LA FARSA DEL CONTAGIO BATTERICO-VIRALE

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(Conferenza AVA – Roma, 14 gennaio 2010, Parte I)

UN SALUTO E UNA CAREZZA VIRTUALE SENZA BARRIERE

Auguro una buona serata a tutti i presenti. Mi azzardo a dare un caloroso abbraccio ai maschi e, mi sia concesso, l’aggiunta di una carezza virtuale e non certamente schifiltosa al pubblico femminile qui intervenuto. Senza alcun timore, alcuna barriera, alcuna remora microbiologica.
Scherzi a parte, grazie per essere venuti. Tratteremo un argomento di estrema attualità, ridiventato importante quanto e più dell’aria, dell’acqua, del cibo, delle vitamine e dei minerali.

LE AVIARIE E LE SUINE SI TRASMETTONO NELL’ARIA, SECONDO CERTI MONATTI

Siamo in una settantina di persone racchiuse in questa straordinaria saletta romana dell’AVA, pulita e decorosa a regola d’arte, ma non certo sterilizzata in modo caparbio e furibondo. Settanta persone viventi, col cuore che batte, il sangue che circola e i polmoni che respirano.
I teorici del contagio e della paura, che io chiamo da lunga data monatti, ci insegnano che aviarie e suine si trasmettono nell’aria. Miliardi e miliardi di virus che, resuscitati da morte certa, danzano e ballonzolano sul soffitto ed intorno alle pareti, inseguiti da miliardi di batteri affamati. Una vera orgia turbolenta di microrganismi che tende a depositarsi fatalmente sulle nostre teste, sulle vesti e, alla fine, sul pavimento.

UN BUON SANDWICH DI BATTERI E VIRUS AVIARI-SUINI, SEGUITO DA UN COCKTAIL DI DELIZIOSA LEGIONELLA

Per entrare subito in argomento, concedetemi un piccolo gesto simbolico, al fine di provare che, senza alcun dubbio, non al 99 ma al 100%, credo sulla totale innocenza dei microrganismi.
Chiedo alle prime file di verificare con cura quanto sto facendo.
Passo davanti a questa scrivania, mi fletto e passo con le dita della mano destra sul pavimento, raccogliendo sui miei polpastrelli una visibile patina di polvere, la quale non può non essere anche polvere di tipo batterico-virale. Ed ora, riguadagno il mio posto e, sotto i vostri occhi, mi faccio un bel panino virtuale, leccandomi le stesse dita. Concludo la scenetta con un ottimo cocktail microbico, grazie a questa bottiglietta d’acqua minerale, carica pure di virus e di abbondante ed ubiquitaria legionella pneumophila. E così non manchiamo pure di scaldarci un po’ lo spirito.

LA VITA HA VALORE A TUTTE LE ETÀ

Qualcuno obietterà che tutto sommato ciò vale poco, e che pongo a repentaglio una miseria.
Arrivato a 60 anni ed oltre un uomo ne ha fatte di battaglie e diventa una specie di vecchio relitto, per cui può anche mettersi in palio, e rischiare di prendersi qualcosa.
A costoro rispondo che non ci sto. La vita, il gusto di esistere e di stare bene, si apprezzano per quello che sappiamo ricavare dall’istante e nell’istante in cui viviamo, e non certo in funzione di cervellotici calcoli e ragionamenti sull’età, sulle prospettive temporali, sul fatto che ci rimangono cento, mille o un milione di giorni, prima che la nostra anima si separi dalla nostra attuale conformazione psico-fisica.

