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DISCORSO DI PUTIN AL FORUM DI SAN PIETROBURGO E VERTICE NATO A MADRID

da 30 Giu 2022Attualità

L’EVENTO È DI UNA SETTIMANA FA

Cosa ha detto Putin nel suo ultimo discorso a Pietroburgo sul nuovo ordine mondiale concepito dalla Russia? Un discorso storico molto importante. Il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo è alla sua 25° Edizione ed è di venerdì 17 giugno. È la risposta russa al Forum di Davos, ambiente in cui tra le altre cose Putin si è formato e ha visto la sua partecipazione fino all’ultima edizione dove non è stato invitato. È quindi un evento molto importante, destinato a diventarlo sempre di più.

UN NUOVO FORUM MONDIALE PER ECCELLENZA

In questa edizione non erano presenti a San Pietroburgo i paesi occidentali perché hanno deciso di non partecipare, pur essendo invitati. Ci sono poi le New Entry come quelle dei Talebani dell’Afghanistan. Se veramente il mondo si spaccherà in due (e sta andando in quella direzione), il Forum di San Pietroburgo potrebbe diventare il World Economic Forum per eccellenza, visto che questa è la visione di Putin e di una larghissima parte della Russia, nonché di un gran pezzo di mondo. Ascoltiamo dunque l’intero intervento del Presidente Russo.


UN CORPOSO DISCORSO SULLA SITUAZIONE ECONOMICA RUSSA E MONDIALE

Cari Amici e Colleghi, saluto i partecipanti e gli ospiti del 25° Forum Internazionale di San Pietroburgo. Si svolge in un momento molto difficile per l’intera comunità mondiale in cui l’economia, i mercati e gli stessi principi del sistema economico globale sono sotto attacco. Molti legami commerciali, produttivi e logistici erano stati in precedenza interrotti dall’epidemia e ora stanno attraversando nuovi momenti difficili. Molti concetti-chiave per gli affari, come reputazione aziendale, inviolabilità e fiducia nelle valute mondiali sono stati completamente minati dai nostri partner in Occidente per motivi di ambizione e al fine di preservare illusioni geopolitiche ingiustificate.

L’ORDINE UNIPOLARE NON È PIÙ SOSTENIBILE

Oggi esporrò il mio punto di vista sulla situazione globale. Mi soffermerò in dettaglio su un ambiente in dinamica evoluzione. Un anno e mezzo fa, parlando al Forum di Davos, sottolineai che l’era dell’ordine mondiale unipolare è finita. Voglio iniziare con questo tema. È finita nonostante tutti i tentativi di conservarlo con ogni mezzo. I cambiamenti sono un corso naturale della storia. C’è di mezzo la diversità del pianeta, la ricchezza delle culture. È difficile combinare con i modelli politici ed economici e di altro tipo, modelli che qui non funzionano, modelli che sono brutalmente senza alternative e imposti da un centro. Il difetto sta nella stessa formula di un potere forte con una cerchia ristretta di stati vassalli e tutte le regole degli affari e delle relazioni internazionali interpretate nell’interesse di questo potere forte e centralizzato. Un mondo basato su tali dogmi è decisamente insostenibile.

CAMBIAMENTI INESORABILI IN CORSO, MENTRE GLI STATI UNITI SI CREDONO ANCORA PRESCELTI DAL SIGNORE

Gli Stati Uniti, dopo aver dichiarato la loro vittoria nelle guerra fredda, si sono dichiarati pure Messaggeri del Signore in Terra. Non hanno obblighi ma solo interessi e interessi. Sono diventati sacri. Non sembrano accorgersi che nei decenni si sono formati nuovi e importanti centri sul pianeta, e sono sempre più forti. Ciascuno di questi centri sviluppa i propri sistemi politici e le proprie istituzioni pubbliche. Ciascuno attua i propri sistemi di crescita economica e naturalmente ha il diritto di proteggerli e di garantire la sovranità nazionale. Si tratta di processi oggettivi, di cambiamenti rivoluzionari nella geopolitica e nella economia globale, nella sfera tecnologica, nell’intero sistema delle relazioni internazionali, dove sta crescendo naturalmente il ruolo di stati e di regioni dinamiche e promettenti i cui interessi non possono più essere ignorati. Ripeto, questi cambiamenti sono INESORABILI.

OCCIDENTE PREDA DELLA ILLUSIONE DEL SUO ETERNO DOMINIO

Ed è un errore credere che il tempo dei cambiamenti turbolenti possa attendere e che presumibilmente tutto tornerà come prima. Non lo sarà. Sembra tuttavia che le elite dominanti, tra cui gli stati occidentali, siano proprio avvolte da questa illusione che tutto possa tornare come prima. Non vogliono notare cose ovvie e si aggrappano ostinatamente alle ombre del passato. Ad esempio credono che il dominio dell’Occidente nella politica e nell’economia globale abbia un valore e una durata immutabile ed eterna. Ma niente è eterno.

