INTESTINO FUORI USO, AVVERSIONE PER LA FRUTTA ED INESPLICABILE ATTRAZIONE PER IL SALATO

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LETTERA    1

UN ANNO DIFFICILE CON VERTIGINI, VOMITO E CORTISONE

Ciao Valdo. Seguo i tuoi insegnamenti da 4-5 mesi. Mi chiamo Emanuela, ho 32 anni e ho passato un anno assai difficile. Ottobre 2014 un intervento per ernia discale, poi infortunio mentre facevo ginnastica, quindi incidente alla fisioterapia in febbraio. Mi hanno allungato troppo il collo e ti lascio immaginare i risultati, vertigini e vomito. Ho passato 6 mesi dai miei senza lavorare e fatto terapie cortisoniche. Nel frattempo sono emersi dei dolori artralgici.

INTESTINO FUORI USO DA DA GENNAIO

Da 4 mesi ti seguo. L’intestino è fuori uso da gennaio scorso. Ho avuto coliche, pruriti al volto, mal di gengive, risolti facendo il tentativo di eliminare dapprima il glutine, poi tutto ciò che di animale c’è, che per me significava uova e formaggio. Però c’è un punto, altezza appendice, che si fa sentire tuttora come uno spillo. Evacuo regolarmente, le feci sono molli, e ho avuto episodi diarroici dilazionati in questi mesi. Nell’ultimo mese ho incrementato la quota di frutta, lasciando uno dei pasti cotti suggeriti a cena. Nell’ultima settimana noto stanchezza, poca chiarezza mentale, ma dopo l’incidente non è che abbia mai brillato. Dicevo ai dottori di sentirmi ovattata, ma nessuno sembrava capirci qualcosa.

FORMICOLIO DIFFUSO, ARTRALGIA E RIFIUTO TOTALE PER LA FRUTTA

Provo formicolii diffusi su tutto il corpo, nonché un rifiuto del dolce e della frutta più assoluto. Non so più che mangiare. So che ci sono di mezzo gli effetti eliminativi, del resto ho l’artralgia, e qualche urato di troppo in circolo, oltre che lo squilibrio sodio potassio, forse provocato da banane, cachi, fichi, uva e mele mangiati a profusione in questi giorni. Con l ‘intestino che mi ritrovo non posso nemmeno escludere qualche carenza, che non imputo alla dieta, ma alla mia scarsa funzionalità.

IL RICORSO A CIBI CONCENTRATI POTREBBE AGGRAVARE LA MIA ARTRALGIA

In più sono al limite inferiore del mio peso ideale, 52kg per 161cm. Ho letto che uno potrebbe ricorrere a cibi più concentrati. Ma con i dolori articolari starei ben lontana da uova e formaggio. Come andare avanti? È curioso come io dispensi i tuoi consigli a tutti quanti, e poi non sappia cosa fare di me stessa. Un caro saluto.
Emanuela

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LETTERA    2

SINTESI DELLA LETTERA PRECEDENTE

Ciao Valdo. Ti ho scritto qualche giorno fa. So che sei oberato ma non trovo quanto cerco tra le tue tesine. Riepilogando, un anno passato a farmaci dopo operazione ernia discale e dopo pure incidente con colpo di frusta grave. A seguire emersi sintomi artralgici. Alimentazione valdiana da 4 mesi, facendo errori e scoperte, e mangiando troppo poco alle volte con un crescendo fruttariano nell’ultimo mese. Persi 10 kg. Raggiunto peso forma. Pasto cotto a sera. Ora uso il bilancino perché di fame non ne ho. Bramo il salato. Repulsione per la frutta. Da 15 giorni parestesie prima a gambe e poi al volto. Non c’è intorpidimento ma una tensione diffusa, sento tirare molto, e lieve formicolio. Motore ai minimi storici. Inizio a preoccuparmi, non sto capendo la crisi eliminativa? Non trovo esperienze comuni sul blog.
Emanuela

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RISPOSTA

EFFETTI COLLATERALI DELLE CURE CORTISONICHE

Ciao Emanuela. Sei mesi a casa con cure cortisoniche, sono un punto-chiave dell’intera tua vicenda. Il cortisone è un farmaco potente e a rapida azione come anti-infiammatorio, ma è anche causa di notevoli effetti collaterali come iperglicemia, ritenzione di liquidi, cambiamenti di peso, ritardo della crescita, osteoporosi, aumento della peluria, acne, ulcera gastrica e, dulcis in fundo, riduzione delle difese immunitarie, dettaglio di non poco conto.

MEGLIO RICORRERE A DISINFIAMMANTI NATURALI

Meglio pertanto ricorrere a disinfiammanti di tipo naturale come la bromalina che si trova nell’ananas, la curcumina che si trova nella radice della curcuma, lo zenzero, il ribes nero, la stessa camomilla.

