Seleziona una pagina

FRUTTARIANISMO SPINTO AGLI ESTREMI O VERA CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE?

da 31 Mag 2015Dieta vegan-crudista

LETTERA

MESSAGGIO FRUTTARIANO DA SARZANA

Buongiorno, mi chiamo Giovanni e sono fruttariano da due anni. Sono uno dei curatori delle conferenze al Festival di Sarzana dove Lei a fine luglio parlerà. Seguo da anni molti suoi scritti e tesi.
Le scrivo solamente per condividere la mia testimonianza, qualora possa essere utile. Grazie infinite per l’attenzione.
Giovanni

*****

TESTO DAL TITOLO DUE ANNI DI SOLA FRUTTA

DESCRIZIONE DI UN PERCORSO DI CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE

L’articolo sta pure sul link LA SPEZIA VEG – IL BLOG: Due anni di sola frutta. Oggi il mio percorso fruttariano compie due anni. Ho piacere di scrivere questo articolo per offrire al lettore una solida base di riflessione da cui attingere nei momenti di incertezza, cui troppo spesso ci si imbatte durante un percorso di consapevolezza alimentare. Racconto la mia esperienza, nel modo che più ritengo utile. Ognuno è poi libero di giudicare e proporre modelli differenti di ragionamento.

NIENTE CEREALI, LEGUMI E VERDURA MA SEMPRE E SOLO FRUTTA

Per fruttariano intendo un individuo che si nutre solamente di frutta. Quindi non mangio verdure o semi spesso chiamati frutta secca. Né tanto meno cereali o legumi. Solo e semplicemente frutta, quando possibile locale e raccolta di persona. Frutta, cruda naturalmente, e in preferenza dolce.
Prima di elencare tutti i vantaggi derivati da questa alimentazione, vorrei brevemente delineare i passaggi più importanti del mio percorso.

CARNIVORO FINO AL 2010, VEGETARIANO FINO AL 2012 E VEGANO FINO AL 2013

Prima di diventare fruttariano sono stato due anni vegano e quasi un anno vegetariano. Iniziai il mio percorso il 25 maggio 2010. Fino a quel momento mi nutrivo per il 75% come un carnivoro. Non avevo mai mangiato frutta in vita mia e i miei pasti erano quasi esclusivamente di carne, di tutti i tipi.
Mc Donald, Burger King, bistecche e grigliate con amici erano le rappresentazioni platoniche della mia idea di cibo. Il resto dei miei pasti era costituito da pasta, uova, qualche dolce e formaggio, con un frequente uso del forno a microonde negli ultimi anni. Mi piaceva molto la mozzarella di bufala.

PER UNA VITA HO PENSATO CHE LE PROTEINE ANIMALI FOSSERO INDISPENSABILI

Nessun dubbio morale, alimentare o evolutivo aveva mai richiamato la mia attenzione. Ho sempre fatto tantissimo sport e forse questo mi ha impedito di sviluppare o aggravare malattie importanti, e di varcare la soglia del sovrappeso e dell’obesità. Unitamente alla mia irremovibile convinzione che per investire sulla buona salute bisognasse prediligere il consumo di proteine animali, la non osservanza dei più banali campanelli di allarme del mio corpo leniva sempre di più l’impatto con l’illogicità del non-benessere.

NON MI SAPEVO SPIEGARE IL MOTIVO DELLA MALATTIA E DEL CANCRO

Nella fattispecie non ho mai capito perché l’uomo dovesse morire malato, soffrire e aver bisogno della tecnologia chimica per curare anche i più banali malanni. Non essendo credente, non potevo incolpare Qualcuno di questo errore di programmazione di specie. Se i miei nonni morivano di cancro e genitori comuni richiedevano e richiedono tutt’oggi l’aiuto programmatico di un pediatra per sapere cosa dar da mangiare ai loro cuccioli, allora la ricerca di una motivazione doveva essere intavolata per forza di cose in un laboratorio meno astratto e più naturale, evoluzionistico, fisico e matematico. Ma queste ultime si servono della logica, e la logica non sbaglia mai.

