FERRO, MESTRUAZIONI, ANEMIA, MICROCITEMIA

LETTERA

ALLA RICERCA DELLA FERRITINA

Salve sono Daniela, amica del biologo Federico.
Mi ha dato la tua e-mail per ricevere delle informazioni, sempre che tu possa darle, per aumentare la ferritina.
Premetto di essere vegetariana da circa un anno e che sto per diventare vegana, avendo già notato dei cambiamenti positivi nel corpo e nella mente.
Sono microcitemica di natura.
Potresti darmi qualche consiglio per aumentare la ferritina solamente con l’alimentazione naturale?
Sono molto contraria agli integratori.
Mangio tantissima frutta fresca e secca. Grazie.

*****

RISPOSTA

IL COMPLESSO ED INGARBUGLIATO PROBLEMA DELLE ANEMIE

Ciao Daniela, affrontare il problema delle anemie, il più delle volte associate a carenze assimilative (più che alimentari) del minerale ferro, usando i concetti della terapeutica medica e non-medica, porta soltanto a grandissime confusioni.
Tanto più avanzate sono le analisi e le classificazioni delle innumerevoli forme anemiche, quanto più variano le terapie specifiche, col rischio di errate valutazioni e di errate terapie sempre presente dietro l’angolo. Dove se non nell’anemia e nei processi digestivi si assiste meglio al fallimento più clamoroso ed eclatante della tecnologia e della super-diagnostica medica?

DIFFERENZIAZIONI E CLASSIFICAZIONI

Più classificazioni dettagliate si fanno è più si deve ricorrere a rimedi specifici, a integrazioni minerali e vitaminiche dettagliate, allontanandoci progressivamente dalla natura.
Se nel differenziare la tua anemia microcitica da quella macrocitica si riesce già a distinguere che nel primo caso, che è poi il tuo, ci sono problemi di ordine cronico, o da talassemia mediterranea (morbo di Cooley), o da pura carenza di apporto ferrico (e non da carenza di folati B9 e di cobalamina B12 come nell’anemia macrocitica), le diagnosi differenziate portano ad altre sottoclassificazioni con ulteriori varianze tra MCV (volume corpuscolare), ferritina, sideremia, transferrina, HB (emoglobina).

PIÙ PRECISA E DETTAGLIATA LA DIAGNOSI E PIÙ SI VA INCONTRO A RIMEDI INNATURALI

Alla fine di questo accurato lavoro, un terapeuta medico non può prescindere dall’essere coerente con tale precisione, e dovrà forzatamente ricorrere a un rimedio preciso e al bilancino, non certo al succo di carota o al piatto di radicchio e di tarassaco.
Ed è proprio lì che casca il palco medicale con tutti i burattini.

CREDO PIÙ ALLA CARENZA DI EQUILIBRIO BIOCHIMICO GENERALE CHE ALLA CARENZA DI FERRITINA

Tu mi stai chiedendo una cosa precisa, e cioè l’aumento della ferritina.
Io ti rispondo che già nella tua richiesta esiste un errore di base, un errore indotto dai medici a cui già ti sei rivolta.
Non contesto il fatto che la tua ferritina sia bassa, ma il fatto che per alzare quel livello esista un metodo specifico e particolare, magari di tipo chimico-farmacologico.
La tua carenza, più che di ferritina, è una carenza di equilibrio generale, rivelata da quella ferritina bassa.
La dieta che stai assumendo va tutto sommato bene, purché sia corredata da respirazione profonda, sonno, attività fisica, sole e pensieri positivi, pacifici e rilassanti..

IL SISTEMA PER RIMEDIARE ESISTE ED È SICURO

Il rimedio per la carenza di equilibrio esiste e ce l’ho, e si tratta di rimettere a posto l’intero sistema, prendendo per la prima volta in seria considerazione il tuo bel corpicino, ripulendolo al meglio magari con un breve riposo terapeutico chiamato digiuno totale, e poi responsabilizzandolo e dandogli quello che veramente gli serve per mantenersi in forma ed in equilibrio, e non oberandolo con le cose che lo farebbero riprecipitare nel caos.

LA NECESSITÀ ASSOLUTA DI UN LAVORO MENTALE PREPARATORIO

Tutto questo discorso presuppone un intenso lavoro mentale.
Ovvero uno studio approfondito ed una riflessione sul corpo umano.
Un discorso di tipo culturale e scientifico teso a determinare come sia fatto veramente e di quali sostanze esso necessiti. Nel caso tuo, mi pare che tu sia già sulla buona strada.
Hai capito infatti di possedere un apparato vegano-fruttariano-crudista.
Cosa che dovrebbero fare tutti.
Non per fare un piacere al movimento vegano, ma per fare un semplice piacere innanzitutto a se stessi, visto che quella è la prima e più importante verità, poco importa se per loro ha dell’incredibile o del fastidioso, e poco importa se si stanno tuttora ingozzando di carne, di zucchero sintetico, di integratori e di altre porcherie.

