VAGINOSI COSIDDETTA BATTERICA E RICERCA DELLA FERTILITÀ

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LETTERA

VAGINOSI COSIDDETTA BATTERICA E CURE GINECOLOGICHE

Caro Valdo, Ti porto la mia esperienza in merito ad una vaginosi batterica che secondo la medicina tradizionale da tempo mi perseguita. Qualche mese fa sentivo degli odori ittici, bruciori e fastidi vari quindi decisi di andare dal mio ginecologo. Puntualmente mi prescrisse un tampone vaginale, ovuli e fermenti lattici in capsule. Dopo qualche giorno i sintomi scomparvero.

SIAMO ALLA RICERCA DELLA GRAVIDANZA

Siccome sto cercando da poco una gravidanza, qualche giorno fa mi reco nuovamente dal ginecologo che mi prescrive acido folico e di nuovo tampone vaginale perché, secondo il suo parere, una vaginosi batterica sarebbe possibile causa di infertilità. Faccio il tampone ed il risultato come vedi è lo stesso.

PH ALTERATO E FLORA INESISTENTE

Vaginosi batterica ancora presente con pH alterato e flora inesistente. Stanca ed afflitta insieme al mio compagno decidiamo di seguire i tuoi suggerimenti. Tre giorni di digiuno con acqua e limone, quarto giorno frutta. Ti premetto che la nostra alimentazione cerca di essere il più salutista possibile, con molta frutta, verdura cruda e cotta, legumi e cereali integrali.

TAMPONI SU TAMPONI

Domani torno ad effettuare un ulteriore tampone, sperando che il digiuno abbia fatto il suo dovere.
Hai suggerimenti ulteriori da darmi? Abbiamo comprato il tuo libro e lo stiamo leggendo, trovandolo molto interessante. Ti ringrazio per la tua disponibilità, aspetto una tua gentile risposta in merito.
Anna

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RISPOSTA

ESISTONO ANCORA MEDICI SAGGI E TRASPARENTI

Ciao Anna. In una lettera non dissimile dalla tua, una giovane parlava di aver contratto l’Ureaplasma, con carica batteria pari a 10.000 e con presenza di Gardnerella e tappeto di miceti tipo candida, e con flora batterica del tutto assente. Solito tampone e solite prescrizioni mediche, con antibiotico per lei e suo marito, oltre a compresse vaginali e Krameria Triandra, radice peruviana contenente tannini catechinici e acidi tanninici ad effetti anti-infiammatori. La risposta saggia del medico contattato, il dr Camporese, fu di non trattare il marito come un contagiatore, e di non usare alcun antibiotico per nessuno dei due. L’Ureaplasma è un microrganismo che colonizza normalmente l’ambiente vaginale, e che aumenta la sua presenza in caso di dismicrobismo vaginale o vaginosi. Batterio-conseguenza e non batterio-causa dunque.

IL PROBLEMA DI FONDO SI CHIAMA VULNERABILITÀ IMMUNITARIA

Il problema di fondo in  questi casi di infiammazione vaginale non è quello della Candida, della Gardnerella e dell’Ureaplasma, ma quello di un ambiente vaginale fisiologicamente alterato, privo di lattobacilli protettivi. La vaginite batterica è una infiammazione acuta in zona vaginale che produce fastidiosi pruriti ed irrita la vulva, producendo nel contempo perdite di materiale organico giallo-grigiastro, dall’odore quasi ittico. La vaginite diventa vaginosi, ovvero BV (bacterial vaginosis), nelle forme croniche. Le vaginosi diventano tali per pura ignoranza da parte delle scuole mediche neo-pasteuriane, che continuano a usare tutte le armi possibili contro un nemico batterico che non esiste, e finiscono per causare enormi danni alla malcapitata paziente.

I VANITOSI CACCIATORI DI NUOVI MICROBI

La vaginite viene anche chiamata, dalla cosiddetta scienza dei monatti, gardnerella vaginalis, in onore dei soliti cacciatori di microbi desiderosi di notorietà. In questo caso i vanitosi di turno si chiamano H.L. Gardner e C.D. Dukes, ginecologi e autori nel 1955 di “Hoemophilus Vaginalis Vaginitis, a newly defined specific infection previously classified as non-specific vaginitis”.

LA DEBOLEZZA E L’EMOTIVITÀ GIOCANO A VOLTE BRUTTI SCHERZI

Il problema è che la Gardnerella vaginalis, come del resto la gardnerella mobiluncus, non è altro che uno dei tanti batteri anaerobi che vivono normalmente nell’organismo di tutti gli umani, al pari del neisseria gonorrea o gonococco, ritenuto responsabile della gonorrea, e al pari dei vari funghi tipo chlamidie, candide e micoplasma hominis. La Gardnerella colpisce in genere le persone anemiche e linfatiche, quelle indebolite e stressate, o comunque mandate in crisi, ovvero in debito energetico-psicologico-emozionale dal rapporto sessuale stesso.

DISBIOSI INTESTINALE E PROLIFERAZIONE DI BATTERI ANAEROBI

Trattasi comunque di una malattia causata non certo da contagio, ma semplicemente da sovra-crescita batterica in zona vaginale, cosa che succede piuttosto diffusamente alle donne in gravidanza e alle madri che allattano. Parliamo dunque di uno squilibrio o sbilancio della flora batterica, ossia di una disbiosi intestinale con proliferazione incontrollata di batteri disbiotici di tipo putrefattivo (derivati da cibi animali) in zona colon, ma con ripercussioni all’interno della vagina. L’esatto contrario di come la dipingono i medici, i ginecologi, gli infettologi.

