DIGIUNO, RESPIRAZIONE E TOSSE SECCA SERALE

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LETTERA

TOSSE SECCA NONCHÉ PRURITO ALLA GOLA E ALLA TRACHEA

Buongiorno Valdo, le scrivo perché avrei bisogno di un consiglio. Da qualche giorno ho i seguenti disturbi. Colpi di tosse secca a tratti che durano per 5 minuti continui dalle ore 20 in poi, e qualche volta anche di notte, magari solo una volta durante la notte. Al mattino appena sveglia colpi di tosse grassa. Durante la giornata sensazioni di prurito alla gola e alla trachea, con sentore di muco fermo in gola. A volte naso che cola e qualche starnuto, lacrimazione occhio sinistro, poca tosse ma prevalentemente secca (2-3 volte nell’arco della giornata). Ho la sensazione che si tratti di una allergia.

ALIMENTAZIONE ABBASTANZA CORRETTA CON USO DI CARNE, PESCE E LATTICINI

Cerco di seguire un alimentazione abbastanza corretta, anche se faccio tuttora uso di pochissima carne, pesce e latticini. Mangio molta verdura, ma purtroppo non tanta frutta e non bevo molta acqua. Forse sarà per questo? Grazie per l’aiuto che mi potrà dare. Un caro saluto.
Carmen

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RISPOSTA

IL PUNTO DI VISTA MEDICO

Ciao Carmen. La tosse secca, come del resto tutte le manifestazioni espulsive del corpo umano chiamate comunemente malattie, trova definizioni, interpretazioni ed eventuali terapie, tutte di tipo diversificato a seconda dell’angolo visuale ed ideologico di chi le giudica. Per la medicina convenzionale, la tosse secca costituisce un sintomo comune a numerose patologie. Pertanto, prima di intraprendere qualsivoglia terapia, è indispensabile accertare l’agente causale attraverso una serie di indagini. Indagini diagnostiche di tipo medico, volte ovviamente a prospettare e prescrivere terapie di carattere medico-farmacologico e medico-chirurgico.

OGNI UOMO HA LE SUE MALATTIE EVIDENTI O NASCOSTE

Tale principio medico vale per ogni anomalia. Anche il più modesto raffreddore e la più banale forma influenzale possono, secondo i medici, nascondere patologie gravi. Come dire che un uomo sano è un’astrazione del pensiero, qualcosa che non esiste. Per essi, un uomo sano è al massimo un uomo analizzato in modo precario ed insufficiente.

IL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO-IGIENISTICO

Per la Scienza della Salute (ex Scuola Americana di Igiene Naturale), la prima raccomandazione è di non spaventarsi mai di fronte a un fenomeno naturale di espulsione tossine espresso dal corpo umano, ma di affrontare l’anomalia con l’arma del riposo fisiologico assoluto, chiamato digiuno igienista di almeno 3 giorni.

IL RICORSO AL RIPOSO FISIOLOGICO TOTALE O DIGIUNO IGIENISTA

Mettersi dunque al caldo in condizioni di calma assoluta e di risparmio energetico, stop totale ad ogni cibo e bevanda, libertà di assunzione continua a piccoli sorsi di acqua distillata (Herbert Shelton) o di acqua leggera e succo di limone (Arnold Ehret), con l’importante accortezza di accogliere il fatto cosiddetto patologico con massima benevolenza e di essere disposti ad affrontare l’intensificazione dei fenomeni e l’accelerazione espulsiva, chiamata crisi eliminativa, con massima serenità e favore, trattandosi sempre ed in ogni caso di una azione benefica definibile benettia intrapresa dai meccanismi di riequilibrio immunitario interno in presenza di eccessiva impregnazione tossica e di riduzione dei margini di tolleranza ai veleni.

STOP AL CIBO COME ACCELERAZIONE VERSO IL RIEQUILIBRIO

Tale iniziativa del digiuno igienista potrebbe proseguire anche oltre i 3 giorni prestabiliti del fai-da-te, e interrompersi solo all’arrivo di precisi segnali, quali A) il ritorno prepotente dell’appetito nel frattempo scomparso del tutto, B) la scomparsa dei fenomeni eliminativi immediati (febbre, muco, dolorini, lingua patinata, alito pesante, urine scure). In ogni caso, 3 giorni o 1-2 settimane di digiuno igienista si interrompono non con un ritorno irruente ed immediato al cibo e alle abominevoli abitudini precedenti, ma con 2-3 giorni interlocutori di crudismo assoluto, con spremute di agrumi o frutta acquosa al risveglio e di mattina e con dei centrifugati di carote-sedani-ananas o mele.

