PROBLEMI PELVICO-INTESTINALI POST-COLECISTECTOMIA

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LETTERA

Gent.mo Dottore, ho 45 anni e a soli 30 è cambiata totalmente la mia vita. Ho sempre sofferto di colite nervosa ma ho sempre potuto mangiare tutto senza alcun problema. Avevo l’abitudine di mangiare tanto per ‘consolarmi’ a volte e poi digiunare il pasto successivo ma non sono mai stata in sovrappeso. Insomma nessuna difficoltà particolare.

Qui di seguito spiego cosa mi è successo per esplicitare meglio il problema:

  • Intervento alla colecisti – nel 2005 mi è stata asportata la colecisti con laparoscopia. Non avevo disturbi ma c’era un grosso calcolo alla bocca delle vie biliari, così mi è stato consigliato di toglierlo. Sono stata operata il primo giorno di ciclo.
  • Il terzo giorno dall’intervento, ancora con i punti, misi a posto delle stoviglie tra cui una/due pentole grandi vuote.
  • Il giorno successivo, già al mattino cominciai ad avere la sensazione di non svuotare bene la vescica; la sera vidi del gonfio prima al lato destro dell’addome poi al lato sinistro e così è rimasto. Quasi come se si fosse abbassato l’intestino o i muscoli addominali, non so. Naturalmente il medico non ha notato nulla forse perché sono magra.
  • Ho iniziato dunque ad avere dolore all’inguine sinistro, al contempo dietro il ginocchio sinistro e alla schiena.
  • Da allora il dolore è per lo più rimasto nell’inguine-pube sinistro (tipo ferita o taglio interno) come anche soprattutto fastidio e necessità di urinare spesso.
  • Dopo qualche anno lo stesso problema si è verificato anche all’ano; il proctologo ha diagnosticato un piccolo prolasso rettale ma non vaginale (l’urologo invece, qualche giorno fa, ha escluso ogni tipo di prolasso anche quello rettale sostenendo invece che semplicemente la parete che separa vagina da retto è molto sottile).
  • Le feci sono per lo più molli e mai davvero consistenti e intere. Ho spesso anche aria.
  • Sono altamente intollerante al lattosio e sensibile al glutine (non ho problemi subito dopo aver mangiato questi cibi ma dopo che li assumo per giorni consecutivi con debolezza, eruzioni cutanee, spossatezza ecc.)
  • Dall’esame elettromiografico mi è stata riscontrata una lesione al nervo pudendo sinistro.
  • Non ho avuto parti o altri interventi.
  • Ho eseguito per 1 anno e più cura naturopatica e praticato ginnastica per pavimento pelvico con sonda presso un’ostetrica (sicuramente meglio ma il problema non si risolve).
  • Mi succede spesso anche di avere cistiti dopo rapporti sessuali con il mio compagno. 
  • Ho constatato che seguendo una dieta senza glutine o cmq molto rigida prescritta dal dietologo, l’intestino non pesa e quindi quasi scompare il senso di ferita nella zona sinistra della vescica. Il tutto sembra migliorare ma il senso di mancato svuotamento completo rettale non sempre avviene anzi quasi mai, causando dunque peso sulla vescica e senso di dover urinare.
  • Inoltre, se mangio ‘normale’ tutto e consecutivamente senza ‘disintossicarmi’ capita che perdo energia e ho bisogno di quasi un giorno di digiuno per riprendermi.

Detto tutto ciò, spero vivamente che possa avere una soluzione o rimedio alla mia situazione o quanto meno una idea di quanto mi sia realmente accaduto. Io credo che il tutto sia stato causato dallo sforzo addominale quando avevo ancora i punti. Tutti i medici finora hanno escluso questa cosa. Non so mi dica Lei. Davvero sto rischiando una depressione. Secondo Lei il problema è l’intestino, la vescica, il pavimento pelvico? Prolassi sembra non ce ne siano. Ma davvero non riesco a capire cosa sia.
La ringrazio in anticipo per tutto il suo aiuto. Sarei disposta anche ad un consulto più approfondito. Mi dica Lei se è il caso. Paola


RISPOSTA

SIAMO TUTTI PRIVI DI BACCHETTA MAGICA

Togliamo ogni pregiudizio favorevole e ogni pretesa ingiustificata. Non ho soluzioni sicure e non è il mio ruolo quello di sostituirsi ai medici che ti hanno avuto e che ti hanno tuttora in cura. Non è poi che un insegnante di salute e di igienismo possa disporre di maggiore esperienza sulle parti anatomiche specifiche e sulle dinamiche interne successive a una operazione chirurgica. Anzi, non è mai entrato in una sala operatoria, ed in più non dispone della sfera di cristallo o della bacchetta magica al pari dei vari medici coinvolti in questa vicenda.

