GLIFOSATO CANCEROGENO MONSANTO NELLE VERDURE, NEL PANE E NEL MIELE

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COMMENTO ALL‘ARTICOLO DI DARIO SCACCIAVENTO

SERVONO NON PAROLE MA UN AUTENTICO TERREMOTO

Ancora una volta l’Italia si distingue per la sua assenza vergognosa sulle cose che più contano. Ancora una volta c’è bisogno non di riforme di facciata, di comitati, di convegni e di lungaggini burocratiche. Serve una sferzata tremenda, serve un vero e proprio terremoto nel corrottissimo ambito agroalimentare.

MANDARE A CASA I MANGIAPANE A TRADIMENTO

Serve mandare a casa tanta gente che usufruisce di stipendi e pensioni scandalose occupando abusivamente da anni posti-chiave senza fare  nulla di buono contro le porcherie giornaliere che avvengono sotto gli occhi di tutti e all’insaputa di tutti. L’ignoranza della gente non è poi casuale. I media, i ministeri, le università, i consorzi agricoli, difendono a spada tratta la Monsanto, sono collusi, corrotti e conniventi con l’avvelenatrice mondiale numero uno.

TOLLERANZA ZERO NEI RIGUARDI DEGLI AVVELENATORI

Gli appestatori delle campagne, dei campi, delle acque, dei fiori sono tra di noi. Vanno denunciati e sconfitti senza tanti preamboli e senza tanti giri di parole. Vanno mandati a casa all’istante e per direttissima, senza bisogno di grandi processi. Si trastullano nella bambagia e nella sicurezza dei loro posti fissi e garantiti. Stanno negli uffici governativi, nei ministeri, negli istituti e nei consorzi agricoli, nelle università. Questo è uno sconcio autentico. La loro abulia, la loro inerzia, la loro apatia, non possono trovare alcuna comprensione.

METTERE AL BANDO IL ROUND-UP, I GLIFOSATI, GLI OGM E TUTTI I VELENI DELLA MONSANTO

Questa gente si distingue per la propria inazione e per il fiancheggiamento a favore della Monsanto, della Bayer, e dei vari fabbricatori di veleni. Anche gli agricoltori dotati di trattori e di aratri vanno monitorati e mandati a scuola. Devono rendersi conto che arare la terra implica delle pesanti responsabilità. I veleni vanno messi al bando. Serve una autentica rivoluzione e non piccole modifiche di tipo cosmetico.

Valdo Vaccaro

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14 commenti

  1. Viviamo in un epoca dove vige il primato dell'economia sulla politica. Ogni volta che lo ripeto tutti mi dicono : "si, si hai ragione", ma non si rendono quasi mai conto delle conseguenze che vi sono implicate, almeno se le cose le si pensano fino in fondo. Anzitutto, ma qui ci interessa poco, ciò significa che la democrazia tanto strombazzata non esiste. Infatti se la politica è la condizione "sine qua non" per l'esercizio del potere, che cavolo di democrazia ci può essere se essa è sovrastata da qualcos'altro e dunque da qualcuno che non conosciamo se non vagamente? E questo cambio di apparato che esercita il potere, chi lo ha deciso? Il popolo forse? C'è quasi da ridere! Ma il popolino non se ne accorge! Continua beato e tranquillo, anche se a dire il vero resterebbe senza scampo impotente se affrontasse il potere "autentico", quello cioè che ha realmente le redini del carrozzone generale. Allora la conclusione è molto semplice. Valdo giustamente si indigna per questo schifo, ma state ben certi che gli spazi di manovra sono praticamente inesistenti. Non intendo qui riferirmi alle singole buone iniziative che qua e là vengono intraprese da qualcuno. Intendo invece un' azione generale così come auspicata da Valdo, che realmente mandi a casa collusi, complici o addirittura i mandanti. Che qui sono della famigerata Monsanto. Il glifosato continueremo a mangiarlo, degustarlo, pasteggiarlo e nel frattempo continueremo a maledire i politici ladri e corrotti, ma che poi siamo pronti a votare alla prossima tornata.
    Poco più sotto avevo scritto ciò che tanti sanno già e cioè che anche nelle semplici farine bianche, come comprovato da analisi corrispondenti, la chimica la fa da padrona e si son contanti fino a più di 100 additivi che allegramente finiscono nel piatto. E alcuni sono particolarmente insidiosi. Da vegano crudisti dobbiamo o possiamo cercare di limitare i danni, cercando fin dove possibile la qualità dei prodotti. Dunque c'è spazio solo per un'azione individuale e a mio modesto avviso, non ce n'è per rivoluzioni che non siano semplici fantasie sognanti da tastiera. E sempre positivi che a battersi il petto non serve a nulla! Siamo inseriti in questo tempo che è nostro dovere e destino vivere. Poi ognuno si regoli come crede.

