L’ARTE DEL RESPIRARE E DELLO SBUFFARE, I DOLORI NON CHIARITI E LA FAME D’ARIA

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LETTERA

DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE E DOLORI DA 10 GIORNI A QUESTA PARTE

Gentilissimo, ho visitato con molto interesse il suo blog ed ora mi permetto di disturbarla. Innanzitutto vorrei sapere se posso ottenere un appuntamento da lei, ovviamente a pagamento.
Indi, per non abusare del suo tempo, passo ad esporle il mio problema. Da circa 10 giorni non riesco più a respirare in modo normale. Se provo a espirare profondamente, oltre a non riuscirci, subito sento dei dolori di fondo al petto. I dolori inoltre a volte compaiono anche senza che provi a forzare il respiro. A volte nella parte destra del petto, a volte a sinistra, a volte nella schiena.

ESORTAZIONI MEDICHE A FARE DIVERSI ESAMI STRUMENTALI

Spesso, quando le difficoltà respiratorie sono maggiori, dopo un po’ riesco a fare, in maniera automatica e non cercata, una specie di rutto interno. Quando questo avviene, poi per un po’ sto meglio. Prima di fare esami invasivi ho descritto questa mia condizione ad alcuni medici, ricevendo, oltre all’esortazione di fare subito esami strumentali, delle pre-diagnosi di vario genere, come tumore ai polmoni, angina pectoris, tumore all’esofago, ernia iatale.

DESCRIZIONE DEL MIO ATTUALE MENU ALIMENTARE

Le aggiungo che ho 59 anni, che non mangio carne né latticini né pesce dal 1980, che solo due anni fa ho mangiato uova per alcuni mesi. Attualmente il mio menu giornaliero prevede nessuna colazione, pranzo con 200 grammi di succo di carote freeze-dried, più 50/80 grammi di spirulina e tre cucchiai di olio di lino, o di noci, o di chia, o di satcha ichi, e cena con 300/400 grammi di polline congelato più tre cucchiai di uno dei citati oli.

SERVONO RADIOGRAFIE ED ESAMI O POSSO ATTENDERE?

Vorrei sapere se devo cominciare a fare radiografie ed esami vari oppure attendere ancora. Secondo lei posso trovare una soluzione diagnostica non invasiva. Ringraziandola sentitamente per la sua attenzione, le porgo i miei saluti. Vive cordialità.
Werner Besson

*****

RISPOSTA

Ciao Werner. Chiedo venia per il ritardo e spero che la mia risposta abbia tuttora qualche valore in senso operativo.  Ci sono state diverse attività esterne nelle ultime settimane, per cui i giorni passano e le mail inevitabilmente ingrossano la mia casella internet causando intasamenti, ritardi e disservizi, rendendo pure obsolete e superate le mie risposte. Qualcuno mi spinge ad assumere un paio di segretarie o di assistenti. Lo potrei anche fare con ovvio aggravio di costi. Ma poi la gente non si accontenterebbe di risposte competenti ma mediate o burocratiche, e continuerebbe a pretendere contatti diretti e personali, e saremmo sempre al punto di partenza. Un incontro lo possiamo pianificare e puoi consultare la mia rubrica Conferenze e colloqui Valdo 2015. Se ti serve invece un corso sintetico e personalizzato di Health Science, dovrai telefonarmi.

NOTEVOLI PERPLESSITÀ SULLA TUA ATTUALE DIETA

La prima osservazione riguarda il tuo menu molto sofisticato e sui generis, e direi assai distante dai nostri concetti della Health Science, nonostante l’apprezzabile assenza di proteine animali. Il ricorso a prodotti concentrati e congelati, nonché la totale assenza di prodotto fresco e carico di vitalità stagionale e solare, oltre che della indispensabile acqua biologica zuccherina e della altrettanto indispensabile clorofilla verde delle verdure di orto e di campo al naturale, mi lasciano alquanto perplesso.

