INCAPACITÀ FERRO-ASSIMILATIVA ED ANALISI DEL SANGUE

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LETTERA

TUTTO IN REGOLA MA NIENTE ASSORBIMENTO

Salve dottore, mi chiamo Vincenzo e ho 40 anni. Il mio corpo non assimila più ferro. Non ho mai avuto problemi di questo tipo in passato. Mi sono sottoposto a una serie di accertamenti ma non mi è stata riscontrata alcuna irregolarità, tipo celiachia o cellule tumorali.

INTEGRATORI INUTILI E DISORIENTAMENTO

Mi hanno dato la solita cura in compresse e il ferro è aumentato automaticamente, per calare di nuovo non appena ho smesso di prenderle. Sarei anche lieto di fare una consulenza di persona. Mi sento prigioniero in un tunnel privo di spiegazioni. La prego gentilmente di aiutarmi. La ringrazio di cuore.
Vincenzo

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RISPOSTA

PRIORITÀ ASSOLUTA AI 3-5 GRAMMI DI FERRO ORGANICO INDISPENSABILI ALLA VITA

Ciao Vincenzo, ti ricordo che il mio testo “Alimentazione Naturale” aveva per titolo originale “Il ferro, l’enzima e l’anima”, col ferro in prima battuta a conferma dell’importanza che davo a quell’elemento, che nel testo medesimo occupa poi una cinquantina di pagine se non di più. Non mancano anche numerose tesine sull’argomento, da ripescare col motore di ricerca sul mio blog, alla voce ferro e alla voce anemia.

ALCUNE TESINE DI SUPPORTO

PERCHÉ MAI È COSÌ IMPORTANTE IL FERRO?

Basta elencare le sue funzioni per comprenderne l’importanza:

  • Partecipa alla respirazione fungendo da trasportatore di ossigeno in ogni parte del corpo (con l’emoglobina)
  • Partecipa all’ossidazione degli acidi grassi
  • Partecipa alla sintesi del collagene
  • E’ cofattore nella sintesi dei neurotrasmettitori comportamentali (serotonina, dopamina e noradrenalina)
  • Partecipa alla formazione della mioglobina (trasportatrice di ossigeno per le contrazioni muscolari)
  • Partecipa alla sintesi del Dna con enzimi-chiave
  • E’ costituente dei globuli rossi

UNA GENERALE E SCIOCCA RINCORSA AL FERRO

Dai 3,5 ai 5 grammi in tutto nel corpo umano, di cui 3,5 grammi nel sangue. Il cuore manipola comunque 10 kg di ferro al giorno, mentre la milza fa da centrale elettrica di ricaricamento del sangue.
Il problema del ferro non sta nel metter dentro più ferro o più integratori, quanto nel costruire giorno per giorno la propria salute con un’alimentazione crudista, ricca di tutti i minerali di traccia che si armonizzeranno e si aggregheranno intorno al ferro secondo la legge del minimo. Il ferro non si deve rincorrere in quanto arriva automaticamente nei punti giusti e nella forma giusta.

VITAMINA-C E VITAMINA-E PER UNA MAGGIORE ASSIMILAZIONE

Non esiste un problema di reperibilità del ferro negli anemici, ma solo un problema di assimilabilità.
Salta all’occhio il fatto che per assimilare il ferro serve molta vitamina-C naturale e non sintetica, molta vitamina-E, e altri fattori antianemici come il glutatione (antiossidante presente nei globuli rossi) e la cistina (aminoacido che sta nei cereali integrali, nei lupini, nel germe di grano). Serve anche compresenza di calcio, rame, cobalto e manganese.

EVITARE INNANZITUTTO LA FERRODISPERSIONE

Prima di pensare a dove trovare il ferro, è utile fare in modo di non disperderlo con fattori incompatibili o sostanze inibitorie. Le troppe fibre tendono a sequestrarlo, soprattutto se innaturali e da integrazione. Il the coi suoi tannini e il caffè coi suoi urati abbassano del 75% l’assorbimento del ferro. Pure l’alcol va eliminato. Il fumo, coi suoi radicali liberi, è nemico della vitamina C e quindi anche del ferro. Aspirina, tranquillanti, analgesici e farmaci in genere, compromettono l’assimilazione. Lo zucchero commerciale diventa acido carbonico nel corpo e preleva ferro. Il sale riveste ruoli distruttivi nei riguardi dell’assimilazione del ferro.
I latticini sono totalmente privi di ferro. Come non bastasse, la loro caseina impedisce al ferro alimentare (di frutta e verdura crude) di essere assorbito dai villi.

