LA FARSA DELLE DIETE DIMAGRANTI

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(Conferenza di Roma del 24 gennaio 2013)

UN GRAZIE A FRANCO LIBERO PER LA PREZIOSA MISSIONE CHE PORTA AVANTI DA DIVERSI ANNI

Sarà piccola, sarà insufficiente a tenerci tutti, ma questa saletta derll’AVA di Roma, che dal 2009 in avanti mi ha visto presenziare 2 volte l’anno, comincia ad essermi particolarmente simpatica e familiare. Quella di oggi dev’essere se non erro la 9° Conferenza qui in Piazza d’Asti. Verrebbe la voglia di fare qualche celebrazione. Alle cose belle ci si affeziona e quello che sta facendo Franco Libero Manco è una cosa bella, una missione di alto valore etico, civile e culturale.

RICORDO COME FOSSE ADESSO L’INTERVENTO DELLA NIKOL

In questa saletta ho incontrato persone magnifiche, sia tra gli stretti collaboratori dell’AVA, che tra gli ospiti ocasionali. Valga tra tutti l’esempio della Nikol, la giovane mamma rumena che il 22/9/11 lasciò la sua piccola bambina ai vicini, nei dintorni di Viterbo, pur di venire qui a testimoniare la sua spettacolare guarigione da tumore al seno, senza operazioni e senza farmaci. Qualcuno di voi se la ricorda.

NESSUNO PENSI DI DORMIRE SUGLI ALLORI

Purtroppo non è tempo di celebrazioni, non è momento di dormire sugli allori. Ad ogni nostra accelerazione, ad ogni cosa positiva che realizziamo, ci sono 100 cose negative che la controparte piazza a difesa dei suoi interessi. Parlando di diete qual’è la controparte di cui parlo? Chi sta dall’altra parte della barricata?

C’È GENTE CHE REMA CONTRO

Occorre essere realisti. Non vogliamo essere manichei e dividere il mondo tra buoni e cattivi. Esiste però una mole di gente interessata a far marciare il mondo in una precisa direzione. Gente interessata a sradicare gli alberi da frutto anziché a quintiplicarli, a estendere le monocolture a mais e soia OGM anziché a seminar patate e radicchio, a desertificare i campi con gli erbicidi Round-up della Monsanto anziché a ripristinare la vitalità delle zolle agricole.

IL MOSTRO CONTINUA A TESSERE LE SUE TRAME

Chiamatelo complotto internazionale o congiura di certi gruppi di potere o strapotenza delle multinazionali, ma sappiamo che il mostro esiste e che intesse le sue trame, facendo uso di un network formidabile composto da servi, lacchè, lustrascarpe, galoppini, coloni, mezzadri, valvassini e valvassori. Facendo pure uso di categorie strategiche come quella dei medici, ossia l’organizzazione più perfetta, diffusa e legalizzata del pianeta, e sfruttando l’enorme potere mediatico delle reti televisive, comandate a bacchetta mediante il meccanismo delle sponsorizzazioni. Senza trascurare lobby economiche, Codex Alimentarius, sindacati, partiti politici e le banche che manovrano il malloppo.

SCIENZA E ARTE VOLANO ALTO

Da che parte stanno gli scienziati veri e trasparenti? Da che parte stanno gli artisti e i divi di Hollywood? Quelli, crisi o non crisi, volano sempre alto, e possono concedersi il lusso di scegliere le cose giuste. La massa invece, ossia la gente comune, quella che forma lo zoccolo duro del mercato, tende a fare gregge, tende a seguire i suoi cani, i suoi pastori ed anche i suoi aguzzini.

IL LUSSO DI ESSERE SENSIBILI

Non sarà che gli artisti, privi dello stress delle 8 ore (quando il comune mortale ha un impiego) e privi dello stress della disoccupazione (quando l’impiego manca), riescono a mettere vicino i nobili sentimenti che la gente comune non ha? Non sarà che la spiritualità, il cuore generoso, l’animo sensibile tendano ad essere una prerogativa o un lusso riservato al jet-set? È solo così che si spiega un fenomeno altrimenti incomprensibile.