TROPPE MOTIVAZIONI PER PENSARE AL SUICIDIO

Tengo un’affezionata sorella con relativa famiglia. Ho una moglie che mi sopporta ancora.
Ho due magnifici ragazzi che hanno bisogno di me vivo, anche perché gli faccio non solo da padre, ma pure da duplice nonno paterno e materno, visto che i nonni udinesi sono da tempo Oltrecortina e quelli cinesi stanno nei dintorni di Hongkong.
Godo dell’importante amicizia di una persona eccezionale come Franco Libero Manco, che sta qui a mio fianco, e pure della vostra, vale a dire di persone che mi stanno trasmettendo entusiasmo, emozioni e motivazioni.
Ho poi ancora voglia di qualche durian. Attendo pure come voi tutti, con la solita voglia, l’arrivo della buona stagione, il tepore del sole, le fragole e le ciliegie.
A differenza di chi è stoicamente santo e virtuoso per temperamento e per genuina predisposizione spirituale, io sono pure santo ma, le volte che lo sono, sono santo non per autentica scelta ma piuttosto per dannata imposizione.
Al punto che, quando mi corico, sogno immancabilmente cuscini a forma di capezzoli, ispirato più che mai dal simpatico artista veneziano Tintoretto Brass.

COI LIBRI NON SI GUADAGNA

Qualcuno insinuerà che lo faccio per guadagnarci sopra o per vendere più copie del mio libro.
In effetti, il mio testo sta andando bene, ma non è previsto che l’alimentazione naturale implichi dei sandwich di virus e batteri presi dal pavimento.
E se uno si illude di fare dei soldi producendo libri, se lo può scordare, a meno di non chiamarsi Dan Brown e di vendere milioni di copie.
A criticare i monatti, ovvero il potere, non si guadagna mai, a livello pecuniario.

TI CREDO SU TUTTO, MA LASCIAMO STARE I VIRUS

Valdo, ti credo su tutto, ma per quanto concerne i virus, lasciami le mie convinzioni, mi ha detto un caro amico tricesimano, come avessi toccato e messo in discussione Dio, i Santi e gli Arcangeli.
Una fatica davvero improba smontare le farabutte montature dei monatti.

LE FATICHE DI SISIFO

Mi chiamo V.V. e tutto sommato mi sta bene, anche perché ci sono abituato, adeguato e pure affezionato. Se però mi venisse proposto un nomignolo aggiuntivo, adatto al mio attuale ruolo di autore igienista, controverso e bastian contrario quanto basta, opterei per il nome di Sisifo.

Nella mitologia greca, Sisifo figlio di Eolo (dio del vento e re delle Eolie o Lipari), non si sa per quale colpa, fu condannato a spingere col petto, su per un pendio, una grossa pietra che, giunta in cima, gli rotolava di nuovo in basso, costringendolo a rifare daccapo il terribile percorso.
Per fatiche di Sisifo si intende infatti svolgere un lavoro faticoso e poco produttivo.

FATICA A CONVINCERVI CHE CI SONO PIÙ PROTEINE E PIÙ FERRO ASSIMILABILE NELLA MELA CHE NELLA BISTECCA AL SANGUE

Fatica enorme convincere la gente che c’è più sostanza e persino più proteina netta, utile ed assimilabile, in una mela, in una banana, in un qualsiasi pomo maturo, in uno stelo d’erba, piuttosto che in qualsiasi cibo di origine animale, o in una bistecca al sangue.
Perché tanta fatica? Troppa fame ha patito la gente nei secoli. Troppa penuria arretrata ha dovuto sopportare. Troppe privazioni, carestie, rinunce. Troppe sopraffazioni e troppe beffe. Troppi morsi di fame e troppi vuoti di stomaco. Troppa abitudine ai macelli. Troppa rimozione dei voltastomaci.
Troppa incapacità di alimentarsi in modo naturale, ovvero più volte al giorno regolarmente, con cibi giusti, sani, freschi, innocenti, colorati, profumati e intelligenti.
Troppa abitudine a fare per necessità come i cani. A prendere cioè l’osso e a nasconderlo gelosamente in un buco per le future emergenze. A riempire la propria cantina di formaggi, salumi e soppresse, di pezzi di cadavere del povero maiale, scambiati per preziosa risorsa alimentare.
Troppa violenza, troppa ignoranza e troppa diseducazione subita e praticata per secoli.