QUALCOSA NON QUADRAVA DAVVERO PER CUI DECISI PER UN RAPIDO CAMBIAMENTO

Non c’era altra possibilità. Avevamo manomesso qualcosa, invischiati in ciò che rende ogni cervello umano paralizzato, ovvero l’abitudine, figlia primogenita dell’ignoranza. In base a ciò, decisi che qualcosa non quadrava. Cominciai a provare a eliminare la carne, dopo aver letto qualcosa circa la carenza di vitamine come possibile causa di una stanchezza e astenia che accusavo ogni inizio di primavera. Per dare spazio all’apporto vitaminico iniziai a introdurre una o due mele al giorno e a fare un esperimento, eliminando la carne per qualche settimana con lo scopo di avere più spazio per le verdure. Inizialmente tolsi la carne di animali terrestri, qualche mese dopo il pesce. Dopo un anno avevo eliminato anche le uova e i latticini. Il miele, prodotto animale, non l’ho praticamente mai mangiato in vita mia.

VEDEVO LA NECESSITÀ DI CONDIRE LE VERDURE COME UN INGANNO

Nel frattempo passavo il mio tempo libero a leggere e informarmi sull’alimentazione ed accadde che quando divenni vegano, ero già crudista per un buon 60-70%. Cucinavo solo qualche legume e qualche cereale. Spesso li germogliavo. Tutte le verdure e la frutta invece le consumavo crude, cosciente che la cottura altera il cibo in modo irreversibile e spesso pericoloso. Dopo due anni consumavo sempre più frutta e avevo sempre più difficoltà a gustare e digerire altri prodotti, come semi verdure e cereali. Non accettavo il fatto di doverli cucinare e soprattutto di condirli per farmeli piacere. Che senso aveva proporre a me stesso l’inganno visto che la consapevolezza alimentare è proprio l’antitesi di quest’ultimo?

LE VERDURE CRUDE MI GONFIAVANO E MI PROVOCAVANO STITICHEZZA

Comunque, inganno o meno, io avevo sempre più difficoltà ad andare in bagno con queste benedette verdure crude e questi semi o noci che mangiavo. Presi le ultime verdure nel frigo e le regalai. Presi gli ultimi chicchi di cereali e semi e li regalai ai miei amici piccioni. La cosa fu molto divertente. In quel periodo vivevo a Venezia e nei pomeriggi sedevo in qualche angolo in loro compagnia, per dedicarmi alla lettura. E così ebbi di che guarnire il loro spazio intorno alla mie panchine.
L’uso così maestro del loro becco si sposò immediatamente con la verità del cibo specifico che finalmente compresi.

IMPORTANTE ELENCO DI MALATTIE SCOMPARSE E DI PRESTAZIONI MIGLIORATE NEL PASSAGGIO DA ONNIVORO A VEGANO

Nel passaggio da onnivoro a vegano, la maggior parte delle mie malattie e acciacchi è scomparsa.
1) Stitichezza: sparita dopo una settimana. 2) Reflusso gastroesofageo: una croce che mi ha rovinato la vita per anni. Scomparsa dopo pochissimi giorni. 3) Ipotiroidismo: scomparso dopo meno di un anno. 4)Influenza: mai più avuta. 5) Raffreddore: da vegano ne ho avuti solo due, durati 4 giorni senza alcuna medicina. 6) Emicrania: scomparsa. L’emicrania mi veniva soprattutto quando facevo lunghi allenamenti di corsa. 7) Lieve carenza di ferro: scomparsa dopo meno di un anno. I miei valori sono notevolmente aumentati. 8) Le energie sono notevolmente aumentate insieme ai miei risultati nelle gare di atletica. 9) Ho perso circa 10-12 Kg di peso nel giro di 2 anni. 10) Ho iniziato a praticare atletica leggera a livello agonistico dopo aver smesso per anni, correndo le mie prime mezze maratone (21 Km) e distanze di poco superiori.