A VOLTE QUALCHE ESAME SERVE A TOGLIERE I CATTIVI PENSIERI

Detto questo, è probabile che sia opportuno fare degli esami, limitandosi magari per intanto a quelli meno invasivi. Sono contrario ai test e alle visite mediche concatenate, cariche di effetti ansiogeni e di inquietudini. Il fatto è che tenersi addosso dei dubbi sul proprio stato di salute non è cosa utile e potrebbe causare già di per sé dei danni e dei contraccolpi psicologici. C’è anche da dire che il problema è comunque sorto tra capo e collo nel giro di 10 giorni, per cui va visto con la lente delle patologie acute a facile e rapida risoluzione. A volte si tratta di semplici sindromi da raffreddamento, o di accumulo di acidificazione, o da mali di stagione di tipo reumatico legate agli sbalzi del clima, per cui in teoria potresti già aver superato la fase acuta e stare meglio in forza di una remissione spontanea innescata dai tuoi poteri di auto-equilibrio interno. In questo caso non servirebbero ecografie ed altri esami.

DEFICIT RESPIRATORI E VARIE IPOTESI SUI FATTORI CAUSANTI

Per il resto, una chiacchierata generale sui problemi respiratori la possiamo anche fare. Chi soffre di patologie legate all’apparato respiratorio, siano esse ostruttive o restrittive, tipo asma, fibrosi, broncopneumopatie BPCO, complicazioni da fumo, oltre ad avere capacità ventilatorie ridotte, presenta a livelli diversi un’intolleranza allo sforzo, un affaticamento eccessivo anche durante le attività più semplici. Ciò può essere dovuto a: 1) Deficit respiratori, dove i volumi di inspirazione ed espirazione risultano ridotti così come le capacità di trasporto e scambio dei gas, 2) Fatica dei muscoli respiratori, che per far fronte alle ostruzioni o restrizioni delle vie aeree devono lavorare più del dovuto, consumando più energia, 3) Insufficiente numero di capillari polmonari per gli scambi gassosi, 4) Incapacità dei muscoli di utilizzare al meglio l’ossigeno per prodursi energia, 5) Scarsa massa muscolare.

FAME D’ARIA O DISPNEA DA SFORZO

Questa difficoltà allo sforzo si manifesta concretamente con la dispnea, per cui il respiro diviene cioè faticoso quasi come se mancasse l’aria, e con la miopatia, per cui arriva la complicazione dei dolori ai muscoli nell’area coinvolgente gli atti respiratori. A quel punto si può instaurare un circolo vizioso che porta alla sedentarietà con un progressivo aggravamento delle condizioni iniziali. La fame d’aria da sforzo può comparire sia durante l’inspirazione che nella fase espiratoria. Tra le sue cause l’accumulo di acido lattico e l’insufficienza degli scambi gassosi durante l’attività, dovuti a qualche alterazione.

COINVOLGIMENTO DEI VARI RECETTORI

Il meccanismo dell’insorgenza della difficoltà respiratoria coinvolge una serie di recettori: 1) Recettori dei muscoli respiratori, 2) Recettori dei muscoli locomotori, 3) Recettori polmonari, 4) Recettori delle vie aeree, 5) Recettori chimici o chemocettori, ovvero quei recettori sensibili ai cambiamenti della composizione chimica. Questi recettori, come delle sentinelle, avvertono una situazione anomala e inviano segnali al cervello, con conseguente aumento degli atti respiratori e sensazione di affanno. Talvolta la dispnea diventa insopportabile e costringe ad interrompere l’attività fisica. Tuttavia, qualunque sia il grado di affanno, bastano il riposo, il sonno e la ricarica delle batterie per ripristinare una condizione di normalità. L’attività fisica controllata e individualizzata, con migliorie nella coordinazione inspirazione-espirazione, può aiutare nel ridurre i fenomeni d’affanno.

