LA FORMULA DEI SAGGI

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Il sintomo dell’obesità e la ricerca immediata di una dieta dimagrante

Viviamo tutti nell’era dell’extra-large.
In Italia, il 30 percento della popolazione è sovrappeso, mentre il 9 percento è sformata.
Nel mondo, le cifre dell’Oms parlano di 1,5 miliardi di persone con diversi chili in più, e di 400 milioni di obesi, mentre le proiezioni statistiche prevedono per il 2015 un numero di 2,6 miliardi di grassottelli e di 700 milioni di veri e propri ciccioni.
L’uomo di oggi, disorientato e sballottato da destra a sinistra quale è, adotta il più delle volte, e senza nemmeno rendersene conto, un sistema alimentare inadeguato e pregiudizievole per la sua salute.
Le sue scelte infatti vengono fatte non alla luce di concetti salutistici razionali e affidabili, ma piuttosto sulla base di gusti e preferenze personali, di abitudini familiari, di tradizioni sociali, di convinzioni ideologiche derivate dai bombardamenti mediatici.
Tali sistemi di nutrizione, lungi dall’essere graditi ed accettati dal suo stesso corpo, portano infallibilmente a precise conseguenze negative, a malattie più o meno gravi, a situazioni di disagio biochimico e fisico, che il soggetto in questione non può fare a meno di registrare.
Il sintomo che dà più fastidio, e che ti porta a studiare urgenti contromisure, è senz’altro il sovra-peso.
Ecco allora che, per porre qualche rimedio, egli è pronto ad adottare una qualsiasi dieta riparante, possibilmente l’ultima dieta alla moda, quella che per il momento va per la maggiore, quella che gli amici o il suo medico o il suo giornale o la vicina di casa gli suggeriscono.
Anche qui la sua scelta è lungi dall’essere razionale e oculata. Egli sposa una certa dieta senza capire come essa funziona in dettaglio, senza sapere se essa potrà realmente risolvere i suoi problemi in modo sicuro e stabile.

Dalle diete decadute degli ultimi anni (Gruppi Sanguigni e Zona) a quella in auge nel 2008 (South Beach)

In questo momento, la dieta che tira in tutti i paesi asiatici, la dieta di cui si parla maggiormente nei salotti-bene di Hongkong, Singapore, Tokyo, ma pure lungo le strade e tra la gente comune delle capitali asiatiche, è la South Beach Diet, una fotocopia esatta della Atkins con qualche variazione di facciata, tipo l’inserimento di qualche verdura in più e la concessione di alcune licenze gustative per cibi considerati a torto intoccabili nella visuale Atkins, e accoppiata regolarmente alle solite stampelle chimiche degli integratori vitaminico-minerali.

Fino al 2003, tutti sembravano ammaliati dalla dieta a Zone di Barry Sears, bocciata poi in malo modo dagli stessi medici e dagli stessi estimatori che l’avevano inizialmente acclamata.
Il termine Zona si riferisce alla suddivisione a zone percentuali (40-30-30 più zona non menzionata integratori) tra carboidrati (40 percento), proteine (30 percento) e grassi (30 percento).
In effetti, tutte le diete del mondo sono a zone, se vogliamo.
La Atkins è partita forse con una zona 60-30-10 più integratori per approdare negli ultimi anni a un
50-30-20 più integratori, mentre la South Beach propone una zona del tipo 50-20-30 più integratori, e la Blood-Groups di D’Adamo opta per zone variabili secondo il gruppo sanguigno di ognuno, ma tutte oscillanti entro schemi stile 50-25-25 più integratori.