PRATICHE DEPURATIVE E FARMACI NON VANNO PER NIENTE D’ACCORDO

Detto questo, quando si operano delle scelte radicali in tempi brevi, si mette sicuramente l’organismo in condizioni di stress. Una dieta fruttariana intensa produce ottimi effetti depurativi che andrebbero però modulati e distribuiti in modo progressivo, e che comunque non andrebbe mai fatta in presenza di cure farmacologiche. Una cura fruttariana ha un po’ le caratteristiche del digiuno, dove si impone una rigorosa assenza non solo di cibo, ma soprattutto di farmaci e di integratori.

L’INTERPRETAZIONE DELLE CRISI NON È SEMPRE FACILE

Quando poi in un corpo saltano gli equilibri, quando si alterano e si guastano i meccanismi della immunocompetenza (vedi uso del cortisone), quando si perde peso in tempi brevi, quando si sommano e si confondono effetti debilitanti ed effetti eliminativi, non è facile tracciare un filo logico e stabilire con sicurezza il come ed il perché della propria crisi.

ALTERATO RAPPORTO SODIO-POTASSIO

Una cosa è certa e cioè che l’improvvisa avversione per la frutta dolce, e la simultanea attrazione per il salato, rivelano un alterato rapporto sodio-potassio nel corpo, per cui si entra in un vortice negativo e si corre il rischio concreto di sbagliare strategie, e di spingere verso ulteriori forme di rinuncia depurativa quando invece l’organismo richiede cibi concentrati e salati. Puntare ad esempio ad una ulteriore fase depurativa, o anche lasciarsi andare alla tendenza in atto, rinunciando a un adeguato apporto calorico, può aggravare la situazione e mandare l’organismo in una strada senza uscita.

L’OSTRUZIONE PRODUCE PERDITA DI VITALITÀ

Credo che l’alterazione della pompa sodio-potassio vada affrontata con mente aperta e libera da schemi precostituiti. Ogni indebolimento intenso del corpo comporta una moria supplementare di cellule che va al di là del normale e fisiologico ritmo del ricambio. Questo comporta pure un rallentamento metabolico ed una circolazione critica. Succede infatti che la diminuita forza immunitaria provoca ritardi nella espulsione dei detriti cellulari e quindi ostruzioni interne che innescano un ciclo perverso di scarsa vitalità, sintetizzate magnificamente dalla formula di Ehret V=P-O (vitalità uguale potenza meno ostruzione).

CELLULE MORTE ED INESPULSE EQUIVALENTI A MICRO-BOMBE AL POTASSIO

Se a questo aggiungiamo che le cellule morte ed inespulse, definibili come detriti cellulari o anche come virus endogeni, o come polvere morta di noi medesimi, sono micro-bombe dolci ad alto tasso di potassio inorganico e a scarsa percentuale di sodio, ecco allora che finiamo per essere auto-bombardati al nostro interno da micro-bombe ad alto tenore di potassio. Da qui la perversione dei nostri gusti e l’inesplicabile voglia di materiale salato.

DARE PRIORITÀ ASSOLUTA AL SUPERAMENTO DELLA CRISI

In una situazione del genere occorre rompere con decisione il trend verso altro indebolimento e verso altra perdita di peso. Occorre ascoltare le richieste del corpo e non fargli mancare le cose che richiede in termini di più sodio e di più cibo calorico e concentrato. Occorre insomma dare priorità assoluta al superamento della crisi e dell’emergenza in atto, prima di poter proseguire con la solita dieta di tipo vegan-crudista tendenziale sostenibile e personalizzata.

NIENTE ABBUFFATE E NIENTE TAGLI ASSURDI AL POTASSIO

Niente abbuffate che comprometterebbero la capacità digestiva ed assimilativa, e niente violente strategie anti-potassio, visto che il potassio rimane fondamentale al pari dell’ossigeno per il nostro organismo.

PUNTARE AL RIEQUILIBRIO IN TEMPI BREVI

Direi che il modo migliore di superare la crisi sta nell’assumere  frutta non troppo dolce, di tipo compatibile e gradito, come mirtilli, melagrane, meloni gialli invernali. In più occorre inserire verdure tipo sedano, ravanelli, rape piccanti, cavoli, radicchio, finocchi, carciofi crudi, avocado. Una cura provvisoria includente uova fresche e formaggi freschi, alghe, spirulina, va pure presa in considerazione, come strategia di emergenza. L’importante è riprendere peso ed energia in tutti i modi possibili e ristabilire al più presto uno stato di soddisfacente riequilibrio.

SENZA CAPACITÀ DIGESTIVA-ASSIMILATIVA-EVACUATIVA OGNI STRATEGIA RISULTA PERDENTE

Nel caso di intestino fuori uso, occorre chiaramente recuperare una condizione accettabile. Può essere utile il ricorso per 2-3 giorni a minestre di verdure, a purea di patate, a cavolini di Bruxelles, a mele cotte, prima di passare gradualmente all’estratto basato su sole carote, oppure su 4 carote, una gamba di sedano e due fette di ananas o di 2 mele.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro è orgogliosamente NON-medico, ma igienista e libero ricercatore. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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