REMISSIONE SPONTANEA DEL TUMORE E DEL CANCRO

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LETTERA

TUMORE AL POLMONE CON METASTASI AL FEGATO E ALL’ESOFAGO

Buona Sera Valdo, a mia madre è stato diagnosticato un tumore al polmone con metastasi al fegato e all’ esofago. Mia madre ha 77 anni, ex fumatrice da circa 1 mese (ha prontamente smesso da quando ha iniziato ad avere i primi disturbi respiratori). Le chiedo innanzitutto se è possibile avere un suo parere.

TENTATIVO DI CAMBIARE INVETERATE ED ABERRANTI ABITUDINI ALIMENTARI

Sono Vegana, tendenzialmente crudista e sto cercando di fare applicare a mia madre alcune regole alimentari, con fatica in quanto abituata al regime alimentare onnivoro. Le chiedo se ritiene utile iniziare con un digiuno e le chiedo cosa si possa utilizzare per calmare le fasi di dolore acuto.

DI BUONO C’È CHE MIA MADRE NON HA SUBITO ALCUNA CHEMIO

Ci tengo a precisare che mia madre non è stata sottoposta a nessuna cura chemioterapica, e per mia ideologia sono contraria a questa forma di terapia, quindi in ogni caso non la sottoporremo a tale cura. La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà darmi.
Barbara

*****

RISPOSTA

MI AVETE FORSE PRESO PER IL NUOVO CENTRO-TUMORI GRAVI DEL PAESE?

Ciao Barbara, avere le idee chiare su cosa evitare è già un buon risultato. Se c’è poi totale e convinta collaborazione da parte della paziente le possibilità di ottenere qualcosa di buone esistono.
Il discorso a questo punto va inteso non solo per il tumore al polmone o per il cancro al polmone, ma per tutte le forme tumorali riguardanti il corpo umano. Sto ricevendo tutti i giorni richieste di aiuto per tumori appena diagnosticati, per operazioni in corso, per operazioni appena concluse, per chemio da farsi o non da farsi.

OGNUNO VUOLE UN DISCORSO SPECIFICO PER IL SUO CASO, MA IL PRINCIPIO FORMATIVO DEL CANCRO È SEMPRE IL MEDESIMO

Non esistono 10 o 50 o 100 forme diverse di cancro. Il principio è sempre il medesimo, ed è quello della sovra-crescita incontrollata di cellule e della evidente incapacità dl sistema immunitario di porre un freno al fenomeno degenerativo. Un’ottima regola, a mio avviso, è quella di non precipitare e di non farsi mettere fretta ed urgenza da parte dei medici. Gli ospedali hanno bisogno di far quadrare i bilanci e spingono i loro primari a rendere di più e ad operare di più. Ogni operazione è un importante business, che piaccia o no. Non dobbiamo mai dimenticarci questo aspetto.

REAGIRE NEL MODO GIUSTO

Fatta la diagnosi di tumore o di cancro o di carcinoma, non andiamo in panico e non diamoci per spacciati. Al contrario decidiamo di dare finalmente grossa importanza al nostro corpo. Non tutti i medici la pensano come quelli che vi stanno spingendo all’intervento, alla chemio e alla radioterapia, più farmaci vari di sostegno. Ci sono medici progressisti e di mentalità aperta che evitano accuratamente di correggere la chimica del corpo.

LA REMISSIONE SPONTANEA DELLA MALATTIA E DEL CANCRO DÀ UN GROSSO FASTIDIO ALLA MEDICINA

Al contrario di quanto la medicina convenzionale insegna, non è affatto raro che situazioni di tumore e cancro conclamato ed avanzato, regrediscano e scompaiono quasi misteriosamente in pochi mesi, lasciando nello sbalordimento e nell’incredulità i medici che seguivano tali casi. Il commento di tali dottori in tali circostanze, non è mai quello di accettare il fatto. Diranno sempre, in quei casi, che si è trattato di errata diagnosi da parte loro. La remissione spontanea è una ipotesi non contemplata, un rospo che non va giù. È come se tu andassi dal meccanico e gli dicessi che il motore della tua auto si aggiusta da solo. Ti prenderebbe a calci. In quel caso avrebbe pure ragione. Ma l’auto è una cosa inanimata. L’uomo è vivo e può davvero auto-guarire, checché ne pensino i medici.

LE GUARIGIONI INSPIEGABILI NON SONO AFFATTO CASI RARI

Nel suo testo “Victory over cancer”, Cyril Scott, cita il caso del chirurgo Hasting Gitford che nel 1925 dichiarava cose straordinarie. “Sebbene il cancro sia guardato come fatalità inevitabile, noi chirurghi abbiamo molte esperienze che inducono a pensarla diversamente. Esiste pure la netta sensazione che il vero numero di casi di remissione spontanea, sia ben maggiore di quanto scrivano le statistiche ufficiali.