FATICA A DEMOLIRE GLI SPECCHI PER LE ALLODOLE E GLI SPAVENTA-PASSERI

Fatica enorme a convincervi che proteina nobile, ferro-eme, vitamina B12 ed Omega3, sono tutti specchietti per le allodole e spaventa-passeri, creati ad arte dalla sponda culturale mercantile e farmacologico-macellatoria, per ancorare la popolazione mondiale ai suoi orrendi diktat.
Fatica enorme a smontare pezzo per pezzo le truffaldine invenzioni del monattismo medicale sulle malattie nemiche e contagiose, sui mostri immaginari imposti al popolo, come l’Aids, il Papilloma, le Aviarie, le Suine e le Stagionali.
Troppe pesti bubboniche, troppe Spagnole ed Asiatiche, troppi tam-tam del terrore, troppe vaccinazioni e medicalizzazioni sono passate sotto i ponti, lasciando un indelebile marchio di paura, di ansia, di conformismo mentale, di arrendevolezza al potere sanitario, alle multinazionali e al Codex Alimentarius.

LA FATICA DEGLI INGOIATORI DI MICRORGANISMI

Fatica a convincere non già le persone estranee che non ti conoscono, ma a volte persino chi ci sta appresso. La stessa fatica che dovettero affrontare personaggi storici tipo il professor Max Joseph Pettenkofer (1818-1905), grande igienista e docente a Vienna e Monaco, o il dr Thomas Powell, scomparso in California qualche decennio fa all’età di 88 anni, considerato l’uomo che nella storia ha consumato di proposito più germi infettivi di chiunque altro, o il dr John Fraser di Toronto, il dr William Osler, lo stesso Arnold Ehret, e tanti altri che non esitarono a trangugiare, in pubblico o di fronte a delle vere giurie, bicchierozzi colmi di colture microbiche a base di batteri-virus tipo difterite, colera, tubercolosi, meningite, febbre tifoidea).

I MICROBI STANNO DAPPERTUTTO. SONO FATTORI DI VITA E NON MALEDIZIONI.

Fatica di Sisifo a convincere la gente che più mascherine, più amuchine e più protezioni fasulle crea intorno a sé, più barriere sterilizzate intrapone tra il proprio corpo e gli altri, e più si indebolisce, più si stressa, più si ammala, più si annienta, più rimane vulnerabile alle malattie che vorrebbe schivare.
I germi sono ubiquitari. Stanno nell’aria che respiriamo, nel cibo che consumiamo, nell’acqua che beviamo. Stanno soprattutto dentro di noi. Non li possiamo evitare. Dobbiamo accettarli come fattori di vita e di gioia, non come maledizioni.

COLOSSALE DIFFERENZA TRA I CIBI VEGETALI E QUELLI DI ORIGINE ANIMALE

Fatica di Sisifo a far capire che la differenza tra digestione e indigestione è enorme.
Se uno sa mangiare, ogni cosa funziona a regola d’arte e non si creano eccessi di fermentazione e di putrefazione, in quanto le normali secrezioni del nostro apparato gastrointestinale sono in grado di mantenere l’azione batterica entro i limiti consentiti.
Ma se la stessa persona mangia a casaccio qualsiasi cosa.
Se è attratta dagli orribili tanfi fognari dei macelli.
Se va a cercare cibi contrastanti col suo disegno biochimico.
Se mangia controvoglia, o se è indebolita ed innervosita da fattori che inibiscono le secrezioni enzimatiche interne, allora il cibo non viene digerito ma va in putrefazione e fermentazione.
La differenza in tossicità tra i cibi vegetali e quelli di origine animale, è davvero colossale, e le conseguenze si fanno ben presto sentire.

