SCIENZA E FANTASCIENZA DEL VIRUS

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Dal grande al piccolo, con tanti strumenti e con ancor più interpretazione filosofica

Per discutere di cose estremamente grandi, come i confini e le origini dell’universo, gli spazi interstellari e le dimensioni delle galassie, il contenuto d’acqua e di vita dei satelliti più lontani, c’è bisogno assoluto di potenti strumenti astronomici da un lato, supportati però da grande curiosità scientifica, da acume scientifico e brillantezza spirituale dall’altro.

La stessa cosa vale ovviamente per l’estremamente piccolo, dove si pretende di analizzare componenti che sono al limite tra la materia e lo spirito, dove si pretende di vedere l’invisibile e pesare l’imponderabile, seguendo le orme della fisica atomica e quantistica.

Anche lì, con l’aiuto di microscopi sempre più potenti, la biologia è diventata prima microbiologia, poi biologia molecolare e biologia cellulare, con l’aggiunta di citologia, virologia ed immunologia, in ossequio ai tentativi medici di sconfiggere le malattie dell’uomo.

Quando saggezza e chiarezza non bastano, per cui ci vuole la rara dote della incorruttibilità

Se in astronomia serve acume scientifico, in microbiologia e nelle arti mediche correlate alla salute, serve molto di più.

Serve equilibrio e prudenza, serve saggezza e trasparenza, serve libertà è chiarezza intellettuale, serve coraggio politico e capacità di resistere a pressioni e condizionamenti, serve una dote più unica che rara al mondo d’oggi, che si chiama incorruttibilità.

Gli strumenti e i laboratori di ricerca ci sono, ma ti permettono di arrivare fino a un certo punto.

I progressi incontrastati della fisica

La fisica è andata molto avanti perché non trova impatti di tipo politico.

La molecola è oggettivamente una molecola da qualunque parte tu l’osservi, l’atomo è l’atomo ed ha i suoi bravi elettroni che gli girano intorno.

Nessuno si permette di contestare il professor Rubbia e i suoi acceleratori di particelle, o i costosissimi esperimenti con gli elettrosincrotroni.

Al massimo si potrà dire che Enrico Fermi e i suoi colleghi hanno studiato tanto col risultato di aver visto lanciare degli ordigni nucleari sulle città di Hiroshima e Nagasaki, e di aver fatto proliferare centrali atomiche non esenti da critiche (vedi Chernobyl), nonché spaventosi arsenali nucleari nelle mani di potenze non sempre affidabili.

Le innocue divergenze nel campo dell’astronomia

Fin quando si parla di comete e buchi neri, essere totalmente d’accordo o contestare le teorie della bravissima ricercatrice triestina Margherita Hack, non fa alcuna differenza, nel senso che tutto si risolve con un’interpretazione diversificata ma tutto sommato pacifica ed amichevole dei fenomeno in esame, classificabile come normalissima divergenza intellettuale.

Ma quando vai verso l’estremamente piccolo, verso la determinazione e la specificità dei minerali, ed ancor più verso la determinazione e la specificità delle sostanze viventi e biolgiche, la situazione cambia drammaticamente aspetto.

Nel micro e nel bio ci sono implicazioni a non finire

Qui, entrano in ballo mastodontici interessi di tipo economico, industriale, politico.

Qui, nel micro e nel bio, ci sono implicazioni a non finire.

Se una determinata stella dista 5 o 10 mila anni-luce, o se l’universo ha 2 o 4 miliardi di anni, fa poca differenza, in quanto restiamo nel campo delle ipotesi e della filosofia pura.

Ma se un virus è materiale moribondo o morto, resuscitabile o inerte, accumulabile o moltiplicabile, assassino o innocente, fisiologico o estraneo, porta a differenze interpretative cariche di conseguenze in termini di comportamento, di etica, di pratiche medicali, di libertà individuali, di scelte politiche.

In collisione frontale coi pezzi da novanta

Se poi si parla di batteri e virus in un momento storico particolare, caratterizzato da farse eclatanti come quella dell’Aids, di cui la popolazione mondiale nutre qualche piccolo sospetto, ma non si è ancora resa perfettamente conto, e da farse recenti o in preparazione, quali tutte le pandemie concepite e disegnate dalla CDC, che è un termine ormai da imparare a memoria come USA e come AIDS, si entra in un’area estremamente delicata, si va a toccare del materiale scottante e radioattivo, e si va in collisione coi pezzi da novanta.

Non con quelli della mafia, dell’andrangheta e della camorra, tanto delinquenziali quanto sgangherati e dilettanteschi, se messi a paragone, ma coi veri mammasantissima del pianeta, supportati consciamente o inconsciamente dalla Casa Bianca e dagli stati vassalli, dai governi e dai ministeri, dai residui hitleriani e mao-stalinisti, dalle scuole e dalla stampa, nonché dai maggiori servizi segreti della Terra.

Il grande business della malattia a tutti i costi

Anche perché, parlare oggi di salute e di malattia significa in concreto parlare dei valori massimi, ossia di soldi e di investimenti, di capitali e di profitti, non certo di benessere e di sofferenza umana, non certo di ecologia globale, e men che meno ancora di etica animalistica o di etica dello spirito.

C’è gente che, al posto degli occhi e delle pupille, porta il simbolo dorato del dollaro, in diretta concorrenza col Paperone di Walt Dysney.

Quanto scientifica è mai la scienza ufficiale?

Se ti dai una rinfrescata culturale sull’Enciclopedia Britannica, che è in teoria il massimo della scienza libera e indipendente raccolta nel cartaceo, ci sono decine di pagine dedicate ai virus e alle infezioni.

Ma neanche due righe dedicate al pulviscolo virale e alla non-infezione.

Neanche due righe dedicate agli enzimi, all’anima, ai minerali organicati e disorganicati.

Neanche due righe dedicate alla vera causa delle malattie.

Neanche due righe dedicate alle centinaia di esperimenti scomodi ed imbarazzanti per il potere.

Neanche due righe dedicate ai medici igienisti.

Faccio qui presente che il mio testo originale ha un titolo significativo, che non è Alimentazione Naturale, come appare nelle librerie d’Italia, ma Il Ferro, l’Enzima, l’Anima, esattamente quei valori che sono illustri assenti nella cultura ufficiale.

I libri di scienze e quelli di storia, sempre scritti dai vincitori

Come dire che la storia, ma purtroppo anche la scienza, vengono sempre scritte dal pugno dei vincitori.

Tutte le enciclopedie, tutti i testi, dalle materne alle elementari, dalle medie inferiori-superiori alle università, dai Vangeli ai Corani, dai Capitali ai bollettini di Wall Street, dalle prediche papali ai telegiornali, dalle rubriche televisive alle pubblicità più sconce, portano il Dna ed il marchio dei vincitori.

Il problema è che i valori più importanti, come quelli riguardanti la salute del corpo e dell’anima, non stanno mai tutti da una parte.

Non intendiamo qui dire che ha sempre ragione il perdente. Non sarebbe nemmeno vero.

Però non è vero nemmeno che ha sempre ragione il vincitore.

La guerra non l’ha vinta l’America e persa la Germania.

Il vero vincitore è stato Rockefeller.

I vincitori poi, guarda caso, sono a volte i più lazzaroni e i più opportunisti, quelli che si incuneano sempre nelle posizioni trasversali e trasformistiche.

La seconda guerra mondiale l’hanno vinta l’America e l’Inghilterra, e l’ha persa la Germania?

Sono penose frottole.

Il vero vincitore è stato l’impero Rockefeller, un misto perfetto di America-Nazismo, di Standard Oil-Auchswitz, di Pfizer/Bayer/Hoechst/SKKL/Novartis-IG.Farben.

I perdenti sono i marines americani che hanno sacrificato la vita per un ideale nobile, ma ben presto snobilitato e monetizzato da chi stava comodo in retroguardia, a seguire col binocolo, la radio e la telescrivente, l’andamento del conflitto.

I perdenti sono quelli sotterrati nei tanti cimiteri di guerra del pianeta, con la consolazione di una croce bianca che non vale un millesimo di un’esistenza stroncata a vent’anni.

Il diktat del Codex Alimentarius

Le conseguenze le stiamo provando oggi sulla nostra pelle.

La pandemia aviaria-suina, la farsa giapponese SMON, la farsa AIDS, la farsa Papilloma, la farsa SARS, la farsa della Legionella, la farsa del Nobel a Montagnier, la farsa della presente pandemia aviaria-suina (che preferisco chiamare asinina), non sono altro che un derivato diretto dei diktat impostati e programmati diligentemente dal Codex Alimentarius.

Che cosa sono i virus per i testi ufficiali del potere

Sull’Enciclopedia Britannica, targata Glaxo-Smith-Kline e Codex Alimentarius, si apprende che un virus è una particella minuta e sottile che non si può osservare con un microscopio ottico.

Consiste in un pacchetto di composti organici (acido nucleico, Dna) circondato da un velo o da un involucro proteico chiamato capside.

Misura dai 20 ai 250 nanometri di diametro (un nanometro uguale 10 metri elevati alla meno 9, che dovrebbe equivalere a un centomillionesimo di metro), mentre il più piccolo batterio conosciuto misura 400 nanometri).

I voli pindarici ed i movimenti immaginari

E fin qui tutto va bene. Le cose cominciano a guastarsi quando, abbandonati gli strumenti, la mente ballerina dell’uomo comincia a fare i voli pindarici, per cui scattano inesorabili le cinematografie preordinate e i movimenti immaginari.

Ecco allora che il virus, riconosciuto come morto e cadavere, ma forse qualcosa di meno di cadavere, privo di qualsiasi meccanismo metabolico, privo di coglioni e di bocca, si comporta improvvisamente da Gesù Cristo e resuscita.

Un virus che si stiracchia, dorme, si sveglia male, si incazza di brutto e decide di fare il Lanzichenecco

Diventa scattante ed attivo, non si sa come e non si sa perché.

Non si sa tra l’altro cosa ha mangiato e come l’ha digerito, essendo privo di stomaco e intestino.

Tutto questo lo fa non da solo. Lo fa con la collaborazione e la complicità della vittima.

Non appena entra in qualche modo nella cellula vivente di una pianta, di un batterio, di un animale o di un uomo, avviene il miracolo cruciale del morto che respira, mangia e cammina.

Alimentato dagli enzimi della cellula ospite, si stiracchia e fa una bella dormita, si nasconde sotto le lenzuola e fa il latitante, poi si risveglia e prende possesso della cellula stessa. Siccome è pure incazzato nero non si sa bene perché, o forse per aver avuto degli incubi, decide di fare il Lanzichenecco e di distruggere la cellula che lo ospita, e per effetto domino, l’intero organismo all’interno del quale si è insinuato.

Un lavoro sofisticato di proliferazione diabolica e mefistofelica

Una volta che la cellula subisce l’informazione genetica di un virus, le sue istruzioni genetiche vengono alterate ed essa va a formare tante altre copie degeneri di se stessa.

Un lavoro davvero diabolico e mefistofelico, con il divino creatore che sta magari sadico a sghignazzare, quanto e più del demonio, per lo scherzo da prete inflitto alle sue creature.

Per dare un maggior tocco di credibilità al tutto, si scomoda il retrovirus (tipo i LAV, gli HTLV-I, II e III) che immagazzina il suo programma genetico nell’acido nucleico Rna, ed usa un particolare enzima, la trascrittasi inversa, per fare una copia del Dna dal Rna, in una conversione che permette facilmente ai retrovirus di insinuarsi nel Dna delle cellule, trasformandole in fabbriche malvage di altri virus mortali.

Un’interpretazione paradossale e fantascientifica che calza a pennello all’apparato medicale

Trattandosi di un’interpretazione che definire inverosimile, paradossale e fantascientifica è addirittura generoso ed eufemistico, degno delle favole dysneyane in versione malefica.

Interpretazione che possiede però una qualità fondamentale, ed è quella di inquadrarsi alla perfezione negli schemi terroristici che fanno comodo al venale apparato medico-farmaceutico.

Il bello è che pure il movimento contestatore, quello che si oppone al monattismo internazionale, cade nella stessa trappola ideologica e terminologica, e finisce per utilizzare pure lui termini e concetti aberranti.

Come nel caso del dr Mercola (www.Mercola.com), che su Internet informa giustamente come le vaccinazioni siano un grave pericolo per il corpo umano, il quale già possiede le IgA (immunoglobuline o anticorpi) per proteggere le mucose del naso, della bocca, del sistema polmonare e del tratto digestivo, nonché le IgD, le IgE, le IgG e le IgM, che fanno da barriera contro gli agenti inquinanti esterni ed interni.

Introdurre dei vaccini, non è solo rovinoso in quanto introduzione di sostanze micidiali, ma anche sballante perché iniettare un vaccino significa bypassare ed esautorare il sistema immunitario, mettendo a soqquadro l’intero sistema.

Anche il dr Mercola, cade nella trappola ideologica e nella litania del virus vivo

Ma poi, pure il dr Mercola cade indecorosamente nei consueti tranelli, nelle solite stronzate, quando parla degli ingredienti del vaccino.

I maggiori ingredienti del vaccino, dice, sono i virus morti e quelli vivi, che sono stati attenuati, cioè indeboliti e resi meno nocivi.

Qui cade il palco e tutti i burattini.

Meglio restare coi monatti e predicare vaccinazione a oltranza, se prima non ripuliamo il nostro dizionario e i nostri residui di cultura monatta.

Lo squalene è solo la punta dell’iceberg

Adottando i ragionamenti contorti ed antiscientifici  del monattismo, corriamo il rischio di inficiare il tutto e di rendere le nostre giuste affermazioni controproducenti.

Tutta l’argomentazione successiva verte poi sulla sicurezza dei vaccini, la quale viene messa in dubbio dalla presenza di adiuvanti tipo lo squalene.

Capirai che scoperta.

Lo squalene è solo la punta dell’iceberg.

I virus, caro Mercola, e cari i tanti che lo bofonchiano, non sono mai vivi

I virus, caro Mercola, non sono mai vivi, e trovo strano che tu l’abbia scritto, a meno che non sia stata la traduttrice Cristina Bassi (Thelivingspirits), o il blog Lampis, a modificare il tuo testo.

Quanto all’attenuazione, stesso discorso. La qualità di un morto non si modifica.

Morto è e morto rimane.

Pulviscolo minerale è e pulviscolo minerale rimane.

Sporcizia esautorata col marchio (Dna) è e sporcizia rimane.

Polvere sei e polvere ritornerai, pare aver detto Dio negli scritti biblici, in ammonimento alla protervia ed alla superbia umana.

Se ti può servire un dolcetto per consolazione, te lo do all’istante: sei in grande e bella compagnia.

Le attenuazioni del virus e le ipotesi sull’uovo di gallina

L’unica cosa che possono fare, negli ovetti di gallina usati come mezzo di cultura rivitalizzante o resuscitante, rinforzante o attenuante, è di variare la quantità di materiale virale iniettato nell’uovo stesso, aggiungendoci poi tutti gli adiuvanti e le porcherie che vogliono.

Le ipotesi che si possono fare in proposito è che il pulviscolo virale venga raccolto dalle cellule del pulcino, ancora vive per poco, con una sfarinatura del pulviscolo introdotto, realizzata grazie ai trasferoni virali del pulcino stesso.

Sarei curioso di seguire al microscopio, cinematograficamente, quello che accade a quegli ovetti.

Se sono fecondati, l’operazione di inoculazione virale fa morire il pulcino-feto, per cui le sue cellule morte degenerano in miliardi di virus aviari. Se non sono fecondati, niente feto morente, ma semplice trasformazione di materiale proteico che va in putrefazione.

Probabilmente la Novartis e la GSK, sceglieranno con accuratezza solo uova fecondate.

Occorre colpire e disintegrare, o comunque smantellare pezzo per pezzo, una montagna di schifo e di sopraffazione, se vogliamo davvero il progresso dell’uomo sul pianeta Terra

Tutta la montagna di ghiaccio sommersa, tutto il processo vaccinatorio è il mostro da colpire.

Tutta la montagna di iniquità e di vigliaccheria, di farabutti imbrogli contro l’innocenza dei bambini e la debolezza della gente ignorante, insiti nel discorso vaccini e farmaci in generale, insiti nel discorso guerre batteriologiche e virologiche, sono materiale da colpire e da estirpare al più presto, se vogliamo che la civiltà umana possa finalmente progredire e svilupparsi, e non finire devastata e distrutta da un branco di fanfaroni arrivati nella torre di controllo ed insediativisi  a tempo indeterminato, per l’inerzia e la fiacchezza, la pigrizia e l’incompetenza, il lasciar-fare e il colludersi di una opposizione al potere che non esiste, se non nella forma di misere bollicine di acqua e sapone.

Accordo completo invece sulle vie alternative al vaccino

La tesi del dr Mercola offre alla fine delle vie alternative ai vaccini, che invece condivido in pieno, tipo eliminare radicalmente tutti gli zuccheri industriali in commercio (in tutte le forme e variazioni evidenti e nascoste), che hanno effetti di mostruosa debilitazione del sistema immunitario (mentre resta chiaramente fuori da tale considerazione la frutta viva, che è amica intima del sistema).

O tipo ottimizzare il livello di vitamina C-naturale (soprattutto nel periodo estivo) e il livello di vitamina D-naturale (soprattutto nel periodo freddo), nonché eliminare le paure e lo stress, che spaccano le reni al sistema immunitario quanto e più dei veleni.

Il corollario di ogni comportamento saggio e salubre, anti-influenza, anti-virus, anti-polio, anti-meningite, anti-epatite

Frutta e verdura crude, movimento, respirazione ed esposizione al sole, diventano poi il corollario automatico ed indispensabile di ogni comportamento saggio e salubre, accompagnati da una eliminazione sistematica di bevande assurde, imbottigliate ed inlattinate (cole, aranciate, the, caffè, integrazioni liquide e droghe liquide alla taurina ed alla caffeina), e di cibi non della specie (carni, pesce, latticini, uova, cibi concentrati, lavorati e cotti, dolcificati e aspartamizzati), nonché di sostanze micidiali (fumo, farmaci, aspirine, statine, antipiretici, droghe).

E, su questo, qualcosa viene detto, ma con poca grinta e poca completezza.

Più chiarisci e più cose da chiarire ci sono

Pensavo di aver scritto abbastanza sull’argomento virus e batteri, sull’argomento malattie e salute, per dovermi ripetere e rendermi noioso a me stesso, prima ancora che ai lettori.

Anche le verità o comunque le cose interessanti, se ripetute, diventano delle nenie inguardabili ed inascoltabili.

I miei titoli sull’argomento virus, formano ormai un volume monografico

Il dito sulla piaga del contagio e dell’Aids, Il morto che mangia il vivo, Il terreno è tutto e il microbo è niente, La giornata mondiale del niente, Malattia amica o malattia nemica, Pitagora Koch le farse e le verruche, Retrovirus omovirus fantavirus sprecaeurovirus, Superstizione del contagio e cultura della salute, Virus e viresse ovvero il sesso degli angeli, La religione intoccabile del virus e del batterio, Elementi demenziali della messinscena virale planetaria, I burattinai delle pestilenze inventate, Dubito su tutto ma non sul vaccino, Da dove vengono i mostri, Il pesce d’aprile tutto l’anno, George Soros presidente degli Usa dell’Aids e della B12, I magna-magna planetari dell’avvocato Taylor, Il caso Sandlers e i conigli polio-resistenti, I nuovi pirati dell’Alimentarius, I plutocrati della razza ariano-americana, il dio Barack Obama, Il pericolo demografico e la folle opzione Aids, Peste suina e porco economia, La locomotiva del terrore, Le staminali e la bandiera a balle e strisce,sono i titoli di altrettante tesine o articoli che ho firmato negli ultimi mesi.

Qualcuno mi ha catalogato come scrittore di fantascienza, e lo ringrazio. Con tutti i falsi scienziati e i falsi Nobel oggi in circolazione, non so se la patente di scienziato mi converrebbe.

Pensavo di aver dato, con quanto sopra, un piccolo contributo scientifico alla causa, ma anche a chiunque volesse sapere di più su questi argomenti, senza accontentarsi di quanto sente in televisione, o legge sui giornali e sui bollettini sanitari.

Pensavo di aver colmato una sentita carenza culturale italiana ed europea, dove manca quasi del tutto l’impronta salutistica, rasa al suolo dallo strapotere e dall’incontrastata e monopolistica dominazione medico-farmaceutica, dove al massimo ci sono solo pezzi archeologici appartenenti agli Ehret ed agli Shelton.

Eppure, scopro che su Internet qualcuno mi ha catalogato come scrittore di fantascienza.

Non so davvero se ringraziarlo per tale onore.

Vorrei davvero esserlo. E mi piacerebbe pure che tutto quanto sto scrivendo appartenesse alla fantasia, alle visioni, all’ufologia seria o non seria. Purtroppo le cose non stanno in quei termini.

La peste e la paura

La peste e il pellegrino un bel giorno si incontrano in mezzo al deserto. La peste dice all’altro Vado a Baghdad a uccidere 5000 persone.

Si reincontrano sullo stesso punto dopo sei mesi.

Il pellegrino obietta Dicevi 5000, ma ne hai fatti fuori 100 mila, cioè 20 volte tanto.

Balle, risponde quella.

Ne ho fatti fuori esattamente 5000. Tutti gli altri li ha uccisi la paura.

Non si negano ovviamente i batteri e i virus, ma l’azione patologica scatenante dei medesimi

Gli igienisti-naturali, che nell’America odierna preferiscono autodefinirsi salutisti, sono gli esponenti delle due scienze più importanti e vicine agli interessi autentici dell’uomo, che sono Scienza della Salute e Scienza dell’Alimentazione, entrambe in netto contrasto con le due tecnologie dominanti ed opposte che sono Medicina e Dietologia.

E’ ovvio essi non neghino l’esistenza dei batteri e dei virus, e nemmeno la presenza dei medesimi ogni qualvolta si va ad indagare e a fare delle analisi sui malati e sui sani.

La negazione riguarda i motivi causatori della malattia, che è cosa ben diversa.

La malattia è un processo di guarigione diretto intelligentemente dal sistema immunitario

La malattia non è un’entità individuale e differenziata dalle altre 40 mila malattie, come vogliono farci credere i medici.

La malattia è un processo iniziato dal corpo stesso (dal saggio direttore generale interno che si chiama sistema immunitario), al preciso scopo di rifiatare, ripulirsi, ristabilirsi, rigenerarsi, riadattarsi al nuovo clima o al nuovo ambiente.

Un processo iniziato, diretto, gestito e terminato dal corpo stesso, e non da un miliardo di piccole bestie assatanate.

Non esiste e non è mai esistita una prova scientifica che germi e virus provochino le malattie

Non c’è, e non c’è mai stato, un frammento di prova che i germi ed i virus possano provocare delle malattie.

Non a caso, il mondo è letteralmente saturo di batteri e virus.

Se essi fossero davvero degli infidi assalitori, come descritto sulle enciclopedie dell’establishment, il mondo si sarebbe estinto da secoli e da millenni.

La medicina medievale e gli spiriti maligni

La medicina medievale affibiò la colpa delle malattie agli spiriti maligni, a qualcosa che non poteva essere visto, tastato e provato, ma che poteva attaccare a sua discrezione e a suo piacimento il corpo e l’anima della gente.

Ma l’incredulità e lo scetticismo erano sempre più marcati.

La reputazione di preti, papi, esorcisti, speziali, fattucchieri, stregoni e medici stava davvero sotto i tacchi. Era l’epoca in cui il regresso della religione davanti alla scienza lasciava un vuoto enorme.

La santificazione del dio Pasteur

Luigi Pasteur l’occupò con arguzia, rivestendo contemporaneamente le virtù di un santo e gli attributi di un dio.

L’immagine mitica di Pasteur, simbolo di una civiltà nuova, razionale, progressista, si adornò dell’aureola dorata dello scienziato e del padre dell’umanità.

La sua prestigiosa parola diventò sacra più del vangelo.

Guai all’eretico che osasse contestarla e metterla in dubbio.

Ma le malattie continuavano imperterrite a colpire la gente

Pasteur adattò dunque la sua teoria dei germi (conosciuti e non) a tutte le malattie, e convinse il mondo che sono i microbi ad attaccare e ad invadere il nostro corpo.

Ma, a dispetto delle vaccinazioni e delle pastorizzazioni, delle bolliture e delle cotture di ogni alimento, della disinfezione di ogni possibile oggetto a portata di mano, di bocca e di naso, della protezione profilattica plastificata di ogni membro e di ogni vagina, le vecchie malattie continuavano a farsi le beffe della scema civiltà bipede.

I vaccini e i veleni al chinino o al mercurio, escogitati per combattere i batteri, portavano solo all’avvelenamento puro e semplice dei pazienti, e a malattie ben più gravi di quelle originarie.

Fu lo stesso Pasteur, tardivamente e sul letto di morte, a dar ragione a Robert Koch, con l’ormai celebre frase Il terreno è tutto ed il microbo è niente.

Il sano scetticismo della gente

Agli inizi del XX secolo, la gente dotata di cervello cominciò a capire e a riflettere saggiamente che i microbi stavano dappertutto e che tuttavia si sopravviveva, per cui era lecito non credere una virgola di quanto sostenevano i medici e i biochimici.

Con questo crescente scetticismo, la sanità mondiale si sentiva persa e vagava senza speranza, col vuoto negli occhi, il gelo nell’anima e, quel che è peggio, pochi centesimi bucati nel portamonete.

A salvare la medicina ci pensarono i virus col loro Dna

Per fortuna vennero fuori i virus e il loro Dna.

Ecco gli autori del misfatto chiamato malattia.

I virus vengono immediatamente catapultati sul banco degli imputati.

Si dimenticavano, i miseri, di considerare che i virus erano in ogni caso particelle estremamente piccole, nonché prive di movimento e di vita propria, pari dunque alle vitamine, agli ormoni, agli enzimi, ai minerali.

I virus sono detriti mitocondriali di cellule morte

I virus, come scrive l’indimenticato T.C. Fry, salutista americano e direttore  del gruppo igienistico scissionista Life Science di Tampa (Florida), premiato con laurea in medicina ad honorem dalla Sorbona di Parigi, sono dei puri miti.

Trattasi di detriti mitocondriali di cellule morte.

Perdiamo centinaia di miliardi di cellule al giorno, da un organismo che ne contiene più o meno 75000 miliardi, e la maggior parte di tali perdite viene regolarmente rimpiazzata e ricostituita.

CDC, la fabbrica mondiale dell’isteria

La CDC, prostituta ufficiale e concubina mercantile di quel mostro tentacolare che si chiama

Big-Pharma, è specializzata nel fabbricare isterie preparatorie per le sue odiose campagne commerciali.

Si crea il panico e si produce il vaccino.

Si crea la paura dello spirito maligno e si commercializza l’acqua santa in convenienti e comode boccette.

Il contagio è una pura superstizione dei secoli bui, quando la morte nera e la peste bubbonica imperversavano, favorite dalla sporcizia e dalla miseria, dalla fame e dal freddo, dalla mancanza di acqua corrente, di servizi igienici e di sistemi fognari, dall’ignoranza e dai tarocchi, dalle oppressioni del clero e dei signorotti di turno, dalla continua paura di finire in prigione o sul patibolo per i più assurdi e futili motivi.

Le peggiori malattie sono causate proprio da farmaci e vaccini

Il potere medico-farmaceutico usa in lungo e in largo questa credenza vuduistica, allo scopo di trasformare la Terra in un mercato planetario dei suoi infidi veleni, come se l’umanità non ne consumasse già abbastanza.

Ironia della sorte, le peggiori malattie, quelle più croniche e indebolenti, quelle che fanno saltare il sistema immunitario, derivano proprio dai troppi farmaci e vaccini prescritti e distribuiti generosamente da Mamma Medicina.

Le droghe, i farmaci tutti e i vaccini tutti, sono altamente distruttivi per le facoltà umane, specialmente per le facoltà difensive svolte dai linfociti (creati dalle cellule linfatiche come la milza), e dai leucociti (creati nel midollo osseo).

I veri causatori di deficienza immunitaria

Linfociti e leucociti circondano le sostanze nocive e le accompagnano regolarmente al punto di espulsione più vicino che può essere la pelle, i polmoni, i reni o gli intestini.

Prima di essere espulsi, i veleni possono essere ulteriormente disintegrati dai linfonodi e dal fegato.

Chi prende droghe, eroina, anfetamine, caffè, the e fumo a ripetizione, nonché chi assume farmaci, e magari consuma pure alimenti non della specie umana (carni, pesce, latticini, uova), soffre di grave deficienza di globuli bianchi, ovvero di linfocitopenia o leucocitopenia.

La classe medica definisce come deficienza immunitaria il possedere meno di 5000 globuli bianchi per mm3.

Non si acquistano le carenze e nemmeno le malattie, ma si contraggono coi propri comportamenti e coi propri cibi

Asserire che la deficienza si può acquisire, come nel caso dell’Aids dove la A significa Acquired, vuol dire coprirsi di ridicolo.

Non si può acquisire una carenza altrui con nessun mezzo, nessun atto, normale o anormale che sia. Non siamo dei vasi comunicanti, e le carenze, materiali o immateriali, non sono sostanze trasportabili e cedibili.

Il mondo medico-farmaceutico ha escogitato tramite il CDC (Center Disease Control) il mito dei virus maligni.

L’onere della prova è a carico dell’opposizione

Il mondo contemporaneo vive in questa fase precaria e derelitta, in netto contrasto con tutte le meraviglie della tecnologia che lo circondano.

I sostenitori del virus, i monatti e gli untori di manzoniana memoria, includono non solo i produttori di vaccini e i commercianti coinvolti nel business, gli immunologi e certi virologi, non colo certi medici e certi farmacologi, ma anche le vittime stesse dell’intera operazione truffaldina, per non dire di presidenti, ministri, attori e Vip di ogni categoria e specie.

A questa gente non serve portare prove o dare dimostrazioni.

Se ne fregano altamente.

L’onere della prova è a carico dell’opposizione, o a carico della gente.

Il potere sta nella canna della siringa

La prova che hanno è inconfutabile.

Consiste nel fatto di poter tenere la siringa nella destra e la mascherina nella sinistra, indossando un camice bianco che vale ancor più della divisa militare.

Consiste nel fatto di poter entrare nelle antenne televisive, nei tipi dei giornali, nelle scuole e nelle case della gente, senza nemmeno dover bussare e chiedere permesso.

Il potere sta nella canna del fucile, diceva un certo Mao Tse Tung.

Oggi per il mostro medico-farmaceutico, vale un altro motto: Il potere sta nella canna della siringa.

Generato il panico, esso si trasmette automaticamente come uno tsunami.

C’è da aspettarsi un vaccino contro il virus della paura.

Questa gente è troppo potente perché una piccola voce come quella del movimento igienistico mondiale, o quella ancora più insignificante di chi scrive, possa minacciarla.

Oggi occorrono milioni di Euro per diffondere un messaggio o un semplice slogan, ripetendolo adeguatamente e provocando il lavaggio del cervello.

L’ondata di paura, quando è generata, si diffonde da sé in modo gratuito e progressivo come un’onda tsunami. Il vero virus è dunque la paura.

Chissà che non stiano studiando un vaccino anche contro di essa.

La diffusione capillare del dogma vaccinatorio

Esiste una propaganda incessante che prepara tutta la popolazione mondiale a credere con fede e reverenza al potere sanitario mondiale.

Il dogma dell’innocuità e dell’efficacia dei vaccini è protetto e diffuso in modo capillare.

Più un paese è sottosviluppato o colonizzato, più è paese delle banane, è più grande è il dominio di Rockefeller e compagni, di Coca-Cola e McDonalds.

Se in Europa il rateo di vaccinazione tocca il 30%, in Filippine si va al 90%.

Fin dall’infanzia, dalle scuole materne alle elementari, al collegio e al liceo, i giovani si abituano all’idea della vaccinazione, a considerarla come una formalità utile, indispensabile e senza pericoli.

Nella mente ricettiva e malleabile dei ragazzi il credo vaccinatorio viene sistematicamente inculcato.

Non esistono solo i devianti bollettini ministeriali

Esiste una vasta e convincente letteratura sui pericoli, sulle bugie, sulle statistiche manovrate ed artefatte, sui misfatti della vaccinazione.

Lunghe liste di casi terribili e sconvolgenti, di gente caduta in serie come mosche stecchite, in barba a una decina di marchi vaccinatori sulle braccia, di poliomielitici diventati tali grazie ai vaccini di Sabin e compagni.

Una serie impressionante e tragica di casi terribili, di foto sconvolgenti.

Informarsi meglio, sentire tutte le campane, prima di decidere sul da farsi

Una mente scientifica dovrebbe esigere lo studio di tutti gli aspetti del problema, per fare almeno una sintesi integrale, sottoponendo l’argomento vaccini alla prova dei fatti.

Ma la medicina è tutto fuorché una scienza.

E’ piuttosto una sofisticata tecnica mestieristica e mercantile, basata troppo frequentemente sul marketing, la promozione vendite, la commissione e la venalità.

Il vero significato di virus

Ogni virologo ed ogni microbiologo vi dirà che tutto ciò che viene definito virus consiste di materiale morto.

Morto, in lingua italiana, significa morto. Stessa cosa per dead, in quella inglese ed americana.

In effetti il virus non è mai stato vivo, essendo un frammento o un pulviscolo.

Non è nemmeno un veleno, come intendevano i romani, trattandosi di normalissimo scarto fisiologico.

Diventa veleno, ovvero pulviscolo scomodo ed ingombrante, solo se rallentiamo patologicamente il nostro ritmo metabolico.

Il suo Dna dice solo che è stato vivo come mitocondrio cellulare punto e basta, prima di essere frantumato ed espulso.

Virus significa non creatura vivente, non significa nemmeno zombo o spirito, ancor meno vuol dire pianta o animale.

Virus significa pietra, ovvero frammento di sostanza pietrificata.

Materiale genetico morto e tritato, mai più resuscitabile

Ogni microbiologo serio vi dirà che il virus è costituito da materiale genetico morto, con Dna e proteine, privo di facoltà e poteri, privo di capacità di agire ed uccidere.

E aggiungerà che i virus derivano dalla miriade di cellule che abbiamo, o più precisamente dai mitocondri, chiamati anche organelle o piccoli organi, i creatori della nostra energia, che nelle cellule sanguigne stanno al ritmo di un migliaio per cellula, ma che in quelle del tessuto muscolare arrivano a 30 mila per cellula.

Volendo, ti dirà pure che un mitocondrio è più o meno grande quanto un batterio, che è dotato di suo specifico metabolismo e di Dna, e che metabolizza il glucosio fornendoci energia sottoforma di ATP (adenosin-trifosfato).

Il ruolo disgregatore dei lisozomi

Alla fine dunque, essendoci nel corpo 75 trilioni di cellule, con migliaia di mitocondri per ciascuna di esse, avremo qualcosa come quadrilioni o quintilioni di questi minutissimi forni autonomi intracellulari.

Quando una cellula muore, viene rimpiazzata da un’altra cellula, creatasi per mitosi o suddivisione di un’altra cellula ancora.

La cellula morta viene disintegrata da un enzima corporale chiamato lisozoma, il quale la frantuma in minuscoli frammenti allo scopo di farli espellere metabolicamente come rifiuti.

Morendo la cellula, muoiono pure le migliaia di sue organelle interne, e tutto il DNA protetto da doppia membrana, nonché i virioni improtetti, e tutto questo materiale subisce lo stesso trattamento sminuzzatorio dei lisozomi.

