PUBALGIA O SINDROME DI SOVRACCARICO PUBICO-INGUINALE

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LETTERA

LA RIPRESA DELLE TESINE È UN BUON SEGNALE

Ciao Valdo, sono Francesco della conferenza di Porto Recanati, ci siamo sentiti al telefono nei giorni del tuo infortunio. Vedo che hai ripreso a scrivere sul blog e ti rinnovo gli auguri di pronto recupero totale, vedrai che andrà tutto a posto, forse avevi solo bisogno di un po’ di riposo.

QUALCHE CONSIGLIO SULLA PUBALGIA

Con la presente per farti due domande. La prima riguarda un compagno di squadra di calcio che ha un problema di pubalgia, problema che i dottori non sanno bene come affrontare. È più di un anno che ha periodi con fastidi che vanno e vengono e lo limitano nello sport. Non trovo tesine sulla pubalgia nel tuo blog, puoi darmi un consiglio veloce?

RIPROGRAMMAZIONE MEETING

La seconda riguarda il meeting di Porto Recanati, cancellato per causa di forza maggiore. Dimmi pure se possiamo riprogrammare un tuo nuovo evento qui nelle Marche, chiaramente in base ai tuoi tempi di recupero e di meritato riposo. Abbiamo notato un notevole interesse di pubblico l’altra volta. Probabilmente la sala non sarebbe stata sufficiente. Hai già idea di quando se ne potrebbe riparlare?
Grazie. Un abbraccio.
Francesco Monaldi

*****

RISPOSTA

EVENTO RECANATI SPOSTABILE AL 2015

Ciao Francesco, ricevo con piacere il tuo messaggio. Ribadisco il mio sincero rammarico per non aver potuto intervenire a Porto Recanati, e questo vale sia per te che per l’abbondante gruppo di persone che si erano prenotate. Un imprevisto davvero inopportuno. Del resto, non si trattava di una semplice frattura al polso che non mi avrebbe di certo impedito di assolvere l’impegno, ma di un incidente dagli esiti davvero gravi ed invalidanti. C’era di mezzo una microfrattura al collo del femore e il dislocamento dolorosissimo di una protesi spessorale all’anca inserita nel 2007, oltre che lesioni alle costole. Verrò sicuramente a Porto Recanati se lo vorrai. Veniamo ora al problema del tuo amico calciatore.

COS’È LA PUBALGIA E CHI SONO I SOGGETTI A RISCHIO

Pubalgia significa letteralmente dolore alla regione del pube, che è la parte centrale del bacino. Trattasi di una patologia da sovra-sforzo chiamata anche Sindrome di sovraccarico spondilo-inguino-pubica. È una condizione molto fastidiosa ed invalidante per chi fa sport attivo. Colpisce indistintamente chiunque pratichi attività fisiche competitive di un certo impegno. I bersagli preferiti sono nell’ordine calciatori, calciatori di calcetto, rugbisti, tennisti, cestisti, pallavolisti, podisti, maratoneti, ballerini, saltatori in alto e in lungo, giocatori di squash. Chiunque pratichi sport nei quali sino coinvolti gli arti inferiori in cambi di direzione repentini ed improvvisi, con grandi sollecitazioni sulle gambe, corre dei rischi concreti. In termini meno tecnici, la pubalgia viene chiamata Ernia degli sportivi ed anche Male dei calciatori. La sua diffusione è in forte e continua ascesa.

SINTOMI

I sintomi sono molto fastidiosi e in genere si distinguono con dolori di varia entità e una sensazione di bruciore che coinvolge la zona inguinale e pubica scendendo fino all’interno coscia. Dolori lancinanti con impedimenti funzionali, soprattutto di mattina e a freddo. Dolori sordi e diffusi in zona peritoneale. Dolori trafittivi passando dalla posizione distesa a quella seduta. Man mano che uno prosegue con l’allenamento il dolore sfuma ma non scompare affatto e tende a ripresentarsi. I dolori si hanno prima e dopo un allenamento o una gara. Dolori al pube anche nel corso delle partite, specie nell’espletamento di dribbling molto stretti.

CAUSE

Il muscolo retto-femorale, uno dei 4 muscoli del quadricipite, subisce sollecitazioni e contrazioni eccessive. L’intensità del lavoro muscolare è una delle cause scatenanti. Dietro la patologia in questione c’è un sovraccarico ai muscoli adduttori, mentre gli addominali sono coinvolti per i ripetuti microtraumi che si riflettono sui nervi dell’inguine. Affaticamento, terreni pesanti, errori di scelta nelle scarpe troppo rigide e nei tacchetti inadatti, posture sbagliate, insufficiente riscaldamento iniziale ed insufficiente stretching rilassante conclusivo nelle partite, abitudini a rischio come il calciare il pallone prevalentemente con l’interno del piede, allenamenti svolti in condizioni di tensione e di affaticamento muscolare-articolare, allenamenti svolti a intensità superiori alle nostre possibilità e conseguente flogosi o infiammazione ai muscoli stressati, appoggio piede in eccessiva pronazione (internamente) o in eccessiva supinazione (esternamente), ripresa attività dopo lunga assenza. Queste le cause basilari della pubalgia, riferite soprattutto al calcio e al rugby.

PREVENZIONE E RIMEDI

La prima raccomandazione  rimane quella di una corretta ed adeguata preparazione fisico-atletica, senza voler mai strafare e senza sforare il tetto delle proprie possibilità fisiche. Nei casi di malessere leggero si può anche continuare l’attività con prudenza, avendo cura di monitorare la situazione e di ridurre l’intensità dei carichi. Nella pubalgia seria si deve sospendere ogni attività per almeno 20 giorni, e talvolta per 2-3-4 mesi. Continuare ad allenarsi senza prima indagare sulle cause del problema e senza trovare una soluzione al medesimo è pericoloso oltre che autolesionista. La fretta di riprendere velocemente e di tagliare i tempi di recupero è una pessima consigliera. Le correzioni di tipo chirurgico non sono a mio avviso risolutive. Tacitare il sintomo pubalgia mediante bisturi non significa affatto risolvere il problema.

SFRUTTARE AL MEGLIO LA SOSTA PER UN RIPRISTINO DELLA PROPRIA EFFICIENZA

Durante la sosta sarà opportuno riprendere gradualmente l’attività a carichi e scatti ridotti, badando anche al potenziamento dei muscoli addominali esterni. Il ricorso al nuoto, alla bicicletta e ad esercizi sul tipo Pilates, oltre che a massaggi, a fanghi termali e ginnastica dolce di riabilitazione faciliterà la ripresa su nuove basi. Esercizi mirati al miglioramento della coordinazione intermuscolare e alla riprogrammazione degli schemi critici, tipo andature, accelerazioni, decelerazioni, cambi di direzione, gesti tecnici specifici per lo sport praticato risulteranno preziosi. Una alimentazione vitale e leggera, abbinata all’adozione del pacchetto salute Health Science, valido per chiunque abbia a cuore il proprio benessere e il proprio peso forma, meritano pure attenta considerazione.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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