LE PUNTURE DI VESPE, API E CALABRONI

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LETTERA

Caro Valdo, con questa mia mail vorrei dare un contributo al tuo prezioso lavoro. Credo si possa considerare un semplice esempio di applicazione concreta della pratica dell’igienismo. Io non sono affatto un esperto in materia, perciò lascio a te giudicare se l’esperienza che racconto può rientrare o meno nel manuale della Non-Cura.

DA CINQUE ANNI TI SEGUO REGOLARMENTE

Il tuo blog ricco di informazioni, di riflessioni, di argomentazioni OPEN and FREE mi ha permesso di apprendere concetti, di affinare la mia consapevolezza, e di condividere i tuoi argomenti decisamente sensati e convincenti. Da cinque anni seguo pertanto un regime alimentare vegano tendenzialmente crudista.

HO RISOLTO PSORIASI, RINITI E IPER-COLESTEROLEMIA

In passato ti ho scritto per condividere la mia esperienza che ha visto risolti in modo definitivo alcuni problemi gravi come psoriasi, riniti invernali e colesterolo alto. Ho 61 anni e pratico sport non agonistico sin da giovane, con una certa costanza e tanta gratificazione. Mi riferisco a bike, trekking e sci d’alpinismo.

USCITA IN BICICLETTA E CONCLUSIONE DRAMMATICA

Il giorno 9 luglio 2015 esco in mountain-bike e pedalo con piacere sulle colline dell’Appennino Modenese. Rientro verso sera dopo aver percorso una trentina di chilometri per un dislivello in salita di 1350 metri. In fondo ad una ripida discesa, distante poche centinaia di metri da casa mia, sento un bel botto sul casco. Poco dopo, qualcosa di insolitamente grande, penetrato dalle fessure presenti sul casco, si agita tra la bandana posta sulla testa ed il casco. Poi una puntura sulla nuca che mi provoca un dolore estremamente acuto. Un male atroce. Il dolore non mi rendeva lucido perciò mi sono dovuto fermare. Ho tolto casco e bandana, ma non vi era più traccia di alcunché. Probabilmente un calabrone. Sono giunto a casa spingendo la bike con un dolore esagerato e la mente confusa. All’ingresso del cortile sentivo già mezza faccia intorpidita, come quando ti fai l’anestesia dal dentista. Chiamo mia figlia e mia moglie per verificare che non vi fosse un pungiglione sulla nuca, ma non vedono nulla. Mi butto col mal di testa sotto la doccia. Esco con un prurito ovunque.

UN PRURITO INSOPPORTABILE E LA PELLE RICOPERTA DI DOLOOROSI PONFI

Nell’arco di 15-20 minuti il mio corpo diventa mostruoso ed inquadrabile, come mostrato nelle foto.
Mi sembrava un incubo. Come mi avessero punto 100 zanzare tigre. Il corpo, soprattutto gambe ed inguine, si ricopriva di ponfi via via più grandi ed in espansione sino ad unirsi. Naturalmente erano tutti preoccupati da questa rapida e violenta reazione ed esprimevano velatamente uno stesso parere: Vai al pronto soccorso.

NIENTE PRONTO SOCCORSO MA PANNI FREDDI BAGNATI E GHIACCIO

Non mi sono lasciato prendere dal panico. Ho preferito gestire l’intenso prurito con panni freddi bagnati d’acqua e ghiaccio. All’ora di cena, avrei voluto mangiare perché dopo un’uscita di quel genere la fame si fa sempre sentire, ma ho preferito non stressare ulteriormente il sistema immunitario. Ho consumato una mela. Piano piano, mentre la sensazione anestetizzante al volto diminuiva, ho preso sonno.

IN TRE GIORNI MADRE NATURA HA SISTEMATO OGNI COSA AL MEGLIO

Alla mattina i ponfi non erano più visibili, non sentivo prurito. Nelle zone in cui erano apparsi i ponfi restava un leggero gonfiore. Durante l’intera giornata ho consumato due mele ed un estratto di mele, arance, carote e limone. Uguale il terzo giorno, aumentando però il consumo di frutta. Nei successivi tre giorni dalla puntura, mi alzavo con un leggero torpore alla testa, come se avessi avuto la testa più pesante del solito. Al quarto giorno non registravo nessun sintomo. Madre natura aveva sistemato le cose a suo modo. E se fossi invece andato al pronto soccorso?
Saluti.
Roberto Bergonzini, da Castelvetro di Modena