I PAESI OCCIDENTALI MANTENGONO UNA MENTALITÀ DA PADRONI E DA COLONIZZATORI

I nostri colleghi occidentali non si limitano a negare la realtà. Stanno cercando di contrastare il corso della storia e pensano in termini del secolo scorso. Sono prigionieri delle loro illusioni. Considerano il mondo esterno come la periferia, come il loro cortile. Trattano gli altri paesi come fossero delle colonie. Le persone che vivono lì vengono considerate di seconda classe. Considerano se stessi eccezionali e tutti gli altri sono pertanto di seconda classe. Da qui l’irrefrenabile desiderio di punire, di cacciare economicamente chi si sottrae dai loro diktat e da chi si distingue, chi non intende obbedire ciecamente. Inoltre impongono speditamente la propria etica e le proprie opinioni sulla cultura, impongono le proprie idee sulla storia. Talvolta mettono in discussione la sovranità e l’integrità degli stati, creando una minaccia alla loro esistenza.

ASSURDO ATTACCO DI RUSSOFOBIA

Basta ricordare il destino della Yugoslavia e della Siria, della Libia e dell’Iraq. Qualche ribelle non può essere perseguitato e fatto tacere, e allora cercano di isolarlo e di cancellarlo. Tutto viene utilizzato, anche lo sport, il movimento olimpico, la cultura, i capolavori dell’arte che vengono cancellati per il solo motivo che gli autori sono di origine scomoda e sbagliata. Questa è la natura dell’attuale attacco di russofobia in Occidente, e delle forti sanzioni contro la Russia, sanzioni pazze e sconsiderate.

SFACCIATO DESIDERIO DI SCHIACCIARE L’ECONOMIA RUSSA

Il loro numero, così come la velocità di approvazione, non conosce precedenti. Il calcolo era chiaro, sfacciatamente, come un colpo secco. Schiacciare l’economia russa, causa della distruzione delle catene commerciali, del ritiro forzato delle aziende occidentali dal mercato russo, causa del congelamento dei beni nazionali. Colpire l’industria, le finanze, e lo standard di vita delle persone. Ma tale piano non ha funzionato. Ovviamente non ha funzionato. Non si è materializzato. Gli imprenditori e le autorità russe hanno lavorato in modo mirato e professionale. I cittadini hanno mostrato solidarietà e responsabilità. Stiamo gradualmente normalizzando la situazione economica. In primo luogo abbiamo stabilizzato i mercati finanziari, il sistema bancario e la rete commerciale. Poi abbiamo cominciato a saturare l’economia di liquidità e di capitale circolante per mantenere la stabilità delle imprese, l’occupazione e i posti di lavoro.

PROPAGANDA NEGATIVA USATA COME STRUMENTO DI GUERRA

Le cupe previsioni sulle prospettive per l’economia russa che si facevano a inizio primavera non si sono avverate. Allo stesso tempo è chiaro che il motivo per cui queste campagne di propaganda sono state concepite e gonfiate. Abbiamo tutte queste favole su un dollaro equivalente a 200 rubli, e sul crollo della nostra economia nel suo insieme. Tutto questo era un infame strumento di guerra dell’informazione. Fattore di impatto psicologico sulla società russa e sui circoli economici interni. A proposito, alcuni dei nostri esperti hanno creduto a tali previsioni esterne sul crollo dell’economia russa e sull’indebolimento della valuta nazionale, il Rublo. La realtà comunque ha confutato tali previsioni.

SIAMO IN GRADO DI AFFRONTARE QUALSIASI SFIDA

Tuttavia vorrei sottolineare che, per raggiungere il successo pieno, dobbiamo valutare la situazione nel modo più onesto e realistico possibile. Allo stesso tempo dobbiamo essere indipendenti nelle nostre conclusioni cercando di credere nella nostra forza in modo fermo. Questo è molto importante. Siamo persone forti e siamo in grado di affrontare qualsiasi sfida, siamo forti quanto lo erano i nostri antenati. Risolveremo ogni nostro problema al meglio. Lo dimostra la storia millenaria del nostro Grande Paese.

STIAMO LAVORANDO AL MEGLIO PER STABILIZZARE IL PAESE

Letteralmente tre mesi dopo il massiccio pacchetto di sanzioni abbiamo saputo bloccare l’impennata dell’inflazione, che aveva raggiunto il livello del 17,8%. Come sapete, l’inflazione oggi è al 16,7% e continua a diminuire. La dinamica economica si sta stabilizzando. Le finanze pubbliche sono stabili e ordinate. Farò qui di seguito un confronto con le altre regioni del mondo. Sì, certo, il 16,7% è una inflazione ancora elevata. Dobbiamo continuare a lavorare su questo, ma sono sicuro che ce la faremo. Nei primi 5 mesi di questo anno il bilancio federale si è chiuso con con un avanzo di 1,5 trilioni di rubli e il bilancio consolidato con un avanzo di ben 3,3 trilioni di rubli. Allo stesso tempo, l’avanzo del blocco federale, nel solo mese di maggio è ammontato a quasi mezzo trilione di rubli, superando di oltre 4 volte la cifra del maggio precedente.

