PROSTATA, REGALO DIVINO E SCOMODA GHIANDOLA DELLA VIRILITÀ

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LETTERA 1

Valori alti nel PSA e richiesta medica di ulteriore biopsia

Dear Mr Vaccaro, sono un italiano che risiede a Santa Monica (California) da quasi trent’anni. Ho un PSA (prostatic specific antigen) elevato, oscillante al momento tra 6 e 7. Ho 58 anni e ho fatto due biopsie. Una che rivelava un high grade PIN e la seconda dopo due anni con risultato normale.

Il mio PSA continua però ad aumentare e il medico californiano vorrebbe fare un’altra biopsia. È da notare però che, già a partire da 10/15 anni fa, il mio PSA era elevato (2.5-3.5) rispetto all’età.

Pochi sgarri, a parte il pesce e i dolci

Non ho disturbi, tranne quello di urinare lentamente e abbastanza spesso, senza mai liberarmi del tutto. Ha qualche suggermento? Da circa due anni non mangio carne (prima la mangiavo forse 3-4 volte l’anno, sottoforma di pollo, tacchino, salumi). Mangio però pesce, qualche volta uova. E qualche rara fetta di formaggio. Non fumo e non sono mai stato fumatore, e nemmeno bevitore di caffè. Un bicchiere di rosso, a volte, la sera. Purtroppo amo i dolci.

Vita attiva e sportiva

Sono alto 1.78 e peso 64 kg. Conduco vita molto attiva. Yoga, sollevamento pesi, cammino e gioco ancora a calcio abbastanza competitivamente. Nel caso avesse pubblicato qualche articolo me lo faccia sapere. La ringrazio anticipatamente per la sua cortesia.
Mi faccia sapere come potrò rimborsarla. Cordiali saluti.
Rudi Bianchi


LETTERA 2

L’unico italiano che risponde subito

Caro Valdo, ti ringrazio moltissimo della tua dettagliatissima lettera. Sei forse l’unico italiano che risponde subito. Cercherò di mettere in atto gran parte dei tuoi consigli, anche se la cipolla cruda proprio non la digerisco. Non hai parlato di frutta. Forse perché lo zucchero non va bene?

I reali timori sono quelli di un adenoma prostatico

Ti inizio a dare un grande grazie e, se hai bisogno di qualsiasi cosa dalla California, fammelo sapere e sarà mio piacere spedirti quello di cui hai bisogno. Io credo di avere una prostatite cronica, ma ho soltanto paura che si possa celare un cancro, ovvero un adenoma prostatico.
Mi terrò in contatto. Un caro saluto.
Rudi


RISPOSTA

La fortuna di vivere in un posto magnifico

Ciao Rudi, intanto due righe per dirti che ti invidio. Venni a Santa Monica 20 anni fa a salutare dei parenti di parte materna, e conosco dunque la magnificenza di quella cittadina. Non esattamente un posto per ammalarsi, ma piuttosto un’area per godere la vita al meglio. Del resto le tue attività sportive e ricreazionali dimostrano che te la stai cavando benissimo. Veniamo però al tuo problema specifico.

La prostata è innanzitutto nobile produttrice dei nostri fluidi seminali

Non dimentichiamo un fatto basilare, e cioè che la prostata è non solo una ghiandoletta spugnosa incastonata come perfetta collana intorno all’uretra, e collocata in zona evacuativa a comprimere dispettosamente la vescica.
Essa è anche, e soprattutto, una ghiandola importantissima che produce la maggior parte dei fluidi seminali maschili. Fluidi seminali che, al pari dell’urina, hanno nell’uretra la propria via di scarico.

Sviluppo puberale e sviluppo post-puberale

La prostata cresce rapidamente durante la pubertà ai maschietti, in concomitanza con l’incremento dell’ormone virile chiamato testosterone.
Tra i 40 e i 50 anni c’è la famosa seconda giovinezza, al punto che esiste pure il detto popolare, per cui La vita comincia a cinquant’anni. Io spero veramente che ce ne sia anche una terza e una quarta, avendo abbondantemente superato quella soglia. Una specie di seconda pubertà e di seconda giovinezza del maschio, dove si assiste ad una ulteriore crescita della prostata.