  2. Caro Arvo, d'accordo su tutto ma non che il voto possa cambiare qualcosa. "Datemi la possibilità di emettere la moneta di un Paese, e non m’importerà chi farà le sue leggi" (Nathan Rothschild). Il mondo è in mano ai banchieri e quindi bisogna combattere con le loro armi… i soldi: Resistenza fiscale, questa mi sembra una buona soluzione! In questo video il sindaco di Resana spiega un possibile approccio, dimmi cosa ne pensi. Pace e Amore.

  3. Meris siamo più daccordo di quanto ti è sembrato. Nella maniera più totale ritengo che il voto non serva assolutamente a niente. Il perché lo si desume da quanto ho prima scritto e cioè : se non sono i politici che realmente comandano (la politica) ma il comparto economico (finanza,banche centrali, banche d'affari, mercati, borsa ecc…), a cosa serve cambiare i politici? Naturalmente è bene prevenire l'obiezione che mi sento subito fare e cioè: "ma allora i politici sono innocenti?" Assolutamente no, sono servi corrotti la cui paga, per i servigi resi al potere reale, sono i privilegi di casta. Ma le leve che muovono il potere vero, concreto, sono in mano ad altri, anche se le apparenze sembrano dire il contrario. A loro sono lasciate solo decisioni su cose secondarie. Per il resto obbediscono, salvando le apparenze con una recita a soggetto, vale a dire interpretando un ruolo che lascia intendere alla gente che sono loro che decidono, su mandato popolare. Ma sono solo pupazzi in balia dei grandi capitali e alle entità sovranazionali occupate da semi sconosciuti che nessuno ha mai eletto e che tantomeno conosce. Allora avremo un politico come Craxi che esce dall'hotel Raphel e viene fatto bersaglio di monetine….ma mai un banchiere, un grande manager o un direttore di qualche gigantesco fondo di investimento che con le sue manovre ha condizionato o buttato per aria uno stato intero!
    Il sindaco di Resana è molto simpatico, un galantuomo, ma non pagare le tasse allo stato (per quanto ingiuste e persino criminali) lascia la situazione invariata, perché sono i privati che strangolano gli stati e gli stati si rifanno con noi. Perlomeno in regime di perdita di sovranità monetaria. Chi è titolare della produzione del denaro resta tale e se la ride di ciò che facciamo nel nostro rapporto con lo stato. So che ho semplificato eccessivamente ma qui non possiamo dare sviluppo particolare a questi problemi. A meno che non lo si faccia in massa….ma non accadrà mai…la resistenza fiscale servirebbe solo a renderci la vita un inferno. Come infatti sta già accadendo ad alcuni.