SCELTA VEGAN-CRUDISTA O ALMENO VEGETARIANA-CRUDISTA COME SISTEMA ALIMENTARE SUCCESSIVO AL DIGIUNO

Il tutto seguito poi nei giorni successivi, e per sempre, dal metodo alimentare definitivo chiamato sistema vegano tendenzialmente crudista, o almeno in via introduttiva-temporanea, per chi non ci riesce o non vuole riuscirci, dal metodo vegetariano tendenzialmente crudista (inclusione casuale e non sistematica di qualche formaggio a crudo tipico delle malghe di montagna, e di qualche uovo tolto alle gallinelle ruspanti), con l’accortezza che i prodotti animali coinvolti non provengano da creature condannate a morte, ma da animali trattati con amorevole rispetto e con libertà di morire di vecchiaia o di acciacchi al pari di noi.

SEMIDIGIUNO E SCHEMA FLESSIBILE-PERSONALIZZABILE DI VEGAN-CRUDISMO TENDENZIALE

Alternative meno drastiche al digiuno igienista esistono e sono efficaci, anche se più lente e diluite nel tempo, e sono sempre basate su un ricorso al cibo vegan-crudista. Si tratta del semi-digiuno, dove il riposo fisiologico non è totale ma ci si alimenta con sola frutta e soli estratti freschi di tuberi, sedani e mele o ananas per un paio di settimane. E si tratta pure del semplice passaggio sistematico ad un sistema alimentare il più possibile virtuoso, di tipo vegano-tendenziale-crudista (dove ognuno cerca di massimizzare la quota di crudo secondo i propri gusti e le proprie possibilità, puntando chiaramente verso l’alto, e sfruttando come traccia indicativa e come principi-base del Vitto Valdiano).

PER CHI SI ALIMENTA CON LA NATURA NON C’È POSTO PER I FARMACI

In ognuna delle soluzioni igieniste prospettate (digiuno-semidigiuno-vegancrudismo), è obbligatorio uno stop progressivo e prudente, ma rigoroso e totale a farmaci-vaccini-integratori, per ottenere risultati sicuri e per evitare che i farmaci stessi, in presenza di un sangue reso più fluido dalle migliorie alimentari in corso, non diventino ancora più attivi-incontrastati-dannosi di quanto già sono. Veniamo però al caso odierno della tosse, ed in particolare al caso della tosse secca serale che diventa grassa al risveglio mattiniero.

NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI TRATTASI DI BANALE E PROVVISORIA CRISI RESPIRATORIA

La tosse secca è spia accesa di moltissime affezioni di natura differente. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, la tosse secca è un sintomo caratteristico d’infezioni delle alte vie respiratorie, e per questo risulta facilmente risolvibile. Questo, in termini medici, significa propinare un antibiotico che indebolisca il paziente e gli decapiti la forza e la reattività immunitaria, secondo lo schema classico dell’intervento medico sul sintomo. In altri pazienti, invece, la tosse secca può nascondere malattie differenti, quali ad esempio asma, allergie, BPCO (bronco-pneumopatia cronica ostruttiva), cancro polmonare e cancro laringeo. Sovente, la tosse secca ha un’origine psicogena, ovvero correlata a condizioni di stress, ansia e panico.

FARMACI E CURE MEDICHE IN GENERALE

I farmaci più utilizzati in terapia contro la tosse secca sono i sedativi, in grado quindi di esercitare su di essa una potente azione calmante. “Farmaci indicati per sopprimere il sintomo senza tuttavia interferire in alcun modo con la causa che l’ha indotta. Detto questo, si comprende come sia necessario curare anche la malattia di base”. Ho messo la frase tra virgolette perché l’ho trovata su uno dei blog medici in rete. Notare quindi la presa di coscienza del guasto ideologico insito nel sistema medico-sintomatologico, e l’ambizione illusoria e ipocrita di andare oltre il sintomo e di curare davvero in modo drastico e definitivo, senza effetti collaterali.

