GARDNERELLA E MOBILINCUS NEL TAMPONE VAGINALE

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LETTERA

Salve Valdo, Le scrivo perché il suo parere ed i suoi consigli sono stati preziosi per Me. Due anni fa cercavo una gravidanza ma avevo una vaginosi batterica che mi aveva dato da fare per mesi. PH basico, flora inesistente. C’è una tesina che parla del mio caso.

GRAVIDANZA E PARTO A REGOLA D’ARTE

Seguendo i suoi preziosi consigli abbiamo fatto un digiuno di 3 giorni io e mio marito ed il mese dopo ero in dolce attesa. La gravidanza è stata rosea, vegano tendenzialmente crudista, il parto dolce. Il mio bimbo ora ha quasi 10 mesi e si alimenta di latte materno quasi esclusivamente ed un po’ di frutta matura di cui è ghiotto.

STO BENISSIMO E HO UNA SALUTE INVIDIABILE

Io sono molto soddisfatta dei miei progressi. Infatti per dare l’esempio al mio cucciolo mangio moltissima frutta e verdur cruda ed un po’ di cotto (cucinato in modo conservativo e legumi). Ho tolto quasi tutti gli amidi ed i cereali a parte rare eccezioni. Sto benone.

IPOTESI INCONSISTENTE DI CLAMIDIA PER MIO MARITO DOPO VIAGGIO IN INDIA

Qualche mese fa mio marito invece ha iniziato ad accusare bruciori e fastidi intimi. Essendo stato in India in un ashram, il monatto affezionato di famiglia ha ipotizzato una clamidia silente. Grazie a Dio dagli ultimi esami è tutto a posto. Per scrupolo abbiamo deciso che anch’io facessi delle indagini (con poca gioia mia), pur non avendo particolari sintomi. Sto allattando e non ho ancora avuto il capoparto, o il periodo post-partum.

PRESENZA DI GARDNERELLA E MOBILUNCUS NEL MIO TAMPONE VAGINALE

Dal tampone risulta la presenza di Gardnerella e Mobiluncus. Non me l’aspettavo davvero visto il mio stile di vita. Intestino regolare, non uso saponi. Sono un po’ amareggiata. Volevo il suo parere e sapere come posso curarla visto che sto allattando il mio Bimbo bellissimo. La ringrazio di cuore, confido nel suo aiuto. Un caro abbraccio.
Anna

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RISPOSTA

CHE COS’È LA GARDNERELLA

Ciao Anna. La Gardnerella vaginalis, inizialmente chiamata Haemophilus vaginalis, è una specie di batterio gram-positivo spesso coinvolto insieme a molti altri batteri, per lo più anaerobi, in vaginosi batteriche causate da uno squilibrio della microflora vaginale. La gardnerella non è quindi considerata la causa della vaginosi ma soltanto un segno dell’alterazione del ph e della flora presente nella vagina, con un abbassamento dei lactobacilli a favore di batteri anaerobi, di cui la gardnerella è il più abbondante.

In questo caso non parlerei quindi di vera infezione ma piuttosto di alterazione nella composizione della microflora vaginale, per cui si tratta semplicemente di ripristinare il giusto equilibrio, ma senza fare danni e senza compiere devastazioni.

In condizioni fisiologiche la mucosa della vagina è colonizzata da un gran numero di ceppi batterici. Durante l’età fertile gli estrogeni prodotti dall’ovaio stimolano la sintesi di glicogeno, che a sua volta consente la proliferazione di batteri amici chiamati lattobacilli. Questi microrganismi trasformano il glicogeno in acido lattico, mantenendo il giusto valore di pH (tra 4 e 4,5). In questo modo si crea un habitat adatto alla crescita dei batteri compatibili, ma sfavorevole alla proliferazione di batteri patogeni, o meglio innocui solo se mantenuti a basse concentrazioni. La vaginosi si caratterizza insomma per un netto calo della popolazione di Lactobacillus Acidophilis, di tipo aerobico, a favore di microrganismi anaerobi facoltativi.