  4. Aggiungo solo brevemente che proprio oggi leggevo su un giornale che furono addirittura gli stessi vertici della guardia di finanza a fare pressione su un responsabile del controllo delle slot (Sisal, Snai ecc..), tal Umberto Rapetto del nucleo frodi telematiche, affinché non indagasse sulla questione della gigantesca evasione fiscale di cui furono protagonisti, anni fa i gestori per conto dello stato. Dovevano ben 98!!!! miliardi al fisco, poi divenuti 90 e ora ridotti a pochi milioni! Grande esempio di cosa c'è realmente dietro ai grandi interessi economici e chi comanda veramente. Le società private sono collegate ai Corallo, famiglia chiacchierata collegata a giri loschi. Una cifra da capogiro che se incassata darebbe una grande mano alla nostra economia sofferente. E invece il governo Letta fece una bella sanatoria condonando quel che poteva. Ripeto: politici servi e colpevolmente succubi. Domanda : comanda più Francesco Corallo o Scilipoti? Secondo un esperto in materia c'è un tedesco semisconosciuto (ma va?) che possiede prodotti derivati pari a dieci volte il pil della Germania. Domanda : non sarà lui il padrone della Merckel? O meglio : la cancelliera preferirà rispondere a lui o al popolo?

  5. Ma come diavolo faranno gli "animali" a fondare quelle meravigliose società perfettamente funzionanti senza bisogno di denaro, regolamenti scritti, scuole, esperti professori, internet e tv, tribunali, centri commerciali, contratti di lavoro, ecc. ecc. Io credo che chi saprà rispondere a questa domanda avrà vita eterna 😉

  6. In effetti, il voto, il sistema economico e tutto il resto dovrebbero passare in secondo piano quando si parla di vivere in un ambiente intriso di diserbanti, insetticidi, smog e disastri ecologici continui.
    Probabilmente, se le cose andranno avanti in questo modo, il non voto e il non pagare le tasse saranno una realtà obbligata nel prossimo futuro. Quel che non è così scontato è se la gente andrà "contro corrente" adottando comportamenti virtuosi a favore dell'ambiente in cui vive.
    PS: Non capisco se questa Dichiarazione di Guerra è più una istigazione a delinquere o più un avvertimento per far desistere i furbastri dal perpetrare comportamenti scorretti 😉

  7. Temo Meris che dalla gente non ci si debba aspettare più nulla. La maggioranza delle persone seguirà i dettami che abilmente il potere riterrà di dover imporre con le tv e i nuovi mezzi di comunicazione. Ma pensiamoci un attimo, perché c'è un paradosso incredibile e macroscopico. Mai come ora l'umanità si era trovata con queste straordinarie possibilità di informazione, sapere, conoscenza; con queste possibilità di comunicazione praticamente istantanea, con mezzi tecnologici mai visti prima. E ciò nonostante guarda come siamo ridotti e come abbiamo ridotto il pianeta…..Privi totalmente di ogni capacità di reagire, tutti chini sull'ultimo giocattolo tecnologico mentre il mondo è silenziosamente scivolato in mano ad un potere del quale conosciamo a malapena i veri detentori. Altro che califfo!!

  8. I PARTE

    PREMESSA
    Colgo l'occasione di ringraziare Valdo Vaccaro –le cui tesine e libri hanno ravvivato il mio antico ma fiacco interesse per l'igienismo– di questa occasione di scambio con sensibilità politiche affini alla mia.

    Arvo e Meris, condivido il vostro pessimismo a causa del mancato riscontro pratico ai miei microscopici ma protratti tentativi di chiarire al mio entourage i fondamenti dell'economia politica effettivamente tale e, per ciò stesso, molto diversa da quella Nobel-itata a spese (come molti non sanno) della svedese Riksbank. Proponevo, senza farmene sproporzionate illusioni, la formazione di gruppi di studio interdisciplinari ma centrati sul peso che, nel corso della storia, ha avuto e continua ad avere il credito su riserva frazionaria (originariamente illegale, poi, a poco a poco, legalizzato ormai in tutto il mondo).

    Secondo me qualunque indicazione contraria non può esimere chi sente e riflette politicamente dal tentare di ristabilire, almeno per sé e per la propria cerchia, i significati di alcune parole chiave.