FARMACI CONTRO I VARI TIPI DI TOSSE SECCA

Vediamo dunque quali sono i farmaci più utilizzati per curare i tipi di tosse secca più comuni, prosegue l’articolo. Caso 1) Tosse secca dipendente da asma: anti-asmatici e glucocorticoidi. Caso 2) Tosse secca dipendente da BPCO: astensione dal fumo e dall’aria viziata, broncodilatatori, antibiotici, spray nasali e anticolinergici. Caso 3) Tosse secca dipendente da bronchite, e tendente a diventare produttiva di muco e dunque grassa: astensione dal fumo, terapia antibiotica, farmaci antitossici, broncodilatatori, cortisonici. Caso 4) Tosse secca dipendente da laringite virale e tracheite: sostanze demulcenti, prodotti a base di glicerina, sciroppo di acacia-liquirizia-miele, antibiotici, antivirali. Caso 5) Tosse secca dipendente da pertosse (5-6 colpi di tosse secca seguito da conati di vomito e fuoriuscita di espettorato mucoso e filante): antibiotici, cortisonici, sedativi, vaccinoprofilassi. Caso 6) Tosse secca dipendente da polmonite cosiddetta infettiva: destrometorfano e sostanze demulcenti (miele, estratto d’acacia e liquirizia), sedativi, farmaci antivirali. Caso 7) Tosse secca dipendente dal fumo: smettere di fumare.
Caso 8) Tosse secca dipendente da tumore al polmone: nessun rimedio ma terapia specialistica articolata.

SUSSIDI TERAPEUTICI E RIMEDI NATURALI-MEDICI

Per calmare i sintomi associati alla tosse (es. mal di gola, febbre, dolore al petto, dolori addominali, prurito), la medicina si avvale di sussidi terapeutici come i comuni analgesici (FANS), tipo il Naprossene, l’Ibuprofene ed il Paracetamolo. Come alternativa ai sedativi di sintesi per la cura della tosse secca di entità lieve o moderata, è possibile servirsi dei rimedi naturali. A tale scopo, si indicano alcune tisane o delle preparazioni erboristiche a base di piante dalle proprietà calmanti ed emollienti, tipo l’altea, la malva, i fiori di tiglio. Per garantire il giusto grado di umidità alla gola e prevenire la disidratazione da tosse secca, si consiglia di bere molti liquidi.

LA BPCO

BPCO è l’acronimo di broncopneumopatia cronica ostruttiva, una patologia caratterizzata da un esordio subdolo e da un decorso lento e progressivo. Soltanto quando un soggetto soffre di BPCO in uno stadio avanzato compaiono i sintomi caratteristici della malattia come dispnea (difficoltà respiratoria, mancanza di fiato anche durante piccoli sforzi), tosse e presenza di espettorato (catarro). “La BPCO non è malattia contagiosa”, dice la medicina. La Scienza Igienistica si chiede in realtà quali mai siano le malattie contagiose, e quali invece gli abbagli e le allucinazioni virali-batteriche a cui sono soggetti i medici infetti da pasteurinismo cronico ed irreversibile.

I VECCHI TERMINI BRONCHITE ED ENFISEMA NON SONO PIÙ IN USO

I vecchi termini bronchite cronica ed enfisema vengono oggi inglobati all’interno della sigla BPCO. La BPCO è una malattia che colpisce i bronchi (bronchite) ma anche i polmoni (enfisema) causandone un lento e progressivo “deterioramento” che diminuisce l’elasticità e la funzionalità polmonare. La BPCO si contraddistingue per una evoluzione lenta, progressiva e irreversibile. La BPCO causa una ostruzione delle vie aeree che ostacolano il normale flusso durante l’espirazione.

BROCHIOLITE ED ENFISEMA PRECURSORI DELLA BPCO

Nella BPCO l’ostruzione al flusso delle vie aeree è causata da due fattori principali che sono 1) Bronchiolite istruttiva, per cui il processo infiammatorio che colpisce i bronchi a causa della prolungata esposizione ad agenti irritanti (fumo, inquinamento ecc.) riduce il calibro delle vie aeree ostacolando i flussi espiratori. Alla infiammazione e al conseguente ispessimento della parete bronchiale si associa spesso una iperproduzione di catarro che si accumula nelle vie aeree contribuendo ad ostruire ulteriormente i flussi espiratori, e 2) Enfisema, processo che attraverso il danno anatomico comporta riduzione della forza di retrazione elastica del parenchima polmonare. L’ostruzione al flusso delle vie aeree causa a sua volta:

IPERINFLAZIONE, CON ESPIRAZIONE LENTA ED INCOMPLETA

In presenza di BPCO la resistenza delle vie aeree aumenta, i flussi espiratori diminuiscono e cresce di conseguenza la durata dell’espirazione. Tale difficoltà ad espellere l’aria contenuta nei polmoni, fa sì che questi non si svuotino completamente durante l’espirazione. Il conseguente intrappolamento di aria causa un rigonfiamento di aria e una limitazione del flusso aereo complessivo.