OCCORRE CAPIRE COSA SIGNIFICA ESATTAMENTE LA PAROLA ALIMENTAZIONE

Serve che la gente apprenda cosa significca la parola alimentazione, e alimentazione umana in particolare.
Alimentarsi vuol dire mettere a disposizione del proprio corpo le sostanze dalle quali il corpo stesso (e non noi) saprà scegliere i micronutrienti che gli servono.
Non esiste che noi ci accorgiamo di qualche nostra carenza e gli andiamo a fornire, pesato e confezionato, quello che noi crediamo gli serva.

SE CERCHI L’INFORMAZIONE QUANTITATIVA, TI CONFONDI E TI VIENE PURE IL MALE DI TESTA

Siccome questo problema del ferro, tipicamente femminile, si ripresenta in continuazione e con impressionante regolarità, ho voluto ridarmi una rinfrescata, pescando tutto quanto si può trovare sui vari manuali diagnostici e più avanzati ed aggiornati.
Ho trovato tutto ed il contrario di tutto. Robe da confondersi e farsi venire il mal di testa.

SERVE LA QUALITÀ E SERVE L’ILLUMINAZIONE

Lo stesso Nico Valerio, col suo Manuale di terapie con gli alimenti, e con i corsi che ha tenuto recentemente a Roma, ha fatto a mio avviso dei passi indietro, rispetto alle sue posizioni di 20 anni fa, quando era in forma smagliante e scriveva ottimi libri tipo Tutto crudo e La Cucina Verde.
Come mai è possibile andare indietro come i gamberi, anziché progredire?
Succede. Succede quando vai a pescare informazioni a raffica a destra e a sinistra senza tenere in mano la pila e la bussola.
Non a caso gli ho dedicato una mia tesina, intitolata Un maestro a corto di bussola, a significare che contano molto di più i principi di base che i dettagli tecnici e raccogliticci che vai accumulando.

IL PERCHÉ LE DONNE VIVONO PIÙ DEI MASCHI

Sàtu parcé che le fèmine e viif pùi dal’òmp? (Sai perché la moglie vive più a lungo del marito?)
Pensa e ripensa. Trovavo mille motivi ma non quello giusto e soddisfacente.
Dai, sparala. Sentiamo anche l’ultima. Io bòe, al è sèmplec: le fèmine no à le fèmine!
(È molto semplice, la moglie non ha la moglie).
Me l’ha appena raccontata un amico friulano, a dimostrazione che, in fatto di freddure, gli udinesi non sono secondi a quelli di Limerick.
Chiaro che le donne potrebbero aver qualcosa da ridire, e trovare delle risposte meno partigiane.
Una giustificazione più interessante, della maggiore longevità femminile, è piuttosto quella che le donne hanno meno ferro dei maschi.

IL TROPPO FERRO INVECCHIA ED ACCORCIA LA VITA

Le perdite mestruali, se da un lato sono fenomeno più patologico che normale, permettono una sferrizzazione biochimica dell’organismo.
L’essere sanguigni e carichi di B12, alimentandosi a bistecche, vini e formaggi, evidentemente non paga.
Come dire che il troppo ferro invecchia, appesantisce e fa morire prima del tempo, mentre un leggero stato di anemia controllata, con la B12 ai minimi termini come nel caso di tutti i vegani, non è condizione critica come erroneamente interpretato dalla solita medicina sbilenca, ma facilita la fluidificazione del sangue e permette pure di campare cent’anni.

Pertanto, cara Daniela, vedi di non esagerare col ferro. E vedi di non cadere nella tentazione medica del sangue e dei prodotti al sangue, e nemmeno in quella omeopatica o naturopatia dell’integratore.
Nel Medioevo le donne pallide e anemiche venivano accompagnate al macello del proprio paese o del proprio rione cittadino, e sottoposte a travaso diretto di sangue caldo dall’animale appena sgozzato.
A parte lo schifo e l’odoraccio, per cui già il fegato delle poverette ne risentiva pesantemente, l’effetto immediato aveva del miracoloso, ma poi all’indomani sopravveniva una forte ricaduta, e bisognava ripetere l’operazione.
Alla fine, nonostante i limiti culturali di allora, si comprese che esisteva una specie di effetto sberla immediato, una stimolazione drogante seguita da inevitabile caduta depressiva.
La cura del macello venne dunque ben presto abbandonata.

