DIVERTICOLITE DI MECKEL

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LETTERA

Buonasera Dottore, scusi se la disturbo ma volevo chiederle se lei si è mai interessato di aderenze intestinali. Purtroppo due anni fa sono stata operata d’urgenza per occlusione intestinale da strozzatura del diverticolo di Meckel e da allora la mia qualità di vita sta peggiorando ogni giorno di più.

In seguito ad una colonscopia di controllo hanno visto che sono piena di briglie aderenziali. Ora ho medici che mi consigliano di operare in laparoscopia per toglierle ed altri che mi dicono di aspettare l’eventuale urgenza perché aderenza crea aderenza. Sono molto confusa ed anche non le nascondo impaurita. Grazie della sua attenzione.

Dorina

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RISPOSTA

NESSUNA ESPERIENZA CLINICA VISTO CHE NON FACCIO IL MEDICO

Ciao Dorina. Mi chiedi se mi sono mai interessato di aderenze intestinali. La risposta è del tutto negativa se ti riferisci ad esperienze cliniche. Ma ti darei la stessa risposta per qualsiasi altro disturbo che ti potesse affliggere, fosse esso un raffreddore, una artrite o un tumore. Non sono medico e non faccio il medico. Non essere medico però non significa affatto essere fuori dai giochi come pretende la medicina e come pretende la legge che dà tutti i poteri e le prerogative in modo esclusivo all’Ordine Medico.

IL MIO È UN LAVORO SQUISITAMENTE DIVERSO

Uno studioso di Health Science e di Filosofia Igienistica-Naturale fa un lavoro totalmente diverso da quello del medico e spesso anzi in netto contrasto con quello del medico convenzionale, un lavoro non riconosciuto ufficialmente e anzi represso e scoraggiato dalle regole vigenti, un lavoro che è però di gran lunga più importante dell’interventismo medico, a patto ovviamente che venga fatto in modo corretto.

ISTRUISCO LA GENTE ALL’EMANCIPAZIONE DAI DIKTAT DELLA MEDICINA ALL’INFUORI DELLE AUTENTICHE EMERGENZE

Detto in estrema sintesi uno come me cerca di darti istruzioni valide e coerenti per farti diventare al più presto medico intelligente ed autonomo di te stessa ed igienista di te stessa, liberandoti da ogni dipendenza e da ogni schiavitù da terze persone e da camici verdi, bianchi o di qualsiasi colore per qualsiasi malattia e qualsiasi problema di salute che si presenti, escluse le reali urgenze-emergenze da pronto soccorso che rimangono sempre e solo di pertinenza medica, di pertinenza chirurgica, di pertinenza specialistica. Classico esempio gli incidenti stradali e sul lavoro, ma anche gli interventi che si fanno in uno studio dentistico. Non sarei capace di fare il dentista senza anni di scuola e di esperienza e non ti manderei nemmeno a estrarre un dente o a curarlo da un falegname o da un meccanico.

SIAMO ESSERI AUTOGUARENTI

Diventare medici di se stessi è possibile ed è vantaggioso per sé e per la società, oltre che per il bilancio dello stato. Non lo è chiaramente per chi imbastisce sulla sofferenza umana un lucroso business ospedaliero, ambulatoriale, assicurativo, farmacologico. Occorre però darsi una preparazione alternativa e prendersi in proprio ogni responsabilità. Non più delegare il proprio corpo e il proprio destino a terze persone, non più farsi togliere le castagne dal fuoco da qualcuno, non più scaricare il barile sul prossimo, ma riconoscere che esistono leggi superiori-eterne-immutabili da rispettare e che Madre Natura è sovrana medicatrice di tutti i mali tramite gli strumenti e le dotazioni che ognuno possiede all’interno del proprio sistema corpo-mente-anima.

LIBERARSI DALLA SCHIAVITÙ SANITARIA E ANCHE DALLA PAURA

Tra le leggi basilari quella di causa ed effetto, e quella secondo cui il corpo non va mai contro se stesso ma è invece autoguarente a patto di dargli modalità operative senza creare interferenze farmacologiche e senza mettergli il bastone tra le ruote tramite cure improprie sul sintomo. Liberarsi dagli errori, dalle presunzioni e dalle arroganze svianti della medicina convenzionale significa anche liberarsi delle paure e dalle ansie ingenerate dai medici stessi, dettaglio della massima importanza, visto che la paura è fattore primario di insorgenza e di aggravamento malattia, oltre che di impedimento a guarire.

I SINTOMI SONO AMICI PREZIOSI E NON VANNO COMBATTUTI

La differenza fondamentale di quanto io insegno, rispetto alla medicina convenzionale, sta proprio qui, nel rispetto del sintomo e nella cura della non-cura sul sintomo. Rispetto massimo in quanto il sintomo, ovvero la malattia-sintomo sia essa il muco, la febbre, il dolore artritico, il mal di testa, la incapsulazione o comunque la neo-formazione tumorale, è sempre in ogni caso un prezioso amico, un campanello d’allarme e nel contempo un provvidenziale scarico veleni. Se la malattia in linea generale e la malattia-sintomo in particolare è per natura un fenomeno difensivo-protettivo, rimediale, eliminativo ed adattivo, significa semplicemente che ogni cura di tale malattia non è altro che gravissima e perniciosa superstizione vudu, poco importa se realizzata da una struttura medica di prim’ordine o da un team medico da premio Nobel.

CURARE IL SINTOMO SIGNIFICA DARSI LA ZAPPA SUI PIEDI

La mia posizione soddisfa il principio secondo cui non siamo in balia di nessuno ma siamo in grado di autoguarire mediante il nostro medico interno, unico medico infallibile e unico conoscitore sopraffino della nostra situazione interna grazie ai suoi sistemi di protezione che vanno dal sistema immunitario al sistema endocrino e alla stessa saggezza ed intelligenza corporale di ogni cellula e di ogni batterio vivo che ci accompagna. Il nostro è dunque un approccio non-terapeutico alla malattia. Curare il sintomo significa darsi la zappa sui piedi e raccogliere risultati disastrosi come quelli che, al di là di facili proclami e di eterne promesse mai rispettate, rendono fallimentare, illusionistica e traditrice l’intera materia medica-curativa sul sintomo, l’intero carrozzone medico convenzionale, l’intera curo-mania concentrata sul sintomo e mai sulle cause reali del sintomo che stanno a monte.

COS’È LA DIVERTICOLITE DI MECKEL

Prendo a piene mani dalla medicina descrittiva che è sempre insuperabile in questo, la questione della diverticolite di Meckel. Il diverticolo di Meckel viene definito come un’estroflessione sacciforme congenita dell’ileo distale che si verifica nel 2–3% della popolazione. Di solito si localizza entro 100 cm dalla valvola ileocecale e spesso contiene tessuto eterotopico gastrico e pancreatico. I sintomi non sono frequenti, ma comprendono il sanguinamento, l’occlusione intestinale e l’infiammazione (diverticolite). La diagnosi è difficile e spesso comporta l’esecuzione di una scintigrafia e di studi radiologici con bario, seguiti dal tipico trattamento medico che è la resezione chirurgica.

DATI STORICI E FREQUENZA DI EMORRAGIE O DI MELENE COME SINTOMI

Descritta per la prima volta da Fabricius Hildanus nel 1598, l’anomalia  prende nome all’anatomista tedesco Johann Friedrich Meckel (1781-1833) che ne dimostrò i caratteri embriologici e patologici nel 1809. I sintomi più frequenti riguardano per il 25-50% emorragie acute o croniche recidivanti, per ulcerazione della mucosa ileale adiacente alla mucosa gastrica eterotopica. L’emorragia si può presentare sotto forma di melena in quanto il tessuto gastrico eterotopico può digerire il sangue. Per melena (dal greco mèlas=nero) si intende l’emissione di feci di colorito scuro perché commiste ad abbondante sangue parzialmente digerito.

RISCHI TUTTO SOMMATO NON ALTI DI SVILUPPARE COMPLICAZIONI

Un paziente con diverticolo di Meckel ha il 4-6% di rischio in più di sviluppare complicanze addominali, tra le quali ostruzione, infiammazione (meckelite), perforazione ed intussuscezione, anomalia grave in cui una parte dell’intestino scivola dentro un’altra parte dell’intestino. La meckelite rappresenta il 20% dei casi sintomatici, con un quadro clinico spesso confuso con una appendicite acuta. La perforazione eventuale avviene per diverticolite, ovvero per estroflessione o ripiegamento verso l’esterno di musosa e sottomucosa gastrica sottoforma di diverticoli, un disturbo piuttosto comune dato che il 65% degli individui adulti, in particolare le donne, soffre di diverticolosi. Oppure avviene per ulcerazione secondaria a mucosa gastrica infiammata, a trauma, tumore, corpi estranei, bezoari, che sono raccolte compatte di materiale parzialmente digerito o non digerito , bloccate nello stomaco o in altre zone del tratto digerente.

ASPETTI ANATOMICI

Il sacco vitellino è una formazione anatomica che, nei cordati (cordone ombelicale), assolve alle funzioni nutrizionali. Esso presenta l’aspetto di una piccola apertura a forma di pera che si apre nel tubo digerente tramite un lungo tubo stretto, il dotto vitellino. Nella vita fetale questo dotto si estende dall’ileo terminale fino all’ombelico. La struttura del sacco vitellino regredisce e scompare tra la V e VII settimana di vita fetale. Se la porzione che si connette all’ileo non va incontro ad atrofia, si forma un diverticolo di Meckel. Questo diverticolo congenito origina dal margine antimesenterico dell’intestino e contiene tutti gli strati della parte del normale intestino. Almeno il 50% dei diverticoli contiene anche tessuto eterotopico di stomaco (e quindi contiene cellule parietali secernenti HCl), di pancreas o di entrambi.

TUTTO SOMMATO SI GUARISCE SPESSO IN REMISSIONE SPONTANEA

Solo il 2% circa dei soggetti con un diverticolo di Meckel sviluppa complicanze. tipo sanguinamento, occlusione, diverticolite, tumori. L’occlusione può essere dovuta anche ad aderenze, volvolo, ritenzione di corpi estranei, neoplasie o incarcerazione in un’ernia (ernia di Littre). La diverticolite acuta di Meckel si può verificare ad ogni età, ma la sua incidenza è massima nei bambini più grandi. I tumori, carcinoidi compresi, sono rari e insorgono soprattutto negli adulti. A tutte le età, l’occlusione intestinale si manifesta con dolori addominali crampiformi, nausea e vomito.

CORRELATI E SOMIGLIANZE CON L’APPENDICITE

La diverticolite acuta di Meckel è caratterizzata da dolore addominale localizzato al di sotto o a sinistra dell’ombelico, è spesso accompagnata da vomito, ed è simile come dicevamo all’appendicite fatta eccezione per la localizzazione del dolore. La diagnosi è difficile e gli esami sono scelti sulla base dei sintomi che il paziente presenta. A volte la diagnosi è posta al momento di un’esplorazione chirurgica per presunta appendicite. Ogni volta che si riscontra un’appendice normale durante un’appendicectomia, si deve sospettare un diverticolo di Meckel.

VIAGGI IN TUTTI GLI ANGOLI DEL MONDO SENZA MAI SEGUIRE LE INDICAZIONI MEDICHE

Le norme sanitarie per chi va nei paesi tropicali, raccomandano ad esempio di astenersi da insalate, frutta e cibi crudi, cosa che ho trovato sempre, e che trovo tuttora, estremamente fuorviante.
Ho un’esperienza di 30 anni di trasferimenti continui in America Latina, Africa, Medioriente e soprattutto Asia. Ho sempre fatto esattamente l’opposto, impregnandomi di frutta e verdura crude dal primo all’ultimo giorno dei miei 1000 viaggi intercontinentali. Mai avuto un singolo problema, se non qualche ovvia reazione alla dannosissime vaccinazioni antitetaniche che il regime sanitario imponeva in passato a chi si recava all’estero. Ho visto altri miei compagni di viaggio, rigorosamente rispettosi di quelle regole e carichi di pillole contro questo e contro quello, passare giorni interi a letto per disturbi di ogni tipo.

MAX BIRCHER SOVRANO STORICO INDISCUSSO DELLE GUARIGIONI GASTROINTESTINALI

Uno dei maggiori terapisti mondiali di tutti i tempi nel settore della gastroenterologia è stato senza alcun dubbio il dr zurighese Max Bircher-Benner (1867-1939), ridicolizzato ai suoi tempi dai suoi colleghi per il suo andare controcorrente, ma diventarto poi medico curante degli Zar di Russia e di tutte le maggiori famiglie reali europee. Mangiare esclusivamente cibi crudi e non lavorati! Questo è l’ordine perentorio per tutti, ed in particolare per chi si è rovinato l’intestino. Il primo concetto del dr Bircher stava nella frase Life comes from life, ovvero La vita viene dalla vita. Come tutte le rivoluzioni hanno bisogno di uno slogan, la rivoluzione bircheriana ne prese uno preciso e inequivocabile: Eat living food! che sta per Mangia cibo vivo, cioè cibo fresco, crudo e non lavorato o trattato in alcun modo. Oggi, 80 anni dopo, le maggiori ricerche scientifiche condotte nei vari paesi del mondo portano tutte alla rivalutazione del cibo crudo nei processi guaritivi del corpo umano.

