FRUTTARIANISMO SPINTO AGLI ESTREMI O VERA CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE?

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LETTERA

MESSAGGIO FRUTTARIANO DA SARZANA

Buongiorno, mi chiamo Giovanni e sono fruttariano da due anni. Sono uno dei curatori delle conferenze al Festival di Sarzana dove Lei a fine luglio parlerà. Seguo da anni molti suoi scritti e tesi.
Le scrivo solamente per condividere la mia testimonianza, qualora possa essere utile. Grazie infinite per l’attenzione.
Giovanni

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TESTO DAL TITOLO DUE ANNI DI SOLA FRUTTA

DESCRIZIONE DI UN PERCORSO DI CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE

L’articolo sta pure sul link LA SPEZIA VEG – IL BLOG: Due anni di sola frutta. Oggi il mio percorso fruttariano compie due anni. Ho piacere di scrivere questo articolo per offrire al lettore una solida base di riflessione da cui attingere nei momenti di incertezza, cui troppo spesso ci si imbatte durante un percorso di consapevolezza alimentare. Racconto la mia esperienza, nel modo che più ritengo utile. Ognuno è poi libero di giudicare e proporre modelli differenti di ragionamento.

NIENTE CEREALI, LEGUMI E VERDURA MA SEMPRE E SOLO FRUTTA

Per fruttariano intendo un individuo che si nutre solamente di frutta. Quindi non mangio verdure o semi spesso chiamati frutta secca. Né tanto meno cereali o legumi. Solo e semplicemente frutta, quando possibile locale e raccolta di persona. Frutta, cruda naturalmente, e in preferenza dolce.
Prima di elencare tutti i vantaggi derivati da questa alimentazione, vorrei brevemente delineare i passaggi più importanti del mio percorso.

CARNIVORO FINO AL 2010, VEGETARIANO FINO AL 2012 E VEGANO FINO AL 2013

Prima di diventare fruttariano sono stato due anni vegano e quasi un anno vegetariano. Iniziai il mio percorso il 25 maggio 2010. Fino a quel momento mi nutrivo per il 75% come un carnivoro. Non avevo mai mangiato frutta in vita mia e i miei pasti erano quasi esclusivamente di carne, di tutti i tipi.
Mc Donald, Burger King, bistecche e grigliate con amici erano le rappresentazioni platoniche della mia idea di cibo. Il resto dei miei pasti era costituito da pasta, uova, qualche dolce e formaggio, con un frequente uso del forno a microonde negli ultimi anni. Mi piaceva molto la mozzarella di bufala.

PER UNA VITA HO PENSATO CHE LE PROTEINE ANIMALI FOSSERO INDISPENSABILI

Nessun dubbio morale, alimentare o evolutivo aveva mai richiamato la mia attenzione. Ho sempre fatto tantissimo sport e forse questo mi ha impedito di sviluppare o aggravare malattie importanti, e di varcare la soglia del sovrappeso e dell’obesità. Unitamente alla mia irremovibile convinzione che per investire sulla buona salute bisognasse prediligere il consumo di proteine animali, la non osservanza dei più banali campanelli di allarme del mio corpo leniva sempre di più l’impatto con l’illogicità del non-benessere.

NON MI SAPEVO SPIEGARE IL MOTIVO DELLA MALATTIA E DEL CANCRO

Nella fattispecie non ho mai capito perché l’uomo dovesse morire malato, soffrire e aver bisogno della tecnologia chimica per curare anche i più banali malanni. Non essendo credente, non potevo incolpare Qualcuno di questo errore di programmazione di specie. Se i miei nonni morivano di cancro e genitori comuni richiedevano e richiedono tutt’oggi l’aiuto programmatico di un pediatra per sapere cosa dar da mangiare ai loro cuccioli, allora la ricerca di una motivazione doveva essere intavolata per forza di cose in un laboratorio meno astratto e più naturale, evoluzionistico, fisico e matematico. Ma queste ultime si servono della logica, e la logica non sbaglia mai.

