, oltre che sulla giusta interpretazione degli inevitabili effetti eliminativi.

INTERRUZIONE AL DIGIUNO E VIRTUOSA DIETA A SEGUIRE

Non dimentichiamoci che il digiuno viene anche chiamato sala chirurgica senza bisturi, e che implica uno stop fatto con criterio, seguito da una ripresa graduale della dieta prescelta, che sarà auspicabilmente vegan-crudista tendenziale, secondo i gusti e le necessità personali

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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