SALIVAZIONE E MUCOSITÀ, GAMMA GT E FUNZIONALITÀ EPATICA

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LETTERA

BISOGNA PREOCCUPARSI DI FRONTE A DELLE GAMMAGLUTAMILTRANSPEPTITASI ALTE?

Salve Valdo, ho scoperto di recente i suoi articoli e li considero interessanti. Volevo chiederle alcune informazioni. Avere una intensa salivazione ed essere costretti ad espellere catarro dalla gola in modo frequente, a cosa può essere dovuto? Inoltre vorrei anche un parere sui valori delle gamma GT. Se sono intorno a 90, quindi alti, ma con valori normali di transaminasi, e negli altri parametri. Bisogna preoccuparsi? Grazie.
Alessandra

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RISPOSTA

IMPARARE L’ARTE DI SAPERSENE FREGARE

Ciao Alessandra. La prima regola, di fronte a qualsiasi carta, di fronte a qualsiasi documento, di fronte a qualsiasi dato diagnostico, di fronte al corrugamento della fronte di qualsiasi medico che cerchi per sua abitudine o per sua espressa volontà di spaventarti, è di non dare alcuna importanza a ciascuno di essi, ossia di trattarli come non ci fossero. La stessa cosa vale persino di fronte a un segnale del corpo, che ha molto più valore e molta più credibilità di tutto il resto.

NON SIAMO SCIMMIE E NEMMENO STRUZZI

Perché questo? Non si tratterà mica di fare come le scimmiette che, di fronte al pericolo di mettono le mani pelose sugli occhi? Oppure come gli struzzi, che di fronte al felino affondano il capo sotto la sabbia? No. Noi siamo esseri pensanti al pari di struzzi e scimmie, ma in più siamo anche soggetti ai pensieri ed alle elucubrazioni della cultura, ingredienti se vogliamo preziosi e caratterizzanti, ma anche pieni di insidie. A tal punto che possiamo persino auto-intossicarci con le false paure e le false fissazioni.

LA LINGUA UCCIDE PIÙ DELLA SPADA PER CUI SONO D’OBBLIGO LA GENTILEZZA, IL RISPETTO E LA PRUDENZA

Basta dire a una persona sana che ha il mal di fegato (anche se in quel momento non è affatto vero), basta dirglielo apportandoci pure qualche elemento esplicativo (soprattutto se indossiamo una divisa qualsiasi o meglio ancora un camice bianco o verde), e quella persona finirà per avere effettivamente il mal di fegato. Tanto siamo vulnerabili, influenzabili e plasmabili dall’esterno, secondo gli schemi delle psicopittografia, ossia dei dipinti e dei disegni immaginari che mettiamo in essere nei meandri del nostro cervello.

IL RESPIRO CORTO CI RENDE TROPPO VULNERABILI

Capisci dunque l’importanza di fare tutti i giorni mezz’ora di rieducazione respiratoria e di raddoppiare, triplicare e quintuplicare le varie fasi di inspirazione-trattenimento-espirazione-apnea, rendendo la respirazione lunga e ritmata, e mai corta e cardiopatica? Chi respira lungo non si farà condizionare troppo, non subirà i traumi emotivi più del necessario, e saprà navigare sopra le melme, le insidie, e persino gli scogli che rendono il percorso ansiogeno ed inquieto per troppa gente.

LA GAMMA GT È UN ENZIMA CHE SI TROVA IN TUTTI GLI ORGANI INTERNI

La gamma GT o gammaglutamiltranspeptidasi è un enzima contenuto a livello microsomiale (o cellulare) in organi come il fegato, il cuore, il pancreas, l’intestino tenue, la milza e il rene. Il dosaggio di gamma GT costituisce, in particolare, un indice per la valutazione della funzionalità del fegato. Il valore max di riferimento è di 38 U/L per la donna e di 55 U/L per l’uomo.

