IL DRAMMA DELLE MICROPLASTICHE E DELL’INQUINAMENTO MARINO

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DOCUMENTO

L’INQUINAMENTO DEL MARE SI RIPERCUOTE INEVITABILMENTE SULLA SALUTE

La plastica nelle confezioni alimentari, oltre ad inquinare il cibo con sostanze tossiche cedute direttamente, come solventi e plastificanti e simili, inquina il mare e avvelena il pesce, concentrando nelle catene alimentari pesticidi e metalli pesanti.

MICIDIALI PARTICELLE DI PLASTICA CHE SFUGGONO ALL’OCCHIO NUDO

Come da ammonimento del Sindacato Veterinari e della Sicurezza Alimentare, le particelle diventano invisibili, per cui l’acqua marina appare trasparente ed innocente anche quando non lo è. Siamo noi a doverle vedere lo stesso col nostro sesto senso e con la nostra intelligenza ecologica.
Prof Giuseppe Altieri, Agernova

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IL RISCHIO PROVIENE DALLA MICROPLASTICHE NEI PESCI CHE PORTIAMO A TAVOLA

Le microplastiche presenti nelle acque marine derivano da frammenti originati dalla degradazione naturale delle plastiche. Esse entrano nella catena alimentare e rappresentano un pericolo subdolo. Lo ha detto il professor Antonio Mazzola, Ordinario di Ecologia al Dipartimento Scienza della Terra e del Mare dell’Università di Palermo, intervenendo oggi a bordo della nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci, ormeggiata al porto di Trapani.

OLTRE 28 MILIONI DI TONNELLATE DI PLASTICA FINISCONO NEL MARE

Per lo studioso, i dati forniti da Mare Vivo, secondo cui dei 280 milioni di tonnellate di plastica prodotti ogni anno nel mondo, il 10% finisce in mare, sono per difetto, perché i satelliti non riescono a fornirci una fotografia nitida.

LE MICROPLASTICHE VENGONO FILTRATE ED ASSORBITE IN PARTICOLARE DALLE COZZE, AUTENTICHE SPAZZINE DEL MARE

Le microplastiche, ha aggiunto il professor Mazzola, fungono da vettore di microrganismi alieni e attraggono metalli pesanti, intaccando la biodiversità. Nelle nostre tavole, le microplastiche arrivano all’uomo consumando prodotti ittici. In particolare attraverso i mitili, ovvero le comuni cozze. Ogni singolo esemplare filtra ogni giorno circa 70 litri di acqua, intrappolando all’interno parte delle microplastiche aspirate.

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RISPOSTA

IL MARE FINISCE PER ESSERE UN CONTENITORE GENERALE DI TUTTA LA SPAZZATURA UMANA

Ringraziamo il prof Mazzola per queste importanti ricerche, ed il prof Altieri per avercelo segnalato. Non è poi che i fiumi siano innocenti. Anch’essi riversano regolarmente in mare il loro alto contenuto tossico. Nei tempi andati i fiumi servivano a migliorare il mare apportando acque pure che lo rinnovavano e l’ossigenavano. Oggigiorno accade esattamente l’opposto.

DIAMOCI DA FARE PER NON FINIRE TUTTI IN UNA NAUSEANTE CLOACA

Se poi andiamo ad aggiungere carburanti e porcherie chimiche, rifiuti organici e residui dei lavaggi di bordo che le navi da trasporto e da crociera scaricano quotidianamente tra le onde, ci rendiamo conto che il bel mare blu tende a trasformarsi in una nauseante cloaca.

TROPPE LE FONTI DI INQUINAMENTO

Chiaro che le scie chimiche, inquinatrici dei cieli, dei terreni e delle acque, le carrette del mare fatte affondare con carichi di sostanze tossiche proibite, i fanghi radioattivi depositati in mare, fanno pure la loro parte. Come pure le porcherie chimiche, le diossine, gli ftalati usati per produrre materiale plastico, le vernici, i farmaci, i detergenti, le amuchine, i deodoranti, il mercurio, i cosmetici, il piombo, i fertilizzanti chimici, gli erbicidi Round-Up della Monsanto, gli scarti e i liquami di allevamenti e macelli. Tutte cose che finiscono per avvelenare sia le falde acquifere che il ruscellamento di superficie.

RISPETTO RIGOROSO  DELLA NATURA E DELL’AMBIENTE A TUTTI I LIVELLI

La Natura è un tutt’uno magnifico ed autodepurante entro certi limiti. Qualcosa che va difeso e rispettato a spada tratta. Ogni uomo che respira e vive, ogni ente che governa e legifera, ogni azienda che produce devono prendersi le proprie responsabilità nei riguardi del bene comune. Se non si farà tutto questo con urgenza, con rigore, con amore sperticato, con leggi draconiane e sanzioni pesantissime per chiunque le trasgredisca, lasceremo ai nostri figli non un pianeta pulito e vivibile ma una terra ricoperta di sporcizia e di malattie.

DIVENTIAMO UNA BUONA VOLTA ESSERI CIVILI

Se non si insegnerà nelle scuole, dalle materne alle università, che ogni materiale inquinante va ridotto e diminuito alle origini, e va poi gestito al meglio, secondo i criteri della scienza ecologica più avanzata, passeremo alla storia come gli esseri più luridi ed incivili di un Paradiso Naturale divenuto per colpa nostra Inferno Terrestre e Pianeta dei Disastri Ambientali.

TRATTARE LE ACQUE CON RELIGIOSO RISPETTO

Se non impareremo a trattare sorgenti, rigagnoli, paludi, rogge, canali, torrenti, laghi, fiumi, mari ed oceani con autentica religiosità, come fosse acqua da bere, ci ritroveremmo ben presto circondati non più da spiagge divertenti e salubri, non più da terme della salute, non più da acque amiche e rigeneranti per la balneazione e le vacanze estive, ma da un susseguirsi di fogne e di pozzi neri all’aria aperta, da acque sporche e corrosive dagli effetti raccapriccianti.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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