LINFA, SANGUE, PERDITE, EDEMI E RITENZIONI

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LETTERA

SOFFRO IN MODO CRONICO DI PERDITE BIANCHE

Carissimo dott Valdo, È stato per caso mentre cercavo delle risposte su google al mio problema che ho potuto notare la sua risposta molto curiosa. E sono andata oltre nelle ricerche. Praticamente soffro in modo cronico di perdite bianche. Ultimamente ho notato che sono diventate gialle e cremose, oltre che a ritmo giornaliero. È da un anno che non faccio visite ginecologiche per il semplice fatto di evitare la classica risposta medica chiamata antibiotici.

LA MENSA UNIVERSITARIA NON È PARTICOLARMENTE SALUBRE

Per quel che mi riguarda, da due mesi evito la carne, ma la mia dieta è comunque povera perché da studentessa universitaria mi trovo ad accontentarmi della mensa, dove la qualità è decisamente scarsa.

PROBLEMA FASTIDIOSO ED IMBARAZZANTE

Sono comunque disperata perché questo problema non è soltanto fastidioso, ma anche imbarazzante. Spesso evito pure di frequentarmi con qualcuno per questo motivo. Grazie in anticipo.
Angela

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RISPOSTA

NIENTE ALLARMI INGIUSTIFICATI DI FRONTE A NORMALI SECREZIONI FISIOLOGICHE

Ciao Angela. Le perdite bianche vaginali creano spesso ansia e preoccupazione, ma nella maggior parte dei casi si tratta di secrezioni della cervice uterina del tutto fisiologiche nella donna. Di solito sono presenti soprattutto durante l’ovulazione e prima del ciclo mestruale, ma anche in caso di eccitamento sessuale e durante la gravidanza. Nei casi peggiori tali perdite sono il sintomo di una infiammazione vaginale.

PERDITE BIANCHE TRASPARENTI E LORO FUNZIONI PROTETTIVE

Le perdite bianche vaginali, chiamate spotting o macchie, sono il muco prodotto dal canale cervicale e hanno una funzione molto importante. Tali secrezioni, infatti, proteggono le zone genitali dall’eventuale aggressione di batteri, funghi e germi, impedendo loro di risalire fino all’utero. Inoltre, facilitano l’eventuale passaggio degli spermatozoi e la fecondazione della cellula uovo. Quando sono trasparenti e filamentose, non hanno un cattivo odore e non sono accompagnate da bruciore o prurito. Il fenomeno è da attribuire alla ovulazione dei giorni che precedono il ciclo mestruale e indicano che la donna è fertile o ad un inizio di gravidanza.

PERDITE GIALLE E DENSE DA PARASSITA TRICHOMONAS

Quando le perdite vaginali sono accompagnate da prurito, da cattivo odore o da dolore durante la minzione o durante il rapporto sessuale, possono essere la spia di un’infezione vaginale in corso.
Quando poi le perdite vaginali sono di questo colore, schiumose e caratterizzate da un odore sgradevole si può trattare di Trichomonas, un minuscolo parassita che si attacca alle pareti vaginali, alterandone la naturale flora batterica. Il contagio può essere favorito da una diminuzione dell’acidità vaginale e ad un indebolimento del sistema immunitario. Nell’uomo si manifesta con problemi alle vie urinarie o prostatite.

PERDITE GIALLO-GRIGIASTRE E PRESENZA DI BATTERIO CHLAMYDIA

Se le secrezioni sono giallo-grigiastre e accompagnate da sensazione di bruciore durante la minzione e dolore rettale potrebbe trattarsi di Chlamydia, una delle più comuni malattie a trasmissione sessuale al mondo.

PERDITE BIANCHE-MALEODORANTI E PRESENZA DI BATTERIO GARDNERELLA

Quando le secrezioni sono biancastre, con forte odore sgradevole e caratterizzate da bruciore durante i rapporti sessuali e l’urinazione potrebbe trattarsi di Gardnerella, un batterio che s’insinua nella flora batterica della vagina a causa del cambiamento del pH.

PERDITE BIANCHE-DENSE-GRUMOSE DA CANDIDOSI

Quando le perdite sono bianche, grumose tipo ricotta potrebbe trattarsi di una Candidosi,  un’infezione micotica causata da funghi che colpiscono l’apparato genitale. Le secrezioni, inoltre, sono accompagnate da prurito intenso, bruciore e infiammazione.

