LEUCEMIA TRA CHEMIO E STAMINALI

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LETTERA

Caro Valdo, ti scrivo perché una mia amica ha scoperto a marzo di avere il cancro. Si parla di linfoma, un tipo di cancro al sangue. Ha 21 anni. L’ho conosciuta a Birmingham (UK). Ormai è da più di un anno che vivo qui.

Per il suo compleanno le ho regalato “The China Study”. Purtroppo non lo ha mai letto. Ha fatto tre chemio, ovviamente senza risultato e ora sta facendo radioterapia. I dottori le hanno detto che le serve una trasfusione di cellule staminali, ossia uno stem cell transplant, per sopravvivere.

Mi distrugge sapere che ogni giorno mette veleno nel suo corpo sia con queste droghe legalizzate sia con il cibo. Mi potresti aiutare a capire questa storia delle cellule staminali? Grazie infinite.
Sarah


RISPOSTA

TRAPIANTO DI MIDOLLO OSSEO

Ciao Sarah. La leucemia è una tra le prime malattie ad essere state curate con l’utilizzo di cellule staminali. I trapianti di midollo osseo contengono cellule staminali del sangue e hanno, in teoria, il potenziale di salvare vite umane. Nonostante questo, le difficoltà da superare sono ancora tante.

Il trapianto di midollo osseo è un trattamento con le cellule staminali! Il primo venne eseguito da E.D. Thomas alla fine degli anni ’50 su di un paziente affetto da leucemia con midollo osseo proveniente dal suo gemello omozigote.

LEUCEMIA TUMORE DEL SANGUE

La leucemia è un tumore delle cellule del sangue. Essa è responsabile dello sviluppo anomalo dei globuli bianchi noti anche come linfociti. I globuli bianchi sono prodotti nel midollo osseo e il loro ruolo principale è quello di difendere l’organismo dalle infezioni e dalle malattie.

Nella maggior parte delle diverse forme di leucemia acuta il corpo produce grandi quantità di globuli bianchi anomali che hanno le sembianze di cellule immature, dette blasti. Questi blasti leucemici si accumulano nel midollo osseo e sopprimono la produzione di globuli bianchi normali.

CHEMIOTERAPICI AD ALTE DOSI

A seconda del tipo specifico di leucemia, e di molti altri fattori dipendenti dal paziente stesso, il trattamento può includere la chemioterapia, la somministrazione di steroidi, o terapie più intensive quali il trapianto di cellule staminali ematopoietiche in combinazione con la chemioterapia ad alto dosaggio. 

L’utilizzo di chemioterapici ad alte dosi è, ad oggi, il metodo più efficace per distruggere le cellule leucemiche e curare il paziente. Tuttavia, in contemporanea, esso danneggia severamente anche le cellule sane, in grado di produrre sangue normale, ancora presenti nel midollo osseo.

LIMITI DELLE ATTUALI CURE STAMINALI

Un trapianto di cellule staminali ematopoietiche provenienti da donatore può avere seri effetti collaterali come infezioni e come Graft-versus-host disease, ossia malattia del trapianto contro l’ospite o GvHD, dalla inglese.

Questa complicazione si verifica quando le cellule del sangue provenienti dal donatore attaccano I tessuti del paziente. I sintomi includono sfoghi cutanei, diarrea, vesciche e febbre. La GvHD è una complicazione seria e potenzialmente fatale che può essere minimizzata effettuando un attento abbinamento tra il tipo tessutale del donatore e quello del paziente.

La soluzione più semplice a questo problema si ha quando il paziente ha fratelli o sorelle compatibili. Altre possibili strategie per prevenire la GvHD includono la soppressione del sistema immunitario del paziente tramite la somministrazione di farmaci.

NUOVI METODI DI TRAPIANTO E SCARSITÀ DI DONATORI

Ricercatori e medici stanno inoltre lavorando allo sviluppo di nuove metodologie di trapianto che permettano il superamento di questi limiti. Un’altra sfida è rappresentata dalla scarsità di donatori e, a questo proposito, diverse organizzazioni sono al lavoro allo scopo di accrescere il numero di volontari iscritti ai registri per la donazione.

