POLITICI, FARMACEUTICI E BANCARI IMPUTATI DI CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ

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DOCUMENTO DELLA RATH FOUNDATION

NON CARTEGGIO SCADUTO E FATISCENTE, MA MATERIALE EDUCATIVO E DI TREMENDA ATTUALITÀ

Siccome si riparla, in ogni ambiente sensibile ed informato, di imbrogli orditi dal potere politico-farmaceutico, di personaggi sinistri-ambigui-strapotenti come Bill e Melinda Gates e come ovviamente George Soros, capaci di imporre al mondo intero l’ennesima mascalzonata, ho trovato su internet, al sito tedesco della Fondazione dr Rath, questo magnifico documento. Qualcosa che mi era scappato e che merita invece di essere ribadito o addirittura messo in cornice ed esposto in ogni casa, in ogni scuola, in ogni ospedale ed in ogni luogo pubblico. I personaggi accusati vanno dal settore politico, al settore farmaceutico, al settore bancario-finanziario.

UNA LUNGA LISTA DI ACCUSATI PER CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ

SETTORE POLITICO

George Walker Bush, Presidente degli Stati Uniti d’America. Tra i principali esecutori politici degli interessi del cartello farmaceutico-petrolchimico. Responsabile specifico dei crimini di guerra contro l’Iraq e degli altri misfatti contenuti nella presente citazione in giudizio.

Anthony Charles Lynton Blair, detto Tony, Primo Ministro del Regno Unito. Esecutore di per sé, nonché complice di George Bush, nei crimini elencati nella presente citazione.

Richard Bruce Cheney,  detto Dick, ex Vice Presidente degli Stati Uniti. Cheney era il direttore generale della ditta fornitrice di servizi petroliferi Haliburton Company di Dallas-Texas. Dopo la conquista dell’Iraq, la Haliburton è diventata la principale società per il saccheggio economico dell’Iraq, con il pretesto della ricostruzione.

Donald Rumsfeld, Ministro della Difesa. Rumsfeld è stato il Direttore Generale di diverse società biotecnologiche e farmaceutiche, fra cui la ditta farmaceutica G. D. Searle, oggi parte di Pharmacia, nonché la Gilead Corporation di cui è azionista di maggioranza e presidente, azienda tristemente famosa per il colossale imbroglio Tamiflu. Per diversi decenni, ha avuto il ruolo di organizzatore strategico del Business Farmaceutico della Malattia. Ha ricevuto numerosi premi da parte dell’industria farmaceutica. Oltre a Bush, Rumsfeld è stato uno dei principali istigatori della guerra di aggressione contro l’Iraq.

John Ashcroft, Procuratore Generale e Ministro della Giustizia. Uno degli strateghi del cosiddetto Homeland Security Act, uno degli strumenti organizzativi attraverso i quali gli imputati stanno sistematicamente limitando i diritti civili negli Stati Uniti. Fautore delle leggi protettive che garantirebbero sostanzialmente all’industria farmaceutica l’immunità, o la non-responsabilità in USA per i crimini commessi.

Tom Ridge, Segretario dell’Homeland Security, complice di John Ashcroft nel cementare il controllo politico ed economico degli imputati allo scopo di portare avanti il loro spregiudicato business della malattia e altri crimini, limitando sistematicamente i diritti civili negli Stati Uniti.

Condoleezza Rice, ex-Consigliere per la Sicurezza Nazionale U.S.A. È stata direttrice della petrolchimica Chevron, e ha fornito un contributo decisivo nel promuovere la guerra di aggressione contro Saddam Hussein.

SETTORE FARMACEUTICO, dove sono sotto accusa le seguenti società:

Pfizer Inc, il Direttore Generale Henry A. McKinnell, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

Merck Co Inc, il Direttore Generale Raymond V. Gilmartin, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

GlaxoSmithKline Plc, il Direttore Generale Dr Jean-Pierre Garnier, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

Novartis AG, il Direttore Generale Dr Daniel Vasella, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

Amgen Inc., il Direttore Generale Kevin Sharer, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

Astra Zeneca, il Direttore Generale Sir Tom McKillop, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

Eli Lilly and Company, il Direttore Generale Sidney Taurel, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

Abbott Laboratories, il Direttore Generale Miles D. White, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

L’ELENCO COMPLETO INCLUDE CENTINAIA DI ALTRE AZIENDE COLLEGATE ALLE MAGGIORI

Altre società farmaceutiche, i loro Direttori Generali e Consigli di Amministrazione, che mantengono e promuovono gli investimenti del Business della Malattia, ingrossano la lista di cui sopra, ma le lasciamo da parte altrimenti verrebbe un romanzo da 500 pagine.

SETTORE PETROLCHIMICO

ExxonMobil Corporation, il suo Direttore Generale Lee R. Raymond, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

British Petroleum (BP), il suo Direttore Generale Lord Browne of Madingley, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

Chevron Texaco Corp, il suo Direttore Generale David O’Reilly, gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

L’ELENCO DELLE DITTE PETROLCHIMICHE AMANTI DEI SACCHEGGI NON FINISCE QUI

Anche in questo caso l’elenco è decurtato. Esistono infatti altre società petrolchimiche che si sono avvantaggiate del saccheggio e della spoliazione della guerra di aggressione contro l’Iraq.

SETTORE FINANZIARIO DI SOSTEGNO ALLE MULTINAZIONALI

Il Gruppo Finanziario Rockefeller e i membri della Rockefeller Family che traggono benefici finanziari dai crimini commessi.

Il Gruppo Rothschild e tutti i suoi membri che traggono benefici finanziari da questi crimini.

Il Gruppo JP Morgan e tutti i suoi membri che traggono benefici finanziari da questi crimini.

La Commissione Trilaterale e i suoi membri, un organismo fondato da David Rockefeller per coordinare gli interessi di questo gruppo di investimenti nelle tre aree prioritarie del mondo che sono Stati Uniti, Europa e Giappone, da cui il nome Trilaterale, e tutti i membri di questa commissione che individualmente vengano ritenuti responsabili di partecipare a questi crimini o ne beneficino finanziariamente.

J.P. Morgan Chase Bank, il suo Direttore Generale William B. Harrison Jr., gli altri dirigenti e il Consiglio di Amministrazione.

Altre istituzioni finanziarie, i loro Direttori Generali, Consigli di Amministrazione e azionisti e altri che nel corso di ulteriori indagini vengano ritenuti responsabili di aver partecipato a questi crimini o ne abbiano beneficiato finanziariamente.

TRATTATI INTERNAZIONALI APPLICABILI PER LA PRESENTE CITAZIONE

Oltre agli Statuti di Roma della Corte Penale Internazionale, valgono i seguenti trattati e dichiarazioni internazionali per le gravi accuse di presente citazione: 1) Carta delle Nazioni Unite, 2) Dichiarazione dei Diritti Umani dell’ 8 dicembre 1948, 3) Convenzione di Ginevra sui Diritti Umani del 12 agosto 1949, 4) Convenzione sulla Prevenzione e Condanna del crimine di Genocidio del 12 gennaio 1951, 5) Convenzione sulla non applicabilità dei limiti di legge ai crimini di guerra e contro l’umanità del 1968, 6) Principi di cooperazione internazionale nell’individuazione, arresto, estradizione e condanna di persone colpevoli di crimini di guerra e contro l’umanità del 1973.

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GLI INGANNI E I PROFITTI DI DONALD RUMSFELD, SEGRETARIO DELLA DIFESA NELLA AMMINISTRAZIONE GEORGE BUSH (dal sito del dr Joseph Mercola)

RUMSFELD TRAE ENORMI PROFITTI DALL’INFLUENZA AVIARIA

Finalmente le tessere del puzzle cominciano a combaciare. Non molto tempo fa, il Presidente Bush ha cercato di instillare panico nel paese dicendoci che almeno 200.000 persone moriranno per la pandemia derivante dall’influenza aviaria, e che nell’ipotesi peggiore si potrebbero anche raggiungere i 2 milioni di morti solo negli Stati Uniti.

TAMIFLU, UN FARMACO SENZA VALORE CHE DIVENTA SIMBOLO DELLA IDIOZIA E DELLA DABBENAGGINE UMANA

Questa bufala è stata poi usata per giustificare l’acquisto immediato di 80 milioni di dosi di Tamiflu, un farmaco senza valore che non tratta in nessuna maniera, versione o forma l’influenza aviaria, ma semplicemente diminuisce il numero di giorni per cui ci si ammala e può addirittura contribuire a far sì che il virus abbia un maggior numero di mutazioni letali.

20 MILIONI DI DOSI PER GLI USA E 2 MILIARDI DI DOLLARI DI SPESA

Quindi gli Stati Uniti hanno fatto un ordine per 20 milioni di dosi di questo farmaco inutile al prezzo di 100 dollari per dose. Il che porta ad una cifra strabiliante di 2 miliardi di dollari. In totale, gli 80 milioni di dosi, se vendute a 100 Us per dose anche all’estero, frutterebbero 8 miliardi di dollari. Solo che Rumsfeld da bravo commerciante avrà negoziato il prezzo col Ministro o il sottosegretario della Salute di ogni paese, alle condizioni specifiche di ciascun caso, inclusive di premi vietati e di sottobanchi segreti, per cui con ogni cliente le condizioni variano, presumibilmente in senso migliorativo per la Gilead stessa.

ROCHE E GILEAD SULLA STESSA BARCA INFAME

Ci hanno stato detto che è la Roche che produce il Tamiflu e, in un recente articolo del New York Times, si stava dibattendo se avrebbero o meno permesso alle industrie di farmaci generici di aumentare la loro produzione. Ma se si scava un po’ si trova che in realtà il farmaco è stato sviluppato dalla Gilead, e che 10 anni fa la Gilead ha ceduto alla Roche i diritti in esclusiva per il marketing e la vendita del Tamiflu.

IL SEGRETARIO ALLA DIFESA AMERICANA CHE FA IL COMMERCIANTE BIDONISTA DI FARMACI TOSSICI ED INUTILI NEL CONTEMPO

La Trama si infittisce! Leggendo il link della Gilead, si scopre che il Segretario della Difesa Donald Rumsfeld è stato eletto chairman della Gilead nel 1997. Poiché Rumsfeld è l’azionista di maggioranza della Gilead, potrà trarre tranquillamente beneficio dalla tattica del terrore governativa che si sta usando per giustificare l’acquisto di 2 miliardi di dollari di Tamiflu.

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COMMENTO

I SEGRETI DI PULCINELLA DEL DR MERCOLA

Il dr Mercola è una figura di nutrizionista assai controversa in USA, visto che, per una giusta che dice o che fa, ce ne sono altrettante sbagliate o falsate. Parla di salute e gioca a fare l’igienista della domenica ma poi, durante la settimana, propone e commercializza e specula sui prodotti del suo consistente catalogo, stracarico di vitamine sintetiche e di integratori. Ma, a parte questo, i dati che ha sopra elencato sono reali e non fanno una grinza. A volte la verità si evince utilizzando anche le fonti a basso livello di attendibilità. Detto fra noi, le cose che afferma rappresentano ormai un segreto di Pulcinella. Basta andare in rete e digitare Tamiflu con tutte le domande che vogliamo.

IL RICORSO MEDICO-FARMACEUTICO ALLA STRATEGIA DELLA PAURA

Parliamo pure delle inquietudini che hanno sconvolto il pianeta negli ultimi 10-15 anni. Non contenti di aver inventato di sanapianta la sindrome Aids, prelevandola dai cassetti polverosi della CDC (Central Disease Control), bisognava allestire una strategia della paura basata sul ritmo progressivo e sulla stabilità, senza concedere tregua o remissione. Occorre tenere la popolazione mondiale sotto pressione e in panico ininterrotto, altrimenti l’obiettivo di mantenere la maggioranza in stato di ammalamento va a farsi benedire.

LA SERENITÀ È NEMICA DEL BUSINESS

La serenità, il rilassamento e l’assenza di stress farebbero un grosso danno ai fabbricanti di veleni. Se la gente impara davvero a respirare lungo, a bersi spremute ed estratti ricchi di acqua biologica zuccherata dal sole e da Madre Natura, e a gustare gli aromi vivaci ed amarognoli di verde clorofilla, è finita la pacchia. La gente non si ammala più e loro, poveri cristi, non vendono più statine, insulina, metformine, ansiolitici, antibiotici, antivirali, cortisonici e compagnia bella. E che dire poi  dei piani di abbattimento urgente della popolazione mondiale, agognati da Henry Kissinger e dalla Trilaterale?

