LEUCOPLACHIA DEL CAVO ORALE

LETTERA

Buongiorno Dott Vaccaro, le scrivo perché mia sorella ha una leucoplachia del cavo orale ed è molto preoccupata e non solo lei. Mi aiuti a capire di cosa si tratta, se è pericolosa e come curarla, nel modo più naturale che esista. La stimo e la ringrazio.
Tina

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RISPOSTA

CHE COS’È LA LEUCOPLACHIA ORALE

Ciao Tina, la leucoplachia, conosciuta anche come leucoplasia, è una condizione caratterizzata da lesioni orali con formazione di placche biancastre sulla lingua o sulla mucosa del cavo orale. Il termine deriva infatti da leukos (bianco, chiaro) e da plax-plakòs (piastra, placca, ispessimento). Queste placche sono costituite da un ispessimento cutaneo con un colore che varia dal bianco al grigio e assumono forme diverse. Possono essere dei semplici rilievi sulla superficie, oppure possono avere una superficie scabrosa o verrucosa. Può colpire il palato, il pavimento della bocca (la zona sotto la lingua), le gengive, l’interno delle guance e a volte anche la lingua.

La causa maggiore di leucoplachia è l’irritazione cronica del cavo orale da parte di sostanze irritanti, di cui il fumo di sigaretta è la più frequente.

La leucoplachia, nelle forme lievi non è una condizione grave e spesso si risolve da sola. I casi più gravi invece vengono invece associati a tumori della bocca.

SINTOMI DI LEUCOPLACHIA

La leucoplachia è caratterizzata da ispessimenti cutanei e placche all’interno del cavo orale. Queste placche hanno un aspetto variabile, e si possono presentare:

  • di colore biancastro-grigiastro
  • spesse e indurite
  • con punti rossi (in questo caso si parla di eritroplachia o eritroleucoplachia, patologie più rare che potrebbero indicare una condizione più grave)

Lo sviluppo di queste lesioni e ispessimenti può durare alcune settimane. Sono generalmente indolori e non generano altri disturbi. Per questo motivo non sempre ci si rende conto della patologia, che può essere rilevata per caso, per esempio durante una visita odontoiatrica.

A volte invece la leucoplachia può provocare sensazioni di bruciore, formicolio oltre a poter causare la formazione di vescicole orali.

CAUSE DI LEUCOPLACHIA

Le cause di leucoplachia non sono state tuttora identificate con precisione. È però stato osservato come sia collegata all’uso di tabacco e di alcol. Fumo attivo, passivo e alcolici sono considerati le cause principali di leucoplachia, in quanto irritanti della mucosa orale. Anche la masticazione del tabacco può portare alla patologia. Altre cause possibili di leucoplachia includono:

  • irritazioni e lesioni dovute a bordi taglienti di denti, per esempio quelli cariati o scheggiati
  • protesi dentarie non fissate adeguatamente
  • lesioni alla guancia interna, causate da morsi involontari
  • infiammazioni generalizzate del corpo

Il virus Epstein-Barr (EBV) è invece considerato la principale causa di leucoplachia villosa.

COME VIENE DIAGNOSTICATA

La leucoplachia viene diagnosticata con un esame orale, attraverso il quale si può verificare che non si tratti di altre patologie come il mughetto orale causato dalla candida. La candida è caratterizzata da placche più morbide e rimuovibili.

Nel caso di leucoplachia verrucosa o di eritroplachia il medico potrebbe anche ricorrere a una biopsia, per la quale viene rimosso un campione di tessuto per poterlo analizzare in modo da diagnosticare un eventuale stato precanceroso.

CURE E TRATTAMENTI MEDICI

Anche la medicina afferma che generalmente la leucoplasia non richiede alcuna cura o trattamento. È sufficiente eliminare innanzitutto le cause principali, quindi alcol, fumo e le irritazioni dovute a sfregamenti di eventuali impianti dentali o di denti scheggiati con la mucosa orale, perché la leucoplasia guarisca spontaneamente nel giro di qualche settimana o mese.