Le meraviglie stupefacenti di una singola cellula

Insomma, siamo di fonte a una cellula infinitesimale ed invisibile, eppure dentro di essa avvengono più fatti, più attività, più azioni e reazioni di quelle che hanno luogo in una grossa metropoli con i suoi sovrappassi e le sue stazioni, coi suoi taxi e le sue metropolitane, con le sue fabbriche e le sue abitazioni, col suo vociare e il suo traffico.

Tutto ordinato e incredibilmente affascinante.

Qualcosa di stupefacente, che dovrebbe indurre l’uomo ad inginocchiarsi e pregare, in omaggio reverente al suo creatore, per avergli affidato una realtà corporale-spirituale cossì incredibilmente ricca e straordinaria.

L’unica cosa stonata è la spiegazione virale data dai bifolchi

L’unica cosa dissonante e fuoriposto, stridente e stonata, in tutta questa storia è proprio la barzelletta virale inserita bifolcamente da bipedi parassiti, incompetenti ed irreligiosi, che qualcuno ha fatto ingiustamente studiare e piazzare accanto a degli strumenti preziosi ma assai male-utilizzati.

Ecco allora come si sviluppa la storia ufficiale dei testi medici ed enciclopedici, per cui i virus oltrepassano le barriere e si intromettono nelle cellule, ordinando loro di riprodurre le proprie magagne virali e poi di esplodere.

Una storia che sa da giornale del brivido e dei misteri, e che ha ben poco di scientifico addosso.

I ragazzini non si fanno incantare dalle scemenze

Molto più sensato, razionale e logico definire i cosiddetti virus come frammenti subcellulari o meglio ancora mitocondriali.

Tanto più che, anche se vuoi convincere tuo figlio piccolo, che non si fa incantare dalle scemenze, non puoi raccontargli che un virus, grande quanto un miliardesimo di cellula, può prendere controllo di un universo un miliardo di volte più grande di lui.

Sarebbe come pretendere che un moscerino velenoso si introducesse in un grosso elefante africano e ordinasse al pachiderma di riprodurre miliardi di moscerini fino a farlo scoppiare.

La vita sana crea salute, tutto il resto sono balle

Ignorare le farabutte balle sull’Aids e su tutte le malattie infettive, è il minimo che si possa fare.

Vivete tutti in modo naturale e rilassato.

Fate una sonora pernacchia alle sconcezze che arrivano a ripetizione dal video o dalla carta stampata.

Primi causatori di malattie immunitarie sono i farmaci e i vaccini.

La vita sana crea salute e libera da tutte le malattie. Gli igienisti sono testimoni viventi di tutto questo.

Ristudiamo il grande John Tilden e il suo illuminante concetto di tossiemia

Lo studio delle leggi del dr John Tilden sulla tossiemia è certamente mille volte più importante ed illuminante di tutte le nefandezze sciorinate dalla medicina negli ultimi anni.

La tossiemia è il terreno.

La tossiemia è la presenza nel sangue, nella linfa, nei fluidi, negli organi, nei tessuti e nelle cellule, di non importa quale sostanza estranea ed incompatibile con la salute del nostro corpo.

Un livello minimo di tossiemia ce l’abbiamo sempre, ed è pertanto fisiologico, innocente.

I guai cominciano quando si passa il limite di tolleranza

La tossiemia diventa tossica quando il suo accumulo oltrepassa il limite di tolleranza, e produce la goccia che fa traboccare il vaso.

La tossiemia può essere endogena naturale, (autointossicazione da scarti cellulari mitocondriali non espulsi regolarmente), endogena intestinale (autointossicazione da decomposizione alimenti non digeriti), ed esogeno-chimica (dovuta a farmaci, vaccini, coloranti, fumi, insetticidi).

Senza un’elevata tossiemia non svilupperemo mai alcuna malattia.

Gli antibiotici e i microrganismi

Nel caso di raffreddore o febbre, i batteri hanno il compito di sgomberare il terreno, per cui occorre lasciarli fare tranquilli il loro lavoro.

Se si prendono degli antibiotici, i batteri muoiono e la febbre se ne va, ma il terreno rimane tossico come e più di prima, col risultato che alla prossima occasione ci ritroviamo con una crisi peggiore da dover risolvere.

Chiaro che gli antibiotici non servono contro i virus, perché nei virus non c’è bio, non c’è vita (ennesima prova di quanto squinternate siano le asserzioni contro i mostriciattoli virali, non solo vivi ma pure sadici ed agguerriti).

La carica dei virus e dei batteri di origine esterna

Quanto ai virus esterni, provenienti da altre persone o da animali o piante, è sempre un giochino da ragazzi per il nostro sistema immunitario isolare e fagocitare questo tipo di invasori.

A condizione che il proprio sistema immunitario non sia stato messo fuori uso dai vaccini e dai farmaci.

Ed è proprio per tutti questi motivi che non esistono e non sono mai esistite malattie propriamente microbiche, cioè causate direttamente da batteri e virus, ma soltanto malattie tossicologiche e malattie di carenza.

Chiaro che i consumatori di carni altrui si imbottiscono pure di virus e tossine degli animali morti, nonché dei batteri che intervengono in soccorso, ovvero di materiali che mettono a dura prova il sistema immunitario.

Nessuna trasmissione di malattia e nessuna vera ereditarietà

Ognuno ha il suo grado individuale di tossiemia, e questa realtà non può essere trasmessa.

Al massimo, se uno è intossicato brutalmente, la sua pelle trasmetterà odori pesanti e sgradevoli, portatori di asfissia e di fastidio.

Tutti i sintomi influenzali, inclusi quelli del cosiddetto Aids (febbre, diarrea, tosse, eruzioni cutanee, debolezza estrema), rappresentano un indispensabile processo di eliminazione.

Nessuna malattia può essere propriamente ereditaria.

Possiamo però ereditare una predisposizione, una diatesi (inclinazione) nervosa, tubercolare, artritica, linfatica, cardiaca, cancerogenica.

Oppure possiamo ereditare degli organi piccoli, un petto piccolo, una carenza di difese immunitarie.

La teoria del contagio proviene dalla antica stregoneria

Ecco spiegato il perché il contagio non esiste se non nella mente distorta e superstiziosa dei monatti.