QUALCHE PROBLEMA RESTAVA DA RISOLVERE

Ho iniziato pure a donare il sangue. Rimaneva ancora qualche problema. Avevo la pressione oculare alta a circa 18-20 mmHg. Essa iniziava con gli anni ad aumentare sempre di più, probabilmente anche a causa di una familiarità di glaucoma, visto che pure mio padre ne soffre. E dovevo fare i conti con le allergie primaverili, un tormento infinito che mi affligge dall’età di 13 anni.

ULTERIORI VANTAGGI NEL PASSAGGIO DA VEGANO A FRUTTARIANO

Nel passaggio da vegano a fruttariano ho conseguito i seguenti risultati.

1) Pressione oculare, dopo tanti anni, tornata a valori normali dopo soli pochi mesi di fruttarismo (circa 13 mmhg). Incredibile vero?

2) Allergia primaverile. Questa forma di allergia, nella fattispecie alla gramigna, è dura da combattere. Nel primo anno di fruttarismo essa non è scomparsa. Alla fine del secondo anno, ovvero adesso, ha finalmente mollato la presa. Posso dire ora che per l’80% almeno è debellata. Nell’ultimo anno ho aumentato il consumo di frutta dolce diminuendo quello di frutta ortaggio. Sulle allergie è difficile esprimersi. Quello che penso io è che spesso rimane una specie di effetto-memoria che richiede tempi molto maggiori di risoluzione. Patologie di questo tipo sono il risultato di anni e anni di compromissione del sistema immunitario, dovuto non soltanto all’alimentazione ma anche alle vaccinazioni. L’effetto memoria non è una mia stravaganza. Esiste la psico-neuro-immuno-endocrinologia che spiega egregiamente come sistemi diversi siano tra loro connessi.

3) Da fruttariano ho corso numerose maratone e qualche ultra-maratona da 52 Km.

4) Le ore di sonno sono diminuite e non necessito più di tanto riposo.

5) Ho perso circa altri 12 Kg, per un totale quindi di quasi 25 Kg da quando ero carnivoro.

6) Non ho mai più preso un raffreddore.

7) Non mi scotto al sole e non ho mai avuto sete.

8) Non bevo da due anni, e lo stesso è accaduto durante le mie gare di maratona.

9) La mia pelle è ringiovanita di almeno 20 anni.

10) Il ph delle mie urine è alcalino.

11) Non soffro il caldo.

12) La mia pelle, il mio sudore, le mie urine e le mie feci non emanano alcun odore.

13) Eventuali ferite guariscono in fretta e la concentrazione e la memoria hanno subito un’impennata incredibile.

14) Ma la rivoluzione più bella è certamente quella che ha coinvolto e coinvolge tutt’ora lo spirito. Ma non ho spazio per parlarvene qui.

AFFERMAZIONI VISIBILI E DOCUMENTATE

Tengo a rilevare che tutte le informazioni relative alla mia salute sono documentate e visibili. Per chi è già ad un buon punto del proprio percorso di consapevolezza e si pone domande su quale sia la mia visione dell’attuale stato di salute dell’uomo, rispondo in anticipo che l’autore con cui mi trovo più d’accordo è il professor Arnold Ehret, anche se è venuto dopo nella mia vita, quando ero già fruttariano da un anno.
Giovanni Torraco

*****

RISPOSTA

BRAVO NON C’È CHE DIRE

Ciao Giovanni. Vuoi un mio spassionato commento? Bravo sette più? Non basterebbe. Meglio assegnarti il massimo dei voti ed anche una lode. Sia per quanto hai fatto che come lo racconti in ogni dettaglio. Fare i fruttariani al 100% alle nostre latitudini non è affatto agevole. Personalmente, mi sono divertito a farlo spesso nell’area Singapore-Bangkok-Saigon-Manila, ma qui da noi è altra cosa.
Qualche correttivo amichevole e non polemico va tuttavia inserito.