Riporto di seguito una parte dell’articolo “Stop igienistico alla leucemia“:

MIDOLLO E MILZA

La milza è un organo con diverse funzioni, come quella di distruggere i globuli rossi invecchiati. Una specie di spugna e di valvola di controllo, preposta al ricambio del plasma, al rinnovo dei globuli rossi, alla produzione di globuli bianchi e di piastrine, alla difesa contro gli agenti infettivi, alle reazioni immunitarie, alla riutilizzazione del ferro da cellule esauste, alla detossificazione da minerali pesanti. Il tutto in stretta collaborazione col midollo osseo.

È il midollo che produce tutte le cellule del sangue (globuli rossi, bianchi e piastrine) partendo sempre dal precursore che è la cellula staminale ematopoietica.

Eppure, la medicina definisce la milza come organo asportabile e non indispensabile, solo perché si sopravvive anche senza di essa. Si sopravvive sì, ma menomati. In realtà, non appena si toglie la milza, tutte le ghiandole linfoidi si ingrossano, dovendo esse sobbarcarsi tutto il lavoro della milza stessa.

L’INGROSSAMENTO DELLA MILZA VA PRONTAMENTE CONTRASTATO

La milza pesa mediamente 190 grammi. Il suo ingrossamento è una vera iattura. Può derivare da sforzi e da traumi fisici e psichici, ma può anche nascondere malattie come la malaria, la malattia di Hodkin (ingrossamento ghiandolare generalizzato), la febbre tifoide, la febbre paratiroidea, diverse forme di anemia, la tubercolosi ed anche la leucemia. Non a caso, le più importanti terapie contro la leucemia, hanno come primo obiettivo la riduzione del volume della milza e dei linfonodi ingrossati.

GUARIGIONE LEZAETIANA DA LEUCEMIA

L’importanza della milza si deduce con chiarezza da una testimonianza di guarigione raccontata da Manuel Lezaeta. Nel Settembre 1957, Alessandro Diaz Vog di 10 anni fu visitato dal prof R.E., specialista formatosi alla Harvard University di Boston. Dopo accurati e minuziosi esami il ragazzo fu dichiarato spacciato per leucemia o cancro del sangue. Gli venne dato al massimo 1 mese di vita, o 6 mesi mediante intense cure farmacologiche. Il ragazzo venne allora portato dal dr Taylor, insigne docente di ematologia all’Università di Chicago, ma anche lì ci fu la medesima diagnosi.

DUE SETTIMANE SOLTANTO PER RECUPERARE LA NORMALITÀ

Nel Novembre 1957, il padre di Alessandro, disperato, portò il ragazzino nello studio di Lezaeta a Santiago. Esaminata l’iride degli occhi, Lezaeta rilevò una presenza di sangue denso e alterato oltremisura, e quindi una situazione non esattamente disperata. Bastarono infatti 15 giorni per far sparire dal fluido vitale le cellule cancerose o immature. Bagni di vapore e di acqua fredda, cataplasmi di fango sul ventre a decongestionare l’intestino intasato, e una rigorosa alimentazione a base di frutta e insalate crude di stagione, accompagnate da noci e mandorle, produssero il miracolo di disintossicare e disinfiammare la milza. Sette mesi dopo, Alessandro venne riesaminato all’Ospedale J. Joaquin Aguirre di Santiago, e venne confermata la scomparsa totale delle cellule immature, nonché la decongestione della milza, che prima era stata definita deformata ed infiammata gravemente. Otto mesi dopo, senza alcun farmaco, non solo il ragazzo non era morto, ma risultava guarito perfettamente, e aveva recuperato i suoi colori e la sua grande voglia di vivere.