EBOLA A PUNTATE SENZA FINE, COME NEL CASO DI BEAUTIFUL

Nessuna sorpresa. C’era da aspettarsi questa riedizione dell’accanimento medico-farmaceutico contro il benessere popolare. Le sceneggiate Ebola con tanto di mascherine e di scafandri, con atmosfere sinistre e apocalittiche, erano seguite ansiosamente dagli Studios di Hollywood. Quando un film dell’orrore fa tremare e raggelare la gente significa che funziona e che se ne può anche fare una serie senza fine, sullo stile di Beautiful.

UNA NUOVA ENTRY E UNA VECCHIA ESCA

Le grandi emergenze sanitarie sembrano dei ricordi sbiaditi e soppiantati dalla new-entry Ebola che sconvolge il mondo. Ma sembra un copione già visto e sperimentato. Qualcosa che risulta vecchio ed arrugginito già alla nascita. Un amo ed un’esca ai quali abboccano soltanto i pesci più ingenui, ottusi e lenti a capire.

MOSTRICIATTOLI VIRALI IN GRADO DI DECIMARE L’UMANITÀ

Prima appaiono i casi striscianti di malati, poi qualche morto ed ecco allora salire la febbre di una possibile pandemia. Così scatta il piano di emergenza planetario, con l’Oms che dichiara la guerra totale a questo o quel virus che potrebbe decimare la terra. Con tutte le ricadute economiche che questo comporta. Milioni di dosi vaccinali poi buttate al macero, sistemi di sicurezza estremi, controlli serrati dove non ce ne sarebbe bisogno, miliardi di euro o dollari in fumo, psicosi generalizzata.

CIFRE POCO SIGNIFICATIVE E ABBONDANTEMENTE MANIPOLATE

E alla fine, vere e proprie pandemie non se ne sono ancora viste, per fortuna e per logica aggiungiamo. Per ogni virus ipotizzato e segnalato i morti ci sono stati, certo, ma sempre assai meno di quanti ne miete ogni anno una banale influenza stagionale. In Italia, per esempio, le stagioni a rischio comportano circa 4 milioni di casi di influenza, per cui si stimano 6-7000 morti, una cifra che è il doppio di quanti ne ha fatti Ebola in tutta l’Africa, ammesso e non concesso che i dati sui morti Ebola siano davvero genuini e non si tratti invece di pazienti di malaria e di altre patologie etichettati per convenienza come Ebola, come successe già con l’Aids. Rivediamo i casi più clamorosi di questi ultimi anni.

SMETTIAMOLA DI PARLARE STUPIDAMENTE DI VIRUS E RAGIONIAMO INVECE SULL’OSTRUZIONE DA SCARTI CELLULARI INESPULSI

Ricordo infine che i virus micidiali vengono dal nostro interno come fisiologica accumulazione di nostri detriti cellulari caratterizzati per il normale ricambio, e non espulsi prontamente per debolezza del nostro sistema immunitario. Non mostri e non creature arrabbiate che ci dilaniano non si sa come e perché, ma semplici intasamenti che ostruiscono i  nostri vasi e la nostra circolazione, togliendoci salute e vitalità.

MUCCA PAZZA

Diagnosticata per la prima volta nel Regno Unito, il morbo della mucca pazza (Bse), ha segnato profondamente la filiera alimentare e nel 2001 ha sterminato gli allevamenti bovini d’Europa. I tecnici allora predissero migliaia di morti perché l’agente infettivo, il prione, poteva colpire l’uomo con la cosiddetta variante della Creutzfeldt Jakob, malattia degenerativa neurologica. Alla fine il bilancio è stato di 163 morti. Ora la bistecca con l’osso non è più un sogno dei carnivori, anche se della Bse non pare esserci più traccia. Ma in Korea non hanno affatto dimenticato la Guerra della bistecca e le ignobili imposizioni  della Condoleezza Rice.

SARS

Nel 2002 è arrivata la Sars, ovvero la polmonite asiatica che ha monopolizzato i telegiornali di tutto il mondo. In Italia la paura fu ingigantita dalla morte di Carlo Urbani, il virologo che aveva scoperto il virus e ne era rimasto contagiato pochi mesi prima. Alla fine la Sars ha colpito soltanto il Sudest asiatico e il Canada, registrando 8 mila casi di contagio e 880 morti. Del suo passaggio resta solo una ricca rendita dei produttori di mascherine. Della Sars oggi non c’è più traccia. Il supposto virus è tornato nel suo habitat naturale perché ha perso le caratteristiche aggressive.

AVIARIA

Appena tre anni dopo però l’allarme ritorna in tutto il mondo, con il nome tecnico di H5N1. L’influenza aviaria, la febbre dei polli, era pronta a irrompere in tutto il pianeta e a fare, secondo l’Oms almeno un milione di morti. In realtà i decessi si sono fermati a 369 a dispetto degli esperti che l’avevano paragonata alla Spagnola del 1918 (leggere la mia tesina “L’aspen-spirain e le micidiali ricadute di polmonite spagnola“, del 21/2/11), o all’Asiatica del ’57-’58. Nel frattempo, solo in Italia sono state stoccate 40 milioni di dosi di antivirali mentre gli Usa hanno acquistato Tamiflu per 192 milioni di dollari.

SUINA

Il Virus H1N1, per l’Oms doveva scatenare la prima pandemia del ventunesimo secolo. È scoppiato nel 2009 con i primi focolai in Messico e ha causato circa 18mila morti, contagiato 482mila persone, sempre secondo i dati dei pestilenzialisti ufficiali ed istituzionali. Ma non c’è stato nulla di drammatico se non i 229 milioni di dosi di vaccini mandati al macero in USA soltanto. Del resto, il numero delle vittime è risibile rispetto a quelle che miete l’influenza invernale, che ogni anno uccide tra 250mila e 500 mila persone nel mondo. Il virus H1N1 ora è stato inglobato nel normale vaccino antinfluenzale e non fa più paura a nessuno. Sarà utile, per chi vuole approfondire, andare sul mio blog e digitare come motore di ricerca le parole epidemia, virus, Aids, Ebola, con decine di titoli su questi argomenti.

CERCHIAMO DI IMPARARE QUALCOSA DALLE FARSE E DALLE BUFFONATE DEL PASSATO

Quanto alla parte iniziale del documento, elaborato dalla Fondazione Rath, non c’è nulla da commentare. Ci sono nomi eccellenti, e ci sono persino le foto di ciascun responsabile, con accanto le motivazioni accusatorie. Non se ne fa niente? Grandi accuse di crimini e di genocidio che finiscono nel nulla come una gigantesca bolla di sapone che scoppia alla prima piccola spina che la trafigge? Questo è un altro discorso. Ma non possiamo per questo chiudere gli occhi e fare finta di niente. Il sudiciume e le scurrilità che ci hanno imposto ieri, dovranno pur insegnarci qualcosa per il domani. O cogliamo continuare a farci inchiappettare in eterno?

L’ARTE BOCCACCESCA DI ACCALAPPIARE I FESSI E I CREDULONI

Alla fine le epidemie sono tutte inseribili nella categoria delle invenzioni abominevoli e disgustose, concepite per mantenere il terrore e realizzare nel contempo grossi profitti. Ci vorrebbe la fantasia di Giovanni Boccaccio e del suo Decameron per descrivere meglio questi episodi tragici e buffi nel contempo, basati sull’arte dell’accalappiare, del raggirare e del circuire i tanti gonzi pronti a credere che la gru di Chichibio aveva davvero una sola zampa e che persino gli asini volano.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

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65 commenti

  1. Tutto vero ma il limite di questi articoli è la mancata messa sotto stato d'accusa del sistema generale col quale l'essere umano sta realizzando la propria autodistruzione e la devastazione del pianeta. Ti fanno credere che se non ci fossero quei furfanti, il mondo sarebbe ok. Ne abbiamo parlato molte volte seppur con fuggevoli accenni. Nello specifico dell'articolo riportato di parla del vecchio staff Bush, ma a questo semianalfabeta grottesco ( che cercava l'Iraq, su di una carta, confondendolo con l'Afghanistan!) e alla sua banda, sono succeduti altri personaggi che non sono meno collusi, anzi burattini , degli stessi poteri economici. Tralasciamo la questione fondamentale per cui se c'è un potere qualsiasi che sopravanzi quello politico, allora la democrazia è un'autentica barzelletta. Non è questo il luogo. Però non sarà male ricordare che il presidente degli USA con la campagna elettorale più finanziata al mondo dalle multinazionali (in particolare proprio le farmaceutiche) è stato l'attuale Obama. Il quale, appena preso il premio nobel per la pace ha subito raddoppiato il contingente militare americano in Afghanistan rispetto a quello presente in epoca Bush. E non contento ha aperto pure un nuovo fronte in Pakistan creando dal nulla un milione di profughi. Il potere economico finanziario, che è quello che realmente comanda in America, ha solo scelto un volto più credibile da spendere con gli americani e col resto del mondo, essendo Bush e compagnia totalmente sputtanati. E si potrebbero elencare tanti altri fatti dello stesso tenore.
    Cosa conta se il killer (il vero potere) viaggia con l'auto ( repubblicani) o con la bicicletta (democratici)? Il suo mestiere lo svolge sempre lo stesso. E a ben vedere….con gli stessi risultati. Cambiano solo le apparenze che però per le moltitudini sono fondamentali. Chi ne fa le spese è sempre il popolo- gregge che abbocca ogni volta all'amo. Grazie tv che ci dici sempre la verità.

  2. Siamo un popolo di rincoglioniti che a bocca aperta guardiamo i dibattiti politici in tv pensando siano veri, perdiamo ore e ore della nostra giornata sul cellulare con app e giochini demenziali, leggiamo sempre le solite puttanate trite e ritrite sui giornali, rimaniamo davanti al computer ogni santo giorno a pubblicare foto su facebook o twitter a gente che non gliene fotte niente di noi aspettando con ansia il "like". Aspettiamo ogni santo giorno la fottuta pacca sulla spalla da qualcuno che ci dica "bravo"per bisogno di considerazione!!!
    Come dei pecoroni facciamo quello che fanno tutti, mangiamo quello che mangiano tutti e se qualcuno scopre qualche inganno, gridiamo al complotto! Meno male che ogni tanto qualcuno prende un ceffone di troppo e si sveglia, cominciando a vivere come Dio comanda (qualcuno di noi ne sa qualcosa???:)
    Questa è la triste verità, questa è l'umanità oggi, una ridicola e abominevole umanità che verrà spazzata via dal l'evoluzione naturale delle cose e dalla Natura stessa che gli si rivolterà contro. Finalmente sarà l'alba di un nuovo giorno, l'inizio di un nuovo ciclo.
    Un abbraccio a tutti Andy

  3. Sì, molti di noi ne sanno qualcosa, Andy. Ne sono certa. Dibattiti politici non ne seguo da anni, non sono su fb e non posto foto private da nessuna parte. Mi importa del parere di chi mi è caro e stimo ma non più di così e – per quanto difficile – cerco di essere ogni giorno una persona libera. E in questa libertà c'è anche quella di non avere per forza un' opinione su tutto, di non giustificare mai le mie scelte, e di vivere per molti aspetti controcorrente. Pagandone il prezzo, come il tuo commento ben sembra intendere.
    Un abbraccio a tutti anche da parte mia:)

  4. Andre, alla faccia del bel respiro, c'è da finire in apnea a sentire questi per ore!:)
    Seguo comunque le notizie, ma non mi sorbisco più da secoli le trasmissioni incentrate sui dibattiti politici.Tipo due ore di uno che finge di essere contro l' altro e vince chi mente meglio o ha la battuta più veloce. Sono teatrini finti e precostruiti, non hanno niente da dirci, credimi. Ciao!