QUALCOSA NON QUADRAVA DAVVERO PER CUI DECISI PER UN RAPIDO CAMBIAMENTO

Non c’era altra possibilità. Avevamo manomesso qualcosa, invischiati in ciò che rende ogni cervello umano paralizzato, ovvero l’abitudine, figlia primogenita dell’ignoranza. In base a ciò, decisi che qualcosa non quadrava. Cominciai a provare a eliminare la carne, dopo aver letto qualcosa circa la carenza di vitamine come possibile causa di una stanchezza e astenia che accusavo ogni inizio di primavera. Per dare spazio all’apporto vitaminico iniziai a introdurre una o due mele al giorno e a fare un esperimento, eliminando la carne per qualche settimana con lo scopo di avere più spazio per le verdure. Inizialmente tolsi la carne di animali terrestri, qualche mese dopo il pesce. Dopo un anno avevo eliminato anche le uova e i latticini. Il miele, prodotto animale, non l’ho praticamente mai mangiato in vita mia.

VEDEVO LA NECESSITÀ DI CONDIRE LE VERDURE COME UN INGANNO

Nel frattempo passavo il mio tempo libero a leggere e informarmi sull’alimentazione ed accadde che quando divenni vegano, ero già crudista per un buon 60-70%. Cucinavo solo qualche legume e qualche cereale. Spesso li germogliavo. Tutte le verdure e la frutta invece le consumavo crude, cosciente che la cottura altera il cibo in modo irreversibile e spesso pericoloso. Dopo due anni consumavo sempre più frutta e avevo sempre più difficoltà a gustare e digerire altri prodotti, come semi verdure e cereali. Non accettavo il fatto di doverli cucinare e soprattutto di condirli per farmeli piacere. Che senso aveva proporre a me stesso l’inganno visto che la consapevolezza alimentare è proprio l’antitesi di quest’ultimo?

LE VERDURE CRUDE MI GONFIAVANO E MI PROVOCAVANO STITICHEZZA

Comunque, inganno o meno, io avevo sempre più difficoltà ad andare in bagno con queste benedette verdure crude e questi semi o noci che mangiavo. Presi le ultime verdure nel frigo e le regalai. Presi gli ultimi chicchi di cereali e semi e li regalai ai miei amici piccioni. La cosa fu molto divertente. In quel periodo vivevo a Venezia e nei pomeriggi sedevo in qualche angolo in loro compagnia, per dedicarmi alla lettura. E così ebbi di che guarnire il loro spazio intorno alla mie panchine.
L’uso così maestro del loro becco si sposò immediatamente con la verità del cibo specifico che finalmente compresi.

IMPORTANTE ELENCO DI MALATTIE SCOMPARSE E DI PRESTAZIONI MIGLIORATE NEL PASSAGGIO DA ONNIVORO A VEGANO

Nel passaggio da onnivoro a vegano, la maggior parte delle mie malattie e acciacchi è scomparsa.
1) Stitichezza: sparita dopo una settimana. 2) Reflusso gastroesofageo: una croce che mi ha rovinato la vita per anni. Scomparsa dopo pochissimi giorni. 3) Ipotiroidismo: scomparso dopo meno di un anno. 4)Influenza: mai più avuta. 5) Raffreddore: da vegano ne ho avuti solo due, durati 4 giorni senza alcuna medicina. 6) Emicrania: scomparsa. L’emicrania mi veniva soprattutto quando facevo lunghi allenamenti di corsa. 7) Lieve carenza di ferro: scomparsa dopo meno di un anno. I miei valori sono notevolmente aumentati. 8) Le energie sono notevolmente aumentate insieme ai miei risultati nelle gare di atletica. 9) Ho perso circa 10-12 Kg di peso nel giro di 2 anni. 10) Ho iniziato a praticare atletica leggera a livello agonistico dopo aver smesso per anni, correndo le mie prime mezze maratone (21 Km) e distanze di poco superiori.