    1—POLITICA
    Termine frequentissimo ma dal significato opposto a quello originario che era di libertà cittadina fondata su moneta ed esercito propri. La politica, infatti, fu presto sconfitta dall'IMPERIUM, vale a dire dal COMANDO di élite rispondenti non alle popolari aspirazioni ma a proprie strategie –verso le non-élite, bene/male intenzionate quanto si sappia effettivamente dimostrare– ormai di portata planetaria. "Politici", dunque ? No ! Ma "imperiali", e nel senso diminutivo di "missi dominici".

    2—STATO
    Termine indicante la stabilità che la vita collettiva tende a realizzare nella reciprocità di diritti e doveri; reciprocità più o meno marcata nella versione legalista dello stato di diritto o in quella assolutista. Tale aspirazione alla stabilità fu gravemente inficiata dal riconoscimento sovrano, datato 1694, della neonata Bank of England; riconoscimento col quale un gruppo di privati assoggettò i britannici a biglietti di banca coperti solo in minima parte dal valore legalmente riconosciuto nell'oro (a causa della generale ignoranza della moneta di materiale vile che vale per legge [1] e per il particolare interesse a far circolare le proprie emissioni di credito non completamente coperto). Di conseguenza non di stato di stabilità si tratta ma di STRUMENTO DI TRANSIZIONE verso un IMPERO PLANETARIO alla cui mercé, "buono" o "cattivo" che si dimostri, l'umanità superstite, direi difficilmente, non dovrà sottostare. [mkp lu06gi16 16e35] [fine della prima parte]

  9. II PARTE

    3—REPUBBLICA
    La bi di troppo a parte –indecente nella prima derivata dal latino ed a confronto con le lingue sorelle e cugine– è termine svuotato del significato di interesse collettivo sovraordinato all'interesse particolare dalla onnipresenza delle privi-leggi che hanno legalizzato il credito su riserva frazionaria (a scapito di quello su riserva ovviamente totale) con ciò per legge rovinando il potere d'acquisto [2] e legittimando le cure deflative che sappiamo, cure poi "bilanciate" con nuove inflazioni in cicli che di economico hanno solo il nome (infatti si tratta di cicli legati al credito su riserva frazionaria che scompariranno con la prossima sostituzione della residua moneta cartacea con moneta elettronica ma a tutto vantaggio dei banchieri che –nelle privilegiate monetarie creazioni– saranno liberi dalla pure sempre più leggera palla al piede della riserva). Nelle odierne "repubbliche" le inevitabili funzioni statali sono limitate dalla non interferenza o dalla subordinazione a strategie geopolitiche forse pure plausibili ma alle aspirazioni dei presunti cittadini/sudditi (ed asserviti effettivi) visibilmente indifferenti. Siamo dunque in presenza di "REPRIVATE" o di "RECHISADICHI" in armonia col valore riconosciuto all'anonimato.

    4—COSTITUZIONE
    Termine che, tramite il prefisso "con", aggiunge all'ideale di stabilità, già presente in "stato", l'idea di complessità. Ciò significa che per avere uno STATO molte cose devono essere amalgamate e, a maggior ragione, se lo stato è una REPUBBLICA, l'amalgama deve essere legge, non privi-legge. Al contrario le costituzioni –con la sola eccezione a me nota di quella degli Stati Uniti, eccezione storicamente comprensibile e prontamente riparata da Alexander Hamilton, guarda caso segretario di Washington e postumamente tanto caro al nostro Umberto Bossi– sono bei discorsi ma autentici COLABRODO perché implicitamente accettano il CARDINE GEOPOLITICO del credito su riserva frazionaria o su moneta elettronica e la sua orchestrazione planetaria tramite le Banche Centrali di emissione, pure intemediarie dell'indebitamento verso terze parti di pseudostati incapaci di rappresentare in moneta propria la produzione nazionale per assicurarne il pieno sviluppo e l'equa ripartizione. [mkp lu06gi16 16e43] [fine della seconda parte]