LA MEDICINA CONVENZIONALE ADOPERA BISTURI E FARMACI CON TROPPA DISINVOLTURA

Un buon ricercatore di salute in chiave igienistica può tuttavia capirne di più sulla base di tanti altri casi similari relativi al post-operatorio nella asportazione della cistifellea o di altri organi piccoli ma basilari per la buona digestione e per l’immunocompetenza, come ad esempio l’appendice e la milza, spesso obiettivi preferiti dalla chirurgia medica, che tende a sottovalutare l’importanza di certi organi solo perché togliendoli di mezzo una persona non muore. Per i medici si tratta ormai di normalità e persino di rispetto dei protocolli, per cui devono consigliare e devono procedere coerentemente in quella direzione se non vogliono essere presi di mira dal sistema stesso, dalle pressioni ospedaliere verso il fare le operazioni anziché il non farle.

I MEDICI SVOLGONO IL MESTIERE CHE GLI È STATO LORO INSEGNATO

Non è un buon motivo per giustificare i medici o per fare loro da sponda. Ma se uno è per professione medico-chirurgo non puoi certo chiedergli di rinunciare al bisturi che è lo strumento principe della sua professione. Tutto quello che lo circonda è concepito come via unica e come scorciatoia per tacitare un determinato sintomo o una determinata anomalia funzionale. Ci sono di mezzo pure degli stimoli economici. Nulla di quanto riportato arreca sorpresa. Siamo in presenza di una tipica impreparazione alimentare e salutistica da una lato e di una tipica tendenza medica alla soppressione del sintomo dall’altro lato. Un corpo mal gestito e malcurato che reagisce nei modi precisi e logici enumerati fedelmente nella mail inviatami.

TUTTI I PROBLEMI PARTONO DALLA ASPORTAZIONE DELLA COLECISTI

Tutto è cominciato in gioventù mangiando quello che capitava e facendo in modo che si formassero dei calcoli alla cistifellea. Ma la data fatidica è l’anno 2005, quando viene consigliata ED ACCETTATA senza alcuna resistenza, pare, la rimozione della ghiandola biliare, la cistifellea o colecisti. È proprio da lì che cominciano i problemi.

I VARI SINTOMI DERIVANO TUTTI DALLA STESSA RADICE, DALL’AVER SCONVOLTO LA FUNZIONE BILIARE

Il discorso sulla motivazione dei dolori e dei guai successivi pare essere un punto focale del messaggio. Prevale su tutto la curiosità su cosa ha prodotto quei dolori, e nemmeno un piccolo accenno di autocritica all’aver accettato in primo luogo la soluzione chirurgica. Quel fatto basilare non c’entra e non si tocca. E da quel momento visite e consulti a destra e manca in cerca di spiegazioni sui dolorini interni, sulle allergie e sulle intolleranze, e su altre anomalie che i vari medici scartano e negano di volta in volta.

LE PENTOLE PROBABILMENTE NON C’ENTRANO

E c’è poi sempre il chiodo fisso delle pentole che avrebbero causato uno sforzo e un allentamento dei punti e un apocalittico abbassamento dell’intestino. Tutte cose a mio avviso campate in aria e frutto della fantasia. Qui manca poi del tutto la consapevolezza del fatto che il corpo tende a guarire e ad equilibrarsi non appena gliene diamo la possibilità, cosa che evidentemente qui non è mai avvenuta, data la tendenza a mangiare un po’ di tutto e a bere tanta acqua, secondo le classiche istruzioni mediche.

IL PARERE DELLA FISIOTERAPISTA

Prendo nota del post scriptum a sostegno di tale versione, per cui pure la fisioterapista ha proprio ieri riscontrato ciò che la Paola immaginava da tempo: “una piccola lacerazione dei muscoli addominali bassi in superficie, così da premere sulla vescica, causa probabilmente di una caduta sul fianco a 20 anni che mi ha generato una alterazione del bacino e causa anche dello sforzo addominale effettuato ancora in degenza con i punti”. Non ne faccio argomento di polemica, né voglio sottovalutare il nuovo elemento della caduta sul fianco a 20 anni. Sostanzialmente il discorso non cambia, nel senso che nei 25 anni successivi un corpo ha modo di raggiustarsi. Ma ora pensiamo a guardare avanti.