  5. Sono d’accordo con Arvo: il potere non ha, in ultima analisi, un colore preciso, perché ha una sua logica interna alla quale deve obbedire; così come la democrazia non è quel toccasana che si vuol far credere. Però, i potenti del momento e il sistema democratico, è quello di cui disponiamo, quindi è giusto che cerchiamo di farli funzionare al meglio, e quindi ben venga la critica, quando questa è costruttiva e utile per far funzionare meglio le cose. Quindi va bene sollevare i veli delle magagne e degli intrallazzi, denunciare i crimini di chi ci comanda e dei poteri forti, come fa spesso Valdo. L’importante, secondo me, è non fermarsi lì, non illudersi che il male venga solo dalle alte sfere: incolpare i potenti dei mali del sistema e non vedere le proprie responsabilità, è solo un gioco puerile, un tirarsi fuori inutile e scorretto, o al massimo serve solo a salvarsi l’anima. La realtà dice tutt’altro: e cioè che il sistema è quello che è perché l’uomo, l’umanità è quella che è, costretta a compiere crimini di ogni genere (la cui realizzazione è in genere affidata a dei professionisti con una preparazione ad hoc, i militari per uccidere, i macellai per procurarci il cibo, i politici per saperci ingannare meglio, i regali d’Inghilterra per intenerire il cuore dei suoi cittadini, ecc.), per difendere sé stessa, per sopravvivere, per saziarsi, vestirsi, ripararsi, spostarsi, divertirsi. In un mondo di oltre 7 miliardi di abitanti, che ne può ospitare a mala pena due in condizioni di compatibilità a lungo termine, che sta correndo verso i nove-dieci miliardi, nessuno di quei miliardi di troppo, anzi nessuno del tutto, può tirarsi fuori dalle proprie responsabilità: delle quali veniamo caricati non appena veniamo al mondo, e che ci portiamo appresso per il solo fatto di essere uomini, cioè esponenti di una specie che, grazie alle sue capacità intellettuali potenti ma non sopraffine, cercherà sempre di dominare il pianeta fino a comprometterne i delicatissimi equilibri. Di fronte a questo stato delle cose, non sono permesse fughe o scaricabarili, ognuno deve invece assumersi la sua parte di responsabilità personale. Si dirà che non basta o persino che è solo sforzo sprecato: può anche darsi, ma la verità è che non c’è una strada migliore di questa, anche se forse non garantirà alla fine il successo sperato. Di meglio non abbiamo, ed è bene che la esercitiamo, adottando comportamenti e stili di vita conformi a madre natura. Così come dobbiamo esercitare il nostro controllo critico nei confronti di chi detiene il potere, così come ci è consentito in democrazia, anche se sappiamo che questa non costituirà la soluzione di ogni nostro male, ma di meglio al momento ancora non abbiamo.

  6. Nell'elenco delle denunce ricordate da Valdo vedo che manca la tragicommedia dell'aids, di cui peraltro lo stesso Vaccaro ha più volte parlato in altre sedi con dovizia di particolari. Per rendersi conto esattamente di quanto ci è costato, in termini di vite umane di sforzi finanziari e di spreco di risorse di ogni genere sull'altare di una precisa linea "politica", occorre leggere il testo di Peter Duesberg, Il virus inventato, un vero capolavoro di rigore intellettuale, un vero esempio di ciò che può voler dire esercitare la propria responsabilità personale.

  7. Una cosa importante la dice Francesco e cioè il rischio di puntare il dito per lavarsi la coscienza e dimenticarci delle responsabilità di tutti coloro che reggono il sacco a questo sistema. E sono in tanti….veramente tanti. Ma c'è anche un altro punto, attinente più propriamente questo genere di articoli. In questo si è in parte evitato il solito errore mettere sotto accusa il mondo politico, dimenticando quello economico/bancario e finanziario. A Craxi tirarono le monetine quando uscì dall'hotel Raphael ormai diversi anni fa. Un politico-simbolo che fu messo alla gogna. Mai è accaduto niente di simile ad un esponente di spicco del sistema bancario finanziario. Sono potentissimi, sono individui con pesanti responsabilità, ma nessuno li conosce. Possono circolare liberamente per strada e non saranno mai contestati. Quanti ricordano Enrico Cuccia? Eppure il suo immenso potere (Mediobanca) lo rendeva molto più importante di un Forlani. In America di ricordano Bush o Powell ma pochi sanno di un re della finanza di nome Bill Gross. Questo nome non dice niente al grosso pubblico ma sembra che questo re dei "prodotti derivati" abbia a sua disposizione attorno ai 1700 miliardi di dollari, qualcosa come il Pil dell'Italia. Per dirla alla Benigni (un altro che parla di Craxi ma mai del sistema economico e dei suoi eroi), come li avrà fatti questi soldi? E che impatto ha sul mondo il fatto che un privato, senza lavorare (ma solo con la speculazione finanziaria sui cosidetti mercati), possegga simili patrimoni immensi? Sarà più importante lui o Bill Clinton o al limite un Mastella qualsiasi? Ma sono questi ultimi ad essere conosciuti. E' come se alla fine di una guerra persa, la gente additasse i sergenti e i capitani, non avendo la minima idea di chi fossero i generali. E gli eroi anti sistema soffiano sul malcontento portando la gente a girarsi sempre dalla parte sbagliata. Tenendola ancorata alle apparenze e ai ladri di polli.

  8. La finanza è il classico terreno contro cui si scaglia la critica antisistema, senza tuttavia fare le dovute distinzioni e facendo spesso solo della demagogia. Giusto denunciare le folli speculazioni finanziarie, le concentrazioni di potere in poche mani, le operazioni di salvataggio miliardarie a spese dello Stato cioè di tutti. Ma non è giusto trascinare in questa ondata di critiche l'intero sistema bancario. Il sistema bancario italiano, per dirne una, è uscito provato ma indenne da una crisi durata quasi sette anni senza pigliare un quattrino dallo Stato, a parte qualche prestito (i 4 miliardi a MPS ad esempio) regolarmente rimborsato con interessi salatissimi. Sì c'è stato qualche aiuto sul piano normativo, per aiutare le banche ad ammortizzare crediti ormai inesigibili, cioè quattrini che le banche hanno prestato e di cui non vedranno più neanche l'ombra. Perchè alla fine di tutto bisogna sapere che, dopo i fallimenti aziendali e dopo le tragedie personali di chi non riesce a pagare il mutuo della casa, ci stanno le nostre banche a pagare il conto finale, cioè il mancato rimborso dei prestiti. E questo non è solo un problema specifico di questo o quell'istituto, non sono solo cavoli suoi, ma sono cavoli nostri, perchè senza un sistema finanziario e bancario sano (cioè che fa profitti e non perdite), anche il sistema economico tutto va in default. E noi il default lo vogliamo evitare, non è vero? Quindi dobbiamo anche avere banche che fanno profitti, che rimangono aperte e non chiuse come in Grecia (facendo collassare il sistema), che fanno prestiti alle condizioni migliori per il cliente, banche che siano una garanzia per i nostri risparmi. Banche che non facciano speculazioni finanziarie sulla nostra pelle, questo certamente sì (in questo le banche italiane sono state solo sfiorate dall'ondata speculativa mondiale), ma che facciano le banche, pure con la necessaria solida base di capitali. Questo è realismo, tutto il resto è solo demagogia.

  9. No, non sono daccordo. La critica antisistema si scaglia contro i politici. Parliamo dell'antisistema che passa su libri e tv, quella di Santoro/ Travaglio per intenderci. I siti di controinformazione sono tutto sommato marginali e insieme alle critiche che dici tu ci infilano frottole e fantasie, salvo qualche eccezione. La critica antisistema la si fa nei bar, nelle piazze, nelle case all'ora di cena e davanti alla tv. Direi che tale critica è quella di massa. Non confondiamo la vita reale con quella virtuale.
    Invece io mi riferivo invece a Fondi di Investimento, società impegnate in borsa e appunto Banche d'Affari. Non le comuni banche commerciali. Probabilmente avrei dovuto specificarlo ma l'ho dato per scontato.
    Alla domanda :chi comanda realmente ora, direi che comandano i mercati. Sono il nuovo Dio laico in terra, intoccabili, ineffabili e fondamentalmente sconosciuti al grande pubblico. Ma sono loro e non più l'economia reale produttiva che determinano l'andamento generale. Ma i loro padroni, chi li ha eletti? A loro immagine e somiglianza i burocrati europei, sempre proni agli interessi finanziari…..chi li ha eletti?Imposti dall'alto e poi confermati eventualmente con votazioni prive di significato. E ciao ciao democrazia. Almeno un politico puoi non eleggerlo più; qui invece in questo ambito il "potere del popolo"( democrazia) non può nulla essendo totalmente impotente…..oltre che ignaro ed impreparato.
    Intanto, mentre la Germania si interroga sui rischi costituiti dal debito greco….una sessantina di miliardi…..la sua principale banca privata è esposta per scommesse sui derivati per oltre 50.000 miliardi di euro. Confrontare le cifre per favore e vedere se conta più la politica o la finanza.

  10. Oggi nel mondo, a fronte di 70000 miliardi di Pil complessivo, girano prodotti finanziari nell'ordine di 700.000 miliardi. Ma questi che soldi sono? Creati dalla magia della finanza che in parte opera su canali totalmente sottratti (Over the Counter) a qualsiasi intervento pubblico, cioè a qualsiasi intervento che tenga conto degli interessi generali. Finanza selvaggia con unica legge quella, appunto,del cosidetto libero mercato.Ma non c'è niente di più pilotato. E' la famigerata speculazione. Ci si potrebbe chiedere chi sono i loro veri attori. Ovviamente la risposta è che sono i detentori dei grandi capitali, cioè le grandi multinazionali mondiali, con il codazzo dei soggetti che spesso anche Valdo nomina. Allora, alla fine, vedo che i conti tornano.

  11. Il mercato ha sempre comandato, non c'è nulla di nuovo sotto il sole. L'economia reale non può fare a meno del mercato, a meno che non si adotti la programmazione centralizzata, come in Russia ai tempi di Stalin. C'è un solo modo di limitare lo strapotere dei mercati, ed è quello dell'esercizio della politica e del corretto funzionamento delle istituzioni statali e pubbliche, dove vengono stabilite norme di comportamento e limiti ai poteri delle istituzioni economiche e finanziarie. C'è una dialettica fra i due poteri, difficile dire quale dei due prevalga: in teoria il potere statale e della politica è alla fine sempre vincente, perchè può cambiare le carte in tavole e stabilire nuove regole del gioco, in realtà occorre tener conto dell'enorme potere di condizionamento che il potere economico-finanziario ha a sua volta sugli assetti di potere politici. In un sistema capitalistico come quello in cui viviamo, in cui c'è la libertà d'impresa e la proprietà privata è tutelata costituzionalmente, chi ha i quattrini sarà anche padrone dell'economia e della finanza, e i suoi limiti sono rappresentati dalle regole del mercato (che si possono a volte ingannare ma fino a un certo punto, poi arriva la resa dei conto) e dalle norme e dai controlli stabiliti dalle legislazioni e in definitiva dalla politica. Questo sistema sarà più o meno corretto e democratico secondo la lungimiranza e l'autonomia della politica, doti queste assai difficili da perseguire e da difendere. Per questo abbiamo gli scandali e gli abusi finanziari, appunto perchè c'è un deficit di democrazia economica che è anzitutto un deficit di politica, di capacità di controllo e di autonomia da parte della politica. E se la politica non è all'altezza del suo compito, l'imputato numero uno siamo noi elettori, con la nostra scarsa sensibilità preparazione attenzione partecipazione, mio caro Arvo.

  12. Se posso "aggiungere i miei cinque penny", io direi che l' imputato numero uno, se proprio vogliamo compilare una lista di proscrizione, in Italia sono e sono stati gli intellettuali. La massa (è noto) arriva al livello intellettuale (e spesso anche emotivo) di un dodicenne/tredicenne, condizionata come è da media asserviti e stra potenti (da tutti i punti di vista). Gli intellettuali, i giornalisti e gli scrittori avrebbero dovuto metterci in guardia. Certo che dove la partecipazione popolare cresce i politici non fanno tutto quello che vogliono, certamente non al livello a cui l' hanno fatto e continuano a farlo nel nostro sciagurato paese. Siamo passivi perché in gran parte non abbiamo gli strumenti per non esserlo e non è una scusa. Informarsi e reagire è una fatica che si prende sulle spalle solo chi ha già un minimo di cultura e curiosità, che si fa le domande vere, non quelle che ti dicono di farti (con tanto di risposta preconfezionata).
    Certo che era responsabilità di tutti fermarsi prima di questo disastro collettivo, io alla fine non riesco a giustificare veramente nessuno, perché c'è stata anche sempre nel popolo italiano la stupidità dell' orgoglio del furbastro. E' su questo che i politici hanno giocato, ben conoscendoci. Ma con intellettuali che avessero martellato sempre, in massa, la verità, non saremmo arrivati a questi punti. Chi ha più cultura e possibilità di comunicazione ha anche più responsabilità, almeno credo.
    Altra cosa che riguarda il lavaggio del cervello, mi stupisco ancora di quanto venga sottovalutato. Tempo fa lessi il messaggio di un' amica copywriter ( anche di un certo successo devo dire, persona coltissima) che rimproverava a trenitalia di "emettere nelle stazioni pubblicità in video che nessuno guarda". Ebbene, evidentemente non è consapevole (e visto il mestiere che svolge dovrebbe) del potere che immagini in movimento e sonoro hanno sul nostro subconscio, programmandolo. Quelle pubblicità "che nessuno si fila" ci condizionano molto più di qualsiasi altra forma di marketing…
    Per dire che sotto certi aspetti siamo davvero indifesi, difficile dare giudizi definitivi, a mio parere.