MICROSOMA E MICROSOMIALE

Il linguaggio medico è molto particolare e occorre sempre sviscerane i significati, altrimenti perdi una parola e non ci capisci più nulla. Qui la parola sotto accusa è microsomiale, che deriva da microsoma. Il microsoma è una particella corpuscolata che si ottiene da vari tipi di cellule animali mediante omogeneizzazione e centrifugazione ad altissime velocità. Per esempio i microsomi sono in gran parte costituiti da frammenti del reticolo endoplasmatico cellulare e contengono i fattori che di norma aderiscono alle membrane di tale reticolo. Fattori che rispondono ai nomi di fosfolipidi, acido ribonucleico, enzimi vari.

VACUOLO E SIMIL-VACUOLARE

I microsomi sono organelli cellulari simil-vacuolari distribuiti nel citoplasma e formati da doppia membrana al pari della membrana plasmatica della cellula. Contengono vari enzimi deputati al metabolismo dell’alcol, dei lipidi e di numerosi farmaci, oltre che alla neutralizzazione dei radicali liberi (mediante un enzima chiamato catalasi). Le cellule dotate in maggior numero di microsomi sono gli epatociti, che sono specializzati nella trasformazione di numerosi farmaci con cinetica di primo passaggio. Sono assimilabili ai lisosomi, agli endosomi, o, per certi versi (come per il metabolismo dell’etanolo ed altre sostanze, attraverso il CYP), ai mitocondri. Anche qui si parla di vacuoli ed è opportuno spiegarne il significato. I vacuoli sono piccolissime cavità all’interno del citoplasma cellulare, generalmente contenenti del materiale liquido.

IL CONCETTO DI SOMA CI AIUTA A CAPIRE IL PNEUMA, LA PSYCHE E L’ANIMA

Per completare il quadro, definiamo pure il concetto di soma, che fa parte di una gamma basilare di termini come daimon o demon (genio sovrumano), soma (corpo fisico), pneumatos (spirito benigno o maligno), namas (in linguaggio hindi sta per riverenza ed inchino), atman (spirito e buddhità interiore), pneuma (soffio, respiro, alito divino), psyche (anima umana con mente e personalità acculturata).
Con lo stoicismo ellenico del 300 a.C (Socrate-Platone) il pneuma viene aggiunto ai soliti 4 elementi acqua-aria-terra-fuoco. Poi, con San Paolo, si ha la separazione tra le cose del soma (carne, corpo, uomo) dalle cose del pneuma (spirito-anima). Separazione che si trasforma poi nel concetto filosofico della filosofia occidentale dei 3 corpi soma (corpo fisico), psiche (corpo mentale) e anima (corpo spirituale). Contestualmente, la parola spirito viene associata ai significati di vita, vitalità, brio, vibrazione, energia esuberante, persino al significato di alcol (in lingua araba). Gli autori da leggere sono Leibniz, Wolff e Rosmini.

RUOLO BIOLOGICO DELLA GAMMA GT

La Gamma glutamil transferasi (o gamma GT) è un enzima coinvolto nel trasferimento del gruppo gamma-glutamilico da un peptide all’altro. Risulta importante nel trasferimento degli aminoacidi attraverso la membrana plasmatica, nel metabolismo dei leucotrieni ed in quello del glutatione.

LEUCOTRIENI

I leucotrieni sono sostanze coinvolte nelle reazioni asmatiche, allergiche ed infiammatorie. Sono secreti da alcuni tipi di globuli bianchi, donde il nome leuco=bianco più trieni=tre doppi legami coniugati tra gli atomi di carbonio. La loro distribuzione nell’organismo è pressoché ubiquitaria. Vengono sintetizzati a partire dall’acido arachidonico, grazie all’azione dell’enzima 5-lipossigenasi. I leucotrieni sono liberati dai leucociti e da altre cellule durante le reazioni allergiche ed infiammatorie.