NON MANCANO ASPETTI ESTREMIZZANTI E STRETTAMENTE PERSONALI

Da rilevare che ci sono di mezzo 25 kg in meno e dunque degli aggiustamenti positivi ma non certo privi di lati estremi. Come uso dire sempre più spesso, occorre usare buon senso e apertura mentale, prima di proporsi come modello ideale e valido per tutti, e soprattutto prima di poter estendere la validità di un progetto alimentare, qualunque esso sia, a periodi di tempo prolungati. Volendo fare un ulteriore passo verso la perfezione, potresti adottare persino il sistema breathariano, e magari lasceresti per strada altri 12 chili ancora.

SI PUÒ ESSERE FRUTTARIANI SENZA RINUNCIARE ALLE RISORSE LIMITATE E PREZIOSE CHE LA NATURA CI REGALA

La mia franca opinione, pur rispettando Arnold Ehret come grandissimo maestro ma non certo come il meglio della covata, è che l’inverno e soprattutto la primavera italiana, racchiusa e circondata da picchi ghiacciati alpini-appenninici-balcanici, limita di molto le nostre risorse, costringendoci a cibi privi di vitalità soprattutto nella categoria frutta, dove le mele da gennaio ad agosto valgono assai poco, dove ciliegie, fragole, pesche e augurie si fanno desiderare sino ai primi di giugno, dove per nostra grande fortuna possiamo contare su magnifiche verdure invernali da orto e di campo, tipo il tarassaco, l’acetosa, i radicchi, i cardi, i finocchi, le carote, le rape dolci, le rape piccanti e le bietole rosse, le patate, i cavoli e i carciofi.

IL LUNGO PERIODO FA GIUSTIZIA E SMUSSA LE ESAGERAZIONI

Da rilevare che la tua esperienza fruttariana è formidabile, ma verte dopotutto su due anni soltanto, su passi carichi dell’entusiasmo dei neofiti, per cui c’è spazio per riflessioni, per revisioni, per rafforzamenti, persino per retrogradazioni su gradini più comodi e tollerabili di lungo periodo. Come insegna la ricca e saggia scuola sheltoniana, non è il cibo che guarisce, non è la dieta igienista e tanto meno la dieta anti-muco di Ehret a fare miracoli, non è il digiuno in sé il fattore decisivo, non è al limite nemmeno il sistema vegan-crudista tendenziale che, sia pure nella sua provata valenza di saggezza e di buon senso, è in grado di mantenere il corpo ai massimi livelli del suo potenziale.

SUPERIORITÀ ASSOLUTA DEI NOSTRI MECCANISMI AUTO-REGOLATORI INTERNI

L’equilibrio energetico va tuttavia protetto in continuazione. Sprechiamo il 25% delle calorie nei costi digestivi, quando ogni risparmio calorico rimane fattore basilare di salute e di funzionalità ripulitiva ed immunitaria. Il fattore decisionale  che prevale su tutto rimane il delicato apparato autoguaritivo che ci caratterizza e ci sorregge. Niente lo può superare, trattandosi di un meccanismo perfetto e pulsante, di un organismo vivente  e dotato di poteri straordinari.

L’IMMUNOCOMPETENZA È IL FATTORE CHE CONTA PIÙ DI OGNI ALTRA COSA

Questo non significa che il pacchetto-salute che proponiamo a ripetizione sia privo di importanza e di valore. Pensare in positivo, catturare i benefici raggi del sole, camminare e respirare sbuffando tutti i giorni, alternare il riposo alla fatica, ricaricare le batterie esaurite mediante il sonno notturno, sono al contrario scelte e strumenti fondamentali. Ma sempre poco e nulla in confronto alla immunocompetenza dell’asse cerebrale ipotalamo-ipofisi-sistema immunitario.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER

Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni presenti su questo sito hanno solo scopo informativo, non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

Scritto da Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro, classe 1943, è ricercatore indipendente, divulgatore e filosofo della salute, orgogliosamente NON-medico. Da sempre ha fatto della dieta vegeto-crudista tendenziale, dell’amore per gli animali e la natura un modo di essere e uno stile di vita, in tutta autonomia e libertà. Valdo ha tenuto centinaia di conferenze in giro per l’Italia e nel mondo trattando vari temi tra cui salute, etica, attualità e altro ancora. Al momento, oltre all’attività sul blog, è direttore scientifico e docente della HSU – Health Science University, la prima scuola di Igienismo Naturale Italiana.

