POLIAMMINE E PUTRESCINE NELLE ARANCE

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LETTERA

POLIAMMINE E PUTRESCINA NELLE ARANCE

Gentile Valdo Vaccaro. Ho molta stima di lei. Innanzitutto come va? L’aspettavo a Porto Recanati a ottobre. Se posso, vorrei fare una domanda. Le spremute di arancia o pompelmo rappresentano la mia colazione quasi tutti i giorni. A detta del dr Franco Berrino, se ne sconsiglia un uso quotidiano perché gli agrumi sono ricchi di poliammine e perché hanno un elevato quantitativo valore di putrescina, specie per chi ha o ha avuto a che fare col tumore.

QUANTO DI VERO E DI LOGICO NELLE AFFERMAZIONI DI BERRINO E DELLA DE PETRIS?

Secondo lei, possono creare problemi a lungo termine se consumate quasi sempre, nella misura di un bicchiere al giorno ovviamente? Io, al momento, godo di buona salute con la mia dieta vegana. Ma, dopo aver letto questo articolo, qualche dubbio mi è venuto. Che mi può dire? Grazie.
Alessandro

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RISPOSTA

ANDIAMOCI PIANO COL DEMONIZZARE I CIBI PER CATEGORIE

Ciao Alessandro. Il prof Franco Berrino e la dr De Petris sconsigliano le poliammine ai pazienti tumorali, in quanto acceleratrici di crescita cellulare. Già qui il discorso entra un po’ nell’assurdo, visto che tutti i cibi assimilabili e adatti all’organismo servono esattamente allo scopo stabilito da Madre Natura, che è quello di far crescere tutti, sani e non sani, in modo armonioso, per cui non si possono demonizzare in modo pregiudizievole le poliammine come sostanze sempre dannose, senza fare gli opportuni distinguo in senso qualitativo e quantitativo, senza stabilire un criterio basato sui valori nutritivi delle stesse, sul grado di vitalità e di radiazione magnetica, sull’indice di gradimento gastrointestinale, sui tempi di digestione, nonché sulla escrezionalità corporale di eventuali surplus tossici. Ogni cibo si promuove o si boccia sulla base di molti parametri e non solo in relazione al semplicistico indice di presenza poliamminica.

SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA

I malati di tumore non sono gente sciagurata o diversa dalla media. Non sono dei marziani. Siamo tutti portatori di sovracellule. Tutti indistintamente ospitiamo tumori potenziali in numero elevatissimo, tumori sintomatici e silenti che vanno e vengono senza che nemmeno ci accorgiamo. Il 50% delle donne ha noduli alla tiroide classificati come piccoli tumori. La tumorosità potenziale è una condizione normalissima e fisiologica del corpo umano. Non appena travalichiamo ed esauriamo i nostri margini di tolleranza ai veleni e ai traumi emozionali, andiamo ad attivare i meccanismi di crescita tumorale effettiva previsti dal sistema immunitario per incanalare ed incapsulare i veleni in eccesso.

NECESSITÀ NUTRITIVE COMUNI

Chi ha mai detto che i malati di tumore non debbano usufruire dei cibi normali necessari per sopravvivere e per crescere? Se l’obiettivo è quello di tagliar loro le risorse nutritive, entriamo nel campo dell’eutanasia per fame, andando al di là di qualsiasi tecnica digiunistica programmata con criterio. Si può certamente ammettere che un malato di tumore, indebitamente sottoposto a trattamenti invasivi, chirurgici e chemioterapici, possa necessitare per qualche giorno di una dieta particolare, di una dieta non conflittuale ad esempio con determinati farmaci assunti con le cure mediche.

ARANCE E POMPELMI NEL MIRINO DEL PIÙ BECERO CARNIVORISMO MONDIALE

Il discorso coinvolge arance e pompelmi che hanno un alto quantitativo di putrescina nel succo (44,44 nome/day) e nella polpa (17,61 nmol/day) giungendo a un valore totale di 62,05 nmpl/day. Stessa sorte per pomodoro, kiwi, banane ed altri frutti, in quanto contenenti lisina ed arginina, precursori di diverse poliammine. Stessa sorte per la frutta secca visto che l’assenza di acqua ne concentra tutti i componenti. Questo non è fare informazione ma creare autentico panico intorno ai migliori alimenti di tutti i giorni sulla base di argomentazioni prive di fondamento e prive di scrupoli. Una specie di contromossa generale di tipo vendicativo contro i tanti studi seri e documentati contro il partito della carne e degli integratori.