I trucchi a corto-respiro dei zonisti e le strategie qualitative uomo-compatibili di lungo periodo

In pratica, i zonisti pare abbiano preso lo spunto dal gioco del calcio.
Anche lì si gioca a uomo o a zona.
Anche lì si lavora con schemi tipo 4-3-3, 4-4-2-, 3-4-2-1. Si gioca in undici e l’unico a non subire schemi è il portiere, che almeno per ora deve continuare a stare sempre in porta.
Una squadra che ha atleti bravi e in forma, sarà spesso in grado di vincere sia giocando a uomo che a zona. Un’altra, priva di elementi di spicco e di personalità, e di gente disposta a correre e sacrificarsi, a tirare la carretta, si troverà a soffrire e a stentare con qualunque schema adottato.
Schemi, schemi e schemi.
Ma sappiamo troppo bene che non è con gli schemi che si risolvono i problemi alla radice.
Anche nella nutrizione è una questione di strategie (sistemi alimentari globali di qualità e a lungo respiro) e non di tattiche e trucchi (diete basate su stratagemmi da due soldi volti a spuntare risultati temporanei e illusori).
Il sistema igienistico-naturale della ANHS-American Natural Hygiene Society, quello dei movimenti Ehretisti, quello della scuola Bircheriana, tutti quelli che insomma si basano sul fruttarianismo-vegeto-crudista conforme al perfetto e inequivocabile design fruttariano del corpo umano, hanno il diritto di chiamarsi strategie qualitative, naturali e compatibili.
Tutti gli altri, non importa il nome che portano e le sciocchezze che sciorinano, non importa i titoli e la specializzazione che hanno i loro autori, non sono altro che miseri e mediocri tentativi di prendere nella rete dei clienti, autentici attentati alla salute pubblica, meschine tattiche numeriche destinate regolarmente al fallimento.

La dieta anti-ossidante del dr Strand, basata su antiossidanti sintetici

La dieta anti-ossidante del dr Ray Strand va fuori dagli schemi zonali in quanto punta tutto sulla lotta ai radicali liberi e alla contrapposizione frontale tra alimenti ossidanti e dannosi (carni, latte, ecc) e alimenti antiossidanti e preziosi (frutta, Omega3, piante aromatiche, e coenzima Q10), puntando alla fine tutto sugli integratori da prendersi a dosi massicce e vita naturale durante, visto che l’umanità sta dimostrando una fatale refrattarietà ad assumere regolarmente antiossidanti naturali (frutta e verdure crude).
In pratica il dr Strand è un igienista-naturale mancato, in quanto riconosce e promuove a pieni voti la dieta fruttariana e crudista, al punto che suggerirebbe non solo 5 pasti al giorno di sola frutta come insegnato dall’Università di Cambridge dopo i suoi omonimi esperimenti del 2000, ma addirittura 7, onde combattere al meglio la mortale insidia ossidativa dei radicali liberi.

Ma, siccome l’uomo si è disabituato al suo cibo naturale e alla sua frutta, Strand dà via libera alla vitamina C sintetica, al coenzima Q10, agli Omega-3, e a tutti gli antiossidanti sintetici, che lui si ostina a chiamare naturali, ma che di naturale nulla ovviamente hanno.
Più che un zonista alla Atkins e alla Sears, Strand è tendenzialmente un Pritikiniano degenerato.
L’aspetto buono è che non va a pasticciare sui delicatissimi equilibri carboidrato-proteina.
Quello cattivo è che sta creando suo malgrado una popolazione di adepti dopata e dipendente a vita dagli integratori usati a dosi folli e incontrollate, con tutte le conseguenze imprevedibili che ne deriveranno.
Non appena uno la smette di auto-supplementarsi si ritrova insomma in totale crisi di astinenza, con l’aggiunta dei problemi fisici e delle patologie da cui è partito.
Ma intanto, il suo testo sugli antiossidanti, o su quella che chiama la sua Medicina Nutrizionale, ha avuto già 8 ristampe negli ultimi 4 anni. Pure lui ha calcato i palcoscenici di diverse città americane ed europee. Pure lui si è guadagnato la stima e la riconoscenza delle voraci industrie degli integratori.