  10. III PARTE

    5—MONETA
    Termine comunemente usato, insieme a valuta, contante e simili, per indicare il mezzo di scambio legalmente riconosciuto idoneo all'estinzione del debito. E' intuitivo –ma ciò, nell'antichità, fu conquista comparativamente infrequente rispetto alla moneta merce (che vale o dovrebbe valere a peso)– che moneta sana (nel senso dello sviluppo dell'economia insieme all'equa diffusione della ricchezza) è quella emessa e regolata (vale a dire aumentata via publiche spese, lasciata invariata o parzialmente ritirata via tassazione) dallo Stato o da ente incaricato allo scopo di remunerare tutti coloro che desiderano o devono lavorare mantenendone il potere d'acquisto stabile a tempo virtualmente indeterminato [3]. La moneta dovrebbe perciò rappresentare il debito, estinguibile sul mercato a richiesta, della collettività verso chi ha lavorato ed è libero di spenderla o di risparmiarla sicuro che essa, grazie all'attiva vigilanza statale, conserverà con ottima approssimazione lo stesso valore nei decenni futuri. La Storia ha voluto, come sopra accennato, che la moneta, sia quella mercificata (metallica o rappresentante metallo, tipicamente oro o argento), sia quella numeraria (quella cartacea a "corso forzoso", vale a dire senza copertura metallica), con la collaborazione dei banchieri privati e dei ceti monetati loro alleati, sia diventata –non solo di fatto ma pure di diritto– da ideale strumento di diffusione della ricchezza derivante dalla sociale divisione del lavoro a CARDINALE STRUMENTO GEOPOLITICO di élite intellettuali desiderose di plasmare la vita planetaria secondo criteri sottratti alla sbandierata quanto ignorata o sabotata "volontà popolare". Amen, ed auguriamoci le loro migliori, sia pure machiavelliche, intenzioni ! Ma non limitiamoci a questo.

    COSA RESTA ALLORA DELLE ASPIRAZIONI AUTENTICAMENTE "POLITICHE" DELLA NON-ÉLITE ?
    Secondo me:

    A.
    Riconoscere –senza sentimento di revanche e, tanto meno, di odio comunque inteso, per i Vincitori– la sconfitta storica ab illo tempore delle aspirazioni emerse con le Libere Città Ellene e trasmesse dalla Cultura Ellenolatina. Si tratta di asserire, per quello che effettivamente sono, le conseguenze sia di errori sia di autentiche ingiustizie delle antiche classi dirigenti, tutti squilibri che riaprirono all'imperium i varchi che la politica gli aveva chiuso in storiche battaglie per terra e per mare.

    B.
    Comprendere che, in definitiva, lo scontro è microcosmico, vale a dire che passa per ogni esemplare di Homo Sapiens Sapiens considerato nel duplice aspetto della facoltà intellettiva,
    —la parte antica, intuitiva e visionaria, per forza di cose prona alle Percezioni Straordinarie Antropomorficamente Compatibili, sensoriali o extrasensoriali, capaci di trasmettere agli umani in ominazione informazioni cruciali ricevibili esclusivamente dalla Simultaneità Radicale (e perciò non-sequenziale) o Eternità [4];
    —la parte recente, che trovò la massima espressione astratta nella logica (generalmente nota come filosofia) di Talete e di Anassimandro Milesii [5], razionale ed inclusiva –quindi né materialista né spiritualista– intesa a rendere Homo Sapiens Sapiens un raffinato congegno capace di scegliere la propria strada nel Labirinto –costituito dal Divenire con tutti i suoi innumerevoli cicli e sottocicli– forse pure per trovare ad esso un'appetibile via di uscita (ma Anassimandro sembra pessimista in merito) o un accomodamento alla meno peggio secondo (la mia interpretazione del)le conclusioni dei Versi Aurei di Pitagora già discepolo di Talete. [mkp lu06gi16 16e53] [fine della terza parte]