PERDITA DI EFFICACIA DEI MUSCOLI RESPIRATORI

Nelle fasi avanzate della malattia i flussi espiratori a volume corrente (durante una espirazione tranquilla) sono dello stesso ordine di grandezza di quelli massimali durante espirazione forzata.
In risposta all’accumulo cronico di aria all’interno dei polmoni (iperinsufflazione) il diaframma si appiattisce e la gabbia toracica si dilata. Tali modificazioni obbligano i muscoli della respirazione ad un superlavoro, che a lungo andare compromette la loro funzionalità.

INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E RICORSO ALL’OSSIGENO-TERAPIA

L’evoluzione della BPCO è dunque lenta, progressiva e soprattutto irreversibile. La perdita di efficacia dei muscoli respiratori associata all’ostruzione delle vie aeree diminuisce la tolleranza all’esercizio causando la comparsa di dispnea anche per sforzi di modesta entità. Negli stadi avanzati, una BPCO non trattata, conduce all’insufficienza respiratoria. Per salvare la vita stessa del paziente in questi casi disperati, si rende necessaria l’ossigenoterapia che obbliga il soggetto a convivere per parecchie ore al giorno con una bombola di ossigeno.

SINTOMI DI BPCO

Tosse e catarro cronici spesso precedono di molti anni lo sviluppo della broncopneumopatia cronica ostruttiva. Alcuni pazienti sviluppano invece significative limitazioni dei flussi espiratori in assenza di sintomi respiratori cronici. Spesso agli esordi tali sintomi vengono interpretati come semplice reazione al fumo o all’invecchiamento. I sintomi della BPCO sono 1) Tosse con espettorazione (catarro) cronica, 2) Mancanza di fiato (dispnea) durante sforzi fisici importanti, 3) Mancanza di fiato (dispnea) anche durante sforzi fisici moderati, 4) Impossibilità di svolgere le normali attività lavorative, 5) Difficoltà respiratorie a riposo, sia di giorno che di notte, 6) Senso di spossatezza, 7) Frequenti riacutizzazioni che richiedono il ricovero ospedaliero, 8) Necessità di utilizzare ossigeno terapia anche a domicilio.

PREGIUDIZI, APPROSSIMAZIONI E FACILONERIE ALIMENTARI

Nel caso presente si parla di “Alimentazione corretta”, con uso di carne (pochissima), pesce e formaggi, con timida ammissione di “poca frutta”. Questo è un errore enormemente diffuso, dove si sottovalutano le conseguenze di queste trasgressioni ritenute innocue, mentre in realtà sono gravissime. Se uno è interessato alla salute non può tentennare e transigere. Serve fare una scelta precisa ed immediata che preveda coerenti scelte nella direzione giusta.

I VERI RIMEDI STANNO TUTTI QUI, CHIAMATELI PURE COL NOME CHE VOLETE

Gli esercizi respiratori ritmati-profondi-diaframmatici diventino abitudine regolare e giornaliera, trattandosi di uno dei migliori modi di prevenire i problemi di insufficienza aerobica. Il colon deve essere mantenuto in condizioni di massima funzionalità e di pulizia, per i suoi legami strettissimi con la sinusite. Il sale va tolto dalla dieta. Zuccheri raffinati e dolciumi, farine bianche, carni-formaggi-pesce-latticini-uova-caffè-the e cibi spazzatura vanno eliminati in modo accurato e puntale in quanto produttori di muco e di acidità. Dare grande spazio all’acqua biologica (l’acqua della frutta acquosa), alla clorofilla verde delle verdure, ai bioflavonoidi, al sole, allo zenzero, al crescione, alla rucola, ai ravanelli, al peperoncino piccante, alle cipolle grattugiate, alle patate rosse crude grattugiate (dotate di poteri antibiotici naturali, come tutte le patate crude), a zenzero e aglio masticati come specifico rimedio all’enfisema.

ARTICOLI DA RILEGGERE

Raccomando come al solito lo studio del blog, usando come motori di ricerca bronchite, broncopolmonite, respirazione, fumo, tosse. Segnalo in particolare le seguenti tesine.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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