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Articoli Correlati

Commenti

13 Commenti

13 Commenti

  1. arvo

    Straordinaria testimonianza che ho letto con molto interesse. Nessuno ci dirà mai se l'ultimo elenco di miglioramenti si sarebbe realizzato lo stesso o meno, restando nella fase intermedia di vegan crudismo. E con quali tempi.
    Interessante anche la tesi dell'effetto memoria che richiede tempo per una positiva risoluzione. Ma io credo che questi tempi restano tali quando l'approccio salutistico verte solo sull'alimentazione. Che non è tutto. Infine in accordo con Valdo credo che un modello unico ,valido per tutti ed esteso a chiunque non lo si possa fissare in maniera incontrovertibile. Troppo importante il tema delle differenze individuali. Ho conosciuto onnivori tossicodipendenti che non hanno mai manifestato una sola allergia in vita loro. Se non quella per la vita stessa….ovviamente.

    Rispondi
  2. arvo

    Aggiungo che sono ormai convinto che per certe persone togliere i cereali sia una necessità, ma qui interesserebbe capire cosa sarebbe accaduto o cosa accadrebbe in futuro conservando (o reintroducendo ) verdura cruda o anche cotta. Risposta che non si può avere con certezza.
    E poi mi chiedo : dove sono o che fine hanno fatto le crisi eliminative nel caso di Giovanni?
    Mi piacerebbe sentire anche il parere di Francesco nel caso capiti da queste parti.

    Rispondi
  3. Andy Ray

    Sono d'accordo con te Arvo, questa è una testimonianza straordinaria di Giovanni ma lo è ancora di più la risposta sensata, equilibrata e di esperienza infinita che gli da Valdo, soprattutto nella parte dove parla dell'entusiasmo da neofita, per cui solo il tempo ci dirà se il buon Giovanni avrà modo di fare aggiustamenti e ripensamenti o manterrà la linea adottata.
    Ringrazio ancora Giovanni per questa sua lettera e grazie anche a te Arvo e a Francesco perché è sempre un piacere leggervi.

    Rispondi
  4. Francesco

    Vado di gran fretta, scusate, solo poche considerazioni al volo.
    Anzitutto complimenti per il tuo percorso, Giovanni: non ho nulla contro gli "estremismi" positivi, purchè siano vissuti con serenità e con gioia. Poi alcune domande: sull'età, altezza, peso, quantità e qualità di frutta consumata quotidianamente, zona di residenza (almeno indicativamente, tipo Nord Sud, zona climatica ecc). Infine qualche osservazione. Anzitutto vedo che consumi anche fruttortaggi (pomodori, peperoni, cetrioli, zucchine ecc.). Credo che potresti inserire nel tuo menù anche altre verdure, senza andare incontro agli inconvenienti intestinali/digestivi ai quali accenni, che credo dipendano dalla presenza delle fibre (specie quelle insolubili), a condizione che si adottino alcune precauzioni del tipo: 1) frullare la verdura a foglia verde e tenera (lattuga). Le sue fibre sono tenere e solubili, non dovrebbero dare noie intestinali. E' un tipo di verdura ricchissimo di preziosi minerali, dunque perchè privarcene? Infine è pure gustosa al palato: un frullato verde, di banane e lattuga, dopo una maratona, è quanto di meglio possa esistere, ed è pure digeribilissima: 2) poi ci sono i succhi di verdura, che ovviamente sono tutti digeribilissimi, perchè privi di fibre: pensa al succo di carote, di bietola rossa (tubero), di sedano, di cavolo rapa ecc.? Perchè privarsi di tutto questo ben di dio, prendendo tutte le dovute cautele?