STIAMO ANDANDO VERSO UN MONDO MANICOMIALE

Ma se è così difficile convincere la gente, perché insistere?
Perché farlo? Perché andare controcorrente, soffrire e sudare tanto?
A chi fa questa domanda, rispondo con un mio quesito.
Vi accorgete o no che stiamo andando verso un mondo manicomiale?
Vi accorgete o no che tutte le vaccinazioni dalla prima all’ultima non solo non servono a niente, ma arrecano danni personali enormi a chi le subisce, e danni sociali-economici-politici incalcolabili agli stati e a chi paga le tasse?
Le vaccinazioni non sono soltanto un fallimento culturale e scientifico, ma rappresentano una calamità per gli abitanti del pianeta, e dovrebbero essere proibite per legge, e non imposte per legge grazie ai monatti, come sta accadendo.

I LOSCHI FIGURI ENTRATI IN FORZA NELLA VITA CIVILE

Vi accorgete che stiamo sfiorando la demenza totale, coi loschi figuri non tenuti, confinati e tollerati nel loro tradizionale angolo di competenza, a fianco cioè dei lebbrosari e dei cimiteri, come è sempre stato e come dovrebbe essere, ma catapultati ai posti di comando?
Coi monatti a dirigere e a dettare legge, a scrivere testi universitari, a rilasciare interviste televisive, a comprare montagne di vaccini micidiali, per fortuna non utilizzati, forse regalabili a qualche disgraziato paese del Terzo Mondo, il quale li scaricherà a uno del Quarto Mondo, che a sua volta li regalerà a uno del Quinto Mondo, ovvero ai poveri pesci, costretti a subire le nefandezze della specie homo cosiddetto sapiens?

LE INTERFERENZE E I CONTROLLI OSSESSIVI ALLE FRONTIERE

Per come si stanno mettendo le cose, saremo costretti presto a fare carte false e a dichiarare cose astruse, ogni qualvolta ci azzardiamo ad uscire dai nostri confini.
Già ci chiedevano di compilare, accanto alla carta di sbarco ed alle dichiarazioni doganali, un documento sanitario, generalmente giallo, che i passeggeri compilavano distrattamente e firmavano con un veloce ed anonimo scarabocchio. Ora non più. Quel documento è diventato addirittura più importante dei dati immigratori. Nei maggiori aeroporti del globo, hanno posto due poliziotti a verificare che venga compilato a dovere. Dobbiamo dichiarare dove siamo stati, con chi siamo stati, con chi abbiamo dormito, chi abbiamo accarezzato, se abbiamo una linea di febbre, se tossiamo, se tutto è in regola quando ci ritiriamo nei servizi igienici.

SIAMO FINITI NELLE MANI DELLA PEGGIORE DITTATURA, CHIAMATA REGIME SANITARIO-MILITARE MONDIALE

Ci chiedono insomma se siamo vivi e normali. Meglio dichiarare il falso, ovvero che siamo virus-free, che non siamo fatti di cellule che si disgregano e si polverizzano alla perfezione. Che non siamo figli di un Dio che ci ha fabbricati con l’avvertenza e l’ammonimento biblico Polvere siete e polvere ritornerete. Meglio dire che siamo dei robot di acciaio inox, composti da atomi metallici e blocchetti di calcestruzzo, e niente materia organica produttrice di schifose e patologiche polveri di Dna e Rna, dotate, secondo i becchini e i fattucchieri al potere, di magici poteri ricombinanti e resuscitanti.
Siamo dunque finiti nelle mani della peggiore dittatura degli ultimi due millenni, nelle mani del Regime Sanitario-Militare Internazionale.

I BATTERI ED I VIRUS NON CAUSANO LE MALATTIE, MA LE ACCOMPAGNANO SOLTANTO

Il problema che mi pongo stasera è quello di dimostrare al mondo, a voi, a me medesimo, due cose troppo semplici ed ovvie, per essere messe in discussione:

1) Che i batteri non causano le malattie, ma solo le accompagnano, al fine utile ed indispensabile di consumare l’eccesso di tossine, i residui dei cibi non assimilati, i detriti cellulari o virus non metabolizzati e non eliminati con prontezza e regolarità, diradandosi immancabilmente da soli non appena il materiale da banchettare è in via di esaurimento.
Le prove? Smetti di mangiare, o fai un digiuno, è ovvio senza alcun antibiotico, e i batteri scompaiono. Se avessero ragione i monatti, il loro Nobel Luc Montagnier, e il loro futuro Nobel Robert Gallo, quei batteri si moltiplicherebbero all’infinito e ci divorerebbero persino le orecchie.