IL CORPO UMANO È IN GRADO DI VINCERE DA SÉ LE SUE BATTAGLIE

Il dr Gilford cita nomi e cognomi di altri colleghi medici che hanno testimoniato di casi simili registrati negli Stati Uniti. Casi di pazienti guariti senza farsi operare e senza subire trattamenti invasivi. Tra i testimoni citati ci sono medici di prestigio di quegli anni, come Paget, Brodie, Muller, Sauerbrach, Gleitmann, Rohdenburg e Lomer. Il dr Lomer ha pubblicato un elenco di 213 guarigioni spontanee, e il dr Rohdenburg un elenco di 302 casi. Il dr E.F. Bashford ha inoltre elencato 13 suoi colleghi medici in grado di portare altri elenchi consistenti di pazienti guariti spontaneamente dalle più svariate forme di tumori e di cancri, dichiarati gravi e inguaribili dalla medicina di allora. Per la dottoressa americana Giorgina Luden la remissione spontanea è un fatto di straordinaria importanza, anche se pochi ne parlano. I tanti casi che si verificano dovunque, e che vengono sotto-taciuti, stanno a significare che il corpo umano è in grado di combattere da sé e di vincere la sua battaglia contro la patologia cancerogena. Quanto sopra si trova nel testo “The Health Revolution” di Ross Horne.

MODIFICHE INTERNE DELLA CHIMICA CORPORALE

In tutti questi casi, dove ci sono stati tentativi falliti o anche evitati di intervento medico esterno, la vittoria sul cancro deve pur essere avvenuta in qualche modo alternativo. La sola risposta possibile, visto che nessuno crede alla magia e alla stregoneria, è una remissione spontanea da forze interne all’organismo. Modifiche della chimica interna corporale sono la sola spiegazione logica possibile, visto che in biologia si ammette che la composizione chimica del sangue possa avere diretta influenza sul sistema cellulare.

FUNZIONALITÀ FEGATO-RENALE, REATTIVITÀ IMMUNITARIA E SPIRITO COMBATTIVO

I casi di recupero da remissione spontanea interna sono tutti basati su 3 punti fondamentali:

  1. Residua capacità funzionale del fegato e degli altri ogni vitali (pancreas-milza-reni-intestino),
  2. Livello di reattività immunitaria disponibile,
  3. Spirito combattivo del paziente.

Mettendo assieme questi tre punti e aggiungendoci una adeguata svolta sul piano alimentare, bloccando l’auto-intossicazione cellulare e ripristinando una favorevole formula chimica del sangue, lo stato di cachessia può essere circoscritto, bloccato e ridotto.

CHIMICA CORPORALE ED IMMUNITÀ INTERNA DEVONO PREVALERE SULLA VELOCITÀ MOLTIPLICATIVA DEL CANCRO

Una incrementata circolazione e un forte apporto di ossigeno che arrivi a permeare il corpo, magari grazie alla forza della disperazione del paziente deciso a vender cara la propria pelle, può certamente ritardare ed arrestare la crescita del tumore e del cancro, dando forza alle difese interne, troppo spesso sottovalutate e dimenticate, che si chiamano sistema linfatico e sistema immunitario. Ovvio che per assistere a questo miracolo serve un ingrediente fondamentale. Occorre cioè che il fattore A, cioè la chimica naturale anti-cancerogena del corpo, alleata alla capacità disgregativa del sistema immunitario, sia in grado di prevalere sul fattore B, ossia sulla capacità delle cellule cancerogene di moltiplicarsi.

LA NATUROPATIA TEDESCA È PIÙ PRUDENTE DELL’IGIENE NATURALE SHELTONIANA NEI DIGIUNI

Il fattore più importante non è tanto l’estensione fisica del cancro, come predicato dai medici (vogliosi di intervenire nelle prime fasi, poco importa se poi arrivano le recidive), ma piuttosto la capacità degenerativa del corpo e la sua capacità di essere aiutato. In tali circostanze gli effetti antitumorali della giusta alimentazione vegan-crudista, e della fitoterapia in genere, assumono una straordinaria importanza. Sia Arnold Ehret che Max Gerson, pur credendo molto nel digiuno, temevano gli effetti a volte devastanti delle crisi eliminative troppo intense ed immediate, causate da una disgregazione troppo rapida e massiccia dei veleni interni.

DIPENDE MOLTO DALLE CONDIZIONI DI FORMA DEL PAZIENTE

Crisi eliminative capaci di sovrastare e persino di sopprimere a volte le capacità di resistenza del paziente. La neuropatia tedesca e lezaetiana ha insomma qualche timore in più della crisi eliminativa, comparata all’igiene naturale di Shelton, dove si parla di un sistema immunitario che gestisce intelligentemente lo scarico delle tossine e non le manda fuori in modo indiscriminato e mortale. Questo è un argomento tuttora aperto e meritevole di approfondimenti.