PERDITE ROSSE NON MESTRUALI DA ENDOMETRIOSI, POLIPI E FIBROMI

Quando le perdite vaginali sono sanguinolente, escludendo quelle del ciclo mestruale, potrebbero rivelare la presenza di endometriosi, o di polipi cervicali o di fibromi. Non tutte le donne hanno la stessa quantità di secrezioni. Inoltre, la quantità può variare nella stessa donna tra un ciclo e l’altro. La definizione di cosa sia una secrezione normale è dunque soggettiva.  Da considerare un fatto importante, e cioè che queste perdite sono determinate, nella maggior parte dei casi, da cambiamenti ormonali nel corpo della donna.

PER NOSTRA FORTUNA ABBIAMO LA COMPAGNIA PREZIOSA DI TRILIONI DI BATTERI

A parte queste considerazioni sui colori e sui microrganismi presenti, ricordo che la Health Science non attribuisce mai responsabilità patologica ai batteri (vivi e facenti parte di una preziosa flora batterica di 1000 trilioni di unità). Se i batteri poi si moltiplicano, ciò avviene per nostra fortuna e non per disgrazia. Guai se essi non ci fossero e non si moltiplicassero. Moriremmo ostruiti ed intasati dai nostri stessi residui cellulari inespulsi, ovvero dai miliardi di virus endogeni appartenenti allo stock fisiologico che muore tutti i giorni e si accumula tutti i giorni, senza essere però ripulito ed espulso tutti i giorni a causa delle nostre precarie difese immunitarie. Una specie di morte per auto-soffocamento virale.

TUTTO QUELLO CHE VA FUORI È SEMPRE POSITIVO

Tutte le emorragie, tutte le perdite, siano esse vaginali, uretrali, nasali, polmonari, cerebrali o dell’apparato digerente, sono la conseguenza di una congestione. Pletora deriva dal greco pletho=essere pieno e plethòra=sovrabbondanza. La pletora sanguinea, accumulata in un determinato organo del corpo, si scarica mediante emorragie di entità variabile.

L’ANGIOLOGIA, SCIENZA DEI VASI SANGUIGNI, E LA CIRCOLAZIONE

La circolazione può suddividersi in 1) Arteriosa, costituita dai vasi che, dal cuore, portano il sangue ossigenato alla periferia, in tutti gli organi del corpo umano, 2) Venosa, costituita dai vasi che riportano il sangue dalla periferia ai polmoni, per riossigenarsi e quindi al cuore, 3) Linfatica, costituita da un esteso microcircolo di 100 mila km in cui scorre un liquido più denso, la linfa.

IL FLUSSO ARTERIOSO, L’ISCHEMIA E LA PLETORA

Oggi tutti sanno che se un’arteria si restringe o si blocca per spasmo o trombo il sangue non può arrivare in misura adeguata alla parte che normalmente irrora, e questa parte va in sofferenza per  carenza di sangue. La carenza di flusso sanguino si chiama ischemia., dal greco isch=riduzione o ischein= ridurre e haima=sangue. Per capire tutto questo ci sono voluti migliaia di anni, nonostante queste alterazioni fossero note sin dall’antichità.  Allora ci si basava sull’assunto che la causa fosse la pletora, l’aumento di massa di sangue, per cui si ricorreva inutilmente al salasso e alle sanguisughe.

ANDREA CESALPINO E WILLIAM HARVEY

Nel 1571, il medico-filosofo-botanico aretino Andrea Cesalpino (1519-1603) fornì la dimostrazione sperimentale del flusso arterioso in direzione centrifuga e di quello venoso in direzione centripeta.
Nel suo De motu cordis et sanguinis, del 1628, il medico inglese William Harvey (1578-1657) espose poi in dettaglio il concetto della differenza tra circolazione arteriosa e venosa. La circolazione generata dal cuore passava dalle arterie alle vene in maniera circolare: concetto che cambiò quello galileiano che per 1400 anni era basato sulla produzione del sangue nel fegato e sul suo passaggio agli organi attraverso le vene, senza alcun ricircolo.

