RIMEDI EFFICACI ALLE DOLOROSE COLICHE RENALI

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LETTERA

COLICHE RENALI CON FITTE COSTANTI E DOLOROSE

Salve Valdo. Mi perdoni, la disturbo nuovamente. Sono Alice. Ci siamo sentiti in merito a due coliche renali, così definite dai medici, con dolore al fianco sinistro che scende fino all’ovaia sinistra, con fitte costanti e dolorose.

Ho seguito una dieta tendenzialmente crudista per tutto il tempo, senza sgarri neppure a Natale. Ho bevuto moltissimi estratti e ora prendo tutte le mattine gocce di gemmoderivato di mirtillo rosso in acqua. Ma, nonostante questo, le scrivo dal letto, di nuovo. La terza crisi in quasi tre mesi.

Io sono fiduciosa in tutto ciò che è l’igienismo, ma ho bisogno di una soluzione, perché queste coliche sono debilitanti e devastanti. Oggi ho rimesso tutta la frutta e l’estratto che ho bevuto, e quasi nemmeno riesco a mandar giù un bicchiere d’acqua. Dunque mi chiedo, perché?

Nella mia vita non ci sono prodotti animali, né derivati di alcun tipo. Non ci sono farinacei. I cibi cotti sono quasi nulli, l’acqua è biologica, proveniente da frutta fresca. Non fumo, non bevo e fortunatamente con meditazione giornaliera sto rimettendo a posto la mia vita.

NON RIESCO A DORMIRE, A CAMMINARE E A PENSARE

Allora perché questa agonia? E soprattutto cosa fare? Non riesco a dormire, a camminare, a respirare, pensare. Le fitte sono atroci e non posso che desiderare intensamente una fiala di Toardol che mi stenda, ma almeno mi faccia dormire.

Ho il privilegio di studiare in una scuola di naturopatia e terapia olistica, con professori che sono stati dottori allopatici, per poi passare al lato oscuro. Perciò sarà uno dei miei professori a seguire la mia patologia, visto che un nefrologo non sarebbe in grado di farlo, se non imbottendomi di medicine. Dunque cosa pensa al riguardo? Perché davvero è estenuante. Mentre le scrivo fatico profondamente a mantenere salde speranza e concentrazione. Spero di sentirla, e di sicuro ci vedremo tra pochi giorni a Roma se ci riuscirò. La abbraccio e la ringrazio!
Alice

*****

RISPOSTA

I DOLORI DA CALCOLOSI RENALE SONO TRA I PIÙ DIFFICILI DA SOPPORTARE

Ciao Alice. La colica renale, che si manifesta in modo improvviso e violento, consiste in un dolore acuto che dall’area addominale o lombare scende verso l’inguine. È annoverata tra i disturbi urologici più dolorosi e tra i più antichi conosciuti, tanto che resti di calcoli renali sono stati riscontrati dai ricercatori in mummie egiziane. L’evento è scatenato dalla presenza di un calcolo renale, un agglomerato di cristalli composti dalla precipitazione dei sali che l’organismo elimina con le urine.

FORMAZIONE DEI CALCOLI RENALI

Le urine sono una soluzione formata da acqua come solvente e dai sali ed altre sostanze come soluti. Quando, per motivi svariati i sali precipitano, danno luogo ai cristalli che tendono ad aggregarsi ed ingrandirsi fino a raggiungere dimensioni visibili, formando il calcolo. Di solito i cristalli migrano con il flusso delle urine e, seguendo il flusso, passano dal sistema pileo-caliciale renale, cavità di raccolta delle urine appena formate, nell’uretere, il canale che porta le urine dal rene alla vescica. Pertanto i cristalli e i calcoli di piccole dimensioni vengono costantemente eliminati con le urine senza che il soggetto se ne accorga.

Purtroppo, a volte, per difetti del flusso urinario a livello dei calici renali, i cristalli non vengono eliminati subito. Altre volte succede che il piccolo calcolo formatosi aderisca alle pareti del sistema pileo-caliciale ingrandendosi. In altri casi ancora la quantità di sali nelle urine è talmente elevata che la precipitazione e la formazione del calcolo avvengono rapidamente da ottenerne uno di grandi dimensioni prima che il flusso urinario riesca a trasportarlo senza disturbo.