  13. La politica ha già irrevocabilmente perso il proprio indispensabile primato. E' eterodiretta e ad essa vengono lasciate decisioni su cose di importanza secondaria. C'è stato dunque silenziosamente un golpe. I politici sono dei parassiti/ladri il cui guadagno è la ricompensa per il proprio servilismo. Ma ripeto, per capire come stanno le cose basta vedere le cifre che girano, i flussi di denaro, gli spostamenti costanti. Insomma seguire l'odore dei soldi. Scopo del mondo finanziario globalista è semplicemente quello di impadronirsi delle ricchezze degli stati, limitandone l'autonomia. Tutto viene privatizzato con operazioni che ipocritamente vengono chiamate riforme. In Italia ciò si sta attuando progressivamente e non vi dico quali sono state le formazioni politiche che hanno avallato questi cambiamenti epocali, mentre noi guardavamo da fessi il bunga bunga. Da un lato un pupazzo megalomane che distraeva l'opinione pubblica, dall'altro i finti oppositori debitamente infiltrati da gente che gravitava attorno ai sistemi bancari. Questi ultimi, dopo aver sottratto la sovranità monetaria si sono dati da fare nella direzione delle "riforme"…..si fa per dire. Ho già indicato come l'attacco alla Grecia, per fare un esempio, si attui a fronte di cifre irrisorie. Allora quale ne è lo scopo? Impadronirsi dell'enorme apparato navale mercantile che pur privato, lavora in simbiosi con lo stato. Via i patrimoni pubblici, privatizzare tutto.E mentre in Italia le grandi multinazionali straniere stanno allegramente facendo shopping, si realizza un gigantesco passaggio di denaro da mani pubbliche a private. E poi, avendo l'Italia uno dei patrimoni privati più grandi, da individui e famiglie, lo scopo è anche quello di far tirare fuori i soldi a costoro e deviarli verso il mondo della finanza. Francesco se ti aspetti la reazione del mondo politico stai fresco. La politica è solo un teatro di attori-parassiti, spalleggiati dai mass media. Gli elettori contano poco e possono ancor meno perché le faccie sui manifesti elettorali ce le mettono i partiti. Cioè sono pre-selezionate e scelte da loro. Tu votando vai a confermare solamente ciò che hanno già deciso. Una farsa. E' come se io ti prendo un mazzo di carte e ti seleziono tutti i due e tutti i quattro. E poi ti dico:"ora scegli liberamente". E tu cosa scegli? O due o quattro. Se ci scrivi 7 loro te la annullano. Eccola la democrazia.
    Vi prego, non ditemi che uno si può liberamente candidare, perché ciò è di un falso clamoroso. Se non ti spalleggiano giornali e tv, nessuno ti conosce e rischi di fare la fine del fabbro della Castagna. Si candidò coi socialisti e prese solo un voto. Presumibilmente il suo. Ma madre, moglie e sorella….per chi avranno votato?

  14. Non c'è futuro, non c'è speranza, attendiamo ansiosi un suicidio globale, una vera implosione del sistema. Siamo arrivati giustamente ad un vicolo cieco. Come tutte le evoluzioni naturali sono cicliche, anche questa quando arriverà all'apice della sua idiozia, comincerà la sua interminabile involuzione che spazzerà via questa inconsapevole umanità.
    Finché esisteranno confini tra gli Stati, esisteranno guerre. Finché esisterà un legame religioso-matrimoniale tra persone ci sarà infelicità! Finché esisterà un legame politico-religioso, nulla potrà essere fatto.
    Come l'igienismo ci insegna, bisogna andare alla radice del problema e vedere cosa ha creato tutto ciò!
    Per millenni l'uomo ha vissuto nel presente senza preoccuparsi minimamente del futuro. Oggi succede l'esatto contrario. In passato il buon senso suggeriva di tramandare alla discendenza il proprio modo di vivere. L'inverso di quello che dovremo fare noi oggi con i nostri figli.
    Abbiamo una grande responsabilità.
    Questo è il nostro compito primario, il nostro proposito principale.
    La consapevolezza di aver fatto la cosa giusta.
    La Natura è eterna, fortunatamente quella umana no!
    Un abbraccio Andy

  15. A mio modesto avviso, Arvo, commetti due errori. Il primo è quello di considerare la politica come un unicum indistinto, quando invece occorre ben distinguere fra politica e politica. Hai citato la Grecia, il suo indebitamento è molto superiore a quello da te indicato (60 miliardi), infatti è di oltre 280 miliardi, ed è destinato ad aumentare ulteriormente a seguito del nuovo accordo. La Grecia è un esempio di cattiva politica, ha visto nell’Eurozona il paese del bengodi e si è buttata a capofitto, facendo sì aumentare il prodotto interno lordo di circa il 30% in pochi anni (molto più di qualsiasi altro paese europeo) ma tutto a spese altrui, alzando mostruosamente il livello del proprio indebitamento, che ha tenuto nascosto per anni compiendo ogni sorta di irregolarità (poi è vero che il pil è diminuito del 20%, tornando così a livelli soltanto fisiologici, altro che misure draconiane). Questo in un paese come la Francia, o anche come l’Italia, non sarebbe stato possibile, per la loro maggiore maturità civile e democratica, che si traduce in un livello superiore della politica, livello di maturità a cui non può risultare estranea la gente comune, con le sue idee e i suoi comportamenti.
    Altro esempio. Prendi un paese del Centro Africa o uno come la Birmania. In questi paesi la politica è vincente, chi ha in mano il potere politico ha il dominio su tutto. Qui la finanza internazionale se la dà a gambe. Come vedi non è sempre la finanza a combinare guai (come denunciavi in un tuo precedente post), la politica ci mette del suo, ma c’è politica e politica. C’è la politica di un paese maturo dove c’è anche spazio per le istituzioni finanziarie, le quali tuttavia operano all’interno di regole ben precise stabilite a livello politico, e queste regole vengono fatte rispettare coi dovuti controlli, e chi sbaglia paga. E c’è la politica del paese immaturo, che fa il bello e il brutto tempo, una volta è serva dei padroni dell’economia e della finanza e un’altra volta li caccia via per fare solo i suoi porci comodi. Tutto dipende dalla maturità del paese, cioè da noi cittadini.
    Il secondo errore che commetti, mio caro Arvo, è il solito errore di tutti, quello di prendersela con qualche capro espiatorio (la finanza, la politica, i militari, Hitler ce l’aveva con gli ebrei ecc), senza vedere che molto invece dipende proprio da noi, dalla nostra scarsa maturità complessiva. I limiti, le meschinerie della classe intellettuale, cara Elisabetta, certo pesano pure loro e non poco, ma che può fare una classe intellettuale aperta onesta attiva quando il livello medio di cultura civile è molto basso, quando la gente non ha neppure il concetto di responsabilità personale (o ne ha uno insufficiente) perché non ha coscienza (o comunque troppo poca) delle proprie potenzialità?
    Giusto denunciare gli errori e i crimini di tutti i soggetti che operano sullo scacchiere nazionale e internazionale, senza tuttavia dimenticare che ciascuno ha la sua quota di responsabilità, una quota piccola e quasi insignificante se presa a se stessa, ma di enorme portata quando è sommata a quella di tutti gli altri. Noi tendiamo a dimenticarcene troppo facilmente, secondo me.

  16. Anche secondo me, Andy, siamo messi molto male e temo che ormai l'uomo abbia superato il livello di guardia e quindi sia destinato a una brutta fine. Questo non è gufare, pensare al peggio è al contrario il modo più efficace di darci da fare, se poi non ci sarà il collasso ambientale tanto meglio: meglio essere tener conto dell'ipotesi più sfavorevole e poi essere smentiti in meglio, piuttosto che cullarsi nell'ipotesi più favorevole salvo poi essere smentiti in peggio.
    Di fronte a questa prospettiva non ci resta che una cosa, e cioè farci carico ognuno della nostra parte di responsabilità, assumendo comportamenti e decisioni conformi a madre natura, come se da questo dipendesse la salvezza stessa del pianeta. Cos'altro dovremmo fare se non questo? Starcene a guardare senza far nulla? Protestare senza far nulla, addossando tutta la colpa agli altri, al lupo brutto e cattivo? Non ci resta che fare la nostra piccola/grande parte, per quanto possibile. Io non vedo alternative.

  17. Si ritorna a quello che come popolo abbiamo sempre eluso: la sacrosanta responsabilità individuale. Senza la quale non è possibile nemmeno esercitare la solidarietà verso gli altri. Come con la compassione e ogni altra qualità. Forse è davvero tardi, ma vale la pena di onorare la vita propria e altrui facendo il meglio che si può. Quando ho scritto "non mi faccio un' opinione su tutto" intendevo dire che non mi pongo sempre e necessariamente (anzi quasi mai) le questioni che il sistema, per sviarmi dai problemi reali, vorrebbe impormi. Quando va di moda una tematica, tutti ansiosi di fare bella figura ed essere politicamente corretti, buoni, democratici. Altrimenti sei un cattivo e non ti vogliamo. Invece siamo tutti con le nostre paure, pregiudizi, e sulla paura del rifiuto si basa questo sistema. E allora tutti pronti ad abiurare i nostri veri pensieri e sentimenti, per non sentirci diversi, sbagliati. Come con il cibo, così con tanti ambiti. Ci viene detto che chi la pensa in un certo modo è buono, in un altro è cattivo. Così rimuoviamo tutte le ombre a livello individuale e collettivo, che ogni cambiamento inevitabilmente porta con sé. E siamo arrivati ad una società letteralmente impazzita di dolore. C'è poco da stare allegri e sperare, ma molto da capire e voler fare per sé e per gli altri. Conta come ti comporti con il tuo vicino di casa e il collega d' ufficio, molto più della crocetta che fai dentro le urne. Conta cosa compri, cosa mangi, cosa rifiuti. Conta l' integrità quando agisci e quando parli, anche anonimamente, su internet. Sono le ore e le giornate della nostra vita, e le persone care, l' unico oro che abbiamo.

  18. Francesco, non hai proprio capito cosa ti ho detto. I 60 miliardi sono il debito con la Germania che è quella che si preoccupa di più della Grecia, dettando legge in materia. E la sua principale banca privata, la D.B. è esposta alle scommesse sui derivati per la cifra che ho scritto.Visto che questi titoli oscillano sui mercati (cambiando valore) per cifre da capogiro (si parla di 55000-70000 miliardi con oscillazioni di migliaia di miliardi!!!) che sono multipli del debito greco coi tedeschi, non credi che dovrebbero preoccuparsi di guardare a casa loro? La preoccupazione per una sessantina è un pretesto per applicare le politiche rigoriste e neo liberiste. Quello che dici sulla Grecia riflette le tue fonti di informazioni convenzionali e mi pare tu non ti renda conto di cosa è realmente un debito pubblico a moneta sovrana e cosa un debito prezzato in moneta straniera, cioè totalmente sottratta alla giurisdizione degli stati che in tutta la storia conosciuta dell'umanità sono sempre stati sovrani. Liberi di stampare moneta con i soli limiti dell'inflazione. Ma qui lascio correre perché il discorso che in sé sarebbe semplice, diventa troppo complesso per chi si informa sui canali di regime. Con la frottola che in Grecia si facesse qualcosa di sostanzialmente diverso dagli altri paesi come Francia ed Italia. Sulla responsabilità individuale ho sempre insistito ma tu confondi. Un conto è dire che è deresponsabilizzante puntare il dito sui cattivi, un conto è registrare lo stato delle cose, determinato da un meccanismo-trappola rispetto al quale l'uomo comune non può nulla…. e ti ho anche brevemente spiegato in cosa consiste. Non ho letto commenti in proposito. In quest'epoca infine, vige il primato dell'economia sulla politica e veramente non capisco come tu possa vedere le regole che i politici avrebbero fatto per regolare la finanza (regole ben precise!!!!). Io spero veramente che tu stia scherzando ma è probabile che di queste cosa tu non te ne sia mai occupato. Cosa ho ricordato a fare il fatto che circolano valori finanziari 10 volte il Pil mondiale? Sono soldi basati su cosa? E a chi sono in mano? Dove sono le regole che esisterebbero? E il loro circolare, quante aziende, famiglie ed economie ha distrutto? Non comprendi che se un sistema permette ad un tizio di accumulare 1700 miliardi di dollari vuol dire che da qualche parte qualcun altro morirà di fame?