QUALCHE PROBLEMA RESTAVA DA RISOLVERE

Ho iniziato pure a donare il sangue. Rimaneva ancora qualche problema. Avevo la pressione oculare alta a circa 18-20 mmHg. Essa iniziava con gli anni ad aumentare sempre di più, probabilmente anche a causa di una familiarità di glaucoma, visto che pure mio padre ne soffre. E dovevo fare i conti con le allergie primaverili, un tormento infinito che mi affligge dall’età di 13 anni.

ULTERIORI VANTAGGI NEL PASSAGGIO DA VEGANO A FRUTTARIANO

Nel passaggio da vegano a fruttariano ho conseguito i seguenti risultati.

1) Pressione oculare, dopo tanti anni, tornata a valori normali dopo soli pochi mesi di fruttarismo (circa 13 mmhg). Incredibile vero?

2) Allergia primaverile. Questa forma di allergia, nella fattispecie alla gramigna, è dura da combattere. Nel primo anno di fruttarismo essa non è scomparsa. Alla fine del secondo anno, ovvero adesso, ha finalmente mollato la presa. Posso dire ora che per l’80% almeno è debellata. Nell’ultimo anno ho aumentato il consumo di frutta dolce diminuendo quello di frutta ortaggio. Sulle allergie è difficile esprimersi. Quello che penso io è che spesso rimane una specie di effetto-memoria che richiede tempi molto maggiori di risoluzione. Patologie di questo tipo sono il risultato di anni e anni di compromissione del sistema immunitario, dovuto non soltanto all’alimentazione ma anche alle vaccinazioni. L’effetto memoria non è una mia stravaganza. Esiste la psico-neuro-immuno-endocrinologia che spiega egregiamente come sistemi diversi siano tra loro connessi.

3) Da fruttariano ho corso numerose maratone e qualche ultra-maratona da 52 Km.

4) Le ore di sonno sono diminuite e non necessito più di tanto riposo.

5) Ho perso circa altri 12 Kg, per un totale quindi di quasi 25 Kg da quando ero carnivoro.

6) Non ho mai più preso un raffreddore.

7) Non mi scotto al sole e non ho mai avuto sete.

8) Non bevo da due anni, e lo stesso è accaduto durante le mie gare di maratona.

9) La mia pelle è ringiovanita di almeno 20 anni.

10) Il ph delle mie urine è alcalino.

11) Non soffro il caldo.

12) La mia pelle, il mio sudore, le mie urine e le mie feci non emanano alcun odore.

13) Eventuali ferite guariscono in fretta e la concentrazione e la memoria hanno subito un’impennata incredibile.

14) Ma la rivoluzione più bella è certamente quella che ha coinvolto e coinvolge tutt’ora lo spirito. Ma non ho spazio per parlarvene qui.

AFFERMAZIONI VISIBILI E DOCUMENTATE

Tengo a rilevare che tutte le informazioni relative alla mia salute sono documentate e visibili. Per chi è già ad un buon punto del proprio percorso di consapevolezza e si pone domande su quale sia la mia visione dell’attuale stato di salute dell’uomo, rispondo in anticipo che l’autore con cui mi trovo più d’accordo è il professor Arnold Ehret, anche se è venuto dopo nella mia vita, quando ero già fruttariano da un anno.
Giovanni Torraco

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RISPOSTA

BRAVO NON C’È CHE DIRE

Ciao Giovanni. Vuoi un mio spassionato commento? Bravo sette più? Non basterebbe. Meglio assegnarti il massimo dei voti ed anche una lode. Sia per quanto hai fatto che come lo racconti in ogni dettaglio. Fare i fruttariani al 100% alle nostre latitudini non è affatto agevole. Personalmente, mi sono divertito a farlo spesso nell’area Singapore-Bangkok-Saigon-Manila, ma qui da noi è altra cosa.
Qualche correttivo amichevole e non polemico va tuttavia inserito.

