QUESTIONE PROTEICA, QUESTIONE INTESTINALE E INTERROGATIVI SULLE UOVA RUSPANTI

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Tutto parte da una breve mail di un mio importante lettore dalla Sardegna, con richiesta di chiarimenti sulle uova.

“Carissimo Valdo, ti scrivo alla luce di alcune ricerche scientifiche che consiglierebbero di assumere uova ogni giorno in virtù delle proprietà dalle stesse contenute. Mi potresti dare un consiglio su questo punto? Sopratutto in relazione al colesterolo contenuto nelle stesse. Grazie, Antonello”.

Potrei a questo punto rispondere con due semplici battute, o rimandare a mie tesine precedenti, ma non risolverei in alcun modo i dubbi e le incertezze del mio interlocutore e dei tanti che mi stanno seguendo sul blog.

UOVA RUSPANTI E INNOCENTI DA RISPETTATE GALLINELLE DI COMPAGNIA

L’argomento qui trattato è poi di largo interesse davvero, particolarmente sentito con l’arrivo della stagione fredda, anche se i fried eggs, i boiled eggs e gli scrambled eggs sono ormai entrati nella mentalità della gente a tutte le latitudini.

Un argomento che merita pertanto di essere ampliato ed approfondito. Sto da sempre dalla parte del cibo digeribile e virtuoso, e pertanto tendenzialmente e il più possibile vegan-crudista. Chiaro che la massima pulizia interna si ottiene in assenza di sostanze inquinanti.

Se parlo di uova lo faccio comunque avendo in testa le uova come cibo concentrato e comodo di compromesso, come cibo di emergenza calorica, come alimento di ricorso casuale e non regolare.

Idealmente, mi riferisco pure a uova fresche, a uova ruspanti e non da allevamenti industriali, ovvero da gallinelle o anatroccole non destinate poi alla vile ed ingenerosa macellazione, ma tenute come animaletti da compagnia, libere di vivere e di morire secondo natura.

Assumere uova fuori da questo specifico contesto rappresenta sempre un rischio, una trasgressione e un tradimento di importanti principi etici.

LE PROTEINE E LE LORO FUNZIONI

Le proteine sono sostanze presenti negli alimenti vegetali e animali, composte dalla aggregazione di 20 aminoacidi, di cui 9 essenziali che il corpo non auto-produce e che devono pertanto essere ricavati dagli alimenti.

Le proteine assolvono una funzione plastica costruendo-riparando-rinnovando le cellule, e una funzione regolatrice entrando nella composizione di ormoni-enzimi-anticorpi. Con le proteine si ricambiano tutte le cellule del corpo umano nel giro di 11 mesi.

GLI SCANDALOSI STRAVOLGIMENTI DELLA FDA AMERICANA

Ricordiamo che la potentissima FDA americana (Food and Drug Administration), per lungo tempo, a partire dagli anni ’70, ha sbraitato al mondo intero che servono 350 grammi di proteine al giorno e che pertanto carni-pesce-formaggi-uova vanno inseriti a colazione-pranzo-merenda e cena, sotto la spinta degli enormi mattatoi americani.

Ovvio che le manipolazioni e le falsità sono destinate prima o poi ad essere spazzate via. Quanto sosteneva la FDA rasentava davvero l’assurdo. Dopo diverse correzioni a calare, imposte da tutte le università americane, si è finalmente giunti alle attuali quote che fissano il tetto proteico medio, oltre il quale il corpo va in acidificazione, a 24 grammi/giorno.

Una enorme diversità come si vede. Ma nel frattempo, tutte le diete commerciali low-carb, dalla Atkins, alla zona, alla Dukan, alla Montignac, alla Gruppi Sanguigni, alla Lemme, alla Tisanoreica, alla Life120, alla stessa Mediterranea Moderna, si sono impregnate dei concetti sballati del più bieco carnivorismo e della più grossolana proteinomania di marca statunitense.

Gli stessi media televisivi, per non dire l’Agroalimentare Italiano rappresentato fedelmente dal famigerato Giorgio Calabrese, si sono allineati sui valori iniziali a difesa dei macelli, della B12 (valori manipolati pure dalla FDA al rialzo e mai più corretti), e degli interessi della McDonald’s e di tutti i fabbricanti di hamburger, di prosciutti e mortadelle del pianeta e dell’Italia in particolare.

I danni e i decessi anticipati provocati in America e nel mondo intero da questi imperdonabili intrighi della FDA sono enormi ed incalcolabili. Da rilevare che superare il tetto proteico di 24 grammi al giorno significa andare in acidificazione, ovvero in malattia.

