RIPUGNANTI CLONAZIONI BOYA-LIFE MIRATE AL RADDOPPIO DI CARNE, LATTE ED EPARINA

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LETTERA

LE STRADE FOLLI ED INNATURALI DELLA CLONAZIONE

Grande Valdo, ti rubo solo un attimo per segnalarti l’ultima follia del genere umano! Un caro abbraccio.
Antonio Armando

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ANIMALI MODIFICATI NEL MADE IN CHINA DEL PROSSIMO FUTURO

L’obiettivo è quello di aumentare e anche in modo rapido la qualità del bestiame, così da avere anche il beneplacito dell’opinione pubblica. Il fine è ovviamente commerciale e dunque con forti interessi economici. La realtà è però sotto gli occhi di tutti: ancora una volta gli animali finiscono nel mirino dell’uomo.

IMPIANTO LEADER PIANIFICATO PER TIANJIN

La Cina è infatti pronta a costruire il più grande impianto per la clonazione animale del mondo. Dunque non avremo più solo prodotti di ogni tipo Made in China, ma anche creature viventi. Dai cani ai cavalli, fino alle mucche. Il progetto, che prevede la realizzazione di un laboratorio, un centro di clonazione, una banca del gene e un centro espositivo per la scienza e l’educazione in grado di attirare investimenti per un valore di 200 milioni di yuan, sarà sviluppato all’interno dell’area per lo sviluppo economico e tecnologico di Tianjin (Teda) nel nord-est del paese.

CANI BOVINI E CAVALLI DA CORSA

L’edificio principale sarebbe già in costruzione e dovrebbe essere completato entro giugno del prossimo anno. Tra gli animali che saranno clonati ci sono cani, bovini, cavalli da corsa. Tutti saranno utilizzati per servizi commerciali e il miglioramento delle razze. Il progetto potrebbe migliorare rapidamente la qualità del bestiame e portare la scienza della clonazione un passo avanti verso l’accettazione da parte di una fetta più grande della società.

DA 100.000 A UN MILIONE DI EMBRIONI ANNO NEL SETTORE BOVINI

Il presidente di Boyalife Xu Xiaochun ha detto che il centro inizierà a produrre 100.000 embrioni bovini in un anno, per poi espandere la produzione annua ad un milione di embrioni. Dal 2000, gli scienziati hanno clonato ovini, bovini e suini. La prima azienda cinese di clonazione commerciale è stata istituita nel settembre 2014 nella provincia di Shandong, con la nascita di tre cuccioli di mastino tibetano purosangue. Tra gli animali che più probabilmente saranno oggetto di studio anche i cani da fiuto per le forze dell’ordine e i cavalli da corsa.

RIPRODUZIONE DI UN PANDA GIGANTE

Attenzione però, perché al di là dei fini commerciali c’è un annuncio da registrare che potrebbe rivoluzionare davvero il mondo animale. Il presidente di Boyalife ha anche sostenuto che la sua azienda potrebbe essere un giorno la prima al mondo a riprodurre un panda gigante clonato. Se il tentativo dovesse riuscire si potrebbe risolvere il problema dell’estinzione di molte specie animali a rischio. Fantascienza? Sarà il tempo a dirlo.

Fonte

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COMMENTO

APPARIZIONE INASPETTATA DI DIVERSE PATOLOGIE NEI CLONI

Durante gli esperimenti postumi su animali clonati sia con tecniche di clonazione che con tecniche di trasferimento nucleare si rese evidente un’anomalia che si ipotizzò potesse essere in qualche modo implicata nell’apparizione di diverse patologie nei cloni, patologie che sono appunto ascrivibili a una non corretta ricombinazione del nucleo. Inaspettatamente infatti nel genoma del clone non sembrava essere presente una sensibile preponderanza del Dna mitocondriale dell’ovocita rispetto a quello del nucleo trapiantato. Questo aspetto risultò peculiare in 7 bovini clonati su 10 analizzati.