Anche quando è grosso, il calcolo è sottoposto al tentativo di eliminazione da parte dell’attività muscolare delle vie escretrici. Questo tentativo può causare problemi, in quanto le contrazioni peristaltiche, che rappresentano il movimento attivo di trasporto dell’urina da parte delle vie escretrici, incastrano il calcolo nel condotto e, ostacolando il flusso, provocano una brusca estensione delle vie escretrici. Ecco che si parla di colica.

DIVERSI TIPI DI CALCOLI

I calcoli renali sono normalmente composti da acido ossalico e da calcio. Alcuni di essi vengono definiti pietre di prato e derivano da formazioni eccessive di acido urico. Esistono comunque 4 tipi di calcoli renali:

  1. Calcoli di sali di calcio (composti da calcio e fosfato o calcio e ossalato),
  2. Calcoli di struvite (che contengono magnesio o ammoniaca e spesso sono a forma di corno e piuttosto larghi),
  3. Calcoli di acido urico (generalmente lisci, marroni, più morbidi rispetto agli altri tipi di calcoli),
  4. Calcoli di cistina (che sono spesso gialli). Generalmente i calcoli renali colpiscono le persone tra i 30 e i 60 anni, soprattutto di sesso maschile. La loro formazione è dovuta a sostanze presenti nel nostro corpo, come il calcio, l’ammoniaca (gas dal forte odore), acido urico (rifiuto prodotto dal metabolismo), cistina (aminoacido costituente delle proteine).

SINTOMI COLICA RENALE

La colica renale si manifesta con un dolore improvviso nella regione lombare che tende ad aumentare d’intensità, irradiandosi ai quadranti addominali inferiori, alla vulva, o ai testicoli per i casi riguardanti i maschi, e alla radice della coscia.

Si tratta di un dolore violento, paragonabile alle doglie di una partoriente, che inizia di solito la notte o di primo mattino, protraendosi per qualche minuto o sino a qualche ora. Il soggetto soffre talmente tanto da apparire molto agitato e alla continua ricerca di una posizione antalgica. Tra gli altri sintomi più frequenti della colica renale c’è il cardiopalmo (anomala percezione del battito cardiaco), la pollachiuria (minzione più frequente ma ridotta in quantità), l’oliguria (ridotta escrezione urinaria), nausea, vomito, pallore e sudorazione.

CURA PER COLICA RENALE

Le terapie farmacologiche, dopo un’accurata anamnesi per valutare la frequenza degli episodi e la loro localizzazione, impiega FANS (anti-infiammatori non steroidei), oppure antispastici per via endovenosa, cortisonici e antiemetici per calmare vomito, dolore e infiammazione in attesa della progressione del calcolo verso la vescica, dove sarà eliminato con le urine. Durante il decorso della colica renale, occorre dedicare del tempo al riposo, alleggerendo lo stress quotidiano con benefici bagni d’acqua calda o semplicemente con una borsa d’acqua calda applicata sulle zone dolenti, sfruttando la vasodilatazione per ridurre tensioni e spasmi.

PREVENZIONE CON RISORSE NATURALI AMICHE

Cessato il dolore acuto, occorre bere molta acqua per facilitare l’espulsione del calcolo, pianificando con piano alimentare personalizzato preparato da un dietista o nutrizionista. Per la prevenzione di tutti i tipi di calcoli, si consigliano alimenti naturali ricchi di acqua, come acetosa, aglio, anguria, bardana, carciofo, cavolo, cetriolo, cipolla cruda, finocchio, lattuga, mandorla, malva, mango, melone, nocciola, ortica, papaia, sedano, tarassaco, zucca.

ERBE CON EFFETTI ANTISPASMODICI E RICORSO ALL’OLIO DI OLIVA

Oltre alla citata malva, camomilla, melissa, timo, e tiglio risultano ottime per degli infusi. Per troncare istantaneamente il dolore da coliche un ottimo rimedio consiste nel prendere qualche cucchiaino di olio di oliva. Perdurando il dolore converrà fare dei clisteri caldi di acqua e olio d’oliva. Comprendo le lamentele. La sofferenza non comoda a nessuno. Un motivo in più per non mettersi nelle condizioni patologiche dell’insufficienza renale e nemmeno in quella della calcolosi. Non è il caso di mettere in discussione l’igienismo e le sue indicazioni. Paradossalmente, la buona dieta purificante e il rigore nelle scelte di vita, comporta spinte accessorie alla espulsione del materiale. Il solito discorso delle crisi eliminative.

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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