2) Che i virus derivano da una precisa fonte, e cioè dai nostri 75000 miliardi di cellule che morendo a getto continuo, rilasciano un flusso di diverse centinaia di miliardi al giorno di cellule spente e cadaverizzate, disintegrate una per una dai rispettivi becchini cellulari detti lisozomi. Che i virus non sono assolutamente vivi e che non si moltiplicano, non mangiano, non pensano, non progettano, non codificano, non fanno i parassiti, non fanno scherzi da prete o da frate, ma che, nella peggiore delle ipotesi, si accumulano impropriamente sui condotti in occasione delle nostre ripetute crisi intasanti e costipanti che sono le uniche e vere cause di malattia, assieme agli stress di ordine emotivo che ci auto-procuriamo comportandoci da sgozza-animali e consuma-carogne, ed assieme alle porcherie farmaceutiche che assumiamo per scongiurare le toxiemie interne e le
depressioni che ne derivano.

I BATTERI SONO I NOSTRI SOCI, E I VIRUS I NOSTRI FIGLI CELLULARI

In altre parole, sono qui a testimoniarvi che i batteri sono i nostri indispensabili soci e collaboratori in affari, mentre i virus sono addirittura i nostri figli cellulari, che ci abbandonano per far posto a quelli che li vanno a sostituire nel normale processo chiamato metabolismo, fatto di crescita e sviluppo, ma anche di decadenza e di decomposizione, che prendono la forma di detriti cellulari o virus endogeni di nostra appartenenza.
Se ci alimentiamo con i resti del maiale, del capretto, del coniglio, del pollo, del manzo e del tonno, andiamo pure ad intasarci di virus esogeni delle povere persone quadrupedi, pelose, pennute e squamate, che abbiamo cannibalizzato indegnamente.
Pure esse avevano un sistema cellulare che stava in fase di metabolismo attivo nel mentre venivano spaventate ed assassinate, per cui i rispettivi detriti cellulari non hanno fatto in tempo a trovare la via espulsiva, rimanendo nel sangue, nei liquidi organici e nei tessuti di tali disgraziate salme.

LETTERA DELLA STUDENTESSA PEGGY MC KENNY AL DR T.C.FRY

Questa significativa corrispondenza tra una studentessa di Charleston-West Virginia, e il rimpianto igienista americano T.C. Fry, premiato alla Sorbona di Parigi con laurea honoris causa, chiarisce diverse cose.
Se è vero come dice lei che nemmeno le VD (venereal diseases o malattie veneree) sono contagiose, perché succede che, quando uno va con un partner sessuale ammalato, si ammala della stessa malattia?
È difficile poi pensare che il morbillo non sia contagioso.
Vorrei davvero crederle, caro dr Fry, ma ho bisogno di maggiori spiegazioni e giustificazioni per poterlo fare.

RISPOSTA DEL DR FRY. LA STORIA DEL DR NOGUCHI.