LA CLAUDICATIO INTERMITTENTE, OVVERO LA TROMBOANGIOITE OBLITERANTE

Il termine claudicatio deriva dal latino claudere, zoppicare, da Claudio, imperatore romano sofferente di zoppia. La descrizione clinica della claudicatio intermittente di origine arteriosa è dovuta al veterinario francese Jean-Francois Bouley (1787-1855) che la  verificò su una cavalla, notando che nell’animale da trotto la claudicatio si appianava a riposo e riprendeva sotto sforzo. e al figlio medico Henry-Marie Bouley (1814-1885) che, nell’autopsia notò come l’arteria femorale fosse molto dilatata con un coagulo che la ostruiva quasi completamente, causando in essa una trombosi parziale. Furono poi il neuropatologo parigino Jean-Martin Charcot (1825-1893) e soprattutto l’austriaco Leo Buerger (1879-1943) a codificare la patologia come malattia di Buerger, ovvero tromboangioite obliterante. Nell’800, o se vogliamo nel XIX secolo, fiorirono gli studi sulla resistenza vascolare, il flusso pulsato e l’elasticità dei vasi (Poiseuille, Reynolds, Thomas Young). Nel XX poi arrivarono gli studi sul ruolo delle avverse condizioni emodinamiche relative alla patologia arteriosa e alle sue tipiche manifestazioni, come trombosi, aterosclerosi, iperplasia intimale (Strandness, Sumner, Fry). Studi e ricerche che furono la fonte di informazioni pratiche in forma comprensibile per i chirurghi vascolari.

LINFA E SISTEMA LINFATICO

Poco conosciuto, ma molto importante, il sistema linfatico consente alla linfa di fluire nei tessuti corporei, drenando ogni angolo dell’organismo prima di riversarsi nelle vene toraciche. Parallelo al sistema cardiocircolatorio, il sistema linfatico si oppone ad eccessivi accumuli di fluidi nei tessuti ed è considerato il baluardo di difesa del nostro organismo. Lungo le vie linfatiche esistono infatti degli organi, chiamati linfonodi, capaci di produrre i linfociti, una serie speciale di globuli bianchi  deputata all’eliminazione dei microrganismi ostile delle sostanze estranee. Quando l’organismo sta combattendo un’infiammazione, i linfonodi accelerano la sintesi e la trasformazione di questi linfociti, aumentando così di volume e diventando dolenti al tatto, per cui si suole dire preoccupati che si hanno i linfonodi ingrossati.

RISTAGNO LINFA DA ECCESSIVA IMMOBILITÀ E FORZA DI GRAVITÀ CHE AGEVOLA IL DRENAGGIO LINFATICO

Il sistema linfatico è costituito da un articolato sistema di vasi, molto simile a quello circolatorio venoso e arterioso. A differenza del sangue, la linfa non viene spinta dall’attività cardiaca, ma scorre nei vasi mossa dall’azione dei muscoli. Contraendosi e rilassandosi, questi vasi funzionano come una vera e propria pompa. Quando tale azione viene meno, per esempio a causa dell’eccessiva immobilità, la linfa tende a ristagnare, accumulandosi nei tessuti. Ecco spiegato come mai piedi e caviglie si gonfiano quando si rimane a lungo in piedi in una posizione statica. Per lo stesso motivo, quando la gamba è immobilizzata da una ingessatura occorre mantenerla sollevata al di sopra del livello del cuore, per fare in modo che la forza di gravità agevoli il drenaggio linfatico.

I VASI CAPILLARI DEL SISTEMA LINFATICO, CON STAZIONI DI FILTRAGGIO CHIAMATE LINFONODI

Similmente a quelli del sistema cardiocircolatorio, i vasi linfatici più piccoli, detti capillari, si trovano nelle regioni periferiche dell’organismo e, riunendosi tra loro, danno origine a vasi sempre più grandi, fino a riversarsi nel dotto toracico. A differenza di quelli sanguigni, i capillari linfatici sono a fondo cieco e sono dotati di una parete ancor più sottile, formata da cellule separate da ampie aperture. La linfa trasportata dal dotto toracico, unendosi a quella presente nei vasi provenienti dalla parte superiore del corpo, si riversa a livello della congiunzione tra vene succlavie e vena giugulare. Per vene succlavie si intende il collettore venoso che raccoglie il sangue refluo dall’arto superiore,  collettore che si forma dalla confluenza della vena ascellare e della vena cefalica. In corrispondenza di alcune giunzioni tra i vari dotti linfatici, situate in punti strategici dell’organismo, troviamo vere e proprie stazioni di filtraggio dette, appunto, linfonodi. Lungo il sistema linfatico incontriamo anche i cosiddetti organi linfatici come timo, milza e midollo osseo, deputati alla produzione ed alla purificazione della linfa.