Cosa di non poco conto, dal momento che per ottenere un riequilibrio del pH servono diversi mesi per un giovane e circa un anno per un anziano.

CARENZE PROTEICHE ED ECCESSI PROTEICI

Oggi si sa che le carenze proteiche sono praticamente impossibili, salvo che uno non vada in carenza calorica per insufficiente assunzione di cibo. Per contro, un apporto proteico superiore alle reali necessità non giova, ed è dannosissimo in quanto affatica fegato e reni, favorendo un accumulo dei composti di degradazione catabolica (acido urico, urea, ammoniaca) che intossicano e acidificano l’organismo.

In questi casi l’organismo è costretto a mobilitare i minerali-tampone a scapito delle ossa (calcio-magnesio-sodio) con conseguente artrosi e osteoporosi, e a mobilitare la ammoniaca-tampone (sistema tampone più efficace del corpo) tramite i reni, con conseguente rialzo creatinina e con irreversibile insufficienza renale.

FABBISOGNO PROTEICO

I lattanti non svezzati richiedono 2,5 grammi/giorno di proteine per 1 kg di peso corporeo, gli adolescenti 1,25 grammi, gli adulti 0,60 grammi (dato obsoleto ed in eccesso delle università USA), per cui chi pesa 70kg avrebbe bisogno di 42 grammi/giorno, mentre in realtà 10-20 grammi sono più che sufficienti, al di là della quota di 24 grammi universalmente approvata.

Da rilevare che vitamina D non sintetica (da esposizione solare) e magnesio organico sono le contromisure indispensabili per risolvere artrosi, osteiti e osteoporosi.

Magnesio ottenibile da rape, datteri, avocado, cocco, castagne, cavolini, germe grano, tarassaco, mandorle, anacardi, noci, pinoli, pistacchi, miglio, sesamo, girasole.

OCCORRE AGGIORNARSI SULLA QUESTIONE PROTEICA

Invito tutti a fornirsi di un articolo fondamentale di Michael Bluejay (in inglese) dove riporta i dati USDA, US Department of Agricolture, e sfata il mito sviante delle proteine vegetali incomplete con dati precisi alla mano.

Da tale documento si apprende che gli esseri umani necessitano dal 2,5 al 10% di calorie derivate da proteine, e che tutti i vegetali eduli contengono non solo tali percentuali, ma vanno ben oltre.

Tra l’altro, nel momento di massima crescita di un bambino e quindi di massima necessità proteica, serve il 6% di calorie da proteine, che è poi l’esatta percentuale del latte di donna. Senza adeguate proteine, non è possibile il rapido sviluppo dei cuccioli delle varie specie.

Da qui la provvidenziale invenzione evolutiva del latte per le specie mammifere (con formula del latte ritagliata su ciascuna specie) e dell’uovo come fonte proteica e come dispensa di proteine a pronta disposizione.

CONTENUTI PROTEICI IN ALCUNI CIBI

  • Latte di donna 5,9%
  • Frutta acquosa 6,7%
  • Frutta secca da guscio 11%
  • Semini vari 11%
  • Cereali integrali 13%
  • Vegetali a foglia e vegetali crudi in generale 22%
  • Legumi 28% (da rilevare ad esempio che i lupini offrono 38 grammi di proteine ogni 100 grammi di prodotto, per cui sono superiori alle uova in termini di valenza proteica).

IMPOSSIBILITÀ DI FINIRE IN CARENZA DI PROTEINE

Da tutto questo si deduce e si riconferma che è letteralmente impossibile andare in carenza proteica, se solo si assumono sufficienti calorie dal cibo.

Le proteine sono insomma uno dei nutrienti più facili da ottenere. In realtà tutti i cibi sono stracarichi di proteine. Pure l’aria, alimento basilare per i respirazionisti o breathariani e per i fachiri, è intrisa di proteine, visto il suo prevalente contenuto di N Nitrogeno o Azoto (80%) sull’O Ossigeno (20%).

La stessa prof Marion Nestle, preside e docente del Dept of Nutrition, Food and Hotel Management della New York University, prestigiosa autorità nel settore, afferma che “Non parliamo nemmeno più di proteine perché non è un “issue”, non è una questione importante. Se ne parliamo a volte, lo facciamo solo per evidenziare la dannosità estrema delle proteine stesse.

La verità è che se tu mangi del cibo mangi automaticamente proteine. E ognuno mangia cibo di troppo, cioè proteine di troppo. Ottenere abbastanza proteine significa semplicemente ottenere abbastanza calorie”.