Tieni presente che le VD non si chiamano più sifilide e gonorrea, e che la sifilide non viene più imputata alle famose spirochete, mentre i gonococchi sono stati esentati da responsabilità nella gonorrea.
Oggi, quando si parla di VD, le malattie alla moda sono l’herpes e la NGU (non-gonococcal urethritis).
Il dr Noguchi del Rockefeller Institute era negli anni scorsi il più osannato ricercatore in fatto di malattie veneree. Per sua sfortuna scoperse troppe cose scomode.
Scoperse ad esempio che le spirochete sono presenti solo nel 75% dei casi, e non nel 100%, come dovrebbe essere se fosse davvero il Treponema Pallidum a causare la malattia.
Scoperse pure che il contatto e l’assunzione delle spirochete non erano causa di infezione in centinaia di soggetti maschi testati.
A conferma delle sue ricerche, c’erano i ripetuti esperimenti condotti dalla Marina Americana, che più volte usò gruppi di marinai volontari, messi a contatto intimo prolungato e non protetto con prostitute giapponesi sifilitiche, senza che essi sviluppassero alcuna malattia.
L’innocuità assoluta di tutti i casi di sifilide cronica e di uretrite non-gonococcica, e dei vari tipi di herpes, regolarmente guariti in pochi giorni con semplice digiuno ad acqua distillata, senza alcun farmaco, senza penicillina, senza bismuto, mercurio o arsenobenzolo.

GLI ESSUDATI DEL MORBILLO E DELL’HERPES SONO AUTENTICHE CRISI ELIMINATIVE

Il morbillo poi non è per niente contagioso. Se prendiamo dei bimbi svezzati ed allevati in modo corretto, cioè igienicamente senza latticini e omogeneizzati, e li piazziamo in mezzo a bimbi infetti (che in realtà non sono infetti ma solo intossicati), non succede nulla e non si ammalano di morbillo.
Tutte le malattie che producono essudati purulenti, incluso tutte le forme di herpes labiali o genitali, di Herpes Zoster e malattie infantili contagiose, non sono altro che azioni ripulitrici del corpo stesso, ovvero autentiche crisi eliminative, manovrate in modo impeccabile dal sistema immunitario, cioè dal più implacabile accusatore e nemico delle cure mediche.

LE CONTESTAZIONI DI UNA LAUREATA IN BIOTECNOLOGIE MEDICO-FARMACEUTICHE

Alla dottoressa D.B. che, premettendo di essere di razza divina, cioè laureata in biotecnologie medico-farmaceutiche, mi ha scritto scandalizzata dalla mia tesina Scienza e Fantascienza del Virus, chiedendosi come io possa permettermi di prendere l’onere di far circolare tale messaggio autolesionista e scellerato, ho già dato una risposta personale, invitandola a calmarsi, e a moderare i termini, anche se ho il massimo rispetto per chi ha dovuto in ogni caso soffrire e sudare sui libri di testo.

Aggiungo qui due parole ufficiali, avendo essa posto alcune domande di alto lignaggio scientifico, atte secondo lei a svegliarmi dal mio torpore mentale. Ne prendo solo la prima, dato che basta e avanza.
Se veramente i virus sono residui mitocondriali, perché essi non codificano per genomi mitocondriali, ma bensì per proteine totalmente diverse da quelle codificate normalmente nelle cellule? Inoltre, perché esistono virus con genoma a Dna, mentre il genoma mitocondriale è a Rna?

LE CONCEDO AL MASSIMO LO SFIZIO DELLA TARGA

La ragazza in questione, biologa di primo pelo, ma già sufficientemente presuntuosetta ed arrogante, fa la Azzeccagarbugli e pretende che io la segua in un ragionamento che non mi riguarda e non mi sfiora.
Non è che mi manchino argomenti per risponderle in rima. Mi manca la voglia e lo stimolo.
Quello che lei chiama codificazione, è per lei replicazione e moltiplicazione di organismi aventi codice genetico Dna e Rna.
Ribadisco che i virus non sono organismi in quanto non sono dotati né di vita, né di antenne, né di cervello, né di organi, per cui non codificano e non si moltiplicano, per cui hanno solo una scelta obbligata che non è, come sostiene lei petulante e disperata, di fare i parassiti e i cannibali di altre cellule, ma quella assai più modesta e pacifica di accumularsi come tanti esausti micro-cadaverini targati. Le concedo al massimo lo sfizio della targhetta identificativa, e niente altro che quella.
Siccome per confermare quanto sopra non servono prove e dimostrazioni, trattandosi di verità affermate, testate e riconosciute persino dalla scienza monatta cui lei appartiene, non occorre dire altro.