ASMA DA SFORZO

L’asma è dovuta ad una ipersensibilità dei tessuti che compongono le vie aeree. Diversi sono i fattori che stimolano questa eccessiva sensibilità, come ad esempio gli allergeni (asma allergica) o il raffreddamento e la disidratazione dei bronchi. Qualunque sia la causa, il meccanismo di comparsa di asma da sforzo prevede dapprima una broncodilatazione, dovuta al normale rilascio di ormoni tipo le catecolamine durante l’attività fisica, seguita subito dopo da una broncocostrizione e da una ipersecrezione di muco. Durante lo sforzo fisico gli atti respiratori aumentano nel numero e nella profondità, provocando il raffreddamento e la disidratazione delle mucose interne. Questo quadro fa sì che si verifichi un broncospasmo con attacco asmatico durante un’attività prolungata o 10 minuti dopo un esercizio breve ma intenso. Tecnicamente, una riduzione del 10-15% della FEV1, cioè del Volume Espiratorio Forzato in un secondo, è tipica dell’asma da sforzo.

RUOLO FONDAMENTALE DELL’ESERCIZIO FISICO

Con un adeguato preriscaldamento si può evitare l’attacco d’asma facendo prevalere l’effetto broncodilatatore positivo su quello costrittivo. Soprattutto se si pratica un’attività in ambiente umido e riscaldato. Ecco perché l’esercizio fisico, gioca un ruolo fondamentale. È assolutamente necessario svolgere attività leggera per superare il limite dell’affaticamento e ridurre l’intolleranza allo sforzo. Occorre comunque A) Che la patologia sia in fase stabile, B) Che non sono presenti angina e dolori, aritmie cardiache, patologie metaboliche non compensate e seri problemi ortopedici, C) Che vi sia una grande motivazione che permetta di proseguire il programma di allenamento nonostante la fatica iniziale. È dimostrato, ad esempio, che persone affette da BPCO hanno migliorato la loro resistenza allo sforzo del 20-30% e che soggetti anche fortemente asmatici riescano a svolgere attività sportiva a livello agonistico.

INTELLIGENZA EMOTIVA E RESPIRO

Concludo raccomandando la lettura di un libro eccezionale come “Intelligenza e respiro” di Alessandro D’Orlando, edizioni Amrita, dove l’autore insegna ad essere consapevoli delle proprie emozioni, a riconoscere quelle che tolgono energia, a passare dal pessimismo demotivato alla motivazione, a non farsi travolgere dagli eventi vedendo l’aspetto positivo in ogni situazione, a scaricare l’energia in eccesso onde evitare ogni reazione impulsiva ed incontrollata. Oltre alle strategie mentali appena citate, l’Autore propone il Respiro Circolare, una tecnica di sorprendente semplicità ed efficacia nel favorire ricadute positive su corpo e psiche, tramite l’ampliamento delle percezioni e le benefiche influenze sull’organismo.

L’IMPORTANTE TRUCCO DELLO SBUFFARE RUMOROSAMENTE AD OGNI ESPIRAZIONE

La guarigione dell’ansioso comincia sul piano fisico con espirazioni più lunghe. Lascia uscire l’aria, svuota completamente i polmoni, accetta mentalmente di trovarsi senza riserve e senza sicurezze nei confronti delle successiva inspirazione. Sul piano emozionale lascia andare la paura e nella mente smette di prefigurarsi pericoli ed aggressioni, iniziando a nutrire sentimenti d fiducia nei confronti della vita. Spontaneamente si modificano anche le abitudini del corpo. L’ansioso e il depresso smettono di mangiare irregolarmente e male, orientandosi verso cibi più veri, freschi e naturali, verso cibi che arrecano minori disturbi sul piano dell’equilibrio psicologico e fisiologico. Ecco il motivo per cui parlo spesso di camminare sbuffando, mandando fuori l’aria come fossimo delle locomotive a vapore.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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