L’ESPERIENZA PERSONALE IN CONCRETO VALE PIÙ DI OGNI CONTORTO E DISONESTO MESSAGGIO

A questo punto vale molto di più la testimonianza vera e genuina di chi si alimenta dei cibi sottoposti a scriteriata demonizzazione. Personalmente è da 70 anni che mi alimento delle magnifiche arance di Sicilia e dei prelibati mandarini della Puglia e delle altre regioni che li producono. Guai se non esistessero. Frutti prelibati che ci aiutano a vincere le difficoltà climatiche del lungo inverno. Leggere le mie precedenti tesine come “Putrescina animale e putrescina vegetale“.

ALTA PRESENZA POLIAMMINE NEI CIBI INNATURALI

Normalmente troviamo sovrabbondanza di poliammine nei cibi fermentati e in quelli trattati ed in quelli conservati, soprattutto quando il processo di inscatolamento o di congelamento abbia compromesso l’integrità strutturale dei cibi stessi. Anche i formaggi stagionati contengono grandi quantità di putrescina, al pari di alcuni vegetali, come le patate irradiate, le verdure in scatola o congelate, con l’eccezione di quelli a foglia verde, e certi frutti, tra i quali arance e pompelmi nei succhi confezionati, addolciti, arricchiti di integratori e di vitamine sintetiche. Anche i gamberi sono ridondanti di putrescina, soprattutto quelli confezionati e congelati. Mentre alcuni formaggi stagionati, i semi di soia fermentati, il the fermentato, il sakè giapponese, i funghi coltivati, e il pane fresco sono abbondanti fonti di spermidina.

LE MISURAZIONI NON SONO NÉ SEMPLICI NÉ ACCURATE

I cereali, le verdure in scatola o congelate, i prodotti della carne, le carni rosse e il pollame contengono invece abbondanti fonti di spermina. Misurare la quantità di poliammine nel nostro organismo non è facile, perché mancano metodi semplici e diretti di valutazione, ma nonostante ciò è possibile ottenerne una stima affidabile utilizzando come indicatori una serie di altre misure indirette.

CRITERI INDIRETTI DI VALUTAZIONE

Le misure indirette di valutazione delle poliammine comprendono:

  • Livelli ematici di albumina. L’albumina è una proteina molto importante utilizzata come mezzo di trasporto veloce da altre sostanze nutritive. Viene sintetizzata dal fegato. La sua produzione tende a calare in presenza di stress ambientali, nutrizionali, tossici e traumatici, mentre sale parallelamente alla sintesi delle poliammine. La misurazione dell’albumina viene anche utilizzata per conoscere lo stato nutrizionale del paziente, in quanto riflette il livello delle riserve proteiche presenti nel corpo nell’ultimo mese. I valori normali sono compresi tra 3,5 e 5,2 g/dl. Livelli di albumina superiori a 4,8 sono un probabile indizio della presenza elevata di poliammine, mentre livelli inferiori a 4 danno un buon margine di sicurezza.
  • Indacanuria elevata, dove un eccesso di indacano nelle urine indica che nel primo tratto intestinale vi sono molti batteri che producono elevate quantità di poliamine.
  • Alitosi o alito cattivo. Se nonostante un’accurata pulizia del cavo orale, l’alitosi persiste, probabilmente il problema deve essere attribuito alla presenza di troppe poliamine. Putrescina e cadaverina, sono le principali responsabili dell’odore caratteristico dell’alitosi.
  • Cefalea dopo aver consumato sostanze fermentate.

