GAMMOPATIA MONOCLONALE E CISTITI DA ECCESSO LAVORATIVO

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LETTERA

MADRE SUPER-IMPEGNATA

Caro Valdo, sono una mamma di 43 anni con 2 figli di 16 e 9 anni, vivo e lavoro a Venezia. Il mio problema è la stanchezza cronica. La mia giornata tipo è sveglia alle 6.30. Lavoro per 7 ore come cameriera di sala, sempre in piedi e di corsa. Torno a casa e, nel pomeriggio, ovviamente tutti i lavori delle mamme che hanno una casa e 2 di figli da gestire, e questo mi tiene impegnata fino alle 22.00/22.30. Poi vado a letto.

GAMMOPATIA MONOCLONALE IGG LAMBDA E CISTITI

Mi hanno riscontrato da circa 6 anni una gammopatia monoclonale IGG Lambda. Soffro di cistiti e nell’ultimo anno la situazione è un po’ peggiorata. Pochi giorni fa mi è stata pure riscontrata una vaginite batterica. Ho una alimentazione vegana tendente al crudismo da circa 4 anni. Ti chiedo gentilmente di darmi un tuo parere e qualche consiglio. Grazie di tutto.
Raffaella

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RISPOSTA

ESISTONO DEI LIMITI ALLA RESISTENZA UMANA

Ciao Raffaella. Vorrei proprio vedere chi non si ritroverebbe stanco e sfinito dopo una giornata come la tua. Il tuo è un autentico tour de force quotidiano. Qualcosa che non può assolutamente durare. Stai mettendo a repentaglio la tua salute. Occorre dosare le forze altrimenti finirai per crollare. Nessuna meraviglia che ci sia di mezzo pure qualche patologia.

SERVE UNA FORMULA ESISTENZIALE PIÙ SOSTENIBILE

La cosa migliore, a mio avviso, è quella di concedersi un attimo di respiro e di relax. Più riposo e tranquillità e meno convocazioni sanitarie. Non esistono poi cure sicure e sostanze magiche per risolvere problematiche di questo tipo. Il sistema immunitario che ha prodotto queste anomalie conosce a menadito il modo per saltarne fuori. L’umidità e il freddo stagionale non sono certamente di aiuto. Tener duro fino alla primavera è una priorità per tutti. Poi, il rifiorire e il risveglio generale della natura si trasforma per tutti in una sferzata di energia. Ma tu in particolare devi trovare una formula esistenziale più sostenibile.

SIGNIFICATO DI GAMMOPATIA E DI MONOCLONALE

Le gammopatie monoclonali MGUS, monoclonal gammopathy of undetermined significance) sono condizioni patologiche implicanti proliferazione di un clone plasmacellulare con secrezione nel plasma di componente M (M=monoclonale), ovvero di una proteina anomala chiamata proteina M.
Detto in altri termini, malattie caratterizzate da abnorme proliferazione di linfociti di tipo B che evolvono in plasmacellule produttrici di immunoglobuline. Ma di immunoglobuline particolari perché prodotte da un unico clone di plasmacellule, per cui si definiscono mponoclonali.si indicano col termine monoclonali.

CLONE, PLASMACELLULA E PARA-PROTEINA M

Queste immunoglobuline sono prodotte in notevole quantità e la loro concentrazione nel siero aumenta. Vengono indicate con il termine Componente M (CM, cioè monoclonale). Per chiarezza, clone in biologia significa copia fedele o riproduzione. Plasmacellula significa grande cellula del sistema immunitario, di derivazione linfocitica, produttrice di anticorpi, ovvero immunoglobulina.
La sola presenza di elevata concentrazione nel siero di queste sostanze (dette anche para-proteine) può portare a iperviscosità del sangue, ad alterazioni renali, a polineuropatia invalidante.
Poiché è difficile prevedere il progresso della malattia, la medicina prevede dei check-up annuali per monitorare il livello di proteina M. Se non c’è aumento della proteina M, la gammopatia monoclonale non richiede alcun trattamento.

PROTEINA M EQUIVALE IN ALTRI TERMINI A SPAZZATURA PROTEICA IN ECCESSO

La gammopatia monoclonale raramente causa sintomi o segni, a parte problemi di nervi, come intorpidimento o formicolio, associati alla proteina anomala. Le plasmacellule sono un tipo di globuli bianchi, che si trovano nel midollo osseo. Le plasmacellule producono alcuni degli anticorpi che aiutano l’organismo a combattere le infezioni. La gammopatia monoclonale di significato indeterminato si verifica quando le cellule plasmatiche nel midollo osseo iniziano a produrre una proteina anomala chiamata proteina monoclonale (proteina M). Nella maggior parte delle persone con gammopatia monoclonale di significato indeterminato, la proteina non è nociva. Ma quando si accumula proteina M in eccesso, spiazza le cellule sane nel midollo osseo e può danneggiare altri tessuti nel corpo.