I DATI ECONOMICI CI STANNO DANDO RAGIONE

Oggi il nostro compito è di creare le condizioni per aumentare la produzione. Mentre l’offerta nel mercato interno si sta allineando con la crescita della domanda e del credito bancario. L’ho già detto che abbiamo adottato misure speciali per reintegrare il capitale circolante delle aziende. Le società in quasi tutti i settori hanno ricevuto il diritto a differire nei pagamenti dei premi assicurativi per tutto il 2° trimestre di questo anno. Inoltre le imprese manifatturiere hanno altre possibilità ancora. Possono addirittura sfruttare risorse nel 3° trimestre. Si tratta infatti di un prestito a tasso zero da parte dello stato. In futuro, per i pagamenti dilazionati sui premi assicurativi non devono essere pagati tutti in una sola volta ma in diverse rate tutte uguali per 12 mesi a partire da giugno del 2023. Oltre a questo, da maggio in avanti il tasso sui mutui agevolati è stato ridotto e si attesta ora al 9%. Allo stesso tempo il programma di tasso agevolato è stato prorogato fino alla fine del prossimo anno.

DIAMO ASSOLUTA PRIORITÀ AL BENESSERE DEI CITTADINI E DELLE AZIENDE

Come ho già detto, lo scopo di queste misure è di aiutare i cittadini a risolvere i problemi abitativi, soprattutto l’edilizia e le industrie ad essa connesse. In questo settore sono impiegati milioni di lavoratori. Dopo un aumento in primavera, i tassi di interesse dell’economia russa stanno gradualmente diminuendo. La banca centrale abbassa il tasso di rendimento e, a questo proposito, ritengo possibile abbassare un’altra volta il tasso dei mutui agevolati portandolo al 7%. La durata del programma rimane invariata fino al termine dell’anno. Significa che i nostri cittadini possono migliorare le proprie condizioni di vita utilizzando questo vantaggio entro la fine di questo anno. Vengono mantenuti anche gli importi massimi del prestito. 15 milioni di rubli per Mosca e San Pietroburgo, e 7 milioni per gli altri soggetti della Federazione. Aggiungo che per noi è importante incrementare la disponibilità di risorse finanziarie a lungo termine e la disponibilità di credito per l’economia. Nel prossimo futuro la fase di sostegno all’attività imprenditoriale dovrebbe spostarsi con le misure di stimolo fiscale e con i meccanismi di mercato e del credito bancario.

LE SANZIONI CAUSANO UN EFFETTO A DOPPIO TAGLIO

Pertanto, per aumentare la capacità del Project Finance Sector presteremo 120 miliardi di rubli al National Helper Fund. Tali iniziative forniranno prestiti aggiuntivi per consentire la realizzazione dei progetti richiesti, per importi di mezzo trilione di rubli. La guerra lampo economica contro la Russia non aveva alcuna possibilità di riuscita. Allo stesso tempo l’arma delle sanzioni come sapete, e la storia degli ultimi anni lo dimostra, è a doppio taglio. Infligge danni anche maggiori agli stessi ideologi e progettisti delle sanzioni. E non si tratta solo delle attuali ovvie conseguenze. Sappiamo che tra i leader dei paesi europei, a livello di conversazioni informali, discutono furtivamente prospettive decisamente inquietanti. E cioè che le sanzioni possono essere applicate non solo contro la Russia ma anche contro qualsiasi stato considerato discutibile o amico della Russia. Prima o poi questo assurdo concetto potrà interessare tutti, compresi gli stessi membri della Comunità Europea. Finora le cose non sono arrivate fino a tal punto. I politici europei hanno già inflitto qualche duro colpo. I maggiori danni però se li sono fatti da soli, con le loro stesse mani.

IN EUROPA ESISTE UN DIFFUSO AUMENTO DEI PREZZI

Vediamo come i problemi sociali ed economici si sono aggravati in Europa e negli Stati Uniti, vediamo come è cresciuto il costo dei beni, del cibo, del gas, dei carburanti per le auto e i camion. Vediamo come sta peggiorando la qualità della vita degli europei e la competitività delle loro imprese si sta perdendo. Secondo gli esperti solo le perdite dirette calcolate e dovute alla febbre delle sanzioni, nel prossimo anno soltanto, potrebbero superare i 300 miliardi di dollari. E questo è il prezzo di decisioni avulse da ogni realtà e prese contro il buon senso. Questi danni enormi sono a carico della popolazione e delle imprese della Unione Europea.