I diversi ceppi batterici che colonizzano la mucosa vaginale sono gli stessi sia in condizioni fisiologiche o normali, sia nel caso di una vaginosi. Ciò che cambia è la proporzione fra batteri amici (i lattobacilli) e batteri patogeni. In particolare, a causare la vaginosi è una proliferazione eccessiva dei generi Gardnella vaginalis, Prevotella, Bacteroides, Mobiluncus e Mycoplasma.

SEGNI E SINTOMI

I sintomi da infezione di Gardnerella Vaginalis -da non confondere con la vaginite- possono essere fastidiosi e creare problemi di natura sociale e relazionale.

La gardnerella vaginalis è associata a vaginosi batterica, che presenta irritazione e secrezioni di colore che varia dal grigio al giallo-verde, di cattivo odore (odore di pesce) e un ph maggiore di 4,5.

Può essere accompagnata da bruciore durante la minzione. Il prurito invece è più raro.

Nonostante la gardnerella sia spesso frequente nelle infezioni vaginali, può essere comunque riscontrata anche in donne che non presentano alcun segno o sintomo.

CAUSE

La medicina convenzionale non conosce le cause esatte che portano alla vaginosi batterica. Fattori che vengono associati con essa includono:

  • Utilizzo di antibiotici
  • Sesso non protetto
  • Lavande o irrigazioni vaginali
  • Utilizzo di spirale intrauterina

L’eccesso di Gardnerella è legato a un abbassamento delle difese immunitarie e ad altri fattori indebolenti come digestioni difficili e stitichezza, a rapporti sessuali indesiderati o non reciprocamente soddisfacenti in quanto lo sperma maschile unilaterale, privo cioè di orgasmo e secrezioni vaginali della controparte, può abbassare l’acidità vaginale. Anche lo stress può concorrere all’infezione, abbassando le difese immunitarie, così come, paradossalmente l’eccesso di igiene o di lavaggi sterilizzanti o di creme antibiotiche.

TRATTAMENTI

Per ridurne la concentrazione a valori che li rendano inoffensivi, l’approccio ormai consolidato in medicina è basato sulla somministrazione di antibiotici. Solitamente vengono prescritti derivati imidazolici per via orale, per una settimana. In alternativa, è possibile utilizzare gli stessi antibiotici ma sotto forma di gel, da applicare localmente una volta al giorno, per 5 giorni.

Lo scopo delle terapie antibiotiche è appunto quello di ridurre la quota di batteri anaerobi e ottenere una rapida remissione della vaginosi. Allo stesso tempo, però, gli antibiotici causano uno stress anche per i lattobacilli, che faticano a ripopolare la mucosa vaginale e a ristabilire il giusto valore di pH, aumentando così il rischio di andare incontro a recidive, frequenti soprattutto nei 3 mesi successivi al primo episodio di vaginosi. In ogni caso, le terapie antibiotiche sono rivolte al sintomo chiamato vaginosi e non certo ai fattori causanti, per cui i risultati non possono che essere fallimentari, oltre che innescatori di pesanti effetti indesiderati.

COME RIEQUILIBRARE LA FLORA BATTERICA VAGINALE

Per ottenere una guarigione completa dalle vaginosi è essenziale promuovere la ricolonizzazione della mucosa vaginale da parte dei lattobacilli e il conseguente ripristino del pH fisiologico. Esistono rimedi a base di prebiotici, come il glicogeno, che forniscono un substrato nutritivo che favorisce la proliferazione dei lattobacilli e stimola la produzione di acido lattico. L’acido lattico permette un immediato abbassamento del pH, che a sua volta crea l’habitat ideale per i lattobacilli, sfavorendo invece la crescita degli anaerobi.

COSA MANGIARE

Per l’alimentazione si consiglia di ridurre l’assunzione di zuccheri e amidi raffinati o lavorati e di consumare alimenti vitali e tendenzialmente crudi, inclusivi di abbondante acqua biologica zuccherina dalla frutta (lontano dai pasti), di abbondante clorofilla e fibra da verdure crude ad inizio pasti principali, appropriandosi così di buon rifornimento di vitamine naturali A, B (intero gruppo B) e C, oltre che minerali organicati e pertanto assimilabili.