AGGRAVAMENTI PERSO IL MIELOMA

La Gammopatia Monoclonale è una patologia ematologica normalmente benigna e che non comporta alcun problema. È abbastanza diffusa. Solo in una minoritaria percentuale di casi può evolvere nel mieloma multiplo, che è un tumore del midollo osseo. In questa evenienza grave:

  • La componente monoclonale appare in rapida crescita e supera anche di molto i 10 gr/L,
  • Vi è un’ inibizione contemporanea delle altre immunoglobuline,
  • Possono apparire anemia, piastrinopenia, leucocitosi,
  • Gli indici di flogosi, Ves, Pcr e fibrinogeno si innalzano,
  • Compare nelle urine la proteinuria di Bence-Jones,
  • La calcemia si innalza.

METTERLA SUL PIANO DELLA PAURA È SEMPRE SBAGLIATO

L’espansione di un clone linfocitario (o plasmacellulare) che produce una immunoglobulina monoclonale (tipo IgM, IgG o IgA) non sempre è espressione di un processo neoplastico maligno. Anzi è vero il contrario. Più frequentemente si tratta di situazioni che si autolimitano e sono denominate componenti monoclonali di incerto significato (da cui l’acronimo inglese MGUS). Il fattore discriminante, tra le condizioni neoplastiche come la macroglobulinemia di Waldenström o il mieloma multiplo e le MGUS, allo stato attuale delle conoscenze mediche, è costituito dal dato quantitativo, cioè dall’entità del fenomeno e, soprattutto, dalla sintomatologia clinica e dall’entità dell’infiltrazione midollare.

SPORCIZIA INTERNA INIMMAGINABILE DELL’INDIVIDUO MEDIO

Un secolo fa esattamente Alnold Ehret parlava della sporcizia interna inimmaginabile dell’individuo medio. Oggi possiamo solo pensare che tale sporcizia si sia moltiplicata a livelli esponenziali, vivendo noi in un mondo estremamente più inquinato, più frenetico, più nevrastenico, vivendo noi ad alto tasso di inquietudine iatrogena, ad alto tasso di invadenza medica, dove tutto spinge verso il respiro corto e affannato. Se si parlava anni fa di decine di migliaia di patologie, continuando di questo passo andremo verso un milione di patologie e di relative cure. Una vera e propria schizofrenia.

MENO PAROLONE CERVELLOTICHE E PIÙ CONCRETEZZA

La lezione che l’Igienismo dà alla follia medica è formidabile, e non lo fa attraverso medicastri da quattro soldi, ma tramite le menti più fulgide della scienza salutistica, Louis Kuhne in testa. Esiste sempre e solo una causa di malattia che si manifesta in diverse forme. Non cardiopatia, non diabete, non cancro, ma personalità cardiopatica, diabetica e cancerosa. Non gammopatia monoclonale o policlonale gamma, beta, kappa e lambda, ma semplicissima sporcizia interna da superstress e da superlavoro.

PRESUNZIONE ILLIMITATA ED INGIUSTIFICATA DELLA MEDICINA

Ovvio che la medicina vuole ergersi a protagonista che impone le sue cure. Nessuna differenziazione tra sintomo e causa. Nessun collegamento alle leggi naturali e alla remissione naturale di ogni malattia quando si interrompono radicalmente i fattori causanti. Essere seguiti e tallonati dalla medicina, in queste circostanze come in tante altre, non offre comunque grandi garanzie, nel senso che si cade in un giro continuo di test e di cure anche di tipo chemioterapico e devastante che si possono benissimo inquadrare in vero e proprio accanimento terapeutico. Il rischio è quello di precipitare in un vortice di esami inconcludenti che trasformano il paziente in uno straccio.

IMPARIAMO A DIALOGARE COL NOSTRO CORPO E A DARGLI COSA GLI SERVE

Molto meglio operare un netto cambiamento di rotta nei propri stili di vita. Molto meglio puntare decisamente a digestioni semplici e leggere capaci di produrre sangue fluido e non viscoso e non grasso. Molto meglio ampliare le proprie conoscenze e i propri orizzonti in direzione igienistica, con applicazione del pacchetto salute e di una solida politica di non cura sul sintomo ma sempre e solo dei fattori causanti.

Per le cistiti e le vie urinarie puntare su cavolo, cicoria, crescione, lampone, lattuga, orzo, porro, portulaca, rapa, ribes, ravanelli, tarassaco, uva, zucca, mirtillo, tisane di bacche di ginepro. Per l’iperviscosità sanguigna, alghe, arancia, asparagi, pomodoro, pompelmo. Per la leucocitosi digestiva più frutta acquosa e più verdure crude. Per la vitalità, la radianza e la vibrazione dei cibi, stare su livelli Angstrom superiori a quota 6500, vicini all’infrarosso. Sole e luce vanno catturati ad ogni occasione.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

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