    Rispondi
  5. arvo

    Grazie Andy.
    Quanto a Francesco non c'è nessun dubbio che andasse realmente di fretta. Probabilmente si tratterà di urgenze elettorali. Ma a parte le battutte, mi pare che rileggendo nel dettaglio, Giovanni avesse scritto chiaramente di aver rinunciato del tutto alle verdure. Dunque niente fruttortaggi. La sua alimentazione è divenuta rigorosamente fruttariana. Niente lattuga e, aggiungo io, niente clorofilla che si trova in abbondanza nei vegetali verdi. Per cui al limite potrei chiedere a mia volta : perché privarcene? La risposta mi sembra di trovarla nel seguente passo tratto dalla stessa mail di Giovanni : "dopo due anni consumavo sempre più frutta e avevo sempre più difficoltà a gustare e digerire altri prodotti come semi, verdure e cereali". E ha anche scritto di aver letto molto, nel frattempo, sui danni causati dalla cottura.
    Tutto ciò mi fa sospettare che si fosse introdotta…..non dico una paura….ma certamente una convinzione psicologica radicata attorno al rischio di manipolare l'integrità originaria dei cibi. Azione che lui non voleva più compiere. Può darsi che mi sbagli ma a me pare che ogni approccio che ignori bellamente le dinamiche psicologiche che sono sempre dietro ogni scelta, rischi di essere insufficiente a spiegare la realtà delle cose. Non riesco a non ricordare il caso (anche se un pò estremo, che poco ha a che fare con Giovanni…..intendiamoci) di mio padre che aveva sviluppato una fortissima intolleranza alle uova, al punto che reagiva in maniera automatica e quasi violenta anche a piccole traccie di esse. Quando a fatica convinsi mia madre a metterne di nascosto in un pasto, lui ne mangiò senza avere alcuna reazione. Con questo voglio semplicemente dire che anche se ignoriamo queste dinamiche esse non sono meno attive in ogni momento. E il cibo, non dimentichiamolo, si carica di profonde valenze psicologiche per ognuno di noi. In definitiva se tu sei profondamente convinto che le verdure non sono adatte alla tua alimentazione, è molto probabile che si sviluppi una insofferenza nei confronti del loro consumo. In ogni caso, quale che sia la verità, la mia capacità di fare selezione arriva fino ai cereali. Poi si ferma e non si estende oltre. Tolti quelli non trovo più ragioni per andare oltre, ma ripeto: posso sbagliare. In fondo ognuno è diverso. Come diceva Francesco, è importante che nella scelta "radicale" ci sia serenità Però le considerazioni di Francesco andranno riformulate con più calma, quando ne avrà il tempo. E poi ripeto: dove sono le crisi eliminative di Giovanni nei vari passaggi? Sembra, al contrario, che in ogni fase si sia liberato di ogni residuo disturbo. Così come è accaduto a me.

    Rispondi
  6. Francesco

    Fai maggiore attenzione, Arvo, Giovanni dice di aver diminuito il consumo di frutta ortaggio, non di averla eliminata. Quanto alle ragioni che lo hanno spinto a eliminare tutte le altre verdure, non escludo che vi possa essere anche una componente psicologica, ma io vedo soprattutto una scelta radicale finchè si vuole ma molto studiata e ragionata (ricerca di un modello dietetico più naturale, che implicava quindi il rifiuto dell'inganno dei cibi cucinati e di ogni altra compromissione, di cui l'umanità si è macchiata pagandone anche un prezzo salatissimo col deterioramento delle sue condizioni di salute), scelta successivamente sottoposta alla verifica della prova con esito favorevole (visti i numerosi miglioramenti da lui conseguiti). Mi pare insomma che la componente razionale della sua scelta sia molto pronunciata, per questo il rifiuto integrale delle verdure un pò stride e potrebbe infine esser rivisto. Comunque sarà Giovanni stesso, se lo vorrà, a far luce piena sulle sue scelte e sui suoi futuri propositi. Quanto alla sua blanda detox, è vero che Giovanni ha avuto la fortuna di non esserne particolarmente bersagliato, buon per lui: questo mi fa ipotizzare che sia abbastanza giovane (diciamo sui 35 anni) e che comunque il suo stato di salute fosse ancora piuttosto integro prima del recente passaggio. Rileggendo ho poi visto che in un certo periodo della sua transizione soggiornava a Venezia, insomma è nordico. Per il momento non avrei altro da dire, se non concordare quasi su tutto quel che Giovanni dice e fa: il fatto che io in inverno ancora indugi sulla verdura cotta, non mi impedisce di dire che 100% crudo è comunque meglio, anche se non me ne faccio un cruccio.