La memorabile balordaggine a Gruppi-Sanguigni del dr Peter D’Adamo

In concomitanza con la dieta a zone di Barry Sears, arrivò dunque la dieta dei Gruppi Sanguigni, frutto della sperticata fantasia del dr Peter D’Adamo, e in molti furono quelli che la sperimentarono nel mondo.
A Singapore e Hongkong, e pertanto in Asia, non si parlava altro che di D’Adamo e dei Gruppi Sanguigni, dieta nella quale non si fa finalmente alcuna discriminazione buono-cattivo sui cibi, contro questo o contro quell’alimento.
In altre parole, tutti i cibi che si riesce a portare alla bocca sono validi, a seconda di D’Adamo. L’importante è che si associno bene coi nostri geni personali, e in particolare col diverso gruppo sanguigno cui ognuno di noi appartiene.
Sembra incredibile, ma questa memorabile balordaggine di Peter D’Adamo, questo suo testo sui gruppi sanguigni, fece il giro del mondo e gli permise pure di accumulare una vera fortuna economica.
I suoi libri stavano in ogni negozio di prodotti pseudo-naturali e pseudo-biologici. Come al solito, l’impatto più importante era quello col pubblico femminile.
Questo sta a dimostrare il mediocre livello qualitativo e selettivo della massa. L’effetto gregge, l’internet e il passaparola producono spesso conseguenze aberranti.
Alla fine di questa storia comica, i Sanguigni o i D’Adamitici si ritrovarono con gli stessi problemi fisici che avevano prima, ma ulteriormente aggravati, e con l’aggiunta del sapore antipatico e rivoltante dell’olio di fegato di merluzzo, misto alla sibillina e ambigua fragranza dei prodotti farmaceutici, ovvero di quei minerali inorganici-inefficaci-inquinanti e di quelle vitamine di sintesi droganti-stimolanti che sono ormai la regola imprescindibile e indispensabile di ogni dieta incoerente con la natura, di ogni soluzione nutrizionale sballata.
Si ritrovarono cioè con un fegato più appesantito e intossicato, con un sistema ghiandolare compromesso, e con nessun risultato utile a favore.
E non sanno poi, i maniaci di tutte le diete, che è vietato giocare a rimpiattino e alla sperimentazione col proprio corpo. Non sanno che hanno dentro di sé un corpo intelligente, ordinato, coerente, preciso.
Non sanno che ogni imbroglio, ogni truffa e ogni raggiro tentati ai danni del medesimo saranno puntualmente respinti al mittente, con tanto di tassa da pagare.

Il perseverare nell’errore dei maniaci delle diete. Valentino, Armani e Machiavelli hanno fatto scuola.

Ma, la cosa che più sbalordisce è verificare come i maniaci delle diete non imparino mai niente.

Sbagliano con un falso profeta e passano disinvoltamente a un altro falso profeta, senza mai accorgersi che nessuna dieta al mondo, fuori dal sistema naturale e uomo-compatibile del sistema vegano-fruttariano-crudista, risolverà mai i loro problemi e i loro disturbi.
Non si rendono conto che esistono già degli uffici in America dove si stanno progettando e disegnando le diete prossime venture con cui accalappiare nuovi allocchi nel biennio 2009-2010, e in quello 2011-2012.
C’è una fila di nuovi dietologi in attesa di tentare il successo.
Come tutti i virologi inseguivano ieri il mito precario di Pasteur, tutti i nutrizionisti odierni stanno inseguendo il mito di Atkins, poco importa se è finito malissimo e se aveva torto marcio.
La cosa che importa è vendere qualcosa e venderlo bene. I fegati rovinati, le cocenti delusioni create in giro per il mondo, non sono affari che li riguardano.
Ogni pensiero ed ogni energia sono rivolti ad avere un sito su Internet, dove la gente possa cliccare e chiedere loro un consiglio a pagamento.
Quando poi non rompi l’anima ai Mammasantissima dei cibi animali, dei farmaceutici, delle bevande gassate, dei cibi in scatola, e degli integratori mineral-vitaminici, stai pur sicuro che sei a cavallo e che ti arriveranno fior di sponsorizzazioni.
Potrai pure avere i tuoi libri nelle biblioteche che contano e negli scaffali delle librerie. Potrai magari portare a gruppi i tuoi zonisti in vacanza alle Bahamas, ovviamente col tuo yacht miliardario, esattamente come fa il dr Barry Sears.
Questi dietologi d’assalto, made in Usa, hanno alle spalle bravi analisti di mercato i quali hanno accertato che nel mondo c’è una massa enorme di persone infelici, piene di problemi, che non credono troppo al medico e al prete (e probabilmente in questo fanno bene), e ancor meno al filosofo e all’igienista, ma che sono disposte a cercare il miracolo e l’abra-catabra, la soluzione vincente ai loro problemi.
Esiste al mondo un ben identificato mercato, un illimitato esercito di sfortunati e di sprovveduti, di ingenui e di creduloni, perché mai non approfittarne?
Di fronte a questa situazione chi non peccherebbe?
Valentino e Armani hanno fatto scuola nel settore della moda. E pure Niccolò Machiavelli fece scuola a suo tempo col Principe, autentico manuale di come restare in modo opportunistico al potere.
Ebbe però il torto di non prevedere che molti di essi sarebbero poi finiti sotto la ghigliottina.
Quello che importa, solo e soprattutto, è creare la tua griffe, produrre risultato economico, cioè moneta sonante, e restare al potere.
Un marchio affermato finisce per vendersi da sé, indipendentemente da quanto c’è sotto.
Non importa se la tua dieta non salverà nessuno. Non importa se danneggerai cento, mille, un milione di persone. Non importa se le spedirai diritte all’ospedale o al cimitero.