  11. IV PARTE

    C.
    Operare per lo scambio di idee programmatico ed articolato, se possibile, in gruppi di studio autogestiti miranti anche a risvegliare l'interesse per i Consigli di Quartiere ma non in funzione ribellista, piuttosto con intenzione di ricerca dell'effettivamente realizzabile entro i limiti dai Vincitori imposti ma flessibilmente intesi (diversamente, a ben guardare, non si vedrebbe altro, in prospettiva, che l'esproprio e la schiavitù per debiti dell'intera, già decimata, popolazione). In tale scambio un posto importante spetterebbe alla cultura monetaria sopra accennata per sostenere esperimenti circoscritti a comuni o ad entità minori come scuole, case del popolo, parrocchie, associazioni varie, di emissione moderata e ben calibrata di mezzi di pagamento non-legali (quindi liberamente accettabili o rifiutabili dalla controparte) e non obbligatoriamente convertibili in moneta legale (e perciò non soggetti alle vigenti norme creditizie che, nei fatti, negano da una parte il lavoro a causa dell'inflazione legalmente imposta; dall'altra il credito al crescente numero degli impossibilitati a dare al banchiere la corrispettiva garanzia, in altre parole si fa credito solo a chi ancora ha). Alla su detta emissione moderata e ben calibrata di mezzi di pagamento consensuali e non-legali è dedicato il punto seguente.

    D.
    Emettere –ma solo se i gruppi di studio funzionano ed hanno prodotto sensibile comprensione e generale consenso per il funzionamento del mezzo di scambio favorevole alla collettività nel suo insieme e per la definizione dell'Emittente [6]– un biglietto al portatore –ovviamente di propria esclusiva denominazione– che sarebbe pagato per lavori volontari intorno a Liberi Progetti o per motivi molto più ordinari o anche, ove possibile, dal comune ai dipendenti ed ai fornitori consenzienti (magari incoraggiati da uno sconto sulle tasse). L'ammontare dell'emissione dovrebbe essere tale da creare inflazione aggiuntiva a quella corrente (inerente la moneta legale a causa del privilegio bancario sopra descritto) entro il tetto precedentemente definito e democraticamente approvato dai Promotori e certamente modesto onde evitare possibili tensioni sociali a causa della conseguente proporzionale riduzione del potere di acquisto della moneta legale [7]. A seconda delle conseguenze effettivamente constatate (e della nuova coscienza monetaria della collettività, più meno capace di accettare maggiore o minore inflazione aggiuntiva sulla moneta legale per far posto alla moneta inconvertibile emessa per i meno abbienti per aiutarli ad aiutarsi, con ciò iniziando a riparare dal basso –se no da dove?– il devastato tessuto sociale) l'emissione iniziale potrebbe essere ridotta (dal comune via tassazione, altrimenti consensualmente, per diffuso senso di responsabilità), mantenuta o calibratamente aumentata. [mkp lu06gi16 16e57] [fine della quarta parte]

  12. V PARTE (seguirà la sesta con le note)

    E.
    Il punto precedente per me vale in base al principio che dove lo stato manca il cittadino/suddito (non ancora del tutto schiavizzato) ha il diritto-dovere di colmare la lacuna e, secondo me, dovrebbe colmarla con sincero senso di collaborazione con i Vincitori, altrimenti detti Globalizzatori e, da me stesso, in più occasioni, definiti Strateghi Internazionali o Planetari. Infatti la disponibilità locale a non opporsi alla Globalizazione –in un ipotetico contesto di dialogo centro-periferia possibile solo se si formasse adeguata coscienza politica di base– potrebbe convincere il Potere di Fatto, e di conseguenza il Potere Istituzionale, della non pericolosità, anzi della bontà di una doppia circolazione locale –lì dove quest'ultima spontaneamente si sviluppasse, forse a macchia di leopardo– in cui la moneta legale fosse usata sopratutto per procurarsi beni e servizi d'importazione dai territori dove la moneta locale non fosse accettata. Comunità (ri)fiorenti e leali all'Agenda Internazionale (un governo, una banca, una moneta, un esercito, una religione, un olocausto) potrebbero effettivamente aumentare a dismisura i profitti della grande industria che i Globalizzatori più direttamente controllano con ciò dando impulso ai loro stessi progetti e ricerche di respiro lampantemente ultraplanetario [8].