    Rispondi
  7. Antonio Armando

    Giovanni egregio, complimentoni vivissimi!
    I risultati raggiunti hanno dell'dell'incredibile solo per chi non ha mai messo in discussione l'onnivorismo, cimentandosi nel vegan crudismo (tendenziale o meno).
    Le performances atletiche, invece, meritano applausi sperticati (per dirla alla Valdo!!).
    Al riguardo, giusto per avere un quadro più dettagliato, mi piacerebbe sapere che tempi fai sulle varie distanze, quanti km di allenamento alla settimana sostieni e quanti kg di frutta ingurgiti.
    Anch'io faccio qualche sgambata. Una cinquantina di km a settimana a 4.40 circa a km. Su distanze tra gli 11 e i 15 km.
    Da quasi tre settimane a questa parte ho ridotto a meno del 10% il ricorso a cibi diversi da frutta e verdura cruda.
    Mi rendo conto che è ancora presto per fare bilanci ma le impressioni sono molto molto positive.
    Perdona il disturbo e buona vita.

    Rispondi
  8. luigi zito

    Che bella testimonianza spero che sia vero quello che dici ma dimmi Giovanni il periodo invernale come te la cavi? freddo,neve, ghiaccio, umidità come te la cavi? riesci a essere fruttariano. Vivi al nord di Italia o al Mare? queste mie domande sono importante per me io sono 9 mesi che maggio frutta ma purtroppo cado mangiando cotto per il freddo umidità,ghiaccio neve.vivo in pianura padana. Se vuoi rispondere per me e grande gioia trovare qualcuno che ci sostiene.

    Rispondi
  9. arvo

    Va bene, inutile scomodare la botanica, dove la differenza tra frutti e verdure è che i primi vengono dal fiore impollinato, mentre la verdura è parte di una pianta che viene da seme. Non solo qui non ce ne importa nulla, ma devo dire che nella parte finale si dice espressamente frutta e frutta ortaggio. Terminologia che mi ha spiazzato, non avendola mai usata in vita mia. Ho sempre considerato la frutta come cibo naturalmente dolce. La verdura (ortaggio o meno) no. L'ambiguità sta nell'affermazione perentoria iniziale : "per fruttariano intendo un individuo che si nutre solo di frutta, quindi non mangio verdure o …altro." Ma ripeto non ci importa granché.
    Di poco rilievo anche la mia perplessità iniziale, leggendo del disagio di fronte all'idea di cucinare le verdure, visto che si possono mangiare crude.
    La cosa più importante è che resta una testimonianza di grande interesse e che l'immenso mondo maggioritario che abbiamo di fuori ci continua a raccontare balle su balle. Dalle sterminate masse di persone comuni agli esperti di settore, dai comunicatori della tv ai medici del sistema sanitario. La vicenda che ci viene raccontata da Giovanni è l'ennesima prova del fatto che le tesi convenzionali ed ufficiali sono false, altrimenti il nostro amico sarebbe crollato da un pezzo sotto l'effetto fatale di scelte rovinose. Che invece lo hanno portato alla salute ottimale.

    Rispondi
  10. vizzvozz -

    Consiglio di dare un'occhiata ad un articolo del bravissimo Paolo Cavacece:
    http://paolocavacece.it/il-potere-antiossidante-degli-alimenti/
    …forse non tutto il male vien per .."cuocere"…visto che certi cibi cotti escono a testa alta dalla ricerca, mentre parecchi cibi crudi no…
    certo che il potere anti-ossidante non è l'unico paramentro dui cui tener conto…pero' mi sembra che sia il caso di riflettere…

    Rispondi
  11. Giovanni Torraco

    Buona sera amici, grazie per la lettura. Spero, come già detto, che la testimonianza possa essere utile a tutti, in particolare a chi ha desiderio di affrontare un percorso di questo tipo o semplicemente di saperne di più.