La seconda crescita della prostata o BPH non è affatto patologia

La crescita della prostata di per sé non è un fatto negativo. A leggerlo correttamente può essere interpretato come un tocco aggiuntivo di virilità, ma anche come un invito alla saggezza alimentare e comportamentale, poiché una ghiandola strutturalmente più grossa non può più permettersi di infiammarsi e di ingrossarsi, pena conseguenze nella evacuazione dei liquidi. L’ingrossamento benigno ed erotico della prostata si chiama BPH (benign prostatic hyperplasia), e non va dunque affatto considerato come una malattia, ma piuttosto come un dono divino, teso a prolungare la nostra efficienza sessuale e seminale.

Il ragionamento generoso del Creatore, e i giochi col fuoco del bipede tragressivo

Non si sa mai che arrivi un altro Diluvio Universale, con qualche vecchio maschio superstite stile Noè, degno di preservare la sua capacità erotica ed eiaculatoria, garantendo la continuazione della specie. Così potrebbe aver pensato più o meno Domineddio nel regalare ai maschi questa seconda crescita puberale. Tant’è che il 90% dei maschi oltre i 70 anni sperimentano l’ingrossamento della prostata.

BPH è un termine tecnico che descrive l’ingrossamento naturale della prostata e niente altro che quello. Succede però troppo spesso, ovvero nel 50% dei casi, che l’uomo degeneri e si comporti male, e si metta a giocherellare con le fiamme dell’inferno, ovvero col fuoco e con le alte temperature.

La sola razza infiammata del pianeta è quella umana

Non a caso la razza umana è la sola razza infiammata del pianeta. Non esistono casi di animali che soffrano di infiammazioni patologiche, se non per ferite o casi simili. I processi patologici infiammatori sono una scomoda esclusiva del genere umano, unica specie a praticare un’alimentazione disobbediente e contrastante col disegno divino. Le infiammazioni nascono tutte nel tubo gastrointestinale grazie alle fermentazioni ed alle putrefazioni, ed agli impedimenti evacuativi chiamati costipazione e stitichezza.

La vana ricerca di cause e rimedi

I medici poi sono prodotti del genere umano, e non possono essere ovviamente migliori della popolazione da cui derivano. Vagano pertanto confusi e abbagliati, inetti e disorientati, alla ricerca improbabile e impossibile delle cause e dei rimedi. La verità è una chimera, se chi la va a cercare non è genuinamente interessato a trovarla. Troppo semplice, troppo scomoda, troppo imbarazzante la verità per essere rivelata.

L’infinita arroganza del regime medico dominante

Presuntuosi ed arroganti, in forza di un prestigioso titolo, chiamato laurea in medicina, dettano leggi sanitarie e stabiliscono responsabilità patologiche, accusando batteri e detriti cellulari, ripristinando spiriti e streghe, demonizzando geni e antenati, inventando e classificando malattie a proprio gusto e piacimento, terrorizzando e stuprando la mente dei popoli, vaccinando, tagliando, espiantando, trapiantando e ricucendo.

Un cieco che brancola nel buio

Uno di loro, uno tra i migliori, disse una frase di quelle che restano a lungo.
L’uomo che tenta di curare un disordine fisico senza conoscerne le cause, è come un cieco che brancola nel buio. Quell’uomo era Sylvester Graham (1794-1851), tuttora famosissimo in America, al punto che ci sono negozi Graham e pagnotte Graham in circolazione. È uno dei tanti medici dissidenti, onesti e trasparenti, nonchè padri fondatori della scienza igienistica americana. Uno di quei pochi che hanno giurato sul testamento di Ippocrate per rispettarlo e non per tradirlo, ligi al principio per cui La Natura è sovrana medicatrice dei mali.

Le patologie, ovvero una serie infinita di infiammazioni

Tutte le malattie umane terminanti con la parola ite, non sono null’altro che infiammazioni locali partite dal colon e propagate in periferia, al pari di autentiche neoplasie termiche. Gastrite, colite, enterite, ileite, stanno all’interno del tubo enterico, mentre nefrite, epatite, pancreatite, tonsillite, appendicite, otite e così via sono infiammazioni relative ai nostri organi e ai nostri condotti sanguigni. Le vasculiti invece riguardano il nostro sistema circolatorio, per cui stanno dovunque scorre il sangue e la linfa.