  19. sono solo laureato in economia, ma tu ne sai certamente molto di più di me, anche se forse non sai che cos'è un contratto derivato, nel qual caso non ti stupiresti dei valori finanziari in gioco. Quanto alle regole, non c'è una virgola nelle attività delle istituzioni finanziarie che non sia conforme alle leggi e alle normative degli organi di vigilanza (a partire dalla Banca d'Italia fino alla Consob e tanti altri). Gli abusi sono naturalmente sempre possibili, come in ogni migliore famiglia. Ma nessun sistema economico può reggersi in piedi senza un robusto e sano apparato finanziario e creditizio. Questa non è cattiva informazione convenzionale, ma semplice conoscenza delle cose senza aggettivazione alcuna, mio caro Arvo.

  20. Se sei laureato in economia….non vedo perché non dovrei crederti….hai la tua bella fetta di responsabilità personale perché invece di informare ripeti quello che ci dicono la tv ed i giornali di regime.
    "Penso che le banche siano, per la nostra libertà, più pericolose di un esercito…..se la gente permette alle banche private di controllare l'emissione di moneta, prima con l'inflazione e poi con la deflazione, le banche con le corporations che cresceranno attorno alle grandi banche, priveranno la gente delle proprie cose, finché i nostri figli si troveranno a dormire sotto i ponti" Thomas Jefferson 3° presidente USA

  21. Indipendentemente da quanto precede, chiudo con una informazione che viene da Agence France Press e riportata su alcuni siti che trattano di economia : "la crisi europea che sarebbe stata causata dalla Grecia ha visto la Germania beneficiare di un flusso di investitori che si sono rifugiato nei titoli tedeschi per un valore di 100 miliardi di euro, essendone creditrice di soli 56. Ciò vuol dire che se anche la Grecia facesse default la Germania ci guadagnerebbe comunque."
    . Intanto la mortalità infantile è aumentata del 40% e sono saliti a dismisura i casi di decesso da infezione. Ogni commento pare superfluo.

  22. Roberto, non ho nessuna intenzione di mettermi in cattedra a insegnare economia e finanza, tanto più che continueresti a non credermi, a meno che non reciti la lezione che ami sentire. Voglio stare coi piedi per terra: punto primo i debiti si rimborsano, se non si è in grado di rimborsarli (come la Grecia, e lo sapevano benissimo i suoi governanti, che infatti hanno nascosto per anni i veri bilanci del paese) semplicemente non si fanno. Così infatti si comportano i paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania), che hanno un reddito pro capite della metà della Grecia eppure non si indebitano, e un po’ si incazzano di dover pagare per dei debitori così “ricchi” e scriteriati. Comodo invocare la scusa dell'austerity tedesca, prima si faccia il proprio dovere e poi parliamo pure della politica economica europea, che ha certamente bisogno di un cambio di passo, ma che non può diventare un alibi dietro cui nascondere i propri misfatti.
    Punto secondo: uno di casa nostra che si lamentava continuamente del rigore tedesco era il signore del bunga bunga da te citato. Purtroppo uno così, dedito al bunga bunga e ricattato da decine di donnine e da qualche lestofante che ci lucrava sopra, non poteva essere credibile, si mettesse prima a posto coi suoi guai giudiziari e poi se ne sarebbe forse riparlato. La verità è che uno così non può essere all'altezza di governare un paese, non ne ha la statura morale, per questo il bunga bunga ha destato impressione e perfino sgomento fra le persone responsabili del nostro paese.
    Punto terzo: il sistema monetario e finanziario europeo è zoppo, perché manca di una vera banca centrale con pieni poteri decisionali, e perché manca di una politica economica univoca centrale che è invece la sommatoria delle diverse politiche degli stati membri (infatti non esiste un bilancio europeo). Questo si sa perfettamente, occorre quindi finire il lavoro, ma per far questo occorre marciare uniti, non si può procedere in ordine sparso, altrimenti il sistema tutto rischia seriamente di entrare in crisi, per carenza di credibilità e di fiducia, che sono la linfa dei mercati senza la quale questi vanno in panico.
    Chiudo comunque qui le mie repliche, e chiedo scusa se posso esser sembrato troppo supponente.

  23. A Francesco e a chiunque voglia iniziare a capire o approfondire le questioni economiche-europee, consiglio umilmente di visitare con mente aperta :http://goofynomics.blogspot.it/ ,http://orizzonte48.blogspot.it/ ,http://www.asimmetrie.org/.
    Potrebbe essere l'inizio di un percorso analogo a quello che si ha visitando questo blog o comunque un percorso analogo,parallelo, alla "consapevolezza del benessere psico-fisico" che ci ha portati fin qua.

  24. Un economista che paragona (implicitamente) i debiti privati con i debiti pubblici assimilandoli è fuori dalla grazia divina. Un paese normale si finanzia emettendo titoli di stato, assistito dalla propria banca centrale che li garantisce, li compra e li passa al mercato, per cui il debito pubblico che si genera è anche la ricchezza dei cittadini privati che li acquistano. Può fare il debito che vuole considerando come unico riferimento e limite la propria economia reale. Ma se il debito viene prezzato in moneta straniera (euro) ed il paese perde la possibilità di stampare moneta, allora si che il debito diviene un grosso problema. Ma prima non lo era affatto. E' stato fatto un gioco di prestigio/golpe che costringe la Grecia a finanziarsi sui mercati di capitali PRIVATI pagando euro su euro e sottostando alloro dictat. Il debito Greco precedente non era affatto un problema ma lo è diventato poi. Esiste infatti una proporzione diretta che dice : debito pubblico (con sovranità monetaria)= ricchezza privata dei cittadini. Senza entrare nella trappola dell'euro, la Grecia non si sarebbe mai ridotta così. Un luogo, quello europeo, dove sussiste la regola del pareggio di bilancio della cui assurdità è facile rendersi conto. Spendo quanto entra? E allora non compro più la casa perché non ho 200000 euro in contanti, non compro più l'auto perché non ho i 30.000 in contanti visto che lo stipendio è di 1500 euro al mese.. Pareggio di bilancio. Pensiamoci. Quello che entra posso spendere. Castrazione della spesa a deficit degli stati, il fondamento di ogni economia normale dall'alba dei tempi.
    Tralascio qui il discorso su quali agenzie hanno truccato i conti greci per entrare in Europa.Intanto ricordiamo che negli anni '90 la Germania ha costretto la Grecia a comprare a debito prodotti tedeschi per aumentare l'export ed ora l'accusa di aver speso troppo.
    Mentre tu ti preoccupavi del bunga bunga i tuoi amici finto oppositori, infiltrati da personaggi provenienti dal mondo bancario/finanziario, svolgevano sotto copertura il loro compito. Te l'ho spiegato prima. Spogliare lo stato con la scusa di liberalizzare e riformare, passando ai privati.
    Il sistema monetario e finanziario europeo non è casualmente zoppo ma è fin dagli inizi stato programmato per essere tale. La Germania in crisi negli anni '90 è potuta tornare ad essere la locomotiva d'Europa. Infine facciamoci un bel calcolo semplice semplice: tutti i soldi che l'Italia ha mandato in Europa e tutti quelli che ha ricevuto. E vediamo che convenienza ne ha avuto. Si potrebbero dire mille altre cose, dare cifre, fare riferimenti più concreti e non generici ma non mi sembra qui il caso. Mi spiace solo che sulla democrazia ti sei arenato; riconosco che forse gli argomenti erano troppi, ma le frottole main stream sono, in quel caso veramente insostenibili.

  25. "Il debito pubblico diventa ricchezza dei cittadini privati che li acquistano", a condizione che siano cittadini privati ad acquistarlo: quando invece il debito pubblico è nel portafoglio delle banche e in mani straniere, le cose cambiano, il debito pubblico si espone inevitabilmente al giudizio dei mercati, come succede per l'Italia. Per il Giappone, che ha un debito pubblico molto maggiore dell'Italia, questo invece non succede, perchè è interamente in mani giapponesi e dunque si autofinanzia sottraendosi al giudizio dei mercati.
    Poi mi dovrai spiegare perchè soltanto la Grecia si è ridotta così e non invece gli altri paesi: allora non è colpa dell'Europa e dell'euro, ma del comportamento irresponsabile delle autorità greche in fatto di spesa e di indebitamento. Per l'Italia il problema è diverso: il debito pubblico era già ai limiti fin dal momento dell'ingresso nell'euro, anzi già nel '93 era stata investita dalla crisi, con i mercati che avevano spinto i tassi d'interesse alle stelle e le autorità monetarie italiane a correre ai ripari.
    Fallo pure questo confronto fra il dare e l'avere dopo l'ingresso nell'euro. Da allora i tassi d'interesse sono crollati: chi contraeva un mutuo pagava un tasso intorno al 15%, ora i tassi sono risibili. L'inflazione è crollata ed è sotto controllo da più di 10 anni, mentre prima era a due cifre: significa che o sei attivo sul mercato ed allora hai la possibilità di difenderti dall'inflazione (e magari ci guadagni pure), ma se sei un povero cristo passivo sul mercato allora l'inflazione ti distrugge. Falli pure questi confronti, per benino però.
    Certo l'ingresso nell'euro ha comportato una limitazione della sovranità nazionale, anche in materia di debito (per chi, come noi e la Grecia, è già fuori controllo, non certo per chi è in regola coi conti) oltre che di economia e quant'altro. Ma la rinuncia alla sovranità nazionale e il suo conferimento a un soggetto federale europeo è appunto lo snodo attraverso cui dobbiamo passare per arrivare agli Stati Uniti Europei di cui vorrei certamente far parte. L'egemonia tedesca non mi spaventa, molto meglio dell'irresponsabilità e della corruzione nazionale: a trarne vantaggio sarebbe proprio la gente comune, come succede in Germania, anche alla ex Germania dell'Est, un paese di straccioni che è stato accolta solidarmente dal resto del paese integrandosi perfettamente. Il timore di perdere sovranità è quello di chi ci guadagna dal dilagare della corruzione e dell'evasione fiscale, non credo che questi possano essere tuoi amici, quanto ai miei sono quelli tranquilli che credono nell'Europa e nella solidarietà sociale (da non confondersi con l'elargizione di prebende ai furbi).

  26. Un’ultima precisazione, per chi non avesse capito bene. L’Italia, col debito pubblico che si ritrova, detenuto solo in piccola parte da soggetti privati italiani e quindi esposto al giudizio dei mercati, ebbene questa Italia, se fosse fuori dall’euro, sarebbe preda dei mercati e assai vicina al default, con tassi d’interesse e inflazione a due cifre. E invece questa stessa Italia così malconcia può permettersi tassi e inflazione da paese ricco e fra i primi della classe, e ciò grazie allo scudo dell’euro e alla saggia politica della BCE e del suo benemerito presidente Mario Draghi. Certo sarebbe stato meglio non avere sul groppone quei 40 miliardi circa inflittici dal debito greco, ma anche mettendo questi ultimi nel conto del dare e dell’avere, credo proprio che il saldo rimanga positivo e senza paragoni con l’ipotesi opposta, quella cioè di un’Italia fuori dall’euro con una sua valuta nazionale e con la sua sovranità, una sovranità che per i mercati varrebbe come il due di briscola.

  27. Si dirà, sì pero la tassazione è eccessiva. Certo che lo è, perchè il debito è eccessivo, e chi fa debiti poi se li deve pagare, non c'è via d'uscita. La svalutazione della valuta è solo una misura tampone, che si paga subito con l'aumento dei tassi e dell'inflazione, e le tasse rimangono comunque elevate. Nè lo è tanto meno il default, la sospensione dei pagamenti internazionali: c'è anche chi accarezza questa illusione, che basti non pagare i creditori per far tornare i conti, quando la verità è che i mercati non perdonano e non fanno sconti a nessuno, anzi bastonano oltre il dovuto, meglio non fare questa triste esperienza.

  28. Troppi i temi che tiri fuori e mi ci vorrebbe una mezza giornata. Tutte favolette preconfezionate che ti rendono un perfetto cagnolino del sistema, con annessi tutti gli accorgimenti che permettono agli economisti di regime (e dei tuoi amici PD….i liberalizzatori-privatizzatori) di andare in tv e fare carriera. Mi atterrò alla Grecia. Sulla sua vicenda si svolge semplicemente una guerra di tassi di cambio euro-dollaro, dietro alla quale operano colossi bancari del tipo Bundesbank-Goldman Sachs Mentre Schauble rappresenta i primi, Draghi è coi secondi. Il perché proprio alla Grecia te l'ho già detto; il debito non c'entra nulla. La Grecia ha un'industri forte che quella della cantieristica navale e delle flotte commerciali. Ben il 50% di tutte le navi commerciali in Europa e qualcuno vuole impossessarsene. Per es Moeller-Maersk A/S punta lo sguardo sui grandi porti del Pireo e di Tessalonica che fanno gola per il fatto di essere strategici e infatti presto inizieranno le svendite. Quale sarà il comportamento degli armatori greci? Andranno a pagare le tasse a Londra o in Germania come hanno fatto anche altre aziende europee tipo Fiat ed allora gli squali della finanza saranno pronti. Eccoti i perché della Grecia, altro che favole sul debito!