STRATEGIA DI REMISSIONE ACCELERATA

Un modo prudente e intelligente di risolvere la questione, sta nella progressività. Chi non ha subito grandi intossicazioni, può in genere affrontare un digiuino fai-da-te senza problemi particolari. Per chi è invece carico di tossine, impregnato di farmaci, ed ha pure un cuore indebolito, sarà meglio prevedere un approccio prudente. Già il passaggio al vegan-crudismo (vedi il Vitto Valdiano), implica crisi eliminative. Si potrà cominciare con quello schema, passando poi, dopo un paio di settimane, al semi-digiuno (solo spremute di agrumi al risveglio e estratti di carote-sedano e simili durante la giornata, riservando magari inizialmente spazio per un pasto tipo pranzo o cena). Dopo altre due settimane passare al digiuno totale di 3-5 o 7 giorni a seconda degli obiettivi che ci poniamo e della nostra capacità di resistenza. Questo potrebbe essere un percorso di accelerazione intensa e nel contempo prudente per disgregare e smaltire la massa tumorale, e non solo bloccarla e contenerla. Una vera e propria strategia di regressione e di remissione spontanea mirata.

LE REMISSIONI NATURALI NON SONO PER NIENTE UNA NOVITÀ

Ci sono stati molti casi concreti e documentati nel mondo intero di pieni recuperi spontanei dal cancro, sempre favoriti da dieta naturale e crudista. Casi di remissione evitando ogni tipo di intervento e casi di remissione in fase post-intervento chirurgico, o anche casi dove la meditazione, la forza mentale o il fattore religioso-fideistico-emozionale o il fattore placebo hanno pure giocato un certo ruolo. In altre parole le cure del cancro vengono lasciate nelle sapienti mani del corpo. Non di un corpo abbandonato a se stesso. Ma di un corpo motivato e messo nelle giuste condizioni di riprendersi grazie a dieta, esercizio fisico, relax, riposo, sonno, sole. Nel cancro vanno riattivati simultaneamente tutti gli ingredienti favorevoli, includendovi la fiducia e l’entusiasmo.

IL CASO DI SIR FRANCIS CHICHESTER

A Sir Francis Chichester (1901-1972), celebre britannico, primo circum-navigatore in solitario, venne diagnosticato cancro al polmone da 5 diversi medici. Era il 1959. Gli venne detto che la sola possibilità era di rimuovere un polmone immediatamente, senza perdere un minuto di più. Andò in ospedale per l’operazione, ma era debole e malmesso a tal punto che i chirurghi decisero di non operarlo. Decise di concedersi con la moglie una vacanza al Lido e in Zona San Marco, dove incontrò un brillante e celebre medico-pneumologo parigino, trasferitosi a Venezia. Lo reincontrò poi nel sud della Francia, dove lo visitò. Ce n’est rien! E’ roba da niente! gli disse il medico. “Se segui il mio trattamento, nel giro di tre giorni sarai in grado di scalare quella montagna che vedi giù in fondo dal mio studio”. “La cosa fantastica ed incredibile è che infatti, nel giro di 5 giorni, mi ritrovai infatti sulla cima del Baou Blanc. Non l’Himalaya, ma sempre una collina da 2200 piedi (700 mt) fatta a piedi, la migliore scalata che io ricordi!”, fu il commento di Chichester.

DIETA VEGANA, CORRERE E SUDARE

Qual’era il magico trattamento? Dieta vegana, correre e sudare al sole. E continuo incoraggiamento mentale. Aveva preso tutto da Max Bicher-Benner, il medico personale degli Zar. Guariva gente a decine e decine, senza mai usare bisturi e farmaci. Chichester sopravvisse per 13 anni. La sua storia finì poi abbastanza male, ma fu tutta colpa sua. Si dichiarava vegetariano, ma in realtà aveva convinzioni e abitudini, aberranti in fatto di alimentazione. Credeva nella capacità degli zuccheri raffinati di dare energia e resistenza al corpo. Seguiva una disastrosa dieta inglese, includente molto pesce, uova, formaggi, cioccolato, miele, sciroppi, marmellate, budini, biscotti, barrette, tavolette di glucosio, ketchup, burro salato, olio, noci, the, caffè, whiskey, ale, liquori e bevande gassate. Alla fine, dopo aver superato del tutto il cancro al polmone, nel 1971 ebbe una ricaduta nel cancro, questa volta alla spina dorsale, e nessuno lo seppe salvare.