La inguaribile testardaggine dell’ homo diaetologus

Tornando all’ homo diaetologus, egli non sembra avere ancora capito che tutte le diete sono invariabilmente una beffa e una colossale presa in giro, medicale o para-medicale, biochimica o ciarlatanesca, e che, al pari degli stessi inutili trucchi farmaceutici contro i sintomi delle malattie, esse generano regolarmente pericolosi effetti collaterali.
Questo accade sia quando danno risultati apparenti a livello di riduzione di peso, sia quando non li danno affatto.
Non si scherza col proprio corpo, non si fanno esperimenti col proprio grasso, non si aumenta e si diminuisce e poi si riprende ancora peso a ripetizione, in ossequio ai propri desideri urgenti di riacquistare una linea giovane e scattante.

Negli Stati Uniti e in Canada, la maggioranza della gente ha capito in qualche modo l’antifona, ha fatto tesoro dei tanti errori commessi, e non cade più facilmente nel tranello delle diete che sgrassano alla svelta.
E questo è già un passo in avanti.
Ma occorre dire che non hanno capito del tutto e nei dettagli la lezione.
Ho intervistato a caso qualche americano e qualche canadese in viaggio per l’Asia come me, per scoprire dal vivo quale è il feeling dell’americano medio sul caso Atkins.
Le risposte sono tendenzialmente univoche.
La dieta Atkins è sbagliata, fallimentare e illusoria, dicono, perché ti fa perdere decine di chili nel breve periodo, e poi te li fa riprendere altrettanto rapidamente.
Nessuno però che sappia andare oltre, e che cerchi di dare qualche maggiore spiegazione a tale meccanismo di ripresa-peso.
Siccome la visuale igienistico-naturale della realtà, la visuale scientifica e razionale della azione e della reazione di tipo contrario che ne consegue, non sono cose che si acquisiscono su due piedi, la gente non è portata a fare ragionamenti logici.
Preferisce lasciare le cose al caso e sperimentare.
Se va bene va bene, se non va bene si cambia.
L’adozione di una dieta, poi, non viene affatto decisa ai fini di un generico e vago desiderio di miglioramento. Tutti sono pieni di malanni più o meno visibili. E per loro c’è già il medico e la farmacia.
Per gli obesi è diverso. Essi male sopportano la loro sgraziata e infausta condizione che suscita curiosità, disgusto e disapprovazione. Sono costretti a vivere una situazione infernale e insostenibile. Ne hanno davvero piene le scatole.
Non gli importa un fico secco della salute. Sfogliano giornali e riviste, cliccano sulle loro tastiere, alla costante ricerca di un dietologo straordinario che non esiste e che non esisterà mai.
Se scelgono poi una dieta essa deve portare a dei risultati concreti.
Deve cioè mandargli via più grasso possibile nel minor tempo possibile.
Per pensare alla salute c’è sempre tempo.