Una plant-based diet rimane la soluzione migliore, a patto che si inseriscano avocado, germogli, mandorle, pinoli, fagiolini, lupini, miglio, riso integrale, grano saraceno, rispettando sia le esigenze enzimatiche-vitaminiche-minerali che le esigenze di bilancio calorico. L’equilibrio proteico non rappresenta un problema trovandosi abbondanza di proteine bene assortite in ogni alimento vegetale crudo o non stracotto.

L’uso di succo di mirtilli rossi e blu, di aglio, cipolla, erba cipollina, rucola, ravanelli, crescione, cavoli risulta efficace visto l’alto contenuto di antibiotici naturali in queste specie e in tutti i polifenoli. L’avocado poi contiene glutatione, uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura. Un bulbo di aglio in un litro di acqua sbollentata con l’aggiunta di due cucchiai di aceto diventa buono per dei lavaggi vaginali leggeri e ben tollerati.

CHE COS’È IL MOBILINCUS

Per quanto riguarda i microrganismi del genere Mobiluncus, si tratta di bacilli mobili, gram-variabili, asporigeni (privi di spore), associati alla vaginosi batterica in più della metà dei casi, anche se non ancora ben definito è il loro esatto ruolo nella patogenesi di questa condizione vaginale. Si distinguono nella specie Mobilincus curtisii gram-positivo e Mobilincus mulieris gram-negativo.

Il Mobilincus è stato isolato a livello rettale in un gran numero di pazienti. Ciò fa pensare che esista un serbatorio intestinale dell’infezione per cui, volendolo davvero ridurre, si rende indispensabile una terapia generale. Nelle cure mediche della vaginosi, il farmaco di prima scelta è il Metronidazolo anche se, nel caso di presenza preponderante del Mobilincus la percentuale di fallimento terapeutico è molto alta a detta degli stessi medici. A quel punto si fa ricorso ad ampicillina, endomicina e clindamicina, anche se non tutti sono d’accordo sull’uso di tali antibiotici associati essendo essi dotati di marcata attività anti-Lactobacillus Acidophilis, per cui possono determinare una ulteriore alterazione della flora batterica vaginale. Senza contare che l’associazione endomicina-clindamicina è sconsigliata per l’esistenza in vitro di un antagonismo tra i due farmaci.

GROSSE INCERTEZZE E GROSSE LACUNE SUL MOBILINCUS E SULL’INTERA QUESTIONE BATTERICO-VIRALE

Tutto sommato la medicina dimostra di capire ben poco sulla intera questione batterica. I dubbi e le incertezze sul Mobilincus abbondano e permangono, eppure si continuano a prescrivere ed effettuare cure antibiotiche che sono più tentativi sperimentali che metodi risolventi. Valgono più che mai le considerazioni di Lezaeta sui disturbi femminili, sulla candida, e sulle perdite in generale. E vale quanto da me scritto ad esempio sulla tesina “Inseminazione, tamponi vaginali e Mycoplasma“.

MYCOPLASMI ED UREOPLASMI SOTTO ACCUSA, MA LA SPORCIZIA INTERNA NON L’HANNO CREATA LORO

Mycoplasma hominis e ureaplasma urealyticum sono chiamati in causa in un ampio range di patologie del tratto urogenitale. Nella donna sono ritenuti responsabili di vaginiti, uretriti, infertilità e aborto precoce. Nell’uomo possono determinare uretriti non-gonococcche, prostatiti, prostato-vescicoliti sub-acute, emospermie. Il mycoplsma pneumoiae è causa di polmoniti interstiziali, di bronchiti e bronchiolite.

Un grande demonizzare a destra e a manca da parte della professione medica ormai abituatissima ai ragionamenti pestilenziali. Gli antibiotici poi non provocano affatto una guarigione microbiologica e i pazienti trattati con antibiotici continuano ad essere portatori normali del microrganismo a vita, nonché iper-portatori del microrganismo stesso per alcune settimane. Mycoplasmi terribili e spaventosi? Mycoplasmi contagiosi e sesso-scoraggianti? Niente affatto. Stesso discorso ovviamente per la Gardnerella e il Mobilincus.