I VEGETALI COLTIVATI CON CURA SONO PERFETTI E COMPLETI

Le proteine vegetali poi sono completissime e contengono quantitativi garantiti e in eccesso rispetto al reale fabbisogno umano, coprendo Isoleucina, Leucina, Lisina, Felilalanina, Tirosina, Metionina, Treonina, Triptofano, Valina, Istidina.

Analizzando attentamente la Tavola dei vegetali più comuni e dei rispettivi contenuti proteici, riportata qui sotto, abbiamo la prova della caduta di un mito duro da scalfire, come quello della complementazione proteica a ciascun pasto.

Apprendiamo infatti una cosa che già sapevamo, e cioè che i vegetali non hanno carenze. Ogni singolo vegetale contiene addirittura amminoacidi in eccesso rispetto alle esigenze umane.

Vale per il radicchio, per la carota, per il sedano, per i broccoli, per i pomodori, per le patate, per i peperoni verdi e per tutto quello che produce l’orto di casa. Madre Natura ha disegnato i cibi vegetali in modo perfetto e completo, ritagliati su misura per l’uomo e per gli animali vegetariani.

LE INSIDIE DELLA DISBIOSI INTESTINALE DA ECCESSO PROTEICO

Ma l’effetto più grave di una alimentazione iper-proteica, quella tipica di tutte le citate diete commerciali esistenti al mondo, è la Disbiosi Intestinale, cioè il sovvertimento della normale flora batterica ovvero del Microbiota.

Da rilevare che la flora batterica umana è basilarmente saprofita, ossia di derivazione vegetale (da Sapròs=marcio e da Phyton=pianta), microrganismi vivi che si nutrono di materia organica vegetale in decomposizione.

L’alimentazione iperproteica o alto-proteica causa una perdita di germi buoni e lo sviluppo di abnorme di germi opportunisti disbiotici, o colibatteri della putrefazione.

E qui, il docente di supporto che ho prescelto è un noto medico triestino, innovativo e dunque perseguitato, di nome Bruno Nacci, autore di un volume ricco ed illuminante dal titolo “Diventa Medico di Te Stesso”. L’importanza dell’intestino e del microbiota viene qui enfatizzata in modo chiaro e dettagliato.

L’intestino occupa una enorme superficie interna di 400-600 metri quadri, equivalente a due campi da tennis. Dalla gola all’ano sono poi disseminate ben 150 stazioni linfonodi del sistema linfatico, basilari presidi di linfociti o globuli bianchi che mantengono le difese immunitarie a ridosso del lume intestinale, che può essere senz’altro considerato come l’area più critica e pericolosa del corpo, un’area ricchissima di germi buoni e cattivi in competizione.

Su questa superficie strategica si gioca pertanto la grande battaglia, ovvero la differenza fra stato di salute e stato di malattia. Il 40% degli italiani soffrire ufficialmente di disturbi intestinali. Se consideriamo che la maggioranza dei sofferenti non va dal gastronterologo se non nell’emergenza da pronto soccorso, ecco che il 40% tende a diventare 80%.

EQUILIBRIO DEL MICROBIOTA

Quella che si chiamava un tempo flora batterica, oggi viene riconosciuta come un nobile ed essenziale organo del corpo umano, e si chiama Microbiota. Si tratta dell’ecosistema formato dai batteri protettivi che colonizzano l’intestino. È di fondamentale importanza per mantenersi in salute.

Questo esercito di batteri simbiotici, aerobi e saprofiti, è responsabile del buonumore umano visto che produce il 90% della serotonina, l’ormone del benessere e della serenità, l’ormone che stimola il sistema immunitario a lavorare al top, difendendoci da infezioni e infiammazioni.

Stress, zuccheri lavorati e cotti, cibi alto-grassi e cibi alto-proteici alterano l’assetto del microbiota. Basilare rispettare i cicli circadiani, alimentarsi con cibi leggeri, innocenti, digeribili, verduriani a pranzo e cena, mentre al risveglio, in mattinata e nella merenda di tardo pomeriggio faremo tutti un buon rifornimento di acqua biologica e di buon succo zuccherino da frutta acquosa.

Basilare camminare un’ora al giorno e respirare in modo diaframmatico-ritmato-profondo-addominale. Basilare esporsi al sole, alla luce e all’aria. Basilare terminare con cena leggera e riservare al sonno le ore prima di mezzanotte produttrici di melatonina.

L’obiettivo strategico è sfruttare al meglio il ciclo circadiano notturno, accorciando la fase assimilativa e prolungando il digiuno notturno, risincronizzando i nostri orologi biologici e riarmonizzando la flora batterica.

“Solo capendo la saggezza dei cibi naturali e i loro effetti straordinari sul corpo, domineremo la malattia e il dolore, alleviando così l’oppressione e le pene che tormentano l’umanità”.