LA MEDICINA CONVENZIONALE È INDISPENSABILE COME TECNICA DI EMERGENZA, MA VALE BEN POCO IN TERMINI DI SALUTE

Fatta questa lunga premessa, vediamo di trovare una base valida di ripartenza. La Medicina purtroppo fallisce regolarmente e non è in grado di ripristinare l’equilibrio corporale e la regolarità funzionale dell’organismo. Come mai questo? Per una serie di motivi. Innanzitutto per la sua incapacità di normalizzare per vie naturali la circolazione e la formula del sangue, nonché il giusto pH, tutte cose ottenibili sempre e solo rispettando un regime di vita mirato a mantenere buone digestioni. Tieni presente che la Medicina Convenzionale non conosce l’arte di normalizzare le funzioni di nutrizione e di eliminazione, ovvero di depurazione, del corpo umano, che sono un problema di temperatura alterata e di tossiemia interna, e non un problema di chimica, di chirurgia, di raggi X, di chemio o di vaccini.

URGENTE NECESSITÀ DI ENTRARE IN UNO SPIRITO E IN UN LINGUAGGIO IGIENISTICO

Qui occorre più che mai fare un cambio di marcia. Serve educazione igienistica, in alternativa e sostituzione della ideologia medica che domina e stradomina la mente. Se non parliamo la stessa lingua non ci comprendiamo e diventa una Torre di Babele. Ho dei libri in circolazione e migliaia di tesine pubblicate. Materiale che va letto e studiato. Serve adottare al più presto una dieta vegan-crudista tendenziale-sostenibile-personalizzata. Fare attenzione che ogni singolo aggettivo qui usato ha un significato preciso che va capito e possibilmente condiviso. Il solo cibo accettabile dev’essere semplice, naturale, vitale, digeribile, innocente.

CICLI CIRCADIANI, SCALA SIMONETON E LEGGI UNIVERSALI DI MADRE NATURA 

Occorre apprendere le Leggi Universali ed Eterne della Natura, in particolare il fatto che siamo Health Oriented e dotati di formidabili mezzi auto-guaritivi. Occorre reinterpretare il significato vero di cosa è la malattia-sintomo e cosa è la malattia-causa. Occorre conoscere i 3 cicli circadiani di 8 ore cadauno, cioè:

  • il Ciclo Ripulitivo mattiniero fruttariano dalle 4 am alle 12, dove occorre dare forte prevalenza ai succhi freschi, alle spremute, alla frutta acquosa
  • il Ciclo Alimentare Solido dalle 12 alle 20, con pranzo alle 13:30 e cena alle 19:30, entrambi basati su un primo abbondante piatto di verdure crude ben masticate che rappresentano il 60% del pasto, seguito da un secondo piatto di cibo naturale-innocente cotto ma non stracotto di proprio gradimento, tipo minestra di verdura, riso integrale, patate, pasta al pomodoro, pizzetta vegana, peperonata, polenta e funghi, ecc.
  • il Ciclo Assimilativo dalle 20 alle 4 am.

E occorre inoltre considerare la scala Simoneton per valutare la vitalità, la vibrazione e la potenza radiante ed energizzante dei cibi. Poi altre nozioni basilari entrano via via nel nuovo modo di alimentarsi, di pensare e di comportarsi.

L’OBIETTIVO È QUELLO DI RIMODELLARE IL PROPRIO STILE DI VITA IN MODO RADICALE

Quando ci si abitua al nuovo sistema in modo progressivo e convincente, subentra l’entusiasmo dei primi successi e questo aiuta molto a continuare sulla strada del rimodellamento della propria vita e della propria salute. Tenere presente che il sistema della Health Science Igienistica si muove lungo percorsi diametralmente opposti a quelli della Medicina Convenzionale, per cui non è possibile applicare delle strategie incrociate e mescolate. Serve cioè una netta scelta di campo. O si sta con il campo medico o si sta con la Natural Hygiene. Vanno fatte scelte sistematiche alimentari di rispetto nei riguardi di un fegato stressato e di una digestione priva della sua normale funzione biliare. Un consulto di almeno un paio d’ore con domande e risposte e chiarimenti su quanto sopra potrebbe essere di notevole aiuto.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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