PARASSITI CHE BLOCCANO I VASI LINFATICI E PROVOCANO EDEMI AGLI ARTI INFERIORI

I vasi linfatici di maggiori dimensioni si caratterizzano per il susseguirsi di restringimenti e dilatazioni a cui si associano vere e proprie inserzioni valvolari che, similmente a quelle del sistema venoso, impediscono il reflusso della linfa obbligandola a scorrere in un solo senso. La parete di alcuni di questi vasi ha anche capacità contrattile. Tutte queste peculiarità anatomiche sono fondamentali per consentire il passaggio unidirezionale della linfa dal liquido interstiziale dei tessuti verso la circolazione sistemica, anche contro gravità.

ALIMENTI CONTRO VERMI E PARASSITI

Questa condizione, detta edema nei casi leggeri ed elefantiasi in quelli più gravi, si caratterizza per il vistoso ingrandimento degli arti inferiori a causa del blocco dei vasi linfatici da parte di alcuni parassiti. A differenza dei batteri, che si alimentano costruttivamente delle nostre scorie organiche intasanti ed ostruenti, ed in particolare dei nostri virus endogeni non prontamente espulsi dal sistema, i parassiti si alimentano dei nostri cibi preferiti e comuni, per cui ci tolgono il pane dalla bocca. Contro i parassiti intestinali inserire nella alimentazione aglio, cipolla, peperoncino, zenzero, carota, cavolo, crescione, cece, melagrana, menta, miele, noce, porro, portulaca, prezzemolo, rabarbaro, rafano, ravanelli, zucca, semi di zucca, semi di sesamo.

LINFA CUGINA DEL SANGUE CON TANTE LIPOPROTEINE CHIAMATE CHILOMICRONI

Di colore trasparente, giallo paglierino o lattescente a seconda dei casi, la linfa contiene zuccheri, proteine, sali, lipidi, amminoacidi, ormoni, vitamine, globuli bianchi e altro ancora. Rispetto al sangue, la linfa è particolarmente ricca di lipidi. Dopo l’assorbimento intestinale, le molecole lipidiche vengano riversate nel sistema linfatico sottoforma di particolari lipoproteine dette chilomicroni.

LINFA RICCA DI GLOBULI BIANCHI E POVERA DI GLOBULI ROSSI

La linfa deriva direttamente dal sangue ed ha una composizione ad esso molto simile, nonostante sia più ricca di globuli bianchi e poverissima di quelli rossi. Circolando negli spazi interstiziali, compresi cioè, tra una cellula e l’altra, ha lo scopo di riassorbire il plasma, ossia la parte liquida del sangue presente in queste zone. Le sottilissime pareti dei capillari sanguigni sono infatti permeabili all’acqua e a varie sostanze. Proprio grazie a questa permeabilità, può avvenire il passaggio di ossigeno e sostanze nutritive dal sangue ai tessuti che, dal canto loro, riversano nel torrente ematico anidride carbonica e prodotti di rifiuto.

SISTEMA LINFATICO CON FUNZIONI DEPURATIVE SIMILI AL SISTEMA VENOSO

La linfa fa parte di un efficace sistema attraverso cui l’organismo raccoglie liquidi e materiale di scarto dalla periferia per poi veicolarlo agli organi di depurazione che sono fegato, reni, polmoni, linfonodi e sistema cutaneo. Sotto questo punto di vista, la funzione del sistema linfatico è quindi molto simile a quella del circolo venoso.

INSUFFICIENZA CARDIACA E MALNUTRIZIONE CALORICO-PROTEICA ULTERIORI CAUSE DI GONFIORI O EDEMI

Quando il prezioso sistema di drenaggio linfatico va in tilt si possono accumulare notevoli quantità di liquidi negli spazi interstiziali a causa del gradiente osmotico sfavorevole, come il passaggio di acqua dalla soluzione a concentrazione minore a quella a concentrazione maggiore, cioè dal sangue agli spazi interstiziali. Questa condizione è definita edema, ed è la tipica conseguenza della immobilizzazione prolungata. Oltre che da un inadeguato drenaggio linfatico, l’edema può essere causato dall’aumento della filtrazione capillare rispetto al riassorbimento. Questa condizione è tipica di alcune malattie come l’insufficienza cardiaca e la malnutrizione calorico-proteica.