MEDICINA IN ALTO MARE

Tornando ai tempi attuali, non è poi che la medicina abbia capito troppe cose in più e in meglio sulla leucemia, sul come e sul perché succede, e sulle terapie di contrasto. Prova ne è che ricorre ampiamente a trattamenti sintomatici mediante farmaci, oppure alla chirurgia, con asportazione della milza o con trapianto di midollo osseo.

NON CONSISTENTE MASSA TUMORALE MA SFUGGENTE PROCESSO PROLIFERATIVO

Cos’è dunque la leucemia? Viene definita come tumore delle cellule sanguigne. Non tumore caratterizzato da una massa tumorale tastabile, trattabile o asportabile, ma da una proliferazione incontrollata di linfociti (globuli bianchi) che invadono tessuti e organi. Trattare un corpo estraneo è un conto, bene o male lo si fa, ma trattare qualcosa che si chiama proliferazione significa mandare i chirurghi in catalessi. Tiri via al chirurgo il bisturi, lo metti davvero in crisi.

SINTOMI E CAUSE DI LEUCEMIA

Quali i sintomi? Astenia o grave debolezza organica, anemia, tendenza alle emorragie, ecchimosi, sanguinamento gengive, febbre bassa ma persistente. Quali le cause? Esposizione al benzene, ai pesticidi, ai raggi X, al fumo attivo e passivo, ai metalli pesanti, ai cibi stracotti, all’acrilamide, ai farmaci antitumorali, alle radiazioni di uranio impoverito.

COS’È DUNQUE LA LEUCEMIA

Le cellule normali che si trovano nel sangue di una persona sana (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) prendono origine da cellule immature dette anche staminali, prodotte dal midollo osseo.
Nelle persone affette da leucemia vi è una produzione incontrollata di queste cellule. Una produzione esagerata che interferisce con la crescita e lo sviluppo delle normali cellule del sangue. In pratica, siamo di fronte a una malattia che colpisce le cellule del midollo osseo, progenitrici dei globuli bianchi o leucociti, caratterizzata da gravi alterazioni dei meccanismi che regolano i processi di sintesi e di maturazione cellulare. Le cellule immature si sviluppano cioè in modo troppo rapido ed invasivo, sostituendosi a quelle normali e tendendo a invadere milza, fegato e sistema nervoso centrale.

I VARI TIPI DI LEUCEMIA

Quando una delle forme immature (cellule allo stadio intermedio) inizia a riprodursi in modo incontrollato, si ha leucemia. I leucociti in circolazione sono di tipo T (da timo, avendo essi luogo di maturazione nel timo), di tipo B, da Bursa, con riferimento alla borsa di Fabrizio scoperta negli uccelli dal fisiologo veneto Fabrici d’Acquapendente (1533-1619), e di tipo NK (natural killers, nostri linfociti ancestrali). Mentre i T maturano nel timo, i B e i NK maturano nel midollo. Ci sono poi i granulociti (neutrofili, eosinofili e basofili) e i monociti (che si trasformano in macrofagi o spazzini). I linfociti T e B hanno un progenitore linfoide, mentre granulociti e monociti hanno un progenitore mieloide. Quando il tumore colpisce i precursori intermedi di T e B, siamo in presenza di leucemia linfoblastica, linfatica o linfoide. Negli altri casi si ha invece leucemia mieloide (mieloblastica, mielocitica, granulocitica).

LA LEUCEMIA È RARA TRA I VEGETARIANI, ED È SCONOSCIUTA TRA I VEGANI

È risaputo comunque che la leucemia è rarissima tra i vegani, e ancor di più tra i vegani-crudisti. Ed è risaputo che, adottando una dieta vegana, carica di succhi rivitalizzanti, rigorosamente priva di grassi e di proteine animali, il leucemico si riprende velocemente e con notevole facilità.

La leucemia, al pari di molte altre patologie gravi, è una perdita di equilibrio conseguente all’impurità del sangue oltre i livelli di guardia. Importantissimo ridare funzione agli organi detossificanti ed emuntori, migliorando la respirazione polmonare e la traspirazione cutanea, migliorando le digestioni mediante dieta vegana.

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Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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