È una frase del grande William Harvey (1578-1657), medico inglese e primo scienziato a descrivere accuratamente il sistema circolatorio umano e le proprietà del sangue pompato dal cuore in tutto il corpo.

Fu proprio lui a compiere l’autopsia sul perché della morte a 152 anni di Thomas Parr, giardiniere vegetariano di corte britannica, accusando il re Carlo I° di averne causato la morte costringendo Parr a nutrirsi come la famiglia reale di bistecche al sangue, di uova e di dolciumi.

BOLO, CHIMO E CHILO

Il bolo è l’impasto di cibo masticato, impastato e imbevuto di saliva, che si forma in bocca prima della deglutizione. Rappresenta la prima fase della digestione del cibo, dove zuccheri e amidi vengono attaccati e sciolti in parte dalla amilasi o ptialina, un enzima contenuto nella saliva.

Il chimo viene generato nello stomaco e subisce l’azione combinata del succo pancreatico e della bile che, neutralizzando la sua acidità, lo trasformano in chimo basico, che diventa poi chilo nella fase enterica della digestione.

Il chilo è un liquido lattiginoso raccolto nei vasi chiliferi dell’intestino tenue. Bolo, chimo e chilo vengono chiamati per semplicità massa fecale in progressiva digestione o trasformazione.

MASSA FECALE OSSIGENATA DEL VEGETARIANO

La massa fecale in un soggetto vegetariano è costituita dal 20 al 40% di entero-batteri buoni-simbiotici-saprofiti-aerobi, presenti nella parte alta dell’intestino, in zona duodenale.

Batteri come Bifidobacterium bifidus, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus bulgaricus, Edwardsiella, Citrobacter, Klebsiella, Pseudomonas, Vibrio, ecc, con alcune sottospecie di tipo patogeno al seguito, come Vibrio colerae, Shigella dissenteriae, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa.

In ogni caso parliamo di germi aerobi, bisognosi di ossigeno per vivere. Essi sono gli artefici di quella simbiosi tra corpo umano e germi stessi che consente un buon equilibrio nutrizionale di assimilazione delle vitamine, in cambio di un habitat ideale alla proliferazione dei germi medesimi.

Questi batteri simbiotici e saprofiti non vengono danneggiati dalla alimentazione vegetariana, pur essendo frutta-verdura-ortaggi-spezie ricchissimi di sostanze germicide, fungicide e parassicide, come ad esempio l’allicina di aglio-cipolla-porro-ravanelli.

Parliamo di germi che aiutano enormemente il fisico a digerire ed assimilare le migliaia di vitamine naturali contenute nei cibi vegetariani crudi.

In queste precise circostanze si può parlare di massa fecale più pulita e leggera, ed anche meno offensiva come odore, grazie a più ossigeno, più acqua biologica e diluente, più fibra vegetale che fa da scopa intestinale al tratto ileo-colon.

Nella digestione onnivora e carnivora, più lenta e pesante, più carica di azoto, di zolfo, di indoli, scatoli, cadaverina, ammoniaca, putrescina e residui putrefattivi, prevalgono di gran lunga i colibatteri putrefattivi e gli odori pesanti riscontrabili sia nell’alito che dalle emanazioni cutanee.

INCREMENTO ABNORME DI COLIBATTERI ANAEROBI IN ZONA COLON

Il chilo a impronta vegetariana, nella parte iniziale e alta dell’intestino contiene circa 1 milione di germi aerobi-simbiotici per 1 grammo di escrementi.

Via via che questa massa fecale procede verso il basso nel tubo intestinale, aumenta la sua percentuale di batteri simbiotici-saprofiti, raggiungendo il valore di oltre 10 milioni di germi buoni per un grammo di feci.

Nella parte bassa dell’intestino, ovvero nell’ileo e nel colon, cominciano però a formarsi colonie di germi completamente diverse. Si tratta dei germi della putrefazione, anaerobi, capaci cioè di sopravvivere e di svilupparsi ultra-rapidamente anche nella sporcizia, anche in assenza di ossigeno, anche in presenza di materiale bisunto, appiccicoso, glutinoso e ed ovo-caseinico.

Parliamo qui principalmente di Bacteroides e di Streptococchi. La quantità di questi germi, presenti nella massa fecale in proporzione al fenomeno putrefattivo, aumenta a dismisura raggiungendo quote patologiche comprese tra 1 e 100 miliardi (e non più milioni) di germi cattivi per 1 grammo di massa fecale.

Ovvio che, più che di germi cattivi è giusto parlare di germi conseguenti a pessime scelte alimentari umane. Questo tipo di germi dovrebbero esistere solo nella parte finale dell’intestino, ma purtroppo non è così.