ANCHE LA GENTE COMUNE HA IL DIRITTO DI EMANCIPARSI

Ma io mi chiedo se per essere se stessi, per essere delle persone coscienti e virtuose uno debba per forza chiamarsi Adriano Celentano, Gianni Morandi, Gigi d’Alessio, Red Ronnie, Jovannotti. oppure Bob Dylan, Paul McCartney, Ringo Starr, Richard Gere, George Clooney, Pamela Anderson, Romina Power e Angelina Jolie.

CON COTTO E MANGIATO FINIAMO TUTTI AL MCDONALDS

È mai possibile che la gente normale debba rimanere succube e preda di Gusto e di Cotto e Mangiato, autentiche palestre espositive dei porcari, dei bovari, dei pescivendoli e dei gallinari d’Italia? Grande paese questa nostra Italia. È andata in crisi con con le auto e con l’acciaio? È andata in tilt con la piccola industria e la metalmeccanica? Poco male. C’è un settore che tira a più non posso e che ci difende dal tracollo, ed è l’Agroalimentare. Nulla obietteremmo se si parlasse di arance, di olive e di carciofi, o di baci al cacao, ma qui si esaltano i prodotti del macello.

VITTIME DI PERVERSA EVOLUZIONE

Più che il paese del pensiero, della poesia, della pittura, delle belle arti e della buona musica siamo diventati il paese del prosciutto e del grana, del musetto e della mortadella, del cuoio e della pelliccia. Ci manca solo l’avorio dei poveri elefanti trucidati in Kenya, dove è la Cina a doversi vergognare.

ATKINS, CAPOSCUOLA DELLE DIETE LOW-CARB

Nessuna meraviglia che tanti suoi cittadini, immemori di cosa abbiamo alle spalle, tradiscano e offendano i propri antenati dando credito ed ascolto a gente come Robert Atkins, che come morto va rispettato, ma come vivo veniva definito dai medici del suo stesso paese come “il dietologo che si intendeva di nutrizione quanto il maiale dell’Arkansas si intende di astronomia”. Scoperto il trucco per cui mangiando carne si cala di peso, Atkins annusò subito il grosso affare. Diamo ai mangioni la ciccia, il loro cibo preferito, ed in più li facciamo calare di peso. Due piccioni con una fava. Un successo formidabile.

PASTICCHE COMODE E ARANCE INUTILI

Bistecca a colazione a pranzo a merenda e a cena. Niente spazio per verdure e carboidrati. Le proteine? Nessuno le assimila e non fanno peso. I micronutrienti? Ci sono le pasticche. Atkins ridicolizzava le centrifughe e le spremute. Che senso ha usare le obsolete e superate arance? Ed esibiva con sfrontatezza una cinquantina di pillole diverse suddivise per ordine e colore nelle tasche della giacca. Grassoni che pochi mesi passavano dai 2 quintali ai 75 chili. Cose mai viste. Non si capiva ancora che era una vittoria di Pirro e che, dopo nemmeno un anno, tutto il peso veniva ripreso, con l’aggiunta degli interessi e degli effetti collaterali.

LA RITENZIONE AI MASSIMI LIVELLI

Fuori il grasso trattenendo le corrosive e acidificanti tossine, non era davvero il massimo, e i dimagriti si trasformavano in sfigati, carichi di veleni e tormentati da incontenibile sete. Ogni goccia di liquido assunto entrava senza più uscire. Trattenuto e catturato dai sali e dai veleni interni, dalla ritenzione idrica spinta ai massimi livelli. Più cartoni assorbenti che organismi umani a normale ricambio metabolico. Lui stesso ci lasciò le penne.

UNA SERIE DI IMBROGLI DIETETICI

Ma Atkins fece da apripista. Spalancò la strada ad altri imbrogli, basati più o meno sul suo medesimo concetto. E così arrivò l’imbroglio dei Gruppi Sanguigni di Peter D’Adamo, la Zona di Barry Sears, La South Beach di Arthur Agatson, la Lemme, la Dukan, la IG-Montignac, la Mediterranea carne-formaggio di Carlo Cannella, la Omeghiana-ittica di David Servan-Schreiber (guru delle pastiglie di olio di pesce), con Montignac, Cannella e Servan-Schreiber finiti male al pari di Atkins.