Le fortune e le disgrazie della dieta Atkins

E la dieta Atkins riusciva a mantenere le sue promesse, ad accontentare le impossibili richieste degli obesi.
Ti farò continuare a mangiare bistecche e latticini a volontà, e ti farò calare di 10, 20, 30 e 50 chili, diceva Atkins ai suoi clienti con prove alla mano. E non falliva.
Per un grassone da un quintale e mezzo, ritrovarsi in breve col corpo leggero e scattante, era una esperienza esilarante. Gli pareva di volare.
Poteva mettersi i vestiti normali di quando era adolescente, poteva quasi correre e saltare, poteva fare dei complimenti alle ragazze con la prospettiva di non essere ridicolizzato.
Chiaro che, per queste persone, dire Atkins e dire Gesù Cristo era la medesima cosa.
Ma l’insidia e l’inghippo stavano già nascosti dietro l’angolo, e si chiamavano rapido ritorno del peso, nel migliore dei casi, e tossinfezione fulminante, seguita da cancro e infarto, negli altri.
Pare che alcuni obesi fossero ossessionati al punto di non temere tanto la morte in sé, quanto il fatto insopportabile di dover morire in tali condizioni, e di dover richiedere una cassa abnorme e su misura.
Vuoi mettere la comodità di infilarsi in una bara snella e normale come fanno tutti gli altri?
Atkins li accontentava dal primo all’ultimo.
L’infame artifizio inventato da Atkins (o meglio copiato dalla tecnica pure infame già in uso da un certo Stillman), e consistente nella trasformazione forzata della nutrizione umana carbo-naturale in nutrizione proteino-lipidica innaturale, aveva prodotto come conseguenza logica:

A) Una interruzione di ogni fornitura amido-zuccherina alle cellule del corpo

B) Una debolezza energetica e una incapacità addizionale di disgregare proteine e ricavarne zuccheri
alternativi

C) Una fame intensa del sistema cellulare e, grazie al pronto intervento del sistema immunitario,
una conseguente urgente cannibalizzazione del grasso interno (glicogeno, ovvero glucidi
precedentemente immagazzinati).

L’idea era in apparenza brillante. Il trucco avrebbe potuto anche funzionare.
Solo che gli uomini non sono degli dei.
L’imperfezione e l’approssimazione accompagnano invariabilmente il loro pensiero e la loro azione.
I nostri soggetti poi non arrivavano da una landa di grandi intuizioni filosofiche e morali, né da un universo socio-culturale particolarmente portato alla ricerca scientifica indipendente e profonda.
Scienza e ricerca ce n’è moltissima negli Stati Uniti. Ma non certamente nel mondo che ruota intorno ai mandriani d’America, e nemmeno in quello che prende ordini e ispirazioni da gruppi corrotti e corruttori tipo la Fda e il Ndc (National Dairy Council).
Sia Stillman e Atkins non avevano tenuto in considerazione alcuni fatti fondamentali:

1) Il grasso corporale non sta lì a caso come una massa informe e incretinita priva di funzioni.
Trattasi invece di una massa brutta e fastidiosa quanto vuoi ma anche intelligente e logica, sistemata in
quel modo per azione difensiva razionale del sistema immunitario e dei sistemi di equilibrio biologico
corporale.
Una massa composta non di solo grasso, ma di liquidi da ritenzione, di inquinanti non eliminabili e non
biodegradabili, di acidi urici mai attenuati da nessun enzima urikase (gli uomini, fruttariani, non ne sono
provvisti, mentre gli animali carnivori ne hanno in abbondanza), di sostanze droganti e dopanti che lo
stesso grasso era stato chiamato ad accompagnare ed inglobare, di caffeine e residui farmaceutici vari, di
minerali inorganici non assimilati e che i reni si rifiutano di filtrare fuori, di veleni chimici derivanti
dalle varie putrefazioni cui è sottoposto l’organismo umano-fruttariano ogniqualvolta si mangiano carni,
grassi e proteine animali (cadaverina, indolo, scatolo, fenolo, agmatina, tiroxina, ecc).
Una massa composta pure da detriti cellulari chiamati impropriamente virus, mai degradati e riciclati,
mai espulsi a causa di un sistema immunitario strapieno di impegni e dunque sovra-stressato.

2) Il sistema cellulare affamato va sì a pescare energia nel grasso. Ma lo fa con arguzia e selettività.
Va cioè a cannibalizzare solo la parte pura che gli interessa, la parte lipidica, senza tutti quei veleni ai
quali essa è invariabilmente associata.