SALARIO MINIMO, PENSIONI E TUTELA DELLA FASCIA SOCIALE DEI MENO ABBIENTI

La crescita dell’inflazione in alcuni paesi della Eurozona ha già superato il 20%. Ho parlato prima della nostra inflazione interna, ma quella dei paesi europei, nonostante non siano impegnati in operazioni e in spese di conflitto o in spese militari specifiche almeno per ora, è in notevole aumento. Anche negli USA l’inflazione è a livelli insostenibili, la più alta degli ultimi 40 anni. Sì certo pure la nostra è a doppia cifra, però noi abbiamo effettuato l’indicizzazione dei pagamenti sociali e delle pensioni, abbiamo innalzato il salario minimo e il salario dignitoso, tutelando così la fascia sociale dei meno abbienti. A loro volta, gli alti tassi di interesse hanno permesso di elevare i risparmi alle persone. Ovvio che per le imprese c’è qualche preoccupazione. Un tasso-chiave sta premendo sull’economia. Per i cittadini però nella maggior parte dei casi è un vantaggio. Hanno depositato una notevole quantità di denaro nelle banche a un tasso d’interesse elevato. Questa è la principale differenza rispetto ai paesi dell’Unione Europea, dove la crescita dell’inflazione porta direttamente a una erosione dei redditi reali nella popolazione e ne consuma i risparmi.

PROBLEMI SOCIALI NELLA SOCIETÀ OCCIDENTALE

Anche le perdite delle imprese europee sul mercato russo hanno gravi conseguenze nel lungo termine. Il risultato qui è ovvio. Esiste un rallentamento sistemico di crescita della economia europea per gli anni a venire. Tutto questo porta a un aggravamento dei problemi sociali nella società occidentale. Devo citare queste cose, perché essi puntano sempre il dito contro di noi, mentre nei loro stessi paesi si aggrava la situazione e comporta divisioni e diseguaglianze nelle loro condizioni economiche e sociali. Il problema non è solo a livello di benessere ma riguarda pure gli orientamenti valoriali. Queste tradizioni sagge sono state soppresse, ovvero sono state spazzate e nascoste sotto il tappeto.

VOTAZIONI BURLA CHE NON PORTANO A NIENTE

Le procedure burocratiche e le elezioni in Europa sono una specie di commedia. Si osserva il gioco delle forze che perdono consenso e di altre che emergono. A noi sembra tutto uno scherzo, i partiti sono tutti uguali. Le differenze tra un partito e l’altro sono nulle. Gli interessi dei cittadini e delle imprese nazionali vengono spinti sempre più lontano nel cortile di casa, nelle periferie insignificanti. Tale separazione dalla realtà porta inevitabilmente a una ondata di populismo e alla nascita di movimenti estremi e radicali. Questo implicherà dei cambiamenti socio-economici, un degrado generale e, nel prossimo futuro, un cambiamento delle elite. I giochi tradizionali come vedete perdono sempre. Appaiono alcune nuove formazioni, ma si differiscono di poco rispetto a quelle tradizionali e hanno poche possibilità di sopravvivenza. Come dire, tentativi di fare bella figura in una brutta partita. Tutti i discorsi sui presunti costi accettabili in nome delle pseudo-unità non possono nascondere il problema principale. Qual è questo problema che angustia molti in Occidente?

LA NOSTRA OPERAZIONE MILITARE SPECIALE NEL DONBASS NON C’ENTRA COL PEGGIORAMENTO DELL’ECONOMIA GLOBALE

Il problema è che l’Unione Europea ha finalmente perso la sua sovranità politica e le sue elite burocratiche. Stanno ballando per qualche musica altrui, accettando tutto ciò che gli viene detto dall’alto, danneggiando la propria popolazione e la propria economia, i propri affari. Cos’altro c’è di fondamentale importanza? Il peggioramento della situazione nella economia globale non è l’unica questione di questi ultimi mesi. Ora mi concentrerò su cose che ritengo estremamente importanti. Quello che sta succedendo non è conseguenza di questi mesi, ovviamente non lo è. Inoltre, non è di certo il risultato di una operazione militare speciale condotta dalla Russia nel Donbass.

GUARDIAMO PIUTTOSTO ALLE POLITICHE IRRESPONSABILI ATTUATE DAI PAESI DEL G7

Tali affermazioni sono francamente deliberate distorsioni dei fatti. La nostra operazione non ha portato aumento dell’inflazione e nemmeno allo sconvolgimento dei mercati delle materie prime. È diventato un dato di fatto molto prima degli eventi di questo anno. Il mondo è stato costantemente spinto in questa situazione da molti anni di politiche internazionali irresponsabili dei cosiddetti paesi del G7, e dalle emissioni incontrollate di denaro, con aumento dei debiti non garantiti. Questi processi hanno accelerato e si sono intensificati solo all’inizio dell’epidemia Coronavirus nel 2020, quando sia l’offerta che la domanda di beni e servizi si è ridotta drasticamente a livello globale.