BATTERI CHE PROLIFICANO NEI PUNTI CALDI E SURRISCALDATI

Il discorso dei rapporti sessuali frequenti o rari, protetti o non protetti, ha ben poco a che vedere con questo problema. Milioni di ragazze acerbe e sicuramente vergini hanno l’herpes genitale, vaginiti di vario genere, e persino la sifilide, senza aver alcun collegamento con la sfera erotico-sessuale. La causa è sempre la stessa. Il loro sistema immunitario ha scelto la zona vaginale come punto di scarico e di sfogo. Questo tipo di batteri prolifera nei punti caldi e surriscaldati dell’organismo per il semplice motivo che trova determinato cibo da consumare in quella zona e non in altre.

UNO SCARICO DI MUCO IN ZONA VAGINALE

Le lesioni, i pus, le essudazioni di muco dalla vagina nulla hanno tecnicamente di diverso da quello che si verifica con l’acne o con la rinite. Solo che i monatti non si abbassano a definire la vaginite come banale e semplice raffreddore della vagina, ma l’ammantano piuttosto di nomi strani e importanti, atti a spaventare e a mandare le donne fuori-giri. Le uretriti, ovvero le infiammazioni non-gonococciche, non sono per nulla diverse da quella che è chiamata gonorrea. Allo stesso modo dell’herpes genitale (identico all’herpes zoster) che è presente fin dalla nascita in ogni organismo umano.

LE ALTERAZIONI NON SI CONTRAGGONO MA SI AUTOSVILUPPANO AL NOSTRO INTERNO

L’idea che gli adulti contraggano delle malattie sessuali, anziché svilupparle in tutta autonomia come in realtà sempre avviene, è pura invenzione sacerdotale e sciamanica. Il discorso è ipocrita e irriguardoso nei riguardi di una delle poche cose belle che meritano di essere difese a denti stretti, ma fa molto comodo ai nemici dell’umanità, alle multinazionali del farmaco e del vaccino, oltre che a una vasta rete di opportunisti e di furbastri. Non esiste sala massaggi, o bar a go-go di Bangkok e Pattaya, che non abbia a una decina di metri uno sgabuzzino pseudo-sanitario con tanto di croce rossa sulla porta d’ingresso, e con un menù a lettere cubitali, tipo Aids, Papilloma, Herpes, Vaginitis.

UN’OPERA COSTANTE DI DISINFORMAZIONE TERRORISTICA

Questa è la barbarie del soldo. Optare per il sesso o per la castità è un conto. Ognuno è libero di fare le sue scelte. Collegare però l’attività sessuale alle malattie tossicologiche e metaboliche, alle solite malattie da intasamento e da disbiosi intestinale, è opera terroristica di disinformazione.

IL GRAVE PROBLEMA DEL PEGGIORAMENTO E DELLA RICORRENZA

Prodotti antibatterici ed antivirali, tipo il metronidazole o la clindamicina, provocano soltanto danni. Il 77% di donne che usa tali sostanze registra problemi di peggioramento e di ricorrenza, e quindi problemi di cronicità della malattia, oltre che diversi effetti collaterali. Lo afferma il Melbourne Sexual Health Centre. Il sesso non c’entra un accidente. Che tu lo faccia quanto vuoi, come vuoi e con chi vuoi, o che non lo faccia con nessuno, chiudendoti magari in un convento di clausura, non cambia proprio niente da un punto di vista salutistico.

COME GUARIRE SUBITO, IN MODO GARANTITO E DEFINITIVO

  • Vietato usare saponi, creme, spray, shampoo aggressivi prima e dopo i rapporti. Una buona doccia prolungata va benissimo e non presenta controindicazioni. Le sostanze chimico-farmaceutiche creano sbilanci batterici.
  • Alimentarsi bene e scegliere alimenti vitali e nutrienti.
  • Tenere pulito il colon. Un’auto intasata e coi filtri sporchi non può affrontare senza rischi una dura salita alpina. I rapporti sessuali e i programmi riproduttivi richiedono forza, energia, vitalità, entusiasmo, resistenza.
  • Nel caso specifico, fare frequenti lavaggi con acqua tiepida e sale nel bidet o nella vasca, oppure con un litro di acqua bollita assieme a due manciate di foglie di noce, o di ortica, o di malva.
  • Bere lontano dai pasti un decotto di semi di ortica.
  • Per eliminare radicalmente il problema in 3-4 giorni, fare un digiuno totale di 3 giorni ad acqua leggera (o acqua leggera più succo di limone) e riposo, prendendo eventualmente sole, con stop al digiuno mediante un giorno di sola frutta o di soli centrifugati, e poi ripresa con la solita dieta normale vegana tendenzialmente crudista.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

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AGGIORNAMENTO

Caro Valdo, Con immensa gioia Le porto la mia esperienza. Dopo 3 giorni di digiuno completo e dopo modificata alimentazione, il tampone, dopo mesi di vaginosi, di pH basico e di flora latto-bacillare inesistente è ora perfetto!!!

Evviva l’igienismo! Questo nuova concezione di vita mi fa stare proprio bene. Un abbraccio.

Ambra

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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