Una dieta sbagliata, una alimentazione tradizionalmente iperproteica, cottista, devitalizzata e priva di enzimi, e ricca pure di zuccheri lavorati e dolciumi, con digestioni complicate e difficili, con carni che ristagnano per 24-60 ore e vanno in putrefazione, tende a far sì che questi germi risalgono l’intestino raggiungendo zone dove non dovrebbero proliferare, come fa ad esempio l’Helicobacter pylori che nello stomaco è causa di gastrite e di ulcera gastrica.

ENORMI DANNI DELLA CASEINA E DEI GRASSI ANIMALI

La proliferazione abnorme di questi germi anaerobi avviene quando i batteri trovano nutrimento non solo nei virus endogeni tipo i detriti cellulari da moria fisiologica giornaliera da 300-800 miliardi di cellule, ma anche nei residui putrefattivi e fermentativi di un mangiare iperproteico e dolcificato.

Pure latte, formaggio, yogurt e cioccolato zuccherato al latte hanno grosse responsabilità. La caseina riduce enormemente la quantità di ossigeno presente nel tubo intestinale, grazie alla sua capacità di incollare fra loro le pareti intestinali, diminuendo il volume intestinale disponibile per l’assimilazione delle vitamine naturali.

I germi anaerobi sono causa di patologie successive, in quanto tolgono spazio ai germi aerobi. Da tutto questo appare chiara e riconfermata l’importanza di mantenere il corpo costantemente pulito, poiché solo la pulizia interna può guarire e niente altro che quella (Louis Kuhne).

ACIDITÀ E IPOSSIA CAUSE ACCERTATE DI CRESCITA TUMORALE

Ancora nel 1931, Otto Heinrich Warburg (1883-1970) venne premiato col Nobel per aver scoperto le reali cause di tutti i tumori. Pochissime persone lo sanno e pochissime lo citano, poiché questo fatto è stato nascosto dall’industria alimentare e da quella farmaceutica, fortemente imbarazzate e danneggiate dalle sue ricerche.

Nella sua memorabile opera “Il metabolismo dei tumori”, Otto ha dimostrato prove alla mano che tutte le forme di cancro, e specie quelle gastro-intestinali, sono caratterizzate da due condizioni fondamentali che sono Acidificazione del sangue e Ipossia (mancanza di ossigeno).

Le cellule tumorali sono anaerobiche non respirano ossigeno e non possono sopravvivere in presenza di alta ossigenazione. Possono operare e svilupparsi solo in presenza di glucosio e in ambiente privo di ossigeno.

L’acidosi cellulare causa espulsione di ossigeno. Le sostanze alcaline attraggono ossigeno, mentre quelle acide lo respingono. Mancanza di ossigeno e acidità sono due facce della stessa medaglia. Se una persona ha una cosa, possiede anche l’altra. Un ambiente acido è un ambiente senza ossigeno.

Privando una cellula normale del 35% del suo ossigeno per 48 ore, si converte in cellula cancerogena. Tutte le cellule normali hanno assoluto bisogno di ossigeno, mentre le cellule tumorali possono proliferare senza di esso, esattamente come accade ai batteri anaerobi. I tessuti tumorali sono acidi, mentre quelli sani sono alcalini.

FATTORI ALCALINIZZANTI E FATTORI ACIDIFICANTI

George Crile di Cleveland (1864-1943), uno dei chirurghi più autorevoli a livello mondiale, non a caso ha affermato che tutte le morti naturali, o quelle attribuite a cedimento cardiaco, sono in realtà il punto terminale di una saturazione acida irreversibile.

Quali sono dunque gli alimenti alcalinizzanti e i fattori alcalinizzanti? I Bioflavonoidi tutti, la frutta matura, tutte le verdure crude cariche di preziosa e verde clorofilla naturale, l’acqua biologica della frutta acquosa, Miglio e Saraceno tra i cereali integrali, Esercizio fisico aerobico, Esposizione solare.

Cos’è invece che acidifica il corpo?

  • Carne e pesce
  • Latte e formaggi
  • Uova
  • Zuccheri raffinati
  • Sali raffinati e inorganici
  • Farine raffinate (pasta, torte, biscotti, pani bianchi, pizze bianche, pasticceria)
  • Caffè, tè, cole, bibite, succhi confezionati e devitalizzati, alcol, aceto non madre da uva o da mele
  • Tabacco e gas inquinanti
  • Antibiotici, farmaci e vaccini
  • Vitamine sintetiche, integratori minerali, acque dure ad alto residuo fisso e acque mineralizzate
  • Cibi stracotti

FUNGHI, CANDIDE, PARASSITI E VERMI INTESTINALI

La presenza eccessiva e sormontante dei germi putrefattivi apre la strada a funghi e candide, candide che facilitano l’accesso di parassiti e di vermi intestinali.