SIAMO IN REALTÀ CIRCONDATI DAL FERRO

Il ferro si trova per ordine di importanza nel germe di grano, nei semi di zucca, nel sesamo, nei pistacchi, nel girasole, nel miglio, nelle mandorle, nelle noci, nell’avocado, nel tarassaco, nelle cicorie, negli spinaci, nei legumi, nei cavoli, nelle bietole, nelle fragole, nelle zucche.
In realtà siamo circondati dal ferro e spesso la gente vive in regime di emocromatosi (eccessiva assunzione di ferro con la dieta). Il mondo è pieno di gente anemica che ha paradossalmente dentro di sé troppo ferro nelle forme sbagliate e nei punti sbagliati. Se il ferro è di tipo organicato e non-eme, cioè di origini vegetali e crude, viene facilmente rifiltrato ed espulso, per la parte eccedente, dal sistema renale. Se invece è di tipo eme, concentrato e di origini animali, crea grossi problemi ed è spesso causa di emosiderosi (eccessivo accumulo di ferro).

L’ORRENDA E CIMITERIALE INSALATA DI GALLINA

Secondo la becera cultura cadaveristica, il ferro si trova nella magnifica e succosa insalata di gallina, delizia per 12 mesi/anno (sentita ieri su “Cotto e Mangiato”, televisione italiana). Su internet si raccomandano poi, oltre alla bistecca di cavallo al sangue, il fegato, il cuore, la lingua e i testicoli di vitelli, di puledri e di maiali, ricchi di prezioso ferro-eme concentrato. Ovviamente da mangiarsi crudi, con una spruzzatina di limone, visto che cotti perderebbero la vitamina C diventando anemizzanti.

SIDEREMIA E FERRITINEMIA

Si parla di sideremia, di concentrazione ferrica nel sangue (60-160 mcg/dL per l’uomo, e 20-140 per la donna), ovvero di ferro sierico in circolazione per pronto uso.
Si parla di ferritinemia, intendendo il ferro in deposito, e si parla di emoglobina (contenente ferro).
In caso di anemia, il primo a subire un abbassamento è il ferro circolante (sideremia), poi si riduce la ferritina e poi l’emoglobina.
Il ferro è combinato con le proteine del sangue in forma funzionale, nell’emoglobina e negli enzimi, e in forma depositaria e di riserva nella transferrina (satura e insatura), nella ferritina (sierica del sangue e tissutale del fegato, della milza e del midollo), e nell’emosiderina.

I VALORI ALTALENANTI DEL FERRO

Essendo la quota di ferro libero nel sangue di entità trascurabile, la sideremia, di fatto, misura il ferro legato alla transferrina, quello che è poi veicolato dal fegato e dagli intestini.
I valori del ferro sono molto altalenanti nel corso della giornata e occorre sempre dare uno sguardo alla ferritina che è più stabile, per cui se anche essa cala significa che le riserve ferriche sono scariche davvero.
Il ferro cala in caso di gravidanza, di allattamento, di malattie (Tbc, Crohn, tumori, leucemia, emosiderosi, insufficienza renale, diabete), di assunzioni ormonali e chimiche (ACTH, testosterone, estrogeni, cortisone, farmaci).

SANGUE, TRASPORTATORE VERSO L’ESTERNO

Il sangue rappresenta 1/13 del peso corporeo ovvero un prezioso secchio da 4-6 litri, e funge da intermediario tra ambiente esterno e sistema linfatico. Fornisce ossigeno agli alveoli polmonari per la respirazione, fornisce elementi nutritivi all’intestino, e scarica i materiali interni di rifiuto organico e cellulare (detriti cellulari o virus endogeni) ai reni e alla pelle.
Il sangue viene movimentato dai polmoni e dalla valvola cardiaca.

LINFA E SISTEMA LINFATICO, TRASPORTATORI VERSO L’INTERNO

La linfa invece, alleato e fattorino del sangue, liquido che imbeve i tessuti (12-13 litri) e che scorre nel sistema linfatico, comunicante al sistema sanguigno (e non dal sistema sanguigno), è la parte più delicata ed intima degli scambi metabolici, della nutrizione e della pulizia cellulare, e per essere movimentata ha bisogno di attività fisica-aerobica, essendo priva di un cuore pompante come avviene per il sangue. Sistema linfatico e vasi chiliferi sono scoperte di Gaspare Aselli, docente a Pavia (1581-1626). I vasi chiliferi assorbono le sostanze dai villi e la versano nel serbatoio-cisterna di Jean Pecquet, anatomista francese (1622-1674).

DISTRIBUZIONE ACQUA TRIZIATA O TOTAL BODY WATER

Il TBW (total body water, o acqua totale del corpo), è composto dalla parte liquida del sangue (3 litri), dai 12 litri di linfa, e dai 30 litri di fluidi intracellulari. Il tutto dà luogo al TBW che è di circa 42-43 litri su 70 kg di peso, e che viene anche chiamato valore di distribuzione dell’acqua triziata (resa radioattiva dalla presenza del trizio, isotopo dell’idrogeno).
Consiglio di studiare per bene la mia fondamentale tesina “Lo scorrimento delle acque, le insufficienze e le cure“.