La leucoplachia, sempre nella versione medica, rientra in un gruppo di disordini definiti con l’acronimo PMD che sta per Disordini Potenzialmente Maligni. Occorre pertanto prestare particolare attenzione poiché costituisce un reale rischio di trasformazione in senso maligno, verso lo stadio di carcinoma orale, la cui forma più comune prende il nome di carcinoma squamocellulare.

E a questo punto spuntano le cure mediche non tanto per eliminare le cause delle placche, quanto per rimuovere le placche stesse, ovvero per eliminare la lesione mediante terapie laser, scalpelli, o con interventi di chirurgia classica. Ovvio che non finisce lì. Gli individui trattati chirurgicamente dovrebbero poi sottoporsi a regolari e periodiche visite mediche in modo tale da poter scoprire nel modo più immediato possibile una eventuale futura degenerazione o una recidiva.

La leucoplachia villosa viene invece contrastata con antivirali oltre che con trattamenti topici a base di acido retinoico.

PROSPETTIVE DI DIPENDENZA A VITA

Un discorso vago e oscuro dove poco o niente si sa dei fattori causanti, poco o niente si pensa e si fa in direzione di una guarigione e di un ripristino soddisfacente e completo della salute. Un discorso mirato ad assoggettare immancabilmente il paziente a una vera e propria dipendenza a vita dalla medicina e dai suoi farmaci. Un discorso alla fine infarcito da quelle prospettive grame che mandano regolarmente in disperante depressione la gente.

VISIONE IGIENISTA

Non mancano chiaramente vedute assai diverse e assai più chiare e logiche rispetto a quelle della Medicina Convenzionale. Per il grande baluardo cileno della Medicina Naturale, e mi riferisco a Manuel Lezaeta, qualsiasi malattia della bocca e della gola mette in evidenza uno stato di intossicazione del sangue, effetto a sua volta dei cronici disordini digerenti e della deficiente eliminazione-depurazione degli organi emuntori ed in particolare di fegato-pancreas-milza-reni e pelle.

Il nostro organismo lo possiamo descrivere come avvolto da un duplice guanto protettivo e funzionale. Esternamente è ricoperto dalla pelle e all’interno dalle mucose. Come la pelle è provvista di oltre 5 milioni di minuscoli orifizi o micro-canali depurativi chiamati pori, attraverso i quali il corpo espelle in continuazione quelle impurità dell’organismo che i reni non sono riusciti ad espellere, così le mucose sono provviste di una moltitudine di ghiandolette che secernono umore mucoso, destinato a difendere l’organismo stesso dalle impurità provenienti dall’esterno o dall’esterno, distruggendo o neutralizzando il materiale tossico.

SPIEGAZIONE DEGLI ACCUMULI TOSSICI

Quando per cause varie, di tipo comportamentale (fumo, alcol, caffè, bevande bollenti), di tipo climatico (gelo), di tipo emozionale (paure, stress), di tipo traumatico (ferite da interventi dentari), di tipo farmacologico (abuso di farmaci invasivi e di antibiotici), di tipo alimentare (cibi cotti, cibi piccanti, cibi indigesti), i pori della pelle si contraggono e non trasudano, paralizzando la loro provvidenziale azione eliminatoria, le sostanze estranee anziché essere espulse subiscono un processo di ritenzione e di rimbalzo chimico verso l’interno, congestionando ed infiammano le mucose. Ed è proprio così che si sviluppano complicazioni anche gravi quali polmoniti, bronchiti, infiammazioni renali, tracheiti, faringiti, leucoplachie.