AMMINE BIOGENE PRESENTI NEL VINO

Le poliammine esaltano gli effetti dell’istamina, presente spesso in alimenti che contengono istidina, come il vino rosso e la birra. La presenza delle ammine è stata riscontrata, oltre che nel vino, in diversi alimenti e bevande, tra cui pesce, carne e derivati, formaggi e latticini in genere, frutta, verdura, conserve vegetali, succo d’arancia e birra. Le principali ammine biogene riscontrate nel vino sono triptamina, feniletilammina, putrescina, cadaverina, istamina, tiramina, spermidina e stermina. Derivano dai seguenti amminoacidi triptofano, fenilalanina, ornitina, lisina, istidina, tirosina e arginina.

POLIAMMINE INDISPENSABILI PER LA CRESCITA, PER IL RINNOVO CELLULARE E PER IL METABOLISMO

Esse possono essere presenti nei cibi, soprattutto lavorati, oppure venire prodotti dall’organismo stesso o nell’intestino, per l’azione di batteri dell’intestino che li sintetizzano a partire dagli aminoacidi, o nel fegato. Le Poliammine sono essenziali per il mantenimento di attività metabolica elevata, in un organismo normalmente funzionante e sano.

TOSSICITÀ DA CONGELAMENTO, INSCATOLAZIONE E CONTAMINAZIONE

Non solo l’intestino, ma tutti gli altri organi del corpo necessitano di poliammine per la loro crescita, rinnovo e metabolismo. La tossicità da poliammine si verifica quando esse sono prodotte in eccesso. Congelamento, conservazione, inscatolazione, contaminazione caricano i cibi di poliammine.

PUTREFAZIONI E SVILUPPO DI MIASMI SGRADEVOLI

La putrefazione è la modificazione biochimica di una sostanza organica dovuta all’azione di alcuni microrganismi, generalmente batteri, che attaccano le proteine trasformandole in prodotti diversi da quelli originali come le ammine. Interessa le carni, le uova, i formaggi ed altri alimenti proteici che essa trasforma in sostanze gassose e in un sottoprodotto a reazione basica in cui possono vivere i parassiti intestinali. La putrefazione è sempre accompagnata da gas o da feci con odori assai sgradevoli.

PROCESSO DI DECARBOSSILAZIONE E PRODUZIONE DI AMMINE TOSSICHE

Quando la digestione non è equilibrata, gli aminoacidi derivati dalle proteine mal digerite, subiscono un processo di decarbossilazione che produce le seguenti ammine tossiche:

  • Agmatina (dalla arginina),
  • Mercaptano (da cistina e cisteina),
  • Istamina (dalla istidina),
  • Cadaverina (dalla lisina),
  • Putrescina (dalla ornithina),
  • Tiramina (dalla tirosina),
  • Indolo e Scatolo (dal triptofano).

VELENI VASOCOSTRITTORI CON INDOLO E SCATOLO

Molte di queste ammine di provenienza prevalentemente animale sono dei potenti veleni vasocostrittori. Va notato che l’indolo e lo scatolo (metilindolo) sono responsabili in gran misura del particolare odore delle feci. Questo porta a comprendere perché le feci dei vegetariani non hanno odore o ne hanno uno assai leggero, così come le feci di chi si alimenta correttamente badando agli abbinamenti corretti tra i cibi.

LA PUTRESCINE ANIMALI PROLIFICANO IN CARENZA DI OSSIGENO

Su internet esiste una ondata di scritti diffamanti sulle arance e sulla loro putrescina. Più che convergenza, una autentica congiura contro le arance. Il partito delle stalle e dei macelli contro quello degli aranceti e degli uliveti. Senza mai citare le differenze fondamentali tra putrescine vegetali e putrescine animali. Le putrescine animali sono prive di fibre e prive di acqua-aria, per cui vengono gestite da colibatteri anaerobi pericolosi e disbiotici, capaci di svilupparsi in modo esponenziale e di creare miasmi risalenti che vanno a danneggiare vista, udito, olfatto e persino cervello.

LE PUTRESCINE VEGETALI SONO AEROBICHE, SIMBIOTICHE E LIMITATE NELLA CRESCITA

Le putrescine vegetali sono al contrario cariche di fibra e quindi apportatrici di fibre naturali e di preziosa acqua che libera ossigeno. Esse vengono pertanto gestite da batteri aerobi che sopravvivono solo in presenza di ossigeno. Si tratta della flora batterica simbiotica, aerobica, amica e saprofita, legata alla sostanza vegetale. Questi batteri non prolificano oltre i limiti quantitativi concessi dalla fibra acquosa, per cui non rappresentano un fattore di stress putrefattivo.