L’INSEGNAMENTO IRREPRENSIBILE DELLA RUBRICA TELEVISIVA ELISIR

Invito la dottoressa D.B. a evitare i miei scritti, che la turbano evidentemente troppo, facendola riflettere forse sulla mole di nozioni e di improprietà che le Università Monatte l’hanno costretta a memorizzare.
La verità e la linearità, la logica e la schiettezza non sono cose per tutti.
Come esistono le trasmissioni vietate ai minori, così ci sono gli argomenti vietati alle persone inquadrate in un certo sistema.
Può sempre consolarsi con l’alto livello scientifico delle trasmissioni televisive stile Elisir.
Stavo in Vietnam a metà dicembre, e la rete internazionale diffuse in diretta questa rubrica medicale che non conoscevo affatto, e di cui pare si parli un gran bene.

TRE PREZIOSE VERITÀ DELLA SCIENZA MEDICA TELEVISIVA

I medici e i chiarissimi docenti ivi intervenuti, estremamente preparati e per niente affetti da torpori mentali, hanno insegnato ai telespettatori italiani tre cose fondamentali:

1) Che i farmaci e i vaccini sono una necessità assoluta e inderogabile.
2) Che le statine sono tollerate perfettamente dal corpo umano.
3) Che Dio ha fatto l’uomo, ha fatto l’animale e purtroppo ha fatto pure gli uccelli, dai quali si originano tutti i virus, che poi si staccano da tali uccelli e proseguono la loro avventura esistenziale propagandosi per via sessuale (così ha risposto incredibilmente una biologa intervenuta, alla precisa domanda Secondo lei dottoressa, da dove provengono questi mostriciattoli chiamati virus?)

Mi sono stropicciato gli occhi e mi sono dato uno schiaffo, per rassicurarmi che era vero quanto stavo ascoltando. Per fortuna che mi trovavo nella mia camera d’albergo, col bagno a portata di mano.
E nessuno venga a dirmi che la Televisione Italiana è priva di sufficiente ed irresistibile senso umoristico.

IL FALLIMENTO SISTEMATICO DELLE VACCINAZIONI ANTINFLUENZALI

Sta girando con successo su Internet una mia tesina del 24 /11/09 dal titolo Non esiste influenza ma solo ignoranza.
In quel lavoro ho citato la ricerca fatta qui a Roma nella Primavera del 2006, dove si è voluto tirare le somme su 37 anni di vaccinazioni mondiali contro l’influenza.
Il progetto, riportato anche dal Prof Franco Libero Manco nel suo articolo A proposito di influenza, e frutto di 25 studi paralleli di diversi specialisti, ha preso in esame 60000 vaccinati.
La conclusione è stata che le vaccinazioni riducevano solo del 6% la possibilità di contrarre l’influenza delle persone giovani e sane, e che non avevano alcuna efficacia negli anziani.
Se si considera poi che ridurre del 6% la contrazione dell’influenza non significa affatto rendere tali persone sane o immuni, ma renderle solo temporaneamente deboli e quindi non reattive e non adatte alla salutare messa in malattia da parte del loro sistema immunitario, comprendiamo meglio il fallimento sistematico dei processi vaccinatori anche a livello statistico.

ANCHE IN FDA QUALCUNO STA PERDENDO COLPI

Ho anche citato una frase importantissima, proveniente non da un covo di igienisti e di rivoluzionari, ma addirittura dal Palazzo dei Monatti.
Il dr Anthony Morris, virologo ed esperto responsabile del settore controllo-vaccini della FDA (ammesso che non l’abbiano già licenziato in tronco per questa sua infelice iniziativa) ha rilasciato alla stampa americana una dichiarazione incredibilmente verace: Non esiste alcuna prova che i vaccini sull’influenza siano utili. I fabbricanti di vaccini sanno benissimo che il loro prodotto non serve a niente, ma continuano però a venderlo.