Una razza infiammata ed ammalata, dotata di cessi, fogne e tombe

La razza umana, divina per definizione, che diventa razza diabolica e razza infiammata, cioè ammalata e putrescente, ammalata e carica di adipe, ammalata e carica di acido urico, ammalata e carica di pus. Al punto di andarsi a cercare altro grasso, altro acido urico ed altro pus, in un mortale circolo vizioso. Al punto di andarsi a cercare la puzza del topo morto e la puzza di freschino delle uova altrui, per trasbordarle in pianta stabile all’interno del proprio sistema gastrointestinale. Persone divine che avanzano disinvolte e sorridenti, eleganti e profumate, portandosi addosso, un cesso, una fogna e una tomba, più che un corretto apparato escretorio.

Frigoriferi trasformati in obitori ed intestini trasformati in letamai

Al punto di contaminare le proprie abitazioni con materiale cimiteriale e obiteriale tenuto nel proprio frigorifero, prima ancora che nel proprio intestino rovinato da diverticoliti, rettocoliti sanguinanti ed emorroidi.
Il tempio umano chiamato colon, trasformato in un orribile letamaio scatenante gas intossicanti e sinistri colibatteri.

L’enorme differenza tra un dono e un furto

La razza umana non ha ancora capito un fatto fondamentale.
E cioè che il frutto e il germoglio, il tubero e la radice sono un dono pacifico e gioioso della natura, mentre il cadavere dell’innocente animaletto crivellato dalle doppiette, arpionato da un uncino o sgozzato dai boia del macello, sono una rapina e una viltà che trasudano sangue e sofferenza, un imperdonabile furto e una immonda sopraffazione, indipendentemente dalle inique e laconiche leggi umane, quanto mai corrotte, colluse e corresponsabili.

Una ghiandola infiammata dall’ignoranza e dalla dabbenaggine umana

La prostatite è dunque un frutto preciso di questo tipo di civiltà.
L’infiammazione di una ghiandola nobile. Non è la ghiandola ingrossata a produrre i problemi, ma la ghiandola infiammata dalla stitichezza e dalle vasculiti, dalla stupidità e dalla dabbenaggine umana. Pare poi che la ritenzione idrica rappresenti una ulteriore maledizione. Avere sangue fluido e puro è assai diverso dall’avere sangue tossico e viscoso. Avere una urina abbondante e chiara, un getto urinario generoso, è assai diverso dal sentire frequenti stimoli e urinare poco e scuro.

Sesso 5 volte la settimana, firmato dr Temporao, Ministro della Salute del Brasile

Il Creatore ci ha dato gli organi per farne uso frequente oltre che saggio.
Il detto per cui fare all’amore fa bene, anzi benissimo, non è per niente una bufala. Il ministro della salute del Brasile, il dr Gomes Temporao, notizia pubblicata sul The Times of India del 28 aprile scorso, ha raccomandato ai brasiliani di fare sesso 5 volte alla settimana, senza dire come e senza dire con chi. L’importante è comunque farlo. Immaginiamo se una cosa del genere venisse pronunciata, che so dal nostro dr Fazio. Un’atomica sotto la Cappella Sistina!

Le prostatiti sono in costante aumento

La cosa è assai seria. Il dr Temporao ha preso in mano alcuni dati sulla salute dei suoi concittadini e si è preoccupato. Evidentemente non bastano le scuole di samba e non bastano le follie del Carnevale di Rio, dove c’è tanto show, tanta eccitazione ma scarso contenuto. Finchè le donne si mostrano e non la danno, o fanno come la prostituta greca Mika Teladogratis. Finchè le mogli si fanno pagare dai mariti. Finchè i maschi le schivano, salvo avere in tasca un rifornimento di profilattici e di Viagra. Finchè certi religiosi fanno finta di pregare e allungano invece le mani verso esseri innocenti. Finchè queste cose accadono le prostatiti non faranno che aumentare.

Più movimento e più concretezza

Il dr Temporao ha giustificato ovviamente il suo intervento. Fare l’amore serve per prevenire problemi cronici di salute come l’ipertensione arteriosa, il diabete e i tanti problemi cardiovascolari. Ballate, mantenete un peso stabile, fate esercizi e ginnastica sia a letto che fuori di esso, e misuratevi spesso la vostra pressione, ha concluso il ministro, preoccupatissimo per lo stato iperteso della popolazione carioca.

La prostata infiammata comprime la vescica e blocca l’uretra

Parliamo dunque di prostatite, una condizione in cui la ghiandola si infiamma, si congestiona di sangue, si gonfia in volume, e va a creare la vera e propria patologia prostatica. La prostata, ingrossata oltremisura, finisce per comprimere la vescica e bloccare parzialmente l’uretra, causando ritenzione, stimoli all’urinazione, dolori ed altri problemi accessori.