PRODUTTORI DI MUCO, DI INFIAMMAZIONI MIRATE E DI AZIONI IMMUNO-TATTICHE

L’azione più evidente e conosciuta, propria di un sottogruppo di leucotrieni chiamati cisteinilleucotrieni (LTC4, LTD4, LTE4), è quella di determinare la costrizione dei bronchioli situati all’interno del tessuto polmonare, in maniera 1000 volte più intensa di quella provocata dall’istamina. Oltre a tale azione, i cisteinileucotrieni aumentano la produzione di muco (catarro), aumentano la permeabilità vasale (edema o gonfiore) ed hanno azione eosinofilotattica (richiamano gli eosinofili, globuli bianchi o leucociti coinvolti nella difesa da infestazioni parassitarie).

GLUTATIONE, POTENTE ANTIOSSIDANTE PRODOTTO DALL’ORGANISMO

Il Glutatione è un tripeptide dalla struttura lineare costituito dagli aminoacidi acido glutammico, cisteina e glicina. È sintetizzato direttamente dal nostro organismo e si è dimostrato il più potente ed importante fra gli antiossidanti naturali endogeni essendo in grado di svolgere numerose e peculiari funzioni.
Il Glutatione è presente nel corpo umano in due distinte forme chimiche: una ridotta ed una ossidata il cui rapporto all’interno delle cellule è di circa 500:1. Per l’elevata capacità di cambiare il suo stato chimico, potendo a seconda delle necessità ossidarsi e ridursi, il Glutatione funge nelle cellule da tampone sulfidrilico, proteggendo numerose sostanze e in particolare i gruppi tiolici delle proteine dall’azione deleteria dei perossidi e dei radicali liberi dell’ossigeno.

GLUTATIONE E SELENIO PROTEGGONO DAI RADICALI LIBERI E DALLA PEROSSIDAZIONE LIPIDICA

Il Glutatione insieme al selenio forma poi la glutatione perossidasi, un enzima che ha un’importante funzione antiossidante a livello intracellulare. Questo enzima infatti, catalizzando la reazione di demolizione dell’H2O2, detossifica dai perossidi proteggendo le cellule sia dai danni dei radicali liberi che dalla perossidazione lipidica.

GLUTATIONE ATTIVATORE VITAMINICO E CHELANTE DEI MINERALI TOSSICI

Il Glutatione, oltre all’azione anti-radicali liberi, ha la funzione di mantenere la vitamina-C e la vitamina-E nella loro forma attiva, e svolge pure un importante ruolo come sostanza disintossicante. La sua capacità chelante infatti gli consente di facilitare l’eliminazione dall’organismo di alcuni metalli pesanti e tossici come cadmio, piombo, alluminio e mercurio.

OGNI ACIDOSI, OGNI DIMINUZIONE DI GLUTATIONE È UN ATTENTATO ALLA SALUTE

Il Glutatione riveste inoltre anche un importante ruolo nel sistema immunitario. È stato osservato infatti che è in grado di proteggere i leucociti neutrofili dagli effetti nocivi dell’acqua ossigenata e di altri radicali ossidanti che si formano durante i processi di fagocitosi. Inoltre, il deficit, nei leucociti e nelle colture dei fibroblasti cutanei, degli enzimi glutatione-sintetasi e glutatione-reduttasi, non solo espone queste cellule ad un maggior danno ossidativo ma, cosa più importante, ne riduce marcatamente le capacità battericide.

NON ESISTONO PILLOLE MA SOLTANTO FRUTTA E VERDURA AL NATURALE, NON COMPROMESSE DA COMPRESENZA DI SALME ANIMALI

Le concentrazioni organiche del Glutatione generalmente tendono a ridursi, come avviene per altre sostanze ad azione antiossidante, con l’avanzare dell’età, durante alcune patologie e con l’uso di determinati farmaci. Purtroppo però nel caso del Glutatione, a differenza di quanto accade per gli altri antiossidanti naturali (frutta, verdura cruda, acqua biologica zuccherina, clorofilla cruda, bioflavonoidi), la supplementazione per via orale risulta del tutto inutile.