NON MANCANO ASPETTI ESTREMIZZANTI E STRETTAMENTE PERSONALI

Da rilevare che ci sono di mezzo 25 kg in meno e dunque degli aggiustamenti positivi ma non certo privi di lati estremi. Come uso dire sempre più spesso, occorre usare buon senso e apertura mentale, prima di proporsi come modello ideale e valido per tutti, e soprattutto prima di poter estendere la validità di un progetto alimentare, qualunque esso sia, a periodi di tempo prolungati. Volendo fare un ulteriore passo verso la perfezione, potresti adottare persino il sistema breathariano, e magari lasceresti per strada altri 12 chili ancora.

SI PUÒ ESSERE FRUTTARIANI SENZA RINUNCIARE ALLE RISORSE LIMITATE E PREZIOSE CHE LA NATURA CI REGALA

La mia franca opinione, pur rispettando Arnold Ehret come grandissimo maestro ma non certo come il meglio della covata, è che l’inverno e soprattutto la primavera italiana, racchiusa e circondata da picchi ghiacciati alpini-appenninici-balcanici, limita di molto le nostre risorse, costringendoci a cibi privi di vitalità soprattutto nella categoria frutta, dove le mele da gennaio ad agosto valgono assai poco, dove ciliegie, fragole, pesche e augurie si fanno desiderare sino ai primi di giugno, dove per nostra grande fortuna possiamo contare su magnifiche verdure invernali da orto e di campo, tipo il tarassaco, l’acetosa, i radicchi, i cardi, i finocchi, le carote, le rape dolci, le rape piccanti e le bietole rosse, le patate, i cavoli e i carciofi.

IL LUNGO PERIODO FA GIUSTIZIA E SMUSSA LE ESAGERAZIONI

Da rilevare che la tua esperienza fruttariana è formidabile, ma verte dopotutto su due anni soltanto, su passi carichi dell’entusiasmo dei neofiti, per cui c’è spazio per riflessioni, per revisioni, per rafforzamenti, persino per retrogradazioni su gradini più comodi e tollerabili di lungo periodo. Come insegna la ricca e saggia scuola sheltoniana, non è il cibo che guarisce, non è la dieta igienista e tanto meno la dieta anti-muco di Ehret a fare miracoli, non è il digiuno in sé il fattore decisivo, non è al limite nemmeno il sistema vegan-crudista tendenziale che, sia pure nella sua provata valenza di saggezza e di buon senso, è in grado di mantenere il corpo ai massimi livelli del suo potenziale.

SUPERIORITÀ ASSOLUTA DEI NOSTRI MECCANISMI AUTO-REGOLATORI INTERNI

L’equilibrio energetico va tuttavia protetto in continuazione. Sprechiamo il 25% delle calorie nei costi digestivi, quando ogni risparmio calorico rimane fattore basilare di salute e di funzionalità ripulitiva ed immunitaria. Il fattore decisionale  che prevale su tutto rimane il delicato apparato autoguaritivo che ci caratterizza e ci sorregge. Niente lo può superare, trattandosi di un meccanismo perfetto e pulsante, di un organismo vivente  e dotato di poteri straordinari.

L’IMMUNOCOMPETENZA È IL FATTORE CHE CONTA PIÙ DI OGNI ALTRA COSA

Questo non significa che il pacchetto-salute che proponiamo a ripetizione sia privo di importanza e di valore. Pensare in positivo, catturare i benefici raggi del sole, camminare e respirare sbuffando tutti i giorni, alternare il riposo alla fatica, ricaricare le batterie esaurite mediante il sonno notturno, sono al contrario scelte e strumenti fondamentali. Ma sempre poco e nulla in confronto alla immunocompetenza dell’asse cerebrale ipotalamo-ipofisi-sistema immunitario.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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