LA FDA E LE TAVOLE DI MOSÈ

Certi medici di oggi, ogniqualvolta raccomandano bistecche di cavallo al sangue o amenità simili, non fanno altro che ripescare a piene mani nel loro armamentario medievale.
Negli ultimi decenni, questo rigurgito di medioevo è stato assistito e teleguidato ad arte dai più grossi imbroglioni del pianeta, ovvero dai filo-macellai della FDA (Food and Drug Administration).
Per quasi mezzo secolo, la FDA non ha fatto altro che truffare e pervertire la verità e i dati fondamentali, imponendoli al mondo intero come fossero le tavole di Mosè.

LE LIMATURE DRAMMATICHE ALLE ASSURDE TABELLE PROTEICHE DEGLI ANNI SCORSI

Negli anni 70 le sue quote minime proteiche giornaliere stavano sui 300 grammi al giorno, negli anni 80 erano calate ai 200, col Terzo Millennio erano state decurtate a 100, e attualmente tengono duro a fatica alla quota di 75, di fronte alla rigorosità inflessibile delle scuole igienistiche ANHS che da un secolo ammoniscono l’umanità a rispettare il livello proteico di 11-25 grammi giornalieri, visto che 11 grammi è la quota massima assorbibile da un infante umano (che è il più avido assimilatore di proteine del latte materno), e che oltre i 25 grammi ha inizio il micidiale fenomeno dell’acidificazione del sangue.

Ti chiederai, e tutti dovrebbero farlo, come mai questa escalation alla rovescia?
Non si è trattato infatti di un procedimento pacifico e generoso.
La FDA è stata costretta a farlo sotto l’incalzare delle varie associazioni igienistiche e persino mediche, scandalizzate dalla dalle folli quote proposte dalla FDA stessa, nonché dalla diseducazione e dal disorientamento che tale tabelle comportavano.
Lettere di protesta, ingiunzioni, accuse, procedimenti legali. C’è stato di tutto.

I MANCATI AGGIUSTAMENTI PER LE VITAMINE C E B12

Ma, a questa escalation aggiustativa sulle proteine, non ha corrisposto un’altrettanto logica riduzione delle quote della vitamina B12, coi minimi spaventosamente gonfiati a 152 pg/ml (anziché agli 80 pg/ml che erano stati più coerentemente stabiliti dalla WHO), ed un altrettanto aggiustamento al rialzo della vitamina C, che sta tuttora su quote scandalose di 40-60 mg/giorno, quando l’esperimento di Cambridge ed anche le spinte di molti ricercatori portano tale livello a 400-800 mg/giorno.
Sappiamo come la B12 sia legata alla carne e come la vitamina C, sua antagonista, sia legata alla frutta ed alle verdure crude.
Queste gravissime sistematiche balle, tutte congegnate nella direzione di un maggiore consumo di proteine animali, mettono in chiara evidenza l’anima venale e carnivoristica degli enti alimentari di questo pianeta, nonché delle istituzioni sanitarie, alle Asl, e dei medici in generale che seguono ad occhi chiusi quanto si decide ad Atlanta.

LE FARNETICANTI DIETE LOW-CARB E L’ESPERIMENTO PRO-VEGANO DI CAMBRIDGE

Le diete low-carb ed alto-proteiche stile Atkins sono state non a caso accusate di aver provocato nel mondo intero un forte aumento percentuale di cancro e cardiopatie.
E l’esperimento epocale di Cambridge2000 venne fatto proprio per appurare la verità su questi dubbi atroci, dando la prova del nove che tali sospetti erano più che giustificati.
L’esperimento coinvolse decine di migliaia di persone e durò 20 anni.
Chi mangiava frutta 5 volte al giorno e verdura cruda a pranzo e cena, rigorosamente senza nessun integratore, nessuna vitamina sintetica e nessun farmaco, schivava ogni malattia ed in particolare le due citate patologie killer.
Chi mangiava proteine animali e cibi cotti si ritrovava prima o poi ricoverato nei reparti di cardiologia o in quelli di oncologia.

IL MARCHIANO ERRORE BASSO-CARBONICO

Le diete successive alla Atkins, tipo la Zona, la South Beach, la Gruppi Sanguigni, le varie diete ad indice glicemico, la Lemme e simili, si sono mosse e si muovono sulla stessa disgraziata e fuorviante direzione, essendo tutte basate sul marchiano errore basso-carbonico che si trasforma in un assurdo non-alimentarsi, in un divieto al proprio alimento basilare, ed in un conseguente integrarsi chimicamente con false vitamine e falsi minerali, mentre le alte quote proteiche provvedono non a nutrire ma ad avvelenare e quindi a stimolare il cuore e tutti gli organi nel faticosissimo lavoro di espulsione dei residui di tali porcherie.