  29. o forse sei solo tu che lavori troppo di fantasia e finisci per andare in confusione, perdendo di vista i veri fondamentali.
    Quanto al cagnolino e al resto dei tuoi graziosi complimenti, beh lasciamo perdere.

  30. Poi tra i troppi argomenti per un sito igenista aggiungo solo qualcosa sul controllo della politica sulla finanza. Zero….di fatto. C'è un colosso finanziario mostruoso che viaggia sulle onde HFT ,high frequency trading in grado di spostare il doppio del Pil del mondo, totalmente sottratto a qualsiasi controllo. Figuriamoci se ne sa qualcosa il popolo. Che, lo voglio ricordare è o dovrebbe essere il titolare del potere in democrazia (demos…cratos…a proposito di Grecia). Chi in tutto questo non vede un problema ha a sua volta grossi problemi di interpretazione della realtà.

  31. Chiudo sull'argomento austerità. Qual è realmente il suo scopo? E' rendere l'Europa del sud parte del terzo mondo, attuandosi una gara planetaria tra Usa e UE per esportare verso i paesi in via di sviluppo. Perché? Perché nei prossimi decenni si realizzerà un nuovo mercato costituito da 3/4 miliardi di individui saliti nella classe media ( Brasile, India, Cina ecc…). E si dovrà esportare loro prodotti a costi che siano competitivi; si ha dunque bisogno di fabbriche e catene di produzione a ritmi forsennati che comportino costi ridotti e salari da fame. Ecco il vero scopo finale delle cosidette riforme che "ci chiede l'Europa". Ma lo schianto finale lo si avrà quando i cosidetti paesi emergenti avranno imparato a farsi le cose da soli, insieme alla insostenibile pressione demografica. Allora esploderà il sistema capitalistico così come lo abbiamo conosciuto.

  32. Roberto e Francesco, è stato interessante leggervi e vi ringrazio. Non siete andati fuori tema, (il post non era dedicato a fichi e mirtilli…).
    Resta il fatto che, per quanto ci "sbracciamo" a parlare di economia e di responsabilità individuale, il cittadino dell' Estonia non deve fare molto per non commettere errori e facilitare il disastro e quello Greco (e in misura diversa anche noi) aveva un ventaglio molto più ridotto (a voler essere comunque ottimisti) di scelte per migliorare le cose. E finché si dovrà sempre essere degli eroi o degli outsiders per non asservire un sistema sbagliato (e comunque questo avviene sempre entro certi limiti) questo procederà imperterrito perché una scelta così forte rimane sempre lo sforzo di pochi.
    Non sono in grado di entrare nel dedalo economico che voi avete spiegato e direi, vista la complessità, dispiegato. Per me il problema rimane come aiutiamo la Grecia e come aiutiamo chi resta indietro nella nostra piccola quotidianità.
    Forse la Germania è "dura e pura" come dici tu Francesco. Ma per un tedesco essere persona "retta", forte in uno stato che gli mostra "la retta via tutti i giorni" è più facile che per altri. E un paese (così come una persona) non può dirsi civile se non riesce ad essere solidale.
    So di incontrare il malanimo di molti, ma per me la lezione di civiltà all' umanità la stanno dando i siciliani, non i paesi europei.
    Quello che è legittimo, legale, matematico, non sempre è anche giusto.

  33. Son d'accordo con te, Elisabetta: rendiamo merito a chi se lo merita. E chi invece sbaglia, se ne assuma la responsabilità. E invece sempre il solito giochino di scaricare la responsabilità delle proprie azioni su qualcun altro: il debito lo fanno i greci, però la colpa è dei tedeschi, che con oscure trame (che però non sfuggono ai nostri infallibili Sherlock Holmes, sempre attenti a stanare complotti) avrebbero indotto i greci ad indebitarsi al fine vero di impadronirsi delle flotte del Pireo. Per l'Italia è la stessa cosa, il debito l'han fatto gli italiani ma la colpa è dell'austerity tedesca. Vedi Elisabetta, se fossimo certi che questi quattrini sono andati a dei poveri disgraziati, potrei anche far finta di niente e perdonare, ma siccome sappiano per certo che questi quattrini sono stati mangiati da corruzione e privilegi di cui nessuno si assume la paternità, allora non ci resta che far pagare a tutti in proporzione, senza tirare in ballo improbabili complotti.

  34. Elisabetta, un orientalista poco dopo gli eventi bellici 39/45 notò che in America nessuno dei 50.000 astrologi presenti aveva previsto la seconda guerra mondiale. Lo stesso possiamo dire ,tranne rare e frammentarie eccezioni, degli economisti rispetto alla crisi del 2007/8 le cui conseguenze viviamo ancora oggi. Sono sempre li in cattedra ma trattano una scienza precaria che ti dice le cose fondamentali….solo quando sono già accadute. Un pò come gli astrologi. E' vero che c'è una certa unanimità tra quelli che vanno in tv o scrivono sui quotidiani principali, ma ciò accade semplicemente perché la voglia di restare allineati (tendenza tipica dell'essere umano) va di pari passo con le esigenze carrieristiche. E' un pò come per i nutrizionisti….lo schema è sempre lo stesso. Questo per dire che il fatto che uno sia laureato in economia non è per niente garanzia di verità e non vuol dire che egli abbia compreso come stanno le cose di là dai tecnicismi. Per comprendere il senso complessivo della direzione che abbiamo preso ci vuole quello che Bruno ha correttamente indicato come un percorso di consapevolezza che è lo stesso che si è fatto venendo in questo sito; percorso che noi non potremmo fare senza uno sforzo e che un economista non potrebbe fare senza intenzione ed umiltà. Ma forse le conoscenze apprese a scuola fungono più da ostacolo, per certi versi, che un aiuto, essendo ormai profondamente radicati certi convincimenti.
    Sulla Germania mi vien quasi da ridere, perché pochi sanno cosa sta realmente accadendo li sul piano dei diritti e del lavoro. Tutti ancorati alla vecchia immagine del tedesco ricco e felice, ma le cose stanno in ben altro modo. Fu Schroeder nel 2003….di che parte politica lo lascio solo immaginare…..che introdusse le RIFORME (dove ho già sentito questo termine?) chiamate Hartz con le quali iniziò la precarizzazione del lavoro all'insegna della flessibilità, della facilità di licenziamento, della drastica limitazione dei sussidi di disoccupazione, dell'abbattimanto progressivo del welfare e così via. E le conseguenze sono che oggi impazzano i minijobs, i contratti a termine: I quali durano un giorno o una settimana con tassazione non elevata ma senza prevedere pensione, tutela sanitaria, maternità. Tanto che la terra della Merkel ha oggi una massa di lavoratori sottopagati anche per la concorrenza di quelli che Jorge Kramer (boss di Commerzbank) chiama gli "sfigati dellEst". Con una corsa a ribasso degli stipendi Chi ci rimette principalmente sono i giovani e prevalentemente le donne. La bassa disoccupazione tedesca al 5% è tale perché i furbastri inseriscono gli incastrati nei minijobs come occupati. Invece l'ISTAT europea parla di 12% dato molto più realistico. E intanto un milione e mezzo di tedeschi sono costretti a ricorrere alle organizzazioni di beneficienza se vogliono mangiare. Questo per la cronaca.

  35. sei proprio un tipetto rancoroso, mai noi già ci conosciamo da tempo, non è vero? Forse Arvo ti è sfuggita qualche puntata, dalla caduta del muro di Berlino ad ora. Tu credi come al solito di aver capito solo tu cosa stia realmente succedendo in Germania, senza renderti conto che qualche miliardo di persone si sono nel frattempo affacciate all'economia di mercato globalizzando tutto, diritti compresi. Si tratta di fenomeni complessi, di cui nessuno ha la ricetta in tasca, occorrerebbe davvero umiltà in questo caso, ancorarsi a vecchi modelli non aiuta a capire. Qui non è certo questione di laurea, che mi son permesso di citarti solo perchè mi stavi trattando come un minus sapiens, non certo perchè avessi nozioni scolastiche particolari da esibire.

  36. Quanto poi alle tue continue frecciate contro la sinistra democratica, qui siamo a livello di bar sport; manca solo che ti risponda che il tuo amico Berlusca di riforme si è sempre e solo riempito la bocca, facendo solo quelle poche che gli interessavano veramente (televisione e tutele giudiziarie), e il gioco è fatto. E con questo chiudo veramente.

  37. Quando ho citato il pupazzo (politico) megalomane…..chissà a chi mi riferivo. Potrebbe mai un antiberlusconiano della prima ora essergli ora amico? Ma comprendo che quando ci si ingaglioffa (termine rubato a Macchiavelli) nelle polemiche è difficile ricordare cosa si è letto in precedenza. Mi riferisco ad entrambi. Io ho solo detto che il piano è stato perfetto. Lui piduista lasciato a svolgere certi compiti che ha in parte disatteso. Poi lasciato a briglia sciolta con il suo mal di vivere e le sue perversioni e gli altri accreditati in quanto oppositori (finti in quanto dipendenti dagli stessi poteri!!!!!) Faccie credibili Infiltrati a sinistra (Dini, Ciampi, Prodi, Amato e altri loro collaboratori). Concerto internazionale! Stampa nemica, spread e via. Opinione pubblica distratta. Accrreditati i liberalizzatori/privatizzatori. Piano europeo contro gli stati nazionali (intendo nella loro declinazione sociale e non nazional populista. Comprendere assolutamente quest' ultima espressione!!!!). E via poi coi meccanismi europei. Senza tornare sopra al già detto, aggiungiamo:tutto deciso dall'alto con democrazia annullata… per quel poco che veniva definito tale. Tutto troppo complesso per un bar sport. Essere contro tutti (destra, sinistra , centro è cosa che nessuno riesce a comprendere).
    Circa gli economisti quando uno dice che "non è detto che siano garanzia di verità" non vuol affatto dire che non lo siano mai . Infatti ho seguito , pur con i limiti della comprensione della lingua e della materia complessa, un economista americano.
    Infine circa il rancore anche tu non scherzi quando dici che faccio solo demagogia. Lo hai fatto con un richiamo all'ordine non appena hai sentito parlare di finanza. Anche io con questo chiudo.

  38. Roberto, il senso del mio discorso era "anche se la Germania avesse ragione nella sua politica, questo non la esime dal dovere di essere solidale". Intendevo tacciarla di egoismo nei confronti dei paesi che non ce la fanno, siano stati i tedeschi più corretti di altri o meno. So che stanno cambiando le cose anche lì (conosco una giovane coppia che vi si è trasferita anni fa e lei ha perso il lavoro), e infatti nessuno può salvarsi dalla crisi chiudendosi come un' isola. L' egoismo non paga. Puoi dire che sei stato più bravo, meno furbastro, diciamo più corretto. Ma questo non ti dà licenza di fregartene di chi sta peggio. Questo ciò che intendevo.
    Non ho dato giudizi sulle manovre economiche nascoste o palesi perché non ho la cultura (che non deve derivare necessariamente da una laurea ma anche dalla volontà di informarsi) per farlo. Ti assicuro che non soffro di complessi di inferiorità verso chi ha diversa o più cultura di me. Come te e Francesco non ho una visione ottimistica del futuro, meno di voi forse riesco ad "allargare la visione" sul mondo, bastandomi l' egoismo e il cinismo da cui mi vedo circondata. Il mio interesse rimane nel capire quanto e come si possa aiutare, a livello collettivo e individuale. Tutto qui, forse ho affrontato semplicemente un discorso che non ero all' altezza di fare.
    Andy Ray, mitico. La stoccatina su EFT era per me e non ti perdonerò mai!!! 😀

  39. Scusa Elisabetta ma nella concitazione delle polemiche ti confesso che non sono riuscito a leggere bene quello che tu od altri avete scritto prima
    Evidentemente, concentrato sulla querelle che precede. per usare una battuta resa celebre dal politico Di Pietro, ho "detto a nuora perché suocera intenda". Era chiaro che mi interessava dirimere l'oggetto del contendere, avendo purtroppo anche poco tempo a causa di traversie personali. In un paio di occasioni per scrivere ho mancato a faccende che avevo urgenza di sbrigare, scrivendo come odio fare e cioè in modo approssimativo, con errori di battitura; e sintesi sbrigative che sono andate a discapito della chiarezza. In occasioni migliori sarei stato più furbo e capito qual era l'orientamento di Francesco avrei invece approfittato per farmi chiarire qualche punto un pò oscuro pur mantenendo saldamente l'impianto generale del discorso…. che non gli avrei rivelato Quando si è così "distanti" nelle posizioni non serve a nulla discutere sull'web. Quanto a EFT l'ho attuato per alleggerire lo stress da baruffa come era logico fare, con risultati accettabili.

