REPENTINI CALI GLICEMICI SOTTO L’ORA DI PRANZO

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LETTERA

CALI GLICEMICI VERSO L’ORA DI PRANZO

Buongiorno Valdo, ti seguo da anni e grazie a te sono diventata vegana, con enormi benefici sotto tutti i punti di vista. Cerco di essere breve per non farti perdere tempo. Sono un po’ preoccupata perchè da qualche tempo ho repentini cali glicemici, soprattutto verso l’ora di pranzo, che mi provocano tremori e senso di spossatezza.

MENU GIORNALIERO E DIPENDENZA DA CIOCCOLATO FONDENTE

Ti sintetizzo la mia dieta in breve: 6-7 arance e 2 kiwi al mattino, latte di riso con semini vari e germe di grano alle 11, pranzo con insalata mista e pane integrale, spuntino di frutta pomeridiano, cena con pasta o riso e verdure cotte. Devo purtroppo aggiungere che credo di aver sviluppato una vera e propria dipendenza dai dolci, in particolare il cioccolato fondente.

CERCO UNA STRATEGIA CONTRO I CALI GLICEMICI

Non passa giorno che non ne mangi almeno un pochino, se non lo faccio mi ritrovo letteralmente a bramare qualcosa di dolce. Come posso liberarmi da questa dipendenza e nel contempo a nutrirmi in modo da non risentire dei cali glicemici? Per il resto non posso che ringraziarti. La mia vita, e quella dei miei famigliari, è migliorata moltissimo sotto ogni punto di vista.
Grazie, con infinita stima.
Sabrina

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RISPOSTA

CONSIDERAZIONI GENERALI SU IPERGLICEMIA ED IPOGLICEMIA

Ciao Sabrina, Complimenti a te e ai tuoi famigliari per i miglioramenti raggiunti. Le belle notizie fanno sempre piacere ovviamente. Passiamo subito al problema glicemico che mi segnali. Facciamo prima delle considerazioni generali. Si parla, rispettivamente, di ipoglicemia e di iperglicemia quando il tasso di glucosio nel sangue scende al di sotto o sale al di sopra dei valori ritenuti normali. I valori normali stanno tra i 60 e i 110 mg/dL (mg di glucosio per dL di sangue). Nel corso della giornata ci sono oscillazioni, sempre considerate normali, che vanno dai 60 al digiuno fino ai 160 mg/dL dopo un pasto. L’ipoglicemia si ha sotto quota 60 e l’iperglicemia o diabete si ha oltre il valore 110.

TRASFORMAZIONE DEI CIBI IN GLUCOSIO

I carboidrati che ingeriamo con la dieta, soprattutto attraverso il consumo di frutta, dolci e cereali, vengono in gran parte trasformati in glucosio. Questo zucchero semplice rappresenta la fonte principale di energia per le cellule dell’organismo, alle quali giunge attraverso il torrente circolatorio.

FEGATO E PANCREAS ORGANI-CHIAVE

Fegato e pancreas rappresentano due organi chiave nel metabolismo del glucosio. Il fegato provvede a gestirne le riserve, sottraendolo o immettendolo in circolo a seconda delle necessità, il pancreas, con i suoi due ormoni insulina e glucagone, influenza l’attività del fegato e stabilisce la quantità di glucosio che deve passare dal sangue alle cellule in base all’effettiva disponibilità dello zucchero.

INSULINA E GLUCAGONE

La principale funzione dell’insulina secreta dal pancreas è di facilitare il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule e favorire l’accumulo di glucosio, sotto forma di glicogeno (glicogenosintesi) a livello epatico. L’insulina ha dunque un’azione ipoglicemizzante (abbassa la glicemia). Il glucagone, secreto pure dal pancreas, ha funzioni opposte a quelle insuliniche. Promuove la glicogenolisi a livello epatico (produzione di glucosio a partire dal glicogeno) e stimola la gluconeogenesi (produzione di glucosio a partire da alcuni aminoacidi, dall’acido lattico e dal glicerolo). Il glucagone ha pertanto azione iperglicemizzante (innalza la glicemia).

COSTANZA DI ZUCCHERO UTILIZZABILE NEL SANGUE

Grazie all’attività di fegato e pancreas, l’organismo riesce a mantenere una concentrazione di glucosio nel sangue relativamente costante, indipendentemente dalla disponibilità di cibo nel breve periodo di tempo. Così, ad esempio, se durante il sonno veniamo spaventati o assaliti da una belva, possiamo reagire o subito sfruttando il potere energetico del glucosio, senza dover prima fermarci a mangiare un paio di cioccolatini o qualcos’altro di simile.

PANCREAS IPERTROFICO E SANGUE VISCOSO RALLENTATORE ORMONALE

La quantità di glucosio nel sangue è un parametro fondamentale. Sia un suo eccesso (iperglicemia o diabete), che un suo difetto (ipoglicemia) rappresentano situazioni pericolose per la sopravvivenza. Queste situazioni patologiche sono frequenti nei soggetti con diabete mellito, disordine del metabolismo del glucosio causato da un’alterazione nella produzione (problemi di pancreas) o, assai più frequentemente, nell’utilizzazione precaria e rallentata dell’insulina per motivi di sangue grasso e viscoso. Il pancreas dovrebbe pesare da 70 a 110 grammi, massimo 150. Il pancreas ipertrofico e sovradimensionato si riscontra ad esempio in Filippine e Thailandia, con soggetti di 50 kg che hanno un pancreas decisamente fuori norma, in quanto mangiano troppo riso bianco stracotto più volte al giorno. La stessa cosa accade pure da noi, per troppo pane bianco e farine bianche, troppa pasta bianca e troppe pizze bianche.