    DISCORSO SULLE VERDURE.
    Rispondo secondo due visioni, scusandomi di non aver dettagliato la cosa nell'articolo.
    1)Io non ho scelto di eliminare verdure o semi. Semplicemente avevo problemi con esse, soprattutto con i semi.
    Per problemi mi riferisco a stitichezza.
    Ho sperimentato 3 volte la cosa in questi due anni: ogni volta che introduco verdure o semi, sembra di mangiare mattoni.
    Stitichezza; odore nelle feci, urine più gialle e dense. Chi me lo fa fare?
    L'unica cosa che entra nel corpo ed esce senza arrecare alcun danno è la frutta, e mi permetto di sottolineare "frutta dolce"…

    2)Fermo restando a quanto implicitamente ho riferito nell'articolo, ovvero che se devo condire un cibo per renderlo appetibile, allora sto giocando con gli inganni.
    A voi piace un cavolfiore crudo? Degli spinaci?
    Viene l'acquolina in bocca vedendo dell'insalata per terra?
    A me sinceramente no…a me viene l'acquolina in bocca vedendo (o semplicemente pensando) a un casco di banane mature, una mela pink…cachi, fichi ecc… Non un mazzo di sedano o foglie di bietole.
    E ciò è ancora più vero al termine di un allenamento.
    Questa è naturalmente la mia opinione ed esperienza personale, ci mancherebbe.
    Però proviamo per un attimo a riflettere a quanto cibo mangiamo condito mangiamo nella nostra vita…
    Con ciò non voglio dire che sia un reato alimentare ovviamente.

    Giovanni

    Rispondi
  12. arvo

    Fatte salve le sacrosante scelte personali e il fatto che la frutta (in senso stretto, quella dolce) è al primo posto senza dubbio alcuno, mi pare di poter dire che dati certi, assoluti, validi per tutti e normativi, non ne esistano. Ognuno si erige come massimo esperto mondiale di sé stesso e fa o meno quello che si sente di fare in base a considerazioni personali di vario genere, comprese quelle psicologiche e sociali. Mancano cioè sperimentazioni rigorose su campioni statisticamente significativi, dove gruppi numerosi e con alimentazioni via via diverse, vengano seguiti per anni nelle loro evoluzioni della salute. E' vero che c'è stato Campbell, peraltro adesso fortemente criticato e contrastato, ma il suo è stato uno studio generico, dove certe distinzioni non sono state fatte. Ci vogliono investimenti e volontà di farli a partire dalla chiarezza dei problemi da dipanare. Non si faranno mai e non ci si può aspettare niente dai nutrizionisti convenzionali in carriera, nè avere da loro qualsivoglia informazione attendibile. Rimane l'esperienza personale di ciascuno che, almeno da parte mia, è sempre interessante conoscere, così da trarre qualche spunto (o al limite convinzione) in più per attuare le proprie scelte, in base a quello che uno persegue e a come si sente.
    Una piccola considerazione finale sul fatto di condire, cammuffare, modificare il sapore dei cibi. La questione non è altri che quella di associare cibi diversi, dove il sapore dell'uno modifica quello dell'altro. Per noi si pone secondo me solo il problema di poter associare o meno cibi diversi. Non è una questione di inganno. Almeno non lo è come per gli onnivori, i quali per poter mangiare la carne, sono costretti a cuocerla e ad alterarne il sapore con sale e spezie. Comunque come sempre ognuno può scegliere per sé. Ci sono, per dirne una, anche i mangiatori di sole mele stark. Io le uso soprattutto per minacciare i visitatori inopportuni, tipo politici, bancari, dottori e venditori porta a porta. Poi qualcuna ne mangio pure.

    Rispondi
  13. luigi zito

    Giovanni ho visto che non mi a risposto alla mia domanda su dove vivI mangiando frutta e verdura se al MARE, MONTAGNA PIANURA PADANA. Non voglio sapere la sua vita personale era solo per essere incoraggiato ad andare avanti con frutta e verdura cruda dato che nessuno ti sostiene a questa scelta.

    Rispondi

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: