EMORRAGIA CEREBRALE O APOPLESSIA

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LETTERA

PUÒ RIPRESENTARSI IL COLPO APOPLETTICO?

Buonasera, volevo un suo parere. Nel 2009 ho avuto un’emorragia cerebrale. Il medico di allora mi ha ritenuto un miracolato, in quanto prima che provassero a operarmi l’emorragia si è fermata e in una settimana si è pure riassorbita. Secondo lei può ripresentarsi? Cosa devo fare per evitare che riaccada? Grazie1000.
Vito

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RISPOSTA

DEFINIZIONE DI EMORRAGIA CEREBRALE

Ciao Vito. L’emorragia cerebrale è una sindrome neurologica acuta dovuta alla rottura di un vaso arterioso cerebrale e al conseguente travaso di sangue nel parenchima cerebrale. La rottura in genere avviene in soggetti sofferenti di ipertensione arteriosa.

CAUSE

Si parla di diverse cause possibili che includono 1) Rottura di malformazioni vascolari, tipo aneurismi o malformazioni ateo-venose, 2) Emorragia intramurale per tumore cerebrale, 3) Trasformazione emorragica di un ictus ischemico, 4) Complicanza nell’uso di farmaci anticoagulanti, 5) Malattie emorragiche come leucemie, emofilia, coagulazione intramuscolare disseminata, piastrinopenie, 6) Deposizione di sostanza amiloide a livello dei vasi arteriosi, 7) Ematomi per traumi cranici.

CATTIVO STATO DEI VASI SANGUIGNI

In realtà l’emorragia cerebrale o apoplessia è spesso una conseguenza del cattivo stato dei vasi sanguigni nel sistema cardiovascolare, essendo dovuta ai residui di sostanze estranee e residuali che alterano ed indeboliscono la struttura dei vasi stessi. Tali residui derivano da cattive digestioni e da vita disordinata.

CATTIVE DIGESTIONI E INCREMENTO DI PRESSIONE IN ZONA CEREBRALE

A volte può bastare una sola cattiva digestione per incrementare la pressione del sangue in zona cerebrale. Tale fenomeno è più che sufficiente perché si produca nel soggetto a rischio, o nel soggetto iperteso, la rottura di uno o più vasi sanguini già fragili e poco resistenti alla pressione generata.
Per evitare che le crisi si ripresentino va ovviamente rivisto lo stile di vita adottato.

DIGIUNO, PREPARAZIONE IGIENISTA E CAMBIAMENTO STILE DI VITA

In questi casi si impone il digiuno, visto che l’origine del problema sta nelle cattive digestioni. Si digiunerà ad acqua leggera da bersi a volontà sempre a piccoli sorsi, fino alla netta sensazione di un ritorno dell’appetito. La ripresa sarà a base di spremute fresche e di frutti per uno o due giorni. Passata la crisi procedere con una dieta vegetariana-crudista tendenziale e con l’applicazione del pacchetto-salute raccomandato dalla Health Science. Serve pure una preparazione igienista con studio particolare delle tesine sull’ipertensione, sul colesterolo e l’omocisteina.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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