SIMBIOSI ED EQUILIBRIO BATTERICO INTESTINALE

Troppo spesso non si considera che nel nostro tratto gastrointestinale sono presenti miliardi di batteri appartenenti a specie diverse e che questi sono uno dei fattori che determinano il nostro stato di salute. Mentre alcuni sono preziosi alleati per il benessere, altri possono arrecare gravi disturbi intestinali. In situazioni fisiologiche, questi due gruppi sono in equilibrio tra loro e le nostre abitudini alimentari devono cercare di favorire lo sviluppo della microflora positiva. A tale scopo una dieta bilanciata e uno stile di vita consono sono essenziali per mantenere la funzionalità e l’efficienza dell’apparato digerente.

QUALITÀ FORMIDABILI DELLE ARANCE E DEGLI AGRUMI IN GENERE

Per chi si ostina a sparlare delle arance, vediamo di sintetizzare alcune delle caratteristiche basilari di questo frutto strepitoso. Trattasi del miglior frutto invernale, unico nel supplire alle nostre carenze vitaminiche. Frutto molto nutriente ed eupeptico che aumenta l’appetito e facilita la digestione. Frutto rimineralizzante che aiuta il fissaggio dei minerali. Tonico muscolare e nervino. Anti-infettivo. Rafforzatore delle difese naturali. Disintossicante. Rinfrescante. Protettore vascolare. Alcalinizzante. Antiemorragico e fluidificante del sangue. Diuretico. Lassativo naturale. Ringiovanitore di cellule e legamenti. Febbrifugo. Antiatomico. Antiscorbutico. Rimedio contro l’astenia fisica ed intellettuale. Prezioso alleato per il fegato. Rimedio contro disbiosi e flatulenze. Rimedio alla fragilità capillare.
Rimedio alla iperviscosità sanguigna e all’intorpidimento degli arti. Rimedio alle piressie ed alla malaria. Aiuto contro le intossicazioni. Ottimo aiuto a stomatiti e gengiviti. Contrasto a dermatosi ed eczemi. Raccomandato ai diabetici. Amico della pelle e contrastatore delle rughe. Antistitico. Anti-influenzale.

LA CASSETTA STRACOLMA DI ARANCE NON MANCHI MAI IN OGNI CASA

La spremuta d’arancia si deteriora con facilità e dev’essere assunta rapidamente. Consigliati 3 o 4 bicchieri tra risveglio e prima dei pasti. Ai bambini piccoli nutriti artificialmente 3-5 cucchiai al giorno di succo d’arancia rappresentano una autentica risorsa, contenenti più proteine dello stesso latte materno.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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5 commenti

  1. Adoro la spremuta d'arance ma mi causa acidità. Al contrario della spremuta di limoni che sorseggio al mattino appena sveglio..Forse le arance non sono alcalinizzanti?

  2. john white on

    Bravo Valdo, l'hai scritta proprio giusta. Da molto tempo ero alla ricerca di un'esaustiva e credibile spiegazione sulle bioammine ed i problemi che sono in grado di creare e questo scritto stabilisce la giusta linea di confine. Continuerò comunque ad evitare le combinazioni alimentari che vedono coinvolti cibi ricchi di nitrati (lattuga, rucola, sedano, bietole) con quelli contenenti ammine biogene, a parte la spremuta d'arancia per la facilitazione nell'assimilazione del ferro (la spremuta, non il succo preconfezionato). Finora avevo purtroppo dato molta importanza ai cibi, dimenticando che anche vino e birra analcolica contengono bioammine, ed è proprio questo il fattore scatenante emicranie ed allergie varie, non tanto il potere vasodilatante dei nitrati (o comunque non solo…). Inoltre, volendo approfondire, bere del vino durante un pasto d'însalata mista significa sprecare l'insalata stessa poiché il vino contiene tannini che impediscono l'assimilazione del ferro. C'è sempre qualcosa da imparare….

  3. Bravo Alberto ..Oltretutto non sapevo che le arance contengono proteine..Assurdo !!!