CAUSE DI DEGENERAZIONE CANCEROGENA

Quanto alle degenerazioni di tipo cancerogeno, come cancro della bocca, della laringe e dell’esofago, esse derivano da diete aberranti, con piatti iper-proteici altamente speziati e stracotti, associati ad altri fattori irritanti. Alcolisti e tabagisti, gente che non fuma ma che vive accanto a dei fumatori, corrono rischi moltiplicati per 20 e per 30 rispetto a chi adotta stili di vita amichevoli, innocenti e sobri, prediligendo cibi digeribili, crudi, vitali e acquosi, a prevalenza fruttariana.

PREVENZIONE DELLA LEUCOPLACHIA E RIMEDI NATURALI

Con la paura e la preoccupazione nulla si risolve e anzi tutto si aggrava. Mantenersi pertanto ottimisti e sereni è d’obbligo. Benigno e maligno non appartengono alla terminologia igienistica. Il corpo umano non va mai contro se stesso e tende invece alla autoguarigione se solo gli diamo modo di funzionare al meglio. Un breve digiuno secco di 2 o massimo 3 giorni potrebbe essere un primo importante passo verso un ciclo di depurazione e di disintossicazione interna. Chiaro che serve adottare una dieta semplice, leggera, digeribile e altamente nutritiva come quella vegan-crudista tendenziale, sostenibile e personalizzata.

La maggior parte dei casi di leucoplachia possono comunque essere risolti semplicemente:

  • riducendo le irritazioni alla mucosa orale eliminando fumo, tabacco e alcol
  • aumentando l’assunzione di alimenti ricchi di antiossidanti come spinaci e carote, che aiutano a combattere le irritazioni.

Come rimedi naturali che possono aiutare contro la leucoplachia si può ricorrere a:

  • gargarismi con acqua e sale
  • decotto di coda cavallina addolcito con miele,
  • cataplasma di cipolla da applicare esternamente sulla gola durante la notte,
  • masticare spesso durante il giorno una radice di zenzero.

Tutte cose che richiedono una scelta di campo alternativa a quella medica, da attuarsi con coraggio, autonomia e assunzione in proprio di ogni responsabilità.

ISTRUZIONI FINALI

  • Sconfiggere ogni paura, ogni timore, ogni ansia e ogni preoccupazione e puntare invece al rasserenamento senza riserve, visto che ognuno è in possesso dei mezzi interni autoguaritivi per superare e vincere con ragionevolezza e buonsenso ogni patologia, a patto di dare fiducia al suo medico interiore
  • Darsi urgentemente un minimo di preparazione igienistica in alternativa a quella medica, imparando alcuni concetti chiave come i cicli circadiani, la scala vibrazionale Simoneton, la tossiemia, la malattia amica e non nemica, l’innocenza batterico-virale, la depurazione-eliminazione, il digiuno idrico e il digiuno secco
  • Procedere senza indugi verso un piano di depurazione dell’organismo mediante digiuno secco-intermittente di 2 giorni a settimana e non oltre, per 3 settimane di seguito, intercalato da dieta vegan-crudista tendenziale-sostenibile-personalizzata
  • Regolare attività fisica all’aria aperta e un’ora al giorno almeno di camminata-nuotata-pedalata con annessa respirazione ritmata-diaframmatica-addominale
  • Regolare esposizione al sole almeno mezz’ora
  • Inserire nella dieta frutti di bosco, specie mirtilli e lamponi, inserire la cura depurativa dell’uva, la cura dei cachi e delle melegrane, succhi freschi di carote-sedano-ananas, di carote e mele, di bietole e carote, spremute di agrumi più avanti
  • Massimizzare comunque l’apporto di flavonoidi e di frutti acquosi e colorati da assumersi a stomaco vuoto e lontano dai pasti principali ovvero di mattina e nel tardo pomeriggio
  • Precedere ogni piatto vegetariano cotto (patate, patate dolci, broccoli, cavolfiori, bietole, fagiolini, legumi, spinaci, cereali leggeri tipo miglio-saraceno-mais-avena) da un primo piatto di abbondante verdura cruda ben masticata (cavolo, radicchio, valeriana, ravanelli, rape).

Valdo Vaccaro