STRETTO LEGAME TRA GAMMA GT E SISTEMA EPATO-BILIARE

Tornando alle Gamma GT, perché sono così importanti? Il dosaggio della gamma GT è utilizzato nello screening e nel trattamento delle patologie del fegato e delle vie biliari, quali cirrosi, colestasi e tumori epatici primari e secondari. Nonostante la Gamma glutamil transferasi sia riscontrabile nelle membrane cellulari di moltissimi tessuti, tra cui rene, pancreas, milza, cuore, cervello e vescicole seminali, le sue concentrazioni nel siero sembrano dipendere principalmente dalla salute del sistema epatobiliare. Per questo motivo, alti livelli di GT nel sangue sono comunemente riscontrabili in tutte le malattie del fegato e delle vie biliari.

GT INDICATIVE MA NON INFORMATIVE SUL DANNO EPATICO

L’importanza clinica di questo enzima è tuttavia diminuita dalla bassa specificità. Un valore particolarmente alto di gamma GT indica infatti la probabile presenza di un danno epatico, ma non dà alcuna informazione sulla sua origine. Pertanto, il dosaggio plasmatico di questo enzima fornisce ben poche informazioni aggiuntive rispetto a quelle derivanti dalla determinazione delle transaminasi, della fosfatasi alcalina, della bilirubina, della fosfatasi alcalina ALP, e del PYT o tempo di protrombina. Il contemporaneo dosaggio della glutamil transferasi e della fosfatasi alcalina (ALP), ci dice se l’aumento di quest’ultima è di origine epatica (entrambi i valori sono aumentati) o se è dovuto ad un problema del tessuto osseo (aumenta solo la fosfatasi alcalina). Le GT sono elevate nelle persone che consumano più di 60 g di alcol al giorno, ed anche in quelle che assumono farmaci o presentano segni di cirrosi, colestasi ed infiammazioni epatiche di vario tipo.

GT ALTE ED ASSUNZIONE DI ALCOL

Una gamma-GT alta rappresenta un indice particolarmente sensibile di alcolismo. Negli alcolisti, la GT sierica aumenta per un meccanismo di induzione enzimatica, quindi indipendentemente dalla presenza o meno di danno epatico alcol-correlato (se presente, comunque, l’aumento della gamma-GT è più consistente). Il rialzo della GT è quindi tipicamente associato all’eccessivo consumo di alcol, soprattutto quando gli esami del sangue mostrano un aumento sproporzionato rispetto al rialzo degli altri markers di funzionalità epatica (ALP o ALT). Negli alcolisti i livelli di gamma-GT ritornano alla normalità non prima di 3-4 settimane dalla sospensione dell’assunzione di alcol. Questo test è quindi particolarmente utile per seguire nel tempo i programmi di disintossicazione alcolica.

PRODUZIONE ECCESSIVA DI SALIVA, O SCIALORREA

Sintomo comune di certi disturbi nervosi, avvelenamenti, infezioni (rabbia) e varie affezioni della mucosa orale (carie, stomatite, protesi difettose) e di quella gastrointestinale (ernia iatale). Scialorrea e ptialismo sono sinonimi, tratti dal linguaggio medico, che denotano un anomalo ed eccessivo accumulo di saliva nella cavità boccale, associato, talvolta, ad un’ipersecrezione salivare. Il termine “scialorrea” deriva dalla radice greca sciaglio=saliva ed indica lo “scorrimento” della saliva che si accumula in bocca e, spesso, cola dalle labbra.

SCIALORREA EMOTIVA E PSICOGENA

La salivazione abbondante ed eccessiva, inoltre, potrebbe rappresentare un fenomeno occasionale, quindi risolversi nel corso della giornata. Si parla di scialorrea emotiva quando l’abnorme produzione salivare è provocata da fattori psicogenesi. Non è inconsueto notare una sovrabbondante produzione di saliva nei soggetti ansiosi. Per fare un esempio, nei pazienti particolarmente agitati che si sottopongono ad interventi odontoiatrici, si registra una produzione eccessiva di saliva, tanto da costringere l’odontoiatra ad aspirare continuamente con le cannule la saliva dalla bocca del paziente.