OGNI OCCASIONE È BUONA PER SCARDINARE L’ATTRAZIONE SESSUALE, PER CREARE SOSPETTI E PER FARE SCARICABARILE SUL PARTNER O SULLA PARTNER

Sia i mycoplasmi che gli ureoplasmi sono presenti nella normale flora fisiologica vaginale, senza alcuna alcuna necessità di andarsi a prendere la micosi da altri. La via del contatto sessuale è la solita visuale monatta e bacchettona. La realtà è che ci sono molti casi di ragazze e di donne caste che sviluppano comunque queste patologie.

Basta una situazione di stress o di immunodeficit transitorio per instaurare nel corpo umano una improvvisa moltiplicazione batterica o fungale, in totale assenza di contatto sessuale protetto o non protetto. Basta un trauma emotivo che ti rode dentro per farti ammalare.

La presenza poi di eventuali detriti cellulari in eccesso (virus endogeni morti e non prontamente smaltiti per insufficiente forza immunitaria) crea ostruzione interna e calo di vitalità, e nel contempo richiama microrganismi vivi come batteri-parassiti-funghi a banchettare sul materiale virale e a darci un aiuto provvidenziale nella detossificazione. Presenza di virus e di batteri non significa dunque responsabilità batterico-virale ma conseguenze logiche di situazioni critiche a monte.  Le malattie sono sempre una questione di tossiemia e di sporcizia interna. Questa è, nota bene, l’eterna disputa tra il monattismo medico e la Health Science di tipo igienistico-naturale.

NON È IMMOBILIZZANDO IL SISTEMA IMMUNITARIO CHE SI DEBELLANO GLI STATI PATOLOGICI

Sul fatto che il Mycoplasma, la Garnerella e il Mobilincus siano problematiche di tipo tossico e non microbico l’igienismo non ha dubbi, credendo esso nelle leggi naturali, e particolarmente nella legge di causa ed effetto. Sul fatto che i trattamenti antibiotici non risolvano il problema ma indeboliscano soltanto il soggetto, paralizzando e demolendo il suo sistema immunitario, rendendolo non reattivo e quindi non soggetto a fastidiosi ma preziosi effetti elimitativi, non ci sono dubbi.

Niente effetti uguale niente malattie? Niente mycoplasmi-gardnerelle-mobilincus equivale forse automaticamente a donne sane? Niente vero. Può esser benissimo che una donna in condizioni batteriche temporaneamente moltiplicate ed in ebollizione (denominate infezioni dalla medicina) sia molto più sana di una donna priva di fenomeni depurativi in corso, priva di sintomi apparenti per semplice assenza di forza reattiva-immunitaria, e pertanto soggetta ad accumulo tossico indisturbato che la porterà inevitabilmente a dei nodi al pettine da risolvere a scadenza.

STRATEGIE DI DIFESA NATURALE DAI MICRORGANISMI IN ECCESSO

Che fare dunque nel caso specifico? Che fare di fronte a proliferazioni batteriche, parassitarie, microbiche e micotiche?  Accettare le cure mediche ginecologiche, basate sostanzialmente su una deattivazione immunitaria mediante farmaci? Accettare strategie devastanti tipo i defolianti orange usati dagli americani nella guerra del Vietnam?

Le crisi batterico-virali si sconfiggono riportando in equilibrio il microbiota intestinale e rafforzando le funzionalità epatica-renale-ghiandolare-immunitaria. Basta un semidigiuno a succhi di frutta per una settimana, seguito da dieta vitale e crudista. Ricordarsi che la carota cruda è eccellente in questo, come ottimi sono i semi di zucca, i citati allicini (aglio, aglio ursino, cipolla), il melograno, la ruta, la menta e la salvia. Bagni rinfrescanti e prolungati di 20 minuti in zona genitale, tre volte al giorno, stemperano la congestione sanguigna e tolgono l’infiammazione. Ottimi i bagni di mare, e buoni anche quelli di torrente.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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