AMMINISTRAZIONE STATUNITENSE E BUROCRAZIA EUROPEA AL TRAINO SI FACCIANO UN ESAME DI COSCIENZA

La domanda da porsi è la seguente: cosa c’entra la nostra azione militare nel Donbass? Non ha niente a che vedere con tutto ciò. Le principali istituzioni occidentali hanno semplicemente avviato la stampante dei soldi. In modo sofisticato hanno iniziato a nascondere disavanzi di bilancio. Un fatto senza precedenti. Ho già menzionato le cifre. Negli ultimi due anni l’offerta di moneta negli Stati Uniti è cresciuta di oltre il 38%. In passato c’era già stato un aumento di offerta di moneta, però lungo decenni. Ma qui in 2 anni il 38% è pari a 5,9 miliardi di dollari. In confronto solo pochi paesi al mondo hanno un PIL maggiore. Anche l’offerta di moneta nella UE è aumentata notevolmente nello stesso periodo. Il suo volume è salito del 20%, cioè di 2,5 trilioni di euro. La nostra azione per liberare il Donbass nulla a che vedere con tutto questo. L’odierno aumento dei prezzi, l’inflazione, il problemi con il cibo e il carburante e la benzina, il settore energetico in crisi, sono la conseguenza di errori sistemici nelle politiche economiche dell’Amministrazione Statunitense e della burocrazia europea. Ecco il vero motivo. Per loro, oltretutto, l’inizio della nostra operazione nel Donbass è stata ed è un’ancora di salvezza che consente di incolpare gli altri dei propri errori di calcolo, in questo caso di incolpare la Russia.

STAMPARE DENARO NON SIGNIFICA PRODURRE RICCHEZZA

Tutti coloro che hanno almeno avuto una istruzione elementare comprendono le vere ragioni della situazione attuale. Le potenze occidentali hanno stampato danaro in grandi quantità. E poi, dove mai sono finiti quei soldi? Ovviamente nell’acquisto di beni e servizi al di fuori dei paesi occidentali. È lì che scorrevano fiumi di danaro. Hanno cominciato a svuotare, a rastrellare i mercati globali.

GLI STATI UNITI DISPONGONO PERALTRO DI UNA ECCELLENTE AGRICOLTURA

Certo che nessuno ha pensato agli interessi degli altri stati, compresi quelli più poveri. E nessuno può pensarci. Ci sono rimasti quelli che si chiamano gli scarti. A fine 2019 le importazioni di merci verso gli Stati Uniti ammontavano a circa 200 miliardi di dollari al mese. Ora sono cresciute a 350 miliardi. È interessante notare che la crescita è stata del 40%, in precisa proporzione al pompaggio di moneta in dollari. Stampavano, distribuivano denaro, e con questo denaro rastrellavano tutte le merci nei mercati. C’è da dire che gli Stati Uniti sono da tempo uno dei principali fornitori di cibo sul mercato mondiale, e sono meritevolmente orgogliosi della loro agricoltura, delle loro tradizioni contadine. E peraltro sono un esempio per molti di noi, anche per noi stessi.

PREZZI ALLE STELLE E INFLAZIONE DIFFUSA

Ma oggi il ruolo dell’America è cambiato radicalmente. Da esportatore netto di cibo è diventato importatore netto. In poche parole stampano danaro e attirano flussi di merci su se stessi, acquistando in tutto il pianeta. Nella Unione Europea si osservano tassi ancora più elevati nelle importazioni di merci. È chiaro che un così forte aumento delle spese, non sostenuto da un aumento della produzione, ha lasciato una ondata di carenze e di inflazione. Ecco da dove viene questa inflazione globale. Negli ultimi 2 anni quasi tutto nel mondo è aumentato di prezzo. Materie prime, beni di consumo, e soprattutto cibo. Sì certo, questi paesi continuano a importare, ma il bilancio tra un forte import è già nell’altra direzione. Sono 127 miliardi di dollari in più rispetto all’export. Di cosa stiamo parlando? Secondo le Nazioni Unite, nel febbraio di questo anno l’indice globale del costo alimentare era superiore del 50% rispetto al maggio 2020, e l’indice composito delle materie prime è raddoppiato nello stesso periodo. Nel mezzo di una tempesta inflazionistica molti dei paesi in via di sviluppo hanno una domanda ragionevole. Perché scambiare merci con dollari e euro che stanno perdendo valore davanti ai nostri occhi?

RISORSE VALUTARIE OCCIDENTALI IN COSTANTE DEPREZZAMENTO

Suggerisco una conclusione. L’economia delle entità immaginarie è inevitabilmente da sostituire con l’economia dei valori reali e dei beni. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, ora ci sono 7,1 trilioni di dollari e 2,5 trilioni di euro nelle riserve valutarie globali. Questo denaro si sta deprezzando a un ritmo dell’8% l’anno. Oltre a ciò, questi soldi possono essere confiscati se agli Stati Uniti non piace qualcosa nella politica di alcuni stati. Questo vale per molti paesi che mantengono le loro riserve di oro e di valuta estera. Nei prossimi anni il processo di conversione delle riserve globali sarà avviato dalle valute che prendono valore nel tempo. Verranno convertite in risorse reali come cibo, energia e materie prime. Questo processo stimolerà ulteriormente l’inflazione globale del dollaro. Per quanto riguarda l’Europa poi, fallita la politica energetica, per scommesse cieche sulle fonti rinnovabili e sugli approvvigionamenti-spot di gas naturale, si è ritrovata con un indesiderato aumento del costo dell’energia. Si osserva che dal 3° trimestre dello scorso anno ha dato un ulteriore contributo negativo all’aumento dei prezzi.