SCIALORREA E GRAVIDANZA

Durante la gravidanza, le gestanti lamentano spesse volte “una salivazione incontrollata, abbondante e fastidiosa” che si protrae, generalmente, sino al terzo-quarto mese di gestazione. L’iperemesi gravidica indica una condizione correlata alla gravidanza in cui la futura madre soffre di nausea e vomito, disturbi che creano notevole disagio. È comprensibile come i due fenomeni (scialorrea ed iperemesi gravidica) siano strettamente legati. La scialorrea in gravidanza sembra causata non tanto dall’aumento della secrezione salivare, quanto da una considerevole difficoltà alla deglutizione. La scialorrea durante la dolce attesa è considerata un vero e proprio ptialismo emotivo, poiché molte donne si mostrano particolarmente sensibili allo stress indotto dalla gravidanza. In quest’ultimo caso, la scialorrea potrebbe protrarsi anche dopo il quarto mese di gestazione, sino a perdurare, addirittura, per tutti i nove mesi di gravidanza. Per riflesso, la donna tende a deglutire continuamente la saliva prodotta in eccesso. Così facendo, tuttavia, s’introduce anche aria, che a sua volta potrebbe essere un possibile fattore scatenante per l’aerofagia e per le turbe che interessano l’apparato digestivo in generale.

SCIALORREA ODONTOIATRICA

La scialorrea è una condizione molto diffusa tra gli anziani, provocata, sostanzialmente, dalle protesi dentarie, che potrebbero generare una certa difficoltà nella deglutizione. A tal proposito, la saliva tende ad uscire dalla bocca e a depositarsi ai lati delle labbra. Ancora una volta, in simili circostanze, la salivazione sembra aumentata, ma in realtà la quantità di saliva rimane invariata: la causa che provoca l’accumulo della saliva è correlata alla mera difficoltà di inghiottire.

SCIALORREA PATOLOGICA DEGLI ANZIANI

Com’è noto, con l’avanzare dell’età, uomini e donne sono anche soggetti a patologie, a causa di un indebolimento generale dell’organismo. Le statistiche indicano correlazioni tra morbo di Parkinson, sindromi extrapiramidali e miastenia grave, patologie tipiche della vecchiaia. Molti anziani, pertanto, sono assidui consumatori di alcuni farmaci, che, come vedremo nel paragrafo successivo, concorrono alla formazione di scialorrea.

SCIALORREA FARMACOLOGICA

Numerose sostanze farmaceutiche possono indurre sonnolenza e rallentare i movimenti, provocando difficoltà nella deglutizione con conseguente “ristagno” di saliva nella cavità boccale. Le benzodiazepine in generale ed il nitrazepam in particolare potrebbero provocare un abnorme accumulo di saliva in bocca e stimolare l’iper secrezione delle ghiandole salivari. I farmaci neurolettici possono generare effetti collaterali contrapposti: alcune specialità medicinali possono provocare secchezza delle fauci, altre scialorrea (es. clozapina ed olanzapina). Ancora, l’adrenalina, l’albumina (importante nella regolazione del volume plasmatici), l’irinotecan (chemioterapico) e i farmaci colinergici (utilizzati, per esempio, nell’Alzheimer) stimolano la produzione di saliva, mentre è stato osservato che il suxametonio (sostanza utilizzata come coadiuvante nelle anestesie e nei trattamenti di ortopedia) esplica il proprio effetto impedendo la corretta deglutizione, quindi favorendo la scialorrea. Quando la scialorrea è provocata dallo stato psicotico del paziente, il medico può consigliare farmaci che attenuino lo stato d’ansia del soggetto, poiché di riflesso, l’effetto ansiolitico provoca la diminuzione della produzione di saliva. Lo specialista può consigliare anche specialità medicinali anticolinergiche, atte a depotenziare la secrezione di saliva senza eliminarla completamente.

ECCESSO DI MUCO ALLA GOLA

Avere la gola piena di muco può essere una condizione che genera molto imbarazzo e frustrazione. Può essere il risultato di un’allergia o dell’influenza stagionale. In ogni caso è qualcosa di cui tutti desiderano sbarazzarsi al più presto. Mentre attendi che la natura faccia il suo corso, prova ad agevolarla con dei semplici rimedi.