CAUSE DI CRISI IPERGLICEMIA

L’iperglicemia deriva da eccessiva assunzione di cibo, specie alimenti ricchi di zuccheri e carboidrati (zucchero, pane bianco, pasta, pizza, dolci, dolci, alcol). In queste circostanze anche la frutta zuccherina come uva, cachi, fichi e banane va temporaneamente limitata. Altre cause di sbalzi glicemici posso essere delle infiammazioni concomitanti e utilizzo di farmaci.

SINTOMI DI IPERGLICEMIA

  • Bocca secca e sete intensa,
  • Dolori addominali con vomito,
  • Progressiva alterazione della coscienza, dall’irrequietezza, all’agitazione, allo stato confusionale, al coma diabetico,
  • Polso debole e rapido,
  • Pelle rossa, secca e calda,
  • Alito dal caratteristico odore di acetone,
  • Disidratazione dovuta all’urina iperosmotica indotta dall’iperglicemia,
  • Trombosi (ictus, infarto). In questi casi di emergenza e di pronto soccorso i medici devono riportare la situazione alla normalità iniettando dei farmaci ipoglicemizzanti e ricorrendo a infusioni di soluzione fisiologica.

PREVENZIONE DELLE CRISI IPERGLICEMICHE

Seguire attentamente una dieta di vegetali crudi e vitali, ricorrendo anche a succo di sedano, oppure a succo di sedano-carota-mela-topinambur. Inserire nella dieta asparago, avena, bietole, cavolo, crescione, fagiolo, mora nera da gelso, lattuga, nocciole, olio, patata, tarassaco, peperoncino, topinambur, aglio, mirtilli, ribes, papaia, pompelmo. Aggiungere gradualmente delle minestre di verdure. Fare regolare movimento e attività fisica.

IPOGLICEMIA E SUE CAUSE

L’ipoglicemia è uno stato patologico causato da basso livello di glucosio nel sangue. Provoca una nutrita serie di effetti e sintomi, la maggior parte dei quali originata da uno scarso afflusso di glucosio al cervello, che ne riduce le funzioni cognitive (neuroglicopenia). In situazioni di diabete conclamato, deriva da somministrazione eccessiva di insulina o di altri ipoglicemizzanti. La crisi ipoglicemica è infatti una complicanza dovuta non tanto al diabete in sé, quanto alla terapia attuata. Altre cause scarsa assunzione di carboidrati, digiuno prolungato, assunzione di alcolici specialmente a stomaco vuoto, sforzo fisico intenso e prolungato, vomito ripetuto.

SINTOMI DI IPOGLICEMIA

  • Cefalea e vertigini,
  • Tremore, agitazione, eccessiva irritabilità, difficoltà nella concentrazione,
  • Pelle pallida, fredda, sudata,
  • Svenimento, convulsione, sino al coma ipoglicemico (la conseguenza più grave).

RIMEDI D’URGENZA E PREVENZIONE DELLE CRISI IPOGLICEMIE

Se il soggetto è cosciente somministrare zucchero, miele o bevande zuccherate. Se il soggetto è incosciente evitare di somministrare liquidi, porre soltanto qualche pizzico di zucchero sotto la lingua. Evitare il digiuno prolungato e gli allenamenti a stomaco vuoto. Portare sempre con sé degli alimenti ricchi di zuccheri (cioccolatini, miele, uva passa, datteri, mele secche, cachi secchi, albicocche secche).

CONSIGLI SPECIFICI PER IL CALO GLICEMICO

Quanto al tuo problema specifico, ovvero alle piccole crisi ricorrenti a tarda mattina, può essere, ed è solo una mia ipotesi che tu stessa devi verificare e provare ascoltando il tuo corpo, che quanto assumi alle 11 sia leggermente affaticante dal punto di vista digestivo, e che inneschi per paradosso una piccola crisi energetico-calorica.

ESEMPI DI ADATTAMENTO MATTINIERO ALLE PROPRIE CONDIZIONI

Prova pertanto ad alzarti mezz’ora prima del solito e, dopo la solita colazione a base di arance o agrumi, con stacco di una manciata di minuti, ti sgranocchi 3 bei cespi di radicchio crudo ben masticato, accompagnato da pomodori sott’olio o da peperoni sott’olio o da funghi sott’olio, nonché da buon pane integrale con olio di oliva o con crema di olive ed olio di oliva, e metà avvocato maturo, o anche qualche mandorla-pinolo-noce. Una o due banane, oppure estratto di carota-sedano-ananas, oppure pop-corn appena fatto più del miele grezzo o dei datteri alle 10:30 circa, se senti fame, e poi pranzo alle 13 con le solite modalità, inserendo dopo la solita insalata cruda più patate e più legumi (fagiolini, piselli, lupini crudi, lenticchie, ceci). Togliere progressivamente il cacao. Vale sempre il principio irrinunciabile dell’adattamento alla propria situazione e mai a schemi fissi e generici.

Valdo Vaccaro

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