  40. Roberto, non sei stato sgarbato e non devi scusarti. Sia tu che Francesco avete tutta l' intelligenza e l' altruismo per andare oltre.
    Per esempio azzannandovi sui cereali:D
    Perdonate la stupidata…
    Vi spero entrambi più sereni, un abbraccio.

  41. “Non tutto ciò che è legittimo e rispettoso delle norme, è anche giusto. Sarebbe comunque bene essere solidali, anche con chi sbaglia”. Benissimo, Elisabetta. Questa è una vecchia questione, che si scontra e deve fare i conti con quella brutta bestia che si chiama realtà. Certo sarebbe bello poter vivere in una società basata sul principio “a ciascuno secondo il suo bisogno”: poi però si è scoperto che una simile società esiste solo nel paradiso terrestre, perché in un sistema in cui vi sia scarsità di risorse, il problema di cosa produrre e come distribuirlo non può essere deciso dal singolo, a farlo o è il mercato (mediato dalla politica e dalle istanze della società civile, come nel sistema capitalistico) o è un ente centralizzato (comunismo) Sarebbe bello avere governanti saggi e illuminati, partiti che portano avanti le nostre giuste idee senza deragliare dalla retta via. Sarebbe bello se l’uomo non fosse quello scriteriato che è. Sarebbe tutto molto bello, ma poi la realtà è quella che è, e a noi ci tocca fare delle scelte di compromesso: quando si ha a che fare con gli altri, è sempre così, solo con noi stessi possiamo essere tutti di un pezzo, se ne abbiamo la forza.
    E poi, Elisabetta, tieni conto che al mondo c’è a volte più solidarietà e giustizia di quanto si crede. Prendi ancora il caso della Grecia, tu dici che la Germania, l’Europa in genere, si è dimostrata ingenerosa. Attenzione. Senza l’Europa, la Grecia sarebbe già stata azzannata a morte dei mercati. Tu presteresti i tuoi soldi a un insolvente? Non credo, i mercati lo stesso, se non a tassi pazzeschi, che costringerebbero il debitore a dichiarare il default. Questo alla Grecia non è successo, e sai perché? Per la solidarietà europea, Germania compresa, che fa pagare alla Grecia tassi risibili (interessi che addirittura la BCE ha condonato alla Grecia). (continua)

  42. (segue) Non solo ma il debito della Grecia è stato dilazionato su scadenze molto lunghe, che verranno ulteriormente allungate, per venirle incontro, e stai tranquilla che alla fine di tutto parte del suo debito sarà alla fine condonata. E poi non sono forse solidarietà quei 40 miliardi per cui l’Italia è esposta verso il debito greco, o i 60 miliardi della Germania, e così via? Questa, mia cara, e tante altre cose sono solidarietà concreta, senza la quale questo paese sarebbe ora emarginato come un lebbroso. Lo stesso Shauble, il famigerato ministro delle finanze tedesco, che pure avrebbe voluto la Grecia fuori dall’euro, è in realtà a suo modo solidale con essa, perché la sua idea non è quella di abbandonare questo paese a se stesso e alla furia dei mercati, ma quello di sostenerlo in ogni modo con concrete misure economico-finanziarie, ma su un percorso esterno anche se parallelo a quello dell’euro: questo secondo il ben noto principio secondo cui si può viaggiare insieme solo se si è omogenei; se non lo si è, si sta fuori ad aspettare il proprio turno. Alla fine è prevalsa l’idea di tenere la Grecia dentro, perché lasciarla fuori avrebbe potuto dare ai mercati la sensazione che la zona euro fosse a rischio a causa, in fondo, proprio di una carenza di solidarietà interna: questo se poi questo non sarebbe stato vero, visto che la Grecia sarebbe stata comunque protetta, ma il solo timore che i mercati lo potessero pensare ha infine fatto la differenza. Questo dalla parte europea. Dalla parte greca invece abbiamo avuto Tsipras, cioè uno che avrebbe potuto benissimo sbattere la porta in faccia all’Europa, forte com’era del mandato popolare e parlamentare. Ma che alla fine non l’ha fatto, perché non è uno stupido, e alla fine ha saputo apprezzare la solidarietà concreta che gli veniva offerta.
    Come vedi, Elisabetta, le cose sono un tantino più complicate di come sembrano, a volte.
    Dopo di che sappiamo che tutte queste brutte cose avvengono perché l’uomo si è ormai infilato in un girone infermale, dentro cui cerca di giostrarsi come meglio può senza però riuscirci: lo fa in modo maldestro e in misura insufficiente, forse proprio perché egli deve fare i conti con la realtà e questa è davvero superiore alle sue forze.

  43. "Il fatto che la gente normale, negli Usa e negli altri paesi industrializzati, non si sia riversata in strada per linciare gli alti papaveri delle Banche Centrali e i loro complici di Wall Street o delle altre piazze bancarie, è una chiara dimostrazione di quanto siano stati abili i gruppi finanziari a infinocchiare e confondere le masse. Sono stati fatti sparire miliardi di dollari ma ben pochi responsabili hanno sollecitato indagini sui criminali. Banchieri di primissimo piano, legali,esperti finanziari, legislatori e politici di TUTTE le tendenze hanno perpetrato frodi massiccie, ma nessuno pagherà per questi crimini" [Valdo Vaccaro]

  44. Uno degli elementi utili per comprendere meglio cosa è successo in Grecia e chi agisce realmente dietro alla politica è quello di capire chi è stato chiamato a collaborare e sostenere il governo greco : Lazard, ovvero l'agenzia globale francese di consulenze finanziarie di un tal Matthieu Pigasse. Già era stata collaboratrice di un governo precedente greco quando fece abbonare il 75% dei debiti privati di 200 miliardi, pendenti nei confronti di creditori privati. Evviva dissero tutti, ma fu fatto al prezzo di devastanti politiche d'austerità con un impoverimento complessivo che è ora sotto gli occhi di tutti. I dati sono agghiaccianti e non li citiamo. Lazzard fu dietro a privatizzazioni selvaggie ovunque e per es a quelle delle poste inglesi, svendendole a privati a prezzi di realizzo. Per es dietro al fallimento di Bankia, banca spagnola salvata poi a suon di miliardi pubblici. Agenzia cioè che fa soldi con parcelle da capogiro sulle disgrazie altrui, appoggiando l'opera di smembramento degli stati. Basti vedere tanti dei personaggi nelle cui fila hanno militato. Non mancano alcuni re dei derivati come Josef Ackermann che ha contribuito alle esposizioni spropositate di Deutsche Bank, lo stesso Gerd Hausler di IIF altro re dei derivati (il fatto che siano tedeschi……non dice nulla?), Mark Walker della banca Rothschild e tanta altra brava gente. Una volta era di moda parlare di conflitto di interessi. Governo farsa dunque, così come è inevitabile sia quando vige il primato dell'economia e la politica è ricondotta a funzione collaterale che si nutre principalmente di apparenza.

  45. A togliere di mezzo la legge Glass Steagall che era di ostacolo alla finanza selvaggia furono bipartizan destra e sinistra che proposero la Gramm-Leach-Bliley Act che apriva le porte alla corsa insensata e rovinosa verso la moltiplicazione del denaro sotto forma di prodotti finanziari, fino a giungere alla crisi attuale. E aprirono le porte anche a gente come Joseph Cassano, funzionario dell'ufficio di Londra di AIG, che pensò bene di rifilare i famigerati CDS a banche europee (ma internazionali) esponendole a rischi gravissimi. I credit default swap sono contratti di assicurazione per es sul debito, sui mutui o crediti bancari, che assicurano detti istituti da eventuali insolvenze dei clienti. Fu quella di Cassano una sorta di scommessa da 500 miliardi di dollari,ma senza averli, senza cioè che vi fossero i denari per onorare dette polizze se ne fosse stato il caso. Quando vi fu il crack in America a seguito del caso dei mutui subprime, le banche corsero a incassare le assicurazioni, ma il denaro non c'era e scoppiò il finimondo. Le banche si ritrovarono con voragini da miliardi di dollari. E qual è una conseguenza immediata di tale situazione ? E' quella per cui le banche non prestano più alle imprese e non si fanno più sostegno dell'economia reale. Da ciò si capisce ovviamente chi ne fa le spese. Era solo un esempio di come la finanza distrugge l'economia così come l'avevamo conosciuta. Esempi che si potrebbero moltiplicare. Sconcertante poi la maniera in cui certi squali della finanza fanno soldi a palate comprando…anzi no, prendendo in prestito!!!…..pezzi di debito degli stati e rivendendoli per poi ricomprarli e restituirli. Il tutto con la rapidità concessa dall'uso dei computer e dalla mancanza vera di ostacoli politici e da evidenti vuoti legislativi.

  46. Con riferimento alla tua citazione di Vaccaro, non bisogna poi dimenticare che Valdo è fondamentalmente un giornalista scrittore, e come tale ama molto ambientare nel vivo racconto della cronaca i freddi concetti dell’economia, della finanza, della politica e della storia, traendone storie reali molto interessanti e istruttive e anche fortemente suggestive. Del resto come sappiamo il mondo della finanza e del potere in genere, ricco com’è di intrighi sotterranei e di cinismo a volte spietato, si presta assai bene allo scopo. Dopo di che occorre però distinguere tra la cronaca e la storia, tra il dettaglio e l’insieme, dal particolare non necessariamente discende la norma generalizzata, ce ne corre. Chi volesse, ad esempio, ridurre la storia della finanza italiana al criminoso esempio del Banco Ambrosiano (Calvi/Sindona/Vaticano), o all’allegra gestione (all’amatriciana) del Banco di Roma di Geronzi, o infine alla fallimentare gestione di Monte Paschi a seguito della folle acquisizione della Banca Antonveneta, o a tutte queste cose messe insieme, non credo che darebbe conto in modo esauriente e veritiero della complessità dell’intera storia bancaria italiana, fatta anche di esempi luminosi di professionalità (Banca d’Italia in testa), di solidità, di serietà e dedizione. Non c’è solo la banca cattolica di Calvi, c’è tutta una rete di istituti fortemente intrecciata con il mondo cattolico, ed è una rete molto solida e sana, basti pensare a gran parte della finanza cattolica lombardo veneta, solo per fare un esempio. Lo stesso dicasi per la finanza d’impronta laica e fortemente radicata nei territori dell’Italia Centrale. Certo anche il mondo della finanza non è immune dalle vicende e dalle miserie della realtà in cui opera, ma se la recente crisi dovesse essere assunta come la cartina di tornasole della bontà del sistema finanziario italiano, non vi è dubbio che il bilancio sia non dico glorioso ma certamente positivo. Lo Stato italiano, la mano pubblica, non ha messo un solo quattrino nella banche italiane: non nella fine ingloriosa del vecchio Banco Ambrosiano di Calvi, non nella Banca di Roma/Banca di Santo Spirito, il cui conto è stato infine pagato dagli azionisti di Unicredit, che hanno cacciato oltre 10 miliardi per ricapitalizzare il loro istituto dissanguato da queste operazioni di salvataggio, non infine in MPS a cui lo Stato ha prestato 4 miliardi a tasso fortemente oneroso che MPS ha rimborsato con la sottoscrizione di capitale chiesta ai suoi soci, che hanno risposto in modo positivo in segno di fiducia per un istituto strutturalmente sano e capace di rigenerarsi.

  47. Dopo di che nessuno possiede la teoria perfetta in grado di spiegare tutto, si tratta pur sempre di materie opinabili, sulle quali non per nulla sono state costruite più teorie alternative di spiegazione della realtà. In campo economico ad esempio vi sono due principali teorie a contendersi il primato, quella keynesiana e quella neoclassica, entrambe rispettabilissime ma nessuna perfetta e inattaccabile. Nessuna teoria poi è in grado di predire il futuro. La teoria keynesiana ad esempio è in grado di spiegare come funziona l’economia di mercato in un sistema capitalistico, ci insegna che questo sistema è strutturalmente votato alla crisi, alla grande depressione, dalla quale riesce a salvarsi solo grazie all’intervento pubblico e alle spinte continue che possono arrivare da vari fronti ma che prima o poi sono destinate ad esaurirsi mettendo infine in crisi il sistema. Ma anche questa teoria non sarà mai in grado di predire quando e come la crisi prenderà corpo: le previsione sono lecite, ma solo l’indagine ex post è in grado di offrire una spiegazione attendibile di come sono andate realmente le cose. Solo gli astrologi sono in grado di leggere nella sfera di cristallo, con quali risultati ben sappiamo, non certo gli economisti, che al massimo possono costruire modelli econometrici e delinearne il possibile sviluppo interno, ma sulla base di ipotesi talmente semplificate e lontane dalla complessità della realtà da risultare del tutto inattendibili come fonte di previsione del futuro.