EMBRIONI RICAVATI DA ANIMALI MACELLATI

La principale tecnica di clonazione consiste nel trasferimento nucleare (NT o Nuclear Transfer) in cui il patrimonio genetico di una cellula, proveniente da un embrione o da un individuo adulto, viene veicolato in un ovocita precedentemente maturato e poi enucleato. L’ovocita ricostruito in tal modo è stimolato ad attivarsi e ad intraprendere lo sviluppo embrionale. L’embrione ottenuto, in un determinato stadio del suo sviluppo, viene trasferito nell’utero di un madre surrogata la quale se tutto è andato a buon fine può portare a termine la gravidanza generando un perfetto clone dell’individuo donatore del nucleo. Gli ovociti possono essere reperiti in molteplici modi. Possono essere recuperati mediante aspirazione follicolare da ovaie provenienti da animali macellati o deceduti per cause naturali o mediante puntura transvaginale ecoguidata o tecnica ovum pick-up, OPU.

RISULTATI ABERRANTI E FALLIMENTARI DAL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO

Fatte queste premesse tecniche, occorre dire che, nelle esperienze concrete di clonazione, il 75% degli animali clonati muore presto, il più delle volte entro i 2 anni, mentre il 25% nasce già morto o con gravi deformità. Logico porsi pertanto l’interrogativo. Si può parlare obiettivamente di tecnologia genetica come di qualcosa di innovativo e di rivoluzionario, di qualcosa capace di apportare progresso e benessere? O non siamo invece nel campo delle sperimentazioni mostruose, dove  la mancanza di valori e di rispetto per la natura produce aberrazioni a catena?

ANDARE CONTRO NATURA NON PORTA AD ALCUN VANTAGGIO

L’idea stessa della clonazione è ripugnante sia dal punto di vista etico, estetico e scientifico. Non per niente la stessa legge vieta l’uso di queste tecniche in campo umano. Sugli animali sappiamo benissimo come ogni principio etico vada a farsi benedire, e come le tutele scompaiano. Sperimentazione, vivisezione non sono affatto scomparse, per non dire dell’olocauso sistematico con oltre 6000 creature brutalizzate ad ogni secondo che passa. Figurarsi se ci si ferma davanti ai problemi etici della clonazione.

GIÀ IL NOME BOYA-LIFE SEMBRA SCELTO A PROPOSITO

Manco farlo apposta, giù il nome dell’azienda cinese, Boyalife, risulta assai poco rassicurante. Quanto all’idea di puntare a un panda gigante, è soltanto un tentativo di imbrogliare le carte. L’interesse reale dei cinesi sta nelle cose concrete e nel risultato economico. Un milione di embrioni nel campo dei bovini e milioni di embrioni nel campo dei suini hanno l’evidente scopo di raddoppiarne le dimensioni, la resa-latte, la resa-carne e la resa eparina.

IN CINA ESISTE UNO SPICCATO SENSO DEL BUSINESS

Dalla mia tesina “Il giallo dell’eparina“, si apprende che in Cina poi, il senso del business è notoriamente spiccato e che, per aumentare il peso dell’eparina grezza, non si esita a tagliare la polvere con un estratto di cartilagine, pressata nello stesso modo delle budella, che costa un decimo dell’eparina e non è nemmeno rilevabile ai controlli da laboratorio. Nella prima metà del 2007, l’85 percento di questa eparina cinese da suino è andato in Usa e in Europa (Austria, Francia, Italia e Germania).

EPARINA CONTAMINATA

Secondo Stefano Vella, dell’Istituto Superiore di Sanità, potrebbe pure esserci stata la moria di maiali causata nel 2006 dall’epidemia della lingua blu. La carenza di animali e delle loro budella avrebbe insomma indotto gli allevatori cinesi ad aggiungere all’eparina il sospetto contaminante. La Baxter compera l’eparina da un intermediario, l’americana Spl (Scientific Protein Laboratories) che a sua volta possiede una fabbrica cinese, la Changzhow SPL di Shanghai, la quale acquista eparina grezza dai vari produttori artigianali cinesi. La Changzhow figura come impianto chimico e quindi non è sottoposta a controlli sanitari.