Trattenere il liquido fa sempre male

Il sintomo si manifesta con uno spasmo accompagnato dalla necessità di orinare e defecare, provocando un forte imbarazzo al basso ventre e alla vescica, perché è in atto un sopravvenuto impedimento nelle funzioni fisiologiche. Trattenere il liquido, o anche l’illusione del liquido, fa malissimo e può al limite causare una crisi cardiaca, altro che PSA e adenoma prostatico! Il discorso non vale solo per l’urina, ma anche per il liquido seminale. Non a caso Tinto Brass ha suggerito rilevanti intensificazioni eiaculatorie. Anche negli scherzi e nelle esagerazioni esiste un fondo di verità.

Il ricorso alla chirurgia, ovvero al fallimento-della-medicina

Trattata con gli abituali mezzi della medicina, questa affezione acuta chiamata prostatite diventa cronica, causando complicazioni ancora peggiori, con patologie alla vescica e allo stesso apparato renale. Alla fine, come ultima risorsa, i sanitari ricorrono all’intervento chirurgico, ovvero a quella risorsa che un grande medico americano definì come il fallimento della medicina. Non si trattava di un medico qualunque, ma di Oliver Wendell Holmes (1809-1894), professore di anatomia e fisiologia ad Harvard, nonché insigne magistrato, fondatore della Supreme Court of Justice americana.

Le soluzioni vincenti di Manuel Lezaeta

Manuel Lezaeta, nel suo testo Medicina Naturale alla portata di tutti, scrive di aver visto casi di prostatite, trattati dai medici per 9-10 anni con tante spese e senza alcun risultato, sparire in pochi mesi seguendo il suo sistema naturale. I trattamenti di Lezaeta sono basati su 3-4 bagni genitali al giorno, sulla fasciatura di cataplasmi di fango freddo intorno a reni-ano-genitali, e immersioni dei piedi in acqua fredda. Tutte soluzioni volte a richiamare sangue dalle parti ventrali infiammate ed emo-congestionate. Anche il cataplasma a base di cavolo crudo (diversi strati leggermente pestellati di foglie verdi e viola), è utile a disinfiammare le parti congestionate.

Tisane coadiuvanti per facilitare la diuresi e il flusso urinario

A livello di tisane coadiuvanti, si parla di coda cavallina, oppure di ortiche e menta, bevanda assai efficace nelle affezioni genito-urinarie (3 bicchieri al giorno). Ottimi i semi di prezzemolo, che danno un infuso (un litro di acqua bollente su 10 grammi di semi), capace di facilitare l’emissione di orina al pari del tarassaco, che non a caso si chiama pisselit. Shelton non sarebbe d’accordo con tutte queste cure al sintomo, ma gli chiediamo venia, in quanto siamo nel campo degli alimenti, più che in quello dei farmaci sballanti e devianti.

Una dieta vitale e crudista può essere la panacea

Gli stessi medici olistici riconoscono poi come una dieta vitale, basata su succhi vegetali freschi, ricchi di apporti in potassio, manganese e zinco rigorosamente organicati, è quanto di meglio serva a ripristinare l’equilibrio prostatico. Frutta e verdura, tuberi e germogli, semini vari pestellati, semi di zucca straricchi di zinco e di fitosteroli, rappresentano dunque la panacea, se una panacera mai esiste.

I semi di zucca degli Indiani Apaches

Il segreto sta comunque nell’uso giornaliero dei semi di zucca, che già gli indiani Apaches usavano per contrastare le loro prostatiti. Un vero igienista crede poco nella sostanza magica, per naturale e buona che essa sia, e accetta questi interventi solo in quanto alleggeritori e non interferenti col sistema immunitario.

L’equilibrio termico e la dieta disinfiammante

Il fattore fondamentale per una normalizzazione delle prostatiti rimane però l’equilibrio termico del corpo, e quindi la disinfiammazione del corpo umano, il raffreddamento dei condotti. La dieta non può dunque essere se non quella naturale e biologica dell’uomo, ossia la dieta vegano-crudista che oggi, in vena di compromesso e di tolleranza, chiamiamo vegana tendenzialmente crudista, con colazioni spiccatamente agre e fruttariane, con pranzo e cena improntati su verdure crude d’esordio e un secondo virtuoso ma a piacere, e una manciata di mandorle per i grassi Omega-3.