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RISPOSTA

SERVE PRUDENZA CON LE PUNTURE DEGLI INSETTI

Ciao Roberto. Se tu fossi andato al Pronto Soccorso ti avrebbero di sicuro trattato con degli antistaminici, suppongo. Da quelle parti non è concessa la cura della non cura, ovviamente. Mancando la controprova non possiamo dire se saresti guarito anche lì in 3 giorni e senza effetti collaterali. Non possiamo nemmeno prendere il tuo caso e suggerirlo come schema operativo e come buon esempio in linea generale, purtroppo. Siamo tutti diversi e c’è della gente che non sopporta in modo assoluto certi veleni, per cui la prudenza non è mai troppa in questo tipo di emergenze.

IL TUO SPIRITO IGIENISTA VA IN OGNI CASO DIFFUSO E FATTO CONOSCERE

D’altra parte, lo spirito igienista che riveli, fidandoti di te stesso e seguendo il pacchetto salute della Health Science con tanto di risultati concreti provati e dimostrati, quello sì che fa scuola e che deve essere giustamente diffuso e fatto conoscere in lungo e in largo.

SI È SICURAMENTE TRATTATO DI UN CALABRONE

Tornando al tuo episodio in bicicletta, penso si sia trattato proprio di un calabrone. Gli insetti più comuni che utilizzano il pungiglione quale arma di difesa sono le vespe, le api e i calabroni. Le vespe sono molto più aggressive e possono pungere anche senza venire esplicitamente provocate. Le api pungono più difficilmente, solitamente si difendono quando vengono allontanate con le mani. Il segnale principale di una puntura d’ape consiste nella presenza del suo pungiglione all’interno della pelle e la sacca venosa del pungiglione continuerà a pompare veleno per più di un minuto. Al contrario, l’unico segnale della puntura di vespa o di calabrone è rappresentato da un piccolo foro della puntura.

INSETTI SCONTROSI E PUNTURE DOLOROSE

Con le punture di vespe e di api, l’area intorno alla puntura mostrerà un rapido rossore e si formerà una piaga rialzata, con fluido sottopelle. La piaga tenderà a ridursi dopo qualche ora ma il pizzicore rimarrà per più di un giorno. Le punture di api, vespe e calabroni non devono essere confuse con le comuni punture d’insetto. Questi imenotteri, particolarmente scontrosi col caldo, iniettano nella pelle un veleno con il loro pungiglione, causando problemi nella sede della puntura. Solo in casi rari, in soggetti allergici, si possono avere reazioni anche molto gravi. L’effetto è immediato e dà luogo ad una sensazione di scottatura particolarmente dolorosa.

LA PUNTURA DEL CALABRONE PROVOCA SINTOMI GENERALI E NON SOLO LOCALI

Dove avviene la puntura si ha arrossamento, gonfiore, dolore. Il dolore scompare di solito entro 2 ore dalla puntura, il gonfiore invece può aumentare ancora nelle 24 ore successive. Se la puntura è invece di un calabrone allora i sintomi possono essere anche di tipo generale, come vomito, diarrea, febbre, mal di testa. Non si tratta però di allergia ma delle conseguenze dovute alla notevole quantità di veleno iniettato.

IL PERICOLO STA NELL’EVENTUALE SHOCK ANAFILATTICO

In Europa come in USA i decessi per punture di vespe, api e calabroni sono 3-4 volte maggiori dei decessi per morsi di serpenti e di vipere! Si parla di 10-20 decessi anno in Europa e di 40 decessi in USA. I calabroni non sono di norma aggressivi. Attaccano solo se si sentono minacciati, oppure quando intendono difendere il loro nido. Il veleno iniettato è una miscela di proteine con azione tossica ed allergica. Il pericolo sta tutto nella eventuale violenta reazione allergica che va sotto il nome di shock anafilattico.

CONSIGLI PRUDENZIALI

I consigli prudenziali sono i seguenti: 1) Non camminare a piedi nudi su prati che non si conoscono bene, 2) Non avvicinarsi ai nidi che spesso stanno in cavità dei muri o degli alberi, 3) Evitare l’uso di profumi dolci e fruttati che attraggono gli insetti, 4) Indossare camicia e pantaloni lunghi per maggiore protezione, 5) Non sostare a lungo presso gli alberi da frutto, 6) Fornirsi di apposito kit salvavita se si è suscettibili alle punture degli imenotteri.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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