    F.
    Comunque fosse, non demordere ! Il karma ne risentirebbe !

    mikpalos

    [mkp lu06gi16 17e05]

  13. VI PARTE (l'ultima con le sole note)

    ———
    [1]
    Aristotele, Etica Nicomachea, capV.
    [2]
    E con esso il fluido smaltimento della produzione che, impossibilitato, produce riduzione della stessa, licenziamenti ed i problemi personali e sociali che ne derivano. Frederick Soddy, in Wealth, Virtual Wealth and Debt, London 1926, chiarì, ma non fu ascoltato, che i "fictitious loans" di credito creato con un tratto di penna dal banchiere o di moneta creata ad hoc dallo stato per investirla, a differenza del denaro effettivamente risparmiato ed investito, sconvolgevano a favore della domanda l'ideale equilibrio tra domanda ed offerta sottendente il sano funzionamento dell'economia politica per l'ovvia considerazione che la produzione conseguente detti fittizi investimenti non potendo che essere in ritardo rispetto all'afflusso della nuova liquidità al mercato, l'inflazione e la sua nefasta sequela sarebbe stata inevitabile.
    [3]
    Nell'espressione di Soddy, "from one century to the other". L'insigne scienziato idealmente risolse –riscoprendo il credito su riserva totale ed introducendo l'Indice Generale del Prezzo come spia della situazione del potere di acquisto– l'"economic paradox" della produttività e della povertà entrambi in aumento, paradosso che l'aveva invogliato, in un primo momento, a cercare sui testi universitari di economia i lumi che, deluso, riuscì poi lui stesso a darci. La New Economics che ne derivò non ebbe, per ovvie ragioni, un'eco paragonabile a quella del suo contributo di chimico scopritore dell'isotopia e restò fuori delle aule universitarie. Per Indice Generale del Prezzo Soddy intendeva il numero ottenuto dalla media delle medie dei prezzi di un paniere di beni e di servizi di prima necessità al momento dell'ideale raggiungimento della piena occupazione in presenza di altrettanto ideale credito bancario su riserva totale. Da quel momento di piena occupazione in poi l'indice in aumento avrebbe indicato inflazione e necessità di tassazione; quello in diminuzione, deflazione e necessità di emissione, quello stabile, una situazione accettabile.
    [4]
    Questa è la tesi della mia stessa antropologia culturale, punto di vista derivato dall'ALT, vale a dire dal grado più astratto del pensiero (abstractest layer of thought) col quale indico la logica di mia stessa definizione sulla quale qui sorvolo.
    [5]
    Questa è la mia tesi di storia del pensiero filosofico. Maggiori informazioni potrebbero essere reperibili in rete cercando per username.
    [6]
    L'esempio negativo del SIMEC del prof Giacinto Auriti –da me già definito il Leone di Guardiagrele– insegni (sulla cui benigna intenzione ma erroneità sia in teoria, sia pratica, qui non mi dilungo). L'impreparazione della cittadinanza di Guardiagrele di fronte al sequestro del SIMEC non salvò quest'ultimo nonostante il susseguente dissequestro da parte di una magistratura locale a dir poco eroica.
    [7]
    Questa è la mia tesi di economia politica ispirata alla New Economics di Frederick Soddy, nulla altro che un'applicazione della stessa al livello locale in regime di valuta legale "inflodefloreinflazionista" (regime l'esatto opposto delle dichiarazioni dagli alti scranni per la difesa del potere d'acquisto).
    [8]
    Altri autori da non trascurare: Alexander Del Mar, Gertrude Muriel Coogan, Captain David Astle.

    [fine del commento]

    [mkp lu06gi16 17e07]