La presenza di vermi intestinali è una condizione molto diffuso non solo in USA ma anche in Europa, ed in particolare nella popolazione italiana di oggi, benché il fenomeno sia sottostimato e non se ne parli.

Le analisi di laboratorio per la ricerca di questi parassiti nelle feci non sono facili e non sono affidabili. Esiste comunque un valore ematico facilmente ottenibile, ed è quello della percentuale di Eosinofili presenti nell’Ematocrito con formula.

Intolleranze alimentari, allergie, asma, gran parte o tutte le malattie cosiddette autoimmuni pare che abbiano come unica causa, come unica ezio-patogenesi la presenza di vermi nell’intestino, e ciò vale per percentuali di Eosinofili superiori al 2%, che è un valore massimo da non superare.

Si tratta di malattie verso le quali la medicina ufficiale non può fare nulla, a parte la somministrazione di cortisonici e di altri farmaci sintomatici, di farmaci cioè che curano il sintomo ma non la causa. Da rilevare che l’impiego prolungato di cortisonici può inficiare ed impedire totalmente la guarigione dalle citate patologie.

Pure tumori, cancro, sarcomi, linfomi e leucemie possono essere facilitati nella loro insorgenza dalla caduta immunitaria dovuta a mancanza di vitamine naturali.

QUESTIONE IMMUNITARIA E QUESTIONE ESTETICA

Presenza di funghi e parassiti significa anche caduta delle difese immunitarie. Ciò avviene per l’alterata permeabilità della parete intestinale alle tossine putrefattive.

Mancando la vitamina F naturale (Acido cis-cis linoleico) viene a mancare l’impermeabilità delle membrane cellulari e soprattutto quella del rivestimento intestinale. La vitamina F costituisce la materia prima dalla quale l’organismo sintetizza la prostaglandina antinfiammatoria PGE1.

Da rilevare pure l’importanza di grassi e oli essenziali dagli oli vegetali estratti a freddo, contenenti vitamina E e vitamina F, che il corpo non è in grado di produrre.

Occorre anche ricordare che profumo, aroma, sapore e aspetto visivo di quanto si mangia è della massima rilevanza, e questo rientra nella questione estetica.

I DANNI DELLA SUPPLEMENTAZIONE MINERAL-VITAMINICA

La razza umana ha perso milioni di anni fa, la capacità di sintetizzare moltissime sostanze vitali, sostanze che trovava abitualmente nella frutta e verdura fresca delle grandi foreste africane e asiatiche.

Queste sostanze essenziali per la vita si chiamano oggi vitamine e sono decine di migliaia, sicuramente oltre 30.000, in gran parte da scoprire e da studiare.

Un semplice pomodoro appena colto può contenere fino a 10.000 diverse sostanze chimiche naturali, ognuna delle quali è una vitamina, cioè un fattore co-enzimatico o antiossidante.

In oltre 200 studi internazionali si sono dimostrate le relazioni inequivocabili tra ridotto consumo di frutta e verdura fresca e il cancro. La supplementazione di singole vitamine sintetiche e di minerali inorganici non assimilabili produce invece incrementi nella insorgenza di tumori.

È stato rilevato che gli integratori mineral-vitaminici sintetici da laboratorio vengono assorbiti nella misura approssimativa del 6%, perché la loro struttura macro-molecolare, non masticata finemente e non elaborata dalla linfa vegetale accoppiata alla fotosintesi, non viene riconosciuta dall’organismo, ma deve essere espulsa dai reni con tanto di fatica e di tachicardia da sforzo, con tanto di surriscaldamento organico stimolante ed invecchiante, scambiato erroneamente per effetto rinforzante. Frutta e verdura cruda al naturale, assunte correttamente a stomaco vuoto, vengono invece assorbite ai massimi livelli.

TENTATIVO DI SRADICARE L’UOMO DAL SUO AMBIENTE

Nel XXI secolo viviamo in stato di assedio. Ci sono motivate preoccupazioni riguardanti pesticidi, erbicidi, antibiotici, Ogm, telefoni cellulari, forni a micro-onde, obesità e diabete in forte aumento, pubblicità aggressiva e deviante che mira a portare la gente lontano dalla natura, lontano dai frutteti e dagli orti.