UFFICI FDA DIRETTAMENTE SUL TERRITORIO CINESE

La Fda americana (Food and Drug Administration) sta ora chiedendo allo stato federale uno stanziamento di 250 milioni di dollari/anno per ispezionare in modo adeguato gli impianti produttivi all’estero, visto che gli attuali 11 milioni/anno non bastano. E parla pure di aprire un ufficio Fda in Cina per far fronte alla globalizzazione del mercato dei farmaci. Intanto, la Yuan Intestine and Casing Factory a Yuanlou, si accontenta di ben poco. Dagli intestini di 3000 maiali, il signor Yuan ricava 1 kg di eparina grezza che vende poi alla Pfizer al prezzo di 900 dollari.

L’EPARINA DI MAIALE E DI BOVINO FA SCHIZZARE IN ALTO IL LURIDO BUSINESS DEI MACELLI

Un miliardo e mezzo di maiali e forse un miliardo di bovini/anno macellati ogni anno anche per l’eparina. Lo scandalo vero, non è quello, pure grave ed allarmante, dei 100 morti e dei 900 danneggiati dall’eparina difettosa, quanto quello del miliardo e mezzo di maiali necessari a produrre 500 mila kg (5 tonnellate) di eparina grezza pagata ai produttori finali con 500 milioni di dollari, ma la cui resa sul mercato del farmaco è di 10 volte tanto.

UN MERCATO DA 30 MILIARDI DI DOLLARI

Mancano i dati esatti sui bovini, dalle cui interiora si estrae pure l’eparina. Facendo debite proporzioni, possiamo calcolare che l’eparina bovina sia quantificabile in una cifra 4 o 5 volte maggiore di quella suina, per cui il fabbisogno globale di eparina si aggirerebbe sulle 30 tonnellate pagate ai produttori con 3 miliardi di dollari e una resa sul mercato di 30 miliardi. Ancora una volta uno squarcio di verità su quello che bolle in pentola, su quello che sta creando la medicina nel mondo intero.

IL VERO SCOPO DELLE CLONAZIONI STA NELLA VORACITÀ UMANA A SCAPITO DELLE CREATURE INDIFESE

Ecco dunque che possiamo a questo punto immaginare quale sia il vero scopo delle clonazioni.
Del resto i cinesi sanno di avere di fronte degli interlocutori flessibili e rammolliti. Di fronte ai pericoli dei prodotti clonati si presteranno a un lavoro di esportazione, riservando il tutto agli acquirenti statunitensi. Non successe forse la stessa cosa nel 2008-2009 con la melamina, ovvero con l’urina versata nel latte per dargli una maggiore consistenza nitro-proteica? Questo consentiva di allungare il latte con l’acqua e di superare i controlli di qualità basati sul contenuto proteico.

LO SCANDALO DELLA MELAMINA DOVREBBE INSEGNARE QUALCOSA

La Cina rimase letteralmente sconvolta. A pagare con la vita per condanna esemplare furono “solo” due dirigenti della Sanlu, accusati di aver prodotto e diffuso latte in polvere contaminato con una sostanza altamente tossica di solito adoperata nella fabbricazione di materiali plastici, causando la morte di sei bambini, provocando calcoli renali e altri problemi urinari ad altri 300 mila neonati. Ma la cosa sbalorditiva per gli stessi cinesi è che la Fda, anziché farne un problema di rigore, cambiò le specifiche e i limiti di tolleranza, rendendo accettabili e legali gli sforamenti e i trucchetti ideati dai dai suoi furbastri e disonesti produttori. Vedi mie tesine “Lo scandalo del latte e della melammina“, “Latte colpevole e melammina innocente“, “Oro nero, oro bianco, oro rosso“.

MANCANZA DI ORIENTAMENTO ETICO E PROFONDO MALESSERE ESISTENZIALE

Come dire che oggi, allo stato attuale delle cose, è perfettamente legale produrre e vendere del latte con un limitato contenuto di pipì. Se queste non sono cose che suscitano nausea, repulsione e voltastomaco, non so cos’altro ancora di perturbante ed impressionante ci potrebbe ancora accadere. La questione delle clonazioni è tutta nella direzione di un profondo malessere sociale e di una assoluta mancanza di equilibrio, di etica, di orientamento.

Valdo Vaccaro

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