LINFOANGIOMA RETROPERITONEALE, LINFOSTASI E ANTI-INFIAMMATORI NATURALI

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LETTERA

Gentile Valdo, due anni fa mediante laparoscopia mi è stata diagnosticato un linfoangioma retroperitoneale di 12 cm scambiato inizialmente per una ciste di competenza ginecologica. La ciste é stata “aperta” e svuotata poiché con la laparoscopia mi hanno detto che era impossibile toglierla del tutto visto il punto. In seguito ad altri esami dopo poco la ciste si era “richiusa” ed era delle dimensioni di 3 cm. Prima di essere operata la ciste era stata tenuta monitorata più volte e le dimensioni aumentavano; da 2 cm siamo arrivati a 12 cm. Ho sofferto molto dopo l’operazione, può anche essere per via della bassa soglia del dolore che ho. Dopo l’intervento ho fatto una risonanza e poi più nulla. Il liquido contenuto nella ciste che hanno svuotato era di color giallo oro.

Ultimamente mi sento un po’ gonfia nel lato in questione e temo che la ciste sia cresciuta, anzi ne sono abbastanza convinta. Non ho mai avuto dolore fino ad oggi a causa della ciste. Quello che vorrei sapere è cosa posso fare per far sì che le dimensioni si riducano o addirittura sparisca? In caso servissero i referti non esiti a contattarmi. Nel rileggere mi sono accorta di aver usato la parola “ciste” rettifico linfoangioma retroperitoneale collocata nel mesenterio. Se ho usato termini errati le invio i referti che non apro da tempo per via della mia fifonaggine. Con l’augurio che un secondo intervento si possa evitare e che lei mi possa aiutare le mando un caro saluto.

Daniela


RISPOSTA

NEL CAMPO DEI LINFOMI SI PROCEDE TUTTORA TRA IPOTESI E INCERTEZZE

I linfoangiomi fanno parte dei tumori angioblastici differenziati ed è tuttora controversa la loro esatta natura, se essi cioè siano vere neoplasie oppure malformazioni tipo amartomi ovvero lesioni simil-tumorali di natura benigna che riuniscono in sé elementi di varia origine embrionale e che, da un punto di vista istologico, sono dei tessuti normali. Nella maggior parte dei casi sono dovuti ad una anomalia primaria dei vasi linfatici periferici e, pertanto, sono su base malformativa congenita, a manifestazione precoce o tardiva. I linfoangiomi cistici compaiono in territori ben definiti (collo, zona orale, mediastino, ascella, inguine, retroperitoneo) in stretto rapporto con la sede dei sacchi linfatici embrionali. I sacchi linfatici sono destinati a scomparire per riassorbimento. Dalla mancata o incompleta regressione e riassorbimento dei sacchi linfatici primitivi si originano i linfangiomi cistici. La patogenesi dei linfoangiosarcomi, a tutt’oggi, non è chiara, ma molti studi sembrano confermare le potenzialità angiogenetiche dell’endotelio linfatico, che sarebbero particolarmente incrementate dalla stasi linfatica cronica inveterata. Esisterebbero, inoltre, specifici fattori di accrescimento che, accumulandosi localmente a causa della linfostasi, potrebbero rappresentare il movente patogenetico fondamentale del tralignamento.

COINVOLGIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO E DEL SISTEMA LINFATICO

La leucemia è un tumore delle cellule del sangue causato da una proliferazione incontrollata delle cellule staminali. Similmente alla leucemia, nel linfoma sopravviene un calo di cellule sane e pertanto una diminuzione di efficacia del sistema immunitario. Parlare di linfomi significa scomodare il sistema immunitario e il sistema linfatico che è parte del sistema immunitario. Il sistema linfatico è composto da vasi linfatici che si diramano a raggio in tutto il corpo e che portano un liquido fondamentale e trasparente chiamato linfa. I vasi sono collegati con una rete di 600-800 linfonodi, piccole stazioni di filtraggio che servono per intrappolare le sostanze estranee e nocive, inclusi batteri in sovrannumero e intasamenti virali da cellule morte non prontamente espulse. Altri tessuti e organi linfoidi-immunitari sono le tonsille, l’appendice, il timo, la milza e parte delle mucose intestinali. Il rispetto di questi organi si attua pensando in positivo, assumendo succhi zuccherini da acqua biologica di frutta acquosa, digerendo in modo veloce-semplice-economico.

TUMORE BENIGNO RIGUARDANTE I VASI LINFATICI

Cos’è dunque il linfoangioma? Si tratta di un tumore benigno che interessa i vasi linfatici di alcune zone corporali come quella del collo, delle ascelle, dell’inguine e altre parti ancora. Il linfoangioma può essere classificato in capillare, cavernoso e cistico: il cistico presenta una massa sottocutanea di notevoli dimensioni; il cavernoso può fare la sua comparsa in qualunque parte del corpo ed essere di dimensioni importanti e il capillare – detto anche “semplice” – interessa il tessuto sottocutaneo dell’ascella, del collo e della testa. Oltre a ciò, il linfangioma può essere classificato in microcistico fino a 2-3 cm di diametro, e macrocistico per dimensioni superiori. Il sistema linfatico è l’insieme di linfonodi e vasi linfatici coinvolti nella difesa immunitaria dell’organismo con la loro funzione di scambio e trasporto della linfa. La linfa rappresenta, come appena visto, un efficace sistema attraverso cui l’organismo raccoglie liquidi e materiale di scarto dalla periferia per poi veicolarli agli organi di depurazione (fegato, reni, polmoni, linfonodi).