Si vuole soppiantare l’uomo dal suo ambiente naturale e lo si vuole risistemare nell’ambiente insano ed allucinante dei caseifici e dei macelli, nel mondo dei fast food e delle farmacie. Tutto questo mentre la dieta ideale dovrebbe essere invece ricchissima di frutta di stagione e di verdura fresca.

MATTINATA FRUTTARIANA, PRANZO E CENA VERDURIANI

L’organismo inizia a depurarsi verso le 4 del mattino e completa il ciclo depurativo verso le 12. Questa fase è estremamente delicata perché si devono eliminare tutte le sostanze tossiche assorbite nelle 24 ore precedenti. L’organismo deve essere alimentato con adeguati quantitativi di vitamine naturali, allo scopo di facilitare al massimo la detossificazione.

Mattinata dunque all’insegna delle spremute di agrumi, della frutta stagionale tipo cachi, kiwi e melegrane d’inverno, e all’insegna di uva, pesche, albicocche e angurie nella stagione calda. Pranzo e cena all’insegna di verdure crude abbondanti come primo piatto, seguite da un secondo piatto a piacere.

SISTEMA VEGANO COME BUSSOLA ORIENTATIVA E PUNTO DI RIFERIMENTO

Ecco che, alla fine di queste lunghe premesse, possiamo riprendere il discorso delle uova, ed anche dell’inevitabile confronto tra veganismo integrale e vegetarianismo tradizionale includente uova e formaggi.

Ovvio che il sistema vegano rappresenta il massimo della salute. È giustissimo prenderlo come punto di riferimento e di orientamento. Va anche attuato in concreto ogniqualvolta le circostanze della vita e del clima ce lo permettono. Tant’è che la filosofia alimentare che propongo in continuazione è quella del vegan-crudismo tendenziale, sostenibile, personalizzato ed armonizzato con Madre Natura, con le esigenze digestive, gustative, etiche, estetiche e spirituali dell’uomo.

PRIMO NON AMMAZZARE

Uova sì o uova no? Formaggio sì o formaggio no? Per i vegetariani tradizionali che sono poi la grande maggioranza, il fattore discriminante e decisivo sta nel non ammazzare gli animali e, in una certa misura, uova biologiche da cortile e latticini di malga alpina soddisfano tali esigenze.

Per i vegan-crudisti tendenziali c’è piena coscienza e piena sensibilità al fatto che l’obiettivo di sempre rimane quello del veganismo integrale e della totale assenza dai prodotti di derivazione animale.

OGNUNO SI COMPORTI AL MEGLIO, SECONDO COSCIENZA E SECONDO LE PROPRIE POSSIBILITÀ

Vero è comunque che le circostanze della vita quotidiana, le circostanze del clima freddo, le circostanze della frutta scadente e della limitata scelta a disposizione, le circostanze della precaria freschezza dei vegetali a disposizione portano spesso la gente, specie quella indebolita e vulnerabile alla voglia di prenderla comoda.

Da qui nasce l’inserimento nella dieta di qualche cibo cotto e concentrato in più, qualche cibo proteico in più, qualche pezzettino di formaggio in più, qualche ovetto in più, qualche riempitivo calorico e qualche bevanda stimolante in più.

Sta alla fine a ognuno singolarmente trovare il suo migliore equilibrio possibile, la sua migliore formula di adattamento possibile, la sua strategia di sopravvivenza, rendendo minimi il suo disobbedire e il suo impatto con l’ecosistema.

UOVA COME MALE MINORE

Le uova in questo contesto svolgono comunque un ruolo importante, permettendo a molti di trovare una formula di compromesso ed evitando il ricorso in massa alla bruttura digestiva, etica ed estetica del mangiare prodotti da mattatoio. Una specie di male minore se vogliamo.

C’è anche da dire che formaggi e uova risultano piacevoli e gratificanti per uno che ha un buon appetito. E c’è pure da dire che nell’uomo esiste l’istinto del grasso, del dolce e del proteico.

Non certo una questione scientifica di integrazione proteica o di copertura B12 o altre simili tentativi penosi di trasformare le uova in alimento sublime o indispensabile.

Chiamiamo pure le uova come semplice e comoda scorciatoia per arrivare rapidamente a troncare i sintomi di fame e a far quadrare il bilancio calorico mediante un cibo concentrato e ricco di sostanze adatte all’emergenza.

ASPETTI POSITIVI O QUANTOMENO ACCETTABILI DELLE UOVA

Biologicamente parlando, qualche ovetto di animali che vivono tranquilli e beati sull’erba, al sole, con alimenti naturali tipo grano e semini, e non destinati al patibolo (esiste tuttora una ristretta ed ammirevole minoranza di allevatori virtuosi che non ammazzano i propri animali) è sicuramente in grado di essere digerito ed assimilato, soprattutto se per il resto della giornata uno si è nutrito con adeguata acqua biologica da frutta acquosa nella prima fase ripetitiva della giornata, e se ha completato la sua dieta con abbondanti verdure crude assunte come prima portata iniziale a pranzo e cena, assunte lentamente e con accurata masticazione.