Ed è a questa gente che l’Italia, paese di Parmenide e Pitagora, di Seneca e Marco Aurelio, di Leonardo e Luigi Cornaro, ha paradossalmente riservato onori, gloria e tappeti rossi.

COLIN CAMPBELL, LA PARTE SANA DELL’AMERICA

Per nostra fortuna, in America non tutto è marcio putrescente, come dimostrato dal The China Study, la ricerca scientifica più affidabile ed avanzata mai apparsa sul pianeta, opera di uno scienziato unico ed eccezionale come Colin Campbell. Cresciuto in una fattoria dove si producevano latticini, la vita del piccolo Campbell ruotava intorno al latte, a quel latte vaccino che rende forti e sani, che rinvigorisce denti e ossa. Ruotava intorno al cibo più perfetto che la natura potesse offrire. La laurea la prese alla Cornell University, centro americano specializzato nella ricerca dei migliori metodi per far crescere di più mucche e pecore.

SCOPRITORE DI VELENI COME LA DIOSSINA E L’AFLATOSSINA

Lasciamo parlare Campbell. “Mi accingevo a perorare il maggior consumo di carne, latte e uova. Ero felice di credere che la dieta americana fosse la migliore del mondo. Ho passato anni della mia carriera a lavorare con due delle sostanze più tossiche mai scoperte, la diossina e l’aflatossina, lavorando al MIT. Milioni di pulcini morivano per motivi sconosciuti ed io fui, mio malgrado, tra gli scopritori della diossina, che diventò componente dell’agente Arancio, usato poi per defoliare le foreste in Vietnam.

UNA LEZIONE DAI BAMBINI DI MANILA

Venni poi inviato in Filippine. Dovevo assicurarmi che i bambini ottenessero quante più proteine animali possibili. Era opinione corrente che gran parte della malnutrizione infantile fosse causata da carenza proteica. Le università e i governi di tutto il mondo erano all’opera, tramite la FAO, ad attenuare il gap proteico nei paesi in via di sviluppo. Ma, lavorando a quel progetto, scopersi un fatto strano. I bambini la cui dieta era più ricca di proteine erano quelli che si ammalavano più spesso di cancro al fegato, erano i bambini delle famiglie benestanti!

PROTEINE ANIMALI SEMPRE PERICOLOSE

Queste informazioni erano in contrasto con tutto quanto mi era stato insegnato, e con l’ideologia di chi mi aveva spedito da queste parti. Mettere in discussione le proteine e i cibi di origine animale? Una follia. Mi avrebbero bollato per eretico! Ma tant’è. Non mi è mai piaciuto seguire una direzione tanto per farlo, o al fine di compiacere qualcuno. Era troppo importante capire non solo se le proteine fossero cancerogene, ma come e perché causassero il cancro.

CASEINA FAVORITRICE DI CANCRO

Quello che scopersi, coi miei colleghi, era scioccante. Le diete a basso contenuto proteico inibivano la formazione del cancro da parte della cancerogena aflatossina presente nei cibi. Scopersi pure che la proteina favoritrice sempre e comunque di cancro è la caseina, che costituisce l’87% delle proteine del latte vaccino. Innocenti invece risultarono le proteine vegetali del frumento e della soia.

PIÙ PROTEINE UGUALE PIÙ MALATTIE

Le ricerche non si sono fermate lì. Sono poi proseguite sotto la gestione congiunta della Cornell University, della Oxford University e della Chinese Academy of Preventive Medicine, prendendo in esame correlazioni tra cibi e malattie raccolte a vasto raggio in Cina e a Taiwan. I soggetti che assumevano in prevalenza cibi animali erano quelli che più si ammalavano delle patologie più croniche. Persino assunzioni ridotte di alimenti animali erano associate ad effetti sfavorevoli. Chi mangiava cibi vegetali risultava sistematicamente più sano e tendeva ad evitare le malattie croniche.