FUNZIONI DEL SISTEMA LINFATICO

1) Riportare in circolo il liquido e le proteine filtrate dai capillari sanguigni, 2) Trasferire i grassi assorbiti a livello dell’intestino tenue, 3) Catturare e distruggere patogeni estranei all’organismo, producendo e trasformando le cellule deputate alla loro neutralizzazione.

MANTENERE IN SALUTE IL LINFATICO ATTIVANDO LA POMPA MUSCOLARE E DRENANDO IL LIQUIDO DELLE ZONE PERIFERICHE

Per mantenere in salute il proprio sistema linfatico è molto importante svolgere regolare attività fisica, in modo da favorire l’azione della pompa muscolare. Quando questa sana abitudine si associa ad una alimentazione equilibrata, le difese immunitarie massimizzano la loro efficacia, impedendo così che il sistema linfatico vada in tilt per il troppo lavoro. Esistono inoltre delle particolari tecniche di massaggio, definite linfo-drenaggio manuale, che aiutano il sistema linfatico a drenare con maggiore efficacia il liquido che ristagna nelle zone periferiche.

LINFO-DRENAGGIO MANUALE

Il drenaggio linfatico manuale è una tecnica di massaggio che aiuta a eliminare le sostanze in eccesso dal corpo. Questa tecnica dolce è molto utile ed efficace e dovrebbe essere eseguita per alcuni giorni consecutivi, dato che il corpo ha bisogno di tempo per eliminare le sostanze tossiche e raggiungere di nuovo l’equilibrio interiore.

SERVE SOPRATTUTTO AUTO-DISCIPLINA ALIMENTARE

I trattamenti esigono anche una notevole autodisciplina nell’alimentarsi. Limitare pertanto il consumo di proteine ​​animali tipo carne, latte, formaggio, uova, panna acida e dolce. Eliminare del tutto zuccheri raffinati e dolciumi che li contengano. Eliminare del tutto bevande alcoliche, nervine, gassate e dolcificate. Se la fame si fa sentire troppo aiutarsi con cibi leggeri e digeribili, con frutta, succhi freschi, minestre di verdure, pane integrale con pomodori al naturale, pane integrale con semplici melanzane a fette scottate in padella con pan-grattato, patate non irradiate, cioè vive e germinanti, in tutte le forme possibili, bevendo molti liquidi, inclusa acqua leggera e non alcalina, assumendo tisane di ortica, di malva, di tarassaco, di salvia, di menta e di melissa, salvo che il nostro apporto liquidi trovi soddisfazione nelle angurie, nei meloni e nella frutta acquosa in genere.

IL DRENAGGIO MANUALE INFLUISCE SUL SISTEMA IMMUNITARIO

Il drenaggio linfatico manuale rilassa e calma. Ha inoltre un effetto favorevole sul nostro sistema immunitario. Pertanto si hanno meno problemi con malattie banali tipo influenza e mal di gola, che vengono e vanno nel giro di uno o due giorni. Con il drenaggio linfatico manuale si ripuliscono tutti i percorsi linfatici compresi i linfonodi, ed è così che si rinforza l’immuno-competenza. Le ghiandole linfatiche e i linfonodi devono essere puliti e non ostruiti se vogliamo che svolgano al meglio il loro lavoro protettivo. Il drenaggio linfatico elimina il mal di testa, il senso di oppressione alla testa, i seni paranasali dolorosi, il collo gonfio e indurito, il ronzio alle orecchie.

PREZIOSO AIUTO AGLI EDEMI SU CAVIGLIE E GAMBE

Il drenaggio linfatico manuale aiuta le gambe stanche, gonfie e irrequiete. Funziona tanto efficacemente che non esiste un altro metodo in grado di risolvere i problemi a piedi e arti inferiori con risultati così sorprendenti. Il drenaggio linfatico manuale risolve anche dolori lombari e mal di schiena, che possono dipendere da problemi di digestione. Il drenaggio aiuta chi ha viso gonfio per l’acqua che si accumula nel corpo.