ESISTE UN PROBLEMA FERTILIZZANTI

I prezzi sono saliti alle stelle e adesso stanno cercando di nuovo i colpevoli. Gli errori di calcolo occidentali non solo hanno influito sulla lievitazione del costo di beni e servizi, ma hanno portato pure a una diminuzione nella produzione di fertilizzanti. In particolare dell’azoto, prodotto derivato dal gas naturale. Solo dalla metà dello scorso anno e da febbraio di questo anno il prezzo dei fertilizzanti è aumentato di oltre il 70%. Oggi non ci sono poi i 3 requisiti necessari per cambiare tali tendenze di prezzo. Al contrario, in questo contesto, il lavoro delle imprese, della logistica, della fornitura dalla Russia e dalla Bielorussia sono bloccati. Pertanto la situazione è ancora a un punto morto.

SI RIPARLA DI FAME NEL MONDO

Non è che sia difficile calcolare il successivo e il futuro sviluppo degli eventi da questo punto di vista. Deficienza di fertilizzanti significa diminuzione delle rese. Il che significa che aumenteranno i rischi di una fornitura insufficiente di cibo nel mercato mondiale, e i prezzi saliranno ancora di più. E questo minaccerà la fame soprattutto nei paesi poveri. E sarà tutto sulla coscienza dell’amministrazione statunitense e della burocrazia europea! Alcuni demagoghi cercano di spostare la responsabilità di tutto quanto accade all’economia mondiale sul nostro paese.

È IN CORSO UNA CATASTROOFE MONETARIA

Certo, potremmo essere contenti di sapere che siamo così potenti ed onnipotenti. Stiamo soffocando l’inflazione nei cieli dell’Occidente, negli Stati Uniti e in Europa.
Stiamo facendo qualcosa che fa venire la febbre a tutti. Forse sarebbe bello per noi sapere che possediamo tale potere, ma non è così. La situazione è maturata negli anni, spronata da chi è abituato a risolvere i suoi problemi a spese di qualche altro. Chi si è affidato e tuttora si affida al meccanismo della emissione monetaria per trascinare i flussi commerciali, finisce per esacerbare i disavanzi e provocare catastrofi monetarie in molte regioni. Vorrei aggiungere che questa è tendenzialmente la stessa politica coloniale predatoria, ma ovviamente in una nuova forma, in una nuova edizione, molto più sottile e sofisticata, sofisticata a tal punto che non capirete cosa sta succedendo.

LA RUSSIA HA RISOLTO DA TEMPO LA SICUREZZA ALIMENTARE INTERNA

Adesso il compito più importante per l’intera comunità mondiale è aumentare la fornitura di prodotti alimentari. Soprattutto per il soddisfacimento dei bisogni dei paesi che hanno necessità di cibo. La Russia, garantendo la sua sicurezza alimentare interna e il suo mercato interno, è in grado di aumentare significativamente le esportazioni di cibo e di fertilizzanti. Ad esempio, il volume delle nostre consegne di grano. La prossima stagione il volume delle nostre consegne di grano potrebbe aumentare fino a 50 tonnellate. Inizieremo in via prioritaria le nostre consegne verso quei paesi dove il bisogno di cibo è maggiore e dove vi è il rischio di aumento del numero di persone che soffrono la fame.

LA RUSSIA È PRONTA A DARE IL SUO CONTRIBUTO ALL’EQUILIBRIO DEI MERCATI

Parliamo in particolare dei paesi africani e medio-orientali. Tuttavia anche qui ci sono difficoltà che sorgono non per colpa nostra. Sì, perché gli Americani hanno imposto sanzioni sui fertilizzanti, seguiti subito dagli Europei. Poi però Washington le ha cancellate. Si sono resi conto dove stavano andando a finire. Ma gli Europei no. La loro burocrazia funziona semplicemente come le macine di un mulino del 18° secolo. Tutti ormai si sono resi conto di aver fatto qualcosa di stupido, ma è difficile tornare indietro, quando ci sono di mezzo ragioni burocratiche. Quindi, ripeto, la Russia è pronta a dare il suo contributo all’equilibrio dei mercati agricoli mondiali, e vede con favore l’apertura al dialogo. Su questo tema, parte dei colleghi delle Nazioni Unite sono d’accordo in quanto comprendono la situazione alimentare planetaria. Occorre creare le condizioni normali, la politica finanziaria e di trasporto per aumentare le esportazioni russe di cibo e fertilizzanti.