ZERO ANSIETÀ E RIEQUILIBRIO DELLE DISARMONIE INTERNE

Un altro caso, descritto sul Medical Journal of Australia dalla dr Ainslie Meares, riguarda un giovane veterinario, il dr Ian Gawler di Adelaide. Diagnosticatogli un cancro in metastasi nel 1976 gli vennero date 2-3 settimane di vita. Questo giovane, di fronte a tale disperante verdetto, sorrideva e scherzava, quasi che la cosa non lo riguardasse. Manteneva uno stato di profonda e rigorosa meditazione, oltre che una respirazione ritmata e metodica. Uno stato di calma che non mi era mai successo di riscontrare nemmeno nei più celebri guru del pianeta. Dimostrava un bassissmo livello di ansietà. Questo evidentemente gli faceva abbassare il suo livello fisiologico di cortisolo. Ian Gowler diceva che il cancro era niente altro che la manifestazione fisica e sintomatica dello squilibrio interiore, della disarmonia creatasi al suo interno. La malattia, diceva, è lo stadio finale dello stato di allarme, della tua anima che ti avverte di cambiare se ti interessa ancora la vita. Guarì perfettamente.

ELMETTO, TUTA MIMETICA E COLTELLO TRA I DENTI

Altro caso quello del Maggiore-Generale John Medaris, capace di guarire in modo sorprendente. Aveva una operazione cardiaca a cuore aperto e tre tipi di cancro addosso all’età di 60 anni. Vent’anni dopo raccontava che lo aveva salvato il suo spirito di militare combattente, quello che le tenta tutte pur di sconfiggere l’avversario.

STOP RIGOROSO AD OGNI PROTEINA ANIMALE

L’attrice Gloria Swanson, diventata celebre scultrice ed artista a 84 anni, descrisse alla rivista Here’s Health (maggio ’79) come 50 anni prima aveva sconfitto un carcinoma all’ovaio. Il male se ne andò spontaneamente grazie a uno stop rigoroso ed immediato alla carne e alle proteine animali. Basta fluidificare il sangue e ripulire il corpo, ci pensa poi il sistema immunitario a riportarci a galla nel migliore dei modi.

NIENTE TERAPIE LOCALIZZATE PER IL TUMORE

Negli anni ’60 il dr Joseph Issels, nella sua Ringberg-Klinik in Germania, guariva il 17% dei malati terminali dichiarati “senza alcuna speranza” che venivano portati nella sua clinica. Il tutto è riportato nel testo “Time to heal” di Peter Newton-Fenbow, uno dei pazienti guariti in quella clinica. Lo stesso dr Issels ha pubblicato nel ’75 un testo dal titolo “Cancer, a second opinion” dove esprime le sue idee sul cancro. “L’idea convenzionale sul cancro è che si tratti di una malattia che colpisce una specifica parte del corpo e che quindi richiede un trattamento specifico e localizzato sottoforma di chirurgia, chermio e radiazione. Siamo totalmente contrari a tale ideologia. Alla Ringberg-Klinik crediamo che il cancro non possa mai attecchire in un corpo sano. Un corpo sano ha gli strumenti per riconoscere in tempo e per fagocitare eventuali cellule in soprannumero. Il problema è che l’uomo sembra fare a gara nel danneggiare giornalmente gli strumenti immunitari. Il tumore è una malattia dell’intero corpo. Impostare, come fa la medicina, una terapia localizzata è pura follia.

ISSELS E GERSON SUPPORTATI DA ALBERT SCHWEITZER

“Ho scoperto”, continua Issels, “che i pazienti depressi e senza speranza, tornano in piena forma se hanno la possibilità di parlare apertamente di se stessi, di raccontare le proprie sensazioni e le proprie paure ai familiari, agli amici, ai medici. Quanto alla dieta, il dr Issels commetteva dei grossi errori, in quanto si limitava ad escludere carne di maiale, salumi e prosciutti, ma approvava le altre carni e il pesce, per cui non aveva certo le percentuali alte di guarigione di Max Gerson, che puntava tutto sulla frutta (vedi suo testo “A cancer therapy – The results of 50 cases“). Nel caso di Issels il fattore numero uno di cancro che è la lipo-toxemia del sangue, non veniva di certo rimosso. Sia Gerson che Issels subirono la la cieca opposizione dei colleghi, mentre furono lodati e difesi dal dr Albert Schweitzer.

IL CASO STEVE MCQUEEN

Anche l’attore Steve McQueen rischiò di farcela, di guarire in modo spontaneo. Gli avevano prognosticato poche settimane di vita. Andò in Messico e intraprese una cura dietetica alternativa di tipo igienistico. Ebbe grosse migliorie e, dopo 3 mesi, apparve alla televisione messicana per ringraziare pubblicamente i medici locali che lo avevano aiutato nel miracolo. Solo che aveva in sé il tarlo medico dell’operazione e del togliersi di dosso in tutta fretta quel corpo estraneo chiamato cancro. Si sottopose in America all’asportazione chirurgica e ci lasciò le penne per una embolia in sala operatoria.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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