IL PROFONDO CAMBIAMENTO DI UN BIMBO CHIAMATO ONNIVORO

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LETTERA

Sono Nicole, alias Domitilla a cui gentilmente ha risposto per ben tre volte, cosa che nella mia situazione di profondo disagio mi ha molto aiutato. Forse le farà piacere pubblicare nel suo blog questo racconto che ho scritto per un mio nipotino. Con affetto e gratitudine.
Nicole

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LA STORIA DI ONNIVORO

C’era una volta un bambino di nome Onnivoro. Era bello, i suoi capelli inanellati formavano tanti riccioli d’oro, i suoi occhi erano azzurri come il cielo ma riusciva antipatico a tutti per il suo caratteraccio. Era scontroso con tutti. Se qualcuno lo accarezzava rispondeva malamente con smorfie o ancor peggio con qualche parolaccia. Era inoltre molto egoista e non permetteva ai suoi compagni di toccare i suoi costosissimi giocattoli. Piuttosto li rompeva, con sadico e insano divertimento. Amava buttare per terra molti oggetti.

TORTURATORE DI ANIMALETTI E DI GATTI

Abitava in città con i suoi genitori in una lussuosa villa con parco, piscina e tanti animali che in maniera crudele torturava. Arrivò una volta a buttare il gatto nella piscina. A scuola non era bravo anche se a casa aveva l’istitutore. Non partecipava alle lezioni, trattava male i compagni, li chiamava pezzentelli e faceva notare che lui era molto ricco, che aveva i vestiti tutti firmati e poteva ottenere tutto quello che desiderava. I suoi compagni erano tutti figli di gente laboriosa che faceva tanti sacrifici per dare il giusto ai propri bambini che erano tanto amati ed accuditi dai nonni quando i loro genitori erano a lavorare.

FESTEGGIATO, VIZIATO, SGARBATO E GRASSO

I nonni di Onnivoro invece non si prendevano cura di lui. La nonna non rinunciava alla partita a carte con le amiche, mentre il nonno andava al circolo o a giocare a bocce. Onnivoro riceveva solo regali dai nonni per le feste ed il compleanno. Onnivoro era accudito da diverse persone pagate per occuparsi di lui. I suoi genitori erano soltanto preoccupati della carriera ed ordinavano ai dipendenti di accontentare in tutto il loro bambino. Onnivoro cresceva e diventava sempre più sgarbato ed anche grasso, perché mangiava ogni sorta di cibo spazzatura, inclusivo di merendine, patatine, insaccati, gelati, dolci. Tracannava molte bottiglie di coca e di bibite gassate.

SCARSO RENDIMENTO SCOLASTICO

I venditori di tutto questo cibo spazzatura erano contenti di questo e volevano che tutti i bambini mangiassero come Onnivoro per incassare molti soldi. A scuola Onnivoro non apprendeva, perché non mangiava la frutta ricca di vitamine e le verdure ed ortaggi ricchi di tanti principi nutritivi che fanno crescere sani ed intelligenti i bambini.

LA RIBELLIONE DELLO STOMACO E DEGLI ORGANI INTERNI

Un bel giorno lo stomaco di Onnivoro, stanco della fatica eccessiva che doveva fare a causa di tutto il cibo sbagliato, fece alleanza col fegato, i reni, il cuore, il pancreas e tutti assieme decisero di non lavorare più. Onnivoro era diventato pallido come la cera, stava sempre a letto, non aveva più forze ed era diventato molto magro. La sua mamma era molto preoccupata e piangeva per le condizioni del suo bambino.

LA FORTUNATA VISITA A FRUGIVORO

Decise a quel punto di far visita a Frugivoro, un compagno di scuola del figlio, per pregarlo di fare un po’ di compagnia al suo bambino. Quando entrò trovò la nonna che aveva preparato per il suo nipotino una bella insalata e un piatto di cereali con carciofi. Il bambino mangiava tutto, era tranquillo, pieno di salute e di buone maniere. La signora capì che il segreto per stare in buona salute era nella sana ed innocente alimentazione, oltre che nell’affetto. Chiese alla nonna del bambino cosa preparasse per il suo nipotino, accettò un bel cavolfiore che la nonna raccolse nel suo orto e lo cucinò per il suo bambino.

IL CIBO NATURALE E L’AFFETTO DEI COMPAGNI FECERO IL MIRACOLO

Onnivoro accudito adesso dalla sua mamma e circondato dall’affetto dei suoi compagni cominciò a mangiare di gusto tutte le verdure, la frutta, gli ortaggi, i legumi i cereali ed in poco tempo le forze gli tornarono. Adesso era cambiato, giocava con i suoi compagni nel suo giardino e scambiava le sue cose con essi. Nella sua villa apparve finalmente qualcosa che non era mai esistito prima. Apparve un’emozione chiamata gioia e felicità.

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RISPOSTA

Ciao Nicole. La tua semplice e bella favola, dopo aver fatto sorridere il tuo nipotino, sarà sicuramente letta ed apprezzata anche da tanti altri bambini.

Valdo Vaccaro

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