OGNI RICERCA PORTA ALLE MEDESIME CONCLUSIONI

Più che comprensibile dunque la mia progressiva ed inarrestabile trasformazione da scienziato carneo-latteo in scienziato vegan-crudista. Non si può restare sospesi a metà del guado. Dalle mie ricerche emerge che cardiopatie, diabete e obesità regrediscono con una sana dieta vegan-crudista. Da altre ricerche associate risulta poi che varie forme di cancro, malattie autoimmuni, salute di ossa e reni, disturbi visivi, cerebrali e cognitivi in età avanzata (Alzheimer), sono sensibilmente influenzati dall’alimentazione iper-proteica.

SCARSO IMPATTO DELLA SCIENZA

I dati scientifici non mancano. Eppure la gente è tuttora confusa e disorientata dalla disinformazione martellante. Tende a credere più agli spot televisivi che alla ricerca scientifica indipendente. Ho amici con cardiopatie che sono rassegnati, come si trattasse di patologia inevitabile. Ho amiche talmente terrorizzate dal cancro alla mammella che sarebbero disposte a farsi asportare il loro seno e anche quello delle loro figlie se solo potessero! Ma alla bistecca non rinunciano facilmente.

IL TETTO PROTEICO E LA PROF NESTLE

Dalla parte sana e scientifica dell’America c’è dell’altro. La Loma Linda University e le maggiori universtà americane tutte schierate sul tetto proteico a 24 grammi/giorno (e non coi 300 di Atkins, i 200 di Sears, i 75 della FDA). E la Marion Nestle preside del Department of Nutrition, Food and Hotel Management della New York University, che dichiara al New York Times “Protein is not an issue, unless we talk about the dangers of high-protein diets” (Non esiste un problema proteico, a meno che non si parli del pericolo delle diete proteiche), rappresenta una spina nel fianco dei carnivoristi di tutte le risme. Di queste cose ho parlato pure nella conferenza di Milano del 22/7/12 (vedi tesina “Quando l’illuminazione arriva dall’America”, meritevole forse di essere riletta.

L’OBIETTIVO PRIMARIO RIMANE LA SALUTE E L’EQUILIBRIO

Per concludere, il problema non è scagliarsi contro il grasso, come fanno le diete dimagranti, ma piuttosto riacquistare salute e forma fisica. È attraverso il riequilibrio generale che l’adipe se ne deve andare. Il cibo poi non deve servire solo a mantenerci in vita, o semplicemente a gratificarci il palato. Esso gioca un ruolo fondamentale anche nel determinare il nostro stato d’animo e le nostre emozioni. È per questo che si parla di cibo innocente, etico e non-crudele.

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DIBATTITO SUCCESSIVO ALLA CONFERENZA

DUE ORE DI DOMANDE-RISPOSTE

Anche in questa occasione la coda della conferenza, fatta di domande e di interventi del pubblico è stata intensa e prolungata. Due ore e oltre di curiosità e di suggerimenti tipo il castagnaccio crudo da parte di Carmelo, venuto appositamente da Caserta, o la crema di avena a crudo ed ultra-digeribile, da parte di amici romani.

TESTIMONIANZE POSITIVE A GRAPPOLI

Ma soprattutto due ore di testimonianze, da parte di gente comune e anche di qualche medico, con guarigioni da diabete, da sclerosi, da depressione, e da altre situazioni critiche. L’incontro troppo breve con la stupenda dr Serena Biscardi che sta applicando con notevole successo in zona Perugia i principi del vegancrudismo tendenziale e dell’igiene.

MALATTIE PROFONDE E NON DERIVANTI DA BANALE CARENZA DI RADICCHO

Animi scaldati poi per l’intervento di una sedicente vegana che ha mosso delle critiche sul fatto che noi pretenderemmo di risolvere le varie affezioni dell’organismo mediante correzioni materiali a base di frutta e di vegetali crudi, per cui avremmo gli stessi difetti dei dietisti balordi che stiamo avversando, visto che “le malattie sono un cosa seria e profonda, e dunque molto di più che banale carenza di carote e radicchio”, visto che “le malattie arrivano dal più profondo della nostra anima”.

