RECIDIVE POST-INTERVENTO NEL GLIOBLASTOMA

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LETTERA

UN SEMESTRE DRAMMATICO PER MIO PADRE E PER LA FAMIGLIA

Gentile Valdo Vaccaro, ho letto con piacere moltissime cose sul suo blog, tra cui “Tumore al cervello autoguaribile come tutti gli altri tumori“. Apprezzo moltissimo ciò che scrive e ne condivido pienamente il pensiero. Sono a scriverle per chiederle aiuto sul da farsi, sul come farlo. Il tutto purtroppo, come capirà con la massima urgenza. Le racconto in breve la “storia”:

LEGGERA PARESI ALLA BOCCA E FERMA DECISIONE OPERATORIA

Mi chiamo Lucio, ho quasi 30 anni, e abito in città marchigiana. Lunedì 16 luglio 2012 a seguito di una leggera paresi alla bocca, abbiamo portato mio padre, di anni 56, all’ospedale. Qui dopo esami, tac e risonanza magnetica gli hanno diagnosticato un tumore al cervello sulla parte destra. Al reparto neurologico ci è stato consigliato di rivolgerci al chirurgo. Così sabato 21 ci siamo andati e abbiamo sottoposto al Dottore tutto il materiale in nostro possesso, dopo la visione del suddetto materiale ha deciso con fermezza che il paziente andava operato il prima possibile per rimuovere la massa tumorale.

INTERVENTO PERFETTO

Fissarono quindi il ricovero per Domenica 29. L’operazione venne definita “Ottima” in quanto è stato possibile rimuovere la totalità della parte visibile. Inoltre, dopo soli 2 giorni, mio padre era in grado di camminare da solo e di svolgere tutte le normali funzioni fisiche e fisiologiche. L’esame istologico confermò quanto diagnosticato dal Dottore: Glioblastoma 4° grado.

ALTERNATIVE A CHEMIO E RADIOTERAPIA

Poco tempo dopo le dimissioni dall’ospedale, visto che tutta la famiglia è contraria ai trattamenti di protocollo di chemio e radioterapia, abbiamo cercato tutte le alternative possibili, fino ad arrivare ad un trattamento composto da una particolare alimentazione abbinata a farmaci fitoterapici, immunostimolanti, fitoderivati, estratti, ascorbato di potassio, vitamina C, aloe arborescens (che sta prendendo tutt’ora).

PICCOLO MALESSERE, ALTRO CORTISONE E SCOPERTA PICCOLA RECIDIVA CON EDEMA

Il 20 settembre dopo un piccolo malessere, mio padre è stato ricoverato per un giorno, in cui gli è stato somministrato mannitolo e cortisone. Quasi istantaneamente si è rimesso in sesto. Con il ricovero il dottore ha colto l’occasione per eseguire una risonanza magnetica. E qui si è evidenziata una piccola recidiva, oltre che una zona con edema.

ALTRI MALI DI TESTA E DESAMETASONE

Dopo un po’ di tempo in cui mio padre stava benissimo (vedi passeggiate di 2 ore e mezzo), circa a metà ottobre, ha iniziato a lamentare problemi motori sulla parte sinistra del corpo (bocca, braccio e gamba). A seguito di un episodio di forte mal di testa, la dottoressa gli ha somministrato per vari giorni 16mg di desametasone e mannitolo per via endovenosa, scalando le dosi col passare dei giorni, fino ad eliminare completamente il mannitolo e rimanendo con circa 4mg di desametasone di mantenimento. Ciò ha permesso di eliminare già dal giorno dopo il mal di testa e riacquistare in buona parte la normale deambulazione.

TERAPIA ORMAI PRIVA DI EFFETTO

In ultimo, intorno a fine 2012, si sono ripresentati i sintomi suddetti, ma stavolta senza alcun tipo di mal di testa. Quindi, la dottoressa ha di nuovo somministrato la stessa terapia della volta precedente, ma questa volta con risultati minimi. Venerdì 15 febbraio mio padre ha fatto la risonanza magnetica con mezzo di contrasto endovenoso.