VITAMINA B12, OMEGA3 E FERRO-EME, IL TRIDENTE FASULLO DEL CARNIVORISMO

A corredo della B12 e di concetti tipo l’Omega3 da pesce (vedi soprattutto la Zona di Sears), c’è stata pure l’altra operazione truffaldina da parte della carnofilia mondiale, e mi riferisco alla differenziazione tra ferro-eme (di origine animale) e quello non-eme (di origine vegetale).
Il più veloce assorbimento del primo rispetto al secondo è stato presentato per anni come carta vincente dei carnivori e degli onnivori contro i vegetariani, come prova della superiorità delle cosiddette proteine nobili.
Ma le bugie hanno le gambe corte.

Oggi sappiamo esattamente come stanno le cose.
Sappiamo che quell’assorbimento veloce rappresenta un’irregolarità patologica e non un vantaggio per l’organismo.
Col ferro non-eme dei vegetali crudi non accade alcuno stravolgimento interno ed il corpo ha il tempo di estrarre ed assimilare davvero quello che più gli serve e gli aggrada.
La saggezza del corpo ha profonde implicazioni per la salute e la longevità.

IL RICORSO MASSICCIO AGLI INTEGRATORI

Una ennesima operazione malandrina, tuttora in corso a livelli mastodontici, è quella del ricorso massiccio e continuo agli integratori, ignorando le leggi naturali del creato ed alla necessità assoluta di ricorrere esclusivamente all’apporto di minerale organicato (vedi mia tesina Nessun minerale vale se privo di vibrazioni).
Il corpo lavora a ritmo di sinergie, a ritmo di assorbimenti basati sulla legge del minimo, ma appartenente ai normali comportamenti della natura, per cui gli apporti intensivi di un minerale non portano ad alcun risultato positivo, all’infuori dell’effetto veleno-stimolo.
La sinergia, nel caso del ferro, si gioca principalmente sull’asse ferro-rame-manganese, che sono alleati e compatibili, nonché su quello rame-zinco, che sono pure complementari.

La prova che molte anemie non sono causate da semplicistica carenza di ferro sta nel fatto che molti anemici hanno ferro in sovrabbondanza, ma nella forma sbagliata, nei punti sbagliati e coi compagni di viaggio sbagliati.
Assumere dosi di ferro da integratori, o abbondanti cibi fortemente caratterizzati dal ferro come le alghe, può portare a squilibri nel manganese o nel rame, e quindi pure nello zinco, con effetti negativi ad esempio sulla tiroide.

RISULTA VANO IL TENTATIVO DI RIPRISTINARE LE SCORTE, SE NON SI HA PRIMA SOPPRESSO LA CARENZA

Ricorrere dunque alle modificazioni dietologiche specifiche, o peggio alle integrazioni mineral-vitaminiche, è un percorso illusorio e pieno di insidie, pieno di possibili errori, pieno di rebus e di tranelli. Non si deve mai inseguire il singolo minerale e la singola vitamina, ma solo e sempre l’equilibrio vitaminico-ormonale-calorico nell’assieme. Dagli stessi tomi medici traspare la verità, a saperla cogliere.
Sul manuale Nuovo Roversi 2009, Diagnostica e Terapia, si legge a pagina 272 una battuta inequivocabile, una fiammata di verità nascosta in decine di pagine non altrettanto semplici:
Risulta vano il tentativo di ripristinare le scorte marziali o ferriche, senza aver prima soppresso le cause che ne hanno determinato la carenza. Questo sì che si chiama parlare chiaro..

NON ESISTE ALTRA VIA SE NON IL CIBO DELLA SPECIE

Occorre dunque fidarsi della saggezza infinita del nostro corpo e del nostro sistema immunitario, mettendoli nelle giuste condizioni operative.
Bisogna ricorrere sistematicamente al cibo della specie e non ad altro.
Cibo della specie significa dieta tendenzialmente vegana e crudista. Non esistono altre vie.

Un’ultima cosa basilare va presa in considerazione, ed è che il ferro e l’anemia sono entrambi legati al fenomeno delle perdite mestruali.
Ma, anche qui, occorree chiarire cosa sono le mestruazioni.
La Manuela Piras (mestruazionefree@libero.it) lo ha sintetizzato molto efficacemente, spiegando che le femmine degli altri mammiferi selvatici non hanno le mestruazioni, per cui c’è qualcosa che non quadra nelle donne della nostra storpia e sciancata civiltà.