NON OSTACOLIAMO AFFATTO LE ESPORTAZIONI UCRAINE

Quanto alle forniture alimentari ucraine ai mercati mondiali noi non interferiamo, per l’amor di Dio! Garantiremo la sicurezza della navigazione e delle navi civili. Non c’è alcuna chiusura. Ma di cosa stiamo parlando? L’USDA stima che si tratti di 6 milioni di tonnellate di grano. Secondo le nostre stime in realtà sono intorno alle 5 e da qualche altra parte ci sarebbero 7 milioni di tonnellate di mais e questo è tutto. Se teniamo presente che nel mondo si producono 800 tonnellate di grano, i 5 milioni del mercato ucraino, per il mercato mondiale, non fanno alcuna differenza. Tuttavia ci sono delle possibilità per le esportazioni di questi prodotti e non solo attraverso i porti del Mar Nero. Si può esportare anche attraverso la Bielorussia, peraltro in modo più economico, o verso la Polonia e la Romania. Potete esportare quanto e dove volete. Ci sono almeno 5 o 6 opzioni al ritiro per queste merci. Il problema comunque non riguarda noi, ma riguarda l’adeguatezza delle persone che sono al potere a Kiev.

IL GRANO NON DEVE SERVIRE PER L’ACQUISTO DI ARMAMENTI

Lasciamo che decidano loro la via da seguire. Ma esiste un altro pericolo. Ed è che questo grano venga utilizzato per pagare le armi fornite dall’Occidente, e questo sarebbe molto triste e anche colmo di insidie. Cari Amici, come ho già detto, il mondo moderno sta attraversando un’era di cambiamenti cardinali. Le istituzioni integrali crollano e falliscono. Le garanzie di sicurezza si sono svalutate. L’Occidente ha fondamentalmente rifiutato di adempiere ai suoi precedenti obblighi. Era semplicemente impossibile raggiungere nuovi accordi con loro. Nella situazione attuale, sullo sfondo di crescenti rischi e di minacce per noi, la decisione della Russia di condurre una operazione militare speciale è forzata, difficile certo, ma inevitabile e necessaria.

ABBIAMO IL DIRITTO DI DIFENDERE SICUREZZA E SOVRANITÀ

Questa è la decisione di un Paese Sovrano. È nel diritto incondizionato basato tra l’altro sulla Carta delle Nazioni Unite, di difendere la propria sicurezza. Una decisione volta a proteggere i nostri cittadini residenti nelle Repubbliche del Donbass, che per 8 lunghi anni hanno subito il genocidio dal regime di Kiev e dai neonazisti che hanno ricevuto la piena protezione dell’Occidente. L’Occidente non solo ha cercato di attuare lo scenario anti-Russia, ma ha anche guidato lo sviluppo militare sul territorio ucraino, letteralmente pompando l’Ucraina con armi e filiere militari. E continua a farlo anche adesso.

I VERI OBIETTIVI DELLA NATO SONO DI ATTESTARSI A RIDOSSO DEI NOSTRI CONFINI

Ad essere onesti, nessuno presta attenzione allo sviluppo dell’economia, al benessere delle persone che ci vivono. Non gliene frega niente, in alcun modo. L’unico scopo è creare un punto di appoggio della NATO nell’Est, diretto contro la Russia, per coltivare l’aggressività, l’odio e la Russofobia. Oggi i nostri soldati, i nostri ufficiali, la nostra milizia nel Donbass stanno combattendo per proteggere la loro gente. Difendono il diritto della Russia allo sviluppo sicuro come un grande paese multi-nazionale che prende decisioni da solo, che determina il proprio futuro, che fa affidamento sulla sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni, e che rifiuta tutti i tentativi di imporre pseudo-valori dall’esterno. Tutti i compiti dell’operazione militare speciale saranno sicuramente portati a termine grazie all’eroismo dei nostri soldati, grazie al coordinamento dell’intera società Russa che dà forza e sostegno all’Esercito e alla Marina.

CREDIAMO FERMAMENTE ALLA NOSTRA CAUSA

La profonda comprensione della giustezza e della giustizia storica della nostra causa, che è costruire e rafforzare un potere sovrano, è fondamentale. Cosa voglio sottolineare? Voglio sottolineare un punto-base che è la Sovranità del 21° Secolo. Essa non può essere parziale o frammentaria, tutti i suoi elementi sono ugualmente importanti. Per noi conta molto non solo difendere questa sovranità, la nostra sovranità politica e la sovranità nazionale, ma anche rafforzare tutto ciò che determina l’indipendenza economica del paese, la sua indipendenza finanziaria, culturale, tecnologica, e la sua autonomia politica.

È SBAGLIATISSIMO FARE GUERRA ALLA RUSSIA

Questa concezione delle sanzioni occidentali è stata costruita sulla falsa tesi che la Russia non è sovrana dal punto di vista economico, e che è criticamente vulnerabile. Erano così diffusi i miti sulla arretratezza della Russia che loro ci credevano fermamente. Hanno pianificato la loro guerra-lampo economica. Non si sono accorti di come è cambiato il nostro Paese negli ultimi anni. Hanno semplicemente ignorato i fatti reali.

LE SANZIONI HANNO RESO LA SITUAZIONE PIÙ COMPLICATA

Questi cambiamenti sono il risultato del nostro lavoro pianificato per costruire una struttura macro-economica sostenibile, per garantire la sicurezza alimentare, per implementare i programmi di sostituzione delle importazioni, per creare il nostro sistema dei pagamenti e così via. Naturalmente le restrizioni poste dalle sanzioni hanno reso molti compiti difficili al paese. Alcune aziende continuano a riscontrare problemi con i componenti. Alcune soluzioni tecnologiche sono diventate inaccessibili alle nostre aziende. La logistica si è interrotta.