UNA CRITICA PROFONDAMENTE FUORI-LUOGO

Era delusa dal fatto che in questa conferenza del 24 gennaio si avesse parlato troppo di vegetali, di frutta, di tuberi, di cereali, di formaggi, di carni, e troppo poco di anima. Non siamo aperti ma apertissimi alle critiche, quando sono sensate e motivate. Ma in questo caso erano del tutto fuoriluogo, non fosse che per il solito brillante e strappa-applausi intervento di apertura da parte di Franco Libero Manco, incentrato esattamente sul fatto che noi andiamo ben oltre la materialità, nelle parole e nei fatti. Dopo tale performance, non mi è sembrato il caso di toccare ulteriormente quel tasto.

I TEMI SPIRITUALI ED ETICI SONO LA BASE QUOTIDIANA DEL NOSTRO IMPEGNO

Chiunque volesse soppesare il grado di materialità o di spiritualismo della nostra scuola, può farlo leggendo quanto sta sui libri pubblicati e sul blog. Non esiste un singolo articolo dove non si parli della stretta connessione corpo-mente-anima. Non come battuta messa lì per tacitare comodamente la nostra coscienza, o per fare bella figura col resto del mondo.

LA LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO NON VA MAI IN VACANZA

Anche il discorso sull’anima, ho aggiunto, è sottoposto alle leggi superiori della natura e della creazione, prima tra le quali la legge di causa ed effetto. Niente di cattivo e di vendicativo, niente di casuale e di assurdo, ma tante motivazioni chiare e alcune che dovremo chiarire se ci è dato e concesso di farlo.

IL TITOLO DEL MEETING E LE DOMANDE DEL PUBBLICO HANNO CARATTERIZZATO IL MEETING

Il meeting aveva per titolo poi “Le diete dimagranti”, dove l’anima, come ingredente di dimagrimento c’entra troppo alla lontana. Se poi nel dibattito si è parlato troppo di carciofi e di patate, di diossina e aflatossina, di acqua naturale e di acqua biologica, di muscoli e di adipe, e troppo poco dei “mali provenenti dal profondo”, troppo poco del “malessere interiore che ti avvolge e ti dispera”, ciò è dipeso dal tipo di domande rivoltemi che conducevano più su temi terra-terra, materia-materia, che su esigenze di stampo spirituale. I partecipanti, per quanto mi risulta, hanno espresso con chiarezza entusiasmo unanime per come è andata la serata.

IN CERTI CASI L’EFFETTO HAMER È DI SICURO PREVALENTE, MA NON NE FAREI UNA FILOSOFIA

Se si voleva scomodare il dr Hamer e i traumi emotivi, non ho difficoltà ad ammettere che in certi casi il trauma metta fortemente in secondo piano l’alimento. Perdi una persona cara e non esiste ciliegia e mirtillo al mondo capace di consolarti e di attutire la sindrome da disperazione che ne consegue. Però, anche in queste circostanze, chi ha sangue fluido e chi è in stato di equilibrio fisico-mentale, riesce il più delle volte a dominare meglio e a superare ogni stato di frustrazione. L’igiene naturale include anche lo studio e possibilmente il superamento delle emergenze emozionali.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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2 commenti

  1. grazie del resoconto della conferenza che purtroppo ho perso poichè in giro.
    Chi mi dà la ricetta del castagnaccio e della crema di cui ha parlato Valdo?
    saluti G

  2. fabio fontana on

    Ciao G. Per quanto concerne la crema d'avena (come la prepara il dr. Vaccaro) c'è uno scritto apposito dal titolo "Crema d'avena versione domestica e versione camping", basta che digiti nella finestra "cerca nel Blog" anche una sola parola chiave. Per il castagnaccio puoi fare la stessa cosa (inserendo la parola medesima) raccogliendo informazioni apparse su più di una tesina. Saluti