3) Alla fine dell’operazione, il grasso viene bruciato dentro le micro-fornaci che stanno nei mitocondri
cellulari e, a ritmo accelerato sparisce di circolazione. Il sistema cellulare se lo è cannibalizzato e ha
soddisfatto il suo appetito.
Il corpo si è pertanto alleggerito.

4) Ma purtroppo, le migliaia di veleni che prima si trovavano quieti e disattivati, protetti e diluiti, resi
inoffensivi in mezzo alla comoda sostanza oleosa, si ritrovano ora tutti concentrati e attivi con tutta la
loro enorme forza aggressiva, pronti a colpire un organismo ormai in balia e alla totale mercé dei
medesimi.

I veleni micidiali che prima convivevano coi grassi in una specie di armistizio e di non belligeranza con
l’organismo, sono ora diventati una mina vagante, un ordigno biologico pronto a deflagrare e a
distruggere il corpo dimagrito e senza più barriere protettive interne del malcapitato.
Tolta la naturale ritenzione lipidica, brutta ma logica e utile, rimane il veleno micidiale allo stato puro.
Allo stesso esatto modo che si ha togliendo violentemente una ritenzione idrica causata dal sale da
cucina (altro veleno caustico per le delicate pareti interne): via l’acqua col sudore, rimane sempre il sale
a fare i suoi danni, per cui il sistema immunitario e riequilibrante, sempre lui, ti fa riprendere altrettanto
rapidamente l’acqua persa.

La preziosa funzione dell’adipe

Tanto osceno e nauseante, tanto brutto e antiestetico a vedersi, tanto faticoso da sopportarsi e da portarsi con te dovunque vai, quanto utile e prezioso per la tua sopravvivenza.
Sembra un paradosso, ma questo è nella realtà il grasso corporale accumulato.
Frutto quanto vuoi di anni e anni di errori nutrizionali e comportamentali, di scelte inopportune di genitori rovinati spesso da pessime situazioni genetiche ereditate, o disorientati e sviati da scellerati insegnamenti pediatrici volti a far crescere di più e prima del tempo i loro figli. Frutto del ricorso improprio a latticini ed omogeneizzati.
Effetto di vite intere dedite a cibi animali, a cibi cotti e concentrati, a cibi morti e devitalizzati, a bevande dolcificate-gasate-nervine-alcoliche, a qualunque materiale portato alla bocca nonostante la sua oggettiva ed accertata incompatibilità col nostro apparato trituratore e disintegratore ottimale ed esclusivo di frutta-verdura-noci-cereali allo stato crudo o pressocché crudo.
Il grasso non è mai grasso puro e semplice. Se fosse così verrebbe espulso o consumato in fretta e facilmente.
Gli igienisti lo sanno. Lo sanno pure i medici bravi. Ma pare non lo sappiano i medici che si mettono a fare i dietologi.
Il grasso diventa sempre comoda fossa per i rifiuti tossici all’interno del corpo, come dicevamo.

L’espulsione ordinata, scientifica, graduale, innocua e definitiva del grasso

È per questo che, quando un medico igienista conduce un digiuno importante, deve fare attenzione alle reazioni di ritorno provocate dai veleni più micidiali, tipo droghe e sostanze dopanti, che molti anni prima lil sistema immunitario del paziente aveva letteralmente depositato con solerzia-precisione-saggezza nei punti meno a rischio, vale a dire all’interno delle pareti adipose, all’interno dei tipici cuscinetti di grasso, delle escrescenze, delle tumefazioni e dei tumori, e che ora, in sede di digiuno, ovvero di cannibalizzazione interna intelligente e ordinata, dove nulla si mangia e dove si beve molta acqua distillata, vanno a fare il percorso inverso, cioè a ritroso, causando pure effetti droganti di ritorno nel paziente che aveva assunto tali droghe magari venti anni prima.
Il medico deve in questo caso seguire da vicino il paziente e, ai primi sintomi, ai primi fastidi, deve spiegargli che le sofferenze e i disagi che sta sperimentando sono fenomeno normale e logico. Deve invitarlo a tenere duro e a resistere senza farsi tentare da interruzioni del digiuno, o peggio dal ricorso ad antidolorifici che in questo frangente avrebbero conseguenze catastrofiche.
Il segreto di questa espulsione coordinata e scientifica del grasso, priva di effetti collaterali pesanti, sta proprio nel blocco totale di ogni alimento, e quindi della maggior energia eliminatoria a disposizione del corpo, ed anche nell’intenso ricorso al potere dissolvente e liberatorio dell’acqua distillata.