Le uova hanno certamente un indice di saziamento elevato. Comportano pure scarsa secrezione stomacale di acido cloridrico, al contrario delle carni bianche e rosse, per cui risultano tutto sommato digeribili e adatte a chi soffre di gastrite o ulcera gastro-duodenale.

30 UOVA AL GIORNO PER ALCUNI LOTTATORI DI SUMO

Servono pure ad ingrassare e a mantenere una struttura fisica massiccia, tanto che alcuni lottatori giapponesi di Sumo ne mangiano a ruota libera, si parla persino di 30 uova al giorno.

Ogni uovo contiene 7 grammi di proteine di cui 5 nell’albume e 2 nel tuorlo. 210 grammi di proteine al giorno da uova, più tutto il resto in termini di bistecche, di pesce e di hamburger si arriva facilmente ai 400 grammi totali, contro i 24 grammi consentiti, superando la quota di 8000 calorie al giorno.

Non sorprende che i lottatori sumo abbiano fegato ingrossato e vita breve. Non sorprende che, nonostante le forti sponsorizzazioni da parte della McDonald’s e di altri, ci sia una notevole crisi di reperimento nuovi atleti disposti a svolgere questo spettacolare ma insano sport giapponese.

NON CONFONDIAMO LE PUBBLICITÀ SVIANTI CON LA RICERCA SCIENTIFICA

Nulla a che vedere dunque con fantasiose ricerche scientifiche tese a trasformare le uova in alimento di assoluta e impeccabile e insostituibile necessità alimentare.

La difesa delle uova, al pari di quella dei formaggi e del pesce è semplicemente legata alla difesa dei grandi interessi globali dell’AgroAlimentare Mondiale Carnivoro che sta facendo scomparire la foresta Amazzonica e che è causa eclatante di ogni perversione e di ogni inquinamento dei terreni, delle acque e dello stesso corpo umano, oltre che del letale attacco alla convivenza pacifica tra l’uomo e tutte le specie di creature domestiche, selvatiche e allevate.

ASPETTI NEGATIVI E CONTRADDITTORI DELLE UOVA

Dal punto di vista chimico e salutistico rimane il fatto che le uova innalzano il livello del colesterolo e dell’omocisteina. Ricordiamo che l’organismo umano produce colesterolo a sufficienza per 800 grammi al giorno, per cui aggiungerne di altro con la dieta può solo aumentare il rischio di arteriosclerosi e malattie cardiovascolari, cerebro-vascolari e circolatorie degli arti inferiori. Infarto, ictus e cancro non sono patologie da poco.

Rimane il fatto che le uova acidificano il sistema. Rimane il fatto che appesantiscono reni e fegato producendo pure calcolosi biliare e coliche.

Rimane il fatto che sono appiccicose e leganti al pari di caseina e glutine, tanto che per le frittatine di verdura si può usare al loro posto la farina di ceci.

Rimane il fatto che le uova sono spesso veicolo di salmonellosi. Rimane il fatto che l’uovo è composto per il 70% di grassi saturi e contiene 250-370 mg di colesterolo per 100 grammi, con notevoli sospetti di effetti cancerogeni.

Rimane il fatto che, se soprattutto uno non gode di intestino pulito e funzionante, e se uno non svolge notevole attività fisica, si formano residui e odori putrefattivi all’interno del sistema.

L’ALIMENTO SUPERLATIVO PER ECCELLENZA RIMANE IL BIOFLAFONOIDE, L’ACQUA BIOLOGICA E IL SUCCO ZUCCHERINO

La realtà che riguarda e investe tutti, vegetariani e non vegetariani, è che occorre ridurre al minimo o eliminare del tutto le proteine animali se si vuole disporre di un corpo capace di ripulirsi in continuazione e in corso d’opera.

Ma oggi sono tuttora in vigore a livello di massa diete iper-proteiche dove si superano di tre volte le dosi raccomandate ovvero il tetto proteico di 24 grammi di proteine al giorno, con conseguenze nefaste nel lungo termine.

Inserire in modo regolare nella dieta, e in tale contesto, le uova come alimento superlativo non ha pertanto molto senso. L’uovo come emergenza calorica e di comodo, di tanto in tanto, può sicuramente essere assunto senza farne alcun dramma e senza subire eccessivi sensi di colpa.

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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