Tutti i test, presi da soli, hanno scarso valore e scarsa affidabilità

La medicina basa tutte le sue attenzioni sul test del sangue o PSA, al fine di diagnosticare le prospettive alte o basse di una formazione tumorale alla prostata, ma gli stessi specialisti del settore esprimono seri dubbi sulla efficacia e sull’affidabilità del PSA. Tutti i test, persino quello dell’iride che noi raccomandiamo e privilegiamo, vanno presi con le pinzette. Ogni essere umano è identico nella struttura biologica fondamentale, ma è nel contempo diverso nei dettagli, per cui a ogni test vanno sommate altre 20 o 30 osservazioni esteriori, 20 o 30 domande su come sta, come si comporta e quali sintomi sente.

La relatività dei test e della prova PSA

I dati numerici hanno sicuramente un significato, ma non un valore assoluto e predittivo, tanto che gli stessi manuali medici attribuiscono diversi indici di credibilità ai vari test diagnostici. In ogni caso ci sono due prove del PSA. Il PSA a cui ti riferisci, è il PSA specifico, e ha come valore di riferimento da non superare i 4 ng/mL o microgrammi/L. Il secondo test, chiamato free PSA, o PSA libero, richiede un valore superiore al 20% per la normalità, 10-20% per la border-line, e inferiore al 10% per il carcinoma prostatico.

Decine di messaggi sulla prostatite

Torniamo dunque a te, caro Rudi. Quanto sopra ti sarà già utile a capire meglio l’intera situazione. Ho voluto approndire e generalizzare, visto che mi sono arrivate in questi giorni decine di lettere sull’argomento prostatite. Mi hanno scritto persino dei miei compagni di scuola del liceo. Ti invito a continuare col tuo presente stile di vita, che non è affatto pessimo. Le tue scelte sportive ed alimentari rasentano la perfezione, ma possono essere ulteriormente implementate.

Il rubinetto veleni, nel caso tuo, parla di pesce e di dolciumi

È fondamentale chiudere ermeticamente il rubinetto dei veleni. Anche per verificare quanto essi significhino in loro totale assenza. Nel caso tuo il veleno è rappresentato dal pesce, cadavere marino con 30 grammi di acido urico ad ogni chilo immesso nel sistema. Via anche ogni latticino e soprattutto i dolciumi che ti stanno inquinando fortemente.

Gli zuccheri della frutta sono il massimo in termini di salute e di rendimento

Mi dici che non ho parlato di frutta, per via dei loro zuccheri? Sia mai detto.
Sono uno sperticato sostenitore della frutta e dei succhi zuccherini naturali che essa offre. Nulla a che vedere con lo zucchero estratto da barbabietole o canna, con metodi iper-termici che hanno silurato ogni vitamina, ogni minerale, ogni enzima ed ogni ormone, dandoti 100% calorie e Zero% micronutrienti. Metto all’indice piuttosto ogni succo pastorizzato, dove le vitamine spariscono e i minerali diventano veleno.

Massimizzare l’apporto di frutta di mattina e nel tardo pomeriggio

Frutti di stagione a raffica dunque, nel corso della mattinata e a tardo pomeriggio. In California poi le pesche si trovano anche in febbraio! Kaki, melograni, uva, mele, pere, kiwi, fichi d’India, pesche, avocadi, banane, ananas, papaie, manghi e frutti di bosco. Melius abundare quam deficere!

Ampie concessioni al compromesso, per cui non esistono scuse di inapplicabilità

I compromessi te li concedo, e si chiameranno buon pane integrale multi-cereali, pizzette sottili alle verdure crude e fresche, pasta integrale (poca pasta e tante verdure tipo cavolini, cavolfiori, porri, spinaci, ecc), zuppe di verdure con base succo di carota e sedani e aggiunta di crostini o di cereali precedentemente inteneriti (zuppa cruda tipo gazpacho o anche cotta in pentola normale e non oltre i 16 minuti), patate e zucche e legumi (cottura minima e intelligente), cereali tenuti in ammollo e cotti al dente (avena, miglio, farro, saraceno, orzo, quinoa). Ma servirà sempre anticipare tali piatti da una abbondante insalata verde, alternando radicchi, lattughe, valeriane, carciofi e finocchi crudi, rucola, ravanelli, crescione, tarassaco o dandelion, acetosa, malva.