La teoria del contagio proviene direttamente dalla magia e dalla stregoneria antica,  dalle fattucchiere e dalle streghe con la scopa.

Il dr Luc Montagnier, premiato col Nobel, parla spesso di germi che possono moltiplicarsi in numero incontrollabile. Lo hanno premiato per questo. Dove e quando mai ha visto in natura un germe moltiplicarsi in modo incontrollabile? Forse sui cartoni televisivi dei mostriciattoli giapponesi?

Mai contrastare la natura

La natura controlla tutto, proprio tutto.

Se tiri una fucilata a una lepre, essa muore. Nel giro di poco tempo, se i corvi non l’hanno già divorata, i microbi si moltiplicano per mangiare il suo cadavere e, quando non restano che le misere ossa e della peluria, anche i germi spariranno.

La natura controlla anche la febbre.

Non c’è alcun pericolo di sforare, poiché il corpo non si suicida mai, per cui il pericolo è nullo.

Quando i batteri hanno finito di gozzovigliare al nostro interno con le porcherie che trovano in surplus, per cui la tossiemia è rientrata nei limiti, essi spariscono.

L’unico pericolo mortale sta semmai nel voler contrastare testardamente la natura.

Una salubre bevuta di colera all’Università di Vienna

Il dr Max Joseph von Pettenkofer (1818-1905), fisiologo igienista bavarese, professore di batteriologia all’Università di Vienna, pur disinteressandosi delle diatribe dei suoi contemporanei Pasteur, Béchamp e Koch, era arrivato da anni alla conclusione che i microbi non causano alcuna malattia.

Un giorno, mentre dava un corso nel laboratorio di batteriologia, con grande stupore dei suoi allievi, prese un bicchiere colmo di un liquido, e lo fece verificare strumentalmente uno per uno dai suoi ragazzi. Tutti si accertarono che conteneva milioni di microbi viventi di colera.

Richiamò la loro attenzione e inghiottì l’intero contenuto. Il dr Kruif, che era presente alla lezione, scrisse poi che in quel bicchiere erano presenti milioni di bacilli attorcigliati, fatti apposta per infettare e sterminare potenzialmente un intero reggimento. Pettenkofer non si prese alcuna malattia.

I vani sforzi di ammalarsi di colera e di peste bubbonica del dr Powell

Il dr Thomas Powell, morto a 80 anni, negli anni 30, aveva ridicolizzato l’intero mondo della medicina.

Aveva lanciato la sfida di produrre nel suo corpo anche una sola malattia, inoculando in lui sotto controllo di una giuria, i germi del colera, della peste bubbonica, e microbi di ogni genere, facendo a gara nel recuperare ogni schifezza non velenosa reperibile sul pianeta e mescolabile in un bicchiere.

Si fece spargere questi microbi in tutti gli alimenti che mangiava.

Si spennellò varie volte la gola con i germi della difterite.

Ma tutti gli sforzi per ammalarsi non approdarono a nulla.

Gli esperimenti di Fraser con la difterite

Il dr John B. Fraser di Toronto, descrisse sulla rivista americana Physical Culture (maggio 1919) i suoi 150 esperimenti realizzati dal 1914 al 1918 per determinare se i microbi causano davvero la malattia, o se invece sia la malattia generata da altre cause a produrre i microbi in eccesso.

Cominciò nel 1914 a dissetare gruppi di volontari con dell’acqua contenente 50 mila microbi di difterite. Si attese qualche giorno, e nessuno si ammalò.

Passò allora a un secondo esperimento, con del latte contenente 150 mila microbi di difterite. Nessun sintomo.

Nel terzo esperimento, si spennellarono le tonsille, il palato, le narici ed il sotto-lingua.

Nemmeno farlo apposta, nessun caso di malattia.

Si pensò che la difterite fosse poco adatta.

E quelli con la meningite, il tifo, la polmonite e la tubercolosi

Si intraprese un’altra serie di prove con i più pericolosi microbi della meningite.

Si invasero ancora le mucose nasali, le pareti delle narici, le tonsille, il sotto-lingua e la parte posteriore della gola, spennellando milioni di microbi.

Non apparve alcun segno di malattia.

Altro tentativo venne fatto con la tubercolosi, attendendo lunghi mesi, ma anche lì andò buca.

Si utilizzarono pure combinazioni diversificate di microbi (tifo con polmonite, meningite con tifo, polmonite con difterite). Niente ancora.

E quelli col raffreddore e l’influenza

Presero poi 10 soggetti maschi diversi, di varia provenienza e corporatura, e li tennero 45 minuti accanto a 10 casi freschi di raffreddore acuto, appositamente selezionati tra i più gravi.

Dieci malati diversi che tossivano in faccia contemporaneamente a ciascuna persona sana, senza barriere e senza mascherine.

Ma nessuno dei volontari sviluppò sintomi di influenza o di raffreddore.

Le conclusioni sono molto semplici e chiare: la malattia è pre-esistente ai microbi

La verità è molto semplice.

Batteri e virus sono onnipresenti ed ubiquitari sia nei sani che nei malati.

Le malattie scattano per motivi che esulano totalmente dai microrganismi

Lo stato di malattia, sempre di derivazione tossicologica e mai microbica, porta in seconda istanza a disfunzioni metaboliche e a conseguente intasamento cellulare-virale ed intestinale.

I virus e i batteri che accompagnano e caratterizzano la malattia senza esserne minimamente la causa

L’accumulo di virus non espulsi da un lato e di tossine gastriche ed intestinali dall’altro, stimola la moltiplicazione dei batteri, che sono gli unici microrganismi vivi ed in grado di proliferare.

Ed è a questo punto che alla malattia pre-esistente si aggiunge l’intensificato traffico interno di microrganismi che la accompagnano, comportando pure qualche ulteriore fastidio e febbre prolungata, visto che i batteri mangiano e defecano, e a loro volta muoiono e si virusizzano all’interno del corpo, prima che tutto ritorni tranquillamente alla normalità, non appena le immondizie in eccedenza sono state divorate e la tossiemia è rientrata sotto il suo livello di tolleranza corporale, sotto il livello di guardia.

Valdo Vaccaro

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