LE OPINIONI DI EHRET E DI SHELTON

Se il corpo femminile viene regolarmente ripulito da una dieta naturale e virtuosa, da una dieta coerente e compatibile col disegno di chi la assume, le mestruazioni diminuiscono progressivamente sino a scomparire del tutto. E, con esse, scompaiono pure le emicranie, il vomito, i mali di denti, ed anche tutti gli altri disturbi della gravidanza, scrive il dr Arnold Ehret.
Non è difficile collegare l’emicrania alla funzione mestruale, alla congestione pelvica e ad altre condizioni anormali degli organi riproduttivi. La malattia esiste solo quando è necessaria, e dura solo finché ce n’è bisogno, aggiunge il dr Herbert Shelton.

CONDIZIONE TOSSICA DEL SANGUE E CONDIZIONE CATARRALE DELLA MUCOSA UTERINA, CON DEBOLEZZA CRONICA DEI CAPILLARI INCAPACITATI A CONTENERE LA PRESSIONE SANGUIGNA UTERINA

Le mestruazioni sono patologiche ed innaturali. Niente di più della dieta condiziona e provoca il flusso mestruale di una donna. Un flusso abbondante si cura riducendo la dieta e vivendo di cibi crudi, scrive il dr George Starr White, autore di The emancipation of women.
Le mestruazioni nascono specialmente come condizione tossica del sangue e come conseguente condizione catarrale cronica della mucosa uterina, che diventa periodicamente emorragica causando debolezza cronica dei capillari e incapacità dei medesimi di contenere la pressione sanguigna dell’utero, scrivono Wendy Harris e Nadine Forrest MacDonald.
Le mestruazioni, al pari della leucorrea (gonococco, candida), sono una condizione di malattia e non di normalità. Sono un’emorragia mensile che provoca pure altre complicanze ed altre malattie locali, conclude il dr Schroyer.

IL CONTENUTO IN FERRO DEI PRINCIPALI ALIMENTI CRUDI

Se poi cercavi da me un elenco di sostanze ad alto contenuto ferrico, da suggerire come integratori naturali facenti parte della dieta quotidiana, non esito a dirti che tutte le alghe seccate al naturale e consumate pure senza procedimenti di cottura, danno un contenuto straordinario, con quote di ferro intorno ai 150 mg su 100 grammi di prodotto edibile.

Vengono poi, tutti molto staccati, i semi di zucca (11.2), i semi di sesamo (10.5), i semi di girasole (7.1), il miglio (6.8), le mandorle (4.7), il riso nero (4.2), l’uvetta secca (3.5), le noci (3.1), il tarassaco (3.1), i datteri (3.0), la lattuga (2.0), le castagne (1.7), il crescione (1.7), il riso integrale (1.6), i broccoli-cavoli-cavolfiori (1.1), i cetrioli (1.1), gli asparagi (1.0), il riso bianco (0.8), la banana (0.7), la carota (0.7), i fichi (0.7), la patata (0.6), l’anguria (0.5), il pomodoro (0.5), la mela (0.3), i succhi d’arancia e di pompelmo (0.2).

CONCLUSIONE

Per concludere, cara Daniela, tutte le strade portano a Roma, ma non alla Roma dei grandi banchetti pantagruelici e dei famosi vomitori, non alla Roma del sacerdote Epulone o a quella del generale Lucio Licinio Lucullo (117-57 a.C), e ancor meno alla Roma decadente che portò alla caduta rovinosa imperiale, quando nel 476 il barbaro Odoacre depose Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore dell’Impero Romano d’Occidente.

Tutte le strade portano alla Roma di Decimo Giunio Giovenale (55-135 d.C), o a quella di Quinto Orazio Flacco (65-8 a.C), di Publio Ovidio Nasone (43 a.C-18 d.C), di Gaio Plinio Secondo (23-79 d.C), di Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C), di Publio Virgilio Marone (70-19 a.C), di L. Anneo Seneca (55 a.C-38 d.C) e di Marco Porcio Catone (95-46 a.C), tutti nostri antenati che praticavano il vegetarianismo e il crudismo.

Non mi vengono in testa nomi di antenate, ma credo che le donne dei grandi appena citati avessero una parte importante nelle scelte nutrizionali dei propri uomini.
È stato grazie al cavolo crudo che i romani hanno fatto a meno dei dottori medici per 6 secoli, scrisse Catone medesimo, a conferma che il crudismo, non è affatto una bizzarra invenzione valdiana dei giorni nostri.

Valdo Vaccaro