Quanto sopra si riferisce ai casi di gente obesa e malata sul serio, dove il digiuno equivale a una specie di sala operatoria naturale e priva di bisturi ed oggetti da taglio e ricucitura.
Per chi non ha bisogno di imponenti correzioni ma solo di ritocchi di peso e ritocchi migliorativi di qualità interna ed esterna della vita, non occorre andare su misure troppo drastiche.
Basta in tal caso una privazione totale di cibo di uno o due giorni, senza un supervisore, ma sempre ricordando quanto già detto in generale su come funziona il digiuno, e poi partire finalmente con l’adozione seria e meticolosa di una dieta tendenzialmente crudista e rigorosamente vegetariana, supportata da noci e semi e cereali.
Non scordare poi che si può perdere peso facilmente anche adottando in modo sistematico una semplice colazione a base di sola frutta succosa e se possibile di stagione.

L’errore imperdonabile del dr Atkins (e di tutti gli odierni dietologi americani)

L’espulsione pura e semplice del grasso è dunque un obiettivo falso, insidioso e deviante.
Il buon dietologo che riceve l’obeso nel suo studio dovrebbe chiedergli a bruciapelo:
Sei venuto qui per calare di peso? Hai sbagliato indirizzo. Non sono un mago né un mestatore. Torna pure a casa.
Sei venuto invece per guarire da un mucchio di problemi, per migliorare la tua salute? Allora ne possiamo parlare.
Atkins (e tutta la combriccola dietologica statunitense) non si comportava di certo così. Vuoi calare? Eccoti accontentato, era la sua reazione.
Irresponsabili i suoi pazienti nelle loro richieste, e ancor più irresponsabile lui nelle risposte.
Più grasso c’è e più tossine inquinanti, non degradabili, albergano all’interno di quel corpo.
Cannibalizzare alla svelta il solo grasso significa lasciare sul posto i materiali ossidati, le melme uriche, i residui proteici non disgregati, i composti salini corrosivi, le migliaia di microinquinanti che il corpo non ha potuto assimilare e nemmeno espellere, essendogli mancato il placet e la luce verde da parte dei suoi filtri intelligenti, da parte del sistema ghiandolare ed escretorio.
Il corpo del tipico sgrassato stile Atkins, da flaccido e ingombrante quale era, è diventato pimpante e leggero, degno di fotografie comparative e di elogi generalizzati, ma nasconde, nei punti cruciali, nei fluidi e negli organi, nelle ghiandole e nei tessuti, una concentrazione tossica da renderlo disagiato, sofferente, instabile, esausto, disidratato, preda di una vera e propria angoscia bio-chimica che prelude a corrosioni, infiammazioni, ulcerazioni, cancerazioni, sofferenze cardiache.
Bisogna educare le persone, non farle calare di peso.
Il peso se ne andrà al momento opportuno se e quando esse riprenderanno a ragionare.
Il primo ciarlatano che trovi dietro l’angolo ti può inventare una dieta dimagrante.
Anche a base di zucchero. Ci metti molto caffè, molto tè e abbondanti sigarette. Ci aggiungi molti integratori e qualche panino, e il gioco è fatto.
Quel giovane si ritroverà bello e felice con una linea snella, senza dover nemmeno torturarsi a fare dello sport, in grado di svolgere i suoi compiti o il suo lavoro, pieno di energia da mattina a sera.
Almeno fino a quando non dovrà aumentare la dose di caffè, di sigarette e di integratori, in attesa che arrivi il punto critico dell’inevitabile collasso nervoso.
O, in saggia alternativa, fino a quando riacquisterà il senno e deciderà di tornare normale e purificarsi.
E, in quel caso, dovrà subire una grossa crisi di trasformazione e di disintossicazione.