CLAMOROSA DENUNCIA DEL CONSIGLIO D’EUROPA CONTRO LE MULTINAZIONALI DEL FARMACO

Un’altra notizia bomba appare in prima pagina sul quotidiano gratuito City di Torino (N. 4 del 12 gennaio), col titolo L’influenza A, una falsa pandemia inventata per fare miliardi coi vaccini.
L’articolo in questione dice quanto segue:
L’influenza aviaria-suina non solo era una falsa pandemia, ma è stata orchestrata dalle case farmaceutiche per fare miliardi di Euro con la vendita di medicinali e vaccini.
L’accusa arriva da Wolfang W. Vodarg, presidente tedesco della Commissione Sanità del Consiglio d’Europa che ieri (11 gennaio) ha chiesto ufficialmente un’indagine parlamentare accurata in merito.
Secondo Vodarg, membro dello Spd (partito dei socialisti tedeschi), medico ed epidemiologo, le industrie farmaceutiche avrebbero influenzato la decisione dell’OMS di dichiarare la pandemia, anche infiltrando i propri uomini nell’organizzazione.
Risultato? Le multinazionali del farmaco hanno accumulato enormi guadagni senza alcun rischio finanziario, mentre i governi di tutto il mondo, già in grave crisi per l’economia barcollante ed asfittica, hanno speso miliardi di dollari nell’acquisto di vaccini per un’influenza che in realtà era molto meno aggressiva di una normale influenza stagionale.

UNO DEI MAGGIORI SCANDALI DEL SECOLO

Le accuse del Consiglio d’Europa, che ha definito il caso dell’influenza A come uno dei più grandi scandali del secolo, arrivano proprio mentre i governi di mezzo mondo stanno cercando di sbarazzarsi dei milioni di dosi di vaccino ordinate e rimaste inutilizzate nei propri infausti depositi.
Si pensi che la Francia ne ha acquistate 94 milioni, per una popolazione di 63 milioni, spendendo 800 milioni di €, e che la Germania non sta meglio, con oltre 50 milioni di imbarazzanti dosi.
L’Italia, per ora, ha deciso di non svendere i suoi 24 milioni di dosi, pagate in contanti alla Novartis con solo, si fa per dire, 184 milioni di €.
Pare che a Roma si confidi nell’aiuto della Provvidenza. L’inverno non è ancora finito e, se arrivasse una bella coda di ammalamenti e di morti, ci sarebbe una spettacolare corsa al rialzo.
Pur non essendo in clima di inizio novembre, si registra in questi tempi un intensivo e sospetto accendersi di ceri votivi presso alcune chiese romane.
Altro che svendere, non è detta l’ultima parola, pare abbia esclamato il sottosegretario dr Fazio, a qualcuno che lo invitava a prendere delle iniziative liquidatorie.

Valdo Vaccaro

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1 commento

  1. Giancarlo Randone on

    Un valente medico, il dottor Luigi Bardò di Milano, dopo aver scoperto molte delle verità che lei – con una veridicità scientifica accompagnata da tanta umiltà manifesta – alla fine di un suo libro dedicato alla “verità” inerente alle capacità di autoguarigione dell’organismo se opportunamente stimolato, chiedendo al lettore perchè – davanti a tanta schiacciante evidenza – la stragrande maggioranza di medici continuano a prescrivere farmaci iatrogeni, citò – quale possibile risposta – Wolfgang Goethe: ” la folla, la maggioranza, e’ necessariamente sempre assurda e nel falso: infatti essa ama la comodità, ed il falso è più comodo del vero. La verità vuole essere seriamente indagata, vista ed applicata senza riguardo. Il falso, invece, si adatta ad ogni individualità pigra, comoda, assurda; é come una vernice che facilmente ricopre tutto”.
    I miei più vivi complimenti per la sua missione, accompagnati da un saluto pieno di stima ed affetto. Giancarlo Randone – Sassari
    citato da ” IO E L’OMEOPATIA ” – Edizioni SIAD Milano 1980