GUARIGIONE TOTALE DA ANGINA-IPERTENSIONE-COLESTEROLO E CONTENIMENTO OMOCISTEINA

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

LETTERA

Buongiorno Valdo, Ti ho già scritto qualche anno fa per testimoniare la mia totale guarigione da angina pectoris, ipertensione ed altri vari fastidi.

Volevo rinnovare il mio enorme grazie per i tuoi preziosi consigli di igiene naturale e confermarTi che ad oggi, con la alimentazione vegana tendenziale crudista che seguo ormai da più di 4 anni (schema vitto Valdiano), il mio colesterolo totale dalle ultime analisi è ulteriormente sceso a 140 con un LDL a 77 mai visto prima (per ben 50 anni della mia vita sono sempre stato sui 250 con LDL a 140).

Unica mia preoccupazione rimane l’omocisteina a 17 micromoli/L, ma siccome sto bene e anche la pressione è sempre sui 110/70 non riesco a capire cosa posso fare in più per questo valore alto dell’omocisteina e se devo preoccuparmi.

Anche se non avrai modo e/o tempo per potermi rispondere, Ti ringrazio nuovamente per la grande persona che sei e per tutto quello che fai per la gente che intelligentemente Ti segue.
Salvo


RISPOSTA

REGISTRIAMO QUESTA ENNESIMA TESTIMONIANZA DI GUARIGIONE

Intanto prendo nota di questa importante testimonianza di totale e strepitosa guarigione da angina pectoris, ipertensione e ipercolesterolemia, che merita essere evidenziata e che va ad aggiungersi alla lunga serie di perle che hanno caratterizzato questi miei 10 anni e oltre di insegnamento igienista.

Non ho guarito nessuno e non mi faccio alcun vanto per questo. Tuttavia le tante persone coinvolte in queste testimonianze autentiche e spontanee, sono state messe nelle migliori condizioni possibili per favorire l’azione auto-guarente e auto-riequilibrante del loro stesso organismo.

Questo sta a significare che il percorso alimentare e comportamentale che sto promuovendo e promulgando, se applicato con un minimo di serietà, di fiducia, di buonsenso e di coerenza è in grado di dare ottimi risultati.

VARIABILITÀ DEI RANGE DI VALUTAZIONE

Per quanto riguarda l’omocisteina a livello 17 moli/L è sicuramente altina rispetto all’ideale che sta intorno a quota 7. Tuttavia occorre sempre considerare che i valori vanno commisurati a ciascuna persona, visto che ognuno è diverso da tutti gli altri ed è persino diverso da se stesso in rapporto al tempo e alle circostanze nelle quali le misurazioni vengono effettuate.

Se una persona è più sensibile ai test, i valori risultano sempre
alterati. Questo vale per l’omocisteina e per tutti i test di repertorio, i quali vengono rilevati con criteri da valutazione istantanea in un determinato momento, e quindi tramite criteri non certi, non sicuri e non predittivi.

Gli stessi range di valutazione variano a seconda delle fonti. Negli USA si parla ad esempio di livello medio ottimale 13 nelle valutazioni della Loma Linda University, mentre l’università di Boston ritiene che al livello 15 ci ci sia rischio cardiaco superiore 4 volte e rischio Alzheimer doppio rispetto al livello 7.

In Italia si parla di omocisteina moderatamente alta dai 16 ai 30, medio alta dai 31 ai 100 e severamente alta per valori superiori a 100 micromol/L.

Ricordiamo che l’omocisteina è un aminoacido solforato contenente zolfo, risultato del metabolismo che si forma con la trasformazione dell’aminoacido metionina (soprattutto da proteine animali).

Se in eccesso, l’omocisteina è fattore di iper-coagulazione del sangue. Più alta l’omocisteina e più indebolita risulta la meditazione del Dna, con perdita di organizzazione informativa sia nella replicazione delle cellule e dei tessuti che nella sorveglianza immunitaria.