EMOCROMO, ERITROCITI E PLASMA

L’emocromo, ossia l’esame del sangue, fa la conta degli eritrociti (globuli rossi), dei leucociti (globuli bianchi) e dei trombociti (piastrine). Il sangue è tessuto connettivo allo stato liquido e si suddivide in parte cellulare densa o corpuscolare chiamata ematocrito (globuli e piastrine per l’appunto), che rappresenta il 42-52% nell’uomo e il 35-45% nella donna, ed in parte residua liquida, chiamato plasma. Il plasma è un liquido giallastro paglierino che rimane dopo che dal sangue sono stati tolti i globuli e le piastrine mediante centrifugazione (per essere conservato servono gli anticoagulanti citrato ed eparina).

EMATOCRITO BASSO ED ESUBERANTE POLICITEMIA

Il plasma, privato della parte solida, della componente proteica chiamata anche fibrinogeno (proteina che trasformandosi in fibrina produce la coagulazione) può essere conservato senza che si coaguli, si chiama siero, e serve spesso in campo diagnostico. Nelle prove di laboratorio si possono usare sia il plasma che il siero.
L’ematocrito (Hct), ossia il volume occupato da globuli e piastrine), può essere basso, in caso di anemia o alto, in caso di esuberante produzione di globuli rossi e di emoconcentrazione. In tale ipotesi si ha una riduzione della frazione plasmatica e siamo in situazione di policitemia.

I CONTROLLI ANTIDOPING

Negli atleti (specie ciclisti, calciatori, velocisti), in sede antidoping e prova delle urine, si fa il controllo dell’ematocrito, per verificare che esso non sia esagerato, ovvero che non sia stato pompato in alto da assunzioni o da iniezioni di eritropoietina EPO, ormone umano e farmaco ricombinante.

UN ESAME DI COSCIENZA E UN COMPUTO DELLA SUPERFICIE ASSIMILATIVA

Quando si hanno difficoltà ad assimilare ferro occorre fare innanzitutto un esame di coscienza.
In quali condizioni si trova il nostro intestino? I 4,5 milioni di villi che occupano la parte assimilativa del piccolo intestino, con una spazio assorbente di 400-600 metri quadri, sono tutti pimpanti e pronti ad assorbire, o hanno le loro tante paginette assorbenti mezze incollate dalla collosa caseina dei latticini assunti assurdamente nella nostra dieta? Abbiamo realmente a disposizione 2 campi da tennis assimilativi, o soltanto un piccolo e malridotto sgabuzzino da 30 metri quadri?

CI ALIMENTIAMO A SBALLANTI SBERLE O A LOGICHE ASSUNZIONI DI FERRO?

Altra domanda basilare da porsi. Ci alimentiamo con ferro-eme di natura animale, causa di terrificanti sberle al sistema immunitario, al fegato e ai reni, o ci alimentiamo di ferro non-eme di natura vegetale, meno concentrato ma altamente digeribile ed assimilabile?
Per molti medici obsoleti e smemorati, oltre che sanguinari per impostazione professionale, le tragiche e fallimentari esperienze mediche medievali non hanno insegnato nulla.

SCENE APOCALITTICHE MEDIEVALI E FALLIMENTI IN SERIE

Gruppi di poveri disgraziati anemici, bianchi come pagine di quaderno, portati nel macello a bersi litri di sangue caldo direttamente dal toro o dal cavallo appena macellato. Picchi di eccitazione e di rossore seguiti da mortali depressioni. Eppure l’alleanza assurda tra medicina e macelli continua ancora a conferma dell’estrema stupidità umana.
Ci alimentiamo con frutta e verdure crude cariche di ferro organicato e filtrabile, o con verdure cotte dove il minerale è stato ritrasformato dalla cottura in ferro inorganico devitalizzato e dannoso, tipo quello del chiodo, dell’acqua minerale o dei sali del terreno, cioè un ferro dalla struttura molecolare non collaginoso e fluttuante ma cristallino e precipitante?

IL DISASTRO DEL DOPING E DELLA BECERA CULTURA ORTOMOLECOLARE

Quanto al ferro degli integratori, è risaputo che tutte le integrazioni minerali sono dannose, dopanti e inutili. Servono soltanto ad innalzare i valori nel tempo dell’assunzione, non certo a riequilibrare il sistema. Stessa cosa per le vitamine. Particolarmente dannosa l’assunzione di vitamina D, molto pubblicizzata in questi tempi invernali negli spot televisivi e persino nel mio stesso blog (chiaramente a mia personale insaputa).

LE SETTANTA PASTICCHE DI ROBERT ATKINS

Uno dei maggiori guru dell’integrazione, il dr Ray Strand, teorico americano della Medicina Nutrizionale, dove nutrizione sta per integrazione prima ancora che per cibo, ha almeno il pregio di essere chiaro e franco coi suoi clienti, visto che li avverte. L’integratore va usato non per un mese o un anno, ma a vita. Quando lo smetti crolla tutto. Se poi integri qualcosa, devi integrare cento altre cose. E farai come il dr Robert Atkins, che ridicolizzava i bevitori di spremuta d’arancia come fossero dei perditempo, visto che le sue pasticche risolvevano in un battibaleno tutte le carenze. Ne teneva in tasca una settantina di diverso colore. Non gli servirono affatto a stoppare il suo cancro e il suo infarto.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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