Nessuno al mondo può pretendere di risolvere 30 anni di inquinamento interno con 30 giorni di purificazione radicale.
Cosa si può ragionevolmente fare. La formula dei Saggi.

Quello che serve è educare la gente, non illuderla e gabbarla in modo indecente, o trasformarla in cavia per esperimenti dietetici atroci e fallimentari.
Bisogna contrastare le richieste assurde di certi individui malmessi e male impostati all’inverosimile, e non assecondarle per guadagnarci sopra.
Bisogna aprire loro gli occhi e parlargli chiaro senza troppe circonlocuzioni.
Bisogna metterli di fronte alle loro responsabilità.
Nessuno al mondo può pretendere di imbottirsi di veleni per 30 anni e pensare poi di disintossicarsi ed espellere i suoi cumuli di grasso in 30 giorni.
Troppo comodo, troppo sbrigativo e anche troppo chimerico.
La natura non opera a balzi o a salti, a scorciatoie o a risultati eclatanti, ma sempre a piccoli passi, a dosi minime e infinitesimali, a sistemi lenti e progressivi di costruzione (anabolismo) e di distruzione cellulare (catabolismo).
Ci sono limiti e principi da rispettare, criteri inalterabili di assorbimento e di escrezione.
Quello che si può fare in modo ragionevole per l’eliminazione rapida dell’adipe, e la contemporanea eliminazione dei veleni che lo accompagnano, è molto semplice:

1) Pulizia mentale e identificazione sicura di cosa è giusto e cosa è sbagliato nella nutrizione fisica-etica-
estetica-spirituale del tuo corpo.
Questo significa acquisire piena conoscenza di cosa è, e di come è il tuo corpo, di quali sono i carburanti
appropriati con cui lo puoi motorizzare.
L’ignoranza, la stupidità, l’approssimazione, rappresentano grave ostacolo e impedimento nei riguardi
della libera conoscenza, della salute e del benessere che vai cercando.

2) Stop immediato alla immissione di ulteriori veleni (ciò significa cambio radicale della dieta e degli stili
di vita errati).

3) Totale riposo fisiologico (digiuno fisiologico e mentale per 1-5 giorni, a seconda dei casi, maggiori i
problemi da risolvere più lunga deve essere la fase depurativa e purificante).

4) Ripresa dell’alimentazione con un sistema vegano-crudista coerente e in perfetta armonia col proprio
organismo fruttariano, senza il ricorso ad alcun farmaco, ad alcun integratore, e a nessun sostegno
nervino e zuccherino (tipo bevande gassate e cole o simili).

5) Pianificare regolare attività fisica e motoria come bagni di sole, yoga, respirazione yoga, attività esterne,
passeggiate, nuoto, ciclismo, giochi e sport col pallone, attività artistiche (scrivere, dipingere, suonare e
canterellare musiche e canzoni rilassanti e divertenti)

6) Includere momenti di meditazione e di riflessioni filosofiche-etiche-estetiche-spirituali su noi stessi e
sulla realtà esterna (umana ed extra-umana, includente cioè i nostri fratelli piccoli più bersagliati dai
nostri soprusi).

Non mi sognerò di chiamare questa soluzione col nome di Formula Vaccaro, poiché essa proviene da lontano e coinvolge la paternità congiunta di maestri importanti e irripetibili della storia, che vanno da Pitagora a Ippocrate, da Galeno a Leonardo Da Vinci, ai medici igienisti dell’Ottocento e del Novecento. Se ci fossero davvero delle qualità particolari nel messaggio che state leggendo, se ci fosse qualche valore che lascia il segno, chiamatela pure Formula dei Saggi.
Con questo non ho detto di essere saggio, ma solo di tenerci ad esserlo, nonché di tentare di esserlo, che sono entrambe cose ben diverse.
I saggi non ci sponsorizzano né ci danno sovvenzioni pecuniarie, ma ci ricambiano peraltro generosamente con l’onore della tentata appartenenza, o col permesso di bussare alla loro porta, e con l’ispirazione, entrambi capitali di valore incommensurabile.

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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