  48. Il sistema bancario italiano sembra essere di fatto messo discretamente bene ma i rischi ci sono sempre e c'è da sperare che non si replichi la situazione spagnola dove fino al 2011 le banche sembravano essersi messe al sicuro dal problema delle cosidette sofferenze, ma poi al crescere dei tassi sono saltate. In ogni caso preoccupa il forte dimensionamento di tanti gruppi bancari, non solo in Italia ma in tutto il resto d'Europa. Quando certe banche come Santander (in Spagna) hanno asset e giri d'affari che corrispondono a multipli del pil nazionale, ci si chiede cosa può accadere se falliscono. Ma il punto è a mio avviso il fatto che l'esigenza di massimizzare i profitti in modo rapido, intraprendendo attività speculative, porta le grandi banche a non finanziare con quote consistenti dei loro attivi l'economia reale; e questo perché sono troppo alti i costi e incerti i rendimenti. Prevale il trading speculativo.
    Comunque tre i temi fondamentali che si è sommariamente dibattuto e cioè cosa realmente è un debito pubblico ed il suo rapporto con la ricchezza reale di una nazione. Banche e cosidetti istituti finanziari, con annesso il tema della speculazione finanziaria e delle sue conseguenze. Infine politica e democrazia, cosa sono realmente e quale il loro rapporto. Tutti temi complicati e ricollegabili, sui quali si possoni avere idee diametralmente opposte e ogni posizione intermedia immaginabile. Questo blog igenista, pur condotto dall'economista Valdo Vaccaro, si presta con difficoltà a simili dibattiti. Personalmente penso che il terzo dei temi sia il più drammatico in quanto totalmente ignorato o driblato da tutti e che in esso vi sia la chiave per capire gran parte dei problemi del nostro tempo.

  49. Potrei concordare con la tua conclusione, Arvo: la politica resta il terreno cruciale, essa ha in sè le potenzialità per piegare l'economia e la finanza. A condizione, naturalmente, che ne sia all'altezza. E questo dipende a sua volta dalla maturità civile complessiva della sua base, della gente della strada. Senza questo mandato popolare (e di alto livello qualitativo), la politica resta un terno al lotto: una volta puoi imbatterti nel potere illuminato della classe dirigente (anche un sovrano assoluto lo può essere, in teoria), un'altra volta ti imbatti nell' arbitrio stupido e deleterio di chi detiene pro tempore le redini del potere. Solo la maturità della gente può agire da calmiere di controllo. Ma anche questo con tutti i limiti che può incontrare comunque l'azione dell'uomo, sempre alle prese con problemi nuovi e sempre più grandi, perlopiù imposti dalla sua stessa presenza impattante sul pianeta. Non potremo mai dirci al sicuro e al riparo da qualche grossa sciocchezza commessa dalla comunità umana, abbiamo dei limiti strutturali, ma non abbiamo alternative, la musica è già partita da un pezzo e non ci resta che ballare.

  50. Potenzialità però non sfruttate e temo ormai non più utilizzabili a causa, a mio avviso di una degenerazione/degrado irreversibili. Si potrebbero dire mille cose ma qui non è il caso. Ne riporto alcune in ordine sparso. Anni fa fu girato in America un film semi demenziale, a metà tra il comico e il film di denuncia. Un'americanata insomma che in chiave ironica (distopica per l'esattezza) mostrava l'umanità tra qualche secolo, dove i tratti problematici e degradati delle persone assumevano un rilievo abnorme. Roba di cui ridere : "Idiocrazy". Ridicolo come il fatto che i berlusconiani avessero tentato di impedirne la visione in Italia in ossequio ai nostri amici/paDRONI che conservano in Italia più di 50 basi militari senza ospitarne alcuna. Ne sa qualcosa Gentiloni che voleva mandare i nostri militari, già belli pronti, in Libia ma subendo un umiliante veto….recentemente. Che spazio ci può essere per la democrazia in questo contesto, ciascuno lo può immaginare.
    Lasciamo perdere il fatto che "il popolo non esiste" (Umberto Eco) essendo l'entità "popolo" una finzione retorica. Lasciamo perdere cosa significa realmente dire che "governa per il tramite dei suoi rappresentanti" (impossibile perché essi si configurano necessariamente come una elite….lo dice la storia), ma io dico: perché chi perde non va mai a casa come vorrebbe la retorica democratica e invece resta sempre li con tutti i privilegi annessi? Non li possiamo cacciare perché in maggioranza non siamo all'altezza di capire le ragioni per le quali fanno ciò che fanno. Se anche ci informiamo non possiamo controbattere l'influenza schiacciante della maggioranza ignorante (in senso tecnico, quella alla quale anche io appartengo quando non mi intendo di qualcosa, specie se è di natura complessa) che annulla 100 volte il nostro voto, esercitando il "diritto degli imbecilli" (Umberto Eco). Vai a sapere a quali influenze è sottoposta la politica e a noi non è dato saperlo. E non è neanche autonoma, perché sottoscrive trattati internazionali con persone e burocrati sconosciuti al grande pubblico e che nessuno ha mai eletto (vedi Trattato di Lisbona)…..

  51. …Poi se vado a votare, c'è la preselezione dei candidati, i quali passano per il filtro dei partiti e vi accedono solo se già legati a doppio filo al sistema nel quale saranno chiamati ad operare. Se scrivo un nome diverso….viene annullato il voto. Se mi candido indipendentemente dai partiti, non mi elegge nessuno visto che nessuno mi conosce e ci vuole l'appoggio di stampa e tv. Dove è il mio potere e come posso realizzarlo? Concludo queste quattro note che andrebbero sviluppate in cento libri e il cui scopo è solo quello di dare un breve cenno a problemi molto complessi, riportando ancora l'esemplificante esempio del mazzo di carte da gioco, per capire cosa si riduce ad essere l'atto pratico del suffragio universale. Seleziono tutti i due (destra) e tutti i quattro (sinistra) e poi faccio scegliere a chicchessia. Cosa si sceglierà? O due o quattro. Poi quando qualcuno si lamenterà per il valore troppo basso delle carte selezionate dal voto, gli dirò :"di cosa ti lamenti? Hai scelto tu!" Fuor di metafora :i politici li scegliamo noi! Come no!
    Un mio amico impegnato in politica con l'illusione a cinque stelle, dice che la democrazia ha senso solo se ci si informa e se è partecipata. Bello. Però io gli rispondo sempre : ce li vedi ad informarsi e partecipare i televisionati, i sofferenti di malattie, i pensionati, le casalinghe, i ladri a vario livello, i depressi e stressati, i discotecari, i cocainomani e i drogati in genere, i calciatori, gli operai che non arrivano alla terza settimana del mese, i pornomani, il popolo della notte, i contadini e i braccianti, le prostitute, i "facebookkari" da cinque ore al giorno, i fruitori di soap opera, gli ultrà che-c'è-una-sola-fede, e altra bella umanità depensante? E' una provocazione ovviamente ma che dovrebbe lasciare spazio anche a qualche riflessione.
    Troppo divertente la scena di quel giornalista che fermò Scilipoti davanti al Parlamento chiedendo lui:" scusi, cos'è la spending review?" Questi si fermò un attimo, preso in contropiede. Poi rispose fuggendo via veloce :"ti piacerebbe saperlo, eh?". Forse superato solo da una del M5S che alla domanda :"cos'è la Troika?", tirò fuori balbettando Gorbaciov ed il muro di Berlino! Sono anche questi i nostri rappresentanti. Non ci sono parole.

  52. Proviamo a immaginare una piccola città dove vi sia una forte maggioranza particolarmente sensibile alla pulizia delle strade e alla manutenzione del verde: in tale località, un’amministrazione comunale che non fosse all’altezza delle aspettative, verrebbe mandata a casa alle prossime elezioni. Questa è la democrazia: o fai quello che interessa a me elettore oppure ti mando a casa e chiamo qualcun altro a governare. Naturalmente le cose non sono mai così semplici e lineari, diversi sono i temi che interessano e diverse sono le maggioranze che su di essi si registrano. Però c’è sempre qualche tema cruciale, sul quale in definitiva si giocano le elezioni. Basterebbe allora che vi fosse una maggioranza preparata e sensibile sui temi veramente cruciali: una simile maggioranza non esiterebbe ad esprimere il proprio parere con il voto, e allora sì che la politica sarebbe costretta a “correre” e ad adeguarsi. In fondo le cose sono più semplici di quanto sembri. Insomma il sistema per far marciare le cose esisterebbe e funzionerebbe pure, purtroppo non ne siamo coscienti e non siamo neppure sufficientemente preparati e maturi sui temi che contano. Quindi in definitiva è soprattutto colpa nostra se le cose non funzionano come dovrebbero. La classe politica ha naturalmente tutte le sue brave responsabilità, ma la chiave di tutto sta nella nostra inadeguatezza, di noi gente comune.

  53. Si sulla pulizia delle strade siamo daccordo. Ma man mano che i temi si complicano…..Economia, finanza, amministrazione dello stato, forme di governo, materie giuridiche e così via. Aumenta vertiginosamente il numero di persone completamente incapaci di comprenderne qualcosa. In tal caso i competenti saranno sovrastati dai semplicemente informati (ma non per questo competenti) e questi ultimi schiacciati dai disinformati ed incompetenti. Vige infatti la prevalenza della maggioranza. Voglio qui ricordare che tanto per citare un esempio, il prof Giacinto Auriti che pure era informato e competente, paventava il cosidetto signoraggio bancario; figuriamoci cosa ne possono capire i non addetti ai lavori. In più la volontà popolare può essere facilmente scavalcata. Su dieci votanti, per es, un candidato prende quattro voti e gli altri tre totalizzano ognuno due voti. Ebbene, basta che facciano cartello e fregano il primo avendone sei. Domanda : qual era realmente la volontà popolare? Diceva giustamente il cabarettista Paolo Rossi : "non siamo noi che votiamo loro, ma sono loro che votano noi". Vale a dire che sono loro, i politici, che in forza della loro capacità di suggestione riescono a ritagliarsi o meno la più grossa fetta dell'elettorato. Approfondisce questi temi uno straordinario libro, ormai un pò datato, dello scrittore e giornalista Massimi Fini, che si intitola "Sudditi". Straordinario perché riflette su questi temi ignorati volutamente dalla retorica di cui si ammanta la nostra cosidetta educazione civica. Ciò che compatta veramente i votanti è sempre, a mio avviso, l'aspetto emotivo, dove vige il meccanismo Juve/Milan o Coppi/Bartali. E il chiacchiericcio televisivo dei politici che stazionano in tv spostandosi da una trasmissione televisiva all'altra, fa leva sull'identificazione emotiva e i protagonisti sono solo attori che interpretano una parte con lo scopo di suggestionare.

  54. Le rispettive posizioni sono piuttosto chiare: tu sottolinei, a ragione non lo nego, la complessità e le insidie del gioco politico nel rapporto fra cittadino e potere, e dunque il rischio reale di svuotamento di significato e contenuto del mandato ricevuto dagli elettori. Io sottolineo piuttosto le responsabilità del singolo cittadino e il potere di condizionamento che il livello medio di civiltà della gente esercita nei confronti della classe politica e della classe dirigente in generale. In una società come la nostra, ad esempio, servizi pubblici come l'erogazione dell'acqua, della raccolta dei rifiuti, dell'istruzione scolastica di base ecc.vengono dati per acquisiti qualunque sia il colore dell'amministrazione locale; il venir meno a questa aspettativa così scontata non sarebbe semplicemente accettabile per una cittadinanza del nostro livello di maturità civile, la quale giustamente pretende che certi servizi siano garantiti, facendosi sentire in caso contrario per quanto assai improbabile. Suppongo che questo non succeda invece in un paese molto arretrato, in cui la mancata erogazione degli stessi servizi non provocherebbe la rivolta della gente, che forse non è neppure consapevole di poter pretendere di più dai suoi governanti. Dunque anche il livello di civiltà della gente conta, eccome se conta.

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