LE PIÙ SPETTACOLARI GUARIGIONI DEL SECOLO SCORSO PORTANO LA FIRMA DEL DR BIRCHER

Anni di esperienza clinica e di risultati strabilianti, hanno permesso al dr Bircher di assistere alle più spettacolari guarigioni del secolo scorso. Il libro referenze del dr Bircher non ha infatti eguali in Europa, con dediche di regnanti e capi di stato, artisti e imprenditori, tutti beneficiati dalle sue cure, dai suoi metodi rivoluzionari di affrontare i problemi gastrointestinali. Persino le più persistenti enteriti e le più intrattabili costipazioni sono state risolte con una dieta rigorosamente e strettamente crudista-vegana, a volte preceduta, nei casi di intestino irritato, da una introduzione temporanea e limitata passo dopo passo a base di purè di patate, di minestrine di verdure, di cavolfiori, di mele cotte.

I MAGNIFICI SEGRETI DEI CIBI CRUDI

Esperimento dopo esperimento, guarigione dopo guarigione, il dr Bircher non si limitò a buttare nelle immondizie ogni precedente insegnamento medico. Voleva lui stesso capire in dettaglio il perché preciso di queste guarigioni e di questa magia del crudo. Si accorse ben presto che i vegetali crudi contengono antibiotici naturali e ormoni vegetali efficaci e privi di effetti collaterali, accompagnati ovviamente dai minerali organicati, dalle vitamine naturali e dai loro rispettivi coenzimi.  Le cellule vive dei vegetali contengono food-enzyme che provocano un’auto-digestione, rendendo il crudo digeribile in metà tempo del cotto.

CAVOLI E CAROTE TRA I VEGETALI MIGLIORI

L’esempio illuminante è quello  del cavolo, panacea da crudo e mediocre da cotto. Da ricordarsi che per gli antichi romani, grandi estimatori della salute, il cavolo crudo venne elevato a simbolo del benessere per Roma Imperiale. Da crudo è estremamente digeribile, con effetti benefici e miracolosi sia nei problemi gastrointestinali che nei reumatismi, nelle artriti e nelle mialgie, mentre da cotto, soprattutto se stracotto, comporta difficoltà digestive e causa pure flatulenze. Pure le carote sono straordinarie. Nulla di meglio di un succo di sole carote fresche, o anche di carote-sedano-ananas, o anche di carote-sedano e mele di stagione.

VEGETALI CRUDI ESSENZA DELLA RIVOLUZIONE BIRCHERIANA

Le vitamine C ed E devono essere assunte necessariamente crude e naturali. Idem per la vitamina inositolo che rinforza enormemente i capillari, ed è presente a dosi massicce nei limoni, nelle arance e negli agrumi. Per non dire della vitamina U, che si trova sempre nelle foglie del cavolo, nel sedano e nelle verdure crude in generale, e che ha specifici effetti anti-ulcera, come dimostrato da importanti studi condotti dalla Stanford University, dove le ulcere gastriche e duodenali sono state guarite sistematicamente grazie al cavolo e alla vitamina U (methylmeteoninsulfoniumchlorid). I vegetali crudi hanno pertanto un valore straordinario, e rappresentano l’essenza della rivoluzione terapeutica del dr Bircher.

SERVE UN CHIARIMENTO INTERNO E UNA NETTA SCELTA DI CAMPO

Per concludere, hai già sperimentato sulla tua pelle gli aspetti imprevisti e spesso perfidi degli interventi curativi chirurgici, nonostante l’indiscussa abilità professionale dei medici. Eppure continui a ipotizzare per le tue briglie aderenziali ulteriori interventi invasivi, quasi non esistessero soluzioni alternative migliori e convenienti. Ti ricordo che è di basilare importanza cambiare radicalmente il modo di ragionare, di pensare e di comportarsi, se vogliamo intraprendere un discorso diverso e carico di buone prospettive. Se invece rimani legata alla dipendenza medica, sarà impossibile prendere con fiducia e convinzione la direzione indicata dalla scienza igienistica. Serve urgentemente un chiarimento interno con te stessa e una scelta di campo tra materia mmedica e materia igienistica.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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