IL PROBLEMA STA TUTTO NELLA ALTERAZIONE FUNZIONALE DEI GLOBULI, NELLA PERVERSIONE DELL’EQUILIBRIO CELLULARE

I cancri del sangue sono tumori liquidi, visto che le cellule tumorali circolano attraverso il corpo piuttosto che concentrarsi in una massa solida. Quando in salute, gli eritrociti o globuli rossi consegnano ossigeno a tutto il corpo, le cellule bianche o globuli bianchi combattono le infezioni, e le piastrine aiutano il sangue a cicatrizzarsi. La maggior parte dei cancri del sangue implica mutazioni delle cellule bianche. I cancri del sangue si suddividono in 3 tipi: leucemia, linfomi e mielomi. I linfomi e linfoangiomi sono cancri dei linfociti. I linfonodi sono dei piccoli organi ripulitivi del sistema immunitario, preziosi centri di filtraggio del sangue.

AFFIDARSI ALLE TERAPIE NATURALI E VIVERE SERENI

I sintomi lasciati da un linfangioma sono delle lesioni cutanee peduncolate o rilevate di circa 1-2 centimetri di diametro: si tratta, infatti, di neoformazioni contenenti linfa, ovvero masse il più delle volte indolori, che si sentono se si esercita una pressione sulla zona colpita. Le cause del linfangioma sono spesso di tipo congenito, presenti in modo non frequente alla nascita o prima dei due anni di età. Generalmente, il linfangioma non va incontro a una degenerazione maligna e può essere causato anche da infezioni o traumi. Essendo benigno, la terapia naturale, non chirurgica e non farmacologica, consiste nell’applicazione o nell’assunzione di sostanze antinfiammatorie.

SOSTANZE ANTINFIAMMATORIE NATURALI

La natura è molto generosa in questo. L’elenco di frutti e vegetali anti-infiammatori è assai consistente e comprende ananas, mirtilli rossi e blu, curcuma, zenzero, chiodi di garofano, peperoncino, aglio, cipolla, spinaci, cavoli, broccoli, carote, ciliegie, noci, limone, semi di zucca, semi di lino, sedano, cipolle. Succo di carote-sedano-ananas sugli scudi.

L’ADOZIONE DI UNA PLANT-BASED DIET È UN PASSO FONDAMENTALE

I ricercatori della università di Oxford hanno scoperto che chi adotta una Plant Based Diet. non viene frequentemente colpito da questi tumori. L’incidenza della leucemia, del linfoma e del mieloma multiplo tra quanti adottano delle diete vegetariane è circa la metà di quelli che mangiano carne. Esistono ad esempio vegetali particolarmente utili per contrastare queste patologie. Il sulforafano è un componente fondamentale delle crucifere, includenti broccoli, cavolfiori, cavoli, rape piccanti, ravanelli, crescione, rucola. Pure curcuma e zenzero vanno inserite. Chi comincia ad alimentarsi con 3 o 4 portate di vegetali al giorno ha un 42% di probabilità di rischio in meno rispetto a chi non ama le verdure. La proprietà protettive delle Plant Based Diets derivano certamente dalle proprietà antiossidanti della frutta e dei vegetali.

NON MANCANO I VEGETALI AD AZIONE ANTITUMORALE

Altre risorse anticancro sono i cetrioli, i cocomeri, i meloni, tutti ricchi di una nota sostanza anticancerogena chiamata citrullina. Ottimi anche ciliegie, frutti di bosco, fragole, mirtilli, melanzane. Per contrastare ogni forma di accumulo cistico serve molta vitamina C naturale e pertanto peperoni piccanti, peperoni dolci, peperonate, ciliegie, papaia, manghi, kiwi, arance, melegrane, uva. Ricorrere 2 volte al mese a un digiuno secco di 2-3 giorni. In pratica adottando una coerente dieta vegan-crudista tendenziale-sostenibile-personalizzata, e i soliti comportamenti di contorno che ognuno può ritrovare nelle mie tesine.

CONTRASTARE LA LINFOSTASI MEDIANTE CIBI LEGGERI E VIVERE CON MAGGIORE SERENITÀ

Per concludere, il campo dei linfomi è estremamente vasto, complesso e incerto in termini di trattamenti curativi. La medicina oncologica stessa viaggia tuttora in alto mare tra dubbi e sperimentazioni. Dovessi esprimere e concentrare in una riga i concetti sovraesposti, mi soffermerei sul termine linfostasi, ovvero lentezza circolatoria e pigrizia del sistema linfatico. Dal punto di vista pratico del “Cosa fare e cosa non fare”, che è poi il succo della questione per chi mi ha scritto, occorre migliorare e velocizzare la circolazione del sangue e del linfatico. Occorre non soffermarsi troppo sulla patologia in sé ma sullo stato generale del corpo, sull’equilibrio del sistema, tenendo presente che il corpo non va mai contro se stesso e che è health oriented, è auto-guarente, a patto che lo rimettiamo in condizioni operative, cioè in condizioni di poter fare quello che sa fare. Importante dunque optare per scelte di vita virtuose nel quotidiano, vivere sereni, stare costantemente dalla parte della Natura. Questo rimane il succo della mia risposta.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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