BOICOTTAGGIO PER L’OMOCISTEINA E PER IL SUO SCOPRITORE

C’è da dire che la medicina non ha mai visto di buon occhio la questione omocisteina, in quanto essa mette i bastoni tra le ruote all’enorme business delle statine.

Kilmer McCully, brillante ricercatore medico operante ad Harvard ha subito infatti boicottaggi, ostilità e isolamento per i suoi straordinari studi. Nessuna meraviglia che l’argomento rimanga tuttora incerto, trascurato e lasciato un po’ a se stesso.

IL TEST PIÙ AFFIDABILE È QUELLO DI SENTIRSI BENE

Diciamo pure che in molti casi l’omocisteina si attesta sui livelli fisiologici di ognuno, per cui non sempre è auspicabile intestardirsi a modificare i valori che si hanno.

Si attesta spesso, entro certi limiti, in armonia e non necessariamente in conflitto e discordanza con gli altri valori lipidici dell’organismo, vale a dire colesterolo e trigliceridi. E questo accade in particolare quando una persona si sente bene stabilmente.

Nel caso qui trattato siamo di fronte a splendidi livelli di colesterolo, per cui una omocisteina leggermente alta non deve affatto causare inutili affanni, timori e preoccupazioni sul piano cardiocircolatorio.

Nel mio articolo “Omocisteina barometro funzionale del corpo umano” del 6/12/11 ho scritto che il test più affidabile è quello di sentirsi in ottima forma, senza coltivare dubbi infondati, e qui lo ribadisco con forza, visto che l’omocisteina non va giudicata da sola ma nel contesto dei grassi corporei e di tutti gli altri valori.

L’OMOCISTEINA SI INNALZA IN 10 MODI BASILARI, TUTTI DA CONTRASTARE

Questo non toglie che in tutto relax si possano ritoccare quei valori di 17 micromol/L, evitando che essi accrescano o riportandoli leggermente verso il basso.

Per capire quali siano le migliori strategie da mettere in atto nel mantenere l’omocisteina sotto il livello 10 micromol/L occorre considerare alcuni punti fondamentali e cioè che l’omocisteina si innalza per:

  1. Eccesso di solfuri
  2. Pigrizia del linfatico
  3. Sangue viscoso
  4. Ipercoagulazione e piastrinosi
  5. Carenza di vitamine del gruppo B (specie B6-B9-B12)
  6. Fumo attivo e passivo, aria inquinata, aria viziata, respiro corto
  7. Stress sul sistema renale
  8. Disbiosi intestinale e microbiota che fatica a garantire la sua produzione giornaliera di serotonina
  9. Uso di zuccheri, dolciumi, caffè, tè, cole, tutti distruttori del gruppo B.
  10. Uso di carni e grassi animali che stressano l’organismo umano e in particolare il sistema renale.

DETOSSIFICARE IL SISTEMA NEI MODI CHE CONOSCIAMO

Serve dunque un piano di detox mediante desulfurazione con bietole rosse, spinacino crudo e spinacio cotto, tutti ricchi di betaina o TGM trimetilglicina.

La betaina tramite l’enzima epatico Transferasi Metilica elargisce 3 gruppi metilici del tipo CH3 e così porta a incrementare la produzione di SAMe naturale (S-adenil-metionina), prezioso coenzima che favorisce la metilazione, cioè il trasferimento di metili.

Da rilevare che i gruppi metilici CH3 favoriscono la mielinazione dei nervi, la ricostituzione dei tessuti nelle giunture, la fabbricazione supplementare di serotonina, melatonina e dei neurotrasmettitori basilari.

Serve inoltre un piano alimentare virtuoso che abbia molto riguardo per fegato-pancreas-reni e microbiota. La nostra dieta vegan-crudista tendenziale, per le sue caratteristiche depuranti e nutrienti nel contempo, si presta benissimo a questo obiettivo.

Valdo Vaccaro

Condividi con i tuoi amici.

Comments are closed.