CONSIGLI MEDICI CONTRO IL MUCO

1) Soffia regolarmente il naso, anche quando non senti il bisogno di liberare i condotti nasali (mantenere le narici libere impedisce che il muco si accumuli in gola). 2) Sciogli in un bicchiere di acqua tiepida mezzo cucchiaino di sale. Mescola bene e fa, più volte al giorno, dei gargarismi con questa soluzione. L’acqua salata aiuta a fluidificare il muco, favorendone l’espulsione. Non ingoiare la soluzione, potrebbe disidratare l’organismo. Quando hai finito, sputa l’acqua salata nel lavandino e fa’ dei gargarismi con dell’acqua per rimuovere i residui di sale. 3) Assumi del miele, aggiungi dello zenzero in polvere e mischia bene. Un cucchiaino di questo composto più volte al giorno. 4) Non mangiare prodotti lattiero-caseari. Consumare latte, gelati e i latticini in genere aumenta la naturale produzione di muco. L’assunzione di questi alimenti porta alla produzione di muco molto denso che si attacca alla gola. Evita, quindi, il latte e i suoi derivati dalla dieta per alcuni giorni, fino a che la situazione non sarà migliorata. 5) Smetti di fumare.

MALATTIE DEL FEGATO E SEMPLICE PRELIEVO EMATICO

La salute del fegato può essere valutata con un semplice e comune prelievo di sangue da una vena dell’avambraccio. Il campione ematico così ottenuto viene quindi analizzato in laboratorio allo scopo di dosare i markers di funzionalità e salute epatica (cioè di stabilire la concentrazione plasmatica delle sostanze che hanno a che fare con l’efficienza e l’ntegrità strutturale dell’organo). Vediamo ora nel dettaglio quali sono questi valori e che significato attribuire ad eventuali anomalie. Prima di elencarli, comunque, è bene precisare che si tratta generalmente di indici aspecifici, tali per cui eventuali variazioni in eccesso o in difetto non indicano necessariamente un problema epatico. Per questo motivo, per identificare con sicurezza una malattia del fegato, oltre a confrontare i valori di più markers può rendersi necessario il ricorso ad ecografie o biopsie dell’organo.

MALATTIE DEL FEGATO

Si parla di 1) Epatiti A-B-C-D-E, che ormai la stessa medicina riconduce principalmente a intossicazioni (alcol, farmaci, veleni), più che a fattori batterico-virali concomitanti. 2) Steatosi epatica non-alcolica (accumulo di grasso interno all’organo, tipico delle persone obese, evolvibile in steatoepatite o cirrosi). 3) Cirrosi (formazione di tessuto fibroso e cicatriziale che rimpiazza le cellule morte a causa di alcolismo, farmaci e sostanze tossiche. 4) Emocromatosi (malattia ereditaria causata dall’accumulo di ferro nell’organismo, che può causare danni importanti a livello del fegato e di altri organi). 5) Cancro al fegato (grave malattia del fegato determina un aumento volumetrico dell’organo, che in fasi avanzate è tale da produrre dolore). Si associa frequentemente a cirrosi epatica. 6) Malattia di Wilson (accumulo di rame nei tessuti del cervello e del fegato). 7) Colangite sclerosante (infiammazione dei dotti biliari che si restringono ostacolando il deflusso della bile che si accumula nel fegato danneggiando le sue cellule). 8) Cirrosi biliare (malattia che colpisce le vie biliari intraepatiche con danni al parenchima epatico). 9) Sindrome di Gilbert (disordine che altera il metabolismo della bilirubina). 10) Glicogenosi di tipo II (accumulo di glicogeno nel muscolo scheletrico).

TESINE DA LEGGERE

Valdo Vaccaro

DISCLAIMER: Valdo Vaccaro non è medico, ma libero ricercatore e filosofo della salute. Valdo Vaccaro non visita e non prescrive. Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono sostituire il parere del medico curante.

 

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