FRUTTA PROMOSSA A PIENI VOTI, A STOCCOLMA COME A CAMBRIDGE

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LETTERA

MANGIARE TANTA FRUTTA ALLUNGA LA VITA

Cinque pasti di frutta al giorno equivalgono a una vita allungata di 3 anni. Ogni tanto una buona notizia, una conferma della verità, anche dalla Stampa:
(http://www.lastampa.it/2013/07/09/scienza/benessere/salute/mangiare-tanta-frutta-allunga-la-vita-v1SqpUkgIy9uEWA9kBmTsK/pagina.html). Buona lettura!
Gilberto Barone

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RISPOSTA

LA VERITÀ PRIMA O POI VIENE A GALLA

La verità la puoi insabbiare per anni ma non per sempre. Le puoi tappare la bocca quanto vuoi ma alla fine salta fuori. A Cambridge le dottoresse Kay Lee Khaw e Aisla Welch avevano fatto qualcosa di assai simile in zona Norfolk, testando 20mila persone per 20 anni e scoprendo che il modo clamoroso e sbalorditivo che i soggetti sottoposti a 5 pasti sazianti di frutta al giorno (alcuni con aggiunta di verdure e altri senza) schivavano non solo le 2 maggiori malattie-killer mondiali, ossia cardiopatie e cancri, ma anche le gravi patologie intermedie tipo diabete, dialisi renale e tiroiditi.

I DATI DI CAMBRIDGE CREARONO GRAN SCOMPIGLIO NEI PRODUTTORI DI CIBO-SPAZZATURA

Probabilmente fui uno dei primi fortunati a captare tale notizia. L’articolo era di provenienza Reuter e lo lessi mentre mi trovavo a Taipei. Le ricerche di Cambridge hanno dimostrato come un aumento giornaliero di 50 mg al giorno di frutta e verdura cruda, produce già un 20% di diminuzione del rischio di morte da collasso cardiocircolatorio. Tutto dovuto al forte incremento di vitamina-C e di vitamina-E fresche e naturali (le controparti sintetiche nulla valendo ai fini della salute).

BOCCA TAPPATA IN ITALIA FINO AL 2009

L’articolo, edito dall’agenzia Reuter di Londra, venne pubblicato a quattro colonne sul quotidiano
The China Post di Taiwan in data 3 marzo 2001, e sul Taiwan Times il giorno dopo. Non mi risulta che in Italia la notizia sia mai apparsa sui media fino al 2009, quando un articolo di Umberto Veronesi fu pubblicato sul Corriere della Sera.

MASTICATORI INDEFESSI DI GAMBE, DI OSSA, DI FEGATI E DI MUSETTI

Ovvio che in Italia esistono i manovali, i facchini e i lustrascarpe al servizio delle multinazionale del junk-food , del cruel-food, del dead-food, dell’enriched-food e del fast-food. Solerti seppellitori della verità come i nutrizionisti Giorgio Calabrese e Andrea Ghiselli, emeriti consumatori di salme animali miste a vino doc. Per questi falsi profeti, chi mangia vegano, e soprattutto chi tende verso il crudo,
deperisce, si indebolisce e magari crepa prima. Parlano lo stesso identico linguaggio di Carlo Cannella e di David Servan-Schreiber. Non sono mai entrati all’Abbazia di Westminster, dove sta sepolto pure Thomas Parr, giardiniere vegano di corte, morto a 152 anni per colpa di Carlo I che lo costrinse ad ingoiar bistecche.

I DATI DELLA LOMA LINDA UNIVERSITY PARLANO CHIARO

Il maggior ateneo americano per il cibo è la Loma Linda University, e le sue ultime statistiche parlano chiaro. I vegetariani vivono 7 anni di più in media rispetto agli onnivori, mentre i vegani ne vivono 15 di più.

LE PROVE DI FORZA E DI RESISTENZA PARLANO CHIARO

Esiste una marea di esperimenti, come quello condotto dal dr Fisher alla Yale University, dove i vegetariani hanno dato prova di avere forza e resistenza doppie dei carnivori. O quello condotto da J. Iotekyo e V. Kipani all’Università di Bruxelles, dove gli atleti vegetariani testati hanno resistito a prove fisiche 2 o 3 volte più a lungo degli onnivori, prima di stancarsi, e si sono ripresi dalla fatica 5 volte più in fretta.

CAMPIONI AUTENTICI E DUREVOLI NEL TEMPO

Lo stesso Charles Darwin annotava che i lavoratori più forti mai visti erano per lui i minatori del Cile totalmente vegetariani, alimentati con pane e fichi a colazione, fagioli lessati a pranzo e grano abbrustolito a cena (portavano pesi di 100 kg su un piano inclinato di 80 metri, più volte al giorno). Esempi tra gli sportivi? Martina Navratilova, Enzo Maiorca, Manuela Di Centa, Edwin Moses, Emil Zatopek, e 1000 altri nomi. Parliamo, nota bene, non solo di campioni, che esistono su entrambe le sponde, ma di campioni durevoli nel tempo, che è cosa assai diversa.

IL CIBO NON È TUTTO MA È TANTO

Ovvio che non basta il cibo. Ma l’importanza del cibo è spesso preponderante. Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei. Il cibo fa da discriminante. Lo assumiamo più volte al giorno in continuazione. Ogni motore funziona bene o male a seconda del carburante pulito o sporco con cui viene alimentato.
Il buon carburante non fa miracoli, ma dà modo al corpo umano di funzionare al meglio, di mantenersi su standard ottimali, o di riequilibrarsi e di autoguarire nel caso di cadute patologiche.

PROVARE PER CREDERE

Il benessere richiede pertanto uno stile di vita virtuoso a 360 gradi, basato più sulla prevenzione e sul mantenimento salute, e non su percorsi sbagliati e capitomboli inattesi ed improvvisi. La prevenzione si realizza scegliendo alimenti che non causino crisi putrefattive, crisi immunitarie, crisi acidificanti, crisi ossidative, crisi disidratanti.  Non esiste niente al mondo come una dieta fruttariana-vegetariana, capace di rispettare, integralmente e in un colpo solo, tutti questi requisiti fondamentali.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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