PROBLEMI AGLI ORGANI GENITALI DELLA DONNA

Tornando ai disordini dell’apparato riproduttivo muliebre, essi si chiamano mestrui dolorosi e abbondanti, emorragie della matrice, infiammazioni dell’uretra, blenorragie, perdite bianche o di altro colore, caduta e spostamento utero, infiammazioni e ulcerazioni uterine, cisti e tumori e fibromi.
Quanto alle perdite, la causa prima di tutti questi inconvenienti sta nelle cattive digestioni. Se poi tali errori vengono ripetuti in modo sistemico, le perdite diventano croniche.

BEN VENGANO FUORI CATARRO, MUCO, FEBBRE E QUANT’ALTRO IL CORPO DESIDERI ESTROMETTERE

A tutte queste anormalità la difesa organica, ossia l’immuno-competenza, risponde con un suo processo di tutela. Cerca pertanto in tutti i modi, con notevole spesa energetica, di liberarsi delle impurità accumulate all’interno dell’apparato gastroenterico. In questo processo espulsivo dà origine alla fuoriuscita di quegli umori conosciuti volgarmente coi nomi di catarro vaginale, flusso, funghi e perdite bianche.

LINGUAGGIO E PRATICHE BELLIGERANTI ED INNATURALI DELLA MEDICINA

E qui sta il punto-chiave della faccenda. La medicina parla come ben sappiamo in lingua negativa e pessimistica, e vede in questi fenomeni malattie pericolose, microbi arrabbiati e virus non già morti ma resuscitati, mostruosi, bellicosi e devastanti, per cui punta al loro annientamento costi quel che costi, senza escludere l’atomica e il napalm. La scienza igienista invece, in ogni forma di perdite e di flussi verso l’esterno, vede l’azione stupenda e riequilibrante di Madre Natura.

PER LA HEALTH SCIENCE LA MALATTIA ESPULSIVA È UN SALVAVITA

Nulla esiste di più benefico per l’organismo che l’espulsione delle sostanze nocive e corrotte. Si chiamino perdite, o si chiamino sgrondamenti linfatici, o si chiamino vomito e diarrea, o si chiamino sudorazione cutanea, si chiamino muco nasale e catarro vaginale. È dunque un clamoroso errore voler sopprimere queste espulsioni mediante lavaggi astringenti, creme, lavaggi, lozioni antitraspiranti che obbligano il corpo a ritenere i veleni corrosivi al suo interno, dando luogo a maggiori infiammazioni e a congestioni interne che portano inevitabilmente a cisti, polipi, fibromiomi, tumori, tutti sintomi e ammonimenti che si è sbagliato di grosso.

NIENTE ASPORTAZIONI E RASCHIAMENTI QUALUNQUE SIA LA NATURA E L’UBICAZIONE DEI TUMORI

Ancor più improduttivo e deplorevole estirpare cisti e tumori tramite sanguinose operazioni chirurgiche, lasciando in piedi intonate al loro posto le reali cause dell’affezione, la cui origine sta sempre  nel disordine digestivo. Pertanto niente asportazioni a occhi bendati, niente raschiamenti, niente chemio, niente blitz devastanti e inconcludenti contro cisti e tumori, qualunque sia la loro natura e la loro ubicazione. Guai sopprimere le espressioni e i sintomi intelligenti del corpo. Guai indebolire la vitalità dell’organismo. Guai permettere intossicazioni intestinali e interventi medicamentosi tesi a paralizzare ed inibire le nostre difese organiche!

QUELLO CHE VA FUORI È SEMPRE POSITIVO

Importantissimo prender nota che, a parte i fastidi, a parte gli imbarazzi, a parte gli aspetti estetici, ogni qualvolta il nostro corpo manda fuori qualcosa, lo fa fisiologicamente in buon ordine e con precise motivazioni. Le alternative naturali esistono e si trovano tra la frutta e i vegetali crudi, tra i germogli e le radici, tra more, mirtilli e lamponi, tra cavolo, crescione, cavolino Bruxelles, cavolfiore, zucchine e fiori di zucca, pinoli, portulaca, tarassaco, asparago, finocchio, radici di russo o pungitopo, tra cura delle ciliegie, cura dei meloni, cura dell’anguria e soprattutto cura depurativa dell’uva, tra le tisane di ortiche, di equiseto, di malva, di menta, di fitolacca e di bardana.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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