LE DIFFICOLTÀ SERVONO DA STIMOLO PER MIGLIORARE

A parte tutto ciò, questo ci apre delle opportunità. Ne parliamo spesso. Tutto questo è un incentivo a costruire una economia che abbia pieno potere produttivo tecnologico, personale scientifico e autonomia. Naturalmente un tema così complesso non può essere risolto in un baleno. Abbiamo necessità di portare avanti il lavoro sistematico di costruzione del nostro futuro. È proprio così che sta facendo la Russia. Si stanno realizzando e mettendo in atto piani a lungo termine per lo sviluppo dei vari settori dell’economia e per favorire l’aspetto sociale. I test attuali apportano solo aggiustamenti e perfezionamenti a questi piani, ma non cambiano il loro focus strategico.

SIAMO CONSAPEVOLI DI POTER DARE UN CONTRIBUTO ALLO SVILUPPO GLOBALE

Vorrei concludere sui principi-chiave in base ai quali si svilupperà il nostro Paese e la nostra Economia. Il primo punto è l’Apertura. I paesi veramente sovrani sono sempre impegnati in un partnernariato equo, dando il loro contributo allo sviluppo globale. Al contrario, quelli che sono deboli e dipendenti, sono occupati a creare nemici, a piantare xenofobia, a disperdere la loro originalità, la loro identità, per seguire ciecamente i poteri forti.

INTENDIAMO INTERAGIRE IN MODO APERTO CON TUTTI

Ebbene, la Russia, nonostante il fatto che i nostri amici del cosiddetto Occidente lo sognino letteralmente, non seguirà mai la strada dell’auto-isolamento e dell’autarchia. Inoltre, ci stiamo espandendo e continueremo ad ampliare l’interazione con tutti coloro che sono interessati a questo, a quelli che vogliono lavorare con noi. Ce ne sono molti e non sto qui ad elencarli. Vi dico solo che tali paesi rappresentano la maggioranza delle persone sulla Terra.

Vladimir Putin


COMMENTO FINALE DI VV

UNA SETTIMANA DI ININTERROTTI BOLLETTINI DI GUERRA

È trascorsa appena una settimana da questo discorso di Putin. Una settimana dove hanno continuato a succede le solite cose, nei soliti modi e raccontate con i soliti schemi. Una musica alquanto noiosa e priva di valore. Un Zelenski che chiede ogni giorno soldi per nuovi armamenti e non certo per cibo e altre risorse.

VERTICE NATO A MADRID

Si è aperto martedì 28 giugno il vertice NATO a Madrid. Il presidente Jens Stoltenberg ha incentrato il suo intervento, come del resto ci si aspettava, sulla competizione, sull’aumento delle forze NATO a 300.000 soldati pronti a intervenire dovunque ci siano delle emergenze, alle spese extra annue di 350 miliardi di dollari in armamenti.

AMERICA CHE TRASCINA I PAESI-BALOCCO DELL’EUROPA DOVE VUOLE LEI

Un evento dunque di grande portata. Quello più significativo dai tempi della guerra fredda, guerra che evidentemente non ha mai terminato di esistere. Nel mirino della NATO sia la Russia che la Cina, in lotta continua per la conquista di mercati nel continente africano ed altrove.

RISCHIO CONCRETO DI AGGRAVAMENTO IRREPARABILE DEL CONFLITTO EST-OVEST

Un discorso non certo di pace ma di guerra, carico di insidie, di falsità e di contraddizioni, di odio e di cinismo, carico di chiusure e di minacce, con le solite accuse contro Putin e con le solite versioni trite e ritrite dei fatti. Un discorso che piacerà tantissimo ai produttori di aerei, di sommergibili, di elicotteri e di mine, dislocati in America e in Italia soprattutto. Un discorso che implica gravissimi rischi di un conflitto nucleare di portata planetaria. Non esiste un singolo punto di allineamento e di accordo ma 1000 punti di intolleranza e di confronto. Praticamente un discorso intriso di cinismo bellico, di arroganza e di presunzione. Nessuna meraviglia che la Russia intensifichi la sua azione a sostegno della sua sicurezza e dei suoi confini.

Valdes Sepich Vaccaro

DISCLAIMER

Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni presenti su questo sito hanno solo scopo informativo, non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Scritto da Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro, classe 1943, è ricercatore indipendente, divulgatore e filosofo della salute, orgogliosamente NON-medico. Da sempre ha fatto della dieta vegeto-crudista tendenziale, dell’amore per gli animali e la natura un modo di essere e uno stile di vita, in tutta autonomia e libertà. Valdo ha tenuto centinaia di conferenze in giro per l’Italia e nel mondo trattando vari temi tra cui salute, etica, attualità e altro ancora. Al momento, oltre all’attività sul blog, è direttore scientifico e docente della HSU – Health Science University, la prima scuola di Igienismo Naturale Italiana.

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