ABBASSAMENTO UMORE E LUCIDITÀ

Sabato 16 gennaio ha iniziato ad accusare un forte mal di testa, e un abbassamento ulteriore della lucidità, tale da costringerci a chiamare Il Dottore che gli ha subito somministrato 8mg di desametasone e 125 ml di mannitolo al 18% con seguente terapia (16mg di cortisone + 125mlmanipolo x 4 al giorno).

MASSA AUMENTATA

Già dalla sera è molto migliorato, il mal di testa è scomparso ed è molto più lucido, anche se non totalmente. Non abbiamo ancora la risposta della risonanza in mano ma, parlando con il dottore, è emerso che la massa, che sembra sia sempre in posizione parietale è aumentata di molto rispetto alla risonanza di settembre, per cui che c’è molto edema che, assieme alla massa stessa, spinge anche sull’emisfero sinistro e sembra si sia spostata la linea mediana. Vista, la fragilità delle vene, e come consigliatoci dal dottore abbiamo fatto inserire una cannula in arteria mediante l’uso di un ecografo. Almeno, così facendo il problema “rottura vene” sembra sia risolto.

RICORSO AL DIGIUNO?

Mi chiedo se continuare con la cura che sta seguendo, se sospenderla in parte, se provare con il digiuno come consiglia in “Tumore al cervello autoguaribile come tutti gli altri tumori” non lo so. Mi aiuti per favore, glielo chiedo con il cuore in mano. Ringrazio di cuore anticipatamente.
Lucio

*****

RISPOSTA

NESSUN DIGIUNO IN QUESTE CONDIZIONI POST-OPERATORIE

Ciao Lucio. Questo non è un intervento sbagliato. È al contrario un intervento a regola d’arte, fatto bene. “Operazione ottima”, come dichiarato in data 29 Luglio. Ma poi c’è sempre la solita maledetta ricrescita residuale, chiamata recidiva. Uno schema ormai classico in fotocopia. Centinaia e migliaia di casi. Il tumore al cervello guaribile, si riferisce chiaramente a un tumore trattato senza farmaci e senza operazioni. Solo in quel caso si può ricorrere al digiuno. Guai farlo nelle presenti condizioni, salvo che non vogliate accorciargli il percorso.

AL MASSIMO SEMI-DIGIUNO FRUTTARIANO, MA SOLO DOPO AVER FIRMATO UN DOCUMENTO CON L’OSPEDALE

Che fare allora? Smettetela di lottare contro le pale del mulino a vento e provate a fare quelle che faceva Gerson. Frutta da mattina a sera e qualche centrifugato di carote-sedano-mele-zenzero.
Ma c’è da chiedersi in che misura ciò sia possibile. Il paziente è sotto cura medica. Non potete sottrarlo a determinate procedure, a determinati farmaci, a determinata nutrizione. Non ho capito ancora il senso di questo messaggio urgente nei miei riguardi.

LA CHEMIO È INEVITABILE

Vi siete forse accorti di aver fatto delle scelte sbagliate? Purtroppo occorreva pensarci e rifletterci prima. Altrimenti dovreste sottoscrivere un documento con richiesta di rinuncia a ulteriori cure mediche.
Cosa che non mi sento nemmeno di caldeggiare, considerati i rischi e le responsabilità di tipo anche legale in cui si incorre. Come si fa ad essere contrari alla chemio ed alla radioterapia, ed essere nel contempo d’accordo per l’intervento chirurgico? Dove sta la logica?

SERVE MAGGIORE COERENZA

Purtroppo nella vita ci vuole coerenza. Fatta una scelta terapeutica importante, ovvero una scelta di campo, la si segue. Questo è un esempio classico di come stanno le cose nel mondo degli interventi.Non ci sono sorprese. Tutto secondo lo schema e secondo normalissime previsioni. Taglia-cuci-ricuci ad eliminare il sintomo A, manciate e manciate di farmaci ad eliminare il sintomo B, il sintomo C-D-E-F-G-H-I-L-M e giù fino alla Zeta.

LA SOLITA MANFRINA

Qui né il paziente (meglio così), né i famigliari, né tanto meno i medici, si sono ancora resi conto di aver commesso la solita fallimentare manfrina operatoria. Un continuo darsi da fare contro i sintomi, mentre l corpo continua a sbavare veleno e a tentare disperata detossificazione. Non voglio con questo fare troppe polemiche. Non è il momento.

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

 

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

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