Verdure selvatiche e verdure orticole

Particolare attenzione all’insalata cruda grattugiata di cavoli, rape, carote e cipolla. Priorità al pomodoro, ricco di licopene, ottimo per la prostata. Priorità ai germogli di luppolo e di pungitopo in primavera. Altre piante da considerare sono la malva, le ortiche, l’amaranto, la farinuzza, il selene, la piantaggine, l’aloe e la coda cavallina.

Esercizi di contrazione e di rilassamento del ventre

Esercizi di movimento, di contrazione e rilassamento dei muscoli ventrali, serviranno a migliorare le condizioni della prostata. Evitare il più possibile la guida prolungata. Per chi fa un mestiere a rischio, come i tassisti, i camionisti, i rappresentanti che viaggiano per strada, occorre davvero una strategia precisa e rigorosa. Serve interrompere ogni mezz’ora la guida e fare diversi saltelli e diverse respirazioni rilassanti.

Mettere la salute al primo posto, in tutte le circostanze

Impariamo dai tassisti arabi. Un giorno, nonostante io avessi fretta, un tassista senegalese che mi portava all’aeroporto di Dakar, bloccò il taxi, stese un tappeto ai margini della strada e si mise a pregare inginocchiato in direzione della Mecca. La nenia durò non meno di 15 minuti. Non era un esercizio vero e proprio, ma qualcosa di simile.

Guidare a lungo, stare davanti al computer e alla televisione, sono attività a rischio

Chi lavora al computer e chi ama guardare la televisione, sarà meglio inserire, anche in quei casi, delle interruzioni salutari fatte di saltelli e di accelerazioni cardiache e respiratorie. Stessa cosa per chi viaggia in aereo o in treno. Fare due passi e sgranchire i muscoli è d’obbligo nelle lunghe percorrenze. La respirazione va curata in modo addirittura maniacale, praticando i diversi tipi di ritmi proposti dai santoni indiani. Trovo il ritmo 1-4-2, che diventa ad esempio 5-20-10 in chi ha un buon apparato polmonare, ottimo sotto ogni punti di vista. Regolari esercizi di respirazione, senza forzare troppo, hanno valore ultra-terapeutico. Tenere le finestre non serrate di notte, per un buon ricambio d’aria.

Un bicchiere d’acqua, ma solo prima dei pasti

La prostatite deriva da anni di insulti all’apparato renale e all’apparato urinario. È d’obbligo evitare in modo rigoroso ogni forma di costipazione e di stitichezza. Un intestino che non si libera prontamente può ostruire il flusso urinario premendo ulteriormente sul già schiacciato apparato uretro-vescicale. Evitare anche la disidratazione, male comune ed ubiquitario. Chi mangia crudo non ha sete e non ha bisogno di integrazioni acquee, ma un bicchere d’acqua qualsiasi (non brillante e non gassata), preso prima dei pasti e mai durante o dopo, non farà mai male a nessuno.

Il vero cancro è la paura del cancro

Ti allego anche la tesina Zona tumore, zona cancro, per esorcizzare i tuoi timori in quella direzione. So che negli Stati Uniti ogni indurimento, ogni sciocchezza possibile ed immaginabile, viene chiamata cancro con eccessiva disinvoltura. Il mio invito è quello di diventare rigoroso quanto un militare in battaglia, almeno nei mesi in cui vuoi contrastare il fenomeno in atto. Rigoroso contro i veleni e rigoroso contro il terrorismo medico, sempre attivo e sempre esasperante. Non servono ulteriori biopsie e non servono ulteriori visite.

Vivendo in piena serenità il corpo diventa inviolabile

Il ripristino della salute e della normalità sta tutto dentro di te, e non certo in alcuna sostanza esterna, o in un bisturi esterno. Vivi tranquillo e sereno, facendo tutto il possibile per scongiurare il peggio. Quando ti sei dato una impostazione impeccabile e virtuosa, non esistono altre soluzioni, per cui non ti resta che rasserenarti e metterti l’animo in pace. Se hai altre domande resto a tua disposizione. Quando sarai guarito, se vuoi, mi darai il tuo grazie nei modi e nei tempi che vorrai. Ma anche il solo grazie verbale basterà. Pensa piuttosto a guarire e a stare bene.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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